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Ria: “Il Governo non rispetta i patti sottoscritti nell’Intesa Interistituzionale “

“Il Governo non rispetta il patto che aveva sottoscritto con le istituzioni, e, anzi, pretende di chiudere in tutta fretta la riforma della Costituzione chiedendo a Regioni, Province e Comuni di accettare passivamente un modello imposto dall’alto, elaborato senza la minima concertazione, frutto del lavoro di pochi”.
Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Lorenzo Ria, intervenendo all’incontro con il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ha accettato oggi di ascoltare Regioni ed Enti Locali sul tema della nuova Costituzione del Paese.
“Nel giugno 2002 abbiamo siglato una intesa interistituzionale – prosegue Ria – che, almeno nelle intenzioni, stabiliva che il principio della concertazione fosse il pilastro della futura dialettica sulla riforma dello stato. Un patto che non è stato rispettato.
Si prevedeva  l’integrazione della  Commissione Bicamerale per gli affari regionali con i rappresentanti dei governi del territorio: altro patto non rispettato.
Si stabiliva di arrivare ad una rapida introduzione di elementi di federalismo fiscale. Ma anche questo non è stato rispettato. 
Troppe cose sono state tralasciate, perché ci si possa chiedere, oggi, di acconsentire senza obiezioni e in tempi rapidi, alla proposta del Governo.
Una proposta che, comunque, ci lascia fortemente perplessi nella definizione di alcune delle più importanti novità che intende introdurre.
Il Senato federale, prima di tutto, che è debole, inconsistente e di “federalista” contiene ben poco, soprattutto in quanto ai criteri previsti per l’elettorato passivo . Noi proponiamo che si arrivi alla definizione di un sistema “misto”, di un Senato i cui membri siano in parte espressione diretta della rappresentanza dei territori, e in parte eletti direttamente dai cittadini.
La Corte costituzionale, la cui composizione, sebbene modificata, continua a non prevedere l’accesso diretto per le Province, i Comuni e le Città Metropolitane, in totale spregio dei principi della pari dignità costituzionale previsti dall’art. 114  della Costituzionale.
Al Presidente Berlusconi, poi – conclude il Presidente Ria –  chiediamo il rilancio e il riconoscimento delle funzioni proprie della Conferenza Unificata, che è il luogo principale di raccordo tra i diversi livelli di governo.
Un altro principio che era stato sancito con l’intesa interistituzionale del luglio 2002: un altro patto che, almeno fino ad oggi, è stato disatteso”.


 

Dichiarazione di Alberto Cavalli, Pres. Prov. Brescia

“Le Province intendono fare anche nel 2004, la loro parte per onorare il patto europeo di stabilità  Però chiedono che ciò avvenga senza deprimere investimenti per le opere pubbliche e per la promozione delle economie locali”. Lo ha detto il responsabile Finanza dell’Upi, Alberto Cavalli, Presidente della Provincia di Brescia, a proposito della prossima manovra finanziaria.

“Le Province vogliono, infatti, partecipare alla ripresa e alla promozione dello sviluppo – ha proseguito Cavalli –  soprattutto per tre grandi aspetti: la sicurezza degli edifici scolastici, la sicurezza sulla strada e dei territori sotto il profilo idrogeologico e ambientale. E per gli investimenti in questi settori chiedono specifiche apportazioni di spesa nella Finanziaria.”

Dichiarazione di Alberto Cavalli, Pres.Prov. Brescia

“Le Province intendono fare anche nel 2004, la loro parte per onorare il patto europeo di stabilità  Però chiedono che ciò avvenga senza deprimere investimenti per le opere pubbliche e per la promozione delle economie locali”. Lo ha detto il responsabile Finanza dell’Upi, Alberto Cavalli, Presidente della Provincia di Brescia, a proposito della prossima manovra finanziaria.

“Le Province vogliono, infatti, partecipare alla ripresa e alla promozione dello sviluppo – ha proseguito Cavalli –  soprattutto per tre grandi aspetti: la sicurezza degli edifici scolastici, la sicurezza sulla strada e dei territori sotto il profilo idrogeologico e ambientale. E per gli investimenti in questi settori chiedono specifiche apportazioni di spesa nella Finanziaria.”

Dichiarazione del Vicepresidente dell’Upi, Forte Clo

“Il livello del confronto con il Governo mi fa ritenere alto il rischio che il sistema delle autonomie venga tagliato fuori dalla reale partecipazione alla proposta di modifica costituzionale.  Speriamo che la ipotizzata disponibilità manifestata oggi diventi concreta. Le Province vogliono discutere con il Governo di alcuni aspetti determinanti della riforma costituzionale, come il Senato federale, il federalismo fiscale e la corte costituzionale” .

Alta commissione

Le associazioni rappresentative delle Regioni e degli Enti locali chiedono al Ministro La Loggia di iscrivere all’odg della Conferenza unificata il punto relativo all’accordo per definire gli indirizzi dell’Alta Commissione per l’attuazione dell’art. 119 Cost. sul federalismo fiscale.

Documenti allegati:

Il Parere sul DPEF 2004 – 2007







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Premio “Cento progetti al servizio dei cittadini”

L’iniziativa è finalizzata alla valorizzazione ed alla diffusione di esperienze di successo realizzate dalle Pubbliche Amministrazioni per il miglioramento concreto dei servizi offerti ai cittadini ed in generale ai destinatari finali delle proprie attività.

Le candidature dovranno pervenire entro il 14 novembre 2003.

E’ possibile scaricare la scheda di presentazione delle candidature e il bando direttamente dal sito del Dipartimento della Funzione Pubblica

Segretari in disponibilità







 



Modifiche al codice della strada

La legge 1° agosto 2003 n. 214  ha definitivamente convertito il D.L. 27 giugno 2003 n.151, recante modifiche e integrazioni al codice della strada, che introducono la nuova disciplina della patente a punti.

Tra le importanti novità recate dalla norma in oggetto, va segnalato l’inserimento della polizia provinciale tra i corpi di polizia abilitati all’espletamento dei servizi di polizia stradale nell’ambito del territorio di competenza.

Tale importante riconoscimento rappresenta il risultato di una lunga trattativa portata avanti dall’UPI nel corso di questi ultimi mesi, attraverso la quale si è voluto sottolineare con forza l’accresciuto valore delle funzioni svolte dai corpi di polizia provinciale soprattutto a seguito del decentramento delle strade ex Anas.

Cfr. Circolare UPI 3 settembre 2003, n. 47

Dichiarazione del Presidente Ria

“Il confronto sulle riforme dello Stato non può che coinvolgere l’intero l’arco istituzionale, Province e Comuni inclusi”.

A sottolinearlo è il presidente dell’Upi,  Lorenzo Ria.

“Avevamo chiesto al premier Berlusconi – spiega Ria – di incontrare gli enti locali prima della votazione in Consiglio dei ministri della proposta di riforma. Dobbiamo purtroppo constatare che questo incontro non è stato invece ritenuto necessario dal Governo, che continua a considerare come uniche parti in causa nel dibattito sulla nuova costituzione dell’Italia, le Regioni e l’opposizione. Almeno questo è quanto appare nelle dichiarazioni dei suoi maggiori esponenti”.

“Ci aspettiamo – conclude il Presidente Ria – che questa nostra impressione venga, nei fatti, smentita già nei prossimi giorni, con l’apertura di un confronto in Conferenza Unificata, la sede preposta al dialogo politico istituzionale tra Governo, Regioni, Province e Comuni”.

Salone della Comunicazione pubblica

Inizia oggi a Bologna il decennale appuntamento con COM-P.A., il Salone della Comunicazione Pubblica e dei Servizi al Cittadino, promosso dall’Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

Il Salone rappresenta un appuntamento importante sulla strada della modernizzazione e dell’innovazione, in quanto evidenzia il ruolo della comunicazione e della tecnologia in una P.A. che ha fatto del rapporto con il cittadino, della qualità dei servizi, obiettivi centrali nella propria azione.

Un momento segnato dalla conclusione del percorso di formazione per i pubblici dipendenti previsto dalla legge 150, dalla definizione dei profili professionali dei comunicatori pubblici e dalle prime sperimentazioni di alcune delle strutture (uffici stampa fra più Comuni; URP di seconda generazione) modificate dalla nuova normativa.

Ecco un  elenco degli appuntamenti in cui saranno presenti rappresentati (amministratori o dirigenti) delle Province italiane

Province e Comuni chiedono incontro al Premier

La riforma costituzionale dello Stato non può essere avviata senza la piena condivisione delle Province e dei Comuni, o si rischia che resti pura teoria.

Lo hanno scritto il Presidente dell’Anci, Leonardo Domenici, e il Presidente dell’Upi, Lorenzo Ria, in una lettera inviata oggi al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per formalizzare la richiesta di incontro presentata già negli scorsi giorni dai rappresentanti delle due Associazioni.

“Le decisioni che il Governo da Lei presieduto si dichiara prossimo a prendere – si legge nella lettere dei due Presidenti –   indicheranno la strada da seguire per dare una nuova veste all’intero assetto istituzionale dello Stato. Una riforma federalista nella quale Province e Comuni credono fermamente,  e della quale si sono sentiti da subito protagonisti, quali enti di governo del territorio, in prima linea nella gestione e nella amministrazione della politica locale, destinati ad assumere responsabilità sempre maggiori nella organizzazione futura del Paese, quale si va delineando. “

“Ci duole – proseguono nella nota  Domenici e Ria – dovere riscontrare che tale ruolo non sia stato correttamente considerato dal Governo da Lei presieduto, che ha fino ad oggi escluso gli enti locali da qualunque confronto e dibattito sulla ipotesi di riforma attualmente in discussione, la cosiddetta “bozza di Lorenzago”, frutto del lavoro di pochi, ed elaborato senza quella indispensabile condivisione con tutte le istituzioni  a pari livello costituenti la Repubblica –  Regioni, Comuni e Province – necessaria perché non resti solo pura teoria.”
 
La lettera si chiude con la richiesta di definire al più presto un incontro con il Presidente Berlusconi,  “prima  che  il testo in corso di elaborazione venga approvato dal Consiglio dei Ministri, in modo da potere offrire  – concludono il Presidente Domenici e il presidente Ria – il nostro costruttivo contributo ad una riforma di così ampia portata, che attiene sia la forma Stato che la forma di Governo.”

 

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