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La Provincia di Treviso per le energie rinnovabili

“Non possiamo continuare ad essere schiavi della dittatura del petrolio ormai è chiaro che tutti gli enti locali devono investire seriamente sulle energie rinnovabili e sostenibili dal punto di vista ambientale”.

Lo sottolinea il Presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, che aggiunge “La Provincia sta facendo da apripista in questo tema: cito soltanto ad esempio il protocollo per la Bioedilizia oppure la Settimana Provinciale dell’Ambiente che proporremo anche quest’anno e che vede ampia sensibilizzazione sul tema del risparmio energetico. Il tutto pienamente condiviso con gli altri attori del territorio all’interno del Piano Strategico. Persino nella formazione investiamo in questo senso: a settembre partirà infatti un corso IFTS mirato proprio sulla progettazione di prodotti e processi con efficienza energetica. Anche per questo, stiamo creando un’agenzia che coordini la gestione delle energie. Infatti, l’obiettivo per il 2020 è ottenere che il 20% dell’energia trevigiana provenga da fonti ecocompatibili e rinnovabili.

Fotovoltaico, geotermico, idroelettrico e anche biomasse – conclude il Presidente Muraro -Sono queste le energie pulite che la Provincia vuole promuovere e sostenere. E non a caso, venerdì firmeremo con Veneto Agricoltura e Ascopiave un importante protocollo d’Intesa per lo sviluppo, tra le altre cose, della produzione energetica da biomasse. Il prossimo passo da compiere, infine, lo deve fare la Regione, approvando il piano energetico che riguarda il fabbisogno regionale di energia elettrica, sia di grandi che piccoli impianti”.

 

 

La Provincia di Bologna dimezza le sue sedi

Le sedi della Provincia passano da otto a quattro. Dal prossimo autunno, l’Ente accorperà parte dei suoi uffici in uno stabile di via San Felice 25, attualmente occupato dai settori urbanistica ed edilizia del Comune di Bologna. Questa riorganizzazione permetterà un risparmio economico e una maggiore razionalizzazione delle attività.
Saranno abbandonate le sedi in via dei Castagnoli, Strada Maggiore, via Rizzoli, via Zamboni 8.

La nuova sede di via San Felice
Capienza: 230 dipendenti
Superficie: circa 7.000 mq (compresi archivi)
Costo: 588.000 €/annui (richiesta iniziale)
Costo annuo per dipendente: 2.556 € anno
Questa soluzione consente una riduzione dei costi annui per le affittanze passive quantificabile in circa 200.000 €, consentendo una riduzione del numero delle sedi provinciali, e l’unificazione del Provveditorato agli Studi e degli Uffici Scolastici Regionali in via Castagnoli.

Assemblea Generale delle Province italiane 2008

Si terrà a Torino i prossimi 13, 14 e 15 ottobre 2008 l’Assemblea Generale dell’Unione delle Province italiane.

Il profondo dibattito aperto sulle riforme istituzionali, sul nuovo assetto del Paese, sul riordino e il rilancio della Pubblica Amministrazione, con uno sguardo orientato verso le altre esperienze dell’Unione Europea, saranno i temi centrali dei momenti di confronto che si snoderanno attraverso i tre giorni di lavoro e di riflessione, e ai quali intendiamo invitare a partecipare rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali, ospiti in rappresentanza delle istituzioni straniere, studiosi e docenti universitari interessati al dibattito politico istituzionale.
Vorremmo infatti che l’Assemblea dell’Upi rappresentasse un momento di grande riflessione collegiale, proprio alla ripresa dei lavori della stagione politica, che si preannuncia decisiva, in particolare per l’attuazione delle grandi riforme attese dal Paese: dal federalismo fiscale al Codice delle Autonomie locali, alla istituzione delle Città metropolitane.

A breve, le indicazioni di carattere logistico -organizzativo e il programma dell’evento.

Province: interrogazione dell’Udc al Ministro Maroni

“Orientamenti del ministro dell’interno in merito all’ipotesi di abolizione delle province” Questo il titolo dell’interrogazione a risposta diretta presentata al Ministro dell’Interno Maroni dai deputati VIETTI, CIOCCHETTI, GALLETTI, VOLONTÉ, NARO, CICCANTI e COMPAGNON, nella seduta del 16 luglio scorso. “Nel corso della campagna elettorale – ha detto l’On. Ciocchetti –  il presidente Berlusconi ha annunciato più volte l’impegno ad eliminare le province, ritenute enti inutili e fonte di sprechi. Il Ministro dell’interno, il 14 luglio scorso, ha invece affermato che le province  ‘sono importanti e non saranno abolite, ma dovranno avere più potere e per questo metteremo mano agli enti intermedi’. Credo che si ponga una questione circa la diversa posizione all’interno del Governo: ecco perché abbiamo chiesto di avere contezza della questione.

Nessuna contraddzione – ha risposto il Ministro Maroni –  Il programma di Governo è chiaro e parla di abolizione delle province inutili, quelle delle nove aree metropolitane.  Per le altre province, il programma di Governo non afferma che esse debbano essere abolite. Ciò per un motivo molto semplice; esse svolgono infatti funzioni assolutamente importanti e anzi insostituibili nei confronti dei piccoli comuni, che non avrebbero altra possibilità per ottenere servizi, infrastrutture, manutenzione delle scuole, eccetera. Tutte cose che senza le province non si potrebbero avere. Semmai, il ruolo della provincia in quanto ente democratico e democraticamente eletto deve essere rafforzato, eliminando invece – questa è la mia intenzione e l’indirizzo che porrò nel codice delle autonomie (che presenterò all’approvazione del Consiglio dei ministri nel mese di settembre) – tutti quegli enti intermedi tra comune e provincia che sono spesso una duplicazione di livelli di governo e una complicazione della gestione del territorio. Dunque: competenze chiare assegnate comuni; competenze chiare assegnate alle province; eliminazione di tutto ciò che vi è fra comune e provincia e che serve purtroppo solo a complicare la vita dei cittadini”.

In allegato, il testo dell’interrogazione, la risposta del Ministro Maroni e la controreplica dell’On.Ciocchetti

 

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Manovra finanziaria: parere negativo dalle Province

Le Province esprimono parere negativo sulla manovra finanziaria del Governo.
“E’ una manovra che nel triennio è insostenibile – dichiara il Presidente dell’Upi Fabio Melilli – ed è anche confusa, perché, accanto a provvedimenti prettamente finanziari, contiene norme ordinamentali che incidono direttamente sul sistema istituzionale dei Comuni e delle Province.
Come Province – aggiunge Melilli – ci impegneremo, non senza sacrifici, a contribuire allo sforzo di risanamento dei conti pubblici che ci è richiesto nel 2009.
Ma per il 2010 e 2011 la manovra dovrà essere rivista, perché così com’è non solo è insostenibile, ma deprime gli interventi e gli investimenti sul territorio, a danno delle economie locale e dello sviluppo del Paese.
Questa manovra mostra chiaramente quanto sia ormai ineludibile portare a compimento le riforme istituzionali, dal federalismo fiscale al Codice delle Autonomie locali – conclude il Presidente Melilli – e su questi temi ci siamo già impegnati con il Governo a garantire la nostra piena collaborazione al confronto”.

Federalismo fiscale: apprezzamento delle Province per il Ministro Calderoli

“Apprezziamo il metodo e condividiamo l’impostazione che il Ministro Calderoli ha dato al percorso di attuazione del federalismo fiscale”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, commentando l’intervento del Ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, in Conferenza Unificata.

“Siamo pronti fin da subito – aggiunge Melilli – a dare il nostro contributo al confronto che si aprirà nei prossimi giorni, per arrivare a definire insieme al Governo una riforma che consenta a Regioni, Province e Comuni di gestire le risorse in autonomia e con responsabilità. E’ necessario – conclude il Presidente – che questa riforma cammini di pari passo con il Codice delle Autonomie locali e con la chiara definizione delle funzioni fondamentali di Province, Comuni e Città metropolitane”.

 

 

Manovra finanziaria 2009 – 2011: Melilli alle Province

In allegato, la lettera che il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, ha inviato ai Preisdenti di Provincia, con la posizione dell’Associazione sugli emendamenti presentati dal Governo al decreto legge 112/08.

In particolare, nella lettera il Presidnete dell’Upi sottolinea come “nella giornata di ieri, in un incontro politico con il Governo, l’UPI e l’ANCI hanno rappresentato l’assoluta contrarietà sulle disposizioni di tipo ordianmentali e la richiesta di stralciare le norme ordinamentali, che andrebbero collocate nell’ambito della discussione sul codice delle autonomie locali”.

Documenti allegati:

Provincia di Varese: la cartografia on line

E’ stata approvata dalla Giunta provinciale di Varese la delibera per consentire il download dei dati cartografici. Ora quindi, tutti i cittadini potranno navigare e scaricare gratuitamente informazioni cartografiche inerenti al territorio collegandosi al portale. Per accedere alle informazioni servirà solo la registrazione dei propri dati.

Il nuovo servizio, che consente la consultazione on-line di piani di settore, cartografia di base e mappe tematiche è stato messo a punto dall’Ufficio S.I.T. (Sistema Informativo Territoriale) del Settore Territorio ed è rivolto in maniera particolare a studenti, ricercatori, professionisti ed Enti pubblici, quali ad esempio i Comuni, che in tal modo potranno accedere a tutto il materiale utile alla redazione dei Piani di Governo del Territorio (Pgt). Il progetto è stato realizzato sulla base delle direttive europee e risponde alle richieste della Legge n° 12 della Regione Lombardia, che chiede agli enti provinciali di mettere in rete le informazioni territoriali. Tale servizio, oltre a semplificare l’iter burocratico, migliora la trasparenza dell’attività amministrativa e tecnica. I file pubblicati sul portale saranno in formato Pdf, shape-file e dxf. Attualmente il materiale in rete, che verrà implementato nel tempo, è quello relativo al Piano Territoriale di coordinamento provinciale (PTCP).

“Si tratta di un servizio pensato e messo a punto per andare incontro alle esigenze di tutti i cittadini e gli Enti pubblici – ha dichiarato l’Assessore al Territorio Carlo Baroni – in questo modo gli utenti potranno accedere alle informazioni in modo rapido e direttamente dal proprio computer. I nostri tecnici stanno già lavorando per aumentare il materiale da consultare”.

 

Provincia di Salerno premiata da Legambiente

Alla Provincia di Salerno il riconoscimento di Legambiente quale “Provincia “Pioniera” nella raccolta differenziata del secco e dell’umido con risultati comparabili con quelli settentrionali”. Una motivazione importante che fa attestare l’Ente Provincia salernitano al primo posto nel Sud Italia.  Il Premio “Riciclone 2008”, in corso a Roma, è stato assegnato a molti centri del territorio:

Bellizzi, Comune con oltre 10mila abitanti;

Rofrano, Comune con meno di 10mila abitanti;

Battipaglia, quale Comune per essersi differenziato nella raccolta dell’imballaggio e dell’alluminio;

Eboli, quale Comune “emergente nell’emergenza”.

“Esprimo soddisfazione e compiacimento per il riconoscimento alla Provincia di Salerno e all’Assessorato di mia competenza. Una contentezza che aumenta se si pensa che siamo stati paragonati, per traguardi raggiunti, a importanti Centri del Nord Italia. Gli sforzi e l’impegno sono stati riconosciuti”, ha dichiarato l’Assessore Provinciale all’Ambiente Angelo Paladino.  

 

Provincia di Viterbo: piano d’azione per il risparmio energetico

Piano di azione del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili della Provincia di Viterbo: a cose fatte, la Tuscia viterbese avrà rispettato gli obiettivi di Kyoto. Non solo, avrà portato a un ulteriore risparmio: quello economico. Di quanto? Ben 123 milioni di euro. La proposta di piano è stata presentata stamattina al tavolo di concertazione, alla presenza delle organizzazioni sindacali e delle associazioni di categoria. Proposta che resta naturalmente aperta alle osservazioni dei presenti.

“Tutto – dicono il presidente della Provincia Alessandro Mazzoli e l’assessore all’Ambiente Tolmino Piazzai – nasce da uno studio sulle emissioni di CO2 realizzato in collaborazione col Diasfri dell’Università della Tuscia e dal finanziamento ottenuto dalla Regione Lazio pari a 830.000 euro. Da qui la ripartizione dei fondi attraverso incentivi per la costruzione di nuovi impianti.

Una parte – circa 100.000 euro – verrà destinata agli enti locali per la redazione dei piani energetici e ambientali e l’analisi energetica degli immobili comunali. Il resto è suddiviso per i seguenti generi di impianti:

Caldaie a condensazione: l’incentivo in questo caso è di 200.000 euro, per un massimo di 200 euro a impianto e del 10 per cento della spesa totale. Si prevedono quindi 1.000 impianti, tra nuovi e in sostituzione.

Biomasse: 250.000 euro andranno per impianti cogenerativi nel settore agricolo (incentivo pari al 10 per cento della spesa totale, per un massimo di 20.000 euro), 60.000 più 60.000 euro per altri in cogenerazione e trigenerazione e riscaldamento nei settori industriale, artigianale e terziario (10 per cento, fino a 20.000 euro) e in cogenerazione, trigenerazione e riscaldamento ma di potenza non superiore a 100 kWe (10 per cento, fino a 10.000 euro).

Metano o biofuel: 100.000 euro per impianti cogenerativi, l’incentivo è del 10 per cento, fino a 10.000 euro a intervento.

Micro e mini eolico: gli ultimi 60.000 euro saranno utilizzati per favorire questo genere di impianti (20 e 30 per cento, 3.000 o 5.000 euro a seconda della potenza.

“Secondo le previsioni – spiegano ancora Mazzoli e Piazzai – con la piena applicazione del piano non solo saremo dentro i dettami di Kyoto, ma avremo 414.000 kilotonnellate di CO2 in meno”.

Si fanno i conti anche col caro petrolio. “In termini energetici, avremo fatto a meno di 156.000 tonnellate equivalenti di greggio per quella elettrica e di 25.000 per quella termica”. Il risultato finale, in soldoni, è questo. “Facendo a meno di oltre un milione e 323.000 barili di petrolio – concludono – grazie alle iniziative pubbliche e private nella provincia verranno risparmiati 123 milioni di euro”.

 

Città metropolitana: Penati “Definire le funzioni”

“Capisco che ci sia grande attenzione sulla competizione elettorale che potrebbe aprirsi intorno alle città metropolitane ma credo che ora la cosa più importante sia definire subito le funzioni che dovranno avere”.

Lo ha detto il presidente della Provincia di Milano e Vice Presidente dell’Upi , Filippo Penati, auspicando che le attribuzioni delle città metropolitane vengano stabilite celermente e in “modo bipartisan”.

Secondo Penati, le Città metropolitane “Dovrebbero avere il rango per interloquire con lo stato e con l’Europa come ad esempio fa Londra che presenta direttamente progetti in Europa e riceve fondi direttamente.

Poi dovrebbero avere autonomia finanziaria e infine dovrebbero comprendere in se stesse il ruolo dell’ente provinciale e quello del comune capoluogo”.  

Provincia di Viterbo: i dati sugli incidenti su tutte le tipologie di strade

Per ogni chilometro di strada provinciale sono stati investiti 5.800 euro. Per un importo complessivo di oltre sette milioni di euro riversati sull’intera rete viaria (1.300 km) della Provincia di Viterbo nel 2007.

L’assessore ai Lavori pubblici Antonio Rizzello questa mattina ha illustrato tutti i progetti, le opere, gli investimenti effettuati nel 2007 in materia di viabilità e sicurezza stradale.

“E’ un percorso iniziato un anno fa – dice Rizzello – e ora, col supporto di dati oggettivi, possiamo fornire ai cittadini il rendiconto sulla gestione che riguarda sia la dimensione e la tipologia degli interventi sia le cifre spese dal settore viabilità dell’ente di Palazzo Gentili”.

Questi i dati: 3.200.000 euro per gli interventi di manutenzione straordinaria, un milione per quella ordinaria. “Un totale di oltre 4 milioni solamente nel 2007 – continua l’assessore-. Una cifra importante soprattutto se messa a confronto con quella spesa nel 2006. Due anni fa sono stati spesa tre milioni di euro. Nel 2007 c’è stato quindi un incremento di oltre un milione. Il nostro obiettivo rimane quello di migliorare gli standard qualitativi della viabilità provinciale con interventi mirati”.

Nel bilancio complessivo degli interventi sono stati spesi 300mila euro per neve e gelo, 300mila per lo sfalcio dell’erba, 270mila per la potatura delle piante, 323mila per la segnaletica verticale e 247 per quella orizzontale. Per la messa in sicurezza delle barriere stradali altri 360mila euro.

“In termini di manutenzione sono stati quindi aggiudicati lavori per otto milioni di euro – dice ancora -, si tratta del più corposo intervento degli ultimi 15 anni. Dal 1994 a oggi per la manutenzione delle strade non c’era mai stata una spesa così cospicua”.

“Più volte abbiamo detto che la sicurezza stradale – continua Rizzello – è la nostra volontà principale, ora dalle parole siamo passati ai fatti. Perché questo bilancio non è fatto di promesse ma di interventi concreti e tangibili”.

E a proposito di sicurezza stradale durante la conferenza stampa l’assessore ai Lavori pubblici ha anche presentato le statistiche sugli incidenti avvenuti sull’intera rete viaria provinciale. “Tra il 2006 e il 2007 – spiega – c’è stato un aumento degli incidenti dell’1,9%. Ma con orgoglio posso dire che sulle strade di competenza provinciale sono diminuiti del 16,5%. E’ il dato più positivo tra le diverse tipologie di strade presenti nelle statistiche. Il piano provinciale sulla sicurezza stradale nel 2007 ha dato un primo importante risultato. Abbiamo imboccato la strada giusta per migliorare la qualità delle strade”.

Ma non finisce qui. Il settore viabilità continuerà a lavorare. “Proseguiremo con gli interventi già programmati per il 2008 – conclude Rizzello – di cui molti partiranno proprio a luglio. E inoltre continueranno le campagne di sensibilizzazione rivolte principalmente ai giovani”.

Le statistiche presentate andranno ad arricchire il portale dell’osservatorio sulla sicurezza – attualmente in costruzione – che fornirà così una fotografica completa e dettagliata dello stato della rete viaria provinciale.

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