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Autonomia: il Ministro Calderoli incontra UPI de Pascale “Confermato l’impegno a restituire piena dignità alle Province”

“Il Ministro Calderoli ci ha confermato di considerare la revisione della legge sulle Province tra le sue priorità e ci ha garantito il suo impegno ad intervenire per restituire dignità istituzionale a questi enti, con la piena legittimazione democratica, l’ampliamento delle funzioni e la garanzia delle risorse necessarie. Ci auguriamo che il Governo riesca a portare a termine questo percorso, che riteniamo essenziale anche per una corretta attuazione dell’autonomia differenziata, valorizzando il ruolo fondamentale degli enti locali come realtà più capillare e prossima ai cittadini”. È il commento del Presidente dell’UPI Michele de Pascale al termine dell’incontro avuto con il Ministro degli Affari regionali e delle Autonomie, Roberto Calderoli,nell’ambito delle consultazioni che il Ministro ha avviato per discutere del percorso di attuazione dell’autonomia differenziata.
“Al Ministro – conclude de Pascale – abbiamo consegnato un documento con le nostre prime riflessioni sull’autonomia differenziata, sottolineando che le Province non hanno alcun pregiudizio negativo, ma è per noi essenziale che l’attuazione assicuri i valori di solidarietà e unità della Repubblica e, punto per noi fondamentale, che a una rafforzata funzione legislativa delle regioni corrisponda un’altrettanto forte devoluzione di funzioni amministrative a Comuni, Province e Città Metropolitane”.

Ecco il documento consegnato al Ministro Enti locali e regionalismo

Dimensionamento scolastico, per l’UPI Basilicata va reso definitivo il limite di 500 e 300 studenti per istituto.

Il tema del dimensionamento scolastico, in questi giorni ritornato d’attualità in vista del piano triennale 2022-24, registra un forte impulso dalle istituzioni lucane.

 

In particolare, il presidente dell’UPI Basilicata e della Provincia di Matera, Piero Marrese, e il suo omologo della Provincia di Potenza, Christian Giordano, hanno proposto di inserire il punto “5.6 Programmazione rete scolastica” al documento predisposto dall’UPI nazionale, denominato “Le proposte delle Province per la XIX legislatura”.

 

Partendo dal presupposto che la legge di bilancio 2022 ha fissato per gli anni scolastici 2022-23 e 2023-24, il limite inferiore a 300 e quello superiore a 500 unità per il dimensionamento scolastico, UPI Basilicata ritiene che sarebbe un grave problema per le aree svantaggiate, montane e le piccole isole se alla fine dell’anno scolastico 2023-24 si tornasse ai parametri di 600 e 400 alunni. Di qui, dunque, la proposta di stabilire in via definitiva o, in subordine per almeno 5 anni, che i limiti per il dimensionamento delle scuole ai fini dell’attribuzione del dirigente scolastico e del dsga vengano fissati a 500 unità, ridotti a 300 per le aree svantaggiate, montane e le piccole isole.

 

Altra proposta è quella di un nuovo criterio per le aree montane e svantaggiate: un istituto scolastico si può intendere dimensionato qualora, indipendentemente dal numero degli studenti, comprenda le sedi di 4 comuni oltre a quello dell’Istituto principale sede della presidenza. Ciò per garantire la presenza del dirigente anche nei plessi dei comuni aggregati in situazioni in cui il territorio montano e la difficoltà nella percorrenza delle strade la limiterebbe.

 

“L’obiettivo di queste proposte è tutelare gli interessi degli studenti e dei territori – ha sottolineato Marrese –, specie di quelli delle piccole comunità che risulterebbero penalizzati da parametri più alti. Ancora una volta segnala la positiva iniziativa delle due Province lucane che, unite, cercano soluzioni condivise in favore dei territori. Partendo dal presupposto che l’obiettivo delle istituzioni, specie quelle locali, è fare in modo che si tutelino le scuole affinché abbiano, laddove possibile, una guida autonoma, le nostre proposte vanno nella direzione di rimarcare che la programmazione non può non tenere conto delle comunità che afferiscono ai vari istituti. Per questo ritengo che nel dimensionare si debbano mantenere i limiti numerici attualmente in vigore. Ciò garantirebbe la tutela non solo della comunità scolastica, ma anche dei centri nei quali il plesso si trova”.

 

Il presidente della Provincia di Potenza, Christian Giordano ha da par suo sottolineato come “il percorso di organizzazione della rete scolastica provinciale, che ci vede impegnati insieme a tutte le componenti scolastiche, deve sempre essere teso a garantire il diritto all’istruzione pur in presenza del costante decremento della popolazione scolastica. Le nostre proposte vanno in questa direzione e cercano di tutelare le nostre piccole comunità”.

Dimensionamento scolastico, per l’UPI Basilicata va reso definitivo il limite di 500 e 300 studenti per istituto.

Il tema del dimensionamento scolastico, in questi giorni ritornato d’attualità in vista del piano triennale 2022-24, registra un forte impulso dalle istituzioni lucane.

 

In particolare, il presidente dell’UPI Basilicata e della Provincia di Matera, Piero Marrese, e il suo omologo della Provincia di Potenza, Christian Giordano, hanno proposto di inserire il punto “5.6 Programmazione rete scolastica” al documento predisposto dall’UPI nazionale, denominato “Le proposte delle Province per la XIX legislatura”.

 

Partendo dal presupposto che la legge di bilancio 2022 ha fissato per gli anni scolastici 2022-23 e 2023-24, il limite inferiore a 300 e quello superiore a 500 unità per il dimensionamento scolastico, UPI Basilicata ritiene che sarebbe un grave problema per le aree svantaggiate, montane e le piccole isole se alla fine dell’anno scolastico 2023-24 si tornasse ai parametri di 600 e 400 alunni. Di qui, dunque, la proposta di stabilire in via definitiva o, in subordine per almeno 5 anni, che i limiti per il dimensionamento delle scuole ai fini dell’attribuzione del dirigente scolastico e del dsga vengano fissati a 500 unità, ridotti a 300 per le aree svantaggiate, montane e le piccole isole.

 

Altra proposta è quella di un nuovo criterio per le aree montane e svantaggiate: un istituto scolastico si può intendere dimensionato qualora, indipendentemente dal numero degli studenti, comprenda le sedi di 4 comuni oltre a quello dell’Istituto principale sede della presidenza. Ciò per garantire la presenza del dirigente anche nei plessi dei comuni aggregati in situazioni in cui il territorio montano e la difficoltà nella percorrenza delle strade la limiterebbe.

 

“L’obiettivo di queste proposte è tutelare gli interessi degli studenti e dei territori – ha sottolineato Marrese –, specie di quelli delle piccole comunità che risulterebbero penalizzati da parametri più alti. Ancora una volta segnala la positiva iniziativa delle due Province lucane che, unite, cercano soluzioni condivise in favore dei territori. Partendo dal presupposto che l’obiettivo delle istituzioni, specie quelle locali, è fare in modo che si tutelino le scuole affinché abbiano, laddove possibile, una guida autonoma, le nostre proposte vanno nella direzione di rimarcare che la programmazione non può non tenere conto delle comunità che afferiscono ai vari istituti. Per questo ritengo che nel dimensionare si debbano mantenere i limiti numerici attualmente in vigore. Ciò garantirebbe la tutela non solo della comunità scolastica, ma anche dei centri nei quali il plesso si trova”.

 

Il presidente della Provincia di Potenza, Christian Giordano ha da par suo sottolineato come “il percorso di organizzazione della rete scolastica provinciale, che ci vede impegnati insieme a tutte le componenti scolastiche, deve sempre essere teso a garantire il diritto all’istruzione pur in presenza del costante decremento della popolazione scolastica. Le nostre proposte vanno in questa direzione e cercano di tutelare le nostre piccole comunità”.

UPI LAZIO IN CONSIGLIO REGIONALE PER IL COLLEGATO ALLA LEGGE DI STABILITÀ – auspichiamo che si avvii un coerente riordino delle funzioni locali

Nella giornata di ieri UPI Lazio è intervenuta in Consiglio regionale per l’esame della proposta di legge n. 346 del 10 ottobre 2022 recante “Disposizioni collegate alla legge di stabilità regionale 2022 e modificazioni di leggi regionali”, portando un contributo propositivo sul provvedimento legislativo che corona le attività del Consiglio regionale in questa legislatura.

Il Direttore di UPI Lazio, Gaetano Palombelli, è intervenuto all’audizione organizzata dalla Commissione IV (Bilancio), illustrando la posizione delle Province del Lazio: “occorre un intervento di riordino della legislazione regionale delle funzioni locali che valorizzi il ruolo di Roma capitale, Comuni, Province, Città metropolitana, per chiarire bene “chi fa cosa” e costruire un sistema equilibrato delle autonomie locali”.

Il Presidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Romoli, è intervenuto per conto di UPI Lazio alla riunione del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL) e ha condiviso con gli altri rappresentanti degli enti locali le osservazioni e le proposte di emendamento sulla proposta di legge: “il decentramento delle funzioni a Roma capitale è positivo, ma c’è bisogno di valorizzare le Province e la Città metropolitana nella materia del governo del territorio per semplificare le procedure di approvazione degli strumenti urbanistici, come richiesto dai Comuni d tutti i territori della regione”.

UPI Lazio – dichiara il Presidente, Antonio Pompeo – “auspica che all’inizio della prossima legislatura si costituisca una cabina di regia tra la Regione e le autonomie locali che coinvolga le associazioni regionali degli enti locali, il Sindaco di Roma capitale, i Sindaci dei Comuni capoluogo e i Presidenti delle Province, per avviare un percorso condiviso di riordino delle funzioni locali e coordinare il lavoro delle diverse istituzioni territoriali per il migliore utilizzo delle risorse europee.”

La Provincia di Salerno si racconta alla BMTA 2022 di Paestum

La Provincia di Salerno, nell’ambito della XXIV edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico che si tiene a Paestum dal 27 al 30 ottobre 2022, organizza giovedì 27 Ottobre, alle ore 16,00 presso la Sala Velia del Tabacchificio Cafasso, la Conferenza Nazionale sul Turismo culturale dal titolo “CHIAMATA ALLE ARTI: il racconto del patrimonio culturale delle Province”.

Il tavolo nazionale promosso dal Presidente della Provincia di Salerno Michele Strianese e dai Consiglieri provinciali Francesco Morra (delegato alla Cultura) e Pasquale Sorrentino (delegato al Turismo) con il patrocinio dell’UPI – Unione Province Italiane, ha come focus l’analisi dello stato attuale e la gestione e valorizzazione futura del patrimonio artistico, museale e culturale delle Province. Un patrimonio enorme, su tutto il territorio nazionale, profondamente penalizzato dalla riforma Delrio del 2014 che toglie alle Province le competenze su turismo, cultura e patrimonio culturale.

“Secondo noi – afferma il Consigliere delegato al Turismo Pasquale Sorrentino – cultura, turismo e promozione del territorio rappresentano un binomio inscindibile per il patrimonio ambientale, storico e culturale delle Province italiane. È il “racconto della bellezza”, cioè un percorso in cui confluiscono tutela del paesaggio, sostenibilità energetica e le sfide dell’innovazione digitale. Un racconto che include lo straordinario patrimonio culturale rappresentativo dell’identità del territorio e del legame delle comunità locali con le proprie origini.”

“In questa direzione – aggiunge il Consigliere delegato alla Cultura Francesco Morra – la nostra provincia salernitana è unica per la straordinaria osmosi tra costa, borghi ed aree interne, con una offerta turistica e culturale molto suggestiva. Si aggiunge a questo l’importante patrimonio culturale di proprietà dell’Ente Provincia, il Museo archeologico di Salerno, l’Area archeologica etrusco sannitica di Fratte, il Castello di Arechi, il Museo archeologico della Lucania occidentale, il Museo archeologico di Nocera Inferiore. Fondamentale quindi il nostro ruolo con le funzioni di coordinamento tra i Comuni e la filiera istituzionale.”

“La Provincia di Salerno – conclude il Presidente Michele Strianese – quest’anno, dopo tanto tempo, sarà di nuovo presente con una partecipazione diretta alla BMTA 2022 di Paestum. Prima della legge Delrio eravamo fra i promotori e organizzatori di questa importante manifestazione che valorizza patrimonio e turismo culturale, soprattutto per il nostro territorio provinciale, che include ben due siti riconosciuti dall’UNESCO patrimonio dell’umanità (Costiera amalfitana e del Parco del Cilento e Vallo di Diano, con le aree archeologiche di Paestum e di Velia, e con la Certosa di Padula). Senza dimenticare che anche la Dieta Mediterranea è stata riconosciuta patrimonio culturale immateriale dall’UNESCO.

Per questo, con la conferenza nazionale “CHIAMATA ALLE ARTI: il racconto del patrimonio culturale delle Province” vogliamo partire proprio dalla riforma Delrio e dalle conseguenze ricadute sul patrimonio culturale delle Province italiane. Saranno con noi anche Piero Antonelli Direttore Generale UPI Unione Province d’Italia e Michele de Pascale Presidente UPI Unione Province d’Italia. Interverranno inoltre i Presidenti delle Province campane e altri rappresentanti delle Province italiane.

UPI EMILIA-ROMAGNA: LE PROVINCE VANNO A BRUXELLES DELEGAZIONE DI AMMINISTRATORI E TECNICI PER LANCIARE IL PROGETTO EUROPA

Creare una centrale di diffusione delle informazioni, trasferimento di competenze e supporto territoriale in ambito provinciale, a copertura dell’intero territorio regionale, che possa garantire a tutti gli Enti locali (Province e Comuni – soprattutto i più piccoli) di poter conoscere e accedere, singolarmente o in forma aggregata, alle diverse opportunità europee di finanziamento, ma anche alle innumerevoli opportunità di partecipazione a livello nazionale ed interregionale che possono derivare dalla partecipazione attiva a questo processo di governance multilivello.

E’ quanto previsto dal progetto che UPI Emilia-Romagna ha avviato negli scorsi mesi e che sarà illustrato a Bruxelles da parte della delegazione di amministratori locali e funzionari delle  Province che accompagnerà il Presidente di Upi Gian Domenico Tomei e la direttrice Luana Plessi, in una tre giorni di incontri istituzionali dal 25 al 27 ottobre, tra cui l’eurodeputata Elisabetta Gualmini e Alessandro Giordani, membro della Commissione Europea.

Per il presidente Tomei «l’idea è che in ogni Provincia dell’Emilia-Romagna si possa arrivare ad avere un punto di contatto capace di confrontarsi con il Sistema Regionale, Regione e suo territorio, per fare sistema e per rafforzare la presenza e la partnership pubblico/privata rispetto alle altre Regioni d’Europa con le quali siamo chiamati a collaborare, ma anche con le istituzioni presenti a Bruxelles, per intercettare possibilità di sviluppo fino alla fonte. Dall’altro lato, un servizio che possa funzionare per tutti i Comuni come collettore di idee, strategie, pianificazione territoriale e management per l’impiego ottimale dei finanziamenti legati al recovery plan nazionale».

Il “Progetto Europa”, sostenuto dalla Giunta regionale proprio nell’ottica di creare, attraverso Upi il necessario supporto per le Province emiliano-romagnole nell’articolazione di un sistema di relazioni con le istituzioni europee e con principali sistemi di rappresentanza in Europa, coinvolge ora ance l’Assemblea legislativa con la quale è in fase di programmazione il corso di formazione per gli Enti Locali territoriali sulle tematiche dell’Europa e della Progettazione europea.

«E’ intenzione di Upi Emilia-Romagna garantire la continuazione dell’azione di informazione e formazione nelle Provincie e iniziare a programmare e progettare in modo sinergico così da offrire ai territori canali di accesso a finanziamenti e, soprattutto, capacità di lavorare in partenariato», prosegue poi il Presidente di UPI Gian Domenico Tomei.

Finanziamento 43 Aree Interne – 50 milioni anni 2023/2024

Pubblichiamo il decreto di finanziamento di 50 milioni di euro (per il biennio 2023/2024) previsto dall’articolo 1, comma 418 della legge di bilancio 234/2021, per interventi di straordinaria manutenzione della rete viaria per il miglioramento dell’accessibilità delle aree interne, decreto che ha ricevuto l’intesa in Conferenza Stato Città Autonomie Locali in data 12 ottobre 2022.

Si tratta di un finanziamento importante, che riconosce le Province quali soggetti attuatori cui compete il coordinamento degli interventi da effettuare sul territorio dei Comuni interessati dalle nuove 43 Aree Interne individuate dalla Delibera CIPESS del 2 agosto 2022.

Si prega di prendere visione con attenzione delle procedure e delle scadenze previste dagli articoli 1 (convocazione Assemblea dei Sindaci per individuazione degli interventi prioritari sulla rete viaria del territorio dell’Area interna) e 2 (Cronoprogramma).

schema di decreto 50 milioni 43 aree interne

Allegato 1 al decreto _Nota metodologica 50 milioni 43 aree interne

Allegato 2 al decreto_calcolo indici 50 milioni 43 aree interne

Allegato 3 al decreto_piano di riparto 50 milioni 43 aree interne

L’allarme delle Province. de Pascale “I costi delle opere del PNRR è aumentato del 50%. Serve intervento di UE e Governo”.

“Con il trend dell’aumento dei prezzi dell’energia e dei materiali, i costi delle opere del PNRR sono aumentati di almeno  il 50%. Una scuola che un territorio attendeva da anni e che doveva costare 10 milioni ora ci costa 15 milioni. Quello che l’Ue e il Governo dovrebbero capire è che la scuola che come Province chiedevamo da anni di realizzare la stiamo costruendo dentro la bolla di speculazione. O Comuni e Province ottengono da Governo e UE le risorse necessarie per coprire la spesa in più,  oppure cambiamo la tempistica di attuazione del PNRR. Anche perché noi Sindaci e Presidenti di Provincia faremo l’impossibile per portare a termine queste opere, ma se bandiamo oggi le gare, non troviamo ditte disposte a costruire a questi costi. Le gare vanno deserte”.

Lo ha detto  Presidente di UPI Michele de Pascale, intervenendo ad un dibattito con il Senatore Carlo Calenda al Festival delle Città di ALI Legautonomie in  corso a Roma.

PNRR, l’ allarme di Province piemontesi e Città metropolitana di Torino a Regione Piemonte

Un allarme dalle Province piemontesi e Città metropolitana di Torino nei confronti di Regione Piemonte in materia di assegnazione di risorse umane e professionali per dare attuazione al PNRR.
Il direttivo dell’UPI Piemonte – oggi pomeriggio lunedi 18 ottobre – durante la riunione dell’Osservatorio regionale Enti Locali ha rivendicato con forza il ruolo degli Enti di area vasta nella programmazione e gestione di fondi e risorse professionali che arriveranno dal piano nazionale di ripresa e resilienza.

Un ruolo a vantaggio soprattutto dei Comuni, in particolare quelli piccoli e medi (che in Piemonte sono la stragrande maggioranza) privi di personale e risorse tecniche.

Il presidente di UPI Piemonte Paolo Lanfranco, presidente della Provincia di Asti, ha ribadito come gli enti di area vasta siano pronti a mettersi in gioco sui progetti territoriali “sui quali – ha detto – mettiamo la faccia a livello locale, a condizione che Regione Piemonte ci riconosca un ruolo. Non vogliamo che da Regione Piemonte arrivino super consulenti strapagati, dei quali non sentiamo affatto la necessità: vorremo insomma poter condividere procedure e fabbisogni. Le Province piemontesi e Città metropolitana di Torino  hanno bisogno di integrare ed affiancare il proprio personale in modo stabile e continuativo. I piccoli e medi Comuni in particolare vedono negli Enti di area vasta delle realtà di riferimento e l’occasione di lavorare al PNRR è imperdibile per il nostri territori. Se le Province e Città metropolitana non saranno ritenute da Regione Piemonte il braccio operativo per vincere la sfida del PNRR, perdiamo una grande opportunità”.

Rete Mille Infrastrutture e UPI siglano un protocollo: insieme per monitorare i ponti

Rete 1000 Infrastrutture e UPI, Unione delle Province d’Italia, hanno siglato un protocollo di intesa, volto ad abilitare un dialogo continuo e strutturato che permetta di accrescere le reciproche conoscenze e competenze in materia di monitoraggio delle infrastrutture viarie dei territori, nell’interesse del sistema Paese.

In linea con gli obiettivi del PNRR in materie di infrastrutture, Rete e UPI instaureranno infatti un rapporto che consentirà alle Province di comprendere e contestualizzare il perimetro delle tecnologie applicabili all’attività di classificazione e gestione del rischio delle opere viarie. Le infrastrutture – ponti, viadotti, cavalcavia, gallerie e opere similari – di competenza delle settantasei Province italiane potranno beneficiare di soluzioni tecniche innovative e standardizzate su scala nazionale, a supporto del loro monitoraggio.

Nella definizione del protocollo sono contenute le azioni congiunte che Rete e UPI potranno attuare in maniera sinergica. Identificare i gap tecnologici, condividere le soluzioni sistemistiche con omogeneizzazione delle progettualità delle diverse Province e definire un piano temporale degli interventi che risponda a requisiti di breve, medio e lungo termine, sono le tappe che rappresentano la road map dell’intesa.

Il Protocollo prevede l’istituzione di un Comitato con l’obiettivo di identificare linee guida e modalità operative oggetto della collaborazione promuovendone gli ambiti verso le Province, e di monitorare e coordinare le diverse iniziative in atto, identificando eventuali attività di sperimentazione e progetti pilota.

Le distintive competenze della Rete, che permettono la realizzazione – mediante tecniche innovative multisensoriali, di intelligenza artificiale e satellitari – di una piattaforma in grado di permettere il monitoraggio continuo, statico e dinamico dei parametri che assicurano stabilità e sicurezza di ponti e gallerie delle vie di comunicazione vengono poste al servizio di UPI per stimolare e promuovere lo sviluppo del territorio del Paese.

MALTEMPO MARCHE, UPI: solidarietà alle famiglie delle vittime e alle comunità

“Ci stringiamo tutti alla comunità marchigiana, alle famiglie delle vittime, ai Sindaci e ai nostri Presidenti di Provincia che sono coinvolti in questa tragica alluvione.

Oggi nel primo pomeriggio è prevista una riunione del Comitato Direttivo UPI nella quale i Presidenti delle due Province che stanno affrontando questa drammatica emergenza, Giuseppe Paolini, Presidente della Provincia di Pesaro Urbino e Daniele Carnevali, Presidente della Provincia di Ancona, che sono da stanotte sul campo al fianco della Protezione Civile insieme agli uomini e ai mezzi delle Province per assistere le popolazioni e verificare i danni, riferiranno il quadro della situazione per individuare da subito gli interventi necessari. Le Province insieme all’UPI si uniscono nella solidarietà e nella piena disponibilità a fornire ogni aiuto”.

E’ quanto dichiara il Presidente dell’UPI, Michele de Pascale.

Alluvione Marche, il Presidente Paolini chiede lo stato di calamità

“La situazione è tragica, chiediamo lo stato di calamità”.

Lo ha detto a Cantiano il presidente Giuseppe Paolini, sul posto dopo l’alluvione che ha messo in ginocchio i territori del Catria, nella provincia di Pesaro e Urbino. «Ieri mi è subito tornato alla mente la nevicata del 2012 e l’isolamento dei piccoli Comuni colpiti da quel terremoto bianco. Ma rispetto a tutto questo è niente. Basta guardarsi attorno». Il presidente della Provincia, che ha espresso la vicinanza a tutti i sindaci del territorio del Catria, in queste ore è in stretto contatto con il presidente delle Province italiane Michele De Pascale: «Ci ha trasmesso la solidarietà delle Province italiane e il sostegno ai nostri territori flagellati dall’alluvione. In due ore è caduta una quantità d’acqua devastante. I piccoli Comuni dell’entroterra non possono essere lasciati soli dallo Stato. Servono risorse e come Provincia rappresenteremo questa posizione, anche attraverso l’Upi», ha evidenziato Paolini in piazza, tra i cantaniesi al lavoro: «Gli abitanti del territorio del Catria sono forti e ce la stanno mettendo già tutta per ripartire. Faremo tutto quello che è possibile fare per loro». Mezzi della Provincia al lavoro insieme a quelli privati sulle strade al momento chiuse: Cantiano-Chiaserna, Serra Sant’Abbondio-Eremo Fonte Avellana, Acquaviva-Monte Catria, Serra Sant’Abbondio-Pergola.

 

 

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