Esplora tutte le news

Manovra, Zanni Presidente UPI Emilia Romagna “Decisione irresponsabile sulla pelle dei cittadini”

«Decisione irresponsabile e incomprensibile che rischia di gravare su cittadini e imprese di tutto il territorio ed in particolare delle aree più fragili come montagna ed aree interne”.
E’ quanto dichiara Giorgio Zanni, presidente di Upi Emilia-Romagna, commentando la scelta del Governo di tagliare 1,5 miliardi di euro di risorse destinate alle amministrazioni provinciali e alle città metropolitane per la manutenzione delle strade.

«Siamo difronte – prosegue Zanni – ad un ulteriore gravissimo taglio che preoccupa fortemente la nostra regione già duramente messa alla prova dalle alluvioni degli ultimi anni e dal ripetersi sempre più frequente di fenomeni climatici di portata sempre più impattanti ed impegnata ancora oggi nella messa in sicurezza di un territorio fragile e duramente ferito.

Tagliare fondi alla gestione delle strade significa mettere a rischio la sicurezza dei cittadini e la certezza di lavorare in sicurezza per le imprese e lavoratori locali,
con una doppia morale che da una parte vede inasprire pene e sanzioni al codice della strada mentre dall’altra taglia le risorse necessarie alle Province per poter garantire una viabilità sicura ed efficiente».

Per il presidente delle Province «l’Emilia-Romagna sta già pagando un prezzo altissimo, attendendo da tempo quei fondi promessi e mai assegnati, per il ripristino dei danni del maltempo e del dissesto idrogeologico, su cui le Province sono in prima linea per supportare i Comuni nelle fasi emergenziali e per garantire i collegamenti infrastrutturali necessari alla vita delle comunità.

E’ fondamentale che il Governo faccia passi in avanti verso quella direzione auspicata anche dal neo presidente di Upi nazionale Gandolfi e recepita dal ministro Calderoli nel corso della recente assemblea nazionale delle Province a Roma lo scorso 10 dicembre, ovvero la restituzione di quell’autonomia gestionale e finanziaria che è vitale per il nostro Ente, attraverso un allentamento dell’esborso che annualmente le Province versano allo Stato e che sarebbe già un pirmo passo concreto per ridare dignità e risorse a chi a tutte le province italiane chiamate ogni giorno a dare risposte fondamentali a cittadini e imprese del nostri territori».

Infine Zanni conclude ribadendo che «l’impatto che questa decisione avrà sulle Province e sulle Città Metropolitane, rischia di essere enorme, ma soprattutto lo è per i cittadini e le imprese, lavoratori e aziende che ogni giorno hanno necessità di utilizzare le nostre infrastrutture per vivere e lavorare, studiare e per produrre in efficienza e sicurezza.

Da un lato la Provincia viene “caricata” di responsabilità, ma, dall’altro, attende ancora da ormai troppo tempo una riforma istituzionale e finanziari vera ed incisiva.

Occorre dunque insistere affinché il Governo torni a dare una struttura forte, legittimata e con risorse economiche adeguate a tutte le Province italiane, per poter offrire un servizio all’altezza delle aspettative dei cittadini e del territorio che amministriamo e in grado di affrontare al meglio le tante sfide che abbiamo di fronte».

Finanziaria, Olivieri, Presidente Provincia Savona : “La stretta rischia di compromettere i servizi”

Una stretta che rischia di compromettere la capacità degli Enti Locali di garantire servizi indispensabili e di tutelare il diritto dei cittadini a infrastrutture sicure. È questo l’allarme lanciato dal Presidente della Provincia di Savona, Pierangelo Olivieri, a fronte del paventato taglio di 1,5 miliardi di euro ai fondi destinati alle Province e alle Città metropolitane, previsto da un emendamento alla Legge di Bilancio e distribuito nel periodo 2029-2036.“Apprendo con viva preoccupazione – dichiara il Presidente Olivieri – quanto riportato dagli organi di informazione nelle ultime ore, ovvero la proposta di un emendamento alla Legge di Bilancio che disporrebbe una decurtazione, pari a 1,5 miliardi di euro, dei fondi destinati agli investimenti per la messa in sicurezza delle strade provinciali, una scelta che, ove confermata, rappresenterebbe un colpo durissimo per Province e Città metropolitane, già costretti a operare in un contesto di risorse limitate per garantire la manutenzione e il miglioramento delle infrastrutture viarie.”
“Nel Savonese, i 700 chilometri di strade provinciali non rappresentano soltanto un’alternativa, ma spesso costituiscono l’unica via percorribile in un territorio segnato da criticità su pressoché tutte le sue arterie autostradali. Si tratta di collegamenti determinanti non solo per i flussi quotidiani di persone e merci, ma anche per garantire sicurezza e mobilità in situazioni di emergenza, fungendo talvolta da uniche vie di fuga.”
“Esprimo totale condivisione delle dichiarazioni rese dal Presidente Nazionale UPI e Presidente della Provincia di Bergamo, Pasquale Gandolfi, e, parimenti, dal limitrofo Presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo, con il quale, proprio nelle scorse settimane, abbiamo formalizzato un Protocollo d’Intesa mirato al rafforzamento dei collegamenti strategici tra le nostre Province consorelle e che, in ragione del ridimensionamento delle risorse prospettato, rischia di vedere gravemente compromessa la propria efficacia, riducendolo a un’iniziativa priva di concretezza operativa e di reale applicabilità. Ricordo che le infrastrutture viarie provinciali non soltanto costituiscono un supporto imprescindibile per i sistemi produttivi locali, ma assolvono a una funzione importante nell’ambito di una mobilità turistica, orientata alla valorizzazione delle eccellenze paesaggistiche, rurali e montane che attraversano” .

“Questo Governo, unitamente a tutte le forze politiche che lo sostengono – conclude Olivieri – ha ribadito sin dall’inizio della legislatura la necessità di restituire alle Province funzioni, organici e risorse congrue, contro cui la misura prevista da questo emendamento appare in evidente contrasto, la quale non solo rappresenterebbe un significativo arretramento rispetto agli impegni assunti, ma si aggiungerebbe ai tagli già introdotti nelle precedenti manovre finanziarie, aggravando ulteriormente la condizione di Comuni, Province e Città metropolitane.”

Finanziaria, Olivieri, Presidente Provincia Savona : “La stretta rischia di compromettere i servizi”

Una stretta che rischia di compromettere la capacità degli Enti Locali di garantire servizi indispensabili e di tutelare il diritto dei cittadini a infrastrutture sicure. È questo l’allarme lanciato dal Presidente della Provincia di Savona, Pierangelo Olivieri, a fronte del paventato taglio di 1,5 miliardi di euro ai fondi destinati alle Province e alle Città metropolitane, previsto da un emendamento alla Legge di Bilancio e distribuito nel periodo 2029-2036.“Apprendo con viva preoccupazione – dichiara il Presidente Olivieri – quanto riportato dagli organi di informazione nelle ultime ore, ovvero la proposta di un emendamento alla Legge di Bilancio che disporrebbe una decurtazione, pari a 1,5 miliardi di euro, dei fondi destinati agli investimenti per la messa in sicurezza delle strade provinciali, una scelta che, ove confermata, rappresenterebbe un colpo durissimo per Province e Città metropolitane, già costretti a operare in un contesto di risorse limitate per garantire la manutenzione e il miglioramento delle infrastrutture viarie.”
“Nel Savonese, i 700 chilometri di strade provinciali non rappresentano soltanto un’alternativa, ma spesso costituiscono l’unica via percorribile in un territorio segnato da criticità su pressoché tutte le sue arterie autostradali. Si tratta di collegamenti determinanti non solo per i flussi quotidiani di persone e merci, ma anche per garantire sicurezza e mobilità in situazioni di emergenza, fungendo talvolta da uniche vie di fuga.”
“Esprimo totale condivisione delle dichiarazioni rese dal Presidente Nazionale UPI e Presidente della Provincia di Bergamo, Pasquale Gandolfi, e, parimenti, dal limitrofo Presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo, con il quale, proprio nelle scorse settimane, abbiamo formalizzato un Protocollo d’Intesa mirato al rafforzamento dei collegamenti strategici tra le nostre Province consorelle e che, in ragione del ridimensionamento delle risorse prospettato, rischia di vedere gravemente compromessa la propria efficacia, riducendolo a un’iniziativa priva di concretezza operativa e di reale applicabilità. Ricordo che le infrastrutture viarie provinciali non soltanto costituiscono un supporto imprescindibile per i sistemi produttivi locali, ma assolvono a una funzione importante nell’ambito di una mobilità turistica, orientata alla valorizzazione delle eccellenze paesaggistiche, rurali e montane che attraversano” .

“Questo Governo, unitamente a tutte le forze politiche che lo sostengono – conclude Olivieri – ha ribadito sin dall’inizio della legislatura la necessità di restituire alle Province funzioni, organici e risorse congrue, contro cui la misura prevista da questo emendamento appare in evidente contrasto, la quale non solo rappresenterebbe un significativo arretramento rispetto agli impegni assunti, ma si aggiungerebbe ai tagli già introdotti nelle precedenti manovre finanziarie, aggravando ulteriormente la condizione di Comuni, Province e Città metropolitane.”

Manovra, UPI “Grave il taglio ai fondi per la sicurezza delle strade provinciali”.

“Apprendiamo dalla stampa che nella notte è stato approvato un emendamento alla Legge di Bilancio che taglia 1 miliardo e mezzo ai fondi dal 2029 al 2036 di Province e Città metropolitane, destinati agli investimenti per la messa in sicurezza delle strade provinciali.

Un taglio che interverrebbe su risorse del 2029 che sono state già assegnate alle Province e alle Città Metropolitane . Non possiamo che sottolineare la gravità di questa decisione, che sottrae fondi destinati a garantire a tutti i cittadini il diritto ad una mobilità sicura, facendo fare al Paese un pericoloso passo indietro nel percorso di messa in sicurezza dei 120 Mila chilometri di strade provinciali.

Tra l’altro, troviamo del tutto incoerente che un Governo che in ogni occasione ripete quanto sia urgente restituire alle Province un ruolo e le risorse per le strade, decida in una notte di cancellare anni di investimenti”.
Lo dichiara Pasquale Gandolfi, Presidente dell’Unione delle Province d’Italia.

Manovra, UPI “Grave il taglio ai fondi per la sicurezza delle strade provinciali”.

“Apprendiamo dalla stampa che nella notte è stato approvato un emendamento alla Legge di Bilancio che taglia 1 miliardo e mezzo ai fondi dal 2029 al 2036 di Province e Città metropolitane, destinati agli investimenti per la messa in sicurezza delle strade provinciali.

Un taglio che interverrebbe su risorse del 2029 che sono state già assegnate alle Province e alle Città Metropolitane . Non possiamo che sottolineare la gravità di questa decisione, che sottrae fondi destinati a garantire a tutti i cittadini il diritto ad una mobilità sicura, facendo fare al Paese un pericoloso passo indietro nel percorso di messa in sicurezza dei 120 Mila chilometri di strade provinciali.

Tra l’altro, troviamo del tutto incoerente che un Governo che in ogni occasione ripete quanto sia urgente restituire alle Province un ruolo e le risorse per le strade, decida in una notte di cancellare anni di investimenti”.
Lo dichiara Pasquale Gandolfi, Presidente dell’Unione delle Province d’Italia.

35° Assemblea Congressuale: i video delle giornate, le relazioni e gli interventi, il manifesto programmatico

Si è conclusa con un indubbio successo la 35° Assemblea Congressuale delle Province, due giornate di lavoro molto intense, ricche di approfondimenti, di spunti programmatici all’insegna della concretezza e della promozione di una buona amministrazione.

Tantissimi gli interventi che si sono succeduti dal palco della Sala della Protomoteca di Roma, che ha ospitato quasi 300 delegati tra Presidenti di Provincia, Sindaci, Consiglieri provinciali e amministratori comunali.

A questi link è possibile ripercorrere le due giornate di lavoro

– Cerimonia di apertura 10 dicembre 2024

– L’Italia delle Province 11 dicembre 2024

– Video L’Italia delle Province

– Video Insieme con l’UPI, insieme per le Province

– La Relazione del Presidente UPI Pasquale Gandolfi

– Il Discorso del Presidente della Provincia di Viterbo in qualità di Presidente UPI Lazio Alessandro Romoli

-Intervento di saluto del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri

–Intervento di saluto Presidente Regione Lazio Francesco Rocca

–Il manifesto programmatico Assemblea Upi

–L’intervento_del Ministro_dell’Interno Matteo Piantedosi_alla 35_assemblea_congressuale_province_italiane

– L’intervento del Ministro della PA Paolo Zangrillo alla 35° Assemblea Congressuale UPI

–L’intervento di saluto del Presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga

–L’intervento del Presidente dell’ANCI Gaetano Manfredi

– L’intervento del Vicepresidente UPI e Presidente della Provincia dell’Aquila Angelo Caruso

 

Congresso UPI: Pasquale Gandolfi eletto Presidente

E’ Pasquale Gandolfi, Presidente della Provincia di Bergamo, il nuovo Presidente dell’Unione delle Province d’Italia.
Ad eleggerlo all’unanimità sono stati gli oltre duecento delegati, Presidenti di Provincia e consiglieri provinciali provenienti da tutta Italia, nella prima giornata dei lavori dell’Assemblea Congressuale che si è aperta oggi nella Sala della Protomoteca del Campidoglio alla presenza del Presidente della Repubblica.
Gandolfi raccoglie il testimone da Michele de Pascale, neo Presidente della Regione Emilia Romagna, che ha guidato l’Associazione per cinque anni.
Classe 1975, il nuovo Presidente di UPI è stato eletto Presidente della Provincia di Bergamo nel dicembre 2021.

“ E’ davvero un onore per me ricevere l’incarico di guidare una associazione come l’UPI che dal 1908 rappresenta un punto di riferimento per gli amministratori provinciali e per i territori – ha detto Gandolfi nel suo primo discorso da Presidente di UPI.
“Oggi questa Assemblea mi ha dato un mandato chiaro: di riportare al centro del dibattito politico il tema della riforma delle Province. E’ un mandato per cui inizierò a lavorare da subito, aprendo un confronto con Governo e Parlamento”.

Chi è Pasquale Gandolfi
Inizia ad avvicinarsi alla politica nel 2009, prima come Consigliere del Comune di Treviolo, comune di oltre 10.000 abitanti, con il ruolo di capogruppo, poi come Sindaco dal 2014, oggi al terzo mandato.
Dal 2010 al 2013 è Responsabile Provinciale per il Partito Democratico delle tematiche inerenti il territorio, la mobilità e le infrastrutture, dal 2011 è parte della Segreteria e della Direzione Provinciale del Partito Democratico e dal 2013 al 2015 è Responsabile Provinciale per il lavoro e Vicesegretario Provinciale del Partito Democratico.
Impegnato in Provincia di Bergamo dal 2014, prima come Consigliere e dal 2016 come Vicepresidente, è eletto Presidente della Provincia di Bergamo nel dicembre 2021. Dal  2019 è componente del Comitato Direttivo UPI

LA RELAZIONE DEL PRESIDENTE Relazione Presidente Gandolfi 2024

35° Assemblea Congressuale: i video delle giornate, le relazioni e gli interventi, il manifesto programmatico

Si è conclusa con un indubbio successo la 35° Assemblea Congressuale delle Province, due giornate di lavoro molto intense, ricche di approfondimenti, di spunti programmatici all’insegna della concretezza e della promozione di una buona amministrazione.

Tantissimi gli interventi che si sono succeduti dal palco della Sala della Protomoteca di Roma, che ha ospitato quasi 300 delegati tra Presidenti di Provincia, Sindaci, Consiglieri provinciali e amministratori comunali.

A questi link è possibile ripercorrere le due giornate di lavoro

– Cerimonia di apertura 10 dicembre 2024

– L’Italia delle Province 11 dicembre 2024

– Video L’Italia delle Province

– Video Insieme con l’UPI, insieme per le Province

– La Relazione del Presidente UPI Pasquale Gandolfi

– Il Discorso del Presidente della Provincia di Viterbo in qualità di Presidente UPI Lazio Alessandro Romoli

-Intervento di saluto del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri

–Intervento di saluto Presidente Regione Lazio Francesco Rocca

–Il manifesto programmatico Assemblea Upi

–L’intervento_del Ministro_dell’Interno Matteo Piantedosi_alla 35_assemblea_congressuale_province_italiane

– L’intervento del Ministro della PA Paolo Zangrillo alla 35° Assemblea Congressuale UPI

–L’intervento di saluto del Presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga

–L’intervento del Presidente dell’ANCI Gaetano Manfredi

– L’intervento del Vicepresidente UPI e Presidente della Provincia dell’Aquila Angelo Caruso

 

Congresso UPI: Pasquale Gandolfi eletto Presidente

E’ Pasquale Gandolfi, Presidente della Provincia di Bergamo, il nuovo Presidente dell’Unione delle Province d’Italia.
Ad eleggerlo all’unanimità sono stati gli oltre duecento delegati, Presidenti di Provincia e consiglieri provinciali provenienti da tutta Italia, nella prima giornata dei lavori dell’Assemblea Congressuale che si è aperta oggi nella Sala della Protomoteca del Campidoglio alla presenza del Presidente della Repubblica.
Gandolfi raccoglie il testimone da Michele de Pascale, neo Presidente della Regione Emilia Romagna, che ha guidato l’Associazione per cinque anni.
Classe 1975, il nuovo Presidente di UPI è stato eletto Presidente della Provincia di Bergamo nel dicembre 2021.

“ E’ davvero un onore per me ricevere l’incarico di guidare una associazione come l’UPI che dal 1908 rappresenta un punto di riferimento per gli amministratori provinciali e per i territori – ha detto Gandolfi nel suo primo discorso da Presidente di UPI.
“Oggi questa Assemblea mi ha dato un mandato chiaro: di riportare al centro del dibattito politico il tema della riforma delle Province. E’ un mandato per cui inizierò a lavorare da subito, aprendo un confronto con Governo e Parlamento”.

Chi è Pasquale Gandolfi
Inizia ad avvicinarsi alla politica nel 2009, prima come Consigliere del Comune di Treviolo, comune di oltre 10.000 abitanti, con il ruolo di capogruppo, poi come Sindaco dal 2014, oggi al terzo mandato.
Dal 2010 al 2013 è Responsabile Provinciale per il Partito Democratico delle tematiche inerenti il territorio, la mobilità e le infrastrutture, dal 2011 è parte della Segreteria e della Direzione Provinciale del Partito Democratico e dal 2013 al 2015 è Responsabile Provinciale per il lavoro e Vicesegretario Provinciale del Partito Democratico.
Impegnato in Provincia di Bergamo dal 2014, prima come Consigliere e dal 2016 come Vicepresidente, è eletto Presidente della Provincia di Bergamo nel dicembre 2021. Dal  2019 è componente del Comitato Direttivo UPI

LA RELAZIONE DEL PRESIDENTE Relazione Presidente Gandolfi 2024

Buone feste dall’Unione delle Province d’Italia

Nell’augurarvi di trascorrere serene festività, vi informiamo che gli uffici UPI saranno chiusi dal 24 dicembre al 6 gennaio.

Le attività riprenderanno martedì 7 gennaio.

Buone feste a tutte e tutti dall’Unione delle Province d’Italia!|

“La Provincia di oggi, la Provincia di domani: dopo 10 anni dalla Legge Delrio il ruolo attuale delle Province e le prospettive dell’annunciata riforma”

Riparte da Padova il dibattito tecnico e politico sul ruolo delle Province all’interno dell’ordinamento italiano con il convegno dal titolo “La Provincia di oggi, la Provincia di domani: a 10 anni dalla Legge Delrio il ruolo attuale delle Province e le prospettive dell’annunciata riforma” promosso da UPI Veneto in collaborazione con la Provincia di Padova e con la presenza delle Province venete.

 

Ad aprire i lavori congressuali è stato Daniele Canella, vicepresidente vicario della Provincia di Padova che ha osservato: «Le Province erano un modello di buona gestione, sussidiarietà, autonomia nel nostro territorio e hanno subito questa riforma che però non è stata mai portata a termine. L’appuntamento di oggi possa dare una nuova visione cominciando a ricostruire dal basso una nuova idea di gestione del territorio che attualmente vede una forte alleanza tra sindaci che si prendono carico degli Enti provinciali che mai come in questo momento sono centrali nella vita amministrativa del territorio. Basti citare, in tal senso, la gestione nell’ambito del PNRR, come centri di coordinamento soprattutto per i piccoli Comuni, grande spunto per ripensare al ruolo delle Province».

 

«Il convegno di oggi ha anticipato per il Veneto il grande tema della necessità di riforma delle Province, tema che sarà affrontato anche a Roma, martedì 10 dicembre, in occasione dell’Assemblea nazionale UPI alla presenza del Presidente della Repubblica – le parole di Stefano Marcon, vicepresidente vicario UPI nazionale e presidente di UPI Veneto –  siamo impegnati ormai da un decennio a livello nazionale per riformare una legge che ha mutato profondamente l’assetto dei nostri Enti, privandoli di risorse economiche e umane adeguate. Nonostante le enormi difficoltà, le Province non si sono mai arrese introducendo servizi a sostegno dei Comuni come le stazioni uniche appaltanti e i concorsi unici per l’assunzione del personale, ma anche dimostrando capacità strategica e di investimento con il PNRR. Tutto in un’ottica resiliente di semplificazione amministrativa. A dire che le Province servono e devono essere potenziate a beneficio del territorio non sono solo i Presidenti veneti – continua Marcon – come racconta il docufilm UPI Veneto che oggi abbiamo lanciato in anteprima a Padova, lo dicono anche cittadine, cittadini, stakeholder che gravitano attorno all’attività dei nostri Enti e che, come noi, auspicano che il Governo porti avanti l’iter di revisione della Delrio già avviato l’anno scorso, con il Testo Unico depositato alla Commissione Affari Costituzionali in Senato. Siamo fiduciosi che presto la discussione sarà riaperta».

 

L’onorevole Alberto Stefani, presidente della Commissione bicamerale per l’Attuazione del federalismo fiscale ha commentato: «Dopo la Legge Delrio le Province sono diventate come delle “scatole vuote”, con funzioni da svolgere anche importanti, ma prive della giusta struttura anche dal punto di vista finanziario. Dobbiamo ripristinare le province come Enti di primo livello, come degli hub di innovazione territoriale che possono garantire la migliore expertise della Pubblica Amministrazione nei confronti di cittadini e Comuni. Questo è il salto di qualità che il nostro territorio può fare e che deve essere esteso ovviamente a tutto il Paese, con una riforma di carattere nazionale.

Tutto ciò rappresenta il modello da percorrere per garantire anche una responsabilità e una legittimazione adeguate dei rappresentanti della Pubblica amministrazione, soprattutto dei rappresentanti politici della Provincia. Il cittadino deve sapere a chi può rivolgersi per quanto riguarda l’edilizia scolastica, la manutenzione delle strade e tutte le altre funzioni che spettano alla Provincia, con un rapporto diretto che può derivare soltanto dall’elezione diretta da parte dei cittadini, degli organi politici provinciali.

Oggi i rappresentanti delle Province sono eletti in “secondo grado”, direttamente dai consiglieri comunali. Dobbiamo arrivare invece a un rapporto simbiotico tra il territorio e organi provinciali.

La Provincia ha una fortuna (l’ha avuta nella sua storia, l’avrà nel suo futuro): poter rappresentare un territorio identitario. Il cittadino padovano è orgoglioso di essere padovano; il cittadino veronese è orgoglioso di essere tale e di appartenere alla sua provincia, e così per tutti i territori. E questa capacità di rappresentare l’identità di un territorio deve diventare capacità di rappresentare un’identità politica e la Provincia può farlo. Io credo molto in questo organo che avrà tanto futuro e potrà dare grandi vantaggi ai nostri territori».

 

Piero Antonelli, direttore generale UPI Italia: «Gli effetti di una riforma, qual è stata quella della legge 56 sul sistema finanziario delle province del Veneto, sono molto pesanti. Nel 2024 le province del Veneto versano al bilancio dello Stato 122 milioni di euro come contributo alla finanza pubblica. O meglio, sono le entrate che le Pprovince incassano per i due tributi che gestiscono: Imposta Provinciale di Trascrizione IPT e Imposta Rcauto, che vengono riversati al bilancio dello Stato. Noi dobbiamo superare questa anomalia del sistema, lasciare i tributi sul territorio».

 

Carlo Rapicavoli, direttore generale UPI Veneto ha aggiunto: «UPI Veneto, insieme alla provincia di Padova, hanno voluto organizzare questo momento di confronto anche in prossimità dell’Assemblea nazionale di UPI, che si svolgerà la prossima settimana, per fare il punto della situazione dopo 10 anni dalla legge Delrio. Ormai si vedono fortemente tutte le conseguenze di un sistema che non regge più, che era stato introdotto nel 2014 in attesa della riforma costituzionale e che adesso abbisogna certamente di un superamento. Vuole essere l’occasione per sollecitare il legislatore a livello nazionale a riprendere l’esame dei disegni di legge che sono in Commissione affari costituzionali del Senato per arrivare entro il prossimo anno al superamento della Delrio».

 

IL CONVEGNO

 

Al convegno padovano sono intervenuti anche Giulia Millevoi, direttore UO Enti locali della Regione Veneto; Guido Rivosecchi, professore ordinario di Diritto costituzionale, Università degli Studi di Padova e Luciano Sandonà, presidente Commissione Affari istituzionali della Regione del Veneto,

 

Il convegno è stato preceduto dai saluti dei rappresentanti istituzionali di Provincia e UPI  nonché di Mario Conte, presidente ANCI Veneto ed Ennio Vigne, presidente UNCEM. Ha moderato la giornalista Angela Pederiva.

 

LA RIFORMA DELLE PROVINCE

 

Il 7 aprile sono ricorsi 10 anni dalla legge Delrio (dal nome del ministro che la istituì, legge n° 56/2014), che riformò le Province e le Città Metropolitane.

 

La legge Delrio era idealmente pensata come “transitoria” fino al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 indetto dal Governo di allora per il compimento definitivo del processo di riforma attraverso l’eliminazione della parola “Province” dalla Costituzione.

 

I cittadini votarono in maggioranza “no” all’abolizione delle Province, bloccando, di fatto, l’iter del processo di riforma iniziato dalla legge Delrio e dando il via a una nuova fase di riflessioni sul ruolo di queste istituzioni. Da Enti di secondo livello depotenziati, le Province si sono trovate nuovamente in discussione per effetto di un esito referendario.

 

Oggi, a distanza di dieci anni, si possono pertanto tirare le fila sugli effetti che la Delrio ha avuto sugli Enti Provincia e sulle conseguenze nella gestione amministrativa locale. Da qui, attraverso un video prodotto da UPI Veneto che sarà condiviso anche nell’ambito dell’Assemblea nazionale UPI a Roma, sono partite le riflessioni tecniche del convegno di Padova, per fare il punto sulla situazione attuale, e tratteggiare i possibili scenari futuri.

 

 

______

 

Qui il link al video UPI (estratto):

https://youtu.be/GlH1lIc6QcE

 

“La Provincia di oggi, la Provincia di domani: dopo 10 anni dalla Legge Delrio il ruolo attuale delle Province e le prospettive dell’annunciata riforma”

Riparte da Padova il dibattito tecnico e politico sul ruolo delle Province all’interno dell’ordinamento italiano con il convegno dal titolo “La Provincia di oggi, la Provincia di domani: a 10 anni dalla Legge Delrio il ruolo attuale delle Province e le prospettive dell’annunciata riforma” promosso da UPI Veneto in collaborazione con la Provincia di Padova e con la presenza delle Province venete.

 

Ad aprire i lavori congressuali è stato Daniele Canella, vicepresidente vicario della Provincia di Padova che ha osservato: «Le Province erano un modello di buona gestione, sussidiarietà, autonomia nel nostro territorio e hanno subito questa riforma che però non è stata mai portata a termine. L’appuntamento di oggi possa dare una nuova visione cominciando a ricostruire dal basso una nuova idea di gestione del territorio che attualmente vede una forte alleanza tra sindaci che si prendono carico degli Enti provinciali che mai come in questo momento sono centrali nella vita amministrativa del territorio. Basti citare, in tal senso, la gestione nell’ambito del PNRR, come centri di coordinamento soprattutto per i piccoli Comuni, grande spunto per ripensare al ruolo delle Province».

 

«Il convegno di oggi ha anticipato per il Veneto il grande tema della necessità di riforma delle Province, tema che sarà affrontato anche a Roma, martedì 10 dicembre, in occasione dell’Assemblea nazionale UPI alla presenza del Presidente della Repubblica – le parole di Stefano Marcon, vicepresidente vicario UPI nazionale e presidente di UPI Veneto –  siamo impegnati ormai da un decennio a livello nazionale per riformare una legge che ha mutato profondamente l’assetto dei nostri Enti, privandoli di risorse economiche e umane adeguate. Nonostante le enormi difficoltà, le Province non si sono mai arrese introducendo servizi a sostegno dei Comuni come le stazioni uniche appaltanti e i concorsi unici per l’assunzione del personale, ma anche dimostrando capacità strategica e di investimento con il PNRR. Tutto in un’ottica resiliente di semplificazione amministrativa. A dire che le Province servono e devono essere potenziate a beneficio del territorio non sono solo i Presidenti veneti – continua Marcon – come racconta il docufilm UPI Veneto che oggi abbiamo lanciato in anteprima a Padova, lo dicono anche cittadine, cittadini, stakeholder che gravitano attorno all’attività dei nostri Enti e che, come noi, auspicano che il Governo porti avanti l’iter di revisione della Delrio già avviato l’anno scorso, con il Testo Unico depositato alla Commissione Affari Costituzionali in Senato. Siamo fiduciosi che presto la discussione sarà riaperta».

 

L’onorevole Alberto Stefani, presidente della Commissione bicamerale per l’Attuazione del federalismo fiscale ha commentato: «Dopo la Legge Delrio le Province sono diventate come delle “scatole vuote”, con funzioni da svolgere anche importanti, ma prive della giusta struttura anche dal punto di vista finanziario. Dobbiamo ripristinare le province come Enti di primo livello, come degli hub di innovazione territoriale che possono garantire la migliore expertise della Pubblica Amministrazione nei confronti di cittadini e Comuni. Questo è il salto di qualità che il nostro territorio può fare e che deve essere esteso ovviamente a tutto il Paese, con una riforma di carattere nazionale.

Tutto ciò rappresenta il modello da percorrere per garantire anche una responsabilità e una legittimazione adeguate dei rappresentanti della Pubblica amministrazione, soprattutto dei rappresentanti politici della Provincia. Il cittadino deve sapere a chi può rivolgersi per quanto riguarda l’edilizia scolastica, la manutenzione delle strade e tutte le altre funzioni che spettano alla Provincia, con un rapporto diretto che può derivare soltanto dall’elezione diretta da parte dei cittadini, degli organi politici provinciali.

Oggi i rappresentanti delle Province sono eletti in “secondo grado”, direttamente dai consiglieri comunali. Dobbiamo arrivare invece a un rapporto simbiotico tra il territorio e organi provinciali.

La Provincia ha una fortuna (l’ha avuta nella sua storia, l’avrà nel suo futuro): poter rappresentare un territorio identitario. Il cittadino padovano è orgoglioso di essere padovano; il cittadino veronese è orgoglioso di essere tale e di appartenere alla sua provincia, e così per tutti i territori. E questa capacità di rappresentare l’identità di un territorio deve diventare capacità di rappresentare un’identità politica e la Provincia può farlo. Io credo molto in questo organo che avrà tanto futuro e potrà dare grandi vantaggi ai nostri territori».

 

Piero Antonelli, direttore generale UPI Italia: «Gli effetti di una riforma, qual è stata quella della legge 56 sul sistema finanziario delle province del Veneto, sono molto pesanti. Nel 2024 le province del Veneto versano al bilancio dello Stato 122 milioni di euro come contributo alla finanza pubblica. O meglio, sono le entrate che le Pprovince incassano per i due tributi che gestiscono: Imposta Provinciale di Trascrizione IPT e Imposta Rcauto, che vengono riversati al bilancio dello Stato. Noi dobbiamo superare questa anomalia del sistema, lasciare i tributi sul territorio».

 

Carlo Rapicavoli, direttore generale UPI Veneto ha aggiunto: «UPI Veneto, insieme alla provincia di Padova, hanno voluto organizzare questo momento di confronto anche in prossimità dell’Assemblea nazionale di UPI, che si svolgerà la prossima settimana, per fare il punto della situazione dopo 10 anni dalla legge Delrio. Ormai si vedono fortemente tutte le conseguenze di un sistema che non regge più, che era stato introdotto nel 2014 in attesa della riforma costituzionale e che adesso abbisogna certamente di un superamento. Vuole essere l’occasione per sollecitare il legislatore a livello nazionale a riprendere l’esame dei disegni di legge che sono in Commissione affari costituzionali del Senato per arrivare entro il prossimo anno al superamento della Delrio».

 

IL CONVEGNO

 

Al convegno padovano sono intervenuti anche Giulia Millevoi, direttore UO Enti locali della Regione Veneto; Guido Rivosecchi, professore ordinario di Diritto costituzionale, Università degli Studi di Padova e Luciano Sandonà, presidente Commissione Affari istituzionali della Regione del Veneto,

 

Il convegno è stato preceduto dai saluti dei rappresentanti istituzionali di Provincia e UPI  nonché di Mario Conte, presidente ANCI Veneto ed Ennio Vigne, presidente UNCEM. Ha moderato la giornalista Angela Pederiva.

 

LA RIFORMA DELLE PROVINCE

 

Il 7 aprile sono ricorsi 10 anni dalla legge Delrio (dal nome del ministro che la istituì, legge n° 56/2014), che riformò le Province e le Città Metropolitane.

 

La legge Delrio era idealmente pensata come “transitoria” fino al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 indetto dal Governo di allora per il compimento definitivo del processo di riforma attraverso l’eliminazione della parola “Province” dalla Costituzione.

 

I cittadini votarono in maggioranza “no” all’abolizione delle Province, bloccando, di fatto, l’iter del processo di riforma iniziato dalla legge Delrio e dando il via a una nuova fase di riflessioni sul ruolo di queste istituzioni. Da Enti di secondo livello depotenziati, le Province si sono trovate nuovamente in discussione per effetto di un esito referendario.

 

Oggi, a distanza di dieci anni, si possono pertanto tirare le fila sugli effetti che la Delrio ha avuto sugli Enti Provincia e sulle conseguenze nella gestione amministrativa locale. Da qui, attraverso un video prodotto da UPI Veneto che sarà condiviso anche nell’ambito dell’Assemblea nazionale UPI a Roma, sono partite le riflessioni tecniche del convegno di Padova, per fare il punto sulla situazione attuale, e tratteggiare i possibili scenari futuri.

 

 

______

 

Qui il link al video UPI (estratto):

https://youtu.be/GlH1lIc6QcE

 

Cerca