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Polizia Locale della Provincia di Piacenza, presentato il report dell’attività svolta nel 2021

Il report delle attività svolte nel corso del 2021 dalla Polizia Locale della Provincia di Piacenza è stato presentato nella mattinata di oggi (lunedì 4 aprile 2022) nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella sede dell’Ente di Corso Garibaldi.

A introdurre l’appuntamento è stato il presidente della Provincia, Patrizia Barbieri: «La profonda conoscenza del nostro territorio da parte della Polizia Locale della Provincia di Piacenza garantisce ogni giorno risposte efficaci a tutela della cittadinanza e favorisce l’individuazione di progettualità efficaci per ogni area di competenza. Alla complessità delle materie trattate dal personale corrispondono attenzione e professionalità, sempre unite al forte senso di appartenenza all’Ente che non è mai venuto meno anche in questi due anni di emergenza sanitaria: non sarebbe stato possibile, altrimenti, mettere insieme la presenza in loco e la verifica dell’immensa mole di dati che vengono quotidianamente gestiti. La collaborazione con le altre forze di polizia e con i volontari, che ringrazio, è sempre proficua, così come lo è la collaborazione con i Comuni (e le rispettive polizie) della nostra Provincia, nell’ottica dell’Ente come Casa dei Comuni che questa Amministrazione persegue con convinzione».

 

Il quadro complessivo dell’attività svolta durante i dodici mesi del 2021 è stato illustrato da Annamaria Olati, Comandante della Polizia Locale della Provincia di Piacenza: «Poiché è rimasto invariato il numero di operatori (15, grazie alla sostituzione dei pensionamenti), l’incremento di tutti i numeri relativi alle attività svolte è legato all’efficacia dell’organizzazione del corpo nel suo complesso (che è composto dal Comando, dal Nucleo Amministrativo, dal Nucleo operativo Tutela Faunistica e dal Nucleo operativo Stradale), dei turni e dei servizi che garantiscono un’efficace copertura del territorio».

Il dettaglio dei dati è stato fornito dal Commissario Maggiore Luigi Rabuffi, Vice Comandante e Responsabile del Nucleo di Polizia Amministrativa, e dal Commissario Roberto Cravedi, Responsabile del Nucleo Tutela Faunistica Caccia, che hanno riassunto anche l’attività di vigilanza stradale il cui capo nucleo è l’ispettore Matteo Re.

 

Durante il 2021 sono state lavorate dal personale della Polizia Provinciale 18.776 ore (+3,79% rispetto al 2020, quando erano state 18.089), che hanno assicurato la piena copertura di ogni giorno dell’anno. Sono stati percorsi in totale 143.403 km, con un incremento di 9.704 km rispetto al 2020.

Tra i dati più importanti relativi alla vigilanza stradale, nel 2021 sono stati controllati 4.780 veicoli: 11.090 le infrazioni accertate per violazioni al Codice della strada, con 8.127 punti decurtati (a fronte di 7.429 verbali e 5.724 punti decurtati nel 2020). Il significativo incremento del numero dei verbali è prevalentemente legato all’attivazione del sistema di rilevamento Elfo-Gate Control, posizionato sul ponte di Po fra Castelvetro (PC) e Cremona, che ha permesso di fotografare e sanzionare (7.564 verbali in totale: 5.071 in direzione Cremona, 2.493 in direzione Piacenza) i transiti di mezzi pesanti con massa complessiva a pieno carico – da libretto di circolazione – superiore a 20 tonnellate. Il controllo si è reso necessario al fine di salvaguardare la sicurezza statica della struttura viaria, particolarmente sollecitata dai mezzi diretti (o provenienti) ai comparti logistici di Brescia, Cremona, Castelvetro, Monticelli, Caorso, Le Mose.

In materia di vigilanza venatoria, il Responsabile del Nucleo ha coordinato 115 Guardie Giurate Volontarie Venatorie (G.G.V.V.) dipendenti funzionalmente dalle Associazioni venatorie, munite di Decreto specifico, e 47 Guardie ecologiche volontarie (G.E.V.) dipendenti funzionalmente dai raggruppamenti provinciali, munite di Decreto aggiuntivo: 128 i verbali in materia venatoria. Particolarmente rilevante è stata l’attività di coordinamento legata all’attuazione dei piani di controllo della fauna selvatica, soprattutto per le diverse problematiche legate alla presenza di cinghiali e alla prevenzione della Peste Suina Africana che ha interessato altri territori.

Il Responsabile del Nucleo di vigilanza ittica ha coordinato nell’anno 2021 90 Guardie ittiche volontarie gestendo le disponibilità degli addetti alla vigilanza. Sono stati controllati complessivamente 1.169 pescatori (1.050 nel 2020) ed elevati 35 verbali (40 nel 2020). A fronte della suddetta attività sanzionatoria sono stati sequestrati n. 18 attrezzi di pesca (17 canne e 1 tramaglio).

Un cenno è stato fatto anche agli ottimi risultati ottenuti dai progetti “Un Po più sicuri”,volto a implementare la sicurezza lungo il Po da più punti di vista (incluso quello del contrasto dell’epidemia da Covid-19), e “Un pedale alla tua porta”, che ha l’obiettivo di aumentare il livello di attenzione verso le comunità rurali dell’Appennino piacentino in una logica di prossimità tesa a garantire il presidio del territorio e ad individuare le necessità di chi ci vive: il progetto ha anche portato la Polizia Locale della Provincia di Piacenza a dotarsi di 4 mountain bike a pedalata assistita.

Provincia di Bergamo: Operazione Valzurio, importante intervento antibracconaggio messo a segno dalla Polizia provinciale

nuova importante operazione da parte della Polizia Provinciale di Bergamo a tutela della fauna selvatica e a presidio del territorio: la zona oggetto dell’attività antibracconaggio si trova nel territorio di Oltressenda Alta, e ha interessato in particolare le località Valzurio, Spinelli, Fondra e i prati del Moschel, luoghi frequentatissimi e amati da molti escursionisti perché collocati in un ambiente naturale di grande bellezza ai piedi del versante nord della regina delle Orobie, la Presolana.

In questi luoghi, dopo un anno e mezzo di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo, decine di appostamenti e servizi di osservazione e controllo del territorio, sono state poste in essere tre distinte operazioni antibracconaggio nell’arco di poche settimane, culminate con una serie di perquisizioni locali disposte dalla Procura ed eseguite dagli uomini del nucleo ittico-venatorio di Via Tasso.

Complessivamente sono state rinvenute e poste sotto sequestro quattro armi di cui una carabina di grosso calibro: tre delle quattro armi risultavano detenute illegalmente e in particolare una di queste, un fucile a canna liscia calibro 12 con canne mozze, è risultata essere già oggetto di furto.

Sono state altresì rinvenute centinaia di munizioni, tra le quali cartucce a palla e a pallettoni – tutte illegalmente detenute – polvere da sparo per il confezionamento di munizioni, una balestra da caccia con ottica di puntamento e visore notturno un faro alogeno e carne di selvaggina congelata.

Quattro sono i soggetti coinvolti, tutti residenti in zona, nessuno dei quali è risultato in possesso della licenza di caccia né dei titoli necessari per la detenzione di armi e munizioni, alcune delle quali sono state rinvenute smontate e occultate in tubi in plastica all’interno degli edifici rurali nella disponibilità degli indagati.

Numerosi i reati per i quali i quattro sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria e dei quali dovranno rispondere in concorso tra loro: si va dal porto abusivo di arma da fuoco, alla detenzione illegale di armi e munizioni, alla ricettazione di arma rubata, alterazione di armi, porto abusivo di oggetti da punta e da taglio atti ad offendere, esplosioni pericolose in centro abitato, caccia in periodo di divieto generale e con mezzi non consentiti oltre a numerosi illeciti amministrativi per la mancanza di qualsivoglia titolo autorizzativo necessario per praticare l’attività venatoria.

Le attività di bracconaggio venivano perpetrate quasi esclusivamente nelle ore notturne, talvolta in luoghi dove i soggetti si appostavano in attesa della fauna selvatica – in particolare cervi e caprioli – altre volte invece a bordo di un fuoristrada con il quale perlustravano attraverso fari alogeni i prati della Valzurio: in questo contesto è risultata particolarmente impegnativa l’attività di monitoraggio e osservazione degli uomini di Via Tasso che hanno dovuto svolgere numerosi servizi appiedati, facendo uso di termocamere nelle ore notturne in un contesto operativo tutt’altro che scontato.

“L’entità e la reiterazione degli illeciti contestati in materia venatoria e i gravi reati in materia di detenzione e uso delle armi dimostrano come non si debba mai abbassare la guardia – afferma il Comandante della Polizia Provinciale Flavio Lucio Rossio – tuttavia la prevenzione, il presidio del territorio, la collaborazione con il mondo venatorio e gli altri portatori di interessi rimangono la priorità del nostro Servizio: la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato e la Polizia Provinciale sarà sempre in prima linea per tutelare ogni specie selvatica nell’interesse dell’intera comunità”.

Provincia di Vicenza: gli alunni degli istituti comprensivi a lezione di “legalità fiscale” dai commercialisti

Parlare di tasse ai bambini si può. Lo dimostrano i commercialisti con l’iniziativa “Tasse?! Ce le racconta il commercialista” già in corso con ottimi risultati nelle scuole elementari della provincia di Vicenza.

Il progetto è stato presentato questa mattina dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Vicenza, in particolare dalla presidente Margherita Monti e dalla consigliera Alessia Danese. Con loro anche il presidente della Provincia di Vicenza Francesco Rucco e la Provveditore agli Studi di Vicenza Nicoletta Morbioli, entrambi sostenitori e patrocinatori del progetto.

Obiettivo è far comprendere agli alunni, i cittadini di domani, il concetto di legalità fiscale e di senso civico con un nuovo approccio culturale, attraverso uno strumento facilmente accessibile, un cartoon, che stimola negli studenti la riflessione e l’elaborazione dei concetti di legalità, di solidarietà e del ruolo centrale dello Stato.

Per l’iniziativa è stato appositamente realizzato il racconto-fumetto “Tasse?! Ce le racconta il commercialista”: 25 tavole che possono essere visualizzate sia come filmato, sia come singole immagini e che evidenziano l’importanza dei servizi erogati dallo Stato grazie al pagamento delle tasse.  Il termine “tasse” è utilizzato in luogo dei termini “imposte o tributi”, per esigenze di semplificazione.

All’interno del racconto è fortemente valorizzato il concetto della solidarietà sociale. Il fumetto viene illustrato nelle classi dai commercialisti volontari, che stimolano gli studenti al dibattito anche sui temi della legalità: gli alunni diventeranno così i protagonisti di un importante momento sinergico di formazione alla legalità fiscale, al senso di appartenenza alla comunità sociale e all’importanza dei servizi erogati dallo Stato grazie al pagamento delle tasse: dall’istruzione all’assistenza sanitaria, dalla sicurezza ai trasporti, per spiegare come i servizi pubblici, di cui anche i ragazzi usufruiscono, funzionano grazie al “salvadanaio” dello Stato, a cui è giusto contribuire.

Una particolare attenzione è stata posta alla platea: i 44 commercialisti vicentini che hanno aderito al progetto, per fare parte del gruppo di volontari, hanno partecipato ad un percorso formativo specifico. I commercialisti hanno già formato 18 classi di 5 Istituti Comprensivi (I.C. Lonigo Almisano – I.C. Lonigo Madonna – I.C. Villaverla – I.C. Vicenza 2 – I.C. Vicenza 5), con il coinvolgimento di 9 plessi e 253 alunni che hanno assistito alle lezioni nel mese di marzo e che saliranno a 380 con le lezioni programmate nel mese di aprile.

L’iniziativa, attraverso la diffusione di un approccio culturale positivo verso la fiscalità e più in generale verso la legalità, si pone l’implicito obiettivo di contribuire a combattere l’evasione fiscale. Il punto nodale su cui si sviluppa l’intero lavoro è quello di diffondere nella popolazione, in particolare nei giovani, la consapevolezza dei benefici, in termini di servizi pubblici, che derivano dal pagare le tasse.

“Da oggi gli studenti vicentini possono andare a lezione di fiscalità anche divertendosi -ha dichiarato la presidente Monti– per apprendere l’importanza sociale delle tasse, il grande valore della legalità fiscale e il ruolo delle istituzioni e dello Stato, garanti del consorzio sociale. L’universo delle tasse spesso risulta incomprensibile agli adulti, figuriamoci  ai ragazzi, per questo motivo è fondamentale stimolarne nei giovani la consapevolezza, perché la tutela della legalità, il rafforzamento del senso civico ed il rispetto dei beni comuni sono i valori fondanti del vivere in comunità.”

“I bambini assimilano con curiosità ed entusiasmo -ha affermato il presidente Rucco– e spesso sono loro che, tornati a casa, si fanno garanti in famiglia di quanto appreso a scuola. Succede con l’educazione ambientale e il corretto conferimento dei rifiuti, e ci auguriamo succeda anche con l’educazione civica e l’obbligo di contribuire alla finanza pubblica. Per questo come Provincia ci facciamo promotori di questo progetto nei Comuni e, attraverso loro, nelle scuole primarie.”

Con l’augurio, ha concluso la dirigente Morbioli, che l’iniziativa venga proposta anche per gli studenti più grandi, fino alle superiori, dove è ancora più forte l’esigenza di formare una coscienza sociale visto l’approssimarsi del diritto di voto e, più in generale, dell’impegno civile e sociale.

La Provincia di Lecce ha presentato oggi le attivita’ all’unita’ operativa per lo sviluppo

La Provincia di Lecce ritorna protagonista dello sviluppo del territorio, coordinando le attività relative ai Patti territoriali, alle Comunità energetiche e alla Riforestazione, anche in vista della predisposizione di un progetto europeo da candidare al bando Interreg Europe di prossima pubblicazione.

Si è svolto questa mattina, nella sala consiliare di Palazzo dei Celestini a Lecce, un incontro dell’Unità Operativa per lo Sviluppo, convocato dal presidente della Provincia di Lecce Stefano Minerva.

Sono intervenuti il presidente Stefano Minerva, il consigliere provinciale delegato ai Patti territoriali Antonio Leo, i consiglieri provinciali Paola Povero, Antonio De Matteis e Gabriele Mangione, i dirigenti Carmelo Calamia (Politiche europee), Roberto Serra (Governance strategica e del PNRR, Promozione territoriale), Dario Corsini (Edilizia e programmazione, Rete scolastica e Patrimonio) e Antonio Arnò (Politiche di tutela ambientale e transizione ecologica).

Presenti i componenti dell’UOS: il presidente della Camera di Commercio di Lecce Mario Vadrucci, per UniSalento Paola Scorrano e Gianluca Elia, per Coldiretti Lucia Viola, per Cna Fernando De Carlo, per il Comune di Diso Giandomenico Letizia, per Federterziario Lecce Gianni Rango e Maria Luisa Franco, per Confcommercio Graziano Starace, i segretari di Cgil (Valentina Fragassi), Cisl (Ada Chirizzi) e Uil (Salvatore Giannetto).

La Provincia ha presentato ai componenti dell’Unità Operativa il progetto pilota sui Patti territoriali, candidato al Ministero dello Sviluppo Economico. Il Progetto Pilota, con i suoi 30 interventi infrastrutturali interconnessi tra di loro, e le 8 idee di impresa ad essi collegate, consentirà di sviluppare un nuovo modello territoriale che porterà ad una crescita complessiva. Per favorire l’interconnessione e la coerenza delle progettualità si è attuata una specifica metodologia. La creazione di un sistema caratterizzato dal recupero e la valorizzazioni di beni immobili, la promozione dell’utilizzo di mezzi di trasporto ecologici, la creazione di aree verdi, consentono di creare un’area di una certa godibilità ambientale e paesaggistica. Il modello del Progetto Pilota potrà essere replicato sul territorio stesso, utilizzando altri strumenti finanziari regionali, nazionali o europei, oppure anche in altri contesti nazionali ed internazionali, grazie alla rete di partenariato che la Provincia ha costruito in questi anni.

Un’altra parte della riunione è stata dedicata, poi, ad aprire una discussione sulle Comunità energetiche rinnovabili, un modello innovativo di gestione dell’energia già ampiamente diffuso in Nord Europa. Le nuove disposizioni favoriranno soprattutto la diffusione delle energie verdi e sostenibili, per creare sistemi virtuosi di produzione, autoconsumo e condivisione dell’energia tramite le comunità energetiche rinnovabili. Una comunità energetica è un’associazione composta da enti  pubblici locali, aziende, attività commerciali o cittadini privati, i quali scelgono di dotarsi di infrastrutture per la produzione di energia da fonti rinnovabili e l’autoconsumo attraverso un modello basato sulla condivisione. Si tratta, dunque, di una forma energetica collaborativa, incentrata su un sistema di scambio locale per favorire la gestione congiunta, lo sviluppo sostenibile e ridurre la dipendenza energetica dal sistema elettrico nazionale. E’ intervenuto il dirigente della Regione Puglia Francesco Corvace, che ha presentato le linee guida regionali in materia.

Si è parlato, infine, del progetto sulla Riforestazione relativo alle attività effettuate dalla Provincia, che si inserisce sempre nel quadro di uno sviluppo sostenibile del territorio.

La Provincia di Lecce ha presentato oggi le attivita’ all’unita’ operativa per lo sviluppo

La Provincia di Lecce ritorna protagonista dello sviluppo del territorio, coordinando le attività relative ai Patti territoriali, alle Comunità energetiche e alla Riforestazione, anche in vista della predisposizione di un progetto europeo da candidare al bando Interreg Europe di prossima pubblicazione.

Si è svolto questa mattina, nella sala consiliare di Palazzo dei Celestini a Lecce, un incontro dell’Unità Operativa per lo Sviluppo, convocato dal presidente della Provincia di Lecce Stefano Minerva.

Sono intervenuti il presidente Stefano Minerva, il consigliere provinciale delegato ai Patti territoriali Antonio Leo, i consiglieri provinciali Paola Povero, Antonio De Matteis e Gabriele Mangione, i dirigenti Carmelo Calamia (Politiche europee), Roberto Serra (Governance strategica e del PNRR, Promozione territoriale), Dario Corsini (Edilizia e programmazione, Rete scolastica e Patrimonio) e Antonio Arnò (Politiche di tutela ambientale e transizione ecologica).

Presenti i componenti dell’UOS: il presidente della Camera di Commercio di Lecce Mario Vadrucci, per UniSalento Paola Scorrano e Gianluca Elia, per Coldiretti Lucia Viola, per Cna Fernando De Carlo, per il Comune di Diso Giandomenico Letizia, per Federterziario Lecce Gianni Rango e Maria Luisa Franco, per Confcommercio Graziano Starace, i segretari di Cgil (Valentina Fragassi), Cisl (Ada Chirizzi) e Uil (Salvatore Giannetto).

La Provincia ha presentato ai componenti dell’Unità Operativa il progetto pilota sui Patti territoriali, candidato al Ministero dello Sviluppo Economico. Il Progetto Pilota, con i suoi 30 interventi infrastrutturali interconnessi tra di loro, e le 8 idee di impresa ad essi collegate, consentirà di sviluppare un nuovo modello territoriale che porterà ad una crescita complessiva. Per favorire l’interconnessione e la coerenza delle progettualità si è attuata una specifica metodologia. La creazione di un sistema caratterizzato dal recupero e la valorizzazioni di beni immobili, la promozione dell’utilizzo di mezzi di trasporto ecologici, la creazione di aree verdi, consentono di creare un’area di una certa godibilità ambientale e paesaggistica. Il modello del Progetto Pilota potrà essere replicato sul territorio stesso, utilizzando altri strumenti finanziari regionali, nazionali o europei, oppure anche in altri contesti nazionali ed internazionali, grazie alla rete di partenariato che la Provincia ha costruito in questi anni.

Un’altra parte della riunione è stata dedicata, poi, ad aprire una discussione sulle Comunità energetiche rinnovabili, un modello innovativo di gestione dell’energia già ampiamente diffuso in Nord Europa. Le nuove disposizioni favoriranno soprattutto la diffusione delle energie verdi e sostenibili, per creare sistemi virtuosi di produzione, autoconsumo e condivisione dell’energia tramite le comunità energetiche rinnovabili. Una comunità energetica è un’associazione composta da enti  pubblici locali, aziende, attività commerciali o cittadini privati, i quali scelgono di dotarsi di infrastrutture per la produzione di energia da fonti rinnovabili e l’autoconsumo attraverso un modello basato sulla condivisione. Si tratta, dunque, di una forma energetica collaborativa, incentrata su un sistema di scambio locale per favorire la gestione congiunta, lo sviluppo sostenibile e ridurre la dipendenza energetica dal sistema elettrico nazionale. E’ intervenuto il dirigente della Regione Puglia Francesco Corvace, che ha presentato le linee guida regionali in materia.

Si è parlato, infine, del progetto sulla Riforestazione relativo alle attività effettuate dalla Provincia, che si inserisce sempre nel quadro di uno sviluppo sostenibile del territorio.

Sicurezza strade, dal MIMS nuovi fondi alle Province: “1,7 miliardi per proseguire negli investimenti ”

“Il decreto di riparto di 1,7 miliardi da utilizzare dal 2022 al 2029 per interventi di manutenzione straordinaria della rete viaria di Regioni, Province e Città metropolitane su cui oggi la Conferenza Unificata ha dato il via libera è l’ennesima conferma dell’importante cambio nella visione strategica rispetto all’opera di infrastrutturazione del Paese operata dal Ministro Giovannini.

Il Ministero delle Infrastrutture per la Mobilità sostenibile ha infatti riportato con determinazione l’attenzione sulla viabilità secondaria, esaltando la portata non solo economica, ma anche sociale, di un generale piano di messa in sicurezza, modernizzazione, efficientamento della rete viaria provinciale”.

È il commento del Presidente dell’UPI Michele de Pascale al termine della Conferenza Unificata che ha dato il via libera al decreto che ripartisce il fondo di 1,7 miliardi, di cui 1 miliardo 445 milioni per Province e Città metropolitane e 255 milioni per le Regioni, per programmi straordinari di manutenzione della viabilità stradale di competenza di Regioni, Province e Città Metropolitane.

“Con questo decreto poi facciamo un importante passo in avanti verso la realizzazione di investimenti pubblici sostenibili: si prevede infatti che i piani di intervento, sin dalla fase di progettazione, debbano adottare tutte le dovute misure atte a non arrecare danni significativi agli obiettivi ambientali, in linea con le direttive europee”.

“E’ positivo – conclude de Pascale – l’assegnazione di risorse anche alle strade regionali, ma vorremmo che per il futuro il riparto di risorse su questo fondo avvenga attraverso criteri tecnici oggettivi, dalla lunghezza delle strade alla vulnerabilità idrogeologica alla incidentalità, che consentono una assegnazione equa delle risorse disponibili”.

Nel link il decreto Decreto MIMS MEF Regioni-Province e Città Metropolitane legge bilancio 2022

Nel link la ripartizione riparto fondo strade regioni province citta metropolitane

Il Presidente della Provincia di Lucca alla riunione Comitato europeo delle Regioni

«Grande unità di intenti tra gli amministratori locali e le organizzazioni del settore forestale sull’importanza delle foreste nello sviluppo dei territori». Questo è il principale aspetto sottolineato dal presidente della Provincia, Luca Menesini, partecipando alla riunione del Comitato europeo delle Regioni, dove ha rappresentato la Toscana e, al termine della quale, è stato decisa l’organizzazione del seminario online ‘European Green Deal and Fit for 55 Package – The Role of Forests and Regions’.

La riunione ha permesso a Menesini di illustrare come la Toscana sia un esempio della possibilità di coniugare le funzioni ecologiche e ambientali delle foreste con quelle sociali ed economiche, grazie alla corretta gestione delle foreste e a una forte cultura forestale. 

«La crescita della superficie forestale in Europa – prosegue Menesini – è una testimonianza della nostra capacità nel garantire le sostenibilità della risorsa, coniugandone i fini ecologici e ambientali con quelli sociali ed economici».

Di fatto, quindi, le regioni europee si coalizzano per difendere il ruolo strategico e multifunzionale delle foreste, nel contesto del rinnovato quadro politico dell’Ue, con l’iniziativa di questo seminario, promosso dal grippo delle Regioni forestali europee, coordinato alle regioni finlandesi e spagnole, all’interno di una più ampia rete Eriaff (Regioni d’Europa per l’innovazione in agricoltura, alimentare e foreste), coordinata proprio dalla Regione Toscana. 

Le Regioni hanno condiviso le proprie preoccupazioni sulle possibili ripercussioni che una riduzione dell’uso a fini economici delle foreste potrebbe generare sulla spinta di alcune previsioni politiche a livello Ue, togliendo un elemento di sussistenza per le comunità rurali e le popolazioni che confidano anche sull’economia generata dalle foreste.

«Durante la conferenza – dice Menesini al termine dell’incontro organizzato con il contributo della Regione Toscana e del suo ufficio a Bruxelles – abbiamo dato un contributo importante alle istituzioni europee nell’orientare al meglio le future politiche che potrebbero impattare negativamente sul settore».

Il seminario ha accolto le posizioni dei rappresentanti delle istituzioni europee (Parlamento europeo, Commissione UE, Comitato europeo delle Regioni e Comicato economico e sociale europeo), oltre che dei rappresentanti di numerose organizzazioni internazionali del settore. Le regioni europee hanno, inoltre, presentato la loro posizione comune, aperta all’adesione di altre regioni d’Europa e disponibile sul sito Eriaff (www.eriaff.com/)

Il Presidente della Provincia di Lucca alla riunione Comitato europeo delle Regioni

«Grande unità di intenti tra gli amministratori locali e le organizzazioni del settore forestale sull’importanza delle foreste nello sviluppo dei territori». Questo è il principale aspetto sottolineato dal presidente della Provincia, Luca Menesini, partecipando alla riunione del Comitato europeo delle Regioni, dove ha rappresentato la Toscana e, al termine della quale, è stato decisa l’organizzazione del seminario online ‘European Green Deal and Fit for 55 Package – The Role of Forests and Regions’.

La riunione ha permesso a Menesini di illustrare come la Toscana sia un esempio della possibilità di coniugare le funzioni ecologiche e ambientali delle foreste con quelle sociali ed economiche, grazie alla corretta gestione delle foreste e a una forte cultura forestale. 

«La crescita della superficie forestale in Europa – prosegue Menesini – è una testimonianza della nostra capacità nel garantire le sostenibilità della risorsa, coniugandone i fini ecologici e ambientali con quelli sociali ed economici».

Di fatto, quindi, le regioni europee si coalizzano per difendere il ruolo strategico e multifunzionale delle foreste, nel contesto del rinnovato quadro politico dell’Ue, con l’iniziativa di questo seminario, promosso dal grippo delle Regioni forestali europee, coordinato alle regioni finlandesi e spagnole, all’interno di una più ampia rete Eriaff (Regioni d’Europa per l’innovazione in agricoltura, alimentare e foreste), coordinata proprio dalla Regione Toscana. 

Le Regioni hanno condiviso le proprie preoccupazioni sulle possibili ripercussioni che una riduzione dell’uso a fini economici delle foreste potrebbe generare sulla spinta di alcune previsioni politiche a livello Ue, togliendo un elemento di sussistenza per le comunità rurali e le popolazioni che confidano anche sull’economia generata dalle foreste.

«Durante la conferenza – dice Menesini al termine dell’incontro organizzato con il contributo della Regione Toscana e del suo ufficio a Bruxelles – abbiamo dato un contributo importante alle istituzioni europee nell’orientare al meglio le future politiche che potrebbero impattare negativamente sul settore».

Il seminario ha accolto le posizioni dei rappresentanti delle istituzioni europee (Parlamento europeo, Commissione UE, Comitato europeo delle Regioni e Comicato economico e sociale europeo), oltre che dei rappresentanti di numerose organizzazioni internazionali del settore. Le regioni europee hanno, inoltre, presentato la loro posizione comune, aperta all’adesione di altre regioni d’Europa e disponibile sul sito Eriaff (www.eriaff.com/)

La Provincia di Terni presenta il progetto “Taxi sanitario”

Ha l’obiettivo di offrire un trasporto gratuito verso o da i luoghi di cura l’iniziativa del “Taxi sanitario” presentata stamattina in sala Secci del Consiglio provinciale. Con il patrocinio della Provincia di Terni, il “Taxi sanitario” è promosso dall’associazione L’Aiutarella, dalla Uil, dalla Misericordia di Terni, con il sostegno della Fondazione Carit e la collaborazione dell’Usl 2 e prevede il coinvolgimento di tutti i comuni del territorio provinciale. Il progetto consiste nella messa a disposizione di un servizio di trasporto, a chiamata e gratuito, per cure mediche, visite, terapie, esami diagnostici e dimissioni ospedaliere. Il servizio è rivolto in particolar modo ad anziani e a persone in difficoltà a raggiungere autonomamente i luoghi di cura.

“E’ un servizio veramente utile, soprattutto coloro che abitano nelle zone più periferiche e quindi meno servite del territorio e che in tal modo possono avere più facilità a raggiungere le strutture sanitarie per le cure o le prestazioni di cui hanno bisogno”, ha detto la presidente della Provincia, Laura Pernazza. “Per questo – ha aggiunto – è fondamentale il coinvolgimento dei Comuni che possono fare da punti di riferimento per chi ha necessità di ricorrere al taxi. Mi sento di ringraziare tutti i soggetti che hanno dato vita a questo progetto e i volontari che lo attueranno perché mostrano grande sensibilità e disponibilità verso il prossimo”.

“Abbiamo voluto creare un servizio che rispondesse ad un bisogno reale e importante, come quello delle cure”, hanno afermato Santino Rizzo della Misericordia e gli altri promotori, alla presenza anche dei sindaci di Stroncone, Giuseppe Malvetani, e Arrone, Fabio Di Gioia. “Abbiamo visto – hanno poi sottolineato – che sono molte le persone che hanno necessità di spostarsi per ricevere le cure e che spesso trovano difficoltà a farlo. Per questo nasce il progetto del Taxi sanitario che vuole venire incontro a questa giusta esigenza”.

Pari Opportunità, la Provincia di Piacenza rilancia

Si moltiplicano le attività della Provincia di Piacenza sul fronte delle Pari Opportunità. Dando seguito alla volontà espressa dal Consiglio Provinciale del 9 marzo scorso in seguito a una comunicazione della consigliera con delega alle Pari Opportunità Giulia Monteleone, l’ente di Corso Garibaldi – su indicazione del presidente Patrizia Barbieri – ha scritto ai Comuni del territorio per invitarli ad aderire al progetto “Le Città delle Donne”, la cui Ambasciatrice per Piacenza e per l’Emilia è l’imprenditrice piacentina Nadia Bragalini.

Con una lettera inviata dagli Uffici di Presidenza e Pari Opportunità, la Provincia si è fatta portavoce della possibilità che i singoli Comuni del territorio hanno di condividere, ciascuno attraverso una propria delibera, le linee guida del manifesto “Le città delle donne” che riunisce gli obiettivi degli Stati Generali delle Donne, una rete di competenze e sensibilità nata a Matera nel 2019 per dare concretezza alle idee, alle proposte e alle progettualità mirate a ridisegnare le città con lo sguardo delle donne.

«Per la Provincia e per l’intero territorio – osserva la consigliera Giulia Monteleone – è un momento importante per continuare con nuove iniziative sulla strada verso le Pari Opportunità, in direzione di una parità di genere da costruire, giorno dopo giorno e in ogni ambito (famigliare, scolastico, lavorativo…), a partire dalla quotidianità e dal fil rouge di un linguaggio diverso, più efficace nel sostenere e valorizzare la presenza femminile in tutti gli ambiti della società. Nel rispetto delle autonomie locali, la Provincia – come Casa dei Comuni – ha scelto di sensibilizzare gli enti del territorio sui contenuti del progetto “Le Città delle Donne”, perché si tratta di un’iniziativa lungimirante e concreta».

«Il progetto “Le Città delle donne” – ha commentato Nadia Bragalini, ambasciatrice del sodalizio per Piacenza e l’Emilia – parte da lontano e vuole andare lontano: è una piattaforma che condivide intenti, sforzi, visioni. È per me un orgoglio constatare quanto il messaggio dell’associazione riesca ad essere attuale e ad unire tante coscienze: dopo l’adesione da parte del Comune di Piacenza, mi rende felice che la Provincia di Piacenza abbia accolto il nostro invito a promuovere il progetto presso tutti gli altri Comuni del territorio, i quali avranno la possibilità di far parte della rete nazionale. È stato compreso quanto sia determinante – soprattutto in momenti come quelli che stiamo vivendo – promuovere i principi fondanti dell’iniziativa, gli obiettivi posti nel manifesto stilato a Matera nel 2019 ed esaltato di recente nella “Carta di Dubai”. Ringrazio di cuore il presidente della Provincia di Piacenza Patrizia Barbieri e il consigliere provinciale con delega alle Pari Opportunità, Giulia Monteleone, per la sensibilità mostrata nel capire quanto l’evoluzione del ruolo e della condizione della donna contemporanea abbia bisogno di raccogliere sfide come quella lanciata da “Città delle donne” e dalla responsabile nazionale Isa Maggi, che ringrazio per il suo instancabile impegno. Mi auguro che l’esempio del territorio piacentino diventi paradigmatico per altre realtà in giro per l’Italia e non solo».

 

L’impegno della Provincia sul fronte delle Pari Opportunità vivrà a breve un’altra tappa significativa: saranno presto annunciati i dettagli relativi all’importante convegno che, in aprile, affronterà i temi del rapporto e della conciliazione tra tempi di vita e i tempi di lavoro, con uno sguardo inedito rispetto alle best practices realizzate e realizzabili su questo fronte.

 

Momento importante, con quattro nuove adesioni, anche per il ‘Tavolo Provinciale di confronto contro la violenza alle donne’: entrano infatti ufficialmente a farne parte “Le Città delle Donne” per conto degli Stati Generali delle Donne, l’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Epikurea Aps e RadioRaccontiamoci Aps.

È la conferma di quanto anticipato nelle scorse settimane dal presidente del Tavolo Giulia Monteleone: «Le nuove adesioni saranno preziose per lavorare con rinnovato slancio agli obiettivi di sempre: prevenire e contrastare a livello provinciale situazioni e atteggiamenti di violenza, sensibilizzare la cittadinanza con una particolare attenzione alle giovani generazioni e garantire il principio delle pari opportunità tra donne e uomini nei diversi aspetti in cui esso si esplica».

 

 

 

 

Pari Opportunità, la Provincia di Piacenza rilancia

Si moltiplicano le attività della Provincia di Piacenza sul fronte delle Pari Opportunità. Dando seguito alla volontà espressa dal Consiglio Provinciale del 9 marzo scorso in seguito a una comunicazione della consigliera con delega alle Pari Opportunità Giulia Monteleone, l’ente di Corso Garibaldi – su indicazione del presidente Patrizia Barbieri – ha scritto ai Comuni del territorio per invitarli ad aderire al progetto “Le Città delle Donne”, la cui Ambasciatrice per Piacenza e per l’Emilia è l’imprenditrice piacentina Nadia Bragalini.

Con una lettera inviata dagli Uffici di Presidenza e Pari Opportunità, la Provincia si è fatta portavoce della possibilità che i singoli Comuni del territorio hanno di condividere, ciascuno attraverso una propria delibera, le linee guida del manifesto “Le città delle donne” che riunisce gli obiettivi degli Stati Generali delle Donne, una rete di competenze e sensibilità nata a Matera nel 2019 per dare concretezza alle idee, alle proposte e alle progettualità mirate a ridisegnare le città con lo sguardo delle donne.

«Per la Provincia e per l’intero territorio – osserva la consigliera Giulia Monteleone – è un momento importante per continuare con nuove iniziative sulla strada verso le Pari Opportunità, in direzione di una parità di genere da costruire, giorno dopo giorno e in ogni ambito (famigliare, scolastico, lavorativo…), a partire dalla quotidianità e dal fil rouge di un linguaggio diverso, più efficace nel sostenere e valorizzare la presenza femminile in tutti gli ambiti della società. Nel rispetto delle autonomie locali, la Provincia – come Casa dei Comuni – ha scelto di sensibilizzare gli enti del territorio sui contenuti del progetto “Le Città delle Donne”, perché si tratta di un’iniziativa lungimirante e concreta».

«Il progetto “Le Città delle donne” – ha commentato Nadia Bragalini, ambasciatrice del sodalizio per Piacenza e l’Emilia – parte da lontano e vuole andare lontano: è una piattaforma che condivide intenti, sforzi, visioni. È per me un orgoglio constatare quanto il messaggio dell’associazione riesca ad essere attuale e ad unire tante coscienze: dopo l’adesione da parte del Comune di Piacenza, mi rende felice che la Provincia di Piacenza abbia accolto il nostro invito a promuovere il progetto presso tutti gli altri Comuni del territorio, i quali avranno la possibilità di far parte della rete nazionale. È stato compreso quanto sia determinante – soprattutto in momenti come quelli che stiamo vivendo – promuovere i principi fondanti dell’iniziativa, gli obiettivi posti nel manifesto stilato a Matera nel 2019 ed esaltato di recente nella “Carta di Dubai”. Ringrazio di cuore il presidente della Provincia di Piacenza Patrizia Barbieri e il consigliere provinciale con delega alle Pari Opportunità, Giulia Monteleone, per la sensibilità mostrata nel capire quanto l’evoluzione del ruolo e della condizione della donna contemporanea abbia bisogno di raccogliere sfide come quella lanciata da “Città delle donne” e dalla responsabile nazionale Isa Maggi, che ringrazio per il suo instancabile impegno. Mi auguro che l’esempio del territorio piacentino diventi paradigmatico per altre realtà in giro per l’Italia e non solo».

 

L’impegno della Provincia sul fronte delle Pari Opportunità vivrà a breve un’altra tappa significativa: saranno presto annunciati i dettagli relativi all’importante convegno che, in aprile, affronterà i temi del rapporto e della conciliazione tra tempi di vita e i tempi di lavoro, con uno sguardo inedito rispetto alle best practices realizzate e realizzabili su questo fronte.

 

Momento importante, con quattro nuove adesioni, anche per il ‘Tavolo Provinciale di confronto contro la violenza alle donne’: entrano infatti ufficialmente a farne parte “Le Città delle Donne” per conto degli Stati Generali delle Donne, l’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Epikurea Aps e RadioRaccontiamoci Aps.

È la conferma di quanto anticipato nelle scorse settimane dal presidente del Tavolo Giulia Monteleone: «Le nuove adesioni saranno preziose per lavorare con rinnovato slancio agli obiettivi di sempre: prevenire e contrastare a livello provinciale situazioni e atteggiamenti di violenza, sensibilizzare la cittadinanza con una particolare attenzione alle giovani generazioni e garantire il principio delle pari opportunità tra donne e uomini nei diversi aspetti in cui esso si esplica».

 

 

 

 

La Provincia di Reggio Emilia insedia l’Osservatorio sull’alternanza scuola-lavoro

In provincia di Reggio Emilia sono migliaia gli accordi che le scuole sottoscrivono con le aziende per realizzare le ore di alternanza scuola-lavoro, oggi definiti percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (Pcto) con progettualità condivise tra scuole e aziende. Il nostro sistema educativo è particolarmente virtuoso, consapevole dell’importanza dello strumento dell’alternanza come percorso di crescita e di formazione. Ma proprio perché il nostro sistema educativo è particolarmente attento, l’attenzione deve essere sempre alta e strumenti – anche innovativi – per rendere l’alternanza scuola-lavoro ancora più efficace e sicura, possono comunque essere messi in campo.

E’ quanto emerso l’altra mattina a Palazzo Allende, nel corso dell’incontro che Provincia e Comune di Reggio Emilia, d’intesa con l’Ufficio scolastico provinciale, hanno convocato accogliendo l’invito dei sindacati all’indomani delle tragedie di Udine e Fermo.

Oltre alla vicepresidente della Provincia con delega all’Istruzione, Ilenia Malavasi, all’assessore all’Educazione del Comune di Reggio Raffaella Curioni e al dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Paolo Bernardi, con i sindacati erano presenti anche i rappresentanti di Unindustria, Cna e Lapam e un dirigente scolastico per ogni ambito distrettuale.

E’ stato un incontro molto partecipato e utile che ha permesso di attivare un percorso condiviso per ragionare da punti di vista differenti sull’alternanza scuola-lavoro – dichiarano la vicepresidente Malavasi e l’assessore Curioni – Si è condivisa in modo unanime l’importanza dello strumento del Pcto come opportunità per i nostri studenti ed è emerso l’impegno di un intero sistema per offrire ai nostri ragazzi proposte coerenti e utili a verificare le loro competenze ed attitudini, anche sotto il profilo lavorativo. La sicurezza sui luoghi di lavoro è, ovviamente, già normata dalla legge, ma ogni strumento in più che si può mettere in campo per consolidare una buona alleanza tra scuola e impresa è utile, perché la sicurezza è un diritto per ogni lavoratore, stagisti compresi”.

Durante il confronto con sindacati, associazioni imprenditoriali e dirigenti scolastici si è dunque ragionato di un osservatorio provinciale che raccolga dati, verifichi efficacia dei percorsi in modo oggettivo, coinvolgendo studenti, famiglie, scuole e aziende, lavorando insieme nel rispetto dei ruoli, come sistema provinciale per migliorare se possibile questa importante opportunità per gli studenti.

Abbiamo già a disposizione numeri enormi, grazie alle migliaia di percorsi che le nostre scuole attivano ogni anno – continuano la vicepresidente Malavasi e l’assessore Curioni – Con l’Ufficio scolastico territoriale ci confronteremo su come raccogliere questi dati per poi valutarli in una nuova riunione del tavolo provinciale e far capire ai ragazzi, alle loro famiglie, alle aziende che c’è un’intera comunità educante che si fa carico di un percorso di crescita e formazione dei nostri giovani nel contesto di un’alleanza educativa”.

L’osservatorio può senz’altro rappresentare uno strumento utile per riflettere su questa tematica, visto che la scuola svolge un ruolo importante per far crescere la cultura della sicurezza, che in questo Paese purtroppo a volte manca – afferma il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Paolo Bernardi – Avere a che fare con l’analisi dei dati concreti serve a tutti, anche per non farsi prendere da sensazioni e pregiudizi, positivi o negativi che siano. Quello che le scuole hanno realizzato fino ad oggi in provincia di Reggio Emilia in materia di Pcto, con la collaborazione di enti locali e imprese, è un modello generalmente molto positivo: monitorarlo costantemente ci servirà a mantenerlo tale”.

 

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