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Comuni ricicloni, dal Presidente della Provincia di Latina i complimenti ai sindaci

“I premi assegnati da Legambiente ai Comuni ricicloni della provincia di Latina con Spigno Saturnia, Norma e Fondi che hanno guadagnato i primi tre posti del podio nel Lazio rappresentano un risultato di grande prestigio, fondamentale per il percorso verso un sistema di raccolta differenziata diffuso sull’intero territorio che abbiamo in mente”.

Il presidente della Provincia Gerardo Stefanelli nel commentare i dati sulla raccolta differenziata fa i complimenti ai sindaci delle amministrazioni che hanno raggiunto questo traguardo e sottolinea come il quadro generale sia davvero rassicurante.

“Il fatto che complessivamente ben 23 Comuni pontini hanno superato la soglia del 65% e altri sei sono sopra il 50%  nella differenziata – sottolinea Stefanelli – mette in evidenza gli importanti passi avanti fatti negli ultimi anni e ci consente di guardare con ottimismo all’organizzazione del sistema dei rifiuti sul quale stiamo lavorando. Sono convinto che, grazie al sistema di raccolta porta a porta varato dall’amministrazione comunale di Latina e la larga adesione ai progetti dell’azienda Abc da parte di altri Comuni con un grande lavoro di squadra, nei prossimi cinque anni sarà possibile raggiungere il risultato del 65% su base provinciale recuperando il gap attuale. Questa prospettiva avrà una ricaduta fondamentale anche sul piano dei rifiuti perché l’incremento della raccolta differenziata ci consentirà di pensare ad un impianto per il trattamento del residuo secco di minori dimensioni.

L’invito rivolto da parte mia a sindaci e amministratori – conclude – è quello di continuare ad impegnarsi per incrementare la percentuale di raccolta differenziata così da poter contribuire ad una maggiore tutela dell’ambiente e ad un sistema di trattamento il meno impattante possibile”.

La Provincia di Vicenza annuncia il varo del nuovo Ponte sulla Montorsina

Il nuovo ponte sulla Montorsina aprirà al traffico a inizio maggio. Procedono spediti i lavori di sostituzione del ponte sul fiume Guà lungo la S.P. 33 Montorsina, che collega i comuni di Montecchio Maggiore e Montorso. Un intervento del valore di 1,6 milioni di euro, voluto dalla Provincia di Vicenza proprietaria del manufatto e gestito dalla società Vi.Abilità Srl. Iniziato a giugno del 2021, ha previsto la demolizione del vecchio ponte per far posto al nuovo, più sicuro e non più soggetto a limiti di traffico.

Il cantiere avrebbe dovuto chiudersi a metà marzo, ma è stata concessa una proroga di 45 giorni per permettere alla ditta che sta eseguendo i lavori (raggruppamento di imprese costituito da CGC Srl di Altavilla Vicentina e F.L. Costruzioni & Autotrasporti Srl di Brescia) di risolvere e superare alcune complicazioni tecniche. Nel dettaglio, spiegano da Vi.Abilità, è stato necessario modificare la tipologia di saldatura inizialmente prevista per i pendini di collegamento alle due grandi arcate, con conseguente nuova attività progettuale e di verifica che ha visto coinvolto anche l’Istituto Italiano di Saldatura. La stessa saldatura e verniciatura del ponte in acciaio, che è stata eseguita in cantiere, ha subito rallentamenti a causa delle basse temperature e della nebbia.

Nei prossimi giorni sarà aggiornata la cartellonistica di preavviso presente nelle strade limitrofe al cantiere.

La sostituzione di un ponte è un lavoro complesso -spiega il presidente di Vi.Abilità Srl Magda Dellai– siamo consapevoli dei disagi che comporta la proroga della chiusura al traffico, ma abbiamo apportato migliorie tecniche necessarie all’ottimale fruizione del ponte e che ne garantiscono la sicurezza e la funzionalità. Grazie alla demolizione delle due pile in alveo, inoltre, vengono risolte anche problematiche di tipo idraulico.”

Ora il cantiere sta procedendo regolarmente e il manufatto sta per essere completato. Entro la fine di febbraio è previsto il varo del ponte, cioè la sua collocazione nella posizione definitiva, utilizzando due gru collocate nei due argini del fiume Guà.

Poi si procederà alla realizzazione della soletta, alla posa di una importante conduttura dell’acquedotto, ai raccordi con la pista ciclabile esistente. L’intervento sarà completato dalla pavimentazione stradale, dalle barriere di sicurezza e dalla segnaletica stradale.

Ma il nuovo ponte sul fiume Guà non è l’unico lavoro che interessa la strada provinciale Montorsina. Sono infatti in corso progettazioni per 1,8 milioni di euro, che sommati alla spesa dell’intervento in corso portano ad un totale di 3,4 milioni di euro.

L’obiettivo –afferma il consigliere provinciale con delega alla viabilità Davide Faccio– è rendere questa strada completamente percorribile in sicurezza anche ai mezzi pesanti, in modo da metterla a servizio delle aree industriali dell’ovest vicentino. Stiamo progettando interventi che interessano il ponte sul torrente Poscola e il ponticello sulla Roggia di Arzignano. I lavori dovrebbero partire nella primavera del 2023 e faremo in modo che creino il minor disagio possibile, senza chiusure del traffico”.

Il nuovo ponte sul Guà

Il nuovo ponte avrà una sezione stradale di 8,5 metri, a fronte del precedente del 1879 che misurava 5 metri, e garantirà quindi sia l’incrocio dei veicoli in sicurezza che la tutela dell’utenza debole. Non presenterà limitazioni di peso, come invece il ponte precedente.

Verranno inoltre realizzati un nuovo marciapiede a monte e un nuovo tratto di pista ciclabile a valle, che collegherà la pista ciclabile esistente in sinistra idraulica con l’argine in destra e la strada provinciale Montorsina.

Il Presidente del Consiglio Draghi in visita ai laboratori del Gran Sasso

C’era anche il Presidente della Provincia dell’Aquila Angelo Caruso ad accogliere, insieme al Presidente della regione Marsilio ed il sindaco Biondi, il Presidente del Consiglio Mario Draghi, il Premio Nobel alla fisica Giorgio Parisi, e la Ministra dell’università e della ricerca Maria Cristina Messa.

L’incontro è avvenuto presso i laboratori dell’INFN del Gran Sasso ed è stato utile per ribadire, oltre all’importanza del ruolo femminile nel mondo della scienza, la necessità di continuare ad investire nell’ambito scientifico. Il sito di ricerca del Gran Sasso rappresenta un’eccellenza a livello mondiale e merita, come tutte le realtà che mirano al progresso, sostegno da parte delle Istituzioni. I laboratori del Gran Sasso sono inoltre un grande esempio di
inclusività, oltre 1000 scienziati di 29 diverse nazionalità ogni giorno collaborano a ben 15 esperimenti in fase di realizzazione.

Il Premier Draghi ha esortato a rifiutare le pulsioni antiscientifiche degli ultimi anni ed ha chiuso il suo intervento con una frase molto significativa: “Tocca a tutti noi prenderci cura della scienza, come

Il Presidente del Consiglio Draghi in visita ai laboratori del Gran Sasso

C’era anche il Presidente della Provincia dell’Aquila Angelo Caruso ad accogliere, insieme al Presidente della regione Marsilio ed il sindaco Biondi, il Presidente del Consiglio Mario Draghi, il Premio Nobel alla fisica Giorgio Parisi, e la Ministra dell’università e della ricerca Maria Cristina Messa.

L’incontro è avvenuto presso i laboratori dell’INFN del Gran Sasso ed è stato utile per ribadire, oltre all’importanza del ruolo femminile nel mondo della scienza, la necessità di continuare ad investire nell’ambito scientifico. Il sito di ricerca del Gran Sasso rappresenta un’eccellenza a livello mondiale e merita, come tutte le realtà che mirano al progresso, sostegno da parte delle Istituzioni. I laboratori del Gran Sasso sono inoltre un grande esempio di
inclusività, oltre 1000 scienziati di 29 diverse nazionalità ogni giorno collaborano a ben 15 esperimenti in fase di realizzazione.

Il Premier Draghi ha esortato a rifiutare le pulsioni antiscientifiche degli ultimi anni ed ha chiuso il suo intervento con una frase molto significativa: “Tocca a tutti noi prenderci cura della scienza, come

Riassetto amministrativo alla Provincia di Vibo Valentia. Il presidente Solano assegna le deleghe ai consiglieri provinciali

Imprimere un’accelerata alle dinamiche istituzionali e amministrative della Provincia di Vibo Valentia: in ambiti importanti quali la Viabilità stradale, l’Edilizia scolastica, l’Ambiente e le Pari opportunità; in settori nevralgici per l’organizzazione funzionale dell’Ente quali gli Affari generali e l’Avvocatura; ai fini della piena attuazione dei progetti di sviluppo territoriale riferiti al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”.

Questo l’intento cardine che ha indotto il presidente della Provincia di Vibo Valentia, Salvatore Solano, ad assegnare deleghe, con funzioni e responsabilità ben definite, a diversi consiglieri.

Un riassetto di carattere amministrativo che avviene a poco più di un mese dall’insediamento del nuovo Consiglio provinciale e vede coinvolti gli esponenti istituzionali Carmine Mangiardi, Alessandro Lacquaniti, Elisa Fatelli, Domenico Tomaselli, Marco Miceli e Maria Teresa Centro.

«Dopo una serie di interlocuzioni istituzionali con i neo consiglieri ho ritenuto opportuno affidare diverse deleghe in determinate materie di competenza provinciale», – ha affermato il presidente Solano. «Tante sono le cose già progettate, avviate o in via di realizzazione, soprattutto nell’ambito della sistemazione delle strade e della messa in sicurezza delle scuole. Sono, pertanto, fiducioso che attraverso un lavoro di squadra – ha aggiunto, al riguardo, Solano – saremo in grado di imprimere un’accelerata significativa alle dinamiche amministrative dell’Ente e i cittadini potranno avere quindi, in tempi notevolmente ridotti, strade e scuole migliori».

Ecco, di seguito, i nominatavi dei consiglieri con le rispettive deleghe conferitegli dal presidente Solano con apposito decreto:

Carmine Mangiardi (Coraggio Italia), Lavori Pubblici, Gestione e Valorizzazione del Patrimonio;

Alessandro Lacquaniti (Coraggio Italia), Viabilità e Ambiente;

Elisa Fatelli (Coraggio Italia), Edilizia Scolastica, Trasporti Pubblici, Pubblica istruzione e Programmazione della rete scolastica provinciale”;

Domenico Tomaselli (La Provincia del Futuro), Avvocatura e Contenzioso, Affari Generali”;

Marco Miceli (La Provincia del Futuro), Attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – Politiche Comunitarie”;

Maria Teresa Centro (La Provincia del Futuro), Pari Opportunità, Cultura e Politiche giovanili.

Le deleghe al “Personale”, al “Bilancio” e alla “Programmazione” vengono, per il momento, mantenute dal presidente Solano.

Riassetto amministrativo alla Provincia di Vibo Valentia. Il presidente Solano assegna le deleghe ai consiglieri provinciali

Imprimere un’accelerata alle dinamiche istituzionali e amministrative della Provincia di Vibo Valentia: in ambiti importanti quali la Viabilità stradale, l’Edilizia scolastica, l’Ambiente e le Pari opportunità; in settori nevralgici per l’organizzazione funzionale dell’Ente quali gli Affari generali e l’Avvocatura; ai fini della piena attuazione dei progetti di sviluppo territoriale riferiti al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”.

Questo l’intento cardine che ha indotto il presidente della Provincia di Vibo Valentia, Salvatore Solano, ad assegnare deleghe, con funzioni e responsabilità ben definite, a diversi consiglieri.

Un riassetto di carattere amministrativo che avviene a poco più di un mese dall’insediamento del nuovo Consiglio provinciale e vede coinvolti gli esponenti istituzionali Carmine Mangiardi, Alessandro Lacquaniti, Elisa Fatelli, Domenico Tomaselli, Marco Miceli e Maria Teresa Centro.

«Dopo una serie di interlocuzioni istituzionali con i neo consiglieri ho ritenuto opportuno affidare diverse deleghe in determinate materie di competenza provinciale», – ha affermato il presidente Solano. «Tante sono le cose già progettate, avviate o in via di realizzazione, soprattutto nell’ambito della sistemazione delle strade e della messa in sicurezza delle scuole. Sono, pertanto, fiducioso che attraverso un lavoro di squadra – ha aggiunto, al riguardo, Solano – saremo in grado di imprimere un’accelerata significativa alle dinamiche amministrative dell’Ente e i cittadini potranno avere quindi, in tempi notevolmente ridotti, strade e scuole migliori».

Ecco, di seguito, i nominatavi dei consiglieri con le rispettive deleghe conferitegli dal presidente Solano con apposito decreto:

Carmine Mangiardi (Coraggio Italia), Lavori Pubblici, Gestione e Valorizzazione del Patrimonio;

Alessandro Lacquaniti (Coraggio Italia), Viabilità e Ambiente;

Elisa Fatelli (Coraggio Italia), Edilizia Scolastica, Trasporti Pubblici, Pubblica istruzione e Programmazione della rete scolastica provinciale”;

Domenico Tomaselli (La Provincia del Futuro), Avvocatura e Contenzioso, Affari Generali”;

Marco Miceli (La Provincia del Futuro), Attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – Politiche Comunitarie”;

Maria Teresa Centro (La Provincia del Futuro), Pari Opportunità, Cultura e Politiche giovanili.

Le deleghe al “Personale”, al “Bilancio” e alla “Programmazione” vengono, per il momento, mantenute dal presidente Solano.

La Provincia di Teramo sigla un Accordo Quadro per la manutenzione ordinaria delle scuole superiori

Ampio confronto su tempi, finanziamenti e cronoprogramma delle attività che la Provincia sta realizzando per garantire a settembre una sede all’Ipsia “Marino” in attesa della ricostruzione dell’edificio, inagibile, oggi titolare di un finanziamento sisma di oltre 10 milioni di euro.

In sala consiglio si sono ritrovati la dirigente Stefania Nardini e il suo staff tecnico insieme ai Rappresentanti d’Istituto, alla Consulta provinciale degli studenti e a Massimiliano Nardocci dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale. Da parte dell’ente, infatti, vi è anche la necessità di acquisire i dati sull’andamento delle iscrizioni per avere contezza del numero di aule necessarie e quindi prendere decisioni mirate sugli spazi. Per la Provincia sono intervenuti il Presidente e il dirigente del settore, Francesco Ranieri.

Chiarito dallo stesso Nardocci che per le iscrizioni si “può far riferimento alle iscrizioni dello scorso anno in quanto gli spostamenti sono minimali(i dati ufficiali saranno disponibili solo a giugno ndr)” il dirigente Ranieri e Diego Di Bonaventura hanno rappresentato il quadro delle attività svolte in questi mesi e le scelte in campo.

L’Ipsia, dichiarato inagibile e oggi ospitato da più Istituti, ha bisogno di 11 aule e dei laboratori, indispensabili questi ultimi per svolgere l’attività didattica in una scuola professionale. Dirigenti, rappresentanti d’Istituto e Studenti dell’Ipsia chiedono di valutare prioritariamente la possibilità di utilizzare il vicino Liceo Scientifico che in parte si trasferirà al Comi 2 in viale Bovio.

Qui sono in corso i lavori per il recupero di aule nella vecchia foresteria del custode: lavori che si concluderanno a fine febbraio. Utilizzando i locali attualmente occupati alla Croce Rossa, alla quale è stato dato lo sfratto ed altri spazi si recuperano complessivamente 7 aule. Un tavolo tecnico con il coinvolgimento della dirigenza dell’Einstein dovrà valutare la fattibilità dell’ipotesi privilegiata da Dirigenza e studenti dell’Ipsia, quella cioè di trasferirsi nella vicina struttura di via Luigi Sturzo.

Edificio jolly. La Provincia ha valutato le due proposte arrivate con la manifestazione di interesse: questa mattina Dirigenza e Consulta hanno escluso a priori l’ipotesi di utilizzare una delle due strutture che si sono proposte, quella ubicata a Villa Pavone. L’altra struttura disponibile si trova a Circonvalazione Ragusa (ex sede Asl ed ex sede del Programmatori)ed è quella sulla quale sembrano convergere le ragioni tecniche e quelle didattiche. L’edificio adeguato e ammodernato diventerebbe la struttura jolly da utilizzare nella lunga fase della ricostruzione delle scuole teramane: i tempi, valutano i tecnici, variano da due a cinque anni a seconda degli istituti visto che il pacchetto ricostruzione su Teramo capoluogo pesa 70 milioni di euro e riguarda la quasi totalità delle scuole superiori. Il problema maggiore è rappresentato dalla necessità di spostare gli studenti e gli uffici mentre si svolgono i lavori. Si tratta di un problema comune a tutto il cratere sisma.

 

“Una riunione molto positiva con la voce di tutti gli interessati, studenti compresi, e dei tecnici  della scuola e della Provincia – dichiara Diego Di Bonaventura – nelle prossime ore ascolteremo anche Clara Moschella, dirigente del Liceo Scientifico, per mettere a fuoco tutte le loro esigenze anche sulla base delle nuove iscrizioni. Non dubito, considerata l’accelerazione impressa dal nuovo dirigente del settore, che riusciremo a combinare un puzzle molto articolato. Riconosciamo le priorità della comunita dell’Ipsia, scuola chiusa sei anni fa senza avere un piano b e rimasta in coda per troppo tempo. A settembre avranno una sede, per quanto provvisoria, in attesa della ricostruzione dell’edificio di via San Marino che avviamente ha tempi lunghi”.

 

Nel corso dell’incontro è stato annunciato l’Accordo Quadro chiuso con tre ditte esterne per le manutenzioni ordinarie delle scuole. L’Accordo, che segue lo schema del piano neve, rappresenta una vera novità per l’Ente che fino ad oggi ha utilizzato personale interno o come unica alternativa ricorrere alle gare (con tempi non sempre congruenti con l’urgenza dei lavori).

Grazie all’Accordo quadro ogni ditta incaricata potrà intervenire su chiamata nella zona assegnata (una lavorerà nel comune capoluogo, le altre due sono divise fra costa, Atri e Vibrata). “Una soluzione che migliora nettamente i tempi di risposta del servizio e che ci proietta su un altro modello organizzativo decisamente più rispondente alle esigenze di un patrimonio così vasto” ha chiarito Ranieri.

 

La Provincia di Teramo sigla un Accordo Quadro per la manutenzione ordinaria delle scuole superiori

Ampio confronto su tempi, finanziamenti e cronoprogramma delle attività che la Provincia sta realizzando per garantire a settembre una sede all’Ipsia “Marino” in attesa della ricostruzione dell’edificio, inagibile, oggi titolare di un finanziamento sisma di oltre 10 milioni di euro.

In sala consiglio si sono ritrovati la dirigente Stefania Nardini e il suo staff tecnico insieme ai Rappresentanti d’Istituto, alla Consulta provinciale degli studenti e a Massimiliano Nardocci dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale. Da parte dell’ente, infatti, vi è anche la necessità di acquisire i dati sull’andamento delle iscrizioni per avere contezza del numero di aule necessarie e quindi prendere decisioni mirate sugli spazi. Per la Provincia sono intervenuti il Presidente e il dirigente del settore, Francesco Ranieri.

Chiarito dallo stesso Nardocci che per le iscrizioni si “può far riferimento alle iscrizioni dello scorso anno in quanto gli spostamenti sono minimali(i dati ufficiali saranno disponibili solo a giugno ndr)” il dirigente Ranieri e Diego Di Bonaventura hanno rappresentato il quadro delle attività svolte in questi mesi e le scelte in campo.

L’Ipsia, dichiarato inagibile e oggi ospitato da più Istituti, ha bisogno di 11 aule e dei laboratori, indispensabili questi ultimi per svolgere l’attività didattica in una scuola professionale. Dirigenti, rappresentanti d’Istituto e Studenti dell’Ipsia chiedono di valutare prioritariamente la possibilità di utilizzare il vicino Liceo Scientifico che in parte si trasferirà al Comi 2 in viale Bovio.

Qui sono in corso i lavori per il recupero di aule nella vecchia foresteria del custode: lavori che si concluderanno a fine febbraio. Utilizzando i locali attualmente occupati alla Croce Rossa, alla quale è stato dato lo sfratto ed altri spazi si recuperano complessivamente 7 aule. Un tavolo tecnico con il coinvolgimento della dirigenza dell’Einstein dovrà valutare la fattibilità dell’ipotesi privilegiata da Dirigenza e studenti dell’Ipsia, quella cioè di trasferirsi nella vicina struttura di via Luigi Sturzo.

Edificio jolly. La Provincia ha valutato le due proposte arrivate con la manifestazione di interesse: questa mattina Dirigenza e Consulta hanno escluso a priori l’ipotesi di utilizzare una delle due strutture che si sono proposte, quella ubicata a Villa Pavone. L’altra struttura disponibile si trova a Circonvalazione Ragusa (ex sede Asl ed ex sede del Programmatori)ed è quella sulla quale sembrano convergere le ragioni tecniche e quelle didattiche. L’edificio adeguato e ammodernato diventerebbe la struttura jolly da utilizzare nella lunga fase della ricostruzione delle scuole teramane: i tempi, valutano i tecnici, variano da due a cinque anni a seconda degli istituti visto che il pacchetto ricostruzione su Teramo capoluogo pesa 70 milioni di euro e riguarda la quasi totalità delle scuole superiori. Il problema maggiore è rappresentato dalla necessità di spostare gli studenti e gli uffici mentre si svolgono i lavori. Si tratta di un problema comune a tutto il cratere sisma.

 

“Una riunione molto positiva con la voce di tutti gli interessati, studenti compresi, e dei tecnici  della scuola e della Provincia – dichiara Diego Di Bonaventura – nelle prossime ore ascolteremo anche Clara Moschella, dirigente del Liceo Scientifico, per mettere a fuoco tutte le loro esigenze anche sulla base delle nuove iscrizioni. Non dubito, considerata l’accelerazione impressa dal nuovo dirigente del settore, che riusciremo a combinare un puzzle molto articolato. Riconosciamo le priorità della comunita dell’Ipsia, scuola chiusa sei anni fa senza avere un piano b e rimasta in coda per troppo tempo. A settembre avranno una sede, per quanto provvisoria, in attesa della ricostruzione dell’edificio di via San Marino che avviamente ha tempi lunghi”.

 

Nel corso dell’incontro è stato annunciato l’Accordo Quadro chiuso con tre ditte esterne per le manutenzioni ordinarie delle scuole. L’Accordo, che segue lo schema del piano neve, rappresenta una vera novità per l’Ente che fino ad oggi ha utilizzato personale interno o come unica alternativa ricorrere alle gare (con tempi non sempre congruenti con l’urgenza dei lavori).

Grazie all’Accordo quadro ogni ditta incaricata potrà intervenire su chiamata nella zona assegnata (una lavorerà nel comune capoluogo, le altre due sono divise fra costa, Atri e Vibrata). “Una soluzione che migliora nettamente i tempi di risposta del servizio e che ci proietta su un altro modello organizzativo decisamente più rispondente alle esigenze di un patrimonio così vasto” ha chiarito Ranieri.

 

Interventi di adeguamento sismico per le scuole della Provincia di Piacenza

Paola Galvani, consigliere provinciale con delega a Istruzione e Diritto allo Studio, interviene per fare chiarezza in merito ad alcune questioni relative alle opere di adeguamento sismico che stanno riguardando e riguarderanno, via via, gli edifici scolastici di proprietà della Provincia in città e sul territorio.

“Si tratta – spiega Galvani – di interventi che lo Stato finanzia per il superamento delle criticità e per la messa a norma e in sicurezza degli spazi, dal punto di vista antisismico, che riguarderanno progressivamente tutti gli istituti scolastici. Proprio per la loro natura prevedono tempi e scadenze vincolanti a partire dall’affidamento dei lavori, pena la perdita dei finanziamenti stessi”.

“Gli interventi già finanziati – prosegue il consigliere Galvani – riguardano l’istituto Romagnosi di Piacenza (importo intervento: un milione di euro; stato di avanzamento: in corso di esecuzione), l’edificio adibito a sede Itis del Centro Scolastico Medio Superiore di Fiorenzuola (importo intervento: 700mila euro; stato di avanzamento: in corso di esecuzione), il liceo Gioia di Piacenza (importo intervento: 1,5 milioni, inizio lavori estate 2022), il liceo Respighi di Piacenza (importo intervento: 1,8 milioni; inizio lavori nel 2023), il liceo Colombini di Piacenza (importo intervento: 6,6 milioni; inizio lavori nel 2023) e l’istituto Marconi di Piacenza (importo intervento: 3,5 milioni; inizio intervento nel 2023)”.

“Per gli istituti Gioia, Respighi e Colombini non sarà possibile – osserva Galvani – intervenire senza determinare impatti, su parte delle aule che ospitano gli studenti, non compatibili con l’attività didattica: per questo motivo si renderà necessario un parziale spostamento di un totale di circa mille studenti – distribuito, in sequenza, in momenti diversi – in appositi “moduli didattici per la formazione di comprensori scolastici temporanei”, che devono essere conformi anche alla normativa contro il contagio da Covid-19”.

“Degli interventi – precisa Paola Galvani – si era già discusso insieme ai dirigenti scolastici delle scuole che saranno interessate dagli spostamenti, e con gli stessi dirigenti scolastici – che sono gli unici interlocutori di riferimento in questo caso – la Provincia ha da tempo aperto un Tavolo di confronto che ha l’obiettivo di individuare le modalità più idonee per ridurre al minimo gli inevitabili impatti sull’attività didattica di queste opere, che sono tuttavia indispensabili per la tutela della sicurezza di studenti, dirigenti, personale docente e Ata”.

“Le localizzazioni indicate nel bando per l’affidamento del noleggio dei moduli didattici – conclude il consigliere Paola Galvani – sono da considerarsi puramente indicative, poiché sono in corso ulteriori verifiche che potrebbero portare, alla loro conclusione, all’individuazione di aree differenti. Questa circostanza è chiaramente indicata nel bando, che riporta che si trattava di indicazioni non vincolanti alla formulazione dell’offerta. I container didattici saranno comunque collocati in zone vicine, entro poche centinaia di metri dalle scuole interessate”.

 

Interventi di adeguamento sismico per le scuole della Provincia di Piacenza

Paola Galvani, consigliere provinciale con delega a Istruzione e Diritto allo Studio, interviene per fare chiarezza in merito ad alcune questioni relative alle opere di adeguamento sismico che stanno riguardando e riguarderanno, via via, gli edifici scolastici di proprietà della Provincia in città e sul territorio.

“Si tratta – spiega Galvani – di interventi che lo Stato finanzia per il superamento delle criticità e per la messa a norma e in sicurezza degli spazi, dal punto di vista antisismico, che riguarderanno progressivamente tutti gli istituti scolastici. Proprio per la loro natura prevedono tempi e scadenze vincolanti a partire dall’affidamento dei lavori, pena la perdita dei finanziamenti stessi”.

“Gli interventi già finanziati – prosegue il consigliere Galvani – riguardano l’istituto Romagnosi di Piacenza (importo intervento: un milione di euro; stato di avanzamento: in corso di esecuzione), l’edificio adibito a sede Itis del Centro Scolastico Medio Superiore di Fiorenzuola (importo intervento: 700mila euro; stato di avanzamento: in corso di esecuzione), il liceo Gioia di Piacenza (importo intervento: 1,5 milioni, inizio lavori estate 2022), il liceo Respighi di Piacenza (importo intervento: 1,8 milioni; inizio lavori nel 2023), il liceo Colombini di Piacenza (importo intervento: 6,6 milioni; inizio lavori nel 2023) e l’istituto Marconi di Piacenza (importo intervento: 3,5 milioni; inizio intervento nel 2023)”.

“Per gli istituti Gioia, Respighi e Colombini non sarà possibile – osserva Galvani – intervenire senza determinare impatti, su parte delle aule che ospitano gli studenti, non compatibili con l’attività didattica: per questo motivo si renderà necessario un parziale spostamento di un totale di circa mille studenti – distribuito, in sequenza, in momenti diversi – in appositi “moduli didattici per la formazione di comprensori scolastici temporanei”, che devono essere conformi anche alla normativa contro il contagio da Covid-19”.

“Degli interventi – precisa Paola Galvani – si era già discusso insieme ai dirigenti scolastici delle scuole che saranno interessate dagli spostamenti, e con gli stessi dirigenti scolastici – che sono gli unici interlocutori di riferimento in questo caso – la Provincia ha da tempo aperto un Tavolo di confronto che ha l’obiettivo di individuare le modalità più idonee per ridurre al minimo gli inevitabili impatti sull’attività didattica di queste opere, che sono tuttavia indispensabili per la tutela della sicurezza di studenti, dirigenti, personale docente e Ata”.

“Le localizzazioni indicate nel bando per l’affidamento del noleggio dei moduli didattici – conclude il consigliere Paola Galvani – sono da considerarsi puramente indicative, poiché sono in corso ulteriori verifiche che potrebbero portare, alla loro conclusione, all’individuazione di aree differenti. Questa circostanza è chiaramente indicata nel bando, che riporta che si trattava di indicazioni non vincolanti alla formulazione dell’offerta. I container didattici saranno comunque collocati in zone vicine, entro poche centinaia di metri dalle scuole interessate”.

 

Provincia di Latina: il Presidente Stefanelli firma gli atti del Bilancio

Il Presidente della Provincia di Latina  Gerardo Stefanelli ha firmato la proposta di Bilancio annuale e triennale 2022/2024 che sarà sottoposta all’esame del Consiglio Provinciale con il parere dell’Assemblea dei Sindaci. Il documento contiene il Piano triennale delle opere pubbliche, il Piano del fabbisogno di personale e il piano di alienazione degli immobili e rappresenta il risultato di un lavoro di analisi e valutazione delle esigenze della Provincia coniugato con le sue disponibilità economico-finanziarie ma anche una chiara formalizzazione delle scelte politiche e gestionali che danno contenuti ai programmi futuri.

“Questo Bilancio- sottolinea Stefanelli – che arriva a 60 giorni dalla mia elezione a Presidente, esprime l’impegno che il governo dell’ente assume nei confronti sia dei cittadini che degli altri utilizzatori del sistema di bilancio stesso. Abbiamo proceduto in maniera particolarmente veloce per restituire alla macchina amministrativa efficienza e celerità: sul fronte del personale l’esigenza è quella di procedere con l’assunzione di nuove unità per colmare la consistente carenza di organico e consentire quindi agli uffici di poter lavorare al pieno delle loro possibilità in particolare nella gestione delle scuole e della viabilità che richiedono il massimo dell’impegno. Vogliamo assicurare la disponibilità qualitativa e quantitativa di risorse umane necessarie alla realizzazione delle funzioni istituzionali che ci competono e dei relativi piani.

“Approvare un bilancio dell’ente entro i termini significa dimostrare anche di avere le idee chiare rispetto a ciò che si intende fare – prosegue Stefanelli – e tradurre in atti concreti lo scenario futuro perseguito da una amministrazione avendo per oggetto sempre e comunque la comunità locale. In definitiva questo documento di programmazione definisce ciò che si vuole e si deve fare. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza lo straordinario apporto e le straordinarie qualità delle risorse umane dell’ente, in primis i dirigenti, a cui va il mio ringraziamento per la collaborazione e l’impegno dimostrato nell’abbracciare con rinnovato entusiasmo questo nuovo corso politico amministrativo. La Provincia ha bisogno di tornare a correre e trainare l’intero territorio pontino – conclude – e l’azione che stiamo mettendo in campo vuole essere caratterizzata da velocità, efficienza e modernizzazione per restituire all’ente quel ruolo che merita”.

Provincia di Latina: il Presidente Stefanelli firma gli atti del Bilancio

Il Presidente della Provincia di Latina  Gerardo Stefanelli ha firmato la proposta di Bilancio annuale e triennale 2022/2024 che sarà sottoposta all’esame del Consiglio Provinciale con il parere dell’Assemblea dei Sindaci. Il documento contiene il Piano triennale delle opere pubbliche, il Piano del fabbisogno di personale e il piano di alienazione degli immobili e rappresenta il risultato di un lavoro di analisi e valutazione delle esigenze della Provincia coniugato con le sue disponibilità economico-finanziarie ma anche una chiara formalizzazione delle scelte politiche e gestionali che danno contenuti ai programmi futuri.

“Questo Bilancio- sottolinea Stefanelli – che arriva a 60 giorni dalla mia elezione a Presidente, esprime l’impegno che il governo dell’ente assume nei confronti sia dei cittadini che degli altri utilizzatori del sistema di bilancio stesso. Abbiamo proceduto in maniera particolarmente veloce per restituire alla macchina amministrativa efficienza e celerità: sul fronte del personale l’esigenza è quella di procedere con l’assunzione di nuove unità per colmare la consistente carenza di organico e consentire quindi agli uffici di poter lavorare al pieno delle loro possibilità in particolare nella gestione delle scuole e della viabilità che richiedono il massimo dell’impegno. Vogliamo assicurare la disponibilità qualitativa e quantitativa di risorse umane necessarie alla realizzazione delle funzioni istituzionali che ci competono e dei relativi piani.

“Approvare un bilancio dell’ente entro i termini significa dimostrare anche di avere le idee chiare rispetto a ciò che si intende fare – prosegue Stefanelli – e tradurre in atti concreti lo scenario futuro perseguito da una amministrazione avendo per oggetto sempre e comunque la comunità locale. In definitiva questo documento di programmazione definisce ciò che si vuole e si deve fare. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza lo straordinario apporto e le straordinarie qualità delle risorse umane dell’ente, in primis i dirigenti, a cui va il mio ringraziamento per la collaborazione e l’impegno dimostrato nell’abbracciare con rinnovato entusiasmo questo nuovo corso politico amministrativo. La Provincia ha bisogno di tornare a correre e trainare l’intero territorio pontino – conclude – e l’azione che stiamo mettendo in campo vuole essere caratterizzata da velocità, efficienza e modernizzazione per restituire all’ente quel ruolo che merita”.

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