In allegato, il protocollo d’intesa e la circolare diffusa dall’Upi
In allegato, il protocollo d’intesa e la circolare diffusa dall’Upi
Nell’ambito dei lavori dell’Assemblea Generale delle Province italiane lunedì 13 ottobre 2008, alle ore 18.00, presso il Nuovo Auditorium della Provincia, Corso Inghilterra 7/9, Torino, è stata convocata un’Assemblea nazionale degli Assessori all’Istruzione delle Province Italiane.
Questa Assemblea fa seguito a quella tenutasi lo scorso 3 ottobre a Roma, nella quale è stato approvato l’ ordine del giorno che trovate in allegato.
“E’ inaudito che un Governo che continua a parlare di federalismo, sulla scuola e sull’istruzione evochi a se tutte le decisioni, rifiutando il confronto con le altre istituzioni e sminuendo il ruolo di Regioni, Province e Comuni”. Lo afferma Angela Cortese, Assessore all’Istruzione della Provincia di Napoli e Coordinatrice Upi degli assessori all’istruzione delle Province.
“Province e Comuni – aggiunge la Cortese – contribuiscono per oltre 10 miliardi l’anno al funzionamento della scuola. Abbiamo pieno titolo a partecipare da protagonisti alla discussione sui provvedimenti che il Governo intende emanare sulla scuola. Invece mai fino ad oggi i Comuni o le Province sono stati ricevuti dal Ministro.
Tra l’altro nel decreto sul contenimento della spesa sanitaria, all’articolo 3, il governo ha pensato bene di inserire una norma che prevede il commissariamento di Regione, Province e Comuni, se non faranno il piano di dimensionamento scolastico entro il 30 novembre. Una ingerenza, questa, in funzioni proprie delle Autonomie locali, che dimostra una chiara intenzione accentratrice”
Proseguire in Parlamento il confronto avviato in questi mesi sul federalismo fiscale per raggiungere un risultato condiviso ed evitare un federalismo conflittuale e quindi dannoso. E’ questo l’invito contenuto in una lettera che i Presidenti delle Associazioni rappresentative delle Autonomie locali, Leonardo Domenici (ANCI), Vasco Errani (Conferenza delle Regioni e delle Province autonome) e Fabio Melilli (Upi) hanno indirizzato al Presidente del Senato Renato Schifani e al Presidente della Camera, Gianfranco Fini .
“Regioni, Province e Comuni – si legge nella lettera – ritengono che il dialogo avviato in questi mesi sul federalismo fiscale debba continuare ora in Parlamento e con le forze politiche di maggioranza e di opposizione, consapevoli che la condivisione dell’assetto finanziario e fiscale rappresenta un obiettivo di tutti, e che la realizzazione del più ampio consenso in Parlamento e con i livelli istituzionali sia la strada per evitare un federalismo conflittuale e quindi dannoso”.
“Con l’approvazione in via definitiva da parte del Consiglio dei Ministri dello schema di disegno di legge delega in materia di federalismo fiscale – scrivono i tre Presidenti – si è percorso un primo importante tratto del tragitto, difficile e necessario, per avviare a definitivo compimento la lunga fase di transizione istituzionale”.
“Regioni, Province e Comuni – ricordano Errani, Melilli e Domenici – hanno in questi mesi sostenuto un confronto serio e responsabile con il Governo e con i Ministri proponenti per far sì che il futuro assetto fiscale e finanziario sia il più possibile equilibrato, non si risolva in un aggravio di costi ed oneri per i territori, con conseguenze sul soddisfacimento dei diritti fondamentali dei cittadini e sulla realizzazione dei principi di solidarietà e di coesione sociale”.
I Presidenti si dichiarano quindi “disponibili a concordare le forme e le modalità più utili per concorrere a rendere fecondo e completo l’esame del provvedimento”
Federalismo fiscale, riforme istituzionali, e nuovo protagonismo delle Province in Italia e in Europa: saranno questi i temi chiave dell’Assemblea Generale delle Province italiane, che si terrà a Torino dal 13 al 15 ottobre prossimo (Nuovo Auditorium della Provincia, Corso Inghilterra 7/9).
“Attraversiamo una fase cruciale nel dibattito sul futuro assetto del Paese – sottolinea il Presidente dell’Upi Fabio Melilli – L’approvazione della delega sul federalismo fiscale è stato solo un primo passo in un cammino di riforme che si preannuncia non facile, ma che ormai è davvero indispensabile. Per questo ci auguriamo che l’Assemblea dell’Upi possa essere un momento di grande riflessione fortemente partecipata e aperta ai contributi delle forze economiche e sociali”.
“Siamo orgogliosi di ospitare a Torino l’Assemblea delle Province d’Italia – commenta il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta – e ci aspettiamo in questa occasione risposte chiare dal governo sul futuro dei nostri Enti; porteremo anche un confronto sul ruolo dell’Ente intermedio in Italia, Francia, Spagna e Germania”.
Il programma prevede per lunedì la sessione inaugurale a partire dalle 16,00, con gli interventi del Presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, il Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso e il Sindaco di Torino Sergio Chiamparino.
Dopo la relazione del Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, il Ministro delle Regioni On. Raffaele Fitto terrà le conclusioni.
Nella sessione della mattina del 14 ottobre, dove si parlerà di riforme istituzionali e Codice delle Autonomie, sono previsti tra gli altri gli interventi del Sottosegretario all’Interno on. Michelino Davico, del Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato Carlo Vizzini, e la Senatrice Mariangela Bastico.
Nel pomeriggio del 14 ottobre si parlerà di Province in Europa, con i Presidenti delle associazioni delle Province di Francia, Spagna e Germania. In programma tra l’altro l’intervento dell’On. Piero Fassino e le conclusioni del Ministro per le Politiche Europee On. Andrea Ronchi.
La terza giornata dei lavori mercoledì 15 è dedicata al tema del federalismo fiscale, e vedrà, tra gli ospiti, l’On. Linda Lanzillotta, il segretario Confederale della Uil Guglielmo Loy, il Presidente dell’Anci Leonardo Domenici e il Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani.
A chiudere i lavori dell’Assemblea sarà il Ministro dell’Interno, On. Roberto Maroni.
Preoccupazione, allarme e sconcerto per il vulnus all’autonomia delle Istituzioni Locali, costituito dai vincoli alle operazioni di dimensionamento degli istituti e di razionalizzazione della rete scolastica, già impliciti nella manovra finanziaria e nelle indicazioni del piano programmatico contenuti nel Dcereto Gelmini.
E’ quanto si legge nell’Ordine del Giorno approvato dall’Assemblea Nazionale degli Assessori provinciali all’Istruzione, riuniti a Roma per discutere del decreto Gelmini.
Tra le altre cose, gli Assessori hanno voluto sottolineare “la frettolosità di provvedimenti” sul dimensionamento degli istituti e sulla ridefinizione dei piani degli indirizzi di studio superiore;la preoccupazione per la riduzione del tempo scuola, soprattutto nella scuola primaria “che comporterà una crescita qualitativa e quantitativa della domanda di servizi alle famiglie”; per l’innalzamento del rapporto studenti docenti “anche in termini di ricadute organizzative e strutturali, ed il taglio netto dell’orario di sostegno che interviene ad annullare ogni condizione per una reale integrazione degli studenti disabili, tanto dal punto di vista della didattica quanto in termini di servizi”.
In allegato, l’ordine del giorno approvato all’unanimità
Ieri sera si è riunita la Conferenza Unificata per rilasciare il parere sullo schema di Disegno di legge delega sul federalismo fiscale.
La riunione non è stata affatto rituale, ma anzi ha visto un dibattito acceso tra tutti i partecipanti, tanto che si è prolungata fino a tarda notte.
Anci ed Upi hanno presentato alcune proposte unitarie di emendamenti, che trovate in allegato, ed hanno dichiarato di essere pronte a concedere il parere favorevole, solo dopo l’accoglimento di questi emendamenti.
Il testo è stato, che è stato oggi approvato dal Consiglio dei Ministri, sarà al centro di un dibattito approfondito nel corso dell’Assemblea Generale di Torino, nel quale è previsto anche un confronto con il Ministro Calderoli e con i rappresentanti di Regioni e Comuni.
In allegato, il programma dell’assemblea Nazionale delle Amministratrici e delle Elette nelle Province, che si terrà a Torino il prossimo lunedì 13 ottobre.
La Provincia di Taranto in prima linea per la tutela delle aree protette. Positivo il bilancio dell’attività svolta dalla competente sezione della Polizia provinciale che nel periodo estivo ha intensificato i controlli. Come sempre, si opera sia sul versante della prevenzione sia su quello della repressione e denuncia di eventuali abusi perpetrati ai danni del patrimonio paesaggistico.
Per quanto riguarda il territorio saline e dune di Torre Colimena, in agro di Manduria, appartenenti alla riserva naturale regionale “Litorale Tarantino Orientale”, gli agenti della Polizia provinciale hanno provveduto a comminare 63 sanzioni amministrative e costretto all’allontanamento centinaia di persone che a bordo di mezzi motorizzati, soprattutto auto, moto e camper, tentavano di introdursi in zone di particolare pregio ambientale, violando così i confini della riserva. Tale consuetudine stava determinando la distruzione sistematica delle specie vegetali tipiche della macchia mediterranea, tra cui lentisco, mirto, cisto, specificamente protette dal vincolo regionale. Di qui la necessità, per gli uomini della sezione Aree protette dell’Assessorato provinciale all’Ambiente, di pattugliare quotidianamente tutta la zona.
“Anche queste attività, unitamente al controllo stradale, venatorio e ambientale – commenta l’assessore provinciale all’Ambiente, Michele Conserva – attestano la presenza costante della Polizia provinciale sul territorio ionico. Ed è confortante, su questo tema, registrare l’apprezzamento di quanti, insieme a noi, ogni giorno si battono per la tutela e la salvaguardia del nostro patrimonio naturalistico. È il caso, per esempio, del dottor Andrea Occhilupo, direttore della riserva ‘Litotale tarantino orientale’ che ha condiviso e incoraggiato la nostra azione. A lui va il mio personale ringraziamento che mi sento di rivolgere anche a tutti gli uomini della Polizia provinciale coinvolti nell’operazione, ottimamente diretti dal capitano De Gennaro. Quasi superfluo aggiungere – conclude Conserva – che la nostra attività proseguirà senza sosta ed anzi, se possibile, sarà rafforzata”.
Nell’audizione della Commissione trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera dei Deputati per “l’Indagine conoscitiva sull’assetto e sulle prospettive delle nuove reti del sistema delle comunicazioni elettroniche” è intervenuto per le province l’assessore della provincia di Brescia, Corrado Ghirardelli, coordinatore degli assessori all’innovazione dell’UPI.
Ghirardelli ha sottolineato “la necessità di un Piano strategico nazionale per lo sviluppo delle nuove reti di comunicazioni elettroniche che possa raccogliere il contributo di tutti i livelli di governo interessati (Stato, Regioni, Enti locali) e degli operatori privati che vogliono investire sulla sviluppo delle reti e dei servizi a banda larga”.
“Occorre partire da una ricognizione e dal monitoraggio della situazione esistente relativamente alla diffusione delle infrastrutture e verificare le iniziative e gli investimenti già programmati per definire insieme, nell’ambito della Conferenza unificata, un piano di utilizzo delle risorse aggiuntive previste dal Governo che possa consentire di realizzare le nuove reti di comunicazione tenendo conto di quanto è già stato fatto nel Paese”.
“Le province italiane in questi anni hanno investito sull’innovazione (nelle infrastrutture e nei servizi) soprattutto per includere nei benefici della società dell’informazione i territori più svantaggiati e i comuni più piccoli. Siamo pronti a fare la nostra parte sia per lo sviluppo delle reti, sia per lo sviluppo dei servizi e dei contenuti che su queste devono essere veicolati”.
“Il federalismo rappresenta una svolta epocale nella restaurazione statale, finalmente avverto la volontà trasversale di portare avanti queste riforme”. Lo ha detto il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, intervenuto quale membro del direttivo UPI (Unione Province Italiane) al convegno nazionale “Il punto sul federalismo fiscale” organizzato a Padova dall’Università di Padova e la Regione. Interpellato dal moderatore Gentili sul ruolo delle Province nel federalismo, il presidente ha ribadito che “i territori hanno bisogno di un sistema di governo di area vasta: la presenza istituzionale comunale è eccessivamente frazionaria e la logica regionale appare a volte distante – ha detto Muraro – Sopprimere le Province per dover creare comunque delle agenzie esterne alle Regione che sopperiscano alle funzioni delle Province, non è di sicuro un passo verso la semplificazione amministrativa e nemmeno un segno di democrazia. I cittadini infatti, si troverebbero l’area vasta governata da persone che non hanno eletto direttamente ma che sono state nominate. Le Province non sono fatte solo di manutenzioni, ma offrono servizi al territorio che solo un ente di governo dell’area vasta può dare: strade, scuole, acqua, formazione e soprattutto urbanistica. Perché ricordiamo che i Comuni ragionano coi prg e la Provincia è l’unica in grado di dare una pianificazione sovracomunale. Certo, bisogna avere i numeri per definirsi area vasta, e le Province stesse sono disposte a definire i parametri minimi. Plaudo comunque al Ministro Calderoli che ha dato alle Province, anche nel federalismo, il ruolo che meritano. La vera riforma dello Stato, come quella che sta per varare Maroni, deve guardare alla cancellazione delle sovrapposizioni di competenze. Quindi, in poche parole, un vero riordino: competenze certe, ma anche tributi certi. Perché abbiamo visto che se lo stato non funziona, l’economia corre lo stesso. E la politica rimane indietro”.
“I tempi previsti per l’attuazione della delega si stanno dilatando: dagli iniziali 12 mesi siamo arrivati a 24 mesi. Abbiamo chiesto al Ministro Calderioli di differenziare la delega per anticipare l’approvazione dei decreti attuativi, la dove possibile”. Lo ha riferito alla stampa il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, al termine della prima riunione della Conferenza Unificata dedicata all’analisi del nuovo testo Calderoli sul federalsimo fiscale. Nel prossimo incontro, previsto per il 25 settembre, Regioni, Province e Comuni saranno chiamati ad esprimere il parere sul testo, ma nel frattempo si terranno nuovi incontri tecnici per definire il Disegno di legge. ” Il nuovo testo Calderoli – ha detto Melilli – é per noi un passo indietro. Nella bozza che ci era stata illustrata all’inizio di settembre si prevedevano tributi locali, per i Comuni sugli immobili e per le Province sulle automobili, che ora invece non ci sono più. Nessuno, nè noi nè il Ministro, aveva immaginato di istituire nuove tasse: si sarebbero invece riorganizzate quelle esistenti semplificando il sistema fiscale del Paese. Noi crediamo che queste indicazioni dovranno tornare, magari formulate in modo tale da non ingenerare equivoci o facili polemiche, Oggi intanto abbiamo consegnato al governo i nostri emendamenti – ha concluso Melilli – dove chiediamo, per esempio di ridurre i tempi di approvazione dei decreti di attuazione da 24 a 12 mesi”.