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Premio PA OK! il contest del Dipartimento Funzione Pubblica per creare valore pubblico

Si chiama PA OK! Al fianco delle amministrazioni per una cultura dei risultati e del cambiamento.

E’ il contest promostto dal Dipartimento della Funzione Pubblica e  attuato da Formez PA con il contributo scientifico dell’Università SDA Bocconi School of Management.

PA OK! intende promuovere e valorizzare le capacità delle Pubbliche Amministrazioni, degli Enti centrali e locali che contribuiscono significativamente al miglioramento dell’efficienza, dell’efficacia e della qualità dei servizi pubblici erogati, attraverso l’implementazione di progetti innovativi orientati ai risultati e alle esigenze dei cittadini.

Le Amministrazioni interessate sono invitate a candidare progetti che rispondano alle sfide attuali e afferenti ai seguenti ambiti tematici:

  • Efficientamento energetico
  • Sostenibilità e transizione ecologica
  • Digitalizzazione
  • Innovazione sociale, inclusione, fragilità
  • Lavoro e sviluppo economico
  • Innovazione gestionale
  • Semplificazione amministrativa

La selezione dei progetti sarà effettuata da un team di esperti che valuteranno le proposte concentrandosi su quattro aspetti principali: l’innovatività, la replicabilità, l’impatto sui cittadini e la sostenibilità dei progetti.

Tra i premi previsti dal contest vi sono diversi riconoscimenti e opportunità.

Il contest può rappresentare un’occasione per le Amministrazioni per mostrare al pubblico e alle Istituzioni l’ampiezza e la complessità degli interventi innovativi realizzati nell’ambito delle azioni cofinanziate dall’Unione Europea per la politica di coesione anche attraverso il PON Governance. Un segnale di collaborazione e crescita reciproca, dove le esperienze di successo possono essere condivise e replicate, favorendo un miglioramento costante della qualità e dell’efficacia dei servizi pubblici, garantendo benefici tangibili ai cittadini e rafforzando la capacità istituzionale delle Amministrazioni coinvolte.

Il termine per la presentazione delle candidature, inizialmente prevista per il 2 settembre, è stata prorogata al 30 settembre 2024.

Il supporto per la partecipazione al contest è fornito da FormezPA. Il Regolamento del contest e le informazioni di approfondimento sono disponibili in allegato e alla pagina www.paok.formez.it

Leggi qui il Regolamento:  PAOK_Regolamento

Leggi qui la brochure con tutte le info PAOK_Brochure

Province: il Consiglio regionale della Toscana approva risoluzione per risorse e riforme

La Commissione istituzionale per il sostegno, la valorizzazione e la promozione delle aree interne della Toscana, presieduta da Marco Niccolai, ha presentato ieri, mercoledì 24 luglio, in Consiglio regionale una proposta di risoluzione riguardante i tagli ai fondi delle Province previsti nella legge finanziaria 2024 (Legge 30 dicembre 2023, n. 213 – Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2024 e bilancio pluriennale per il triennio 2024-2026).

I tagli iniziati nel 2010 hanno comportato significativi trasferimenti di risorse al bilancio statale, sono proseguiti con il Decreto “Salva Italia” del 2011 e con le successive “spending review” del 2012 e del 2014. La legge di stabilità del 2015 ha ulteriormente ridotto le risorse, con tagli pari a 3 miliardi di euro negli anni 2015-2017. Questo ha portato a gravi problemi finanziari per 14 province su 76 a livello nazionale, sebbene nessuna di queste fosse in Toscana.

Nel 2017, lo Stato ha prelevato dalle Province e dalle Città metropolitane 5,8 miliardi di euro, rischiando di indurre un dissesto finanziario nel settore tanto che la Corte dei Conti, nel 2017, ha dichiarato: “La forte riduzione delle risorse destinate a funzioni esercitate con carattere di continuità ed in settori di notevole rilevanza sociale risulta manifestamente irragionevole proprio per l’assenza di proporzionate misure che ne possano in qualche modo giustificare”.

In questo contesto, Gianni Lorenzetti, Presidente dell’UPI Toscana, ha dichiarato: “Le Province svolgono un ruolo fondamentale nella gestione dei servizi essenziali e nella promozione del territorio. In risposta alla situazione attuale, l’UPI Toscana ha elaborato una serie di proposte di modifica alla normativa vigente. Queste includono: garantire risorse indispensabili per le funzioni fondamentali, eliminare le spending review digitali e lineari, neutralizzare gli oneri per i rinnovi contrattuali, estendere la possibilità di assumere personale specializzato e risolvere l’impatto dei costi degli interventi PNRR sui bilanci delle Province. Inoltre, è necessario prevedere un fondo per coprire le spese straordinarie e imprevedibili connesse ai progetti PNRR, stimato a oltre 25 milioni di euro per le sole Province della Toscana.”

Per Marco Niccolai, Presidente della Commissione Aree Interne e proponente della risoluzione: “I territori interni e montani della Toscana vedono come principale viabilità quella di competenza delle Province, ormai da anni in condizioni molto serie: era dunque dovere della Commissione Aree Interne chiedere al Consiglio Regionale di esprimersi affinché la Toscana ponga con forza al Governo la necessità di assicurare l’integrale finanziamento delle funzioni a loro assegnate, perché il taglio che è avvenuto negli anni ha avuto effetti devastanti su territori già di per sé fragili come quelli montani e interni. Il Consiglio Regionale si è espresso anche per il ritorno all’elezione diretta degli organi perché i cittadini hanno la necessità di scegliere direttamente chi svolge funzioni che impattano fortemente sulla vita delle famiglie, come le scuole superiori, e di tutti i cittadini e le imprese, come la viabilità provinciale. Abbiamo dato voce a tanti cittadini che chiedono alla politica di affrontare queste priorità: nessuna Regione può sostituirsi allo Stato, il Governo deve archiviare subito la stagione dei tagli alle Province che ha ripreso con la finanziaria 2024”.

Il Consiglio regionale con la risoluzione chiede al Governo di attivarsi per riprendere il percorso di ritorno alla stabilità finanziaria e assicurare i servizi nelle funzioni fondamentali e in quelle attribuite dalla Regione, anche in funzione degli interventi da attuare nelle aree marginali e interne del Paese e ridurre le disuguaglianze. L’Assemblea ha accolto anche due emendamenti della minoranza e si è inoltre espressa a favore di una riforma che riporti alla piena funzionalità organizzativa e istituzionale le Province con il ritorno all’elezione diretta degli organi.

Nel link, la risoluzione approvata risoluzione province consiglio regionale toscana

Province: il Consiglio regionale della Toscana approva risoluzione per risorse e riforme

La Commissione istituzionale per il sostegno, la valorizzazione e la promozione delle aree interne della Toscana, presieduta da Marco Niccolai, ha presentato ieri, mercoledì 24 luglio, in Consiglio regionale una proposta di risoluzione riguardante i tagli ai fondi delle Province previsti nella legge finanziaria 2024 (Legge 30 dicembre 2023, n. 213 – Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2024 e bilancio pluriennale per il triennio 2024-2026).

I tagli iniziati nel 2010 hanno comportato significativi trasferimenti di risorse al bilancio statale, sono proseguiti con il Decreto “Salva Italia” del 2011 e con le successive “spending review” del 2012 e del 2014. La legge di stabilità del 2015 ha ulteriormente ridotto le risorse, con tagli pari a 3 miliardi di euro negli anni 2015-2017. Questo ha portato a gravi problemi finanziari per 14 province su 76 a livello nazionale, sebbene nessuna di queste fosse in Toscana.

Nel 2017, lo Stato ha prelevato dalle Province e dalle Città metropolitane 5,8 miliardi di euro, rischiando di indurre un dissesto finanziario nel settore tanto che la Corte dei Conti, nel 2017, ha dichiarato: “La forte riduzione delle risorse destinate a funzioni esercitate con carattere di continuità ed in settori di notevole rilevanza sociale risulta manifestamente irragionevole proprio per l’assenza di proporzionate misure che ne possano in qualche modo giustificare”.

In questo contesto, Gianni Lorenzetti, Presidente dell’UPI Toscana, ha dichiarato: “Le Province svolgono un ruolo fondamentale nella gestione dei servizi essenziali e nella promozione del territorio. In risposta alla situazione attuale, l’UPI Toscana ha elaborato una serie di proposte di modifica alla normativa vigente. Queste includono: garantire risorse indispensabili per le funzioni fondamentali, eliminare le spending review digitali e lineari, neutralizzare gli oneri per i rinnovi contrattuali, estendere la possibilità di assumere personale specializzato e risolvere l’impatto dei costi degli interventi PNRR sui bilanci delle Province. Inoltre, è necessario prevedere un fondo per coprire le spese straordinarie e imprevedibili connesse ai progetti PNRR, stimato a oltre 25 milioni di euro per le sole Province della Toscana.”

Per Marco Niccolai, Presidente della Commissione Aree Interne e proponente della risoluzione: “I territori interni e montani della Toscana vedono come principale viabilità quella di competenza delle Province, ormai da anni in condizioni molto serie: era dunque dovere della Commissione Aree Interne chiedere al Consiglio Regionale di esprimersi affinché la Toscana ponga con forza al Governo la necessità di assicurare l’integrale finanziamento delle funzioni a loro assegnate, perché il taglio che è avvenuto negli anni ha avuto effetti devastanti su territori già di per sé fragili come quelli montani e interni. Il Consiglio Regionale si è espresso anche per il ritorno all’elezione diretta degli organi perché i cittadini hanno la necessità di scegliere direttamente chi svolge funzioni che impattano fortemente sulla vita delle famiglie, come le scuole superiori, e di tutti i cittadini e le imprese, come la viabilità provinciale. Abbiamo dato voce a tanti cittadini che chiedono alla politica di affrontare queste priorità: nessuna Regione può sostituirsi allo Stato, il Governo deve archiviare subito la stagione dei tagli alle Province che ha ripreso con la finanziaria 2024”.

Il Consiglio regionale con la risoluzione chiede al Governo di attivarsi per riprendere il percorso di ritorno alla stabilità finanziaria e assicurare i servizi nelle funzioni fondamentali e in quelle attribuite dalla Regione, anche in funzione degli interventi da attuare nelle aree marginali e interne del Paese e ridurre le disuguaglianze. L’Assemblea ha accolto anche due emendamenti della minoranza e si è inoltre espressa a favore di una riforma che riporti alla piena funzionalità organizzativa e istituzionale le Province con il ritorno all’elezione diretta degli organi.

Nel link, la risoluzione approvata risoluzione province consiglio regionale toscana

Il Consiglio d’Europa promuove il territorio e la Provincia di Potenza

Tra il 13 e il 16 luglio, la Provincia di Potenza ha avuto l’onore di ospitare una delegazione del Consiglio d’Europa, interessata a conoscere i nostri principali luoghi di rilevanza culturale, storica ed ambientale con particolare focus sulla loro valorizzazione a fini turistici.

Questa iniziativa si inserisce nell’ambito del ricco programma di valorizzazione del territorio provinciale portato avanti dal MCR2030 Resilience HUB della Provincia di Potenza ed in particolare del progetto CIBIOGO, volto a promuovere attività di mitigazione dei cambiamenti climatici e di valorizzazione del patrimonio locale ambientale e culturale sostenendo ed incoraggiando un più ampia partecipazione attiva di cittadini, associazioni ed operatori del settore.

La delegazione era composta da Arnold Klingeis, Presidente HISTORIC CAFÉS ROUTE, in rappresentanza anche del Segretariato degli Itinerari Culturali e dell’Accordo Parziale Allargato sugli Itinerari Culturali, del Consiglio d’Europa, Karin Hann, delegata del Sindaco della città di Cluj Napoca (Romania) e responsabile del Centro di Informazione e Promozione Turistica di Cluj-Napoca, Lucian Nastasa-Kovaci, storico di rilevanza interazionale e General Manager del Museo Nazionale dell’Arte avente sede nello storico Palazzo Banffy della Transilvania, ⁠⁠Ștefan Farell, presidente e direttore artistico di rilevo internazionale del Fashion Week & Lifestyle della città di Cluj Napoca.

Nel corso della loro permanenza, i rappresentanti del Consiglio d’Europa hanno avuto modo di visitare alcune delle nostre più rinomate destinazioni con rilevanti presenze storico-culturali e paesaggistico-ambientali che vanno da Maratea, Perla del Mediterraneo, al Vulture con i laghi di Monticchio, per finire a Melfi, Acerenza, Pietragalla e Potenza città.

Nella intensa 4 giorni, si è svolto anche un importante momento di confronto a cui hanno partecipato, oltre alla Provincia rappresentata dal Consigliere Michele Giordano e dallo staff dell’Ufficio Pianificazione guidato dal dirigente Alessandro Attolico, promotore e coordinatore del MCR2030 Resilience HUB, docenti dell’Università della Basilicata, ricercatori CNR, funzionari e dirigenti del della Regione Basilicata, rappresentanze degli Ordini Professionali e delle Associazioni Culturali ed Ambientali nonché esperti di fama internazionale in materia di protezione e valorizzazione dei beni culturali ad ambientali, tra cui Pierpaolo Campostrini in rappresentanza della città di Venezia, il prof Prof. Heck Peter dell’Umwelt-Campus Birkenfeld e Andrew Bower, in rappresentanza dell’Ufficio delle Nazioni Unite sulla riduzione del rischio di Disastri per l’Europa e l’Asia Centrale.

Incontri tematici di approfondimento si sono inoltre tenuti, sui luoghi selezionati per la breve visita, con la Presidente del Parco del Vulture Francesca Di Lucchio, i Sindaci dei Comuni di Melfi, Giuseppe Maglione e di Acerenza, Ferdinando Scattone, con le direzioni museali di Melfi e Potenza e con alcune aziende storiche di produzione di prodotti locali tipici dell’area interessata.

La Provincia di Potenza, che conta ben 9 aree protette, 2 Parchi Regionali e 2 Nazionali e un immenso patrimonio storico-culturale, dimostra di avere molto da offrire nel connubio storia-ambiente-paesaggio-turismo, provando a perseguire l’aumento del trend legato al turismo culturale di tipo lento e responsabile.

Siamo certi che questa breve ma intensa visita e il protocollo di partnership e collaborazione avviato tra il MCR2030 Resilience HUB della Provincia di Potenza ed il Consiglio d’Europa contribuiranno a far conoscere, a livello internazionale, i tesori custoditi dalla nostra Provincia, attirando l’attenzione sulle nostre ricchezze artistiche e naturalistiche. Un’occasione preziosa per promuovere una strategica azione di valorizzazione incentrata su uno sviluppo turistico sostenibile e in armonia con l’ambiente. Su questi temi, il MCR2030 Resilience HUB della Provincia di Potenza ha già avviato in questi giorni un’intensa progettualità con gli stakeholders e le associazioni interessati dal tema condividendo costantemente i progressi con le rappresentanze del Consiglio d’Europa e delle Nazioni Unite.

Il Consiglio d’Europa promuove il territorio e la Provincia di Potenza

Tra il 13 e il 16 luglio, la Provincia di Potenza ha avuto l’onore di ospitare una delegazione del Consiglio d’Europa, interessata a conoscere i nostri principali luoghi di rilevanza culturale, storica ed ambientale con particolare focus sulla loro valorizzazione a fini turistici.

Questa iniziativa si inserisce nell’ambito del ricco programma di valorizzazione del territorio provinciale portato avanti dal MCR2030 Resilience HUB della Provincia di Potenza ed in particolare del progetto CIBIOGO, volto a promuovere attività di mitigazione dei cambiamenti climatici e di valorizzazione del patrimonio locale ambientale e culturale sostenendo ed incoraggiando un più ampia partecipazione attiva di cittadini, associazioni ed operatori del settore.

La delegazione era composta da Arnold Klingeis, Presidente HISTORIC CAFÉS ROUTE, in rappresentanza anche del Segretariato degli Itinerari Culturali e dell’Accordo Parziale Allargato sugli Itinerari Culturali, del Consiglio d’Europa, Karin Hann, delegata del Sindaco della città di Cluj Napoca (Romania) e responsabile del Centro di Informazione e Promozione Turistica di Cluj-Napoca, Lucian Nastasa-Kovaci, storico di rilevanza interazionale e General Manager del Museo Nazionale dell’Arte avente sede nello storico Palazzo Banffy della Transilvania, ⁠⁠Ștefan Farell, presidente e direttore artistico di rilevo internazionale del Fashion Week & Lifestyle della città di Cluj Napoca.

Nel corso della loro permanenza, i rappresentanti del Consiglio d’Europa hanno avuto modo di visitare alcune delle nostre più rinomate destinazioni con rilevanti presenze storico-culturali e paesaggistico-ambientali che vanno da Maratea, Perla del Mediterraneo, al Vulture con i laghi di Monticchio, per finire a Melfi, Acerenza, Pietragalla e Potenza città.

Nella intensa 4 giorni, si è svolto anche un importante momento di confronto a cui hanno partecipato, oltre alla Provincia rappresentata dal Consigliere Michele Giordano e dallo staff dell’Ufficio Pianificazione guidato dal dirigente Alessandro Attolico, promotore e coordinatore del MCR2030 Resilience HUB, docenti dell’Università della Basilicata, ricercatori CNR, funzionari e dirigenti del della Regione Basilicata, rappresentanze degli Ordini Professionali e delle Associazioni Culturali ed Ambientali nonché esperti di fama internazionale in materia di protezione e valorizzazione dei beni culturali ad ambientali, tra cui Pierpaolo Campostrini in rappresentanza della città di Venezia, il prof Prof. Heck Peter dell’Umwelt-Campus Birkenfeld e Andrew Bower, in rappresentanza dell’Ufficio delle Nazioni Unite sulla riduzione del rischio di Disastri per l’Europa e l’Asia Centrale.

Incontri tematici di approfondimento si sono inoltre tenuti, sui luoghi selezionati per la breve visita, con la Presidente del Parco del Vulture Francesca Di Lucchio, i Sindaci dei Comuni di Melfi, Giuseppe Maglione e di Acerenza, Ferdinando Scattone, con le direzioni museali di Melfi e Potenza e con alcune aziende storiche di produzione di prodotti locali tipici dell’area interessata.

La Provincia di Potenza, che conta ben 9 aree protette, 2 Parchi Regionali e 2 Nazionali e un immenso patrimonio storico-culturale, dimostra di avere molto da offrire nel connubio storia-ambiente-paesaggio-turismo, provando a perseguire l’aumento del trend legato al turismo culturale di tipo lento e responsabile.

Siamo certi che questa breve ma intensa visita e il protocollo di partnership e collaborazione avviato tra il MCR2030 Resilience HUB della Provincia di Potenza ed il Consiglio d’Europa contribuiranno a far conoscere, a livello internazionale, i tesori custoditi dalla nostra Provincia, attirando l’attenzione sulle nostre ricchezze artistiche e naturalistiche. Un’occasione preziosa per promuovere una strategica azione di valorizzazione incentrata su uno sviluppo turistico sostenibile e in armonia con l’ambiente. Su questi temi, il MCR2030 Resilience HUB della Provincia di Potenza ha già avviato in questi giorni un’intensa progettualità con gli stakeholders e le associazioni interessati dal tema condividendo costantemente i progressi con le rappresentanze del Consiglio d’Europa e delle Nazioni Unite.

La Provincia di Salerno avvia un nuovo impianto di depurazione acque reflue

La Provincia di Salerno, nell’ambito dei lavori del Grande Progetto Risanamento ambientale dei corpi idrici superficiali della provincia di Salerno (Beneficiario Provincia di Salerno, SA. POR/FESR 2014-2020 O.S. 6.3. COMPARTO N.8 – Area Tanagro Sele” – CUP H91B12000570009 CIG 72463526D6), ha ultimato i lavori relativi al ID 35 – Auletta -” Potenziamento e adeguamento impianto di depurazione per il trattamento delle acque reflue comunali”.

Sull’area interessata dall’intervento il cui costo è ammontato a € 787.834,00, situata nei pressi del fiume Tanagro in Località Peschiera nel Comune di Auletta, da domani mercoledì si procederà alla messa in esercizio e all’avviamento del nuovo impianto di depurazione delle acque reflue, per cui cesserà il funzionamento dei due impianti vetusti esistenti “Peschiera I e II”.

“Ad Auletta finalmente parte il nuovo impianto di depurazione – dichiara il presidente della Provincia di Salerno Franco Alfieri –  e parliamo di un intervento di estrema importanza in quanto, in un’area che ricade nella zona “Fiumi Tanagro e Sele” quindi particolarmente sensibile sotto il profilo ambientale, entra in funzione un impianto moderno i cui reflui chiarificati verranno convogliati nel Fiume Tanagro. Si tratta di lavori fondamentali che abbiamo potuto realizzare grazie al sostegno della Regione Campania, in particolare del presidente Vincenzo De Luca e del vice presidente, delegato all’ambiente Fulvio Bonavitacola.”

La Provincia di Salerno avvia un nuovo impianto di depurazione acque reflue

La Provincia di Salerno, nell’ambito dei lavori del Grande Progetto Risanamento ambientale dei corpi idrici superficiali della provincia di Salerno (Beneficiario Provincia di Salerno, SA. POR/FESR 2014-2020 O.S. 6.3. COMPARTO N.8 – Area Tanagro Sele” – CUP H91B12000570009 CIG 72463526D6), ha ultimato i lavori relativi al ID 35 – Auletta -” Potenziamento e adeguamento impianto di depurazione per il trattamento delle acque reflue comunali”.

Sull’area interessata dall’intervento il cui costo è ammontato a € 787.834,00, situata nei pressi del fiume Tanagro in Località Peschiera nel Comune di Auletta, da domani mercoledì si procederà alla messa in esercizio e all’avviamento del nuovo impianto di depurazione delle acque reflue, per cui cesserà il funzionamento dei due impianti vetusti esistenti “Peschiera I e II”.

“Ad Auletta finalmente parte il nuovo impianto di depurazione – dichiara il presidente della Provincia di Salerno Franco Alfieri –  e parliamo di un intervento di estrema importanza in quanto, in un’area che ricade nella zona “Fiumi Tanagro e Sele” quindi particolarmente sensibile sotto il profilo ambientale, entra in funzione un impianto moderno i cui reflui chiarificati verranno convogliati nel Fiume Tanagro. Si tratta di lavori fondamentali che abbiamo potuto realizzare grazie al sostegno della Regione Campania, in particolare del presidente Vincenzo De Luca e del vice presidente, delegato all’ambiente Fulvio Bonavitacola.”

La Provincia di Brescia vara la nuova motovedetta della Polizia Provinciale

Dopo l’esperienza iniziata nel 2023 con il ripristino del Nucleo Nautico, nel corso dell’anno 2024 prosegue l’impegno dell’Amministrazione Provinciale per il potenziamento del Corpo di Polizia Provinciale, che oltre alla motovedetta, presente da sempre e dedicata al controllo e vigilanza ittico venatorio nelle acque del lago di Garda e alla motovedetta di servizio attivata nel 2023, si è dotata di una nuova motovedetta da destinare prioritariamente al controllo della navigazione e all’ausilio in situazioni di soccorso e/o emergenza.

“Particolare attenzione – ha dichiarato il Presidente Moraschini –  è stata riservata dall’Amministrazione provinciale al tema della sicurezza sui laghi, in particolare sul Lago di Garda, anche in seguito a una riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica tenutosi nella primavera del 2023, durante la quale sua eccellenza il sig. Prefetto di Brescia auspicò una maggiore sinergia tra tutti i soggetti istituzionali che, a vario titolo, operano sul lago di Garda, essendo questo uno dei posti in assoluto più frequentato dai turisti”.

Nell’estate 2023, sotto il coordinamento della Guardia Costiera, che è titolare del soccorso nelle acque del Lago di Garda, il nostro Servizio nautico ha effettuato 23 servizi di pattugliamento prevalentemente nei fine settimana, giornate che vedono la presenza di un alto numero di diportisti e bagnanti sul lago. L’esperienza maturata nell’anno scorso ha permesso di testare le capacità del personale, ma ha anche messo in  evidenza la necessità di un ulteriore mezzo in grado di garantire la mobilità su tutto il lago, soprattutto in base agli interventi in emergenza su richiesta della locale Guardia Costiera.

Il percorso di potenziamento del Corpo di Polizia Provinciale di Brescia, oltre alla formazione del proprio personale (solo lo scorso anno ben 11 Agenti/ufficiali del Corpo hanno conseguito la patente nautica, necessaria per la guida dei mezzi di servizio) passa anche attraverso l’acquisto di nuove dotazioni strumentali per lo svolgimento delle attività istituzionali del Comando.

 

Tra le più importanti vi è senza dubbio la motovedetta “850 PRO CABIN” prodotta dalla ditta MED DEFENSE di Cervia, di cui si indicano i dati salienti:

  • Lunghezza mt. 8.44
  • Larghezza mt. 3.02
  • Doppio motore Mercury da 200 cv/cad
  • Velocità max. circa 45 kts
  • Omologata per il trasporto di max. 14 persone

 

La motovedetta acquistata, progettata secondo le richieste della Polizia Provinciale, risponde perfettamente alle esigenze del servizio garantendo sicurezza e tempi ridotti di intervento. La potenza del motore permette l’agevole traino di imbarcazioni in panne da soccorrere e, in caso di necessità, a prua vi è la possibilità di adagiare un toboga per il trasporto di feriti.

“Siamo soddisfatti di poter inaugurare un mezzo indispensabile per dare un supporto concreto alle attività di vigilanza sul lago di Garda, grazie al grande lavoro di coordinamento della Guardia Costiera. Si tratta di un tassello importante che dimostra il rinnovato impegno della Polizia Provinciale nella vigilanza dei nostri laghi, a supporto dei cittadini e dei Comuni gardesani” dichiara Daniele Mannatrizio, Consigliere Delegato della Provincia di Brescia alla Sicurezza ed alla Polizia Provinciale.

 

La Provincia di Brescia vara la nuova motovedetta della Polizia Provinciale

Dopo l’esperienza iniziata nel 2023 con il ripristino del Nucleo Nautico, nel corso dell’anno 2024 prosegue l’impegno dell’Amministrazione Provinciale per il potenziamento del Corpo di Polizia Provinciale, che oltre alla motovedetta, presente da sempre e dedicata al controllo e vigilanza ittico venatorio nelle acque del lago di Garda e alla motovedetta di servizio attivata nel 2023, si è dotata di una nuova motovedetta da destinare prioritariamente al controllo della navigazione e all’ausilio in situazioni di soccorso e/o emergenza.

“Particolare attenzione – ha dichiarato il Presidente Moraschini –  è stata riservata dall’Amministrazione provinciale al tema della sicurezza sui laghi, in particolare sul Lago di Garda, anche in seguito a una riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica tenutosi nella primavera del 2023, durante la quale sua eccellenza il sig. Prefetto di Brescia auspicò una maggiore sinergia tra tutti i soggetti istituzionali che, a vario titolo, operano sul lago di Garda, essendo questo uno dei posti in assoluto più frequentato dai turisti”.

Nell’estate 2023, sotto il coordinamento della Guardia Costiera, che è titolare del soccorso nelle acque del Lago di Garda, il nostro Servizio nautico ha effettuato 23 servizi di pattugliamento prevalentemente nei fine settimana, giornate che vedono la presenza di un alto numero di diportisti e bagnanti sul lago. L’esperienza maturata nell’anno scorso ha permesso di testare le capacità del personale, ma ha anche messo in  evidenza la necessità di un ulteriore mezzo in grado di garantire la mobilità su tutto il lago, soprattutto in base agli interventi in emergenza su richiesta della locale Guardia Costiera.

Il percorso di potenziamento del Corpo di Polizia Provinciale di Brescia, oltre alla formazione del proprio personale (solo lo scorso anno ben 11 Agenti/ufficiali del Corpo hanno conseguito la patente nautica, necessaria per la guida dei mezzi di servizio) passa anche attraverso l’acquisto di nuove dotazioni strumentali per lo svolgimento delle attività istituzionali del Comando.

 

Tra le più importanti vi è senza dubbio la motovedetta “850 PRO CABIN” prodotta dalla ditta MED DEFENSE di Cervia, di cui si indicano i dati salienti:

  • Lunghezza mt. 8.44
  • Larghezza mt. 3.02
  • Doppio motore Mercury da 200 cv/cad
  • Velocità max. circa 45 kts
  • Omologata per il trasporto di max. 14 persone

 

La motovedetta acquistata, progettata secondo le richieste della Polizia Provinciale, risponde perfettamente alle esigenze del servizio garantendo sicurezza e tempi ridotti di intervento. La potenza del motore permette l’agevole traino di imbarcazioni in panne da soccorrere e, in caso di necessità, a prua vi è la possibilità di adagiare un toboga per il trasporto di feriti.

“Siamo soddisfatti di poter inaugurare un mezzo indispensabile per dare un supporto concreto alle attività di vigilanza sul lago di Garda, grazie al grande lavoro di coordinamento della Guardia Costiera. Si tratta di un tassello importante che dimostra il rinnovato impegno della Polizia Provinciale nella vigilanza dei nostri laghi, a supporto dei cittadini e dei Comuni gardesani” dichiara Daniele Mannatrizio, Consigliere Delegato della Provincia di Brescia alla Sicurezza ed alla Polizia Provinciale.

 

UPI Veneto, Marcon: “Tagliati oltre 8 milioni alle Province dalla Legge di Bilancio, una mazzata”

Si è svolto il Consiglio Direttivo dell’Unione Province del Veneto al Sant’Artemio, sede della Provincia di Treviso: al centro della discussione, i pesanti tagli confermati dalla Legge di Bilancio 2024 che graveranno sulle Province venete per ben 8.340.354 solo quest’anno. Sommati ai tagli fissati per i prossimi anni, fino al 2028, le risorse in meno ammontano complessivamente a 29.670.956 euro. Una manovra che graverà ancor di più sui bilanci già precari degli Enti locali, affaticati dalle spese sostenute per coprire gli incrementi dei costi dei materiali nei cantieri avviati con il PNRR, dai costi energetici e dalle fluttuazioni del mercato dell’auto, dal momento che i soli tributi IPT e RCAuto costituiscono per le Province oltre la metà delle entrate e negli ultimi anni hanno registrato una riduzione di 47.515.492 euro in Veneto.

Già da tempo le Province, insieme ai Comuni, avevano espresso forte preoccupazione per i tagli imposti dalla nuova Legge di Bilancio – sottolinea Stefano Marcon, presidente UPI Veneto – speravamo che la manovra prevedesse la cancellazione della spending review come avvenuto nel 2023, ma purtroppo così non è stato. Per il 2024 e il 2025 peseranno nelle casse delle Province venete 8 milioni di taglio, risultato della Legge di Bilancio 2024 e delle rimanenze della Legge di Bilancio 2021. Seguiranno ulteriori tagli fino al 2028, parzialmente compensati dal 2026 con rimborsi per spese COVID sostenute durante la pandemia, ma comunque 29 milioni in meno a disposizione renderanno ancor più difficile per gli Enti garantire servizi efficienti e adeguati per la manutenzione di scuole, strade e tutela ambientale. Facendo riferimento al solo 2024, i tagli sono così ripartiti: 402.212 in meno per la Provincia di Belluno, 1.361.624 euro per la Provincia di Padova, 443.688 in meno per la Provincia di Rovigo, 1.449.668 per la Provincia di Treviso, 1.704.653 per la Provincia di Verona, 1.384.625 per la Provincia di Vicenza e 1.593.885 per la Città Metropolitana di Venezia”.

Una mazzata per le Province – commenta Marcon – che potrebbe essere compensata solo dalla realizzazione della riforma che attendiamo da tempo. I tempi sono maturi e riprendere la discussione sul Testo unico sottoposto all’esame della Commissione Affari Costituzionali in Senato, che raccoglie le proposte di legge avanzate congiuntamente dai gruppi parlamentari di minoranza e di maggioranza, permetterebbe di ridare nuove risorse alle Province e superare così uno scenario incerto e difficile per i territori, a discapito dei cittadini. Quest’anno ricorrono i 10 anni dalla legge 56/2014 e l’Assemblea Nazionale delle Province Italiane in autunno potrebbe ridare nuova speranza ai nostri Enti”.

UPI Veneto, Marcon: “Tagliati oltre 8 milioni alle Province dalla Legge di Bilancio, una mazzata”

Si è svolto il Consiglio Direttivo dell’Unione Province del Veneto al Sant’Artemio, sede della Provincia di Treviso: al centro della discussione, i pesanti tagli confermati dalla Legge di Bilancio 2024 che graveranno sulle Province venete per ben 8.340.354 solo quest’anno. Sommati ai tagli fissati per i prossimi anni, fino al 2028, le risorse in meno ammontano complessivamente a 29.670.956 euro. Una manovra che graverà ancor di più sui bilanci già precari degli Enti locali, affaticati dalle spese sostenute per coprire gli incrementi dei costi dei materiali nei cantieri avviati con il PNRR, dai costi energetici e dalle fluttuazioni del mercato dell’auto, dal momento che i soli tributi IPT e RCAuto costituiscono per le Province oltre la metà delle entrate e negli ultimi anni hanno registrato una riduzione di 47.515.492 euro in Veneto.

Già da tempo le Province, insieme ai Comuni, avevano espresso forte preoccupazione per i tagli imposti dalla nuova Legge di Bilancio – sottolinea Stefano Marcon, presidente UPI Veneto – speravamo che la manovra prevedesse la cancellazione della spending review come avvenuto nel 2023, ma purtroppo così non è stato. Per il 2024 e il 2025 peseranno nelle casse delle Province venete 8 milioni di taglio, risultato della Legge di Bilancio 2024 e delle rimanenze della Legge di Bilancio 2021. Seguiranno ulteriori tagli fino al 2028, parzialmente compensati dal 2026 con rimborsi per spese COVID sostenute durante la pandemia, ma comunque 29 milioni in meno a disposizione renderanno ancor più difficile per gli Enti garantire servizi efficienti e adeguati per la manutenzione di scuole, strade e tutela ambientale. Facendo riferimento al solo 2024, i tagli sono così ripartiti: 402.212 in meno per la Provincia di Belluno, 1.361.624 euro per la Provincia di Padova, 443.688 in meno per la Provincia di Rovigo, 1.449.668 per la Provincia di Treviso, 1.704.653 per la Provincia di Verona, 1.384.625 per la Provincia di Vicenza e 1.593.885 per la Città Metropolitana di Venezia”.

Una mazzata per le Province – commenta Marcon – che potrebbe essere compensata solo dalla realizzazione della riforma che attendiamo da tempo. I tempi sono maturi e riprendere la discussione sul Testo unico sottoposto all’esame della Commissione Affari Costituzionali in Senato, che raccoglie le proposte di legge avanzate congiuntamente dai gruppi parlamentari di minoranza e di maggioranza, permetterebbe di ridare nuove risorse alle Province e superare così uno scenario incerto e difficile per i territori, a discapito dei cittadini. Quest’anno ricorrono i 10 anni dalla legge 56/2014 e l’Assemblea Nazionale delle Province Italiane in autunno potrebbe ridare nuova speranza ai nostri Enti”.

Provincia di Padova: il personale assunto nei primi 6 mesi del 2024

Più della metà delle assunzioni previste per il 2024 già effettuate, l’integrazione dell’organico con ulteriori 16 persone a breve e altre sei nei prossimi mesi, nonché numerosi bandi per le progressioni di carriera: l’anno corrente procede a gonfie vele per quanto riguarda l’acquisizione di personale all’interno della Provincia di Padova. Come annunciato al termine del 2023, l’Ente prevede di chiudere quest’anno con un totale di 32 nuove assunzioni (erano state 44 nel 2023). Segreteria Generale, Ambiente, Edilizia, Viabilità i settori verso i quali è stata e sarà ancora destinata la maggior parte del nuovo personale.

 

PROCEDURE IN ITINERE – Attualmente l’organico in servizio in Provincia è composto da 218 persone di cui 116 maschi e 102 femmine, quasi totalmente inserite con contratto a tempo indeterminato. A costoro se ne stanno per aggiungere a breve altre 16 per le quali sono state attivate quattro procedure di mobilità e due concorsi pubblici, di cui due per dirigenti (uno dell’area Segreteria Generale e uno del settore Edilizia e Impianti), sette istruttori amministrativi (la procedura concorsuale è in itinere); due istruttori tecnici (in itinere); due funzionari amministrativi (uno per la Segreteria Generale e uno per l’Area Tecnica – le procedure di mobilità sono in itinere); tre funzionari tecnici (uno da destinare al settore Edilizia, uno all’Ufficio Impianti e uno alla Viabilità, per i quali le procedure di mobilità sono in itinere).

 

IN PROGRAMMA DA SETTEMBRE – Nell’ultima parte dell’anno, infine, sono previste ulteriori procedure di reclutamento tra mobilità e concorsi pubblici, per assumere altre sei persone: un funzionario amministrativo per l’Ufficio legale; un funzionario tecnico per l’Ambiente; un operatore esperto tecnico; tre esperti ad alta specializzazione a tempo determinato (uno per la Ragioneria, uno per l’Edilizia, uno per la Viabilità).

Annunciato dall’attuale Piano Triennale di Formazione e Progressione (PTFP), l’istituto della progressione di carriera nei vari settori dell’Ente riguarderà quest’anno 20 dipendenti che avranno così un’opportunità di crescita e sviluppo professionale, in un progetto di valorizzazione di competenze e talenti.

 

PROCEDURE CONCLUSE – Nel corso del primo semestre dell’anno sono entrate in servizio 17 persone, di cui due agenti di Polizia, quattro istruttori tecnici, due istruttori amministrativi, cinque operatori esperti tecnici, un funzionario amministrativo, due funzionari tecnici, un dirigente. Ha inoltre preso servizio il nuovo segretario generale (in convenzione con il Comune di Padova).

 

L’ANALISI – «Nell’ultimo biennio siamo finalmente riusciti a ridare slancio alla Provincia anche attraverso una intensa azione di reclutamento delle risorse umane, con 44 inserimenti nel 2023 e 40 nel corso dell’anno corrente – osserva Daniele Canella, vicepresidente della Provincia di Padova con delega al Personale -. Per diversi anni dopo l’entrata in vigore della riforma Delrio nel 2014, le Province sono state oggetto di un ampio processo di riordino durante il quale era loro vietato assumere. Questo ha portato, negli anni, a due conseguenze principali: la carenza di personale, vista l’impossibilità di reintegrare i posti liberati da chi aveva scelto di spostarsi in altri Enti o di chi nel frattempo aveva raggiunto l’età pensionabile; e l’acquisizione di competenze da parte di chi, invece, era rimasto e aveva nel frattempo assorbito i compiti assegnati precedentemente ad altri. Dopo una fase di stasi, pertanto, ora la Provincia di Padova sta ripartendo, con un programma di crescita e di premialità: quest’anno le 20 progressioni permetteranno di dare il giusto riconoscimento professionale ad altrettante persone. La Provincia sta, pertanto, tornando a essere un Ente titolare di un ruolo strategico e fondamentale nella gestione territoriale, a partire dai servizi che eroga a favore dei Comuni che impattano in modo sensibile sul benessere dei cittadini e sulla vivibilità dell’area di sua competenza».

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