In allegato, la relazione del Presidente della Provincia di Torino, Antonino Saitta.
In allegato, la relazione del Presidente della Provincia di Torino, Antonino Saitta.
COORDINAMENTO DEI PRESIDENTI DEI CONSIGLI PROVINCIALI
Firenze 24 ottobre 2007
Il coordinamento dei Presidenti dei Consigli Provinciali, riunitosi a Firenze il 23-24 ottobre 2007;
VISTO
Il DDL del Governo sulla riforma delle Autonomie Locali;
VISTO
Il documento approvato a Roma il 10 maggio 2007 dall’assemblea dei Presidenti dei Consigli Provinciali;
VISTO
Il DDL recante misure per la riduzione dei costi politico-amministrativi inserito, in parte, nell’ambito della Legge Finanziaria 2008;
SENTITA
La relazione del Presidente Fabio Melilli, nonché gli interventi che si sono succeduti durante l’Assemblea generale dell’UPI;
PRESO ATTO
– del dibattito politico in corso a livello nazionale che evidenzia un crescente indebolimento del ruolo delle assemblee elettive a tutti i livelli;
– che il mantenimento delle Province non può prescindere dal rafforzamento dei compiti delle assemblee elettive, evitando di destinare ad altri organismi competenze e poteri sottratti al controllo democratico e alla partecipazione, con il conseguente impoverimento del ruolo di rappresentanza, nonché l’indebolimento della democrazia;
VALUTATO
– che tutto ciò ha comportato, in maniera preoccupante, lo svuotamento dei compiti delle assemblee elettive, con un conseguente crescente impoverimento delle stesse;
– Che è opportuno tutelare la possibilità di svolgere il lavoro di indirizzo e controllo che la legge affida alle assemblee elettive, fornendo agli eletti tutti gli strumenti idonei a tali compiti;
– Che, pur nella condivisione dell’esigenza del contenimento della spesa, si rende necessario garantire il principio dell’accesso alle cariche elettive e amministrative da parte di qualunque cittadino;
– Che la riduzione dei costi della politica non deve necessariamente significare ridimensionamento del numero di rappresentanti nelle assemblee elettive, che in ogni caso non va dissociato da un’ attenta e seria rivalutazione del ruolo delle assemblee a partire da un riconoscimento di competenza sull’approvazione di statuti e regolamenti, degli atti di pianificazione e programmazione, di tutti gli atti relativi al bilancio, nomina e revoca di rappresentanti degli enti in aziende partecipate;
CONSIDERATO
– che va respinta l’ipotesi della costituzione di nuove Province;
– che, pur mantenendo ferma l’esigenza di assicurare la stabilità di governo degli enti occorre rivedere, in particolare, le norme relative al ruolo dei Presidenti di Provincia e dei Sindaci da un lato, e quello delle assemblee elettive dall’altro, per riequilibrare poteri e competenze, valutando altresì l’ipotesi di risolvere la questione della incompatibilità elettiva, per esempio confermare l’incompatibilità tra Assessore e Consigliere, tra Sindaco e Consigliere provinciale;
– che il processo di delega in atto da qualche tempo nel nostro paese va comunque completato, prevedendo su tutto il territorio nazionale il trasferimento delle deleghe di competenze dalle Regioni alle Province, contestualmente al trasferimento delle risorse finanziare adeguate;
– che il proliferare di organismi sovracomunali di vario tipo,nonché il cosiddetto. centralismo regionale, sottraggono competenze agli Enti Locali territoriali e impediscono il naturale svolgimento del ruolo delle Province sul territorio;
CHIEDE
Che il documento sia a breve discusso con l’Ufficio di Presidenza e inserito all’O.d.g. del prossimo Consiglio Direttivo dell’UPI;
RITIENE ANCORA FONDAMENTALE
– Un incontro con i rappresentanti dei Gruppi Parlamentari, così come si era impegnato ad organizzare il Presidente dell’UPI nell’assemblea del 10 maggio 2007, in modo da poter mantenere un confronto costante e costruttivo sulle scelte da fare;
CHIEDE INFINE
– Che copia del presente documento venga consegnata ai Presidenti dei due rami del Parlamento, ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari e ai responsabili degli enti locali dei partiti.
Firenze, 24 ottobre 2007
L’Assemblea Generale delle Province d’Italia
riunita a Firenze il 22- 23 – 24 Ottobre 2007
PRESO ATTO CHE
• Come dimostrato anche da una ricerca Upi – Ministero degli Esteri, un numero sempre crescente di Province adotta politiche di cooperazione allo sviluppo;
• Su molti dei nostri territori è forte l’interconnessione tra cooperazione decentrata e politiche locali sull’immigrazione;
• Le azioni di cooperazione sono tanto più efficaci quanto più si inseriscono, anche a livello territoriale, in un quadro di coordinamento e confronto.
IMPEGNA L’UFFICIO DI PRESIDENZA DELL’UPI
• A istituire una commissione come sede di confronto, deputata al coordinamento delle azioni delle Province in tale ambito di intervento;
• A favorire un raccordo tra detta Commissione e il Coordinamento Nazionale degli Enti locali per la Pace;
• A chiedere l’ammissione dell’Upi al tavolo ministeriale che sta discutendo ed elaborando la proposta di legge sulla cooperazione decentrata.
Firenze, 24 Ottobre 2007
Assemblea Generale delle Province d’Italia
22-23-24 Ottobre 2007
Il saluto del Presidente della Repubbica
In occasione dell’annuale Assemblea Generale dell’Unione Province italiane, rinnovo il vivo apprezzamento alla vostra associazione per il suo fattivo impegno istituzionale.
E’ compito della Provincia, nell’ambito del necessario annunciato riordinamento dei poteri locali, contribuire a migliorare l’efficienza, la qualità e l’economicità di servizi e infrastrutture in favore dei cittadini, rafforzando nella coscienza civile la fiducia nelle istituzioni e il sentimento di identità nazionale e di appartenenza alla nuova realtà europea.
Il tema al quale quest’anno è dedicata l’Assemblea, nel quadro dell’attuale dibattito sulla riforma e razionalizzazione del sistema delle Autonomie, sottolinea i compiti più rivelanti ai quali le Province sono chiamate a prestare particolare attenzione.
In questo spirito, rivolgo a lei, egregio Presidente e a tutti gli intervenuti un cordiale saluto e un augurio di buon lavoro.
Giorgio Napolitano
Assemblea Generale delle Province d’Italia
22-23-24 Ottobre 2007
Il saluto del Presidente del Consiglio dei Ministri
Signor Presidente,
in occasione dell’Assemblea Nazionale delle province italiane mi è particolarmente gradito inviare a lei e a tutti i partecipanti un saluto caloroso.
Sono certo che la vostra assise saprà fornire un significativo contributo all’attuale dibattito sulle componenti istituzionali del nostro ordinamento democratico, nel solco della tradizione italiana che riconosce alle Autonomie locali grande rilievo nell’assetto organizzativo della Repubblica.
Volentieri invio a tutti voi un augurio fraterno di buon lavoro dei cui esiti le sarò grato se vorrà farmi avere notizia.
Con un cordiale saluto,
Romano Prodi
Assemblea Generale delle Province d’Italia
22-23-24 Ottobre 2007
Il saluto del Presidente del Senato della Repubblica
Caro Presidente Melilli,
ben volentieri accolgo il suo invito a inviare un messaggio di saluto in apertura dell’Assemblea Nazionale delle Province italiane. Le esigenze di riforma e di modernizzazione istituzionale che stanno contrassegnando la vita del nostro Paese devono svilupparsi entro i principi fissati nella nostra Costituzione.
L’indivisibilità della Repubblica, da una parte, e il riconoscimento e la promozione delle Autonomie locali, dall’altra, costituiscono, senza dubbio, pilastri fondamentali da rispettare e valorizzare.
In questo quadro, in un Paese così poliedrico come l’Italia, le province possono rivestire un ruolo di grande rilievo. Un ruolo di governo di sistemi territoriali complessi mirato alla salvaguardia di identità locali e, al contempo, con il compito di sviluppare reti relazionali, infrastrutturali e di servizi per promuovere crescita e benessere.
Sono convinto che la vostra Assemblea annuale costituirà un’occasione preziosa per elaborare proposte e contributi sull’evoluzione del nostro sistema istituzionale, avendo ben chiaro l’obiettivo prioritario di far prevalere logiche di semplificazione e di efficienza nel governo di Enti al servizio dei cittadini.
Nell’augurare il miglior successo all’iniziativa, invio a lei e a tutti gli intervenuti i miei sentimenti di partecipazione ideale e i miei più cordiali saluti.
Franco Marini
Le Province italiane, riunitesi in Assemblea a Firenze nei giorni 22-23 e 24 ottobre 2007,
CONSIDERATI
– i documenti UPI relativi al disegno di legge finanziaria per il 2008, i cui contenuti fanno espresso riferimento alla necessità di individuare percorsi tesi allo snellimento e razionalizzazione di organismi, enti ed autorità di governo settoriale, con particolare riferimento al ciclo delle acque e dei rifiuti;
– l’opportunità di operare una semplificazione, attorno ai livelli istituzionali costituzionalmente previsti, che possa veramente garantire l’efficacia e l’efficienza del governo del Paese;
– in questo senso, la crescente necessità di poter ricondurre al livello provinciale tutte le politiche dei sistemi a rete, in virtù non solo della specifica competenza in materia di pianificazione, tutela e valorizzazione del territorio, ma anche della naturale vocazione di gestione dei sistemi di rete in area vasta,
PRESA VISIONE
Degli emendamenti che il relatore alla legge finanziaria 2008 Sen. Legnini, ha formulato e che recano la soppressione degli ambiti territoriali ottimali – ATO – e riconducono alle Province le funzioni di governo del ciclo dell’acqua e dei rifiuti;
RITENGONO
Di condividere tali emendamenti, proprio perché favoriscono non solo il riconoscimento di un ruolo programmatorio e gestionale che le Province svolgono da tempo nei territori, ma anche la capacità di razionalizzare i propri apparati amministrativi;
Di dover sostenere tale posizione auspicando che possa essere condivisa dall’Assemblea del Senato, chiamata a dare la definiva approvazione di tale formulazione emendativa.
Roma, 24 ottobre 2007
L’Assemblea Generale UPL
riunitasi a Milano a Palazzo Isimbardi il 15 ottobre 2007 in preparazione dell’Assemblea Generale dell’UPI in programma a Firenze, dal 22 al 24 ottobre;
Sentita la relazione del Presidente UPL Leonardo Carioni, con particolare riferimento, da un punto di vista generale degli Enti locali, alle questioni istituzionali e finanziarie e, per ciò che riguarda la nostra Regione, all’elaborazione del nuovo Statuto della Lombardia e al percorso d’attuazione del regionalismo differenziato e del federalismo;
Tenuto conto della presentazione del disegno di legge per la Finanziaria 2008;
Sentito l’articolato intervento del Presidente della Commissione Speciale Statuto della Regione Lombardia, Giuseppe Adamoli, che ringrazia per la partecipazione all’Assemblea e per la costante attenzione riservata alle Province lombarde;
CONFERMA
quanto già contenuto, a proposito dell’attuale delicato contesto istituzionale nazionale e regionale, nel documento UPL “Contributo ed osservazioni di UPL al Documento di Programmazione Economica e Finanziaria 2008 – 2010 della Regione Lombardia” del 13 luglio 2007;
RIBADISCE
alla luce della pari dignità costituzionale rispetto a Stato, Regione e Comune, il ruolo della Provincia di Ente di area vasta, le cui funzioni fondamentali devono essere individuate nella pianificazione territoriale dell’intera provincia, nella pianificazione dello sviluppo economico e nei servizi pubblici di rete, quali la mobilità e i trasporti, la programmazione scolastica, la gestione del mercato del lavoro, il sistema d’istruzione secondaria e formazione professionale, l’agricoltura, l’ambiente, il ciclo integrato dell’acqua, le politiche culturali e del turismo;
EVIDENZIA
che tali funzioni e compiti sono svolti dalle undici Province lombarde utilizzando al meglio le risorse disponibili pur nella limitatezza delle stesse, dando comunque prova di un’alta capacità d’investimento nello sviluppo dei propri territori, anche operando su materie delegate non interamente finanziate e pertanto
RITIENE
che le Province lombarde siano la dimostrazione dell’utilità di un livello intermedio di governo capace di coniugare le istanze dei territori e dei Comuni con una più larga visione omogenea regionale e, mediante una “governance” partecipata, di rispondere efficacemente al dettato costituzionale.
L’Assemblea Generale UPL, in continuità e coerenza ai documenti approvati negli anni scorsi,
RIBADISCE
la necessità inderogabile di addivenire da subito ad un compiuto federalismo fiscale, secondo le linee indicate nel documento sui “Principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica del Sistema Lombardia” sottoscritto l’11 febbraio 2005, ai sensi dell’Intesa Interistituzionale fra Regione, ANCI Lombardia, UPL e UNCEM del 25 luglio 2003, avvertito che è non più procrastinabile nel tempo il mantenimento dell’attuale sistema finanziario di ripartizione e assegnazione delle risorse, che provoca ormai distorsioni evidenti e non è più in grado di sopperire alle crescenti esigenze di interventi nella realizzazione delle infrastrutture necessarie per lo sviluppo dei nostri territori;
PRENDE ATTO CHE
per quel che riguarda le entrate: i trasferimenti statali e regionali rimasti invariati dall’anno 2000 offrono attualmente una copertura finanziaria stimata nel 75% delle spese sostenute per funzioni delegate e trasferite dallo Stato e dalla Regione Lombardia e che le limitate possibilità di espansione dell’Imposta sulle assicurazioni contro la responsabilità civile dei veicoli iscritti al P.R.A. – RCAuto (peraltro in diminuzione), dell’Imposta provinciale sulle formalità di trascrizione, iscrizione ed annotazione dei veicoli richieste al P.R.A – I.P.T. (in lieve recupero ma più che altro per l’aumento dell’aliquota), dell’Addizionale sul consumo di energia elettrica ad uso extra-abitativo e del Tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione ed igiene dell’ambiente – TEFA (stazionari oltre che, nel caso del TEFA, incerto) offrono un gettito tributario in molti casi non superiore al 40% del bilancio corrente e per ciò stesso palesemente insufficiente a coprire la stessa spesa corrente nella logica evoluzione dei costi fissi (interessi passivi, personale e relativa contrattazione), non consentendo più un adeguato risparmio pubblico da destinare agli investimenti;
per ciò che concerne la spesa; il Patto di stabilità ripropone il meccanismo previsto per il 2007 con alcune modifiche che non eliminano i nodi rappresentati dal mantenimento della base di calcolo del triennio 2003/2005, facendo permanere i problemi di casualità degli obiettivi (penalizzando, di fatto, chi è stato virtuoso in quegli anni) e dalla sostituzione ai saldi di cassa e competenza, del saldo di competenza misto che attenua solo leggermente gli obiettivi impossibili da raggiungere per chi nel triennio 2003/2005 ha avuto un saldo positivo di cassa e competenza.
CHIEDE pertanto
in attesa del federalismo fiscale a regime, un sistema di entrate provinciali coerente con l’attuale esercizio di competenze e funzioni che consenta un corretto sviluppo delle attività;
per quel che riguarda gli attuali tributi, la conferma di quanto esplicitato nella Finanziaria 2007 a proposito del mantenimento del TEFA e l’emanazione del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze che assegna alle Province confinanti con la Confederazione Elvetica la diretta riscossione dell’addizionale sul consumo di energia elettrica concernente i consumi relativi a forniture con potenza impegnata superiore a 200 kW;
di modificare la base di calcolo del Patto di stabilità sul triennio 2004/2006 o meglio su un quinquennio;
di non considerare ai fini del rispetto del Patto i pagamenti in conto capitale sui residui;
di non considerare nell’obiettivo la media delle alienazioni patrimoniali 2003/2005, senza tener conto del limite del 15% delle entrate;
di abrogare l’intero art. 1 comma 684 della Legge Finanziaria 2007 ai fini della legittimità del Bilancio 2008, senza introdurre ulteriori allegati obbligatori;
di disapplicare le sanzioni per il mancato raggiungimento degli obiettivi del patto 2007, limitando l’eliminazione della sanzioni almeno per quegli Enti che hanno raggiunto l’obiettivo di competenza nel 2007 e che partono da saldi cassa positivi, considerando che anche la nuova Finanziaria riconosce che il meccanismo 2007 non è giusto soprattutto nei confronti degli enti con saldo di cassa positivo;
di modificare quanto previsto dall’art. 92 del disegno di Legge Finanziaria 2008 relativamente alle nuove discipline sulle assunzioni a tempo determinato (pur condividendo l’esigenza d’assunzioni solo a tempo indeterminato) che in tale versione impone l’obbligo giuridico di non rinnovare il rapporto di lavoro con personale già da tempo in servizio e che non è rientrato nei processi di stabilizzazione, rilevando che l’apporto dello stesso è indispensabile per lo svolgimento dell’attività amministrativa;
di dilazionare in quindici anziché dieci anni le somme che alcune Province (cinque in Lombardia – Bergamo, Brescia, Como, Milano e Varese e circa trenta in totale) devono restituire allo Stato per somme non recuperate dallo stesso nel triennio 2000/2002;
di abolire dal 2008 l’obbligo della restituzione previsto dall’art. 31 commi 12,13 e 14 della Legge 289/02 (Finanziaria 2003) della quota annuale relativa ai maggiori gettiti di I.P.T. e RCAuto, fermo restando quanto già restituito dalle Province fino all’esercizio 2007;
di rendere neutre per la Provincia di Milano, ai fini del Patto di stabilità, le spese di investimento (di competenza e di cassa) relative alla realizzazione delle sedi e a quanto necessario per la nuova Provincia di Monza e Brianza istituita con Legge 11 giugno 2004, n. 146, opere che vengono anticipate dalla Provincia di Milano stessa.
Inoltre, per quanto riguarda i rapporti finanziari con la Regione Lombardia, l’Assemblea Generale UPL, coerentemente con quanto già più volte sollecitato,
CHIEDE
riallineamento effettivo e non compensativo dei trasferimenti finanziari della Regione (nonché dello Stato) a copertura totale dei costi di esercizio delle funzioni trasferite e/o delegate, in ragione del tasso di inflazione registrato nel periodo 2000-2006, con indicizzazione dei nuovi importi così calcolati per gli anni 2008-2009-2010 sulla base dell’inflazione programmata;
pagamento della quota di IVA sul TPL direttamente a carico di Regione Lombardia, come avvenuto regolarmente fino al 31 dicembre 2006 e che invece non è stata pagata a partire dal 1° gennaio 2007 ed, inoltre, delle risorse per la formazione professionale, il personale dei CFP trasferiti, il saldo dell’anno formativo, l’acconto 2007-2008, il demanio idrico, il saldo APT ed altri fondi (biblioteche, ecc);
applicazione, con riferimento ai trasferimenti regionali per gli anni 2007, 2008 e 2009 a favore delle Province lombarde, del principio di cui alla L. 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, comma 682, in base al quale tali trasferimenti sono convenzionalmente da considerare, per competenza (accertamenti) e per cassa (riscossioni in conto competenza) in misura pari agli importi indicati negli specifici atti regionali di assegnazione a ciascuna Provincia (come deliberato nel frattempo, per esempio, dalla Regione Veneto con DGR n. 2360 del 31 luglio u.s. – All. 3 – e recentemente dalla Regione Liguria).
Nel quadro dei rapporti istituzionali, l’Assemblea Generale UPL, condividendo l’esigenza di razionalizzare la composizione degli organi di governo dei livelli istituzionali,
RITIENE
necessario distinguere tra costi della politica eccessivi e costi della democrazia e di funzionamento degli organi elettivi;
CONCORDA
con quanto evidenziato nel documento predisposto dalla Consulta UPL dei Presidenti dei Consigli provinciali, che dimostra l’incidenza limitata delle Assemblee elettive sul costo di ogni singola amministrazione provinciale;
CONVIENE
comunque sull’opportunità di ridurre il numero dei componenti assegnati a Giunte e Consigli, parallelamente alla riduzione dei numero dei componenti del Governo, delle Assemblee legislative e dei Consigli di Amministrazione delle Società a partecipazione pubblica; in questo senso dà atto del positivo e sollecito riscontro dato dalle Province lombarde alla normativa che impone la riduzione dei componenti degli organi societari.
Per quanto riguarda propriamente la Regione Lombardia, l’Assemblea Generale UPL,
VALUTA
positivamente l’accoglimento da parte del Presidente Adamoli della richiesta di partecipazione di un rappresentante UPL ai lavori della Commissione, che ha garantito la costante informazione sullo stato dei lavori a Presidenti, Giunte e Consigli provinciali;
RIBADISCE
la volontà delle Province lombarde di contribuire al processo di costruzione della Costituzione lombarda che ritiene dovrà prevedere, in linea con quanto sta emergendo a livello nazionale, un ruolo forte delle Province nel governo del territorio e nella programmazione dei servizi;
AUSPICA
che nel definire la forma di governo regionale e il sistema elettorale, sia garantita l’elezione in Consiglio regionale di rappresentanti espressione delle circoscrizioni elettorali di tutte e dodici (dal 2009) le Province lombarde;
CHIEDE
di prevedere modalità idonee a garantire un’equilibrata presenza femminile negli organi regionali coerentemente con le politiche di genere e di pari opportunità;
CONFERMA
la piena adesione all’istituzione del Consiglio delle Autonomie locali (di seguito CAL) nell’ottica dell’attuazione dell’articolo 123 della Costituzione, che superi definitivamente l’attuale Conferenza regionale delle Autonomie;
Il CAL deve consentire un’effettiva sede di confronto tra Regione ed Enti locali territoriali, (Comuni – Province – Città Metropolitane), garantendo la presenza dei Presidenti delle Province lombarde, una rappresentanza dei Consigli provinciali e dell’Unione Province Lombarde;
Il CAL, dotato di uno specifico organo tecnico di supporto di propria emanazione, dovrà esprimersi con pareri obbligatori su ogni progetto o disegno di legge regionale attinente sia alla sfera della sussidiarietà verticale sia alle materie riferite alle competenze degli Enti locali territoriali;
Nel caso di dissenso dal parere espresso dal CAL dei competenti organi regionali, statutariamente dovrà essere garantito l’obbligo di motivazione e, se del caso, un’approvazione a maggioranza qualificata;
per ciò che concerne la rappresentanza delle autonomie funzionali e sociali, le Province lombarde ritengono indispensabile che la Regione mantenga e implementi modalità di consultazione permanente con funzioni simili a quelle del CAL attinenti alle sfera della sussidiarietà orizzontale; in tal senso possono essere pure previste modalità di lavoro e decisioni e pareri comuni alle due rappresentanze.
Nel concludere il presente documento, l’Assemblea Generale UPL ritiene opportuno e significativo condividere l’impegno della Regione Lombardia ad affrontare con il Governo e il Parlamento l’attuazione del regionalismo differenziato previsto dall’art. 116 , 3° comma della Costituzione, presentando adeguate proposte nelle materie indicate nella risoluzione a suo tempo adottata, su cui è stato aperto un confronto con la Conferenza regionale delle Autonomie l’8 ottobre u.s.
Va pure ricordato che in tale seduta è stato approvato all’unanimità il documento “La Lombardia per il rilancio di Malpensa, leva irrinunciabile per la competitività italiana” sottoscritto anche dalle Province, che lo condividono e ritengono indispensabile preservare le caratteristiche di hub dell’aeroporto, in un integrato sistema aeroportuale lombardo.
In relazione al dibattito in corso in Consiglio regionale per le ulteriori modifiche della legge regionale per il governo del territorio (l.r. n. 12/2005) ed al confronto avviato con l’Assessore regionale Davide Boni e il Presidente della V Commissione Consiliare Marcello Raimondi, le Province ribadiscono quanto contenuto nel documento illustrato dal Consiglio Direttivo UPL all’Assessore Boni nell’incontro di Bergamo del 26 settembre scorso riguardo a insediamenti e infrastrutture di portata sovracomunale, perequazione e compensazione, programmi integrati di intervento e sportello unico, ambiti agricoli, nonché la necessità di un chiarimento normativo in merito all’organo provinciale competente alla valutazione di compatibilità degli strumenti urbanistici al PTCP.
Le Province manifestano altresì alla Regione Lombardia la necessità che gli Accordi Quadro di Sviluppo Territoriale (AQST) sottoscritti con le Province stesse, siano atti fondamentali da rispettare nelle assegnazioni di risorse nel quadro della programmazione condivisa nei singoli territori.
Tenuto conto dell’attuale situazione delle Sedi Territoriali Regionali (S.TE.R.) decentrate, le Province si impegnano a presentare a Regione Lombardia proposte concrete per sviluppare innovative modalità di concertazione tra Regione, Province e Comuni capoluogo sedi degli STER, anche finalizzate ad un migliore e coordinato utilizzo delle stesse.
In ragione delle diverse indicazioni formulate nel presente documento, l’Assemblea Generale UPL, infine, chiede all’UPI di tenere in particolare considerazione le istanze lombarde, di farsene carico e di attivare rapide ed adeguate iniziative con Governo e Parlamento, coinvolgendo direttamente anche le amministrazioni lombarde.
Il documento è stato approvato all’unanimità dei presenti, essendosi astenuto il Consigliere Legramanti.
Milano, 15 ottobre 2007
Assemblea Generale delle Province d’Italia,
Firenze 22 —24 ottobre 2007
ORDINE DEL GIORNO
PREMESSO CHE
anche nelle ultime settimane, si è protratta la campagna di delegittimazione delle Province italiane e dei loro amministratori, che non tiene in minimo conto del consolidamento del ruolo delle istituzioni provinciali a seguito della riforma costituzionale del 2001 e delle accresciute ed importanti funzioni amministrative che esse esercitano in settori strategici per il governo del Paese;
l’attacco alle istituzioni provinciali si inserisce in modo organico in una strategia di delegittimazione della politica che ha l’obiettivo di ridurre gli spazi della democrazia e il ruolo delle istituzioni rappresentative delle comunità territoriali.
CONSIDERATO CHE
dalla ricerca sulla Governance provinciale e da tutti gli interventi di questi giorni emerge la necessità di offrire al Paese un solido punto di riferimento democratico in grado di condensare le molteplici istanze che nascono a livello locale e per il governo dei territori;
dalla Relazione del Presidente dell’UPI emerge la piena disponibilità delle Province a dare il loro contributo al necessario processo di riordino istituzionale, per una razionalizzare delle pubbliche amministrazioni che superi gli sprechi e le sovrapposizioni, in una prospettiva di una profonda semplificazione dei rapporti tra le istituzioni, i cittadini e le imprese;
occorre evitare l’istituzione e la proliferazione di nuove Province e concentrare l’attenzione sugli interventi normativi che mirino a rendere sempre più adeguato il livello di governo provinciale rispetto al ruolo che oggi le Province svolgono nel Paese: in questa prospettiva tutte le Province devono offrire il loro contributo al processo di riordino istituzionale con un forte investimento sull’innovazione delle loro strutture e dei procedimenti amministrativi;
il processo di riordino istituzionale deve coinvolgere le Regioni, nella prospettiva della progressiva attuazione dell’articolo 118 della Costituzione, individuando nella Provincia il livello di governo di area vasta sul quale ricomporre in modo organico ed uniforme le funzioni di governo del territorio e dell’ambiente, di programmazione e realizzazione delle infrastrutture e delle reti, le politiche dell’istruzione superiore, della formazione professionale e del lavoro, le azioni di supporto ed assistenza ai piccoli Comuni e di promozione e sostegno all’associazionismo comunale;
l’attuazione del titolo V, parte II, della Costituzione deve riguardare tutte le regioni, comprese quelle a statuto speciale, anche per evitare sperequazioni evidenti tra territori confinanti, in una logica di riequilibrio.
L’Assemblea Generale delle Province d’Italia, riunitasi a Firenze nei giorni 22 —
24 ottobre 2007,
APPROVA
i contenuti della Relazione del Presidente dell’UPI, Fabio Melilli,
RITIENE PRIORITARIO
procedere in modo rapido all’individuazione delle funzioni fondamentali dei Comuni, delle Province e delle Città metropolitane per dare vita ad una “Carta delle autonomie locali” coerente con i principi contenuti nelle disposizioni del titolo V, parte II, della Costituzione;
approvare contestualmente il disegno di legge sul federalismo fiscale per dare attuazione all’articolo 119 della Costituzione e consentire alle Province e a tutte le istituzioni costitutive della Repubblica la possibilità di gestire le loro funzioni in piena autonomia e responsabilità, garantendo comunque un sistema di perequazione che sostenga i territori più svantaggiati;
applicare in modo coerente l’accordo tra il Governo, le Province e i Comuni sul nuovo patto di stabilità interno nelle disposizioni della legge finanziaria 2008, in particolare prevedendo:
• lo stralcio delle disposizioni ordinamentali in materia di enti locali, che devono affrontare in modo organico nell’ambito del disegno di legge delega sulla “Carta delle autonomie locali”;
• l’anticipazione di misure di riordino istituzionale che portino all’immediata soppressione di enti e strutture ridondanti;
• l’inserimento di disposizioni che favoriscano le politiche di investimento degli Province anche in riferimento alle opere già avviate o da cantierare, mediante l’utilizzo dei residui di bilancio;
• una particolare attenzione alle politiche di investimento delle Province per la sicurezza delle infrastrutture scolastiche e stradali, per l’ambiente e per 1’innovazione.
Firenze 24 ottobre 2007
In allegato la relazione del Vice Presidente dell’Upi Massimo Rossi, Presidente della Provincia di ascoli Piceno.
“Le Province hanno davanti una grande sfida: capire quale sarà la loro missione all’interno di un progetto di sussidiarietà verticale”. Lo ha detto il vice presidente del Senato, Mario Baccini, intervenendo intervenuto alla giornata di apertura dell’Assemblea generale
dell’Upi a Firenze.
“Le Regioni – ha detto Baccini – possono trasferire alle Province quello che non sanno fare bene e le Province possono fare la stessa cosa verso i Comuni. In questo modo si migliora la qualità dei servizi e si riducono i costi. Si deve evitare che tutti facciano tutto, si deve arrivare ad una razionalizzazione del sistema in modo che ciascuno faccia bene
quello che sa fare meglio”.
Le Province devono avere un ruolo forte soprattutto nel campo ambientale, in quello della tutela del territorio, nella gestione di servizi sovracomunali con poteri reali. Lo ha detto il Ministro per l’Ambiente AlfonsoPecoraro Scanio all’Assemblea Nazionale delle Province a Firenze. “Secondo il 70% dei cittadini non sono da abolire. Questa è la risposta più chiara a tutti i menagrami che pensano di fare risparmi tagliando le Province anziché gli sprechi enormi che si fanno in molti altri settori”. Per il ministro, le Regioni però dovranno delegare davvero tutta una serie di compiti attribuiti loro dallo Stato, creando un federalismo provinciale e comunale che ancora manca in Italia.
Il ministro Pecoraro Scanio, ha poi annunciato di volere arrivare a definire un accordo quadro tra le Province e il Minsitero, per fare in modo che le Province diventino una sorta di sportello sull’ambiente che fornisca informazioni sulle normative e sostituisca il ministero che non ha strutture periferiche.”Non è raro – ha detto il Ministro- che cittadini vengano a chiederci come mettere i pannelli fotovoltaici. Attraverso l’accordo con le Province, le risposte verrebbero date direttamente dall’ente”