Esplora tutte le news

‘Verso la Nuova Politica di Coesione. Un approccio che parte dai territori’ 

La politica di coesione è la principale politica di investimento dell’Unione Europea, sostenendo la crescita economica, la creazione di posti di lavoro, la competitività delle imprese, lo sviluppo sostenibile e la protezione dell’ambiente in tutti i territori. 

Siamo a metà del periodo di programmazione 2021-2027 e già abbiamo visto come questi fondi, messi a sistema con quelli del PNRR, possano essere decisivi nel dare attuazione ad interventi sul territorio da parte degli enti locali. A Bruxelles, il dibattito sulla futura politica di coesione post-2027 è già iniziato. In questo momento è più importante che mai che gli enti locali, le province facciano sentire la loro voce affinché le risorse, le opportunità di finanziamento continuino ad arrivare a tutti i territori.

Le Province Italiane intendono essere in prima fila con UPI, assieme alle associazioni di rappresentanza di altri paesi facenti parte della Confederazione Europea degli Enti Locali Intermedi – CEPLI, dando un contributo a questo dibattito. Un dibattito che vedrà a Lucca il Presidente del Comitato Europeo delle Regioni Vasco Cordeiro, il Ministro per la Coesione Raffaele Fitto, il Direttore Generale della DG REGIO della Commissione Europea Nicola De Michelis.

Si tratta dunque di un evento di estrema importanza, perché consentirà un confronto con le istituzioni europee ed il governo sul tema centrale della governance multi-livello e della sussidiarietà sia nell’attuazione sia nella partecipazione alla politica di coesione UE. 

Per le iscrizioni compilare il link seguente https://cepli.eu/registration

Sito della Conferenza: https://cepli.eu/cepli-political-conference-towards-a-territorial-approach-to-the-future-cohesion-policy-a-local-intermediate-perspective

Province: dimezzato il personale mancano dirigenti e tecnici UPI “Essenziale ricostruire le strutture”

Secondo i dati della Ragioneria Generale dello Stato il personale totale delle Province è passato da 49.788 dipendenti nel 2014 a 15.900 nel 2021 (- 33.888 unità), con una contrazione in termini percentuali di circa il 70%. I dirigenti si sono dimezzati: da 640 nel 2014 a 290 nel 2021 (-55%): 1 ogni 55 unità di personale.  Sono i numeri illustrati dal Direttore Generale UPI Piero Antonelli, intervenendo alla presentazione del XI rapporto “La PA vista da chi la dirige” di PromoPA a Roma.

“L’efficienza della PA non può prescindere dalla qualità del personale che la compone” ha detto Antonelli ricordando che “le Province hanno subito un taglio pesantissimo delle figure professionali a causa della Legge 56/14, che ne ha dimezzato il personale. Per questo è centrale un investimento sulle figure dirigenziali per ricostruire una amministrazione provinciale adeguata all’esercizio delle funzioni assegnate dalla legge e rafforzare la capacità amministrativa di tutto il governo locale.  Le Province – ha sottolineato il Direttore UPI – possono supportare i Comuni, soprattutto i più piccoli, con servizi strategici, producendo economie di scale e una riduzione di burocrazia, a partire dalle Stazioni Uniche Appaltanti e dalla realizzazione della gestione associata dei concorsi e delle attività di formazione per tutto il personale degli enti locali del territorio. Ma abbiamo bisogno di assumere figure tecniche altamente specializzate”.

Webinar OReP – 8 Aprile 2024 – LE NOVITA’ DEL DL 19/2024

A seguito del negoziato con la Commissione Europea la dotazione finanziaria complessiva del PNRR è passata da 191,49 miliardi di euro a 194,42 miliardi di euro. L’incremento di circa 2,9 miliardi di euro è dovuto ai contributi aggiuntivi a fondo perduto (2,76 miliardi) assegnati all’Italia per l’iniziativa RepowerEU (che diventa parte integrante del PNRR). Le  modifiche del Piano riguardano la rimodulazione di diversi interventi già finanziati dal PNRR, nonché il definanziamento integrale di taluni interventi che hanno manifestato criticità ai fini del rispetto delle condizionalità imposte dal Piano. Il DL 19/2024 interviene su queste tematiche e appronta le necessarie risorse per consentire agli EELL di proseguire negli investimenti dando attuazione a tutti i progetti previsti. Ne parleremo con MARIO CAPOLUPO, Capo Ufficio Legislativo, Ministero  Affari Europei, Sud, Politiche di Coesione e PNRR.

Tutte le informazioni sono disponibili all’indirizzo:

https://www.osservatoriorecovery.it/webinar-gratuito-orep-le-novita-del-dl-19-2024-8-aprile-2024/

webinar 8 aprile

Province: dimezzato il personale mancano dirigenti e tecnici UPI “Essenziale ricostruire le strutture”

Secondo i dati della Ragioneria Generale dello Stato il personale totale delle Province è passato da 49.788 dipendenti nel 2014 a 15.900 nel 2021 (- 33.888 unità), con una contrazione in termini percentuali di circa il 70%. I dirigenti si sono dimezzati: da 640 nel 2014 a 290 nel 2021 (-55%): 1 ogni 55 unità di personale.  Sono i numeri illustrati dal Direttore Generale UPI Piero Antonelli, intervenendo alla presentazione del XI rapporto “La PA vista da chi la dirige” di PromoPA a Roma.

“L’efficienza della PA non può prescindere dalla qualità del personale che la compone” ha detto Antonelli ricordando che “le Province hanno subito un taglio pesantissimo delle figure professionali a causa della Legge 56/14, che ne ha dimezzato il personale. Per questo è centrale un investimento sulle figure dirigenziali per ricostruire una amministrazione provinciale adeguata all’esercizio delle funzioni assegnate dalla legge e rafforzare la capacità amministrativa di tutto il governo locale.  Le Province – ha sottolineato il Direttore UPI – possono supportare i Comuni, soprattutto i più piccoli, con servizi strategici, producendo economie di scale e una riduzione di burocrazia, a partire dalle Stazioni Uniche Appaltanti e dalla realizzazione della gestione associata dei concorsi e delle attività di formazione per tutto il personale degli enti locali del territorio. Ma abbiamo bisogno di assumere figure tecniche altamente specializzate”.

Facciamo L’Italia Semplice: le Province a Monza con il Ministro Zangrillo

La 13° tappa di Facciamo l’Italia Semplice in collaborazione con UPI e Provincia di Monza

“La semplificazione è un obiettivo del Pnrr, ma anche un percorso necessario, perché per guardare al futuro del nostro Paese abbiamo bisogno di una burocrazia che funzioni”. Il ministro per la Pubblica amministrazione, senatore Paolo Zangrillo, ha aperto così la tredicesima tappa, alla Villa Reale di Monza, di “Facciamo semplice l’Italia. PArola ai territori”, il percorso lungo tutto il Paese del Dipartimento della funzione pubblica per condividere con i territori i tanti progetti che riguardano la Pa.

Organizzata in collaborazione con l’Unione delle Province d’Italia e con la Provincia di Monza e della Brianza, la tappa odierna di “Facciamo semplice l’Italia” è stata aperta dai saluti istituzionali del Ministro Zangrillo, del sindaco di Monza, Paolo Pilotto, del presidente della Provincia di Monza e della Brianza, Luca Santambrogio, del presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Michele De Pascale, e del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

“Stiamo lavorando intensamente per migliorare tutti quei meccanismi, quelle procedure, quelle regole, che disciplinano il rapporto con i nostri utenti, cittadini e imprese, per erogare servizi all’altezza delle loro aspettative – ha spiegato il Ministro Zangrillo –. Non lo stiamo facendo chiusi nei nostri uffici, ma in una logica di confronto, di dialogo e di ascolto delle istituzioni territoriali e delle associazioni di categoria, perché soltanto così la percentuale di successo della nostra attività aumenta in modo significativo. La vera novità sta proprio nel metodo partecipativo di questo lavoro”.

Le dichiarazioni del Presidente UPI Michele de Pascale

“Per fare semplice l’Italia è essenziale innovare tutte le Pubbliche Amministrazioni. Le Province sono le istituzioni che più di tutte hanno bisogno di un nuovo modello che ne valorizzi il ruolo strategico sui territori – ha dichiarato il presidente De Pascale –. Occorre costruire nuove Province la cui missione sia contribuire alla semplificazione amministrativa del governo locale e garantire l’assistenza tecnica per supportare gli enti locali di piccole dimensioni. Per questo occorre riorganizzare le Province con modelli innovativi e personale altamente qualificato per offrire ai Comuni, soprattutto ai piccoli, uffici di progettazione degli investimenti territoriali, stazioni uniche appaltanti e di aggregazione degli acquisti per la trasformazione digitale della PA, veri e propri centri di competenza territoriale”.

Le dichiarazioni del Presidente della Provincia di Monza Luca Santambrogio

Il presidente della Provincia Santambrogio ha evidenziato “la capacità mostrata dalle Province di farsi ‘casa dei Comuni’, creando una semplificazione delle procedure per gli Enti locali di piccole, medie o grandi dimensioni. È emblematico in questo ambito il caso dei progetti finanziati dal Pnrr e il ruolo delle Province come centrali uniche di committenza, che possono agire in sinergia con risorse proprie in campi essenziali come quello, ad esempio in particolare per la Brianza, dell’edilizia scolastica. Ci sono poi i progetti curati per conto dei Comuni: le Province, negli ultimi anni, hanno saputo mettersi al servizio degli Enti comunali e degli altri Enti del territorio. Lo sforzo adesso deve essere quello di spingere sulle risorse economiche e umane, e quindi sull’attrattività per il reclutamento, in particolare per gli Enti locali, di personale tecnico specializzato, agendo sul tema retributivo ma anche sui percorsi di carriera”.

Le dichiarazioni del Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana

Il presidente della Regione Fontana ha rimarcato come la semplificazione della Pubblica amministrazione rappresenti “un tema che da molto tempo è oggetto di riflessione e per il quale, adesso, abbiamo veramente fiducia. Confidiamo nel fatto che finalmente si invertano quei principi che, finora, hanno impedito il raggiungimento di risultati effettivi. Si tratta di superare l’approccio formalistico legato a meri ritocchi delle procedure e basare invece l’esplicazione degli accertamenti sul controllo ex post, con il necessario rigore, anziché sulla articolazione formale nei passaggi preventivi. Superare applicazioni farraginose significa anche prevenire il malaffare, perché è nella linearità che possono essere scongiurate possibili zone d’ombra. Nel processo di semplificazione, un grande contributo può arrivare dai processi di digitalizzazione e dall’applicazione delle nuove tecnologie, come la blockchain con intelligenza artificiale che anche in Regione stiamo introducendo. Un ruolo essenziale è dunque rappresentato dall’investimento nella formazione del capitale umano, così come dal superamento di quei meccanismi che possono bloccare la capacità di assunzione delle decisioni da parte della dirigenza pubblica”.

Le dichiarazioni del Sindaco di Monza Pilotto

“Fare semplice l’Italia – ha affermato il sindaco Pilotto – è un’operazione che chiede applicazione e una lettura approfondita degli eventi. Si tratta di un percorso in cui gli Enti locali sono necessariamente coinvolti, a partire dalle modalità di accesso e reclutamento delle risorse umane e dal tema della attrattività del pubblico impiego. Il vecchio convincimento che vede la Pa come luogo di garanzia esclusiva del cosiddetto posto fisso non regge più, né per chi voglia criticare l’Amministrazione né in termini di attrattività: un tema su cui gli Enti locali stanno mettendo in campo importanti sforzi. Significa rivolgersi alle giovani generazioni con i giusti canali di comunicazione, anche rispetto ai bandi di concorso, per i quali, nella nostra esperienza, abbiamo cercato si cambiare la sequenza classica cominciando a descrivere da subito il tipo di lavoro che si potrebbe fare e il tipo di qualifica professionale. Molti Comuni della Lombardia stanno sfruttando le modalità nuove di organizzazione dei bandi, lavorando per aggregazioni in senso sinergico, e cioè indicendo insieme le selezioni in modo da massimizzare la platea di riferimento. L’esperienza pubblica deve essere fatta leggere come emotivamente affascinante, così come la formazione e il rapporto con il mondo delle Università devono avere la giusta attenzione”.

L’intervento del Direttore di UPI Piero Antonelli Intervento Antonelli Facciamo semplice Monza

L’intervento del Prof. Enrico Deidda Gagliardo Intervento Prof Deidda Piao Monza

CENTRALTA’ DEI SISTEMI MONTANI E VALLIVI BERGAMASCHI DI FRONTE ALLE SFIDE GLOBALI DELL’ABITARE

Oggi pomeriggio, nel corso di un workshop promosso dal Tavolo Bergamo 2030, è stato presentato alla presenza dell’Assessore regionale alla Montagna, Massimo Sertori, il Position Paper Centralità dei sistemi montani e vallivi bergamaschi di fronte alle sfide globali dell’abitare dedicato alla montagna bergamasca, un documento strategico frutto di un lungo lavoro di analisi e di condivisione tra i partner del Tavolo e i diversi stakeholders coinvolti nel percorso di elaborazione, tra cui i rappresentanti dell’Osservatorio per la montagna. Il Position Paper si propone quale documento di sintesi e indirizzo per orientare e supportare le scelte di chi governa i territori montani e vallivi e nasce dalla consapevolezza che, per garantire uno sviluppo sistemico e integrato dei territori orobici, occorre dotarsi non solo di una visione comune, ma anche di strumenti e metodologie di lavoro condivise. Tutto ciò nell’ottica di aiutare la montagna bergamasca ad affrontare le sfide del prossimo decennio quali lo spopolamento delle aree interne, la preservazione degli ecosistemi ambientali, il sostegno ai presidi industriali e all’occupazione, l’incentivazione di nuove economie per il potenziamento del sistema turistico locale.

Dopo una puntuale analisi delle principali sfide e delle opportunità che caratterizzano isistemi montani e vallivi orobici, il documento delinea i quattro principali assi strategici entro cui prevedere la futura attivazione degli interventi:
● IL POTENZIAMENTO DELLE DOTAZIONI (welfare, trasporti, infrastrutture digitali, nuove forme di governance, comunità energetiche);
● IL POTENZIAMENTO DEL SISTEMA TURISTICO LOCALE (rinnovo patrimonio immobiliare, ricettività contemporanea, sistema integrato di offerta turistica);
● IL RILANCIO AGROSILVOPASTORALE (strategia per la zootecnia, bosco, filiera del legno, distretto del cibo);
● L’ INDUSTRIA DI MONTAGNA (accordi di cosviluppo, accessibilità delle merci).

Un lavoro che nasce da numerose buone pratiche progettuali già in corso e condivise nell’ambito del Tavolo Bergamo 2030 (Bando MIC “Attrattività dei borghi storici” 2022, Smart Orobie, progetto strategico pluriennale del sistema camerale “Turismo”, Piano di sviluppo industriale del Comune di Valbrembilla, Orobie Slow Experience, Sport e turismo), a partire dalle quali si evidenzia la necessità di rafforzare un coordinamento generale di sistema che possa ricondurre le diverse sperimentazioni all’interno di una visione integrata.
La proposta delineata nel Paper è la creazione di una struttura tecnico-scientifica denominata OROBIE LAB: un organismo coordinato scientificamente dall’Università e supportato dal Tavolo Bergamo 2030 che avrà il compito di porsi non solo a sostegno delle esperienze in corso, ma anche di rispondere agli obiettivi declinati dal paper, curando la redazione di proposte progettuali candidabili su bandi europei, nazionali o regionali, nonché la promozione di progetti pilota anche in relazione all’attuazione delle strategie regionali. Il coordinamento generale di Orobie LAB sarà in capo all’Osservatorio per la montagna della Provincia di Bergamo, esempio di governance territoriale ed eccellenza del nostro territorio, forse unica anche a livello regionale, dove sono riuniti tutti gli amministratori delle principali istituzioni montane bergamasche, i quali sapranno individuare le priorità su cui direzionare i progetti. A seconda delle tematiche progettuali affrontate, Orobie LAB si occuperà anche di attivare momenti di confronto con esperti e rappresentanti del mondo associativo, imprenditoriale e istituzionale.

“Già all’inizio del mio mandato, grazie al supporto del Consigliere Fabio Ferrari, abbiamo da subito rilanciato con forza l’Osservatorio della Montagna. Oggi finalmente l’Osservatorio può arricchirsi di un importante supporto tecnico-scientifico grazie alla nascita di Orobie LAB, un utile strumento sia per dare attuazione alle priorità politiche istituzionali degli amministratori territoriali locali sia per attrarre importanti finanziamenti attraverso l’elaborazione di proposte progettuali concrete”. Pasquale Gandolfi, Presidente della Provincia di Bergamo.
“In sede di Tavolo Bergamo 2030, la disamina delle priorità effettuata attraverso la stesura del position paper ha mostrato l’opportunità di dotarsi di uno strumento tecnico, Orobie LAB, a supporto dell’Osservatorio per la Montagna nella predisposizione di proposte progettuali trasversali e nella promozione di progetti pilota, al fine di rispondere in modo sempre più integrato ai bandi e alle opportunità messe a disposizione da Regione Lombardia”, ha commentato Carlo Mazzoleni, Presidente della Camera di Commercio di Bergamo.
“L’Università degli studi di Bergamo ha sviluppato una consolidata attenzione alla montagna lombarda in chiave multidisciplinare. Sono state coinvolte istituzioni pubbliche e private e sono stati creati forti legami tra il campus in città e le aule territoriali nelle aree montane, trovando proprio nella Montagna uno degli ambiti strategici a cui dedicare le tre missioni che muovono il lavoro quotidiano della comunità accademica: didattica, ricerca, terza missione. E’ per me una priorità far nascere all’interno del nostro Ateneo, in collaborazione con il Tavolo Bergamo 2030, un laboratorio scientifico e di supporto tecnico alle comunità delle valli bergamasche, per monitorare e studiare la vulnerabilità di questi territori di fronte alle sfide globali e per contribuire a creare un tavolo di co-progettazione che possa ispirare scelte sostenibili, attraverso un dialogo costante con le comunità, le istituzioni e i privati con i quali tessere relazioni a diverse scale su specifici interventi” Sergio Cavalieri, Rettore dell’Università degli studi di Bergamo.

CENTRALTA’ DEI SISTEMI MONTANI E VALLIVI BERGAMASCHI DI FRONTE ALLE SFIDE GLOBALI DELL’ABITARE

Oggi pomeriggio, nel corso di un workshop promosso dal Tavolo Bergamo 2030, è stato presentato alla presenza dell’Assessore regionale alla Montagna, Massimo Sertori, il Position Paper Centralità dei sistemi montani e vallivi bergamaschi di fronte alle sfide globali dell’abitare dedicato alla montagna bergamasca, un documento strategico frutto di un lungo lavoro di analisi e di condivisione tra i partner del Tavolo e i diversi stakeholders coinvolti nel percorso di elaborazione, tra cui i rappresentanti dell’Osservatorio per la montagna. Il Position Paper si propone quale documento di sintesi e indirizzo per orientare e supportare le scelte di chi governa i territori montani e vallivi e nasce dalla consapevolezza che, per garantire uno sviluppo sistemico e integrato dei territori orobici, occorre dotarsi non solo di una visione comune, ma anche di strumenti e metodologie di lavoro condivise. Tutto ciò nell’ottica di aiutare la montagna bergamasca ad affrontare le sfide del prossimo decennio quali lo spopolamento delle aree interne, la preservazione degli ecosistemi ambientali, il sostegno ai presidi industriali e all’occupazione, l’incentivazione di nuove economie per il potenziamento del sistema turistico locale.

Dopo una puntuale analisi delle principali sfide e delle opportunità che caratterizzano isistemi montani e vallivi orobici, il documento delinea i quattro principali assi strategici entro cui prevedere la futura attivazione degli interventi:
● IL POTENZIAMENTO DELLE DOTAZIONI (welfare, trasporti, infrastrutture digitali, nuove forme di governance, comunità energetiche);
● IL POTENZIAMENTO DEL SISTEMA TURISTICO LOCALE (rinnovo patrimonio immobiliare, ricettività contemporanea, sistema integrato di offerta turistica);
● IL RILANCIO AGROSILVOPASTORALE (strategia per la zootecnia, bosco, filiera del legno, distretto del cibo);
● L’ INDUSTRIA DI MONTAGNA (accordi di cosviluppo, accessibilità delle merci).

Un lavoro che nasce da numerose buone pratiche progettuali già in corso e condivise nell’ambito del Tavolo Bergamo 2030 (Bando MIC “Attrattività dei borghi storici” 2022, Smart Orobie, progetto strategico pluriennale del sistema camerale “Turismo”, Piano di sviluppo industriale del Comune di Valbrembilla, Orobie Slow Experience, Sport e turismo), a partire dalle quali si evidenzia la necessità di rafforzare un coordinamento generale di sistema che possa ricondurre le diverse sperimentazioni all’interno di una visione integrata.
La proposta delineata nel Paper è la creazione di una struttura tecnico-scientifica denominata OROBIE LAB: un organismo coordinato scientificamente dall’Università e supportato dal Tavolo Bergamo 2030 che avrà il compito di porsi non solo a sostegno delle esperienze in corso, ma anche di rispondere agli obiettivi declinati dal paper, curando la redazione di proposte progettuali candidabili su bandi europei, nazionali o regionali, nonché la promozione di progetti pilota anche in relazione all’attuazione delle strategie regionali. Il coordinamento generale di Orobie LAB sarà in capo all’Osservatorio per la montagna della Provincia di Bergamo, esempio di governance territoriale ed eccellenza del nostro territorio, forse unica anche a livello regionale, dove sono riuniti tutti gli amministratori delle principali istituzioni montane bergamasche, i quali sapranno individuare le priorità su cui direzionare i progetti. A seconda delle tematiche progettuali affrontate, Orobie LAB si occuperà anche di attivare momenti di confronto con esperti e rappresentanti del mondo associativo, imprenditoriale e istituzionale.

“Già all’inizio del mio mandato, grazie al supporto del Consigliere Fabio Ferrari, abbiamo da subito rilanciato con forza l’Osservatorio della Montagna. Oggi finalmente l’Osservatorio può arricchirsi di un importante supporto tecnico-scientifico grazie alla nascita di Orobie LAB, un utile strumento sia per dare attuazione alle priorità politiche istituzionali degli amministratori territoriali locali sia per attrarre importanti finanziamenti attraverso l’elaborazione di proposte progettuali concrete”. Pasquale Gandolfi, Presidente della Provincia di Bergamo.
“In sede di Tavolo Bergamo 2030, la disamina delle priorità effettuata attraverso la stesura del position paper ha mostrato l’opportunità di dotarsi di uno strumento tecnico, Orobie LAB, a supporto dell’Osservatorio per la Montagna nella predisposizione di proposte progettuali trasversali e nella promozione di progetti pilota, al fine di rispondere in modo sempre più integrato ai bandi e alle opportunità messe a disposizione da Regione Lombardia”, ha commentato Carlo Mazzoleni, Presidente della Camera di Commercio di Bergamo.
“L’Università degli studi di Bergamo ha sviluppato una consolidata attenzione alla montagna lombarda in chiave multidisciplinare. Sono state coinvolte istituzioni pubbliche e private e sono stati creati forti legami tra il campus in città e le aule territoriali nelle aree montane, trovando proprio nella Montagna uno degli ambiti strategici a cui dedicare le tre missioni che muovono il lavoro quotidiano della comunità accademica: didattica, ricerca, terza missione. E’ per me una priorità far nascere all’interno del nostro Ateneo, in collaborazione con il Tavolo Bergamo 2030, un laboratorio scientifico e di supporto tecnico alle comunità delle valli bergamasche, per monitorare e studiare la vulnerabilità di questi territori di fronte alle sfide globali e per contribuire a creare un tavolo di co-progettazione che possa ispirare scelte sostenibili, attraverso un dialogo costante con le comunità, le istituzioni e i privati con i quali tessere relazioni a diverse scale su specifici interventi” Sergio Cavalieri, Rettore dell’Università degli studi di Bergamo.

PARTECIPAZIONE DEL PRESIDENTE MORASCHINI A “FACCIAMO SEMPLICE L’ITALIA – LA PAROLA AI TERRITORI” CON IL MINISTRO ZANGRILLO

Il Presidente della Provincia di Brescia, Emanuele Moraschini, è intervenuto oggi al work shop itinerante, “Facciamo semplice l’Italia. Parola ai territori”, promosso a livello nazionale dal Dipartimento della Funzione Pubblica, in collaborazione con L’Upi, Unione province italiane, e la Provincia di Monza Brianza. L’appuntamento, già ospitato in diverse città italiane, è stato pensato per ascoltare le istanze dei territori, per costruire servizi a misura di cittadino, nell’ambito delle riforme e dei progetti previsti nella PA.

 

Durante l’incontro, svoltosi alla Villa Reale di Monza, presente il Ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, il presidente Moraschini ha affrontato, nel corso del suo intervento, il tema della digitalizzazione nella Pubblica Amministrazione, che ha permesso di snellire tempi e costi delle procedure, a beneficio di cittadini e Ente. In particolare l’attenzione è stata posta sulla sperimentazione di digitalizzazione avviata nei Centri per l’Impiego bresciani che rappresentano il servizio maggiormente a contatto con il pubblico. “Nel 2023 i nostri CPI hanno ricevuto oltre 41 mila persone, erogando 72 mila servizi. L’obiettivo della sperimentazione è semplificare e migliorare l’esperienza dei cittadini, modernizzare la dotazione tecnologica e promuovere l’impostazione smart degli uffici. Vogliamo produrre documenti informatici nativi digitali, eliminando il cartaceo, i costi di stampa, il consumo di carta e la presenza di archivi analogici. Quando la sperimentazione sarà conclusa valuteremo se estendere la stessa modalità di gestione a tutti i servizi ai cittadini erogati dalla Provincia di Brescia”.

 

Il presidente Moraschini ha poi parlato di digitalizzazione applicata alla prevenzione di caduta dei massi, con un progetto per catalogare e georiferire i sistemi di sicurezza lungo tutta la rete stradale. E’ prevista l’installazione di sensori che rilevino la capacità di tenuta delle barriere paramassi, a seguito di un evento franoso, con conseguente rischio residuo. A Monza il presidente della Provincia ha anche illustrato il progetto di realizzazione di un nuovo Crase, il centro per il recupero animali selvatici ed esotici, unico a livello nazionale, per sopperire alla mancanza di spazi per l’attività della Polizia Provinciale che nella sua attività ha contato già 1.500 recuperi. Con nuovi spazi saranno avviate le attività didattiche e la raccolta dati per il monitoraggio epidemiologico.

 

Dal canto suo il Ministro Zangrillo, insistendo sulla necessità della semplificazione per guardare al futuro e di una burocrazia che funzioni – come da obietivi del Pnrr -, ha parlato di capitale umano, di valorizzazione del personale, di un riconoscimento di merito a coloro che non solo sanno, ma sanno fare. “Riflessioni importantissime – ha dichiarato Moraschini – utili anche alla Provincia in un’ottica di rinnovamento e innovazione, che vuole portare avanti nei prossimi mesi”. Il convegno, che ha visto la presenza anche del Presidente di UPI De Pascale e del Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, ha avuto il meritato successo ed è stato utile a tutti gli amministratori che hanno partecipato all’evento per riflettere sul futuro delle Province, a dieci anni dalla Legge Delrio, “che ha tolto loro la dignità che ora va restituita sia in termini di competenze sia per quanto concerne le risorse economiche necessarie a garantire servizi essenziali ai cittadini, a partire dalla sicurezza di scuole e strade”.

 

 

 

Facciamo L’Italia Semplice: le Province a Monza con il Ministro Zangrillo

La 13° tappa di Facciamo l’Italia Semplice in collaborazione con UPI e Provincia di Monza

“La semplificazione è un obiettivo del Pnrr, ma anche un percorso necessario, perché per guardare al futuro del nostro Paese abbiamo bisogno di una burocrazia che funzioni”. Il ministro per la Pubblica amministrazione, senatore Paolo Zangrillo, ha aperto così la tredicesima tappa, alla Villa Reale di Monza, di “Facciamo semplice l’Italia. PArola ai territori”, il percorso lungo tutto il Paese del Dipartimento della funzione pubblica per condividere con i territori i tanti progetti che riguardano la Pa.

Organizzata in collaborazione con l’Unione delle Province d’Italia e con la Provincia di Monza e della Brianza, la tappa odierna di “Facciamo semplice l’Italia” è stata aperta dai saluti istituzionali del Ministro Zangrillo, del sindaco di Monza, Paolo Pilotto, del presidente della Provincia di Monza e della Brianza, Luca Santambrogio, del presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Michele De Pascale, e del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

“Stiamo lavorando intensamente per migliorare tutti quei meccanismi, quelle procedure, quelle regole, che disciplinano il rapporto con i nostri utenti, cittadini e imprese, per erogare servizi all’altezza delle loro aspettative – ha spiegato il Ministro Zangrillo –. Non lo stiamo facendo chiusi nei nostri uffici, ma in una logica di confronto, di dialogo e di ascolto delle istituzioni territoriali e delle associazioni di categoria, perché soltanto così la percentuale di successo della nostra attività aumenta in modo significativo. La vera novità sta proprio nel metodo partecipativo di questo lavoro”.

Le dichiarazioni del Presidente UPI Michele de Pascale

“Per fare semplice l’Italia è essenziale innovare tutte le Pubbliche Amministrazioni. Le Province sono le istituzioni che più di tutte hanno bisogno di un nuovo modello che ne valorizzi il ruolo strategico sui territori – ha dichiarato il presidente De Pascale –. Occorre costruire nuove Province la cui missione sia contribuire alla semplificazione amministrativa del governo locale e garantire l’assistenza tecnica per supportare gli enti locali di piccole dimensioni. Per questo occorre riorganizzare le Province con modelli innovativi e personale altamente qualificato per offrire ai Comuni, soprattutto ai piccoli, uffici di progettazione degli investimenti territoriali, stazioni uniche appaltanti e di aggregazione degli acquisti per la trasformazione digitale della PA, veri e propri centri di competenza territoriale”.

Le dichiarazioni del Presidente della Provincia di Monza Luca Santambrogio

Il presidente della Provincia Santambrogio ha evidenziato “la capacità mostrata dalle Province di farsi ‘casa dei Comuni’, creando una semplificazione delle procedure per gli Enti locali di piccole, medie o grandi dimensioni. È emblematico in questo ambito il caso dei progetti finanziati dal Pnrr e il ruolo delle Province come centrali uniche di committenza, che possono agire in sinergia con risorse proprie in campi essenziali come quello, ad esempio in particolare per la Brianza, dell’edilizia scolastica. Ci sono poi i progetti curati per conto dei Comuni: le Province, negli ultimi anni, hanno saputo mettersi al servizio degli Enti comunali e degli altri Enti del territorio. Lo sforzo adesso deve essere quello di spingere sulle risorse economiche e umane, e quindi sull’attrattività per il reclutamento, in particolare per gli Enti locali, di personale tecnico specializzato, agendo sul tema retributivo ma anche sui percorsi di carriera”.

Le dichiarazioni del Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana

Il presidente della Regione Fontana ha rimarcato come la semplificazione della Pubblica amministrazione rappresenti “un tema che da molto tempo è oggetto di riflessione e per il quale, adesso, abbiamo veramente fiducia. Confidiamo nel fatto che finalmente si invertano quei principi che, finora, hanno impedito il raggiungimento di risultati effettivi. Si tratta di superare l’approccio formalistico legato a meri ritocchi delle procedure e basare invece l’esplicazione degli accertamenti sul controllo ex post, con il necessario rigore, anziché sulla articolazione formale nei passaggi preventivi. Superare applicazioni farraginose significa anche prevenire il malaffare, perché è nella linearità che possono essere scongiurate possibili zone d’ombra. Nel processo di semplificazione, un grande contributo può arrivare dai processi di digitalizzazione e dall’applicazione delle nuove tecnologie, come la blockchain con intelligenza artificiale che anche in Regione stiamo introducendo. Un ruolo essenziale è dunque rappresentato dall’investimento nella formazione del capitale umano, così come dal superamento di quei meccanismi che possono bloccare la capacità di assunzione delle decisioni da parte della dirigenza pubblica”.

Le dichiarazioni del Sindaco di Monza Pilotto

“Fare semplice l’Italia – ha affermato il sindaco Pilotto – è un’operazione che chiede applicazione e una lettura approfondita degli eventi. Si tratta di un percorso in cui gli Enti locali sono necessariamente coinvolti, a partire dalle modalità di accesso e reclutamento delle risorse umane e dal tema della attrattività del pubblico impiego. Il vecchio convincimento che vede la Pa come luogo di garanzia esclusiva del cosiddetto posto fisso non regge più, né per chi voglia criticare l’Amministrazione né in termini di attrattività: un tema su cui gli Enti locali stanno mettendo in campo importanti sforzi. Significa rivolgersi alle giovani generazioni con i giusti canali di comunicazione, anche rispetto ai bandi di concorso, per i quali, nella nostra esperienza, abbiamo cercato si cambiare la sequenza classica cominciando a descrivere da subito il tipo di lavoro che si potrebbe fare e il tipo di qualifica professionale. Molti Comuni della Lombardia stanno sfruttando le modalità nuove di organizzazione dei bandi, lavorando per aggregazioni in senso sinergico, e cioè indicendo insieme le selezioni in modo da massimizzare la platea di riferimento. L’esperienza pubblica deve essere fatta leggere come emotivamente affascinante, così come la formazione e il rapporto con il mondo delle Università devono avere la giusta attenzione”.

L’intervento del Direttore di UPI Piero Antonelli Intervento Antonelli Facciamo semplice Monza

L’intervento del Prof. Enrico Deidda Gagliardo Intervento Prof Deidda Piao Monza

FOCUS ISCRIZIONI CLASSI PRIME ISTITUTI SUPERIORI E CFP ANNO SCOLASTICO 2024/2025

Sono 3.268 gli studenti che hanno presentato domanda di iscrizione a un istituto superiore statale e/o paritario o a un centro di formazione professionale della provincia di Lecco. Il dato è comprensivo dei riorientamenti e/o reindirizzamenti scolastici e delle iscrizioni effettuate extra sistema.

Il 44,6% si è orientato sui licei, il 30,9% sugli istituti tecnici, il 13,3% sugli istituti professionali, l’11,2% sui percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP).

Sono alcuni dei risultati dell’analisi delle iscrizioni alle classi prime dell’anno scolastico e formativo 2024/2025, realizzata dalla Provincia di Lecco elaborando i dati ufficiali messi a disposizione dagli istituti superiori statali, dai centri di formazione professionale e dagli istituti superiori paritari e presentati nel Focus sulle iscrizioni alle classi prime degli istituti superiori e dei centri di formazione professionale nella Provincia di Lecco – anno scolastico 2024/2025.

Gli indirizzi liceali si confermano i più gettonati anche nelle scuole del territorio; mentre a livello nazionale il 55,6% degli studenti opta per un liceo, nel territorio provinciale il 44,6% dei ragazzi sceglie un indirizzo liceale. È lo scientifico in testa alle preferenze tra i licei (42,9%). Costante l’interesse per il liceo scientifico puro; in diminuzione le richieste di iscrizione al liceo scientifico opzione scienze applicate e al liceo scientifico sportivo.

Tra gli istituti tecnici, scelti dal 30,9% degli studenti, in linea con il dato nazionale (31,6%), amministrazione finanza e marketing e informatica e telecomunicazioni si confermano gli indirizzi di maggior interesse. Crescono le domande relative all’indirizzo elettronica ed elettrotecnica (+2,1%).

Si conferma il divario tra il dato nazionale e quello provinciale sulle scelte degli istituti professionali, compresi i percorsi triennali di IeFP: a livello provinciale si attesta al 24,5% (+1,9% rispetto al precedente anno), a livello nazionale, si attesta al 12,7% (+0,6% rispetto al precedente anno).

Si rileva un aumento delle richieste di iscrizione agli istituti professionali rispetto al precedente anno (+46): l’indirizzo servizi per la sanità e l’assistenza sociale resta sempre il più attrattivo, registrando il 30,5% delle richieste di iscrizione a un indirizzo professionale. Seguono industria e artigianato per il made in Italy con il 14,4% e manutenzione e assistenza tecnica con il 13,7%.

Si registra una netta diminuzione delle richieste di iscrizione ai percorsi di IeFP erogati in regime sussidiario dagli istituti superiori: si è passati da 55 alunni dello scorso anno a 18 alunni su 4 percorsi di IeFP.

Per i Cfp si registra un moderato aumento delle richieste di iscrizione, passando da 303 alunni iscritti a 349.

Per l’anno scolastico 2024/2025 è stato attivato un nuovo percorso di istruzione professionale: operatore agricolo gestione allevamenti – curvatura operatore casaro d’alpeggio al Cfp Alberghiero di Casargo Apaf, che ha registrato una risposta positiva (7 iscritti).

Anche le iscrizioni agli istituti paritari sono in aumento (+1%), passando da 150 alunni a 181 alunni iscritti.

“Il costante monitoraggio dei dati sulle iscrizioni – commenta il Consigliere provinciale delegato all’Istruzione, Formazione professionale e Centri impiego Carlo Maluganirappresenta un utile strumento per adeguare e riformulare annualmente il piano dell’offerta formativa provinciale. L’indagine impone una conseguente e necessaria valutazione da parte di tutte le istituzioni coinvolte nell’approvazione del Piano dell’offerta formativa, per comprendere gli interessi degli studenti e sviluppare percorsi formativi di successo e di stimolo per i ragazzi e per l’assetto produttivo del territorio”.

Il Provveditore Adamo Castelnuovo sottolinea: “Le iscrizioni alle classi prime degli istituti statali di scuola secondaria di secondo grado della provincia, formalizzate dalle famiglie entro il 10 febbraio scorso e riferite al prossimo anno scolastico 2024/25, evidenziano, rispetto a quelle pervenute per l’anno scolastico in corso, una leggera flessione dei percorsi di istruzione liceale (- 5%) e dell’istruzione tecnica (- 2,2%), a fronte di un sensibile incremento delle iscrizioni ai percorsi di studio del settore professionale (+ 13,5%), con particolare riferimento ai percorsi di servizi per la sanità e l’assistenza sociale e servizi commerciali”.

 

FOCUS ISCRIZIONI CLASSI PRIME ISTITUTI SUPERIORI E CFP ANNO SCOLASTICO 2024/2025

Sono 3.268 gli studenti che hanno presentato domanda di iscrizione a un istituto superiore statale e/o paritario o a un centro di formazione professionale della provincia di Lecco. Il dato è comprensivo dei riorientamenti e/o reindirizzamenti scolastici e delle iscrizioni effettuate extra sistema.

Il 44,6% si è orientato sui licei, il 30,9% sugli istituti tecnici, il 13,3% sugli istituti professionali, l’11,2% sui percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP).

Sono alcuni dei risultati dell’analisi delle iscrizioni alle classi prime dell’anno scolastico e formativo 2024/2025, realizzata dalla Provincia di Lecco elaborando i dati ufficiali messi a disposizione dagli istituti superiori statali, dai centri di formazione professionale e dagli istituti superiori paritari e presentati nel Focus sulle iscrizioni alle classi prime degli istituti superiori e dei centri di formazione professionale nella Provincia di Lecco – anno scolastico 2024/2025.

Gli indirizzi liceali si confermano i più gettonati anche nelle scuole del territorio; mentre a livello nazionale il 55,6% degli studenti opta per un liceo, nel territorio provinciale il 44,6% dei ragazzi sceglie un indirizzo liceale. È lo scientifico in testa alle preferenze tra i licei (42,9%). Costante l’interesse per il liceo scientifico puro; in diminuzione le richieste di iscrizione al liceo scientifico opzione scienze applicate e al liceo scientifico sportivo.

Tra gli istituti tecnici, scelti dal 30,9% degli studenti, in linea con il dato nazionale (31,6%), amministrazione finanza e marketing e informatica e telecomunicazioni si confermano gli indirizzi di maggior interesse. Crescono le domande relative all’indirizzo elettronica ed elettrotecnica (+2,1%).

Si conferma il divario tra il dato nazionale e quello provinciale sulle scelte degli istituti professionali, compresi i percorsi triennali di IeFP: a livello provinciale si attesta al 24,5% (+1,9% rispetto al precedente anno), a livello nazionale, si attesta al 12,7% (+0,6% rispetto al precedente anno).

Si rileva un aumento delle richieste di iscrizione agli istituti professionali rispetto al precedente anno (+46): l’indirizzo servizi per la sanità e l’assistenza sociale resta sempre il più attrattivo, registrando il 30,5% delle richieste di iscrizione a un indirizzo professionale. Seguono industria e artigianato per il made in Italy con il 14,4% e manutenzione e assistenza tecnica con il 13,7%.

Si registra una netta diminuzione delle richieste di iscrizione ai percorsi di IeFP erogati in regime sussidiario dagli istituti superiori: si è passati da 55 alunni dello scorso anno a 18 alunni su 4 percorsi di IeFP.

Per i Cfp si registra un moderato aumento delle richieste di iscrizione, passando da 303 alunni iscritti a 349.

Per l’anno scolastico 2024/2025 è stato attivato un nuovo percorso di istruzione professionale: operatore agricolo gestione allevamenti – curvatura operatore casaro d’alpeggio al Cfp Alberghiero di Casargo Apaf, che ha registrato una risposta positiva (7 iscritti).

Anche le iscrizioni agli istituti paritari sono in aumento (+1%), passando da 150 alunni a 181 alunni iscritti.

“Il costante monitoraggio dei dati sulle iscrizioni – commenta il Consigliere provinciale delegato all’Istruzione, Formazione professionale e Centri impiego Carlo Maluganirappresenta un utile strumento per adeguare e riformulare annualmente il piano dell’offerta formativa provinciale. L’indagine impone una conseguente e necessaria valutazione da parte di tutte le istituzioni coinvolte nell’approvazione del Piano dell’offerta formativa, per comprendere gli interessi degli studenti e sviluppare percorsi formativi di successo e di stimolo per i ragazzi e per l’assetto produttivo del territorio”.

Il Provveditore Adamo Castelnuovo sottolinea: “Le iscrizioni alle classi prime degli istituti statali di scuola secondaria di secondo grado della provincia, formalizzate dalle famiglie entro il 10 febbraio scorso e riferite al prossimo anno scolastico 2024/25, evidenziano, rispetto a quelle pervenute per l’anno scolastico in corso, una leggera flessione dei percorsi di istruzione liceale (- 5%) e dell’istruzione tecnica (- 2,2%), a fronte di un sensibile incremento delle iscrizioni ai percorsi di studio del settore professionale (+ 13,5%), con particolare riferimento ai percorsi di servizi per la sanità e l’assistenza sociale e servizi commerciali”.

 

DISSESTO IDROGEOLOGICO PNRR

Continua l’impegno della Provincia di Como per aggiudicare nei tempi previsti le gare d’appalto del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (P.N.R.R).

In questi giorni, in particolare, la SAP ha aggiudicato tutti i lavori relativi alla riduzione del rischio di alluvione e rischio idrogeologico lungo la viabilità di competenza della Provincia di Como (Missione M2, Componente C4 investimento 2.1B del P.N.R.R.).

 

Quattro gli interventi finanziati, per un valore complessivo di oltre 6 milioni di euro:

 

Queste aggiudicazioni rappresentano un passo avanti fondamentale per la sicurezza del nostro territorio e dei cittadini, oltre che una risposta concreta alle sfide poste dai cambiamenti climatici – ha dichiarato il Presidente della Provincia di Como, Fiorenzo BongiascaGli interventi previsti contribuiranno a ridurre significativamente il rischio di alluvioni e frane, garantendo un ambiente più sicuro per tutti coloro che percorrono le nostre strade provinciali.”

 

I dettagli dei lavori e dei relativi importi sono disponibili sul sito della Provincia di Como:

Sono attualmente in corso anche diverse gare P.N.R.R relative al rischio idrogeologico per conto dei Comuni convenzionati con la SAP:

 

Partirà a breve invece:

  • Carate Urio, manutenzione straordinaria in alveo per la stabilizzazione del materiale alluvionale, realizzazione di briglie, laminazioni, argini

“Gli eventi alluvionali che hanno interessato la nostra provincia negli ultimi anni ci hanno ricordato, ancora una volta, l’importanza di investire nella difesa del territorio e nella riduzione del rischio idrogeologico. I cambiamenti climatici stanno rendendo questi fenomeni sempre più frequenti e intensi, e la nostra responsabilità è quella di mettere in campo tutte le misure necessarie per proteggere i cittadini e le loro abitazioni – ha aggiunto il Presidente Bongiasca – In questo senso, la Provincia di Como sta svolgendo un ruolo di primo piano, sia attraverso l’attuazione di interventi diretti sulla viabilità di competenza provinciale, sia attraverso il supporto ai Comuni convenzionati con la SAP affinché possano aggiudicare nei tempi e nelle modalità previste i lavori per i quali hanno ottenuto il finanziamento”.

 

Cerca