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Conferenza Stato – città – autonomie locali 8 luglio 04

                                    Ordine del Giorno

                   Conferenza Stato – città – autonomie locali

                         Ministero dell’Interno, 8 luglio 04

 

1) Approvazione del verbale del 17 dicembre 2003.

2) Richiesta informativa al Ministero dell’Interno su delega prevista dalla Legge n. 131/2003 in materia di individuazione funzioni fondamentali di Comuni, province e Città metropolitane. Da parte di Anci ed Upi è stata sollecitata la definizione dei tempi e delle modalità di attuazione della delega.

3) Problematiche relative alla predisposizione delle linee del DPEF. Cfr. intervento Ria sul sole 24 Ore di Lunedì 12 luglio 04 .

4) Riforma della Scuola della Pubblica Amministrazione Locale.

5) Richiesta informativa al Ministero dell’Interno su aggiornamento DM 119/2000.

6) Addizionale comunale sui diritti d’imbarco di passeggeri sulle aeromobili.

7) Schema decreto interministeriale su regole tecniche e di sicurezza relative alle tecnologie e ai materiali utilizzati per la produzione della Carta Nazionale dei Servizi

8) Designazione di 3 rappresentanti delle Associazioni degli EE.LL. in Commissione di valutazione per riparto del fondo tutela e sviluppo Isole minori

9) Designazione 3 rappresentanti delle Associazioni degli EE.LL. alla Consulta territoriale per le attività cinematografiche

Documenti allegati:

PRESIDENTI DI PROVINCIA

Si pubblica l’elenco dei Presidenti di Provincia aggiornato con i risultati delle recente elezioni amministrative del giugno 2004.

 

 

 

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Ria: necessario rafforzare i raccordi istituzionali

                                              COMUNICATO STAMPA
                      Federalismo, Ria: necessario rafforzare i raccordi istituzionali.


 

Giudizio negativo dell’Upi e di tutte le autonomie locali sul disegno di legge di riforma della Costituzione. Lo ha ribadito Lorenzo Ria, Presidente dell’Unione delle Province d’Italia, intervenendo oggi nell’audizione presso la Commissione affari costituzionali della Camera dei Deputati.

“Prescindendo da ogni valutazione politica – afferma Ria – la discussione su aspetti fondamentali della Carta costituzionale non può essere resa funzionale esclusivamente alla soluzione dei problemi interni ad una maggioranza.

Nel merito del disegno di legge, la disposizione sul Senato presentato come federale è incondivisibile, poiché esso, come l’attuale Senato, rappresenterebbe la popolazione nella stessa misura della Camera dei Deputati, e non invece le regioni e i governi locali. Per riformare il Parlamento in senso federale occorre invece introdurre un Senato delle Autonomie, come Camera rappresentativa delle Regioni, delle Province e dei Comuni, ovvero individuare all’interno del Parlamento una sede unitaria in cui i diversi soggetti costitutivi della Repubblica possano trovare una più profonda ricomposizione unitaria della sovranità nel rispetto dei principi del federalismo e dell’autonomia.

Di fronte al modello di Parlamento proposto – continua Ria – i Comuni e le Province ritengono comunque necessario rafforzare e riequilibrare il sistema dei raccordi istituzionali, prevedendo una Commissione federale delle autonomie nel Senato rinnovato composta dai rappresentanti delle autonomie territoriali e il riconoscimento  costituzionale della Conferenza unificata, nonché rafforzando il ruolo dei Consigli regionali delle autonomie locali. Deve inoltre essere riconosciuto ai Comuni e alle Province il diritto di accesso alla Corte costituzionale contro le leggi che ledano la loro autonomia costituzionale.

Il testo su Roma capitale  – conclude Ria – è confuso e rappresenta un evidente errore in quanto non è compito della Regione Lazio definire lo spazio di governo proprio della Città di Roma come capitale della Repubblica”.

Roma 30 giugno 2004

Comunicato congiunto Anci, Upi Uncem, Conferenza Presidenti Regioni

                                               COMUNICATO CONGIUNTO

ANCI, UPI, UNCEM E CONFERENZA DEI PRESIDENTI DELLE GIUNTE REGIONALI

Comuni, Regioni, Province e Comunità montane ritengono necessario un incontro immediato con il Governo sulla manovra di contenimento del deficit e sul Documento di Programmazione Economica e finanziaria 2005-2008.

Ritengono che le eventuali manovre correttive del deficit tendenziale del 2004 – necessario per rispettare i parametri del patto di stabilità europeo – non devono penalizzare i bilanci delle autonomie territoriali già fortemente colpiti dalle leggi finanziarie degli ultimi anni.

Manifestano grande allarme per l’insostenibilità della situazione finanziaria del servizio sanitario nazionale e del trasporto pubblico locale.

Auspicano che il DPEF sia il frutto di una concertazione istituzionale ampia ed aperta che individui nella crescita, nella stabilità e nello sviluppo i criteri portanti della programmazione economica dei prossimi anni.

A tal fine ritengono necessario escludere le spese per investimento dal calcolo del patto di stabilità per evitare un onere ingestibile per i comuni e le province che non riuscirebbero a rispettare il patto con evidenti contraccolpi sull’economia nazionale. Allo stesso modo le regioni richiamano l’attenzione sull’art. 3 della finanziaria 2004 che rischia di produrre gli stessi effetti sugli investimenti regionali.

Invitano il Governo a prendere atto e riconoscere con i fatti il valore del sistema delle istituzioni locali e delle regioni ed il contributo che esse possono dare allo sviluppo del paese. Per questo ripropongono al Governo un patto fra le istituzioni che veda nelle autonomie e nelle regioni il perno su cui investire per una ripresa effettiva ed immediata dell’economia nazionale, in piena attuazione della carta costituzionale e del federalismo fiscale.

Roma, 1 luglio 2004

RIFORME COSTITUZIONALI

Il Documento conferma il giudizio negativo di Anci e Upi sul disegno di riforma costituzionale AC4862 e ribadisce la necessità di dare immediata attuazione alle attuali disposizioni costituzionali sull’istituzione della Commissione bicamerale per le questioni regionali e sul federalismo fiscale .

Nel merito del disegno di legge viene criticata la disposizione sul Senato poiché non introduce nell’ordinamento un Senato veramente federale, una Camera rappresentativa delle Regioni, delle Province e dei Comuni, che permettadi individuare all’interno del Parlamento una sede unitaria in cui i diversi soggetti costitutivi della Repubblica possano trovare una più profonda ricomposizione unitaria della sovranità nel rispetto dei principi del federalismo e dell’autonomia.

Di fronte al modello di Parlamento proposto i Comuni e le Province ritengono comunque necessario rafforzare e riequilibrare il sistema dei raccordi istituzionali, prevedendo una Commissione federale delle autonomie nel Senato rinnovato composta dai rappresentanti delle autonomie territoriali e il riconoscimento  costituzionale della Conferenza unificata, nonché rafforzando il ruolo dei Consigli regionali delle autonomie locali. Deve inoltre essere riconosciuto ai Comuni e alle Province il diritto di accesso alla Corte costituzionale contro le leggi che ledano la loro autonomia costituzionale.

Cfr. anche il Comunicato stampa del Presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Lorenzo Ria

 

 

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Domenici e Ria: “E ora Giunte al femminile”

COMUNICATO STAMPA

Dopo l’importante risultato elettorale ottenuto alle recenti elezioni europee ed amministrative delle candidate donne che finalmente vede una presenza femminile significativa nel Parlamento Europeo ed in numerosissimi consigli comunali e provinciali nonché Sindaci e Presidenti di Provincia, è necessario ora fare un ulteriore passo per non disperdere questo patrimonio. Sentiamo quindi di poter rivolgere un invito perché le nuove giunte che si stanno formando e che si completeranno anche dopo i ballottaggi, vedano una significativa presenza di assessori donna. Questo l’invito rivolto dal Presidente dell’Associazione dei Comuni (ANCI), Leonardo Domenici e dal Presidente dell’Unione delle Province (UPI), Lorenzo Ria ai colleghi Sindaci ed amministratori locali, richiamandoli al forte impegno profuso in questi anni dalle due Associazioni per raggiungere un importante traguardo, quello cioè di una paritaria presenza nelle Istituzioni.

Ria: dal voto un governo locale rafforzato

                                    COMUNICATO STAMPA

                        Ria: dal voto un governo locale rafforzato.
                  Ora il rilancio della concertazione con l’Esecutivo


“ Con i ballottaggi del 26 e 27 giugno si è conclusa la tornata di elezioni dei Presidenti e dei Consigli provinciali, che ha coinvolto 63 Province su 100.
Dal voto – dice il presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Lorenzo Ria – emerge un quadro consolidato e rafforzato delle Province, quali istituzioni di governo che sono e nei prossimi anni saranno ancor più il naturale riferimento istituzionale per i cittadini e per le imprese rispetto alle politiche di area vasta e di sviluppo del territorio.
Ci auguriamo, ora, che questo nuovo quadro istituzionale porti anche al rilancio della concertazione tra le Autonomie locali ed il Governo nel momento stesso in cui saranno affrontati, nei prossimi giorni, temi importanti come le Riforme costituzionali e il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria”.

Roma 28 giugno 2004

CIRCOLARE RGS

PERSONALE DIPENDENTE – IN SCADENZA I TERMINI PER L’INVIO DEI DATI SU ORGANICO E SPESA

Si segnala alle Province che scadono a breve i termini per l’invio dei dati di organico e di spesa del personale dipendente, secondo le disposizioni previste dal titolo V del decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165 sulla base dei modelli e delle indicazioni fornite dal Ministero dell’Economia – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, con la circolare n. 7 del 29 marzo 2004.

 

CENSIMENTO PERSONALE ENTI LOCALI

Il Ministero dell’Interno ha inviato una circolare con la quale si richiede alle amministrazioni locali di trasmettere per via telematica al Ministero i dati necessari per l’aggiornamento al 1° gennaio del 2004 del censimento generale del personale degli Enti locali.

 

 

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Gestione dei rifiuti

Nel nostro Paese il settore dei rifiuti urbani sta vivendo una fase di trasformazione strutturale; le modifiche del quadro normativo in materia ambientale e le innovazioni della disciplina delle forme di gestione dei servizi pubblici locali hanno senz’altro dato un’importante spinta al riassetto, creando le premesse per uno sviluppo in senso moderno di una politica integrata dei rifiuti, in linea con le direttive europee in materia.

La realizzazione degli Ambiti Territoriali Ottimali per la gestione dei rifiuti urbani, previsti e disciplinati dalla legislazione di settore, si pone come momento centrale per coniugare l’ottimizzazione qualitativa del processo con la modernizzazione dell’intero comparto. Sviluppo che non può e non deve essere solo dimensionale, ma che deve seguire anche logiche che favoriscano la qualità, la specializzazione di impresa e il confronto concorrenziale, premiando l’economicità, l’efficacia e l’efficienza gestionale degli operatori.

Il rapporto Fise Assombiente fornisce un quadro complessivo dell’evoluzione della gestione dei rifiuti in Italia.

Cfr. il Rapporto pubblicato sul sito dell’Osservatorio rifiuti della Provioncia di Teramo

 


 

 

Intervista del Presidente della Camera dei Deputati

                                     COMUNICATO STAMPA

PROVINCE ESSENZIALI  IN UN FEDERALISMO SOLIDALE
Intervista  del Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini a Le Province 



 “In un Paese di forti tradizioni locali è essenziale la funzione di un ente intermedio come la Provincia.” Lo afferma il Presidente della Camera dei Deputati Pier Ferdinando Casini in una lunga intervista rilasciata a Le Province, la rivista nazionale dell’Unione delle Province d’Italia. Un ritratto inedito, quello che offre il Presidente Casini, in un racconto che ripercorre, con nostalgia, la propria iniziazione politica legata- il padre Tommaso è stato consigliere provinciale per più di 25 anni a Bologna- proprio alla Provincia. “La dimensione provinciale- dice inoltre il presidente della Camera- è profondamente radicata nella percezione collettiva dei cittadini e nella tradizione civica italiana. La Provincia è l’Ente che associa le città ai paesi e alle campagne e li collega alle dimensioni più ampie delle Regioni e dello Stato. Per questo il nostro federalismo non può essere a due livelli ma, dovrà integrare diversi spazi di autonomia”. La provincia inoltre è per Casini “la dimensione nella quale si cominciano ad avvertire in modo consapevole le differenze tra il nostro ambiente di origine e quello circostante ed insieme la continuità che li lega. E questo, in termini politici, non è altro che l’avvio di una educazione alla democrazia, non astratta, che parte dalla conoscenza del rispetto del territorio e delle diverse comunità che lo abitano”.


FEDERALISMO: PROVINCE PROTAGONISTE
Assumono grande rilevanza, in questo momento – dice Ria- le parole
del Presidente Pier Ferdinando Casini”


“Nel momento in cui il federalismo è al primo posto della agenda politica- dichiara Lorenzo Ria, presidente dell’Unione delle Province d’Italia- assume grande rilevanza quanto ribadito dal presidente della Camera dei Deputati Pier Ferdinando Casini in una intervista rilasciata alla rivista nazionale dell’Upi, Le Province. “Casini- sottolinea Ria- riafferma la funzione essenziale assunta nel nostro ordinamento da un Ente intermedio come  la Provincia” “La dimensione provinciale – come  ha sottolineato il Presidente della Camera dei Deputati- è profondamente radicata nella percezione collettiva dei cittadini e nella tradizione civica italiana” Nel momento che l’esame delle Riforme riprende alla Camera, dice il presidente Ria “importante è l’affermazione della centralità di Province e Comuni che nel passaggio al Senato erano stati sottovalutati e mortificati nel loro ruolo istituzionale e quali enti primari  nel rapporto con i cittadini

Anci ed Upi: Paradossale non ascolatare le Autonomie

DOMENICI E RIA SCRIVONO A PRESIDENTE COMMISSIONE BRUNO
 
 
 
Leonardo Domenici, presidente dell’ Anci, l’Associazione dei comuni italiani, e Lorenzo Ria, presidente dell’Upi, l’Unione delle province d’Italia, hanno inviato al Presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati, Donato Bruno, una lettera in cui chiedono che i Comuni e le Province siano al più presto ascoltate riguardo al disegno di legge di riforma costituzionale.

Sembrerebbe, infatti, che conclusasi l’indagine conoscitiva, nel corso della quale sono stati ascoltati una trentina di docenti universitari e che ha impegnato la Commissione per circa due mesi – rendono noto Anci e Upi – la Commissione non abbia previsto le ordinarie audizioni, decidendo di avviare l’esame in sede referente e fissando per il 29 giugno la data di scadenza per la presentazione degli emendamenti. Domenici e Ria manifestano “sconcerto e sbigottimento” rispetto all’orientamento che sembra profilarsi.

“Con il massimo rispetto per la scienza e per la dottrina, a cui è stato riservato ampio spazio, ma che non è portatrice di alcun interesse generale, si è deciso, così pare – afferma Domenici – di non sentire la voce e le proposte delle Autonomie territoriali, Comuni, Città metropolitane, Province e Regioni, segmenti costitutivi della nostra Repubblica, su un provvedimento normativo che innova le regole che scandiscono la convivenza civile e politica , e che una parte della maggioranza qualifica come ‘federalismo’. Siamo oltre il paradosso: non si sente la necessità di ascoltare proprio coloro che dovrebbero essere gli attori e i soggetti principali del disegno federale, che si sostiene di voler realizzare. Da tempo e quasi ossessivamente – conclude Domenici – chiedo che si presti adeguata attenzione al progressivo deterioramento della concertazione e del dialogo fra le istituzioni, a tutti i livelli, nel rapporto con il Governo, ed oggi in termini ancor più gravi, nel rapporto con il Parlamento. La notizia di oggi, purtroppo, rappresenta l’ennesima conferma della mia preoccupazione. Preoccupazione che, vedo, viene espressa anche da altri soggetti della vita pubblica, come il presidente di Confindustria Montezemolo il quale incita a recuperare e a rinnovare un metodo di governo improntato al confronto e al dialogo”.

Il presidente dell’Upi punta il dito verso le Regioni. “Mi aspetto – afferma – una reazione altrettanto forte e risoluta da parte delle Regioni, che peraltro si erano formalmente impegnate a presentarsi in audizione insieme a noi, considerando quest’ultima del tutto scontata ed ovvia; purtroppo sembra non sia così. Valuteremo – conclude Ria – quali iniziative assumere per esprimere il nostro dissenso e la nostra ferma opposizione su quanto sta avvenendo”.

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