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Per il Presidente della Lombardia garanzie insufficienti

Presidente, qualche settimana fa ha usato toni accesi per definire la riforma disegnata dai “saggi”, cosa sta succedendo?

È un momento decisivo e non possiamo trincerarci dietro il politically correct. Vogliamo e dobbiamo dare uno sbocco alla crisi istituzionale che ormai da troppo tempo blocca il nostro Paese. Da dieci anni si dice che il centralismo è superato e che bisogna andare verso un sistema federalista autentico. E allora il confronto con il Governo deve essere un confronto vero, deve entrare nella sostanza delle cose.

Cioè?

Il Governo ha presentato una proposta che contiene molti aspetti positivi: dalla devoluzione al superamento del bicameralismo perfetto, alla riduzione del numero dei parlamentari. Ma le garanzie per il federalismo non sono sufficienti e quindi su questo punto abbiamo il dovere della verità, anche se è scomoda.

In concreto come vede il nuovo Senato federale?

La soluzione ideale è quella che ricalca il Bundesrat tedesco, ovvero la presenza nel Senato federale degli esecutivi dei Governi regionali. C’è un’opzione minima di compromesso, cioè che il Senato sia eletto in concomitanza con le elezioni regionali, e se un consiglio si scioglie deve decadere anche la rappresentanza di quella Regione in Senato.
Dunque l’istituzione del Senato federale deve essere disciplinata secondo questi principi:

a)  la contestualità dell’elezione con quella del Presidente della Regione e del Consiglio regionale (n.b.: visto l’attuale disallineamento temporale delle scadenze di rinnovo fra i Consigli regionali e dei Consigli regionali rispetto a quelle di Camera e Senato, va prevista e regolamentata una fase transitoria);
b) il collegamento delle liste dei candidati senatori con un candidato-Presidente di Regione;
c) la decadenza dei Senatori eletti in una Regione in caso di decadenza del Presidente o di scioglimento del Consiglio regionale;
d) l’elezione di un numero di Senatori collegati ad un candidato Presidente in percentuale omogenea a quella di Consiglieri regionali eletti in collegamento con lo stesso Presidente
e) la legge elettorale dovrà garantire le minoranze;
f) l’assegnazione del numero di seggi senatoriali a ciascuna Regione in base ai seguenti criteri:
i) un seggio alla Valle d’Aosta;
ii) nessuna Regione può avere un numero di Senatori inferiore a tre;
iii) i rimanenti seggi vengono ripartiti in proporzione alla popolazione delle Regioni, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.

Perché il Senato ipotizzato non può essere definito federale?

Perché le elezioni avvengono ancora su liste di partiti nazionali e perché non c’è nessun collegamento con i Governi locali tranne l’obbligo per i candidati di essere stati precedentemente consiglieri comunali o regionali. È davvero un vincolo troppo blando.

Presidente si è anche messa in discussione Roma capitale, qual è il suo pensiero?


La capitale dell’Italia è Roma e non c’è discussione su questo.
Non solo. Vorrei anche chiarire che il tema di Roma capitale e’ stato discusso, molto
brevemente, tra i presidenti di Regione già mesi fa, quando per la prima volta si toccò il tema della nuova Costituzione, ed esiste un consenso unanime, non revocabile e indubbio da parte dei Presidenti di Regione.

 

Per il Presidente dell’Emilia Romagna è mancato il confronto

“Dopo tanto parlare di riforme siamo ancora fermi alla mancata attuazione della riforma costituzionale uscita dal referendum confermativo del 2001.”

E’ il commento che ci ha rilasciato il Presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, cui abbiamo chiesto un parere sulla proposta del Governo di riforma costituzionale dello Stato.

“In questi due anni e mezzo – ha proseguito Errani –  ci sono stati: la cabina di regia, l’intesa interistituzionale, l’alta commissione, la legge La Loggia, ma tutto ciò è ora azzerato dal nuovo progetto di legge del Governo uscito dal vertice di Lorenzago.

Il progetto nasce come compromesso fra i partiti della maggioranza, senza alcun confronto istituzionale preventivo, con uno spirito di autosufficienza che poco si adatta ad un lavoro di riforma costituzionale e di completamento del disegno federalista.”

 Il Presidente si è poi soffermato sull’analisi di due aspetti della proposta del Governo.

“Le Regioni  – ha detto Errani- hanno subito evidenziato che nella proposta vi è un’idea di Senato che è l’opposto di una  vera camera federale: più controllore che rappresentante dei territori, con responsabilità scarse e in parte ancora sovrapposte all’altro ramo del Parlamento. Non basta ora annunciare un emendamento che renderebbe senatori “di diritto” i presidenti delle Regioni. Io, in particolare, sono dell’opinione che il Senato federale debba vedere la presenza essenziale delle realtà regionali e locali radicate nella storia del nostro Paese. E debba avere competenze specifiche che incidano nei più rilevanti ambiti federali, a cominciare dalle questioni finanziarie e di bilancio. L’introduzione nel pdl della “devolution” – ha poi aggiunto – corrisponde allo scambio politico già denunciato.

La mia opinione è chiara: in questo modo si fa confusione. E si introducono rischi seri per l’eguaglianza di diritti fra i cittadini delle diverse parti del Paese in materia di salute, scuola e sicurezza.

 Penso invece occorra completare la riforma federalista coniugando solidarietà ed autonomia, definendo le regole istituzionale adatte per governare meglio e per andare avanti assieme.”

 

 


 

“Stabilire compiti e ruolo del Senato”

Senatore Bassanini, qual è il suo parere sulla proposta di Senato federale misto, presentata dall’Upi?

“Si tratta a monte di stabilire esattamente  quali sono le funzioni e il ruolo che si vuole attribuire al Senato. Se è un vero Senato federale, che rappresenta il momento nel quale si ha una rappresentanza del territorio, che incide su tutte le  decisioni che hanno rilevante impatto sul territorio, allora bisogna trovare il modo con cui si collega alle comunità territoriali. Una composizione mista può essere una soluzione a questo problema. Bisogna anche tener conto che è un Senato che avrà funzioni e compiti quantitativamente rilevanti: non si può pensare che funzioni come il Bundesrat, con sessioni molto brevi e relativamente concentrate.
Io sono poi convinto che questo tipo di Senato non assorbirà , se non molto parzialmente, le funzioni che attualmente sono svolte dalla Conferenza Unificata. La Conferenza Unificata continua ad essere utile, anzi necessaria per la concertazione tra Governo centrale e governi regionali, comunali e provinciali, per quanto riguarda tutta una serie di decisioni che non attengono alla legislazione in senso proprio, ma che attengono all’amministrazione, al governo, all’impiego delle risorse.”

“Accesso alla Corte anche per le autonomie”

Il Senatore Francesco D’Onofrio è uno dei quattro “saggi” chiamati dal Governo a disegnare la proposta di riforma della Costituzione, cui si deve la cosiddetta bozza di Lorenzago, elaborata la scorsa estate e fatta propria dal Governo in autunno.

D’Onofrio è anche relatore in Senato della proposta di legge costituzionale.
A lui abbiamo chiesto un parere sulla proposta di Senato federale misto, con la rappresentanza di Province e Comuni.

“Ci è stato prospettato, per la prima volta in modo ufficiale – ha risposto – una idea di Senato non federale, ma di Senato della Repubblica. Perché il Senato federale, come noi abbiamo ritenuto di fare nella proposta dei cosiddetti “saggi” Lorenzago che il Governo ha fatto propria, si occupa di legislazione e quindi ha a che fare al massimo con le Regioni e con i soggetti legislativi. Però dobbiamo avere presente che con la riforma costituzionale del Titolo V, varato la scorsa legislatura, la Repubblica si compone di Regioni, Province, Comuni, città metropolitane e Stato. Quindi, se andiamo verso l’idea del Senato della Repubblica, dobbiamo avere un Senato a composizione mista, territoriale delle autonomie e non soltanto legislativa. Questo è un punto chiave: mi fa piacere che sia emersa con molta precisione questa alternativa radicale tra Senato federale, che rappresenta i territori e si occupa di legislazione, rispetto al Senato della Repubblica che è rappresentativo di territori  e di autonomie.”


Qual è, invece, il suo parere in merito alla richiesta di accesso degli Enti locali alla Corte Costituzionale?

“Mentre per quanto riguarda la composizione del Senato ritengo sia molto importante ma complicato ragionare in termini di Senato della Repubblica, credo che sarà molto più semplice considerare la difesa delle autonomie locali, Comuni e Province in particolare,  davanti alla Corte Costituzionale. Quantomeno a tutela delle loro funzioni costituzionalmente garantite, che, in base al nuovo principio del  114, sono loro proprie e non sono soltanto delegate dallo Stato o dalle Regioni.”

 

Conferenza Unificata 9 settembre 2003

Ordine del giorno

Conferenza Unificata del 9 settembre 2003

Roma, Sala Verde di Palazzo Chigi

 

1) Schema di regolamento concernente disposizioni per la diffusione e uso della carta nazionale dei servizi. (INNOVAZIONE E TECNOLOGIE). Parere ai sensi dell’articolo 9, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

Parere favorevole ed esito favorevole

2) Schema di accordo recante modalità di monitoraggio dei finanziamenti accordati dallo Stato alle Regioni a statuto ordinario nonché alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano per investimenti nel settore del trasporto pubblico locale. (INFRASTRUTTURE E TRASPORTI). Accordo ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

Parere favorevole ed esito favorevole

Cfr. Accordo

3) Schema di decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali concernente la proposta di ripartizione tra le Regioni e le Province dello stanziamento di 51.645.690 euro relative all’annualità 2003 per il potenziamento dei Servizi all’impiego, di cui all’articolo 41, comma 5, della legge 27 dicembre 2002, n. 289. (LAVORO E POLITICHE SOCIALI). Parere ai sensi dell’articolo 9, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

Parere favorevole ed esito favorevole

Per ulteriori informazioni cfr. il sito della Conferenza unificata

Conferenza unificata 23 settembre 2003

Ordine del giorno

Conferenza Unificata del 23 settembre 2003

Roma, Sala riunioni di Via della Stamperia 8

 

1) Approvazione del verbale della seduta del 24 luglio 2003.

2) Disegno di legge Costituzionale recante modificazioni degli articoli 55, 56, 57, 58, 59, 60, 64, 65, 67, 69, 70, 71, 72, 80, 81, 83, 85, 86, 87, 88, 89, 91, 92, 93, 94, 95, 96, 104, 114, 116, 117, 126, 127, 135 e 138 della Costituzione. Parere ai sensi degli articoli 2, comma 3, e 9, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

Le Regioni e gli Enti locali criticano il metodo utilizzato nella predisposizione del disegno di legge e chiedono che vi sia un incontro con il Presidente del Consiglio dei Ministri per riaprire un confronto nel merito.

3) Schema di decreto legislativo recante recepimento della direttiva 2001/77/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 settembre 2001 sulla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità, predisposto su proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro delle attività produttive. (POLITICHE COMUNITARIE). Parere ai sensi dell’articolo 9, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

Parere favorevole con emendamentio proposti dalle Regioni

4) Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento concernente disposizioni per il contenimento e la prevenzione dell’inquinamento acustico avente origine dal traffico veicolare, predisposto su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, di concerto con i Ministri della salute e delle infrastrutture e dei trasporti, in esecuzione dell’art. 11 della legge 26 ottobre 1995, n. 447. (AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO). Parere ai sensi dell’articolo 9, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

Rinvio

5) Richiesta di intesa con la Conferenza Stato-Regioni e la Conferenza Stato-città ed autonomie locali in ordine alla designazione degli esperti per la certificazione dei costi contrattuali relativi alla seguente ipotesi di contratto:  – ipotesi di CCNL per il personale non dirigente del comparto Regioni e Autonomie locali per il quadriennio normativo 2002-2005 e il I biennio economico 2002-2003. (FUNZIONE PUBBLICA). Intesa ai sensi dell’articolo 47, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

Sancita l’intesa

6) Schema di decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e finanze, recante ripartizione delle risorse finanziarie per l’anno 2003 destinate al Fondo per gli asili nido, di cui all’articolo 70 della legge 28 dicembre 2001, n.448. (LAVORO E POLITICHE SOCIALI). Parere ai sensi dell’articolo 70, comma 3 della legge 28 dicembre 2001, n.448.

Parere favorevole

Cfr. per ulteriori approfondimenti il sito della Conferenza unificata

Aggiornamento lavori parlamentari al 13/12/03

MONITORAGGIO ATTIVITA’ PARLAMENTARE


AFFARI COSTITUZIONALI

Senato/commissione – Ddlc 2544 – Riforma costituzione: votazioni (11.12.2003)
Iter: S2544 e abb. – Riforma costituzione: all’11.12.2003 in esame in commissione Affari Costituzionali del Senato, sede referente, relatore D’Onofrio (UDC)

Senato/commissione – Ddl 132 e abb. – Mandato Sindaci: tempi d’esame (11.12.2003)
Iter: S132 e abb. – Mandato Sindaci: al 11.12.2003 in esame in Commissione affari costituzionali del Senato sede referente, relatore Falcier (FI)

Senato/commissione – Ddl 2414 – Sottoscrizione liste e candidature: conclusione (4.12.2003)
Iter: C2451/S2414 – Sottoscrizione candidature e liste – Reati elettorali: al 4.12.2003 concluso l’esame in Commissione affari costituzionali del Senato, sede referente, relatore Malan (FI)

Camera/commissione – Ddlc 4307 e abb. – Ambiente e Costituzione: comitato ristretto (10.12.2003)
Iter: S553 e abb/C4307 – Ambiente e Costituzione: al 10.12.2003 in corso d’esame in Commissione affari costituzionali della Camera, sede referente, relatore Schmidt (FI)


BILANCIO – PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

Camera/assemblea – Ddl 4489 – Legge finanziaria 2004: discussione rinviata (11.12.2003)
Iter: S2512/C4489 – Legge finanziaria 2004: al 12.12. 2003  in esame in Assemblea della Camera, relatore di maggioranza Blasi (FI), relatori di minoranza Morgando (Marghu) e Russo Spena (RC)



Camera/assemblea – Ddl 4490 e abb. – Bilancio 2004-2006:relazione
Iter: S2513/C4490: Legge di bilancio 2004-2006: al 12.12.2003  in esame in Assemblea della Camera, relatore Alberto Giorgetti (AN), relatore di minoranza Mariotti (DSU)


AFFARI ESTERI E COMUNITARI

Camera/commissione – Ddl 2381-B – Ratifica protocolli tutela delle Alpi: esame in ambiente (11.12.2003)
Iter: C2381-B/S1842 e abb. – Ratifica protocolli tutela delle Alpi: al 4.12.2003 in corso d’esame presso la Commissione affari esteri della Camera, sede referente, relatore Landi di Chiavenna (AN)

Senato/commissione – Ddl 2386 – Modifiche legge n. 86/89 “La Pergola”: nuove considerazioni (4.12.2003)
Iter: C3123/S2386 – Modifiche legge n. 86/89 “La Pergola”: al 4.12.2003 in corso di esame presso la Commissione affari costituzionali del Senato, relatore Basile (FI)


LAVORO – PREVIDENZA SOCIALE

Camera/commissione – D.l. n. 328/2003 – Ammortizzatori sociali e formazione: modifiche (10.12.2003)
Iter: C4515 – ddl conversione d.l. 328/03 – Ammortizzatori sociali e formazione: al 10.12.2003 in esame in Commissione lavoro della Camera, sede referente, relatore Gazzara (FI)


Senato/commissione – Ddl 2058 – “Collegato” in materia previdenziale: termine emendamenti (11.12.2003)
Iter: C2145/S2058 –“Collegato” in materia previdenziale: all’11.12.2003 in corso d’esame presso la Commissione lavoro del Senato, relatore Morra (FI)


AMBIENTE

Senato/commissione – Ddl 1753 B – Riordino legislazione ambientale: discussione emendamenti (3.12.2003)
Iter: C1798-B/S1753-B- Riordino legislazione ambientale: al 3.12.2003 in esame in Commissione ambiente del Senato, sede referente, relatore Specchia (AN)

Senato/commissione – D.l. n. 314/03 – Rifiuti radioattivi: respinte pregiudiziali (11.12.2003)
Iter: C4493/S2624 – ddl conversione d.l. 314/03 – Rifiuti radioattivi: al 9.12.2003 assegnato alla Commissione ambiente del Senato, sede referente, relatore Bergamo (UDC).

LAVORI PUBBLICI – TRASPORTI

Senato/commissione .Ddl 2582 – Finanziamento opere viarie: sì definitivo (3.12.2003)
Iter: C3606 e abb/S2582 – Finanziamento opere viarie: al 4.12.2003 concluso l’esame presso la Commissione lavori pubblici del Senato, sede deliberante, relatore Chirilli (FI), da pubblicare in GU


CULTURA

Camera/commissione – Scuola dell’infanzia e primo ciclo: esame (3.12.2003)
Iter: Schema dlg Scuola dell’infanzia e primo ciclo (Legge n. 53 del 2003): al 3.12.2003 in esame in Commissione cultura della Camera, relatore Napoli (AN)


Senato/commissione – Codice beni culturali-paesaggistici: lamentata assenza del governo (10.12.2003)
Iter: S.dlg Codice beni culturali e paesaggistici (attuazione lex n. 352/1997): al 10.12.2003 in corso d’esame presso la Commissione istruzione del Senato, relatore Asciutti (FI)

 

TELECOMUNICAZIONI

Senato/commissione – Ddl 2546 e abb. – Disabili e strumenti informatici: esame (10.12.2003)
Iter: C3978 e abb/S2546 e abb. – Disabili e strumenti informatici: al 10.12.2003 in corso d’esame presso la Commissione lavori pubblici del Senato, sede deliberante, relatore Pasinato (FI)


Ultimo aggiornamento: 13.12.2003

 

Per ulteriori informazioni contattare [email protected]

oppure consultare i seguenti siti:


www.camera.it

www.senato.it

www.westminster.it

Interviste ai Presidenti Ria, Colli, Moffa e Bresso

Un servizio speciale di Parlamento In, il programma di approfondimento politico in onda su Rete 4, sarà dedicato all’Assemblea Generale delle Province Italiane.

Il servizio, che andrà in onda su Rete 4 sabato 13 dicembre intorno alle ore 23,00, e in replica su Canale 5 domenica 14, dopo il Tg della notte, riporta le interviste del Presidente dell’Upi e Presidente della Provincia di Lecce, Lorenzo Ria, della Presidente della Provincia di Milano, Ombretta Colli, del Vicepresidente dell’Upi e consigliere della Provincia di Roma, Silvano Moffa, della Presidente della Provincia di Torino, Mercedes Bresso.

Il Governo rispetti gli impegni

L’ incremento, anche per le Province, dei trasferimenti derivanti dall’ applicazione del tasso di inflazione programmata; allentamento dei vincoli del patto di stabilità interno relativamente ai contributi finalizzati; deroga al blocco delle assunzioni del personale di vigilanza provinciale.


“Impegni – dichiara il Presidente dell’Upi Lorenzo Ria – che il Governo aveva preso nella scorsa riunione della Conferenza Unificata, e che sono rimasti disattesi dopo l’approvazione della finanziaria in commissione bilancio.

Ci aspettiamo – prosegue Ria – che il Governo, impegnato in queste ore nella definizione dei maxi emendamenti su cui porre la fiducia, recuperi questa gravissima mancanza. 

 D’ altronde – conclude Ria – lo stesso relatore Blasi, nella discussione in aula, ha sottolineato la necessità di valutare se apportare correzioni con particolare riferimento alle esigenze delle Province. Chiediamo di trasformare le parole in fatti.

L’intervista al Ministro per gli Affari Regionali, Enrico La Loggia.

Signor Ministro, le Province hanno definito quella del Governo una riforma centralista. Come risponde?

Il progetto di riforme varato all’unanimità dal Governo rappresenta il primo tentativo serio di modificare complessivamente ed in profondità un assetto costituzionale che incominciava a mostrare evidenti caratteristiche di farraginosità e lentezza. Quante volte tutti, indistintamente, ci lamentiamo del fatto che, ad esempio, le Camere hanno eguali competenze e poteri, con una conseguente duplicazione del lavoro? Quante volte scontiamo le difficoltà derivanti dal fatto che il Governo, ed in particolare il Presidente del Consiglio, non hanno un’adeguata capacità di rispondere prontamente alle esigenze della società perché l’esecutivo non ha gli strumenti adatti per corrispondere a questa esigenza? Quante volte, infine, ascoltiamo le lamentele dei cittadini perché non riescono a capire quale sia il giusto interlocutore al quale rivolgersi per il riconoscimento di un diritto o il soddisfacimento di un’esigenza? Ecco, con queste riforme cercheremo di dare risposte a queste domande. E lo faremo in una logica che è tutt’altro che centralista, ma al contrario di corresponsabilizzazione di tutti i livelli istituzionali della Repubblica nelle scelte che riguardano i cittadini.
 
Le Province hanno presentato alcune proposte, come l’istituzione di un Senato federale misto e l’accesso diretto degli Enti locali alla Corte costituzionale. Perché non sono state accolte dal Governo? Come le giudica lei?

Il Governo aveva l’esigenza di varare il disegno di legge ed avviare il suo iter parlamentare al fine di poter vedere in vigore la riforma costituzionale entro la fine della Legislatura, come ci siamo impegnati a fare. Ogni ulteriore ritardo, in questa fase, avrebbe compromesso tutto il percorso. Detto questo, e proprio perché il suddetto percorso è abbastanza lungo, ritengo che ci sia tutto il tempo per aggiustamenti e miglioramenti del disegno di legge, che non riteniamo affatto blindato. E non è da escludere che qualche modifica possa riguardare la composizione del Senato federale e della Corte costituzionale. L’importante è che l’impianto complessivo del progetto di riforma non venga intaccato.
 
Il metodo della concertazione è uno strumento ancora valido? Non Le sembra che al dialogo fra le Istituzioni su temi così importanti, come la riforma costituzionale e la lege finanziaria, sia stato assegnato un ruolo decisamente marginale?

Non mi pare che le cose stiano così. Al contrario, il confronto fra Governo, Regioni ed Istituzioni locali su questi argomenti è sempre aperto, nello spirito dell’Intesa interistituzionale sottoscritta a Palazzo Chigi nel giugno dello scorso anno. Sulla riforma costituzionale ho già espresso il mio pensiero. Per quanto riguarda la Finanziaria, il Ministro Tremonti – pur nelle difficoltà complessive derivanti da una contingenza economica non fra le più favorevoli a livello internazionale – ha già accolto alcune indicazioni provenienti dal sistema delle Autonomie e non è da escludere che ulteriori suggerimenti possano essere fatti propri dal Governo di qui all’approvazione definitiva della legge.
 
 

EMENDAMENTI UPI AL DISEGNO DI LEGGE FINANZIARIA 2004

EMENDAMENTI MINIMI SU

DISEGNO DI LEGGE FINANZIARIA 2004 (AC 4489)

“DISPOSIZIONI PER LA FORMAZIONE DEL BILANCIO ANNUALE E PLURIENNALE DELLO STATO

 


1. PATTO DI STABILITA’

Il disegno di legge non interviene sulle norme relative al patto di stabilità interno già previste dalla legge finanziaria 2003, il cui meccanismo viene così confermato.
Le proposte di modifica che  Anci e Upi hanno formulato in più occasioni al Governo, erano dirette ad attenuare l’impatto finanziario del patto sugli enti locali. Allo stesso tempo evidenziavano una situazione di forte sofferenza di Comuni e Province rispetto agli obiettivi previsti per il  2003 anche alla luce delle sanzioni già previste dalla finanziaria vigente che comportano, in caso di sforamento, un “commissariamento” degli enti. Va infatti sottolineato che già molti enti hanno fatto presente le reali possibilità di essere fuori, già da quest’anno, dai vincoli imposti, con l’ovvia conseguenza di subire le sanzioni previste (riduzione del 10% della spesa per acquisto di beni e servizi, blocco totale delle assunzioni e impossibilità di indebitamento per investimenti), cosa che condurrà inevitabilmente a non poter rientrare nei limiti neanche per il 2004, nonostante la possibilità prevista all’art.10, co.5 del disegno di legge finanziaria, che consente agli enti locali di non calcolare i maggiori oneri di personale derivante dal rinnovo contrattuale del biennio 2002-2003 (5,66%).

È necessario, fin dal 2003, consentire l’esclusione delle spese sostenute a fronte di contributi finalizzati ricevuti da altri enti assoggettati al patto; è altresì necessario eliminare anche la sanzione relativa alla limitazione della spesa del 10% per beni e servizi e al ricorso all’indebitamento per investimento. Ciò anche in vista dei meccanismi previsti a partire dal 2005, che innovando il novero delle voci da includere, introduce anche le spese per investimento, determinando inevitabilmente una contrazione delle stesse.

Emendamenti specifici

All’art. 29, comma 5, lett.d) della legge n.289/02
– Dopo le parole dall’Unione Europea aggiungere le parole “e dagli altri enti che partecipano al patto di stabilità interno

– Al comma 15 sopprimere cancellare dalle parole “a qualsiasi titolo ” fino alla fine del comma.
 

2. TAGLIO DEI TRASFERIMENTI E RECUPERO TASSO DI INFLAZIONE

Il disegno di legge finanziaria per il 2004 non innova il contenuto dell’art. 24, comma 9, della legge finanziaria 2002 n. 448/01, che taglia i trasferimenti erariali del 3%. Non vi era peraltro traccia dell’incremento degli stessi del tasso di inflazione programmata
Successivamente, gli emendamenti approvati in Commissione Bilancio Camera, relativamente allo stanziamento di 180 milioni di euro, a fronte del recupero dell’inflazione vengono destinati solo ai comuni, prescindendo e modificando la normativa in vigore che prevede una distribuzione a tutti gli enti locali e non solo ai comuni. Si ritiene inaccettabile una simile previsione , e si chiede che vengano incluse anche le Province tra i destinatari dell’incremento di risorse.

Riformulazione comma 1 emendamento 10.0206

“1. I trasferimenti erariali per l’anno 2004 di ogni singolo ente locale sono determinati in base alle disposizioni recate dall’articolo 31, comma 1, della legge 217 dicembre 2002, n.289. per l’anno 2004, l’incremento delle risorse, pari a 180 milioni di euro, derivante dall’applicazione del tasso programmato di inflazione alla base di calcolo definita dall’articolo 49, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n.449, è distribuito secondo i criteri e per le finalità di cui all’art. 31, comma 11, della legge 23 dicembre 1998, n.448.”

 

3. REGIME DELLE ASSUNZIONI E POLIZIA PROVINCIALE

L’art. 15 del disegno di legge finanziaria conferma sostanzialmente regime delle assunzioni già previsto per il 2003, ivi compreso il blocco totale per gli enti non virtuosi nell’anno 2003.

È necessario che tale divieto cada per il 2004, perché non mette gli enti  nelle condizioni di poter operare in maniera efficace e funzionale, ciò anche in virtù della loro autonomia finanziaria e organizzativa.

Emendamento specifico

All’art. 15 del disegno di legge, sopprimere il comma 6 .

In subordine va riconosciuta la possibilità di derogare ai limiti suddetti per il personale dei corpi e dei servizi dei polizia locale, in virtù delle accresciute funzioni e competenze provinciali in materia di viabilità e sicurezza stradale.

Emendamento specifico

All’art. 15 del disegno di legge, al comma 6, dopo le parole “del servizio sanitario nazionale” inserire le parole “e dei corpi di polizia locale “,



4. POTENZIAMENTO CENTRI PER L’IMPIEGO

Il disegno di legge finanziaria per il 2004 non contiene misure ad hoc per il potenziamento dei centri per l’impiego. Giova ricordare che, a decorrere dall’anno 2001, sono stati stanziati annualmente 51 milioni di euro: appare ora quanto mai opportuno, proprio in virtù della liberalizzazione del mercato del lavoro operata dalla c.d. “riforma Biagi”, sostenere e contribuire alla implementazione dei centri per l’impiego provinciali.

Emendamento specifico

2.2.3.3 Cap. 4171 – Occupazione  51 milioni  per anno  2004


5. PIANO STRAORDINARIO PER LA MESSA IN SICUREZZA DEGLI EDIFICI SCOLASTICI

L’art. 18, comma 4 stanzia per il piano straordinario di messa in sicurezza degli edifici scolastici, già previsto dal comma 21, art. 80 della legge finanziaria 2003, come parte integrante del  programma di infrastrutture strategiche, un importo non inferiore al 10% delle risorse stanziate dalla l.n.166/02, recante disposizioni in materia di infrastrutture e trasporti: tale legge ha previsto 193 mil di euro per il 2002, 160 milioni per il 2003 e 109 per il 2004.

Tale stanziamento va sicuramente nella direzione indicata da tempo dall’UPI, relativamente alla situazione di sofferenza di gran parte degli edifici adibiti ad uso scolastico.
Va comunque definito ancora l’ammontare complessivo cui riferire la quota minima del 10%: non è chiaro se si riferisce al triennale stanziato per il 2002-2004 e ai fondi eventualmente non utilizzati, o solo per l’annualità 2004.
Vanno inoltre esplicitate le modalità di riparto di tali risorse: è evidente la necessità di dare priorità alle indicazioni che provengono dagli enti locali e dalle Regioni.


E’ necessario dare chiare indicazioni in ordine allo stanziamento disponibile e alla annualità di riferimento, e va garantita la partecipazione degli enti locali nelle procedure di riparto .



6.PROCEDURA AGEVOLATA RISCOSSIONE CREDITI. ESTENSIONE ALLE PROVINCE

Il d.l. 209/02, convertito con modificazioni nella l.n. 265/2002 prevede la possibilità per i comuni di attivare le procedure privilegiate per il recupero coattivo dei propri crediti.

Si chiede un intervento legislativo che estenda tale possibilità anche alle Province .

Emendamento specifico

All’art.4, co.2 sexies, del d.l.209/02, dopo la parola “comuni” inserire le parole “le province



7. RIMBORSO INTERESSI OBBLIGAZIONI ENTI LOCALI

L’art. 27 della Legge 21.11.2000 –n.342 stabiliva che le ritenute (di cui all’art.1 comma 2 del Dlgs. 1.4.1996 –n.239) sugli interessi delle obbligazioni emesse dagli enti locali, sarebbero affluiti “all’entrata del bilancio dello Stato e il 50 per cento del gettito della medesima imposta che si renderebbe applicabile sull’intero ammontare degli interessi passivi del prestito è di competenza degli enti emittenti. Alla retrocessione agli enti territoriali emittenti i titoli obbligazionari della predetta quota di competenza si provvede mediante utilizzo di parte delle entrate affluite al bilancio dello Stato e riassegnate, con decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, allo stato di previsione del Ministero dell’interno”.

I relativi versamenti non sono mai stati effettuati.

Incremento dei trasferimenti

“E’ inaccettabile che la Commissione Bilancio stravolga la manovra finanziaria, approvando un emendamento che prevede per i soli Comuni, e non anche per le Province, l’incremento dei trasferimenti derivanti dall’applicazione del tasso di inflazione programmata”.

Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Lorenzo Ria, commentando la modifica avvenuta ieri nella Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati, aggiungendo che “E’ un grave errore sia in termini di principio che di merito, perché va contro il rispetto di una norma fino ad oggi vigente, che prevede come destinatario di questo intervento l’intero sistema delle autonomie locali.
Al Governo – ha detto Ria – chiediamo di rispettare gli impegni presi con le Province in sede di Conferenza Unificata, dall’allentamento dei vincoli e delle sanzioni del patto di stabilità interno alla possibilità di assunzioni di personale per le funzioni di polizia provinciale. Al Parlamento, ed in particolare alla Commissione Bilancio della Camera e al relatore Blasi, chiediamo di correggere quanto prima questa gravissima stortura normativa e di modificare l’emendamento sul tasso di inflazione,  riportandolo alla sua versione originale e destinando l’intervento, come norma e buon senso vuole, a tutti gli Enti locali, Comuni e Province”.

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