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Provincia di Viterbo: i dati sugli incidenti su tutte le tipologie di strade

Per ogni chilometro di strada provinciale sono stati investiti 5.800 euro. Per un importo complessivo di oltre sette milioni di euro riversati sull’intera rete viaria (1.300 km) della Provincia di Viterbo nel 2007.

L’assessore ai Lavori pubblici Antonio Rizzello questa mattina ha illustrato tutti i progetti, le opere, gli investimenti effettuati nel 2007 in materia di viabilità e sicurezza stradale.

“E’ un percorso iniziato un anno fa – dice Rizzello – e ora, col supporto di dati oggettivi, possiamo fornire ai cittadini il rendiconto sulla gestione che riguarda sia la dimensione e la tipologia degli interventi sia le cifre spese dal settore viabilità dell’ente di Palazzo Gentili”.

Questi i dati: 3.200.000 euro per gli interventi di manutenzione straordinaria, un milione per quella ordinaria. “Un totale di oltre 4 milioni solamente nel 2007 – continua l’assessore-. Una cifra importante soprattutto se messa a confronto con quella spesa nel 2006. Due anni fa sono stati spesa tre milioni di euro. Nel 2007 c’è stato quindi un incremento di oltre un milione. Il nostro obiettivo rimane quello di migliorare gli standard qualitativi della viabilità provinciale con interventi mirati”.

Nel bilancio complessivo degli interventi sono stati spesi 300mila euro per neve e gelo, 300mila per lo sfalcio dell’erba, 270mila per la potatura delle piante, 323mila per la segnaletica verticale e 247 per quella orizzontale. Per la messa in sicurezza delle barriere stradali altri 360mila euro.

“In termini di manutenzione sono stati quindi aggiudicati lavori per otto milioni di euro – dice ancora -, si tratta del più corposo intervento degli ultimi 15 anni. Dal 1994 a oggi per la manutenzione delle strade non c’era mai stata una spesa così cospicua”.

“Più volte abbiamo detto che la sicurezza stradale – continua Rizzello – è la nostra volontà principale, ora dalle parole siamo passati ai fatti. Perché questo bilancio non è fatto di promesse ma di interventi concreti e tangibili”.

E a proposito di sicurezza stradale durante la conferenza stampa l’assessore ai Lavori pubblici ha anche presentato le statistiche sugli incidenti avvenuti sull’intera rete viaria provinciale. “Tra il 2006 e il 2007 – spiega – c’è stato un aumento degli incidenti dell’1,9%. Ma con orgoglio posso dire che sulle strade di competenza provinciale sono diminuiti del 16,5%. E’ il dato più positivo tra le diverse tipologie di strade presenti nelle statistiche. Il piano provinciale sulla sicurezza stradale nel 2007 ha dato un primo importante risultato. Abbiamo imboccato la strada giusta per migliorare la qualità delle strade”.

Ma non finisce qui. Il settore viabilità continuerà a lavorare. “Proseguiremo con gli interventi già programmati per il 2008 – conclude Rizzello – di cui molti partiranno proprio a luglio. E inoltre continueranno le campagne di sensibilizzazione rivolte principalmente ai giovani”.

Le statistiche presentate andranno ad arricchire il portale dell’osservatorio sulla sicurezza – attualmente in costruzione – che fornirà così una fotografica completa e dettagliata dello stato della rete viaria provinciale.

Notiziario speciale

40 progetti presentati, 16 finanziati con i 2.700.000 euro disponibili: questi i numeri del successo del bando “Azione ProvincEGiovani”, promosso grazie al protocollo d’intesa tra il Ministero delle Politiche giovanili e l’Upi con lo scopo di definire interventi integrati sulle politiche giovanili.

Un bando pilota, i cui progetti sono stati destinati a promuovere azioni che consentiranno la diffusione della cittadinanza attiva, il potenziamento dell’istruzione e della formazione, lo sviluppo dell’occupabilità. Ecco i progetti di chi ha vinto, e perché, tra le tante buone idee che sono arrivate dalle Province, per riportare in primo piano i giovani nelle decisioni della politica.

Il Notiziario n 6 del 2008, che pubblichiamo in allegato, è stato realizzato grazie alla collaborazione di Spazio Europa Upi Tecla.

La foto di copertina è di Emiliano Grillotti

 

Documenti allegati:

Le Province del Mezzogiorno unite nelle politiche energetiche.

28 Province meridionali su 40 hanno già aderito al Patto sull’energia presentato giovedì 26 giugno presso la Presidenza della Provincia di Bari, in un incontro presieduto dal presidente della Provincia di Potenza, Sabino Altobello, coordinatore nazionale Upi energia e coordinatore del Patto. Presenti anche il presidente della Provincia di Bari Vincenzo Divella, il direttore di Tecla, Mario Battello, il Responsabile dell’Autorità di Gestione del POIN (Regione Puglia), Luca Celi, e i rappresentanti delle Province aderenti.
Nato da un’iniziativa promossa dall’UPI, il Patto ha come scopo l’avvio di un confronto sul tema dello sviluppo energetico sostenibile dei territori, per analizzare le opportunità derivanti dal Programma Operativo Interregionale “Energie Rinnovabili e Risparmio Energetico 2007-2013”.
«Un impegno finalizzato agli obiettivi che la stessa Europa ci pone, – ha precisato il Presidente della Provincia di Bari, Vincenzo Divella – puntando a raggiungere il 20% in più della produzione proveniente da energie rinnovabili, il 20% in più di efficienza energetica e il 20% in meno di immissioni in atmosfera».
Il Patto porterà all’istituzione della Conferenza dei Presidenti delle Province delle otto Regioni beneficiarie dei fondi del Programma Operativo (di cui 4 beneficeranno del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e 4 dei fondi nazionali per le aree sottoutilizzate) e, come ha annunciato Altobello, consentirà di avviare immediatamente le candidature di progetti concreti, basati su modelli che abbiano i caratteri della condivisione e della interregionalità.
«Questo patto – ha sottolineato Altobello nella sua presentazione – si caratterizza come la prima vera esperienza operativa di partenariato tra Province del Mezzogiorno nell’ambito della nuova programmazione europea. Un atto che rafforza il ruolo delle Province come enti facilitatori di percorsi che puntano alla qualità, all’innovazione ed alla messa a valore delle buone pratiche. E’ questo il Mezzogiorno attivo: non un’appendice ed un peso per il Paese ma un’opportunità e una risorsa fatta di soggetti che si ritagliano protagonismo con prospettive e proposte credibili, e si caratterizzano per un “governo del fare”».
Nelle prossime settimane l’azione di Altobello e del tavolo tecnico, che si avvale del supporto dello Spazio Europa UPI-tecla di Bruxelles, sarà incentrata sulla definizione dell’accordo tra tutte le Province, con un incontro in Sicilia finalizzato proprio a far aderire le istituzioni siciliane, ancora assenti a causa della recente tornata elettorale che ha rinnovato le cariche.
Nel corso del dibattito i rappresentanti delle Province presenti hanno sottolineato l’importanza di una forma di partneriato che per la prima volta coinvolge un territorio così ampio, rivestendo un significato rilevante sia dal punto di vista istituzionale che politico. Forte è stato inoltre l’apprezzamento per l’opera svolta da Altobello capace di mettere a valore la funzione di coordinamento delle Province, per arrivare al raggiungimento di obiettivi comuni.
«Ora – hanno sottolineato gli amministratori – occorre rendere operativo il Patto, per valorizzare l’indispensabile ruolo delle Province e per implementare politiche energetiche in grado di produrre vantaggi reali nei territori».
Il Responsabile dell’Autorità di Gestione, Celi, ha fotografato il contesto nel quale opera il Programma Operativo Interregionale 2007-2013 nel Mezzogiorno, mettendone in evidenza gli eventuali scenari, le relative opportunità e criticità, dentro un’idea di governo del territorio che le Province possono svolgere al meglio favorendo un’accelerazione della spesa. Celi ha inoltre offerto la possibilità di un incontro, entro fine mese, tra il partenariato delle Province e il Comitato Tecnico di Coordinamento e Attuazione (CTCA) del Poin Energia, organo di coordinamento tra i due Ministeri di riferimento (Ambiente e Sviluppo Economico) e le Regioni.

 

Le Province del Mezzogiorno unite nelle politiche energetiche.

28 Province meridionali su 40 hanno già aderito al Patto sull’energia presentato giovedì 26 giugno presso la Presidenza della Provincia di Bari, in un incontro presieduto dal presidente della Provincia di Potenza, Sabino Altobello, coordinatore nazionale Upi energia e coordinatore del Patto. Presenti anche il presidente della Provincia di Bari Vincenzo Divella, il direttore di Tecla, Mario Battello, il Responsabile dell’Autorità di Gestione del POIN (Regione Puglia), Luca Celi, e i rappresentanti delle Province aderenti.

Nato da un’iniziativa promossa dall’UPI, il Patto ha come scopo l’avvio di un confronto sul tema dello sviluppo energetico sostenibile dei territori, per analizzare le opportunità derivanti dal Programma Operativo Interregionale “Energie Rinnovabili e Risparmio Energetico 2007-2013”.

«Un impegno finalizzato agli obiettivi che la stessa Europa ci pone, – ha  precisato il Presidente della Provincia di Bari, Vincenzo Divella – puntando a raggiungere il 20% in più della produzione proveniente da energie rinnovabili, il 20% in più di efficienza energetica e il 20% in meno di immissioni in atmosfera».

Il Patto porterà all’istituzione della Conferenza dei Presidenti delle Province delle otto Regioni beneficiarie dei fondi del Programma Operativo (di cui 4 beneficeranno del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e 4 dei fondi nazionali per le aree sottoutilizzate) e, come ha annunciato Altobello, consentirà di avviare immediatamente le candidature di progetti concreti, basati su modelli che abbiano i caratteri della condivisione e della interregionalità.

«Questo patto – ha sottolineato Altobello nella sua presentazione – si caratterizza come la prima vera esperienza operativa di partenariato tra Province del Mezzogiorno nell’ambito della nuova programmazione europea. Un atto che rafforza il ruolo delle Province come enti facilitatori di percorsi che puntano alla qualità, all’innovazione ed alla messa a valore delle buone pratiche. E’ questo il Mezzogiorno attivo: non un’appendice ed un peso per il Paese ma un’opportunità e una risorsa fatta di soggetti che si ritagliano protagonismo con prospettive e proposte credibili, e si caratterizzano per un “governo del fare”».

Nelle prossime settimane l’azione di Altobello e del tavolo tecnico, che si avvale del supporto dello Spazio Europa UPI-tecla di Bruxelles, sarà incentrata sulla definizione dell’accordo tra tutte le Province, con un incontro in Sicilia finalizzato proprio a far aderire le istituzioni siciliane, ancora assenti a causa della recente tornata elettorale che ha rinnovato le cariche.

Nel corso del dibattito i rappresentanti delle Province presenti hanno sottolineato l’importanza di una forma di partneriato che per la prima volta coinvolge un territorio così ampio, rivestendo un significato rilevante sia dal punto di vista istituzionale che politico. Forte è stato inoltre l’apprezzamento per l’opera svolta da Altobello capace di mettere a valore la funzione di coordinamento delle Province, per arrivare al raggiungimento di obiettivi comuni.

«Ora – hanno sottolineato gli amministratori – occorre rendere operativo il Patto, per valorizzare l’indispensabile ruolo delle Province e per implementare politiche energetiche in grado di produrre vantaggi reali nei territori».

Il Responsabile dell’Autorità di Gestione, Celi, ha fotografato il contesto nel quale opera il Programma Operativo Interregionale 2007-2013 nel Mezzogiorno, mettendone in evidenza gli eventuali scenari, le relative opportunità e criticità, dentro un’idea di governo del territorio che le Province possono svolgere al meglio favorendo un’accelerazione della spesa. Celi ha inoltre offerto la possibilità di un incontro, entro fine mese, tra il partenariato delle Province e il Comitato Tecnico di Coordinamento e Attuazione (CTCA) del Poin Energia, organo di coordinamento tra i due Ministeri di riferimento (Ambiente e Sviluppo Economico) e le Regioni. 

 

programma LIFE+ Ministero dell’Ambiente

In allegato pubblichiamo inoltre la documentazione illustrata in tale occasione dalla d.ssa Stefania Betti della Direzione per la  Ricerca Direzione per la Ricerca Ambientale e lo Sviluppo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Documenti allegati:

Manovra: cancellati i Fondi Viabilità Sicilia – Calabria

Sconcerto e preoccupazione per la decisone del Governo di cancellare il fondi previsti dalla passata finanziaria per 2008 e 2009 (1 miliardo di euro in tutto) per garantire opere di viabilità in Sicilia e Calabria e piena solidarietà nei confronti degli amministratori delle Province siciliane e calabresi che dovranno subire direttamente questo taglio.
Ad esprimerlo a nome dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi è il Presidente dell’Upi Fabio Melilli che sottolinea come “nonostante abbiamo ricevuto dal Governo la conferma dell’impegno a reperire questi fondi, finché dalle parole non si passerà ai fatti non possiamo che rappresentare tutta la nostra preoccupazione, per un atto che lascia a metà un percorso già avviato e che avrebbe visto l’apertura dei cantieri proprio da qui ai prossimi mesi”.
“Comprendiamo la necessità del Governo di reperire risorse per coprire le mancate entrate dovute alla cancellazione dell’Ici – aggiunge Giovanni Franco Antoci, Vice Presidente dell’Upi e responsabile Viabilità – ma per ottenere questi finanziamenti le Province Siciliane e Calabresi avevano dovuto sostenere una dura lotta, con tanto di manifestazioni in piazza. Vederli portati via proprio ora – quando, concluso la complessa fase di monitoraggio nella quale sono state individuate tutte le criticità, lo stato delle strade e gli interventi necessari, si sarebbe dovuto entrare nel vivo dei lavori – non può che gettarci nello sconcerto. Attendiamo dal Governo – conclude il Vice Presidente dell’Upi – che ci faccia sapere quanto prima in che modo intende tornare a coprire questo fondo e quando potremo avere certezze sull’avvio dei lavori”.

 

 

SICUREZZA STRADALE: AL VIA LA CAMPAGNA VACANZE COI FIOCCHI

“Occhi sulla strada” dice Diego Abatantuono. “Non lasciarti sedurre dalla velocità, l’attrazione potrebbe essere fatale” prosegue il giornalista Massimo Gramellini. “Non ignorare la segnaletica” ricorda la campionessa di nuoto Federica Pellegrini. “Alcol e velocità non sono mai buoni compagni di viaggio” avverte la cantante Carmen Consoli. “Rossi bruciati, partenze mozzafiato, sgommate… lasciale agli eroi dei fumetti. Sulla carta nessuno si fa male” rilancia Dylan Dog, uno dei più noti personaggi dei fumetti italiani. “Nessuna testa è più dura dell’asfalto” dice l’attore Vito che aggiunge “Usa sempre il casco allacciato”.

Quest’estate tanti personaggi reali e del mondo dei fumetti si trasformano in “ambasciatori di sicurezza stradale”. Lo fanno dalle pagine del libretto distribuito in tutta Italia nell’ambito della campagna “Vacanze coi fiocchi”, promossa per il nono anno consecutivo sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica con il patrocinio dell’PI. La campagna prende avvio a fine giugno, prosegue tutta l’estate e vede protagonisti anche Carlo Lucarelli, Denny Mendez, Stefano Baldini, I Nomadi, Tania Zamparo, Carolina Marconi, Attilio Romita del Tg1, l’astrofisica Margherita Hack, gli Stadio, Snoopy, Martin Mystère, Diabolik, Eva Kant, Luporosso.

“Nell’immaginario collettivo – dice Piero Angela nel presentare la campagna – le giornate con ghiaccio, pioggia e neve sono quelle più rischiose per chi deve guidare. In realtà, la maggior parte dei drammi stradali si consuma in condizioni ambientali ottimali. I mesi in cui si perdono più vite umane sono infatti quelli estivi. Nel periodo luglio e agosto muoiono sulle strade più di 1.000 persone. La causa principale di questo tremendo eccidio è dovuta al cosiddetto fattore umano. Mancato rispetto delle regole di precedenza, guida distratta e velocità elevata da sole provocano quasi il 50% delle tragedie stradali. Improprio quindi parlare di «incidenti», come se si trattasse di qualcosa di casuale. Meglio parlare di incoscienza o di scarso timore di subire sanzioni per comportamenti irresponsabili”.

L’obiettivo della campagna è proprio di sensibilizzare quanti si metteranno in strada per le prossime ferie estive al rispetto delle regole. Un modo semplice e a costo zero per ridurre incidenti e vittime. Un obiettivo possibile a giudicare delle esperienze internazionali più virtuose.

“Vacanze coi fiocchi” vede protagonisti oltre 600 aderenti tra istituzioni, associazioni, aziende sanitarie, delegazioni Aci, società autostradali, radio e tv. In tutta Italia verrà distribuito un libretto con l’immagine di Snoopy nell’insolita veste di automobilista che invita tutti a “dare un passaggio alla sicurezza”. All’interno del libretto compaiono vignette di Altan, Vauro, Bucchi e Maramotti, foto di personaggi associate a messaggi, riflessioni di Sergio Dondolini e Pietro Marturano della Direzione Generale per la Sicurezza Stradale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di Franco Taggi dell’Istituto Superiore di Sanità e di Sergio Garbarino dell’Università di Genova.

Il 26 luglio, in occasione del più grande esodo estivo, ai caselli autostradali e nelle piazze rappresentanti delle istituzioni e volontari distribuiranno i materiali informativi e augureranno buon viaggio a tutti gli italiani in partenza per le città d’arte, il mare, le montagne.

Partecipano alla campagna le Province di: Bari, Bologna, Brescia, Brindisi, Campobasso, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Ferrara, Firenze, Genova, Grosseto, Lodi, Macerata, Modena, Pisa, Potenza, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Trento, Treviso, Venezia, Vibo Valentia.

La campagna “Vacanze coi fiocchi” è promossa a livello nazionale dal Centro Antartide e dall’Osservatorio per l’Educazione Stradale e la Sicurezza della Regione Emilia-Romagna con la collaborazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti-Dipartimento per i Trasporti Terrestri.

Informazioni su: www.vacanzecoifiocchi.it.

Sinergie tra le Province di Treviso e Belluno

Il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, ha ricevuto nella sede di Viale Cesare Battisti il presidente della Provincia di Belluno, Sergio Reolon. Numerosi gli argomenti trattati durante l’incontro.

“Ho ricevuto volentieri il collega Reolon perché le nostre Province hanno molti argomenti comuni da trattare – spiega Muraro – innanzitutto, la questione dei danni alle foreste e all’attività agricola causata dalla eccessiva presenza di cervi nel bosco del Cansiglio. In questo senso, siamo convenuti di affidare all’Infs (Istituto Nazionale Fauna Selvatica) di Bologna un apposito studio sulla situazione per decidere eventualmente se e come intervenire. Si tratta di uno studio che rientra nell’ambito delle attività previste da una convenzione stipulata lo scorso anno tra Provincia di Treviso, Provincia di Belluno, Veneto Agricoltura e Corpo Forestale per l’istituzione del Centro Faunistico del Cansiglio che ha come obiettivi la gestione faunistica e la gestione di corsi di formazione per operatori faunistici. Lo studio Infs sarà implementato con studi già in corso da parte della Provincia di Belluno con la collaborazione dell’Università di Padova.

Restando in tema ambientale, il presidente Reolon mi ha dato la propria disponibilità a contribuire economicamente, anche se non di interesse diretto per la sua Provincia, ad acquistare il Monte Pizzoc.

Un altro punto sul quale ci siamo trovati in totale accordo è la questione dello smaltimento dei rifiuti urbani non riciclabili. Abbiamo convenuto che la produzione di secco nelle due Province di Treviso e Belluno, pari a circa 120.000 tonnellate l’anno, non giustifica la realizzazione di un inceneritore a servizio delle due Province, in quanto non sarebbe economicamente vantaggioso. Chiederemo allora in sede Urpv (Unione delle Province Venete) di valutare congiuntamente la produzione di rifiuto urbano in tutte le Province del Veneto e di individuare congiuntamente una soluzione a livello regionale.

Parlando di mobilità invece, abbiamo toccato due argomenti. Relativamente alla metropolitana di superficie, abbiamo convenuto che, una volta concluso il primo stralcio, si dovrà chiudere l’anello verso Belluno con lo stralcio che riguarda Conegliano, Vittorio Veneto, Ponte delle Alpi, Belluno, Feltre e Montebelluna. Infine – chiude Muraro – parlando di A27 e Venezia-Monaco, Reolon mi ha dato la sua disponibilità a completare il tratto sino a Macchietto, poi a redigere uno studio approfondito su quelli che potrebbero essere i vantaggi economici e gli impatti ambientali di un possibile prolungamento fino a Monaco”.

 

Bloccata l’abolizione delle Province metropolitane

Non ci sarà nessuna norma di abolizione delle Province nelle aree metropolitane nella manovra fiscale che sarà votata oggi in Consgilio dei Ministri. A confermarlo è stato il Ministro delle Regioni Raffaele Fitto, nell’incontro con Regioni Province e Comuni.   

“Abbiamo messo ordine a una serie di questioni – ha dichiarato con soddisfazione il Presidente dell’Upi Fabio Melilli – abbiamo chiarito che la creazione delle nuove Città metropolitane si farà, ma attraverso un percorso di riforma che riprenderà quello avviato con il Codice delle Autonomie, in un collegato alla finanziaria che verrà presentato a settembre, dopo la concertazione. Abbiamo apprezzato la decisione del Governo – ha aggiunto Melilli – il ministro dell’Interno Maroni, che ringrazio, mi aveva rassicurato su questo percorso. Lavoreremo, a partire da domani, con i ministri degli Affari regionali Raffaele Fitto, e dell’Interno Roberto Maroni, per arrivare a un collegato alla finanziaria che sia veramente incisivo”.

Nel corso dell’incontro il Ministro Fitto ha inoltre anticipato la decisione del Governerno di alleggerire la manovra per Comuni e Province: 200 milioni in meno verranno tagliati ai primi e 50 alle seconde. Il taglio previsto per le Province arriva quindi a 310 milioni di euro

Speciale: le Province ricevute dal Presidente della Repubblica

In allegato, il Numero 4 del Notiziario Upi, uno speciale tutto dedicato all’incontro al Quirinale tra le Province e il Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano.

Documenti allegati:

Abolizione Province metropolitane: Upi “Norma incostituzionale: urgente un confronto”

Le Province italiane respingono con forza la proposta di inserire nella manovrina norme di abolizione delle Province delle aree metropolitane e chiedono un confronto urgente con il Governo per definire insieme un percorso comune.
La richiesta sarà presentata dal Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, dal Presidente della Provincia di Milano e Vice Presidente dell’Upi, Filippo Penati, e dal Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, nell’incontro previsto per oggi, alle ore 15,00 presso il Ministero delle Regioni, tra i rappresentanti del Governo e le Autonomie locali proprio sulla manovra finanziaria.
“La Costituzione italiana non è carta straccia – afferma il Presidente dell’Upi Fabio Melilli – non si può abolire una istituzione che è parte fondante della Repubblica italiana con un decreto legge, o inserendo una norma in un provvedimento di natura finanziaria, senza nemmeno prevedere l’istituzione delle Città metropolitane – sulle quali siamo tutti d’accordo – ma sostanzialmente creando confusione tra comuni e comuni e complicando la vita ai cittadini
E’ una procedura evidentemente incostituzionale, che lascia pensare più ad un governo che improvvisa, che alla volontà di riformare effettivamente le nostre istituzioni.
Con il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni – aggiunge Melilli – abbiamo nei giorni scorsi concordato di riprendere il percorso avviato con la Carta delle Autonomie e realizzare in tempi brevi una riforma che porti a compimento il disegno delle Città metropolitane e semplifichi radicalmente la burocrazia attraverso la chiara individuazione delle funzioni di ciascun livello di governo. Preferiamo pensare che questo sia il metodo giusto”.

 

Saggi Paesaggi: la Provincia di Ascoli Piceno risponde a Sergio Rizzo

Avvilimento ed una profonda sensazione d’ingiustizia sono stati i sentimenti che hanno accompagnato la lettura delle considerazioni relative alle attività della provincia di Ascoli Piceno apparse in conclusione del Suo articolo “Consulenti pubblici”, pubblicato venerdì 13 giugno scorso sul “Corriere della Sera”.

Avvilimento e sensazione d’ingiustizia, forse, non dicono nulla a chi è abituato a stare -da protagonista- nelle arene del potere mediatico; essi invece sono sentimenti ancora vivi, e che contano, nella fatica quotidiana di amministratori che si mettono a servizio dei territori nella speranza di rispondere alla domanda di visione, passione e partecipazione dei cittadini; e lo fanno onestamente e testardamente, perché credono che dall’impegno nel locale possa, forse, riaccendersi un barlume di fiducia nel futuro.

Come non avvilirsi, allora, quando si vede affogare, in quel mare presentato al lettore come palude limacciosa di sperperi e clientele, uno dei progetti di punta del proprio impegno amministrativo, che ha richiesto -non ci crederà- anche un po’ di coraggio politico?

Sì, perché “SaggiPaesaggi” non è una consulenza che “si è voluto a tutti costi chiamare progetto” ma quanto sinteticamente proviamo a dirLe:

· è un’esperienza pilota in Italia di attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio ( il cui scempio siamo tutti convinti, compresa la stampa, abbia raggiunto livelli non più accettabili);
· punta a ridurre il consumo del territorio e, in quest’ottica, ha contribuito a creare le condizioni culturali e politiche per la revisione, ampiamente condivisa, del PTC (Piano di coordinamento territoriale) con l’introduzione di nuove e virtuose regole urbanistiche;
· sta realizzando la copianificazione di un’intera valle (Valdaso), di notevole pregio paesaggistico, per evitarne il degrado attraverso regole nuove che portino 24 piccoli comuni a comportarsi come una vera città diffusa;
· coinvolge le scuole, ed in particolare gli Istituti Tecnici per Geometri, in percorsi didattici e di formazione sui temi del paesaggio;
· ha avviato un piano di aggiornamento e formazione per tecnici ed amministratori locali;
· mette a sistema le attività culturali dei 73 comuni di cui è formata la provincia e le promuove in modo integrato attraverso il brand del paesaggio, che il territorio ha riconosciuto come suo bene distintivo (realizzando economie di scala);
· permette per la prima volta al Piceno di progettare e realizzare a sistema iniziative culturali di valenza nazionale, come l’attuale mostra su Osvaldo Licini, ampiamente e positivamente recensita dalla stampa nazionale, compreso il “Corriere della sera”;
· permette per la prima volta al Piceno di promuoversi in modo unitario, facendo emergere attraverso il paesaggio le sue qualità diffuse e facendo registrare, in controtendenza nazionale, un significativo incremento delle presenze turistiche sul territorio provinciale;
· apre all’esplorazione ed alla partecipazione dei cittadini luoghi la cui destinazione urbanistica è fattore di qualità nella vita delle popolazione locali, evitando che essa (come nel caso dei i 27 ettari relativi alla dismessa area industriale SGL Carbon di Ascoli Piceno) sia decisione esclusiva di pochi.

Questo ed altro è “Saggi Paesaggi” : la invitiamo con piacere a venire sul territorio per una verifica; certo, una verifica a posteriori e dunque deontologicamente non impeccabile, ma sempre utile e gradita.

Egregio dott. Rizzo, egregio Direttore, a ciò non aggiungiamo altro; anche se molto vorremmo dire sul vuoto di argomenti che è sotteso all’operazione di transfert comunicativo dal contenuto ai nomi, sull’arroganza con cui si addita, a colpa e quasi ad onta di persone e società il loro nome che, ci pare, abbiano ancora il diritto di scegliersi e che non può costituire metro di valutazione della serietà e qualità di quanto fanno.

E, neppure, come sarebbe nostro diritto, chiediamo una rettifica; perché il danno all’immagine di quanto stiamo facendo resta lì, intatto; il tarlo è attivato, e su di esso già sono al lavoro quanti, sul territorio – e sono spesso i gruppi più aderenti a quella cultura affaristica e clientelare che le operazioni di trasparenza messe in atto cercano giustamente di combattere- vedono come un ostacolo il progetto di sviluppo locale, sostenibile e partecipato, che stiamo cercando di portare avanti (anche in consonanza con tante giuste questione sollevate dalle inchieste giornalistiche) e di cui SaggiPaesaggi è una punta.

Due domande, però, vorremmo porle, chiedendo, se possibile, una cortese risposta:

la prima: perché infangare un progetto come “SaggiPaesaggi” senza alcuna verifica, volendolo far passare per forza per una vuota consulenza? Semplicemente perché il nome si prestava a chiudere brillantemente l’articolo? Per altro?

La seconda: più che una domanda è un appello alla coscienza civile di chi opera nel mondo della comunicazione: se è autentico l’impegno di professionisti come Sergio Rizzo, e di giornali come “Il Corriere della Sera” (che non vogliamo nemmeno sospettare possa rispondere ad altre logiche se non quelle dichiarate di favorire lo sviluppo democratico del nostro paese), allora perché continuare a “sparare nel mucchio”, a distruggere, senza differenziazione, tutto ciò che s’incontra sul proprio cammino, compresi quei semi di speranza che cittadini di buona volontà continuano silenziosamente ed onestamente a coltivare?

  

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