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Primo rapporto sui portali regionali e provinciali

Sono Rimini, Ravenna e Parma le province italiane con i migliori servizi per l’impiego on line: punteggio pieno per la qualità di servizi offerti alle imprese per l’evasione di tutti gli adempimenti via internet.
E’ quanto emerge dal primo rapporto sui portali regionali e provinciali dei servizi per l’impiego, realizzato da Formez e Censis per disegnare lo “stato dell’arte” del sistema di e-governance del lavoro nei diversi sistemi regionali italiani.
Unica in Italia, la provincia di Rimini vanta il servizio “Acchiapparisorse” , un sistema che segnala alle imprese il personale qualificato e già selezionato dai centri per l’impiego.
Ancora da migliorare invece in tutte le province i servizi offerti al cittadino che cerca lavoro on line: al momento il servizio presente quasi ovunque è la possibilità di consultare orari e strutture dei Centri per l’Impiego, ed altri molto diffusi sono la consulenza (FAQ) sui contratti di lavoro e il supporto per l’orientamento professionale.
La ricerca dimostra una crescita lenta dei servizi di tipo transattivo, che rappresenta però il punto di arrivo di un processo di evoluzione complesso ed articolato.

Al quarto posto la provincia di Roma che vanta una sezione “Informaservizi” nella quale i cittadini iscritti possono aggiornare il proprio curriculum on line. Buona la relazionalità del sito, parametro molto importante nell’ e-governance della pubblica amministrazione perché evidenzia la capacità dell’istituzione di creare  collaborazioni e interazioni con altri soggetti istituzionali in modo da offrire all’utente una visione completa delle opportunità esistenti on line. Secondo la relazionalità la provincia di Roma è al terzo posto dopo Milano e Mantova, provincia quest’ultima con un portale che connette cittadini, imprese ma anche agenzie private per la fornitura di lavoro temporaneo, enti di formazione pubblici e privati, istituti scolastici.

Per i servizi al cittadino si distingue la provincia di Campobasso con il sistema “Pro-Muove”  per la gestione on line del front-office del centro per l’impiego. Il software regionale Net-Labor inoltre raccoglie informazioni dai centri per l’impiego e, registrando ingressi e uscite nel mercato del lavoro, consente di ricostruire le storie lavorative dell’utente. 

Al nono posto della classifica nazionale la provincia di Crotone che spicca nella media di province calabresi per il sistema KrLavoro: è possibile iscriversi ai centri per l’impiego direttamente on line, un servizio di sms informa su nuove offerte di lavoro inserite dalle aziende, gli uffici provinciali offrono consulenza on line e le aziende accedono alle banche dati provinciali per inviare on line comunicazioni obbligatorie in materia di assunzioni.
Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa ed Editoria Formez
Tel. 06/84893385  06/84893227  06/84893304

Chiesto un incontro per trovare soluzioni adeguate

Prima di definire le “Linee Guida” con le modalità applicative delle disposizioni previste dalla legge Finanziaria 2007 sulla stabilizzazione da parte delle Regioni e delle Autonomie locali del personale precario, c’è bisogno di un incontro con le associazioni di Regioni, Province e Comuni.

Lo hanno chiesto i Presidenti Errani (Regioni) Mellilli (Upi) e Domenici (Anci) in una lettera inviata al Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione, Luigi Nicolais.
“Come è noto – si legge nella lettera –  le specifiche norme previste per le amministrazioni regionali e locali ai commi 558 e 560 dell’articolo unico presentano notevoli differenze, per quanto concerne il campo e le modalità di applicazione, rispetto alle disposizioni previste per le amministrazioni statali, in ragione, evidentemente, dell’autonomia propria di ciascun livello istituzionale.
In ordine alla Sua iniziativa, che ha già avuto un seguito con l’incontro da Lei tenuto con le Organizzazioni Sindacali, finalizzata a definire le “Linee guida” in merito all’applicazione delle norme in materia di stabilizzazione del personale precario presso le pubbliche amministrazioni, Le chiediamo di programmare un momento di confronto urgente e preventivo alla definizione delle ipotizzate “linee guida” – concludono i Presidenti – , diretto a valutare insieme le problematiche esistenti e i percorsi decisionali più adeguati e rispettosi degli ambiti di autonomia spettanti a Regioni, Province e Comuni in materia di assorbimento del personale precario”. 
 

Regioni, Province e Comuni siglano l’integrazione con i sindacati

I Rappresentanti della Conferenza delle Regioni, dell’UPI (Unione delle Province d’Italia), dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), hanno siglato con le Organizzazioni confederali, CGIL, CISL, UIL, CONFEDIR, CIDA, COSMED, un’integrazione al memorandum sul Pubblico impiego relativa al punto 6 dello stesso memorandum che riguarda proprio il ruolo che Regioni e Autonomie locali possono svolgere per una nuova qualità dei servizi e delle funzioni pubbliche.
Regioni e autonomie locali hanno condiviso lo spirito, i principi e gli obiettivi fissati dal Memorandum, impegnandosi in un’azione normativa, amministrativa e contrattuale che sia in linea con gli indirizzi e i criteri stabiliti dal memorandum stesso. Nel documento (sottoscritto al termine di un lungo confronto con le organizzazioni sindacali il 22 marzo 2007, alle ore 22.00) sono stati affrontati temi legati a:innovazione; stabilità flessibilità e sviluppo di carriera nei sistemi professionali della pubblica amministrazione; accesso alla dirigenza pubblica; riassetto normativo e contrattuale della dirigenza; valutazione; mobilità territoriale e funzionale; esodi; relazioni sindacali; contrattazione nazionale integrativa, sistema di contrattazione nel comparto Regioni- Autonomie locali.
“L’accordo è importante – ha sottolineato il Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani – infatti la sottoscrizione dell’intesa consente alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome di sottoscrivere con il Governo il memorandum. Penso che sia stato fatto un buon lavoro, che la Conferenza delle Regioni potrà apprezzare – ha concluso Errani – anche perché apre una fase per la modernizzazione della Pubblica amministrazione dove anche le Regioni vogliono e possono essere protagoniste attive”.
“Sono molto soddisfatto del lavoro svolto – ha dichiarato – Leonardo Domenici, Presidente dell’ANCI – Il rilancio della pubblica amministrazione non può che avvenire attraverso la riqualificazione del lavoro pubblico. Auspico che la sigla dell’intesa e la successiva firma del memorandum ponga le premesse per l’avvio di una stagione nuova, in cui tutte le parti istituzionali e sociali coinvolte nel complesso processo di riforma del lavoro pubblico, in un clima di condivisione, potranno dare il proprio contributo attivo”.
“Questo accordo – ha sottolineato Fabio Melilli, Presidente dell’UPI – dimostra ancora una volta la necessità che Regioni, Province e Comuni partecipino insieme al Governo alla definizione degli indirizzi per la riforma della pubblica amministrazione, perché solo così si costruiscono modelli condivisi, praticabili e quindi efficaci. Ora possiamo stipulare un patto unitario tra le istituzioni della Repubblica e le organizzazioni rappresentative dei lavoratori, che contribuirà a rendere la PA più moderna e funzionale per i cittadini e per le imprese”.

 

IL MINISTRO LANZILLOTTA INTERVIENE A CONCLUDERE

Sarà il Ministro delle Regioni e delle Autonomie locali, Linda Lanzillotta, ad intervenire per le conclusioni della prossima riunione del Consiglio Direttivo dell’Upi, che si terrà mercoledì 28 marzo, alle ore 17,00, a Rimini, in occasione del Sallone delle Autonomie locali – EuroP.A.

Il Consiglio Direttivo sarà infatti dedicato al dibattito sulla Carta delle Autonomie locali, approvata dal Consiglio dei Ministri il 16 marzo scorso.

Nel link, la Circolare di invito al direttivo e il programma dell’evento.

Documenti allegati:

Il 22 e 23 marzo a Roma con Napolitano, Prodi, Barroso, Pöttering

Il Comitato delle regioni (CdR) celebrerà i 50 anni dell’Europa a Roma il 23 marzo prossimo con una sessione plenaria speciale e una seduta solenne nel corso della quale interverranno il Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano, il Presidente del Consiglio Romano Prodi e il Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso. L’evento, presieduto dal presidente del CdR Michel Delebarre avrà luogo all’Auditorium Conciliazione, su invito del Presidente della regione Lazio Pietro Marrazzo. Alla cerimonia prenderanno parte oltre 600 esponenti dei governi nazionali, regionali e locali e rappresentanti del vertice europeo della gioventù.

Fra le altre personalità di rilievo che parteciperanno all’evento figurano il vice primo ministro e ministro degli Affari esteri lussemburghese Jean Asselborn, il commissario europeo per la politica regionale Danuta Hübner, il ministro federale tedesco aggiunto agli Affari europei Günter Gloser, il Segretario di Stato spagnolo per l’UE Alberto Navarro, il ministro italiano per le Politiche giovanili e le Attività sportive Giovanna Melandri, l’ex-presidente della Commissione europea Jacques Delors, i sindaci di Roma, Varsavia, Bruxelles, Istanbul, Stoccolma, Maastricht e Lione, oltre ai presidenti della Catalogna e della Toscana. Inoltre il Presidente del Parlamento europeo Hans-Gert Pöttering terrà un discorso alla cena ufficiale del 22 marzo che avrà luogo a Palazzo Venezia, al termine delle riunioni dei gruppi politici e dell’Ufficio di presidenza del CdR..

“Intendiamo cogliere l’occasione per aumentare il grado di sensibilizzazione pubblica alle sfide che devono raccogliere gli enti locali e regionali nel processo decisionale dell’UE e promuovere un maggior sostegno al loro ruolo nello sviluppo dell’integrazione europea” ha affermato il Presidente Delabarre, sindaco di Dunkerque, Francia.

Una ‘”Dichiarazione del Comitato delle regioni per l’Europa”, che chiede una risposta ambiziosa alle aspettative dei cittadini, verrà adottata nel corso della seduta solenne. La dichiarazione chiede il completamento del mercato interno orientato allo sviluppo sostenibile e all’inclusione, una maggiore coesione per affrontare le sfide della globalizzazione e un maggior riconoscimento dei vantaggi del decentramento. Verrà inviata ai capi di Stato e di governo in vista del vertice informale di Berlino.

In allegato, il programma dell’evento 
 

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Il Ministro Lanzillotta”Inizia l’iter parlamentare”

Dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri, nella riunione del 16 marzo, del Codice delle Autonomie locali, inizia l’iter parlamentare del testo. “Consegniamo al Parlamento un tassello importante nel processo di attuazione del Titolo V della Costituzione – ha commentato il Ministro Lanzillotta – Il progetto varato oggi ha riscontrato il consenso di Regioni ed enti locali ed anche per questo auspico che in Parlamento possa usufruire di una corsia preferenziale in modo da realizzare in tempi brevi l’opera di semplificazione e razionalizzazione delle funzioni degli enti locali prevista nel Codice. Quando la riforma sarà pienamente in vigore – ha concluso il ministro – ogni livello di governo avrà compiti chiari da svolgere, senza sovrapposizioni e duplicazioni, garantendo ai cittadini servizi più efficienti”.

I risultati della tavola rotonda organizzata dalla Fondazione Nord Ovest

I contenuti della ricerca illustrata da Francesco Gastaldi durante il workshopo delle Province del Nord-Ovest sono stati discussi in una tavola rotonda tra rappresentanti del mondo universitario e dirigenti delle tre regioni interessate.
“La volontà di costituire una rete delle Province nel nord ovest è positiva- ha detto Gianni Dellacasa, direttore del Dipartimento Sviluppo Economico e Politiche della Regione Liguria- . L’integrazione economica e territoriale dell’area è già  nei fatti, un esempio è il retroporto di Alessandria. Nel campo delle norme e delle leggi, invece, le Regioni e le Province devono parlarsi di più”. Dellacasa è poi intervenuto sul tema delle risorse economiche. “Nonostante si parli spesso di federalismo fiscale, c’è una tendenza neocentralistica che si può constatare dalle minori risorse che vengono destinate a Regioni e Province”.
Preoccupazione ribadita da Paolo Baccolo, Direttore Industria, Piccola e Media Impresa e cooperazione della Regione Lombardia.
“Alcune Regioni hanno inviato i programmi operativi all’Unione Europea, adesso parte il negoziato per l’approvazione. La diminuzione  delle risorse, però, mette a rischio sia le aree deboli che quelle più importanti escluse in precedenza dai finanziamenti”. Baccolo ha insistito sulla necessità di uno sforzo comune di tutti i livelli amministrativi per un obiettivo prioritario quale la semplificazione burocratica per le imprese e ha auspicato che l’entrata di internet nelle istituzioni possa contribuire a questo obiettivo.
“Il ruolo giocato dalle Province nello sviluppo locale è importante, attivo, anche al di fuori dei compiti istituzionali attribuiti- è intervenuto Gabriele Pasqui, Docente di Politica Economica del Politecnico di Milano-. Proprio perché dotate di un ruolo debole, le Province riescono infatti ad istituzionalizzare i processi di sviluppo”.
Gioacchino Garofoli, Docente di Politica Economica dell’Università dell’Insubria, si è espresso sulla necessità di implementazione delle esperienze e delle conoscenze.
“E’ importante che le tre Regioni lavorino assieme alle Province, organizzando reti locali di partenariato. Occorre poi implementare le conoscenze e fare formazione” A questo scopo Garofoli ha proposto di creare una scuola di sviluppo locale, un progetto di formazione a cura delle Province.
“Dalla ricerca di Gastaldi emerge la disomogeneità del territorio- ha analizzato Claudio Ferrari, Docente di Economia Applicata dell’Università di Genova-. Effettivamente la diversità dei fattori di produzione rende difficile uno sviluppo omogeneo dell’area. La rete interterritoriale è utile perché la competizione non è solo tra imprese ma anche territoriale. La provincia può stimolare i vari soggetti presenti sul territorio ad entrare nella rete”.
Carlo Solone, Docente di Geografia Economica e Politica dell’Università di Torino ha sostenuto che “ la rete associativa è importante perché crea una cornice all’interno della quale soggetti diversi possono parlarsi “ e ha messo in guardia dal rischio di considerare l’integrazione come un fine e non uno strumento per lo sviluppo locale.
Paolo Perulli, Docente di Sociologia dei Processi Economici e del Lavoro dell’Università del Piemonte Orientale, ha invece insistito sulla necessità di rivedere il rapporto tra le istituzioni.
“Il Nord Ovest è una grande regione di città con specificità, saperi, dinamiche diverse. E’ un tessuto straordinario che va fatto giocare assieme, ma non sappiamo come. Abbiamo ancora un’idea preistorica degli Enti, simile alle matrioske russe: uno Stato con dentro le Regioni, poi le Province, infine i Comuni. I processi invece sono trasversali, non classificabili in schemi rigidi. Per  questo la rete delle Province è importante. Occorre infatti creare nuovi assemblaggi tra le istituzioni”.
Paolo Perulli ha fatto due esempi di questi processi che riguardano la Liguria.
“Si sta creando una community logistica che parte dal porto di Genova e arriva fino a Varese, passando per le province di Alessandria e Novara. Sul territorio questo assemblaggio esiste già, ma a livello istituzionale non ancora. Analogo è il discorso per il porto di Savona, in grande crescita, che può trovare spazi nella provincia di Cuneo”.
A chiusura del workshop è intervenuta  Daniela Gasparini, Assessore al Piano Strategico della Provincia di Milano.
“Con l’odierno work-shop la rete delle Province del Nord-Ovest compie un ulteriore decisivo passo in avanti. Dalle regole del gioco si passa alla definizione del campo di azione e delle politiche pubbliche che possono segnare il futuro di questa macroregione policentrica. La nostra macroarea non ha confini fissi ma rappresenta una comunità allargata che si forma secondo geografia variabili sulla base dello sviluppo funzionale. Logistica, porti, università, reti telematiche, sviluppo d’impresa, corridoi infrastrutturali sono tutti esempi sui quali costruire la sperimentazione e la cooperazione nei nostri territori”.


 

Il 22 Marzo 2007 la Provincia di Pisa organizza un seminario sulle opportunità di finanziamento dei progetti per la ricerca e lo sviluppo tecnologico all’interno del VII Programma Quadro dell’Unione Europea.

L’Assessorato allo Sviluppo Economico della Provincia di Pisa, in collaborazione con l’Agenzia APRE di Roma, CNR di Pisa e Università di Pisa e con la partecipazione dei funzionari della DG Società dell’Informazione della Commissione Europea, organizza una giornata informativa sulle opportunità di finanziamento dei progetti per la ricerca e lo sviluppo tecnologico all’interno del VII Programma Quadro dell’Unione Europea.

È prevista una sessione pomeridiana per incontri bilaterali con i relatori per presentare le proprie proposte progettuali.

Informazioni e iscrizioni
Sportello Strumenti Finanziari per lo Sviluppo
Claudia Bernardi e Tiziana Gueli 
050-929748/755 [email protected]

Documenti e modulo d’scrizione sono disponibile nelle pagine dedicate dello Sportello

Melilli: “Le norme mettono a rischio gli investimenti”

“Abbiamo chiesto al ministro degli Affari regionali, Linda Lanzillotta, la convocazione di una Conferenza Unificata sulla Finanziaria perché le attuali norme tecniche che riguardano i saldi stanno mettendo a rischio la tenuta degli investimenti del sistema dei Comuni e delle Province”. Lo ha dichiarato Fabio Melilli, Presidente dell’UPI, al termine dell’utima riunione della Conferenza Unificata. melilli ha spiegato che per le Province “è impossibile  utilizzare l’avanzo di amministrazione e quindi questo significa sostanzialmente bloccare gli investimenti delle Province italiane relative alla sicurezza delle scuole e delle strade”.

In primo piano, il Consiglio Direttivo di Genova

La cronaca dei lavori del Consiglio Direttivo che si è tenuto a Genova il 22 febbraio scorso, con una scheda sul documento approvato.

Questo il tema in primo piano nel terzo numero del Notiziario Upi Le Province, pubblicato in allegato, nel quale si parla anche delle audizioni cui l’Upi è stata chiamata ad intervenire sui temi del lavoro, del precariato e della riforma del sistema radiotelevisivo previsto dal Ddl Gentiloni.

 

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Pastorelli, Upi “Valorizzare il lavoro svolto dagli Enti locali”

“La programmazione europea 2007-2013 assegna un ruolo forte e strategico alle Province e ai Comuni, quali terminali del processo di crescita, in grado di assicurare la coerenza tra le indicazioni politiche generali e la loro applicazione sui territori”.  Lo ha sottolineato Oreste Pastorelli, Vice Presidente Consiglio Provinciale di Rieti e Membro del Comitato delle Regioni, intervenendo per l’Upi all’audizione sul programma legislativo 2007 dell’Unione Europea e sul programma di 18 mesi delle presidenze tedesca, portoghese e slovena, che si è tenuta oggi alla Commissione Politiche dell’Unione Europea della Camera dei Deputati.
“D’altra parte – ha proseguito Pastorelli – le Province e gli Enti Locali più in generale, hanno dimostrato nella passata programmazione, una buona capacità e interesse a promuovere e realizzare progetti di sviluppo, a produrre innovazione, a migliorare la capacità competitiva della propria organizzazione e del proprio territorio. Le Province, in particolare, sono intervenute nel campo delle politiche del lavoro e delle politiche sociali, della formazione, dell’ambiente ed energia, della cooperazione territoriale, attraverso i programmi Equal, Art. 6, Leonardo, Life, EIE e Interreg. E lo hanno fatto con ottimi risultati, tanto che di anno in anno aumenta sia il numero dei progetti presentati sia quello dei progetti approvati”. Per questo Pastorelli ha sottolineato come secondo l’Upi è determinate garantire alle Province il proprio ruolo di soggetto catalizzatore delle esigenze del territorio e capitalizzare il serbatoio di progettualità espressa, replicando e diffondendo le esperienze di successo finanziate e  sperimentando progetti innovativi.
“Riteniamo fondamentale valorizzare, con il supporto del Ministero delle Politiche Comunitarie, la Rete delle 100 Province, perché queste istituzioni, attraverso i loro Uffici Europa, divengano terminali di comunicazione delle politiche comunitarie riconosciuti a livello istituzionale, promuovano e diffondano iniziative ed eventi di rilievo, e agiscano come catalizzatore delle esigenze e delle istanze di progettualità dei piccoli comuni, delle aree marginali e degli attori socio-economici locali del proprio territorio”.
“C’è bisogno poi di intensificare la formazione di una cultura europea, ancora non pienamente diffusa all’interno delle Pubbliche Amministrazioni – ha aggiunto in conclusione Pastorelli – e di investire nella internazionalizzazione delle Amministrazioni Locali, prevedendo azioni di formazione mirate e specifiche sul funzionamento degli strumenti operativi delle istituzioni comunitarie, che permettano di qualificare sia il personale degli Uffici Europa che i giovani, potenziali nuovi funzionari delle P.A.”

Su www.finanzalocale.interno.it la circolare

E’ pubblicata su www.finanzalocale.interno.it la circolare n.5/07 recante disposizioni di interesse per gli enti locali relativamente alla legge finanziaria 2007.

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