In allegato, l’odg approvato dal Consiglio direttivo dell’Upi sulla manovra finanziaria 2007.
In allegato, l’odg approvato dal Consiglio direttivo dell’Upi sulla manovra finanziaria 2007.
Nel link, vi proponiamo i due ordini del giorno sulla Manovra Finanziaria 2007 e sul Codice delle Autonomie locali, approvate oggi dal Consiglio Direttivo dell’Upi.
Nell’incontro è stato anche nominato il nuovo Presidente del Consiglio Direttivo: si tratta di Renzo Masoero, il Presidente della Provincia di Vercelli.
Ufficio di presidenza
Roma, 5 luglio 2006
L’Ufficio di presidenza dell’Unione delle Province d’Italia, riunitosi in data odierna,
– esaminato in prima lettura il Decreto legge 4 luglio 2006, n. 223;
– visto il forte impatto della manovra aggiuntiva su materie di competenza degli enti locali;
– viste le modifiche in corso d’anno delle norme della legge finanziaria per il 2006 che incidono in senso peggiorativo su Comuni e Province, quando vi è invece la necessità di eliminare le disposizioni lesive della loro autonomia organizzativa che non incidono sui saldi finanziari;
– vista l’assenza di una preventiva consultazione tra il Governo e gli enti locali.
Tutto ciò premesso, l’Ufficio di presidenza dell’Unione delle Province d’Italia
1. esprime la sua contrarietà sul metodo adottato dal Governo per l’emanazione del Decreto legge relativamente alle disposizioni che riguardano i Comuni e le Province;
2. richiede la convocazione urgente della Conferenza unificata per il necessario confronto sulle materie che riguardano le autonomie locali.
Dpef: Melilli molto perplessi sui tagli agli enti locali
Fabio Melilli, presidente dell’Unione delle Province italiane, esprime tutta la sua perplessità sulla previsione nel Dpef di tagli dei trasferimenti agli Enti locali. Con una nota aperta di critica: dall’elenco dei comparti sottoposti ai tagli “manca stranamente lo Stato centrale”. “Il settore degli Enti locali – dice Melilli – ha già sostenuto in questi anni uno sforzo enorme per il risanamento dei conti”. Il presidente dell’Upi spiega che oggi il comparto delle Autonomie si trova davanti a due fronti: “da una parte il cammino fatto per ricostruire un Patto di stabilità e non una norma imposta dal centro; la nostra compartecipazione al risanamento dei conti pubblici che non può non passare attraverso scelte adeguate per il rilancio dello sviluppo”. Melilli naturalmente considera positivo, ma già un dato acquisito, il ritorno ai saldi di bilancio e il superamento dell’impostazione basata sui tetti di spesa. “Per questo riteniamo che l’accento debba cadere oggi sul discorso dello sviluppo. Per stare alle competenze delle Province – aggiunge – crediamo che sia importantissimo affrontare i temi della sicurezza delle nostre scuole e i temi della difesa del suolo. Su questi punti ci riserviamo di avanzare proposte all’inizio del dibattito sulla finanziaria”. “Continuo a non capire – conclude Melilli – perché gli Enti locali siano un problema e non un’opportunità di sviluppo”.
Politiche Europee.
Bonino: “Dalle province il contributo per creare la cultura europea”
Una delegazione dell’Unione delle Province Italiane, composta dal presidente Fabio Melilli, da Graziano Milia (presidente Provincia di Cagliari), Gabriele Ferrari (vice presidente della Provincia di Parma) e Oreste Pastorelli (ufficio di presidenza UPI) è stata ricevuta, questa mattina, dal ministro per le Politiche Europee, Emma Bonino. Un incontro che ha evidenziato come il ministero potrà contare sulla rete degli Uffici Europa delle Province italiane per l’informazione e la comunicazione di programmi e iniziative comunitarie.
“E’ il primo passo per diventare pienamente operativi sul territorio comunicando l’Europa ai cittadini”, ha detto il ministro Emma Bonino-. Possiamo contare su una rete di oltre cento uffici per l’Europa affinché si sviluppi una maggiore sensibilità ai temi europei e per avvicinare i giovani all’Unione”.
La collaborazione con le Province riguarderà tutti i temi strettamente legati alle attività del Ministero, dall’attuazione dei progetti del Piano Italiano per l’Innovazione, la Crescita e l’Occupazione (PICO), alla diffusione di una cultura europea iniziando dalla formazione scolastica, agli scambi culturali, fino al miglioramento delle professionalità all’interno degli uffici provinciali dedicati all’Europa affinché si possa monitorare lo stato di attuazione della normativa Ue.
Soddisfazione per questo primo incontro è stata espressa dall’UPI anche in vista delle future sinergie che verranno attivate con il Ministero per le Politiche Europee dal 2007, anno in cui si celebrerà il 50° anniversario della firma dei Trattati di Roma.
Il presidente Melilli ritiene che le Province debbano essere maggiormente coinvolte nella fase di programmazione operativa nazionale e regionale dei nuovi fondi strutturali 2007-2013. “Chiediamo momenti di concertazione diretta con i ministeri competenti e responsabili dei Programmi Operativi Nazionali”, ha ribadito Melilli, “e che a livello governativo si ribadisca con forza l’importanza di un confronto diretto delle province nella fase di definizione dei Programmi Operativi Regionali”.
Roma, 12 luglio 2006
In allegato, l’Ordine del Giorno e gli emendamenti alla finanziaria approvati dall’Ufficio di Presidenza dell’Upi.
“E’ una finanziaria pesantemente punitiva nei confronti degli amministratori locali” dichiara Maurizio Zingoni componente dell’Ufficio di Presidenza dell’UPI a margine della riunione che aveva per oggetto l’esame del testo della Finanziaria licenziato dalla Camera. “In maniera subdola – sottolinea Zingoni – si tenta di avvalorare l’idea che il debito pubblico e lo spreco si incrementi nelle amministrazioni locali. E se da una parte si chiede agli amministratori pubblici di contribuire al risanamento del debito riducendone i compensi del 30%, dall’altra viene costituita una sorta di “categoria protetta”, quella dei Sottosegretari non eletti, che vengono esonerati da questo taglio.
Non sono moralmente accettabili provvedimenti di questo tipo emanati proprio da un Governo che ha infranto ogni record per numero di poltrone assegnate”.
E’ on-line il sito della biblioteca di educazione ambientale della Provincia di Perugia www.biblioin.it.
Saranno molteplici gli appuntamenti che il Coordinamento degli uffici di statistica delle Province italiane (UPI), terrà nell’ambito dell’VIII Conferenza nazionale di statistica, che si svolge a Roma il 28 e il 29 novembre.
Eventi che evidenziano l’accresciuto ruolo delle Province nell’esercizio delle funzioni statistiche e di raccolta territoriali e nei quali le Province discutono di diffusione della cultura statistica, certificazioni della qualità, autonomia e autorevolezza delle istituzioni che producono statistica ufficiale.
Il 28 novembre, nell’ambito dello Spazio Agorà, Aldo Santori e Teresa Ammendola (Provincia di Roma) interverranno sul tema “Una strategia di valorizzazione delle funzioni statistiche negli enti provinciali: un contributo alla programmazione di area vasta” e sarà illustrato da Gaetano Palombelli (UPI) e Ennio Fortunato (ISTAT) il progetto “100 indicatori per 100 Province”.
Nell’ambito dello spazio Poster scientifici, Rossella Salvi (Provincia di Rimini) presenterà il prodotto “Una web application per la statistica del turismo”, che utilizzando tecnologie web e metodologie Istat rileva i dati della domanda turistica, diminuendo il “disturbo statistico” sugli operatori.
Nell’ambito dello Stand Istat Giuseppina Vilasi (Provincia di Reggio Calabria) insieme all’Ufficio regionale Istat della Calabria presenteranno una relazione su “La valorizzazione degli archivi amministrativi della Provincia di Reggio Calabria”.
Nell’ambito della sessione Fare sistema, Pasquale Volontà (Provincia di Asti) e Cinzia Viale (Provincia di Rovigo) presenteranno le esperienze di diverse Province sul tema ”Archivi amministrativi delle Province per la statistica ufficiale: esempi di flussi informativi” .
Di questo, riportiamo nell’allegato una breve presentazione e i dati raccolti.
Con la trasformazione in Società per azioni e l’ingresso nel capitale di azionisti istituzionali privati, Cassa Depositi e Prestiti (CDP) ha subito una progressiva e profonda trasformazione. Il processo, iniziato nel 2003, ha determinato la metamorfosi di CDP da mero sportello di finanziamento alle amministrazioni pubbliche a soggetto attivo nel supporto dello sviluppo locale.
Ovviamente, il risultato è stato raggiunto anche attraverso una profonda ristrutturazione del modello organizzativo interno di Cassa. Tra i principali interventi, sono state attivate due Direzioni orientate alla nuova missione: “ Infrastrutture & Grandi Opere”, per il finanziamento di opere, impianti, reti e dotazioni dedicate alla fornitura di servizi pubblici e “ Gestione e Supporto Politiche di Sviluppo”, per il sostegno all’economia ed alla finanza pubblica attraverso la gestione di fondi dedicati.
In questo contesto si colloca il “Settore Consulenza” di CDP, dedicato al supporto delle amministrazioni pubbliche; un supporto finalizzato alla razionalizzazione della capacità di investimento della P.A., con particolare attenzione a tutte le occasioni nelle quali si presenti la possibilità di attivare il cosiddetto Partenariato Pubblico Privato (PPP), cioè il coinvolgimento di risorse private per la realizzazione di opere di interesse pubblico (concessione di costruzione e gestione, procedura del promotore, dialogo competitivo, società mista).
Sulla cooperazione tra Pubblico e Privato si è di recente sviluppato un approfondimento, anche a livello comunitario , che ha fatto superare alla discussione l’ottica prevalentemente accademica che aveva invece caratterizzato il dibattito sulla Finanza di Progetto nel corso degli anni ‘90.
La ricerca di cooperazione tra Pubblico e Privato è diventata ormai “pratica ordinaria” degli Enti Locali, anche se non sempre vengono correttamente soppesate dalle amministrazioni pubbliche le implicazioni che l’attivazione di un PPP comporta.
Occorre soprattutto considerare che il PPP rappresenta un confronto di interessi di soggetti diversi: amministratori pubblici, imprenditori, finanziatori. Interessi tutti legittimi, che però a volte sono contrapposti, trasformando il confronto in “scontro”.
A questa caratteristica, propria del PPP, si aggiunge il fatto che l’esigenza di incentivare il soggetto privato, ad esempio attraverso la contrazione dei tempi del procedimento e il diritto di prelazione, non sempre ha tenuto in debito conto, a livello legislativo, la tutela del pubblico interesse.
Non sempre, insomma, si sono garantite agli Enti locali le condizioni per interloquire in maniera appropriata e paritaria con le controparti private. Soprattutto, si è sottovalutata l’esigenza di salvaguardare l’aspetto più critico che il “decisore pubblico” deve affrontare nella gestione di un PPP e cioè la valutazione del progetto dal punto di vista della allocazione dei rischi. Di conseguenza, non si è sufficientemente considerata la necessità di valutare il progetto, fin dalla prima fase, dal punto di vista della sua capacità di essere ammesso al finanziamento bancario.
Di fatto, nella fase di valutazione del progetto che precede l’atto di affidamento il ruolo della Banca è rimasto marginale e relegato – al massimo – ad una funzione formale di “asseveratore”, con nessun sostanziale coinvolgimento ed impegno, ancorché condizionato, sul piano del merito di finanziabilità del progetto.
E’ del tutto evidente che spostare a fasi successive questo momento non solo comporta la dilatazione dei tempi di avvio della realizzazione del progetto, ma soprattutto aumenta il potenziale insorgere di contenziosi.
L’esigenza di ricomporre i diversi interessi (compresi quelli del finanziatore), che troveranno la loro regolamentazione negli impegni contrattuali, è un processo che deve configurarsi come primo obbiettivo della verifica del progetto dal punto di vista della finanziabilità e che richiede, oltre ad un serrato confronto con la controparte imprenditoriale, un altrettanto impegnativo confronto con il soggetto finanziatore, al fine di evitare che l’amministrazione pubblica si trovi accollati praticamente tutti i rischi legati al progetto.
E’ in questo complesso contesto che CDP propone alle amministrazioni locali il suo “Servizio di Consulenza”, un’attività che riguarda essenzialmente gli aspetti economico-finanziari e giuridico-amministrativi relativi al progetto. La Consulenza è finalizzata ad accompagnare l’ente nelle sue attività, senza atteggiamenti sostitutivi da parte di CDP su quelle che sono competenze e prerogative delle strutture interne alla PA.
Con questo spirito Cassa, forte della tradizione nel supporto tecnico alle amministrazioni e nel finanziamento degli investimenti pubblici, si candida a svolgere un ruolo sempre più innovativo di supporto agli interessi della PA, rafforzando la capacità realizzativa degli enti nel campo delle infrastrutture e delle opere di pubblico interesse.
Per maggiori informazioni sul Settore Consulenza di CDP Spa: [email protected]
Dopo mesi di incontri tecnici e politici sulla finanziaria, nei quali sono state esposte le richieste delle Province e sono state date assicurazioni da parte del Governo, non è stato raggiunto alcun risultato tangibile, tanto che la manovra appena approvata alla Camera non ha tenuto in nessun conto gli impegni presi e, anzi, peggiora sostanzialmente i conti delle Province. Per questo il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, in una lettera inviata oggi al Ministro dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa, chiede un incontro urgente “per fare chiarezza sulle reali disponibilità del Governo nei confronti delle nostre richieste”.
Una lettera nella quale il Presidente Melilli ribadisce gli impegni presi nell’incontro del 10 ottobre, quando il Governo formalizzò la volontà di ridurre la manovra a carico delle Province e dichiarò di essere favorevole ad accogliere le proposte di modifiche a costo “zero”. Tra queste, la previsione anche per le Province di accedere alla compartecipazione dinamica all’Irpef dal 2008, una richiesta fortemente sostenuta dall’Upi perché considerata un chiaro segnale politico all’avvio del federalismo fiscale.
“Di tutto questo – scrive Melilli – non si è rinvenuto alcunché né durante i lavori della Commissione Bilancio alla Camera, né tanto meno nel maxiemendamento del Governo. Per questo richiediamo un incontro in tempi brevi che consenta di fare chiarezza sulla reale disponibilità del Governo nei confronti delle Province e delle loro richieste”.
Sviluppare una offerta turistica compatibile con l’ambiente per promuovere un settore portante dell’economia italiana, costruendo un nuovo modello di sviluppo dei territori. Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa siglato tra l’Unione delle Province d’Italia e CTS, Centro Turistico Studentesco e Giovanile, che vuole affermare il principio del turismo sostenibile, anche come opportunità di maggiore sviluppo economico.
“La tutela dell’ambiente si realizza attraverso la costruzione di un sistema di sviluppo diverso, a partire dai territori – sostiene Massimo Rossi, Vice Presidente dell’Upi e Presidente della Provincia di Ascoli Piceno – Se il turismo è, come ormai tutti concordano, la prima vera industria del Paese, allora dobbiamo cominciare ad utilizzarla al meglio, attraverso una programmazione strategica mirata che punti a tenere insieme l’obiettivo dello sviluppo economico con la cultura della qualità dell’offerta e della sostenibilità ambientale”.
“Quello del Protocollo UPI-CTS è un traguardo di estremo valore in quanto, in via assolutamente originale, individua temi, obiettivi e modalità condivise per il concreto affermarsi di un turismo, quello sostenibile, capace di valorizzare l’eccezionale territorio italiano conservandone, al tempo stesso, il patrimonio sociale, culturale e, ovviamente, naturale.”dichiara Luigi Vedovato, Presidente del CTS.
Il protocollo d’intesa, che avrà durata triennale, parte dal presupposto che, considerando urgente la diminuzione dell’impatto delle attività turistiche sugli ambienti naturali, è necessario sensibilizzare il grande pubblico e gli operatori turistici sulla necessità di rendere il turismo compatibile. Per questo l’accordo prevede l’elaborazione e l’adozione di “Linee guida per un turismo rispettoso dell’ambiente” attraverso le quali sia possibile orientare i flussi turistici e renderli rispettosi delle zone più fragili, favorendo anche i processi di destagionalizzazione turistica.
Tra le azioni previste, la realizzazione di campagne per la promozione di iniziative turistiche che contribuiscano a conservare il paesaggio naturale, il paesaggio agrario e quello storico culturale; la promozione di percorsi tematici che valorizzino aree di interesse ambientale, paesaggistico e storico artistico; l’attribuzione di un marchio di qualità ambientale provinciale da applicare alle strutture ed ai servizi turistici; la promozione di iniziative di qualificazione e formazione degli operatori turistici, per la gestione del turismo sostenibile.