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Gli avvisi CNIPA per le Autonomie locali

Il Cnipa ha reso disponibile un servizio di supporto per tutte le Amministrazioni impegnate in progetti di ALI (Alleanze Locali per l’Innovazione) o di Riuso, in risposta ai rispettivi Avvisi emessi dal Cnipa stesso lo scorso febbraio febbraio. 

L’Avviso per il cofinanziamento di progetti proposti dalle Alleanze Locali per l’Innovazione (ALI)  ha come obiettivo quello di garantire ai piccoli Comuni la piena partecipazione ai processi di innovazione della PA, per mezzo di organismi di cooperazione intercomunale finalizzati alla gestione associata di sistemi informativi, infrastrutture e servizi in ambito ICT. L’Avviso si rivolge alle ALI selezionate dal CNIPA, a seguito dell’Avviso del 13 settembre 2005. Le Ali dovranno consentire di ottenere effettivi miglioramenti nell’erogazione dei servizi, nelle economie di gestione delle ICT ed in una semplificazione sostanziale dei rapporti tra i piccoli Comuni e le altre PA. Sul sito Cnipa  è disponibile tutta la modulistica per partecipare, oltre all’elenco dei CST ammessi alla presentazione dei progetti. È inoltre attivo un servizio di help desk ([email protected]) per il supporto nella redazione dei progetti.

Il finanziamento totale disponibile è di 13,5 milioni di euro. La scadenza per l’invio dei progetti è fissata alle ore 12 del 20 luglio 2007.


L’Avviso per la presentazione dei progetti di riuso  ha come obiettivo di favorire la diffusione, tra le Autonomie locali, di soluzioni innovative riguardanti i processi amministrativi e i servizi di e-Government. L’iniziativa consente di cofinanziare progetti per il trasferimento di “soluzioni” di e-government, già realizzate e in esercizio, dalle Amministrazioni che le hanno implementate ad aggregazioni di Amministrazioni interessate a riusarle. È disponibile un catalogo  tramite il quale le Amministrazioni cedenti possono candidare le proprie soluzioni al riuso e le Amministrazioni interessate a riusare possono ricercare  quelle di proprio interesse. Il Cnipa ha pubblicato la modulistica e le Linee guida  per la predisposizione dei progetti ed ha inoltre attivato un servizio di help desk ([email protected]) per il supporto nella redazione dei progetti.

Il finanziamento totale disponibile è di 60 milioni di euro. La scadenza per l’invio dei progetti è fissata alle ore 12 del 30 luglio 2007.

Zingoni: “Scarsa consultazione con le Autonomie locali”

P.I.: COMITATO DI SETTORE; GABBIANELLI, POSTE PREMESSE PER RINNOVI CONTRATTUALI

Preso atto favorevolmente della macrodirettiva della Funzione Pubblica

“Il Comitato di Settore del comparto Regioni ed Autonomie locali ha preso atto favorevolmente della macrodirettiva (documento sulle linee generali e sulle priorita’ dei rinnovi contrattuali per il quadriennio normativo 2006-2009) del Dipartimento della Funzione Pubblica’’.
E’ quanto dichiara Giancarlo Gabbianelli, Sindaco di Viterbo e Presidente del Comitato di Settore stesso.
‘’Con questo atto – aggiunge – si pongono e premesse per dare avvio alla stagione dei prossimi rinnovi contrattuali, rinnovi che auspico possano avvenire in tempi rapidi’’.

Sul tema è intervenuto anche Maurizio Zingoni, reposnabile Upi delle politche per il personale. “Riteniamo importante e prioritario procedere al rinnovo dei contratti del Pubblico impiego – ha detto –  tuttavia, per la delicatezza dei temi, per le ripercussioni che avrà sul Paese e sulla vita di centinaia di cittadini, questo documento avrebbe meritato un approfondimento maggiore tra tutte le istituzioni, Governo, Regioni, Province e Comuni, e non di essere liquidato così in fretta dal Governo, senza una preventiva consultazione”.

Appello a Govenro, Regione Toscana e ANAS per la strada statale 12

La Giunta provinciale di Pistoia, con una delibera approvata all’unanimità interviene sui problemi della strada statale S. S. 12 dell’Abetone e del Brennero, colpita nei giorni scorsi da frane, rivolgendosi al Ministero delle Infrastrutture, alla Regione Toscana, all’Anas e rappresentanti locali del Governo.

Nel testo la Giunta sottolinea che la strada statale, attraversando per circa 27 km il territorio montano, di fatto costituisce l’unica infrastruttura viaria capace di garantire la mobilità nei Comuni di Abetone, Cutigliano e Piteglio con Modena e Pistoia. La strada svolge pertanto una funzione fondamentale per tali realtà territoriali, che rappresentano un insostituibile motore per lo sviluppo dell’intera montagna pistoiese ed una eccellenza per la provincia di Pistoia e la stessa Regione Toscana.

La Giunta ricorda inoltre l’importanza per il territorio del comprensorio sciistico di Abetone e Cutigliano  (dotato di circa  60 Km. di piste, di numerosi e moderni impianti, recentemente rinnovati con investimenti per circa 31 milioni di Euro, cofinanziati con fondi pubblici per circa 10 milioni di euro) che nell’ultima stagione sciistica 2005-2006 ha registrato oltre 5 milioni di passaggi agli impianti di risalita.
E prosegue, passando dal turismo invernale, a quello estivo, che registra numerose presenze in virtù di un ambiente dotato di verde, percorsi trekking, varie attività sportive, manifestazioni ed eventi, accanto alle insediate imprese agricole, forestali, artigianali che contribuiscono all’occupazione ed al reddito dell’intera montagna pistoiese.
La Giunta, mentre si rende disponibile nell’ambito dei propri mezzi, delle proprie competenze e risorse a concorrere attivamente alle soluzioni che saranno individuate dai soggetti preposti, chiede dunque all’Anas di provvedere con urgenza alla realizzazione degli interventi prioritari con i mezzi a propria disposizione ed a quantificare, di concerto con gli enti locali, le risorse necessarie per un adeguamento strutturale della SS 12 nel tratto dove si sono verificati gli episodi franosi, al Ministero delle Infrastrutture di prevedere uno specifico stanziamento volto a finanziare gli interventi relativi e alla Regione Toscana di sostenere con le modalità ritenute opportune e nelle sedi appropriate la necessità  e l’urgenza della messa in sicurezza della SS 12 nel territorio della provincia di Pistoia.
La Giunta fa infine appello ai Parlamentari, ai Consiglieri Regionali ed ai rappresentanti del Governo in sede locale affinché vengano assunte tutte le iniziative utili volte a favorire la positiva soluzione dei citati problemi aperti, in considerazione della ricordata esigenza primaria di una adeguata funzionalità di tale arteria per il territorio provinciale e non solo per esso.    

E’ pertanto necessario ed urgente, conclude la Giunta, intervenire su tale arteria in modo strutturale, eliminando le fonti di pericolo per i dissesti idrogeologici, ma anche intervenendo per garantire maggiore sicurezza nei centri abitati attraversati.
In questo senso ricorda che la messa in sicurezza del tratto oggetto dei movimenti franosi risulta essenziale anche ai fini del potenziamento della S.S. 12 mediante la variante di valico di Abetone, obiettivo già a suo tempo inserito negli accordi tra Regione Toscana e Governo, ancora inapplicati, e la cui priorità viene ribadita nel PASL (Patto per lo sviluppo locale) sottoscritto lo scorso 11 aprile tra la Provincia di Pistoia e la Regione Toscana.



 

Con il Direttivo Upi di Rimini e tante notizie dalle Province

E’ uscito il numero di Aprile del Notiziario Upi.

In primo piano, l’intervento del Ministro delle Regioni e delle Autonomie locali, Linda Lanzillotta, al Consiglio Direttivo dell’Upi che si è svolto all’EuroPA di Rimini.

Inoltre, la “Cooperazione decentrata e le Province“, in una ricerca promossa dall’Upi, finanziata dal Ministero degli Esteri e realizzata da Tecla e dal CeSPI; un convegno Upi Unioncamere sul marketing territoriale e il turismo; la “Dichiarazione di Roma” siglata dal Comitato delle Regioni, durante le celebrazioni del 50° anniversario del Trattato di Roma.

 

Documenti allegati:

Di Palma”Innovare la PA per offrire servizi più efficienti”

“Con la firma del Memorandum su lavoro pubblico e la riorganizzazione delle Amministrazioni pubbliche- afferma Riccardo Di Palma presidente della Provincia di Napoli che ha partecipato, per l’Unione delle Province d’Italia alla sottoscrizione a Palazzo Chigi del Memorandum-  abbiamo compiuto un passo avanti perché è la prima volta che tutte le istituzioni della Repubblica- Governo, Regioni, Province e Comuni- sono state  coinvolte in un rapporto paritario. In un  ambito importante come quello che detta le premesse per un rinnovo di tutta la P.A.” 

“Le province condividono – ha affermato Di Palma- la necessità di creare condizioni di misurabilità e incentivazione della qualità dei servizi e delle funzioni pubbliche, valorizzando, nel contempo, le professionalità dei lavoratori pubblici e rafforzando le motivazioni della dirigenza”

“Infine- ha detto ancora Di Palma- si avvia una fase di stabilizzazione del lavoro precario nella Pubblica Amministrazione”


 

Melilli “Passi avanti, ma il lavoro è ancora molto”

“Abbiamo colto la volontà di dare attuazione al federalismo fiscale, ma i testo che ci è stato presentato è complesso, forse troppo per una legge delega, e debole per il sistema delle Autonomie loclai, che ha una particolarità che non mi pare venga colta a pieno”. Lo ha dichiarato ai gironalisti il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, al termine dell’incontro nel quale il Ministro Lanzillotta e il ViceMinsitro Visco hanno presnetato a Regioni e Autonomie locali una prima bozza di proposta sul federalismo fiscale.  Melilli ha ribadito alla stampa come “l’attuazione del federalismo fiscale deve essere anche l’occasione per una semplificazione dei tributi e  per far capire ai cittadini chi impone le tasse. Per questos erve una semplificazione del sistema tributario, oggi farraginoso”. Quanto ai tempi, il Presidente ha riferito che il Governo vorrebbe chiudere entro la fine di aprile, ma ha detto ai giornalisti  “il lavoro da compiere è ancora molto e la fretta è spesso cattiva consigliera”. Melilli ha poi annunciato la volontà espressa da Regioni, Province e Comuni di predisporre un documento untiario per dare un contributo alla delega sul federalismo fiscale.

Promozione delle destinazioni del turismo sostenibile

La Commissione Europea, allo scopo di attirare l’attenzione sulla ricchezza e la varietà delle destinazioni turistiche europee e promuovere quelle destinazioni dove gli obiettivi di crescita economica sono in sintonia con la sostenibilità sociale, culturale ed ambientale del turismo ha lanciato il progetto “Destinazioni europee di eccellenza”.
L’idea della Commissione è quella di selezionare ogni anno una destinazione per ciascuno Stato membro da proporre come esempio di buone prassi per il turismo sostenibile. Di volta in volta potranno essere individuati temi diversi (es. eccellenza nella promozione del patrimonio storico e culturale, dimensione ambientale, accessibilità, attenzione ai prodotti locali e all’artigianato ecc.) sulla base di una serie di criteri da concordare d’intesa con gli Stati membri.

Con questa iniziativa la Commissione si propone di:
· rafforzare la visibilità delle destinazioni turistiche europee;
· sensibilizzare sulla diversità e la qualità del turismo europeo;
· promuovere tutte le regioni europee;
· favorire la decongestione e la destagionalizzazione dei flussi turistici;
· creare una piattaforma di scambi delle migliori esperienze;
· promuovere la creazione di reti tra le destinazioni prescelte;
· stimolare altre destinazioni nella scelta di modelli di sviluppo sostenibile.

Per il 2007 è stato scelto il tema “Destinazioni rurali emergenti”
Ciascuno Stato membro, attraverso un procedimento di selezione nazionale, potrà proporre una destinazione, che insieme a quelle proposte dagli altri Stati avrà un riconoscimento ufficiale da parte della Commissione in occasione del Forum europeo del Turismo, che si terrà in Portogallo a fine ottobre 2007.
Si tratta di un riconoscimento simbolico, che non implica forme di finanziamento, ma che è finalizzato a valorizzare e mettere in rete le destinazioni scelte nei diversi Paesi a livello europeo.

Le procedure di selezione dovranno tener conto di una serie di criteri generali:
– la destinazione deve aver implementato negli ultimi tre anni la promozione dell’offerta turistica locale attraverso la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale;
– la destinazione deve essere inclusa nelle aree rurali coperte dai Programmi 2000-2006 (obiettivi 1 e 2) dei Fondi Strutturali o dai Programmi di Sviluppo Rurale 2000-2006;
– la destinazione deve aver adottato un approccio generale nella gestione della propria offerta turistica, in modo tale da assicurare una sostenibilità sociale, culturale e ambientale.

L’Italia, attraverso il Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha presentato la propria proposta, selezionata dalla Commissione Europea, e che prevede la collaborazione con la Regione Abruzzo (coordinamento regionale per il Turismo), l’UPI – Unione delle Province d’Italia, l’ANCI – Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, l’UNCEM – Unione Nazionale Comuni, Comunità, Enti montani, nonché il supporto tecnico di Promuovi Italia.
Un Comitato Nazionale di Valutazione è stato istituito presso il Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che procederà alla selezione di almeno una destinazione per Regione. Le destinazioni prescelte saranno presentate ufficialmente con un evento ad hoc a livello nazionale, mentre la destinazione che risulterà la migliore rispondente ai criteri nazionali ed europei sarà scelta entro luglio e segnalata alla Commissione Europea.

 

Villani “Bisogna evitare di frammentare le risorse”

“La crescita del turismo in Italia è frenata da un eccesso di parcellizzazione delle risorse”. Lo ha detto il Presidente della Provincia di Salerno e responsabile Upi turismo, Angelo Villani, intervenendo al salone EuroP.A. in corso a Rimini, ad un convegno Upi Uniocamere sul marketing territoriale e turismo.
“In Italia – ha detto – tutti si occupano di Turismo: dallo Stato, alle Regioni, alle Province, ai Comuni, alle Camere di Commercio e oltre. Non tutte le Regioni, poi, hanno delegato in modo uniforme le competenze sul turismo sul territorio, con il risultato che oggi, nel Paese, ci sono profonde differenze da territorio a territorio. Questo sistema estremamente frammentato non consente di mirare l’utilizzo delle risorse verso progetti di ampio respiro. I fondi vengono parcellizzati in una miriade di microeventi, senza una vera politica di sistema, a tutto danno del brand “Italia”. C’è bisogno di ristabilire una vera governance – ha concluso Villani – e credo che, e la stessa Carta delle Autonomie appena varata dal Governo lo conferma, questa funzione spetti alle Province, che sono le istituzioni di governo del territorio e per questo possono gestire al meglio la rete degli interventi in maniera coordinata e coerente, evitando inutili sovrapposizioni”.
A conferma della necessità di un disegno unitario, l’esempio della Regione Lazio, portato dall’Assessore al turismo della Provincia di Rieti, Giuseppe Rinaldi. “Grazie ad un accordo tra la Regione, le cinque Province del Lazio il Comune di Roma e l’Unioncamere – ha detto l’Assessore – siamo riusciti, primi in Italia, ad istituire l’Agenzia Regionale per il Turismo, uno strumento unitario dove convergono idee e risorse per programmare gli interventi di promozione del Lazio nella sua complessità. Un modo per evitare la frammentazione per consentire di rilanciare un territorio che, dal punto di vista turistico, continua ad essere ancora troppo poco noto, anche per la presenza della Capitale che, ovviamente, attira a sé maggiori flussi turistici e risorse economiche”.

Province indispensabili nel nuovo disegno istituzionale

Le Province sono indispensabili nel disegno istituzionale delineato dalla Carta delle Autonomie. Lo ha detto il Ministro delle Regioni e delle Autonomie Locali, Linda Lanzillotta, intervenendo al Consiglio Direttivo dell’Upi che si è svolto a Rimini, al Salone di EuroP.A.

“Siamo convinti, come ci ha confermato oggi il Ministro Lanzillotta, – ha commentato il Presidente dell’Upi Fabio Melilli –  che nella nuova Carta delle Autonomie sia assegnato alle Province un ruolo indispensabile, di riequilibrio del sistema. Così come concordiamo con il Ministro, quando sottolinea che la proliferazione di nuove Province non può fare bene a questo sistema, perché  delegittima il governo di area vasta. Per questo riteniamo si debba andare verso un quadro istituzionale snello, efficiente, moderno, nel quale la gestione delle funzioni del territorio sia in capo ad un solo ente, la Provincia, eliminando tutte le sovrastrutture esistenti “.

I risultati di una ricerca Upi Tecla Ministero degli Esteri

“Coordinare gli interventi e mettere a rete i soggetti, per evitare di disperdere risorse preziose e partecipare alla crescita dello sviluppo globale e alla diffusione della democrazia”. Questo il ruolo che le Province svolgono nei programmi di cooperazione decentrata, come ha sottolineato oggi il Presidente di Tecla e Presidente della Provincia di Pisa, Andrea Pieroni, presentando a Rimini, al salone EuroPa, una ricerca sulle azioni e le esperienze attuate dalle Province nella cooperazione decentrata, realizzata dal Centro Studi di Politica internazionale e da Tecla, promossa dall’Upi e finanziata dal Ministero degli esteri. “Le Province – ha sottolineato Pieroni – hanno assunto un ruolo significativo nelle politiche di cooperazione decentrata, perché riescono a mettere in relazione i territori e le comunità: la Provincia, che è l’istituzione di governo di area vasta, è capace di svolgere al meglio la funzione di coordinamento delle iniziative sul territorio, mettendo in rete le attività degli enti locali, dell’associazionismo e del volontariato, delle forze sociali. In questo modo è possibile utilizzare al meglio le risorse destinate allo scopo, che altrimenti risulterebbero inefficaci. Il legame con le comunità degli stranieri che vivono nei nostri territori, e con i quali ci rapportiamo sui temi dell’inclusione e dell’accoglienza – ha aggiunto – ci consente di avere conoscenze e informazioni più mirate sulle reali necessità dei Paesi cui rivolgiamo i nostri progetti. La nostra azione è soprattutto diretta a promuovere lo sviluppo locale, anche aiutando le comunità locali a costruire percorsi di partecipazione democratica”.
Dai dati della ricerca, emerge che più del 90% delle Province italiane svolge attività di cooperazione decentrata, la maggior parte delle quali in esclusiva attraverso un ufficio appositamente creato o in cooperazione con associazioni, enti, onlus del territorio. Quanto al tipo di attività realizzata , al primo posto vi sono le azioni di informazione e sensibilizzazione rivolte al proprio territorio, seguite dal coordinamento degli attori interessati, dalla programmazione degli interventi, fino alle azioni di fund raising e di erogazione di finanziamenti. Prioritari, per le Province, sono: i progetti per lo sviluppo di micro e piccola impresa, l’assistenza sociale, e, a seguire, quelli legati alla diffusione della democrazia e dei diritti umani, della salvaguardia ambientale e dello sviluppo sostenibile. I progetti sono nella quasi totalità realizzati in co-finanzimento con altre istituzioni (Ue, Stato, Regioni, Fondazioni altre Province o Comuni) anche perché i bilanci non consentono stanziamenti tali da consentire azioni singole: in media, ogni Provincia stanzia per progetti co-finanziati, circa  70.000 euro annui (cifra riferita ai bilanci del 2005).
“Siamo seduti su una polveriera – ha voluto sottolineare Massimo Rossi, Vice presidente dell’Upi e Presidente della Provincia di Ascoli Piceno – Se consideriamo lo stato di emarginazione, di inaccessibilità alle risorse, di assenza di democrazia in cui si trova a dover vivere la maggioranza della popolazione mondiale, credo che sia un dovere di tutti, e delle istituzioni per prime, di intervenire con determinazione. Non si tratta di esportare il nostro sistema di sviluppo, che sta misurandosi con grandi problemi – ha aggiunto Rossi-  ma di riprogettare e co-progettare un modello di sviluppo sostenibile. Dobbiamo costruire modelli economici tali da determinare un benessere reale diffuso, che ponga al centro la persona. Ecco perché la cooperazione decentrata deve partire dal basso, dai territori, dalla comunità e dai governi locali. Perché è in questo modo che, attraverso lo scambio, si possono diffondere buone pratiche e portare avanti interventi capaci di incidere davvero sulle realtà locali. Inoltre, da questa ricerca emerge, al di là delle criticità che andranno risolte, il rapporto costi benefici dei progetti realizzati o coordinati dalle Province è assolutamente vantaggioso, sia perché permette lo scambio di modelli di governo, sia perché la presenza di una istituzione locale obbliga al controllo e alla buona gestione delle risorse impegnate”. 
Rimini 29 marzo 2007

Il consiglio direttivo con l’intervento del Ministro Lanzillotta

Sarà il Ministro delle Regioni e delle Autonomie locali, Linda Lanzillotta, a concludere i lavori del Consiglio direttivo dell’Upi, che si riunirà a Rimini nel pomeriggio di mercoledì 28 marzo,  nell’ambito della manifestazione EuroP.A.

La riunione sarà dedicata alla riflessione sul Codice delle Autonomie locali, da poco approvato dal Consiglio dei Ministri, e alle proposte delle Province in vista dell’avvio in Parlamento della discussione sul testo. All’incontro prenderanno parte anche i Presidenti delle 104 province italiane.

A completare il calendario degli eventi dell’Upi alla manifestazione EuroP.A. saranno due convegni, che si terranno entrambi giovedì 29 marzo.
Ad aprire i lavori della mattina, a partire dalle 9,30,  sarà il convegno sul marketing territoriale e il turismo, promosso dall’Upi insieme ad Unioncamere, sul tema : “Strumenti e metodi per valorizzare la qualità dell’informazione e della promozione dei territori e delle imprese”.
Nel pomeriggio del 29 marzo, a partire dalle 15,00, si svolgerà invece un convegno promosso da Upi e  TECLA, con la collaborazione del Ministero degli Affari Esteri, su “La cooperazione decentrata e le Province”, durante la quale sarà presentata una ricerca, promossa dall’Upi e realizzata da Tecla e dal CeSvi, con la ricognizione e la mappatura delle esperienze di cooperazione decentrata attuate nelle Province italiane.


 

Necessario un censimento degli archivi amministrativi

Il CUSPI (organismo dell’UPI per il coordinamento della funzione della statistica a supporto della governance locale) sarà presente al Salone delle Autonomie locali, Euro.Pa 2007 che aprirà i battenti domani alla Fiera di Rimini.

In programma il 28 marzo la riunione del comitato di presidenza che approfondirà il tema del censimento degli archivi amministrativi della pubblica amministrazione proponendosi di accelerare e consolidare l’uso degli archivi amministrativi quale risorsa indispensabile per la produzione statistica, ma anche  di semplificazione normativa ed amministrativa per la riduzione degli oneri per i cittadini, le imprese, le organizzazioni sociali.
Il patrimonio informativo accumulato nelle banche dati della PA è non solo di grandi dimensioni, ma anche ricco e articolato per le molteplici tipologie di dati e rappresenta un vero e proprio “bene pubblico” che oggi è possibile valorizzare per finalità statistiche con evidenti vantaggi per l’intera collettività.
Conoscere quindi le potenzialità informativo-statistiche di ogni singolo archivio permetterà di integrare la tradizione amministrativa con la cultura della rete per migliorare la gestione informatica degli archivi amministrativi gestiti dai soggetti pubblici; migliorare complessivamente la qualità delle informazioni contenute per completezza, tempestività di aggiornamento, uniformità territoriale; ridurre i costi e
gli oneri a carico dei cittadini.

 

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