Esplora tutte le news

INCONTRO ALL’UPI, SUL TAVOLO IL TEMA DELLE PROVINCE MONTANE. PADRIN: «SERVONO CERTEZZE PER QUANTO RIGUARDA LE RISORSE»  

«A dieci anni esatti dall’introduzione della legge Delrio possiamo dire che la riforma ha fallito nei suoi intenti. Che le Province non sono inutili: servono come enti di coordinamento e strumenti di governo dei territori, ed eliminarle non è a costo zero per i cittadini. In estrema sintesi, possiamo dire che per dare un futuro alle Province serve un elemento basilare: la certezza delle risorse, quanto meno per le funzioni fondamentali». È quanto afferma il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin, a margine di un incontro a Roma all’Upi (Unione Province d’Italia) con il direttore Piero Antonelli. Sul tavolo, la situazione delle Province interamente montane e la sopravvivenza dei servizi d’area vasta nei territori di montagna.

La Provincia di Belluno infatti tiene sempre monitorati i dati dello spopolamento e recentemente ha preparato un dossier (consegnato al ministro Tajani a inizio dicembre) in cui sono considerati anche i numeri della perdita dei servizi nelle aree montane, e vengono proposte alcune possibili soluzioni, a partire da un rafforzamento del ruolo dell’ente quale casa dei servizi per i Comuni. 

«Ogni considerazione ha alla base un presupposto imprescindibile: la certezza di un perimetro economico all’interno del quale potersi muovere. Oggi questo perimetro è sempre meno definito, anche per quanto riguarda le funzioni fondamentali» sottolinea il presidente Padrin, che con il direttore Upi Antonelli ha parlato proprio dei tagli registrati da tutte le Province d’Italia negli ultimi anni. «Solo per citare un caso noto per quanto riguarda Belluno, dal 2014 a oggi abbiamo subito l’azzeramento dei trasferimenti statali in materia di viabilità. Trasferimenti che fino al 2011 valevano 15 milioni di euro l’anno. Da qualche anno poi dobbiamo fare i conti con il prelievo forzoso, che significa dover rinunciare a risorse importanti: nel 2024 i trasferimenti statali in entrata sarebbero di 33,8 milioni, ma solo teoricamente perché la Provincia deve “restituire” allo Stato circa 31,7 milioni come contributo alla finanza pubblica. È chiaro che in queste condizioni la possibilità di manovra è fortemente ridotta. E per la montagna è un disastro, dato che servirebbe un rafforzamento dei servizi non certo una riduzione. Con Upi stiamo spingendo da tempo perché le Province, specie quelle interamente montane, abbiano certezze sulle entrate che oggi sono soggette al variare dei trasferimenti statali e alle fluttuazioni del mercato dell’auto, dato che sostanzialmente sono Ipt (iscrizione al pubblico registro automobilistico) e Rc auto. Ringrazio il direttore Antonelli per il suo impegno fattivo sul tema: senza certezze, le Province rischiano di non dare le risposte che i cittadini e i territori chiedono».

INCONTRO ALL’UPI, SUL TAVOLO IL TEMA DELLE PROVINCE MONTANE. PADRIN: «SERVONO CERTEZZE PER QUANTO RIGUARDA LE RISORSE»  

«A dieci anni esatti dall’introduzione della legge Delrio possiamo dire che la riforma ha fallito nei suoi intenti. Che le Province non sono inutili: servono come enti di coordinamento e strumenti di governo dei territori, ed eliminarle non è a costo zero per i cittadini. In estrema sintesi, possiamo dire che per dare un futuro alle Province serve un elemento basilare: la certezza delle risorse, quanto meno per le funzioni fondamentali». È quanto afferma il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin, a margine di un incontro a Roma all’Upi (Unione Province d’Italia) con il direttore Piero Antonelli. Sul tavolo, la situazione delle Province interamente montane e la sopravvivenza dei servizi d’area vasta nei territori di montagna.

La Provincia di Belluno infatti tiene sempre monitorati i dati dello spopolamento e recentemente ha preparato un dossier (consegnato al ministro Tajani a inizio dicembre) in cui sono considerati anche i numeri della perdita dei servizi nelle aree montane, e vengono proposte alcune possibili soluzioni, a partire da un rafforzamento del ruolo dell’ente quale casa dei servizi per i Comuni. 

«Ogni considerazione ha alla base un presupposto imprescindibile: la certezza di un perimetro economico all’interno del quale potersi muovere. Oggi questo perimetro è sempre meno definito, anche per quanto riguarda le funzioni fondamentali» sottolinea il presidente Padrin, che con il direttore Upi Antonelli ha parlato proprio dei tagli registrati da tutte le Province d’Italia negli ultimi anni. «Solo per citare un caso noto per quanto riguarda Belluno, dal 2014 a oggi abbiamo subito l’azzeramento dei trasferimenti statali in materia di viabilità. Trasferimenti che fino al 2011 valevano 15 milioni di euro l’anno. Da qualche anno poi dobbiamo fare i conti con il prelievo forzoso, che significa dover rinunciare a risorse importanti: nel 2024 i trasferimenti statali in entrata sarebbero di 33,8 milioni, ma solo teoricamente perché la Provincia deve “restituire” allo Stato circa 31,7 milioni come contributo alla finanza pubblica. È chiaro che in queste condizioni la possibilità di manovra è fortemente ridotta. E per la montagna è un disastro, dato che servirebbe un rafforzamento dei servizi non certo una riduzione. Con Upi stiamo spingendo da tempo perché le Province, specie quelle interamente montane, abbiano certezze sulle entrate che oggi sono soggette al variare dei trasferimenti statali e alle fluttuazioni del mercato dell’auto, dato che sostanzialmente sono Ipt (iscrizione al pubblico registro automobilistico) e Rc auto. Ringrazio il direttore Antonelli per il suo impegno fattivo sul tema: senza certezze, le Province rischiano di non dare le risposte che i cittadini e i territori chiedono».

STRADA PROVINCIALE MONDAVIESE, LAVORI SUL PONTE CONCLUSI DALLA PROVINCIA

Conclusi i lavori di messa in sicurezza del ponte tra Fossombrone e Ghilardino sulla strada provinciale 5 Mondaviese, all’altezza del quarto chilometro, a ridosso dello svincolo della superstrada Fossombrone Est. L’intervento ha visto un investimento di 200mila euro da parte della Provincia. Grazie all’operazione sono state installate barriere di sicurezza moderne e prestazionali, in acciaio corten, con il consolidamento dei cordoli di ancoraggio.

«Intervento strategico per la sicurezza e atteso da tempo – sottolinea il presidente della Provincia Giuseppe Paolini –, considerato che la strada è molto trafficata e rappresenta un collegamento rilevante per l’entroterra tra i Comuni di Fossombrone, Sant’Ippolito e Pergola. Costeggiando anche la strada statale 73 bis di Bocca Trabaria. L’operazione contribuisce alla stabilità delle infrastrutture e alla messa in sicurezza delle arterie provinciali». A condurre i lavori principali è stata la ditta Paci di Monteciccardo, mentre la Bianchini srl (Città di Castello) si è occupata dell’installazione delle barriere di sicurezza stradale.

«Un altro tassello per il nostro programma ‘Ponti sicuri’ – sottolinea il dirigente provinciale Mario Primavera – che prevede la vigilanza continua dei ponti per garantire le migliori condizioni di sicurezza e transitabilità della circolazione».

Soddisfatti il sindaco di Fossombrone Massimo Berloni e il vicesindaco Michele Chiarabilli: «Si tratta di un intervento importantissimo di manutenzione straordinaria e consolidamento per la nostra comunità. Ma anche per tutti coloro che usufruiscono della viabilità nel collegamento verso Ghilardino, Isola di Fano e zona industriale di Pian di Rose. Ringraziamo la Provincia per la grande sensibilità dimostrata alle problematiche del nostro territorio, oltre alla ditta per l’ottimo lavoro svolto in tempi record».

UN TAVOLO PROVINCIALE PER LA SICUREZZA SUL LAVORO

Si è riunito questa mattina a Palazzo Allende il Tavolo provinciale per la salute, la sicurezza e la legalità nei luoghi di lavoro. Articolazione locale del Patto per il lavoro e il clima della Regione Emilia-Romagna e frutto anche dell’incontro promosso, su questi temi, dalla Prefettura a fine ottobre, il Tavolo – presieduto dal presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni – vede protagonisti, oltre al Comune capoluogo, Camera di commercio, Ausl, associazioni imprenditoriali, Cgil, Cisl e Uil, Ispettorato territoriale del lavoro, Ufficio scolastico, Università, cooperative e associazioni di categoria nei settori dell’agricoltura, del commercio e dell’artigianato, Ordini professionali e Cassa edile.

Obiettivo del Tavolo, quello di realizzare ogni sforzo utile per ridurre drasticamente infortuni e incidenti sul lavoro, assicurando livelli più elevati di salute e sicurezza a tutti i lavoratori – a partire dai più deboli e con un’attenzione particolare ai settori più delicati (edilizia, logistica, agricoltura e terziario) – e promuovendo la cultura della prevenzione, specie tra i più giovani, condividendo buone prassi e individuando progetti, anche formativi, che colgano fabbisogni specifici del territorio.

La costituzione del Tavolo è stata salutata con grande favore da tutti i rappresentanti degli enti e delle associazioni intervenute nella Sala del Consiglio provinciale, che hanno assicurato il massimo impegno nel proseguire questo importante di lavoro di squadra finalizzato ad aumentare la sicurezza e la legalità nei luoghi di lavoro. Già individuati, nel corso dell’incontro di questa mattina, i primi tre filoni sui quali il lavoro si articolerà nei prossimi mesi. “A partire da incontri tematici, i primi già a fine febbraio, focalizzati sulle specificità , e le rispettive criticità, di quattro comparti: agricoltura, edilizia, logistica e terziario – ha sintetizzato in conclusione il presidente della Provincia, Giorgio Zanni –  Le applicazioni normative, compresa la possibilità di aggiornamento e approfondimento dei vari documenti di valutazione dei rischi, saranno al centro di un altro gruppo di lavoro, così come tutti gli aspetti relativi alle attività di sensibilizzazione e informazione, anche tramite percorsi rivolti tanto a chi è già nel mondo del lavoro, quanto a chi si appresta ad entrarvi, dunque con un forte coinvolgimento di scuole e università”.

 

UN TAVOLO PROVINCIALE PER LA SICUREZZA SUL LAVORO

Si è riunito questa mattina a Palazzo Allende il Tavolo provinciale per la salute, la sicurezza e la legalità nei luoghi di lavoro. Articolazione locale del Patto per il lavoro e il clima della Regione Emilia-Romagna e frutto anche dell’incontro promosso, su questi temi, dalla Prefettura a fine ottobre, il Tavolo – presieduto dal presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni – vede protagonisti, oltre al Comune capoluogo, Camera di commercio, Ausl, associazioni imprenditoriali, Cgil, Cisl e Uil, Ispettorato territoriale del lavoro, Ufficio scolastico, Università, cooperative e associazioni di categoria nei settori dell’agricoltura, del commercio e dell’artigianato, Ordini professionali e Cassa edile.

Obiettivo del Tavolo, quello di realizzare ogni sforzo utile per ridurre drasticamente infortuni e incidenti sul lavoro, assicurando livelli più elevati di salute e sicurezza a tutti i lavoratori – a partire dai più deboli e con un’attenzione particolare ai settori più delicati (edilizia, logistica, agricoltura e terziario) – e promuovendo la cultura della prevenzione, specie tra i più giovani, condividendo buone prassi e individuando progetti, anche formativi, che colgano fabbisogni specifici del territorio.

La costituzione del Tavolo è stata salutata con grande favore da tutti i rappresentanti degli enti e delle associazioni intervenute nella Sala del Consiglio provinciale, che hanno assicurato il massimo impegno nel proseguire questo importante di lavoro di squadra finalizzato ad aumentare la sicurezza e la legalità nei luoghi di lavoro. Già individuati, nel corso dell’incontro di questa mattina, i primi tre filoni sui quali il lavoro si articolerà nei prossimi mesi. “A partire da incontri tematici, i primi già a fine febbraio, focalizzati sulle specificità , e le rispettive criticità, di quattro comparti: agricoltura, edilizia, logistica e terziario – ha sintetizzato in conclusione il presidente della Provincia, Giorgio Zanni –  Le applicazioni normative, compresa la possibilità di aggiornamento e approfondimento dei vari documenti di valutazione dei rischi, saranno al centro di un altro gruppo di lavoro, così come tutti gli aspetti relativi alle attività di sensibilizzazione e informazione, anche tramite percorsi rivolti tanto a chi è già nel mondo del lavoro, quanto a chi si appresta ad entrarvi, dunque con un forte coinvolgimento di scuole e università”.

 

“CROSSOVER” PORTA NELLE SCUOLE SUPERIORI LO SPORT E LA CORRETTA ALIMENTAZIONE

Prende il nome da una manovra di basket il progetto ideato e realizzato dalla Provincia di Brescia e da ESA – Educazione alla Salute Attiva con la collaborazione della Pallacanestro Brescia: “CROSSOVER” è – in gergo – il cambio di direzione, ovvero ciò che intende promuovere nelle scuole superiori bresciane il progetto che vede come protagoniste la corretta nutrizione e la cura del corpo grazie alla pratica dell’attività sportiva. Un cambio di direzione su come i giovani studenti si misurano con il diritto alla salute e il dovere di prendersi cura di sé, da affrontare con il supporto di due testimonial d’eccezione: David Moss e Amedeo Della Valle.

“CROSSOVER non è solo una proposta educativa – ha commentato Filippo Ferrari, Consigliere delegato all’Istruzione – ma una vera e propria filosofia che pone al centro la corretta nutrizione e la cura del corpo attraverso la pratica dell’attività sportiva. Vogliamo incoraggiare i giovani studenti a considerare la salute e la cura di sé come un percorso da affrontare con consapevolezza e impegno. Confidiamo che questo progetto avrà un impatto positivo duraturo sulla vita dei giovani bresciani, incoraggiandoli a compiere scelte consapevoli per un futuro più sano e equilibrato. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questa iniziativa e sono fiducioso che CROSSOVER diventerà un modello di successo per promuovere la salute e il benessere nelle nostre scuole.”

L’iniziativa coinvolgerà inizialmente due scuole superiori, il Liceo Classico “Arnaldo” di Brescia e l’Istituto di Istruzione Superiore “V. Capirola” di Leno. Gli incontri prevedono un intervento di Nini Ferrari, fondatrice di ESA, sul tema del diritto alla salute e dovere di prendersi cura di sé, seguito dalla testimonianza di due professionisti del mondo della pallacanestro, ovvero David Moss e Amedeo Della Valle. Toccherà all’alimentazione sana e consapevole chiudere l’incontro, tema trattato da Sara Bosio, nutrizionista di ESA. Al termine degli incontri verrà presentato il concorso a cui gli studenti potranno partecipare: in base alle informazioni ricevute, verrà premiata la miglior ricetta preparata dagli studenti. In palio saranno messi biglietti per partecipare a manifestazioni culturali, sportive e artistiche.

“La realizzazione del progetto CROSSOVER – ha dichiarato Nini Ferrari, fondatrice di ESA – rappresenta un passo significativo verso la promozione della prevenzione primaria nelle scuole bresciane. Come fondatrice di ESA, impegnata nella prevenzione del tumore al seno, ritengo fondamentale sottolineare l’importanza di iniziative come questa, che pongono al centro la conduzione di stili di vita sani. La prevenzione primaria, basata sulla promozione di abitudini e comportamenti salutari, gioca un ruolo cruciale nella riduzione del rischio di malattie croniche, inclusi i tumori. Educare i giovani fin dalla scuola superiore sull’importanza di una corretta nutrizione e della pratica regolare di attività fisica è un investimento nella loro salute a lungo termine.”

“Per noi è un onore collaborare a questo progetto dedicato alla salute – ha commentato Graziella Bragaglio, Presidente di Pallacanestro Brescia. La nostra vita si trasforma attraverso scelte di vita corrette e dobbiamo essere consapevoli di ciò che mettiamo nel piatto perché noi siamo ciò che mangiamo. Lo sport potenzia l’energia ma per rafforzare il nostro sistema immunitario e mantenere una mente lucida dobbiamo investire sulla corretta nutrizione optando per cibi freschi e pieni di vitalità. La nostra salute dipende solo dalle nostre scelte. Attraverso i nostri atleti saremo molto attivi nel trasmettere messaggi legati al connubio tra il valore dello sport e la corretta nutrizione”.

“CROSSOVER” PORTA NELLE SCUOLE SUPERIORI LO SPORT E LA CORRETTA ALIMENTAZIONE

Prende il nome da una manovra di basket il progetto ideato e realizzato dalla Provincia di Brescia e da ESA – Educazione alla Salute Attiva con la collaborazione della Pallacanestro Brescia: “CROSSOVER” è – in gergo – il cambio di direzione, ovvero ciò che intende promuovere nelle scuole superiori bresciane il progetto che vede come protagoniste la corretta nutrizione e la cura del corpo grazie alla pratica dell’attività sportiva. Un cambio di direzione su come i giovani studenti si misurano con il diritto alla salute e il dovere di prendersi cura di sé, da affrontare con il supporto di due testimonial d’eccezione: David Moss e Amedeo Della Valle.

“CROSSOVER non è solo una proposta educativa – ha commentato Filippo Ferrari, Consigliere delegato all’Istruzione – ma una vera e propria filosofia che pone al centro la corretta nutrizione e la cura del corpo attraverso la pratica dell’attività sportiva. Vogliamo incoraggiare i giovani studenti a considerare la salute e la cura di sé come un percorso da affrontare con consapevolezza e impegno. Confidiamo che questo progetto avrà un impatto positivo duraturo sulla vita dei giovani bresciani, incoraggiandoli a compiere scelte consapevoli per un futuro più sano e equilibrato. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questa iniziativa e sono fiducioso che CROSSOVER diventerà un modello di successo per promuovere la salute e il benessere nelle nostre scuole.”

L’iniziativa coinvolgerà inizialmente due scuole superiori, il Liceo Classico “Arnaldo” di Brescia e l’Istituto di Istruzione Superiore “V. Capirola” di Leno. Gli incontri prevedono un intervento di Nini Ferrari, fondatrice di ESA, sul tema del diritto alla salute e dovere di prendersi cura di sé, seguito dalla testimonianza di due professionisti del mondo della pallacanestro, ovvero David Moss e Amedeo Della Valle. Toccherà all’alimentazione sana e consapevole chiudere l’incontro, tema trattato da Sara Bosio, nutrizionista di ESA. Al termine degli incontri verrà presentato il concorso a cui gli studenti potranno partecipare: in base alle informazioni ricevute, verrà premiata la miglior ricetta preparata dagli studenti. In palio saranno messi biglietti per partecipare a manifestazioni culturali, sportive e artistiche.

“La realizzazione del progetto CROSSOVER – ha dichiarato Nini Ferrari, fondatrice di ESA – rappresenta un passo significativo verso la promozione della prevenzione primaria nelle scuole bresciane. Come fondatrice di ESA, impegnata nella prevenzione del tumore al seno, ritengo fondamentale sottolineare l’importanza di iniziative come questa, che pongono al centro la conduzione di stili di vita sani. La prevenzione primaria, basata sulla promozione di abitudini e comportamenti salutari, gioca un ruolo cruciale nella riduzione del rischio di malattie croniche, inclusi i tumori. Educare i giovani fin dalla scuola superiore sull’importanza di una corretta nutrizione e della pratica regolare di attività fisica è un investimento nella loro salute a lungo termine.”

“Per noi è un onore collaborare a questo progetto dedicato alla salute – ha commentato Graziella Bragaglio, Presidente di Pallacanestro Brescia. La nostra vita si trasforma attraverso scelte di vita corrette e dobbiamo essere consapevoli di ciò che mettiamo nel piatto perché noi siamo ciò che mangiamo. Lo sport potenzia l’energia ma per rafforzare il nostro sistema immunitario e mantenere una mente lucida dobbiamo investire sulla corretta nutrizione optando per cibi freschi e pieni di vitalità. La nostra salute dipende solo dalle nostre scelte. Attraverso i nostri atleti saremo molto attivi nel trasmettere messaggi legati al connubio tra il valore dello sport e la corretta nutrizione”.

Direttivo Province a Roma, Marcon (UPI Veneto): “Pesanti i tagli della legge di bilancio 2024. Accelerare l’iter di riforma delle Province. Terzo mandato anche ai sindaci di Comuni sopra i 15.000 abitanti”

L’Unione Province del Veneto ha partecipato oggi alla riunione del Comitato Direttivo di UPI nazionale a Roma: sul tavolo innanzitutto la riforma delle Province il cui iter oggi è sospeso in Commissione Affari Istituzionali del Senato con l’urgenza del riordino e rafforzamento delle funzioni e il ripristino della rappresentanza elettiva degli organi; quindi gli effetti della Legge di Bilancio 2024 sull’attività delle Province, il riordino dei tributi provinciali alla luce dell’art. 14 secondo la legge delega fiscale 111 del 2023, lo stato di attuazione dei progetti delle Province finanziati nell’ambito del PNRR e del PNC. Sono state inoltre condivise alcune riflessioni sulla proposta di aprire a un terzo mandato per i sindaci, considerando anche l’eventualità di limitare la norma riservandola ai sindaci dei Comuni fino a 15.000 abitanti. Presente oggi al Direttivo di UPI nazionale anche la Sottosegretaria del Ministero dell’Interno Wanda Ferro.

 

“Oggi a Roma abbiamo condiviso con la Sottosegretaria le criticità che abbiamo ribadito più volte e che continuano a gravare sulle Province del Veneto e sulla Città Metropolitana – commenta Stefano Marcon, presidente UPI Venetola Legge di Bilancio 2024 non fa altro che pesare ancor di più con il taglio di 100 milioni nel prossimo biennio sui bilanci degli Enti, già provati dalle minori entrate per la crisi del mercato dell’auto (una perdita di 390 milioni di euro tra RcAuto e IPT a livello nazionale dal 2019 al 2022, che corrisponde a – 47.515.492 euro solo per le Province venete), così come le maggiori spese determinate dai rincari energetici (per cui comunque la Legge di Bilancio 2023 aveva previsto un fondo di 50 milioni a compensazione) ma soprattutto dagli aumenti dei costi dei materiali, per cui sono stati necessari ulteriori investimenti in molti casi a carico degli Enti stessi per evitare che cantieri PNRR già avviati rischiassero di bloccarsi: nonostante questi pesanti aumenti, tutti gli interventi di edilizia scolastica sono partiti in linea con le tempistiche fissate dal Ministero, grazie a un grande sforzo da parte di tutte e 6 le Province così come della Città Metropolitana di Venezia, poiché tutte le Amministrazioni sono riuscite ad aggiudicare i lavori entro il termine ultimo del 30 novembre 2023. Ricordo che siamo riusciti a portare avanti questo ampio programma pur continuando a persistere il pesante prelievo forzoso a carico dei bilanci delle Province da versare allo stato, che vale rispettivamente per Province e la Città Metropolitana di Venezia 124 milioni nel 2023 e poco meno di 123 milioni nel 2024. Basterebbe la sola eliminazione del prelievo forzoso per ridare agli Enti le risorse necessarie a dotare le Amministrazioni del personale necessario e compensare le fluttuazioni dei prezzi dei materiali nei cantieri. A chiusura, ho condiviso con il Direttivo anche una riflessione sui benefici che aprire al terzo mandato per i sindaci apporterebbe a livello territoriale: la continuità amministrativa, votata e voluta dai cittadini, rappresenta un valore aggiunto per proseguire le attività già avviate sul campo, forte dell’esperienza già consolidata grazie ai precedenti mandati. Al contempo, come UPI Veneto esprimiamo invece dubbi sulla proposta di riservare la possibilità di accedere al terzo mandato ai soli sindaci dei Comuni fino a 15.000 abitanti: questo produrrebbe una grande disuguaglianza potenziale, escludendo a priori, da un lato, di dare la possibilità ai cittadini soddisfatti dell’operato del proprio sindaco di riconfermare lui la fiducia e, dall’altro, al sindaco stesso di proseguire gli interventi già avviati e raccogliere le nuove istanze della comunità che lo ritiene un buon Amministratore.  Questa proposta “limitativa” parrebbe dunque essere una contraddizione rispetto al principio di uguaglianza “la legge è uguale per tutti”. Auspichiamo che l’apertura al terzo mandato si confermi estesa e indistinta, per tutti i Comuni”.

 

Direttivo Province a Roma, Marcon (UPI Veneto): “Pesanti i tagli della legge di bilancio 2024. Accelerare l’iter di riforma delle Province. Terzo mandato anche ai sindaci di Comuni sopra i 15.000 abitanti”

L’Unione Province del Veneto ha partecipato oggi alla riunione del Comitato Direttivo di UPI nazionale a Roma: sul tavolo innanzitutto la riforma delle Province il cui iter oggi è sospeso in Commissione Affari Istituzionali del Senato con l’urgenza del riordino e rafforzamento delle funzioni e il ripristino della rappresentanza elettiva degli organi; quindi gli effetti della Legge di Bilancio 2024 sull’attività delle Province, il riordino dei tributi provinciali alla luce dell’art. 14 secondo la legge delega fiscale 111 del 2023, lo stato di attuazione dei progetti delle Province finanziati nell’ambito del PNRR e del PNC. Sono state inoltre condivise alcune riflessioni sulla proposta di aprire a un terzo mandato per i sindaci, considerando anche l’eventualità di limitare la norma riservandola ai sindaci dei Comuni fino a 15.000 abitanti. Presente oggi al Direttivo di UPI nazionale anche la Sottosegretaria del Ministero dell’Interno Wanda Ferro.

 

“Oggi a Roma abbiamo condiviso con la Sottosegretaria le criticità che abbiamo ribadito più volte e che continuano a gravare sulle Province del Veneto e sulla Città Metropolitana – commenta Stefano Marcon, presidente UPI Venetola Legge di Bilancio 2024 non fa altro che pesare ancor di più con il taglio di 100 milioni nel prossimo biennio sui bilanci degli Enti, già provati dalle minori entrate per la crisi del mercato dell’auto (una perdita di 390 milioni di euro tra RcAuto e IPT a livello nazionale dal 2019 al 2022, che corrisponde a – 47.515.492 euro solo per le Province venete), così come le maggiori spese determinate dai rincari energetici (per cui comunque la Legge di Bilancio 2023 aveva previsto un fondo di 50 milioni a compensazione) ma soprattutto dagli aumenti dei costi dei materiali, per cui sono stati necessari ulteriori investimenti in molti casi a carico degli Enti stessi per evitare che cantieri PNRR già avviati rischiassero di bloccarsi: nonostante questi pesanti aumenti, tutti gli interventi di edilizia scolastica sono partiti in linea con le tempistiche fissate dal Ministero, grazie a un grande sforzo da parte di tutte e 6 le Province così come della Città Metropolitana di Venezia, poiché tutte le Amministrazioni sono riuscite ad aggiudicare i lavori entro il termine ultimo del 30 novembre 2023. Ricordo che siamo riusciti a portare avanti questo ampio programma pur continuando a persistere il pesante prelievo forzoso a carico dei bilanci delle Province da versare allo stato, che vale rispettivamente per Province e la Città Metropolitana di Venezia 124 milioni nel 2023 e poco meno di 123 milioni nel 2024. Basterebbe la sola eliminazione del prelievo forzoso per ridare agli Enti le risorse necessarie a dotare le Amministrazioni del personale necessario e compensare le fluttuazioni dei prezzi dei materiali nei cantieri. A chiusura, ho condiviso con il Direttivo anche una riflessione sui benefici che aprire al terzo mandato per i sindaci apporterebbe a livello territoriale: la continuità amministrativa, votata e voluta dai cittadini, rappresenta un valore aggiunto per proseguire le attività già avviate sul campo, forte dell’esperienza già consolidata grazie ai precedenti mandati. Al contempo, come UPI Veneto esprimiamo invece dubbi sulla proposta di riservare la possibilità di accedere al terzo mandato ai soli sindaci dei Comuni fino a 15.000 abitanti: questo produrrebbe una grande disuguaglianza potenziale, escludendo a priori, da un lato, di dare la possibilità ai cittadini soddisfatti dell’operato del proprio sindaco di riconfermare lui la fiducia e, dall’altro, al sindaco stesso di proseguire gli interventi già avviati e raccogliere le nuove istanze della comunità che lo ritiene un buon Amministratore.  Questa proposta “limitativa” parrebbe dunque essere una contraddizione rispetto al principio di uguaglianza “la legge è uguale per tutti”. Auspichiamo che l’apertura al terzo mandato si confermi estesa e indistinta, per tutti i Comuni”.

 

GIORNO DELLA MEMORIA – MOSTRA E READING TEATRALE: UN DOPPIO EVENTO DA’ IL VIA ALLE INIZIATIVE DELLA SCUOLA PER LA PACE E DELLA PROVINCIA

Partono con un doppio evento le iniziative della Provincia di Lucca e della Scuola per la Pace in occasione del Giorno della Memoria 2024. Il 22 gennaio, infatti, viene inaugurata la mostra «Disegna ciò che vedi – Helga Weissova da Terezin: i disegni di una bambina» allestita a Palazzo Ducale, nella Sala Accademia I, con un doppio appuntamento, uno dedicato alle scuole (alle 10) e uno aperto a tutta la cittadinanza alle 17.

Ma due saranno anche gli event: assieme all’inaugurazione della mostra, è in programma anche  reading teatrale «Fiori spezzati, Anne e le altre bambine», la lettura di brani di diari di guerra e musica a cura di Sandra Tedeschi (voce narrante) e Maria Elena Lippi (chitarra e voce), che si terrà sempre in Sala Accademia I a Palazzo Ducale.

La mostra «Disegna ciò che vedi – Helga Weissova da Terezin: i disegni di una bambina» presenta le immagini che la giovane Helga dipinse nel campo di Terezin dal 1941, su esortazione del padre con cui era stata imprigionata assieme a tutta la famiglia. “Disegna ciò che vedi” le disse, consapevole che il talento artistico della ragazza avrebbe potuto essere una delle pochissime testimonianze a sopravvivere a quei giorni.

Helga nasce a Praga nel 1929, nello stesso anno di Anne Frank e, poco dopo il suo dodicesimo compleanno, viene internata nel ghetto di Terezin, assieme ai genitori di origine ebraica. Rimane nel ghetto per quasi 3 anni, per poi venire deportata ad Auschwitz, Freiburg e Mauthausen, dove è stata liberata con la madre nel 1945.

Fin da bambina ha uno straordinario talento per il disegno e riesce a sopravvivere alla dura vita del ghetto anche grazie alla sua abilità nel ritrarre scene di vita quotidiana. A differenza dei disegni dei bambini di Terezin che, guidati dalla pittrice Friedl Dicker Brandeis, raffiguravano quella che era la loro vita prima della deportazione, Helga ritrae con grande efficacia la tragica realtà del ghetto, vista con gli occhi di una bambina.

Ancora oggi, i suoi disegni rappresentano una testimonianza unica di quello scorcio di vita. Oggi Helga vive a Praga ed è un’affermata pittrice.

La mostra è aperta, a partire da lunedì 22 gennaio, dal lunedì al venerdì con orario 9-13 e 15-18. Sono previste anche due aperture straordinarie sabato 27 e domenica 28 gennaio dalle 15 alle 18.

Le scuole di ogni ordine e grado hanno la possibilità di visitare gratuitamente la mostra avvalendosi delle spiegazioni di una guida: per usufruire di questa opportunità, è obbligatoria la prenotazione.

Il reading teatrale«Fiori spezzati, Anne e le altre bambine» accompagnerà il taglio del nastro della mostra, sia la mattina che il pomeriggio. Si tratta della lettura di brani tratti dai diari di Anne Frank ed altri bambini e brani musicali suonati dal vivo, legati alla tradizione ebraica. Nei racconti di questi bambini, giovani scrittori che documentavano le loro esperienze e condividevano i loro sentimenti, riflettendo sui traumi sopportati durante quegli anni da incubo.

Le letture di questo reading teatrale sarà a cura di Sandra Tedeschi (voce narrante) e Maria Elena Lippi (chitarra e voce).

Il reading teatrale ha anche valenza di corso di formazione per i docenti e, per chi ne farà richiesta, sarà rilasciato un attestato di frequenza.

Tutte le informazioni relative agli appuntamenti in programma e per le prenotazioni si può contattare la Scuola per la Pace della Provincia alla mail [email protected] o al numero 0583/417481.

 

GIORNO DELLA MEMORIA – MOSTRA E READING TEATRALE: UN DOPPIO EVENTO DA’ IL VIA ALLE INIZIATIVE DELLA SCUOLA PER LA PACE E DELLA PROVINCIA

Partono con un doppio evento le iniziative della Provincia di Lucca e della Scuola per la Pace in occasione del Giorno della Memoria 2024. Il 22 gennaio, infatti, viene inaugurata la mostra «Disegna ciò che vedi – Helga Weissova da Terezin: i disegni di una bambina» allestita a Palazzo Ducale, nella Sala Accademia I, con un doppio appuntamento, uno dedicato alle scuole (alle 10) e uno aperto a tutta la cittadinanza alle 17.

Ma due saranno anche gli event: assieme all’inaugurazione della mostra, è in programma anche  reading teatrale «Fiori spezzati, Anne e le altre bambine», la lettura di brani di diari di guerra e musica a cura di Sandra Tedeschi (voce narrante) e Maria Elena Lippi (chitarra e voce), che si terrà sempre in Sala Accademia I a Palazzo Ducale.

La mostra «Disegna ciò che vedi – Helga Weissova da Terezin: i disegni di una bambina» presenta le immagini che la giovane Helga dipinse nel campo di Terezin dal 1941, su esortazione del padre con cui era stata imprigionata assieme a tutta la famiglia. “Disegna ciò che vedi” le disse, consapevole che il talento artistico della ragazza avrebbe potuto essere una delle pochissime testimonianze a sopravvivere a quei giorni.

Helga nasce a Praga nel 1929, nello stesso anno di Anne Frank e, poco dopo il suo dodicesimo compleanno, viene internata nel ghetto di Terezin, assieme ai genitori di origine ebraica. Rimane nel ghetto per quasi 3 anni, per poi venire deportata ad Auschwitz, Freiburg e Mauthausen, dove è stata liberata con la madre nel 1945.

Fin da bambina ha uno straordinario talento per il disegno e riesce a sopravvivere alla dura vita del ghetto anche grazie alla sua abilità nel ritrarre scene di vita quotidiana. A differenza dei disegni dei bambini di Terezin che, guidati dalla pittrice Friedl Dicker Brandeis, raffiguravano quella che era la loro vita prima della deportazione, Helga ritrae con grande efficacia la tragica realtà del ghetto, vista con gli occhi di una bambina.

Ancora oggi, i suoi disegni rappresentano una testimonianza unica di quello scorcio di vita. Oggi Helga vive a Praga ed è un’affermata pittrice.

La mostra è aperta, a partire da lunedì 22 gennaio, dal lunedì al venerdì con orario 9-13 e 15-18. Sono previste anche due aperture straordinarie sabato 27 e domenica 28 gennaio dalle 15 alle 18.

Le scuole di ogni ordine e grado hanno la possibilità di visitare gratuitamente la mostra avvalendosi delle spiegazioni di una guida: per usufruire di questa opportunità, è obbligatoria la prenotazione.

Il reading teatrale«Fiori spezzati, Anne e le altre bambine» accompagnerà il taglio del nastro della mostra, sia la mattina che il pomeriggio. Si tratta della lettura di brani tratti dai diari di Anne Frank ed altri bambini e brani musicali suonati dal vivo, legati alla tradizione ebraica. Nei racconti di questi bambini, giovani scrittori che documentavano le loro esperienze e condividevano i loro sentimenti, riflettendo sui traumi sopportati durante quegli anni da incubo.

Le letture di questo reading teatrale sarà a cura di Sandra Tedeschi (voce narrante) e Maria Elena Lippi (chitarra e voce).

Il reading teatrale ha anche valenza di corso di formazione per i docenti e, per chi ne farà richiesta, sarà rilasciato un attestato di frequenza.

Tutte le informazioni relative agli appuntamenti in programma e per le prenotazioni si può contattare la Scuola per la Pace della Provincia alla mail [email protected] o al numero 0583/417481.

 

NUOVI MEZZI PER LA PROVINCIA DELL’AQUILA, ACQUISTATI TRATTORI SPARGISALE E TAGLIARBA

Con l’acquisto di quattro trattori con attrezzatura spartineve e spargisale e due trattori attrezzati con trincia decespugliatrice si arricchisce il parco mezzi della Provincia dell’Aquila. Conclusa la procedura d’acquisto a fronte di un investimento di più di 1.100.000 Euro più iva, i mezzi sono stati consegnati rispettivamente dalla ditta Piolanti truck srl e dalla ditta Grante Luigi srl.

“Con questi nuovi mezzi in dotazione si continua a perseguire l’obiettivo strategico della  Provincia di efficientamento dei servizi connessi alla viabilità – dichiara il Presidente della Provincia Angelo Caruso, che conclude: ” un investimento che mira ad assicurare ai cittadini e agli operatori economici una maggiore sicurezza e fluidità del traffico sulle nostre strade, anche in condizioni climatiche nevose” 

Cerca