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Nelle parole del presidente Florido la solidarietà dell’ente alla popolazione foggiana

“La tragedia di ieri, sul Gargano, ha scosso tutta la regione. Il nostro pensiero – dichiara il presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido – non può che andare, innanzitutto, alle vittime e ai loro familiari, ai tantissimi feriti e alla popolazione, tutti messi a dura prova da una giornata che faticheranno a dimenticare.
In questo particolare e delicato frangente ci sentiamo vicini alla comunità foggiana a cui va tutta la nostra solidarietà. Siamo pronti a dare una mano, a collaborare con le istituzioni territorialmente rappresentative, all’insegna della comune appartenenza ad una terra, la Puglia, che amiamo e che vogliamo tutelare e proteggere. È un appello che mi sento di rivolgere in primo luogo al mio collega e amico Carmine Stallone, presidente della Provincia di Foggia, ma anche a tutti gli altri amministratori locali: sappiate che la Provincia di Taranto è al vostro fianco”.

Con i lavori del Consiglio Direttivo e la ricerca UPI CENSIS

E’ uscito il Numero 7 dell’Agenzia quindicinale dell’Upi, il Notiziario Le Province.

In questo numero, tra l’altro, il dibattito che si è sviluppato nell’ultimo consiglio direttivo e una brevissima sintesi della Ricerca Upi CENSIS “L’economia della Provincia”, che trovate pubblicata in versione integrale sul sito e che sarà il focus del prossimo numero della rivista dell’Upi.

Documenti allegati:

Sì al finanziamento di ASIA

ASIA, l’Agenzia per lo Sviluppo internazionale dell’ambiente fondata e promossa dalla Provincia di Trieste, riceverà dal Ministero per l’Ambiente i finanziamenti necessari all’avvio delle attività.

Lo ha comunicato Alfonso Pecoraro Scanio, Ministro dell’Ambiente, a Maria Teresa Bassa Poropat, Presidente della Provincia di Trieste nel corso di un colloquio che si è svolto nel primo pomeriggio di oggi nel capoluogo giuliano. “Abbiamo studiato la Convenzione tra Ministero e Provincia di Trieste – ha detto Pecoraro Scanio – in maniera tale da dare un nuovo impulso all’Agenzia, affinchè non diventi una sorta di vetrina, ma un’iniziativa operativa alla quale vengano assegnate risorse”. Il Ministro Pecoraro Scanio ha anticipato di aver invitato il collega sloveno alla futura inaugurazione dei corsi di formazione organizzati da ASIA “un’agenzia – ha aggiunto – di caratura e valore internazionale”.
ASIA conta di iniziare la programmazione dei corsi di alta formazione nel campo dello sviluppo eco-compatibile, finalità per la quale è stata fondata, entro la fine del 2007. “L’avvio dell’attività di ASIA è un avvenimento particolarmente significativo per Trieste” ha commentato Maria Teresa Bassa Poropat, Presidente della Provincia di Trieste. “La scuola di alta formazione rivolta a tecnici e decisori che ci apprestiamo ad attivare – ha aggiunto – costituisce un significativo tassello nella città di Trieste in un settore tra i più attuali del momento quello dell’ambiente”. E’ già stata convocata nella prima settimana di settembre la riunione del Comitato di indirizzo dell’Agenzia allo scopo di avviare il primo corso pilota mirato alla formazione di personale nei settori della tutela dell’ambiente. Compito del Comitato sarà quello di individuare il programma di attività e i temi sui quali impostare i corsi di formazione. La Fondazione potrebbe infatti diventare promotrice di campus di sperimentazione concreta per la messa in opera di tecnologie innovative nel campo del recupero energetico e della tutela dell’ambiente. Ampio è il campo di azione nel settore della formazione dei paesi in via di sviluppo per una cultura dell’energia rinnovabile che potranno rivolgersi ad ASIA per ricevere servizi di capacity building ambientale. La volontà del Ministero è quella di far diventare ASIA un Iped, un ente di secondo grado riconosciuto dall’UNESCO.
Il Consiglio di indirizzo di ASIA è composto dai tre membri nominati dalla Provincia di Trieste : il professor Alessandro Nardi, il professor Katepalli R. Sreenivasan, Direttore del Centro Internazionale di Fisica teorica e l’ingegner Giancarlo Michellone Presidente di Area Science Park. Fa parte dell’organismo anche Gianni Pizzati designato dal Ministero dell’Ambiente.

Melilli alle imprese “Lavoriamo insieme per migliorare il sistema economico”

“Per la seconda volta dal sondaggio Ipsos Sole 24 Ore emerge la conferma che i cittadini non solo apprezzano la Provincia, ma la ritengono una istituzione utile e lontana dai luoghi degli sprechi della politica”.
E’ il commento del Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, al sondaggio Ipsos commissionato dal quotidiano “Il Sole 24 Ore”, nel quale, tracciando il quadro delle istituzioni italiane, si chiede espressamente a diversi stakeholders se sia utile eliminare le Province per abbattere i costi della politica. “Quando la domanda è stata posta ad un campione di cittadini, questi nel 68% dei casi, hanno risposto di no, di essere contrari all’abolizione delle Province. Stesso risultato nell’ ultimo sondaggio (pubblicato su Il sole 24 ore di ieri, 22 luglio) rivolto ai dipendenti privati: in questo caso, come nota il quotidiano stesso, nemmeno un dipendente su dieci (il 12%) ne ritiene utile la soppressione, mentre il resto del campione è contraria e dimostra di sentire molto vicina a sé l’istituzione Provincia.
Gli unici a dichiararsi favorevoli all’eliminazione delle Province sono stati una parte (il 33%) di imprenditori intervistati dall’Ipsos. Questo vuol dire – sostiene Melilli – che mentre come istituzioni riusciamo a dialogare e a dare risposte evidentemente positive ai cittadini abbiamo difficoltà a parlare con una parte dei nostri imprenditori, che, non sempre a torto, imputano alle Province e agli enti locali in genere, le responsabilità di un eccesso di burocrazia causa di inutili lungaggini.
A loro dobbiamo rivolgerci, per stringere un patto saldo tra istituzioni e sistema economico, capace di determinare atti concreti, buone pratiche, protocolli operativi, interventi e strumenti tali da sostenere e di promuovere i sistemi economi locali.
Noi siamo disponibili a metterci in gioco, a fare la nostra parte: ci auguriamo che anche quel 33% di imprese che oggi non ci ama, sia pronta come noi a lavorare per migliorare il sistema, abbandonando la strada della facile demagogia che, invece, non porta da nessuna parte”. 

 

Presidente dell’Upi Emilia Romagna e Preissdente della Provincia di Ferrara

“Prendo atto con soddisfazione dell’accordo raggiunto a Roma tra le rappresentanze
delle Autonomie Locali, delle Regioni e del Governo, che ha portato a siglare un patto
per la riduzione dei costi delle Istituzioni.
Finalmente si giunge ad affrontare il tema della razionalizzazione, dell’ammodernamento e
del minor costo della pubblica amministrazione italiana, con provvedimenti che, seppur
adottati separatamente da organi diversi, rispondono al disegno condiviso di
responsabilizzare e coinvolgere tutti, da Governo e Parlamento, fino al più piccolo dei
Comuni.
Sono particolarmente soddisfatto in quanto, il patto siglato ieri, presenta diversi aspetti
simili a quelli che l’Unione regionale, rappresentando la volontà delle Province dell’Emilia-
Romagna, da oltre un anno propone al Parlamento, al Governo, alla nostra Regione e agli
altri Enti Locali, sostenendo inoltre il ruolo fondamentale delle Province nell’ambito di un
chiaro processo di semplificazione e specializzazione delle funzioni.
Purtroppo, alla soddisfazione per questo accordo, si contrappone un clima non positivo nel rapporto fra le Autonomie Locali e il Governo, che, sui temi della finanza pubblica, del
DPEF, del federalismo fiscale e del patto di stabilità, ci ha portati, anche come UPI, a
sospendere le relazioni istituzionali fino al ritiro delle nostre delegazioni dai tavoli di
concertazione”.

Protocollo d’intesa per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri

La Provincia di Trieste ha aderito al Protocollo d’intesa proposto dalla Dirigenza scolastica del liceo classico Francesco Petrarca, che mira a sostenere l’educazione interculturale e a favorire l’accoglienza di studenti stranieri che frequentano gli istituti scolastici del territorio provinciale. “Il progetto che interessa l’anno scolastico
2007-2008 – afferma Adele Pino, Assessore provinciale alle Politiche educative – punta a istituire un servizio di informazione finalizzato all’accoglienza e al sostegno degli studenti stranieri e delle loro famiglie. Vogliamo creare una sempre più efficace interazione tra ambiente scolastico, uffici territoriali e quelli socio-assistenziali nella consapevolezza che un inserimento inadeguato degli alunni stranieri può essere causa di esclusione sociale”. “Il fenomeno dell’immigrazione – osserva ancora l’assessore – è divenuto nel corso di questi anni da situazione straordinaria a condizione strutturale della realtà anche locale. E’ opportuno quindi attivarci per ripensare strategie e forme d’intervento che devono passare dalla straordinarietà dell’emergenza all’ordinaria progettazione organizzativa, didattica ed educativa”. Con la sigla del Protocollo d’intesa le parti si impegnano a cooperare su queste tematiche, contribuendo per quota parte a sostenere anche economicamente il Progetto, e a partecipare a un Gruppo tecnico di coordinamento e valutazione del progetto composto oltre che dai rappresentanti degli istituti scolastici – il liceo Petrarca è l’istituto capofila – anche degli enti locali che hanno siglato l’intesa e cioè la Provincia di Trieste e l’amministrazione comunale.
Un accordo di rete coinvolge nel Progetto anche il liceo psicopedagogico Carducci, l’istituto tecnico Carli e gli istituti comprensivi di Roiano-Gretta e Valmaura.

 

Accordo tra Governo, Regioni e Autonomie locali

E’stato siglato a Roma presso la sede del Dipartimento degli affari regionali e delle autonomie locali dai presidenti della Conferenza delle regioni e delle province autonome, della Conferenza dei presidenti dei consigli regionali,  dell’Upi, che nell’occasione era delegata a rappresentare anche l’Anci (assente a seguito della sospensione con i rapporti con il Governo), e dell’Uncem insieme ai rappresentanti del governo, i ministri Chiti, Lanzillotta e Santagata e il sottosegretario all’Interno Pajno, un patto che mira a ridurre i costi delle istituzioni e a snellire la macchina amministrativa. Principi che confluiranno, nelle parti di competenza statale, in appositi provvedimenti legislativi a partire dal ddl sul contenimento dei costi politico-amministrativi che sarà approvato domani dal Consiglio dei ministri. Mentre per le parti di competenza regionale saranno autonomamente attuati dalle Regioni.

Tra i punti dell’accordo raggiunti oggi:

– riduzione del numero dei ministeri con ritorno all’originario testo del dlgs 300/99
– ripristino del numero dei consiglieri regionali, in linea con quanto previsto dalla legge 108/68 in proporzione al numero degli abitanti, nel rispetto dell’autonomia delle assemblee regionali
– riduzione del numero dei consiglieri provinciali e comunali
– riduzione e razionalizzazione delle circoscrizioni municipali e razionalizzazione dei compensi dei componenti di tali organismi
– riduzione del numero dei comuni montani, attraverso la formulazione di nuovi criteri di montanità, e dei componenti degli organi delle comunità montane
– riduzione del numero degli assessori regionali, provinciali e comunali in rapporto al numero dei consiglieri
– riduzione dei componenti e dei compensi degli amministratori delle società pubbliche statali
– eliminazione delle duplicazioni di enti e associazioni di comuni che operano nello stesso territorio
– riordino e/o soppressione di enti pubblici
– trasparenza delle cariche e degli emolumenti (benefit compresi)
– attivazione, presso la Conferenza unificata, della Cabina di regia per la riduzione dei costi amministrativi con il compito di monitorare le iniziative dei diversi livelli di governo


Il Governo  si impegna inoltre a promuovere le intese necessarie a favorire la riduzione dei parlamentari e auspica  che le Camere nella loro autonomia adottino le misure necessarie a rendere effettivo il contenimento dei costi della rappresentanza politica.

 

Un patto interistituzionale per ridurre i costi di tutte le istituzioni

L’Ufficio di Presidenza dell’Upi in relazione al varo del Decreto Legge che ha sostanzialmente ignorato le richieste delle Province e del Comuni sulla possibilità di attivare gli investimenti attraverso l’utilizzo degli avanzi di amministrazione; vista la mancata interlocuzione del Governo con il sistema delle Autonomie locali sul DPEF; ritiene di dovere sospendere le relazioni istituzionali con il Governo, ritirando le delegazioni Upi dai tavoli di concertazione istituzionale.

Quanto al tema dei costi della politica, l’Upi si dichiara disponibile a sottoscrivere un patto interistituzionale, che preveda la diminuzione dei costi di tutte le istituzioni del Paese, e nel quale sia contemplato un sistema di monitoraggio del sistema, in modo da consentire ai cittadini di giudicarne gli effetti.

CHIEDIAMO INCONTRO CON GOVERNO

(Adnkronos) – Un incontro per definire le questioni aperte riguardanti e Province. A chiederlo e’ stato il presidente dell’Upi, Fabio Melilli, che a margine del patto per la
riduzione dei costi della politiche ha cosi’ parlato della decisione dell’Upi di sospendere le relazioni istituzionali con il governo. “Oggi non partecipiamo alla conferenza unificata -ha sottolineato- anche le Province come i Comuni ritirano le delegazioni per vicende
legate al Dpef su cui non abbiamo avuto coinvolgimento, e sul decreto legge sul tesoretto che ci impedisce di fatto l’utilizzo degli avanzi di amministrazione bloccando gli investimenti locali’. “Si pensa a finanziare le grandi infrastrutture -ha precisato il presidente dell’Upi- ma non si puo’ pensare che posano essere finanziate dal blocco degli investimenti locali”. Melilli ha ribadito che le Province chiedono lo sblocco degli avanzi di bilancio per investimenti in scuole e strade ma “il governo -ha detto- non ha ritenuto di voler soddisfare questa richiesta e ha fatto una proposta inaccettabile. 70 Province su 100 e’ stata concesso di usare l’1,4% degli avanzi, poco piu’ di un’elemosina”.

“Questo -ha concluso- ci spinge a interrompere i rapporti e a chiedere una riunione per definire alcune questioni rilevanti per il sistema delle autonomie. C’e’ un tema rilevantissimo cioe’ come questo governo si rapporta sul problema dei Comuni e delle Province”. (Sci/Pn/Adnkronos)

Il Ddl sia coerente con il Patto siglato con le Autonomie

Il Disegno di legge sul contenimento dei costi delle istituzioni, che il Governo si appresta a varare nel Consiglio dei Ministri  di oggi, sia coerente con il Patto siglato ieri con le Autonomie locali.
Lo ribadisce l’Unione delle Province d’Italia che auspica inoltre che il Governo, dopo questo primo atto, si appresti con la stessa celerità a definire ed approvare tutti gli altri interventi legislativi previsti dal Patto, e che le Regioni seguano la stessa strada.  


 

Formazione, progettazione e informazione le opportunità per gli amministratori

Progettazione, formazione, possibilità di accedere a borse di studio Bruxelles, informazioni in tempo reale sui bandi comunitari: queste alcune delle opportunità che le Province italiane potranno avere, grazie all’accordo siglato oggi dall’Upi e da TECLA, l’Associazione per la Cooperazione Transregionale Locale ed Europea.

“La programmazione dell’ Unione Europea per 2007 – 2013 – ha detto il Presidente dell’Upi Fabio Melilli – ha aperto nuovi spazi per le Province. Sono stati notevolmente potenziati i fondi strutturali per la cooperazione territoriale, la cui attuazione passa, in Italia, proprio attraverso le Province. Non possiamo rischiare di perdere opportunità per mancanza di informazioni o per le difficoltà che la progettazione, a livello europeo, comporta. Per questo abbiamo ritenuto necessario garantire alle Province tutti gli strumenti utili per potere, al meglio, competere all’assegnazione di risorse che sono sempre più mirate allo sviluppo dei territori”.  

“Grazie a questa convezione, che conferma un rapporto tra Upi e Tecla avviato già dal 2001  – ha sottolineato il Presidente di TECLA e Presidente della Provincia di Pisa, Andrea Pieroni –  siamo convinti che potremo lavorare per fare crescere il peso delle Province ai tavoli di discussione sulle politiche comunitarie. L’ufficio di Upi TECLA, inoltre, diventerà la sede unica di tutte le Province italiane a Bruxelles, luogo non solo di mera rappresentanza, ma di concreto riferimento ed interfaccia con l’Unione Europea e con le sue strutture”. 

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