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Stati Generali Mobilità Sicura nelle Province Venete: riparte dalla Provincia di Treviso il confronto su Viabilità e Prevenzione dagli Incidenti

L’Unione Province del Veneto ha organizzato oggi, in collaborazione con UPI nazionale, per la giornata di venerdì 30 maggio, nella sede istituzionale della Provincia di Treviso, gli “Stati Generali della Mobilità Sicura nelle Province Venete”: l’evento è stata occasione per parlare di viabilità sicura, declinata sia in termini di investimenti infrastrutturali sia di iniziative che si inquadrano nell’ambito della campagna nazionale “Mobilità Sicura”, promossa da UPI e dal Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri a valere sul “Fondo per l’incidentalità notturna”.

A introdurre i lavori, a partire dalle 10, Stefano Marcon, presidente dell’Unione Province del Veneto e presidente della Provincia di Treviso, che ha ricordato in sintesi le principali iniziative messe in campo negli ultimi anni dalle Province venete in tema di sicurezza stradale e prevenzione dall’incidentalità, l’impegno riservato dagli Enti per la realizzazione di interventi di riqualificazione della rete viaria del territorio e le progettualità future per sensibilizzare i cittadini, di tutte le età, sulle buone pratiche di guida sicura.

Il convegno, strutturato in due talk, è stata occasione per approfondire i progetti Mobilità Sicura delle Province di Treviso, Padova, Vicenza e Verona (vincitrici del Bando nazionale) e in generale le altre iniziative delle Province, Belluno, Rovigo e Città Metropolitana di Venezia, per formare e informare i cittadini sul tema, con il coinvolgimento tutte le forze in campo, Governo, Regione del Veneto, Province, Parlamentari, ANCI, Aulss, Ufficio Scolastico Regionale, Prefettura e Forze dell’Ordine, creando un’occasione di dialogo e confronto fra tutti coloro che a vario titolo, sono presidio di sicurezza, soccorso e tutela della comunità. L’appuntamento ha evidenziato, al contempo, i piani strategici di Viabilità e gli investimenti realizzati dalle Province e dalla Città Metropolitana per la valorizzazione e l’efficienza della rete viaria territoriale di competenza.

Nel primo talk, dal titolo “I progetti di Mobilità Sicura e la viabilità per la sicurezza stradale”, sono intervenuti Daniele Canella, Vicepresidente della Provincia di Padova, Barbara Sardella, Ufficio Scolastico Provinciale di Treviso, Alberto Mazzurana, Consigliere Ambiente e Politiche Energetiche Provincia di Verona, Francesco Benazzi, Direttore Generale ULSS2 Marca Trevigiana, Maria Cristina Franco, Consigliera all’Istruzione Provincia di Vicenza, Angelo Sidoti, Prefetto di Treviso ed Enrico Ferrarese, Presidente della Provincia di Rovigo.

A seguire, il collegamento in diretta con le classi dell’Istituto Obici di Oderzo, che proprio questa mattina stavano partecipando alla lezione strategica di sicurezza stradale a cura della Provincia di Treviso con il formatore incaricato Marino Biscaro. Studentesse e studenti hanno condiviso alcune riflessioni sulle emergenze che si trovano ad affrontare alla guida, anche in moto, con i Presidenti e le Autorità presenti in sala al convegno UPI.

Nel secondo talk, intitolato “Gli Stati Generali della viabilità in Veneto”, sono intervenuti, Stefano Marcon, Vicepresidente vicario UPI con delega a Infrastrutture e Viabilità, Roberto Padrin, Vicepresidente UPI Veneto e Presidente della Provincia di Belluno, Mario Conte, Presidente ANCI Veneto, Silvia Susanna, Vicesindaco della Città Metropolitana di Venezia, Francesco Calzavara, Assessore agli Enti Locali Regione del Veneto, e i Parlamentari On. Dimitri Coin, On. Marina Marchetto Aliprandi e On. Rachele Scarpa.

A chiudere il secondo tavolo di confronto due contributi: la lettera inviata dal Ministro all’Istruzione e al Merito, Giuseppe Valditara, che nel ringraziare UPI per l’importante momento di confronto organizzato sul tema della prevezione dall’incidentalità, ha sottolineato l’importanza dei percorsi di educazione stradale realizzati nelle scuole, letta dalla Consigliera delegata on. Angela Colmellere; il videomessaggio del Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, che ha ricordato le numerose campagne shock e di contrasto all’incidentalità condotte in Veneto proprio con l’obiettivo di creare maggiore consapevolezza nella comunità sui rischi di comportamenti pericolosi alla guida.

A sugellare l’evento, la firma simbolica dell’accordo di collaborazione tra Stefano Marcon, presidente dell’Unione Province del Veneto, e Alberto Laggia, giornalista incaricato per la Formazione dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto, per realizzare attività formative ad hoc, dedicate al mondo dell’informazione, in materia di sicurezza stradale, tenendo conto anche degli effetti dei social nella comunicazione e delle implicazioni dell’intelligenza artificiale nella professione giornalistica.

“Oggi siamo ripartiti proprio dalla Provincia di Treviso per parlare di Viabilità e di Sicurezza Stradale nelle Province, dopo l’annuncio dell’apertura, da parte del Governo e dal Ministero, alla revisione dei tagli alla viabilità provinciale previsti inizialmente dalla Legge di Bilancio 2025, con un incontro programmato con il Ministro Salvini per il 3 giugno in cui parlaremo proprio della riassegnazione delle risorse – le parole di Marcon – è stato un onore accogliere qui nella nostra sede istituzionale il presidente UPI nazionale Pasquale Gandolfi, i colleghi Presidenti di Provincia, i delegati, tutte le Istituzioni e le Autorità presenti in questo particolarmente sensibile per le Province e per affrontare un tema caro a tutti noi, quello della mobilità sicura: purtroppo, in tutto il Paese, il numero di cittadini e cittadine che perdono la vita proprio in queste circostanze è ancora drammaticamente elevato: i più recenti dati ISTAT registrano, nel 2023, 3.039 decessi in incidenti stradali in Italia, di cui 309 in Veneto. La distrazione e l’utilizzo del cellulare alla guida restano ancora le prime cause di incidente mortale. Le analisi sull’andamento di questo fenomeno ci dicono anche che, nei decenni, l’impegno costante delle Istituzioni sul fronte della sensibilizzazione della comunità sui rischi alla guida sta avendo un effetto positivo con una diminuzione dell’incidentalità mortale nel lungo periodo. Questo naturalmente non basta: ogni vittima della strada è una dolorosa e inaccettabile perdita per le famiglie, per la società civile e per le Istituzioni stesse, come ha giustamente sottolineato anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata in memoria delle vittime della strada. Nel ricordare con profondo cordoglio quanti hanno perso la vita, oggi abbiamo ripercorso le tappe costruite finora assieme con l’obiettivo di creare una “via sicura”, che tenesse conto delle soluzioni trovate per riqualificare la viabilità, delle nuove progettualità che necessiterebbero di essere attuate e, parallelamente, di tutte le iniziative di promozione di una “cultura diffusa della sicurezza” che dia ai cittadini, di tutte le età, giovani, adulti e anziani, gli strumenti e la consapevolezza necessari ad affrontare la guida, e la strada, con il giusto approccio e un’adeguata sensibilità rispetto ai rischi a cui si può incorrere adottando comportamenti non consoni”.

“Lo faremo con il progetto SOS Guida Sicura in Provincia di Treviso, con gli altri 3 progetti delle Province di Padova, Verona e Vicenza, con le altre innumerevoli iniziative di Belluno, Rovigo e Venezia. Se oggi riusciamo a ottenere questi risultati è grazie al grande sforzo che tutte le Province hanno fatto a seguito delle legge Delrio: se penso alla Provincia di Treviso, dal 2018 (post riforma 56/2014), al 2024 siamo riusciti ha destinato in tal senso oltre 17 milioni di euro a supporto dei Comuni, oltre 64 milioni per la manutenzione e la sicurezza delle nostre strade provinciali. Siamo passati dalle “zero risorse” del 2016, 2 milioni di euro investiti quell’anno (per tutti i settori che avevano lasciato in carico alla Provincia!), passando al 2024, in 8 anni, a 100 milioni di euro complessivi di investimenti fatti per migliorare la viabilità. Un risultato straordinario”

“Il 3 giugno prossimo il ministro Salvini ci ha convocati al ministero per discutere insieme delle soluzioni che il Governo dovrà adottare per azzerare il taglio del 70% dei fondi destinati alla messa in sicurezza delle strade provinciali per il 2025 e 2026. Al ministro porterò i risultati di un monitoraggio che stiamo realizzando come Upi in questi giorni per verificare lo stato della spesa delle Province sulle risorse che ci sono state assegnate, perché su questo occorre fare chiarezza. Da questa analisi risulta che a livello nazionale le Province hanno impegnato circa il 95% delle risorse che ci sono state assegnate e hanno speso oltre l’80% del totale e ciò che non è stato ad oggi speso è semplicemente perché diversi cantieri complessi sono ancora in corso. Tutto ciò nonostante le Province debbano lavorare con un personale estremamente ridotto, dimezzato nel 2015. Altroché inefficienze”. Lo ha annunciato il presidente di Upi, Pasquale Gandolfi, intervenendo agli Stati Generali della Mobilità sicura

organizzati dalla Provincia di Treviso.

“Oggi – ha aggiunto Gandolfi – siamo qui per parlare dei progetti delle Province per sostenere azioni e campagne di informazione sulla sicurezza stradale rivolta ai ragazzi e alle ragazze. Ma se è essenziale promuovere iniziative culturali per incidere sugli stili di vita dei giovani , abbiamo anche il dovere come istituzioni di rispondere ai cittadini che si aspettano strade sicure. Un impegno che le Province – ha sottolineato il presidente Upi – stanno portando avanti e che non deve essere interrotto. Di questo parleremo con il ministro Salvini in pieno spirito di collaborazione istituzionale. La nostra priorità è di uscire dall’incontro con la certezza dell’azzeramento dei tagli per il 2025 e 2026 e l’apertura di un confronto sulle risorse per i programmi futuri”.

La Provincia dell’Aquila presenta i risultati del percorso partecipato del nuovo piano territoriale

Negli ultimi vent’anni, la provincia dell’Aquila ha perso circa 10.000 residenti e, secondo le previsioni Istat, ne perderà altri 22.000 nei prossimi due decenni. Solo il capoluogo abruzzese e Calascio mostrano un lieve aumento della popolazione, grazie soprattutto all’arrivo di nuovi residenti. Al contrario, città come Avezzano, Montereale, Navelli e Castelvecchio Subequo stanno vivendo un forte spopolamento. È quanto emerso dal convegno che si è tenuto questa mattina presso l’Auditorium Ance dell’Aquila, in occasione della presentazione dei primi risultati del percorso partecipato per la redazione del nuovo Piano Territoriale di Coordinamento provinciale. Un piano con il quale la Provincia dell’Aquila si candida a diventare un modello nazionale di innovazione amministrativa e pianificazione territoriale, con un approccio concreto, capace di rispondere alle sfide dello sviluppo, della coesione sociale e della sostenibilità.

“L’elaborazione del nuovo Piano – ha sottolineato il presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso – ci affida una responsabilità cruciale: innovare le modalità di governo del territorio, superando la frammentazione normativa e costruendo un modello basato sulla dinamicità della promozione per rispondere alle sfide che l’era della digitalizzazione ci impone. Vogliamo fare della nostra provincia un caso di studio, un laboratorio nazionale da cui partire per definire nuove pratiche di pianificazione a livello Paese, in un momento storico in cui l’Italia stessa è chiamata a ripensare gli strumenti di governo del territorio”.

Ad aprire i lavori l’ingegnere Andrea De Simone, dirigente del settore Territorio e Urbanistica dell’Ente provinciale, che ha illustrato le direttrici operative del nuovo Piano, sottolineando come la semplificazione amministrativa rappresenti uno dei punti cruciali per rispondere alle sfide del futuro.

Al centro del convegno la presentazione dei risultati dell’analisi ambientale e socio-economica, base scientifica del nuovo Piano Territoriale, condotta da un team interdisciplinare composto da Paolo Veneri e Fabiano Compagnucci (GSSI – Gran Sasso Science Institute), Francesco Zullo e Alessandro Marucci (Università dell’Aquila), Michele Campagna (Università di Cagliari).

Secondo quanto emerso dall’analisi, l’indice di vecchiaia è molto alto: in media è quattro volte il numero di giovani, con punte preoccupanti in comuni come San Benedetto in Perillis, Campotosto e Villalago. Si registrano anche presenze significative di comunità straniere: a Trasacco e Pescina gli immigrati africani rappresentano fino al 9% della popolazione, mentre nella zona dell’Aquila la comunità romena arriva all’11%.

Dopo il sisma, l’economia si è orientata soprattutto verso l’edilizia (25%) e il turismo (12%), mentre è calata la manifattura. I maggiori poli occupazionali restano L’Aquila e Castel di Sangro, quest’ultima in particolare si distingue per dinamismo turistico e crescita dell’occupazione. Più in difficoltà, invece, Avezzano e Sulmona. Il turismo è in netta crescita, con un +24% di arrivi dal 2014. Spiccano Castel di Sangro (+149% di pernottamenti), Santo Stefano di Sessanio (+118%) e Rivisondoli (+113%). In calo invece Scoppito, Montereale e Villalago.

Cresce anche il turismo dall’estero, in particolare dagli Stati Uniti, Canada e Europa occidentale, legato anche al fenomeno del “turismo delle radici”. Tra i servizi, si segnala una contrazione in Sanità e Istruzione, mentre il welfare è stabile o in miglioramento. Alcuni comuni come L’Aquila, Avezzano, Navelli e Pescina si stanno affermando come centri di cooperazione istituzionale.

L’Aquila, Castel di Sangro, Rocca di Mezzo, Calascio e San Demetrio si distinguono inoltre per la capacità di attrarre fondi europei e del Pnrr. In difficoltà in questo ambito Trasacco, Montereale, Scanno e Castelvecchio Subequo. A conclusione dell’evento il presidente Caruso ha lanciato l’obiettivo da raggiungere con il nuovo Piano: esorcizzare le potenzialità dei territori della provincia rimaste finora inespresse.

Provincia di Pavia e CDP insieme per rafforzare capacità progettuale ed efficienza energetica nei Comuni

Si è svolto mercoledì 4 giugno 2025 presso la Sala Ciro Barbieri della Provincia di Pavia l’incontro tecnico “Insieme per il Territorio”, promosso in collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e con la partecipazione del Gestore dei Servizi Energetici (GSE).

Un’occasione di confronto operativo rivolta agli amministratori e ai tecnici dei Comuni della provincia di Pavia, finalizzata a presentare strumenti innovativi e soluzioni concrete a supporto degli enti locali, con particolare attenzione alle esigenze di investimento, alla qualificazione della progettazione e alla rigenerazione energetica del patrimonio pubblico.

All’appuntamento hanno partecipato oltre trenta rappresentanti istituzionali della provincia, in rappresentanza di realtà comunali grandi e piccole.

Aprendo i lavori, il Presidente della Provincia di Pavia, Giovanni Palli, ha dichiarato:

«La Provincia di Pavia, con i suoi 185 Comuni, di cui ben 145 piccoli, rappresenta un territorio che esprime una forte domanda di strumenti flessibili, capacità progettuale e alleanze istituzionali. In questa fase complessa, in cui le Pubbliche Amministrazioni devono essere sempre più proattive per cogliere le opportunità del PNRR e dei nuovi fondi, la Provincia intende svolgere fino in fondo il proprio ruolo “enzimatico”, al servizio delle autonomie locali. Il confronto di oggi ci offre piste di lavoro concrete: dalla qualificazione della progettazione, attraverso il Fondo Rotativo CDP, alla rigenerazione energetica, grazie alle sinergie tra CDP e GSE. Lavoreremo affinché queste opportunità diventino cantieri veri per i nostri Comuni».

I lavori sono proseguiti con gli interventi di Mauro Sambugaro (Responsabile Area Nord Italia – CDP), Alessandro Crocco (Responsabile Ambito Nord-Ovest – CDP), Francesco Acerra (Relationship Manager PA Piemonte e Lombardia – CDP) ed Eleonora Egalini (Project Manager GSE), che hanno illustrato le soluzioni a disposizione degli enti locali in tema di finanziamenti, progettualità e innovazione energetica.

La Provincia di Pavia intende ora proseguire il confronto con i Comuni per strutturare percorsi di accompagnamento e supporto operativo, anche attraverso tavoli tematici e accordi quadro.

Link articolo su sito web: https://www.provincia.pv.it/it/news/insieme-per-il-territorio-pavia-cdp-e-gse-al-fianco-delle-amministrazioni-locali

 

Strade Province: positivo incontro al MIT Gandolfi ‘Si va verso la restituzione delle risorse’

“La riunione al MIT con il Ministro Salvini e’ stata positiva. Un confronto molto tecnico, in cui ci siamo potuti chiarire con le strutture del MIT e del MEF, nel quale si è stabilito che nella conversione in legge del decreto infrastrutture saranno restituite alle Province i 350 milioni di risorse per il 2025 e 2026 tagliati dal Decreto milleproroghe.

Come UPI abbiamo confermato l’impegno delle Province, dimostrato fin ora dai dati che abbiamo raccolto nel nostro monitoraggio, a utilizzare a pieno le risorse assegnate.

Secondo il monitoraggio che abbiamo realizzato, dal 2018 al 2024 le Province hanno impegnato il 93% delle risorse assegnate e ne hanno speso l’84%.

Ma siamo pronti a verificare insieme al Ministero qualunque procedura che possa servire a migliorare le performance e a rendere sempre più efficiente la spesa.

L’obiettivo che abbiamo in comune, Province e Governo, è di assicurare ai cittadini strade sicure, una viabilità efficiente e il pieno rispetto del diritto alla mobilità”.

Lo dichiara il Presidente di UPI Pasquale Gandolfi, al termine dell’incontro con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, sul ripristino dei tagli ai programmi di investimento sulle strade provinciali.

Tagli strade: le Province convocate dal Ministro Salvini

“Il 3 giugno prossimo il Ministro Salvini ci ha convocati al Ministero per discutere insieme delle soluzioni che il Governo dovrà adottare per azzerare il taglio del 70% dei fondi destinati alla messa in sicurezza delle strade provinciali per il 2025 e 2026. Al Ministro porterò i risultati di un monitoraggio che stiamo realizzando come UPI in questi giorni per verificare lo stato della spesa delle Province sulle risorse che ci sono state assegnate, perché su questo occorre fare chiarezza. Da questa analisi risulta che a livello nazionale le Province hanno impegnato circa il 95% delle risorse che ci sono state assegnate e hanno speso oltre l’80% del totale e ciò che non è stato ad oggi speso è semplicemente perché diversi cantieri complessi sono ancora in corso. Tutto ciò nonostante le Province debbano lavorare con un personale estremamente ridotto, dimezzato nel 2015. Altroché inefficienze!” Lo ha annunciato il Presidente di UPI Pasquale Gandolfi, intervenendo agli Stati Generali della Mobilità sicura organizzati dalla Provincia di Treviso.

“Oggi – ha detto Gandolfi – siamo qui per parlare dei progetti delle Province per sostenere azioni e campagne di informazione sulla sicurezza stradale rivolta ai ragazzi e alle ragazze. Ma se è essenziale promuovere iniziative culturali per incidere sugli stili di vita dei giovani , abbiamo anche il dovere come istituzioni di rispondere ai cittadini che si aspettano strade sicure. Un impegno che le Province stanno portando avanti e che non deve essere interrotto. Di questo parleremo con il Ministro Salvini in pieno spirito di collaborazione istituzionale. La nostra priorità è di uscire dall’incontro con la certezza dell’azzeramento dei tagli per il 2025 e 2026 e l’apertura di un confronto sulle risorse per i programmi futuri”.

Tagli strade, UPI “Accogliamo apertura a revisione dei tagli: ora risposte nel Decreto infrastrutture”

“Accogliamo le dichiarazioni che stanno uscendo in queste ore nelle quali si attesta l’impegno di rappresentanti della maggioranza a intervenire per risolvere la grave emergenza dei tagli ai fondi per la messa in sicurezza delle strade provinciali. L’UPI è un’associazione istituzionale che ha come obiettivo la tutela delle province e dei territori, non abbiamo nessun altro interesse, e l’amore per gli enti che rappresentiamo va oltre ogni logica d’appartenenza partitica. Per questo la scorsa settimana tutti i Presidenti di Provincia hanno dato mandato alla presidenza di accendere un faro sulle ripercussioni che questi tagli hanno sulla sicurezza degli oltre centoventimila chilometri di strade provinciali. Ora, dopo queste dichiarazioni, aspettiamo quindi che nella conversione del Decreto-legge Infrastrutture il Governo risolva questa emergenza”.

Lo dichiara il Presidente di UPI Pasquale Gandolfi.

La tabella dei tagli ai fondi per la messa in sicurezza delle strade per il 2025 2026

Ecco la tabella dei tagli operati sui fondi già  assegnati alle Province per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali

Tabella tagli Province e CM 2025 2026

Stati Generali della Mobilità Sicura nelle Province Venete: 30 maggio convegno nazionale in Provincia di Treviso

L’Unione Province del Veneto organizza, in collaborazione con UPI nazionale, per la giornata di venerdì 30 maggio, nella sede istituzionale della Provincia di Treviso, gli “Stati Generali della Viabilità nelle province venete”: l’evento sarà l’occasione per parlare di viabilità sicura, declinata sia in termini di investimenti infrastrutturali sia di iniziative che si inquadrano nell’ambito della campagna nazionale “Mobilità Sicura”, promossa da UPI e dal Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri a valere sul “Fondo per l’incidentalità notturna”.

 

Proprio quest’anno, infatti, ben quattro Province venete, Padova, Treviso, Verona e Vicenza, hanno ottenuto il finanziamento di 100.000 euro ciascuna messo a disposizione dal bando “Mobilità Sicura” per realizzare attività di formazione e sensibilizzazione finalizzate a diffondere una maggiore cultura della sicurezza stradale e della prevenzione dagli incidenti.

 

Apprendiamo, ogni giorno, dal lavoro delle Forze dell’Ordine e dalla stampa, come siano ancora tanti, troppi coloro che perdono la vita a causa di un sinistro fatale: è pertanto fondamentale realizzare quante più azioni possibili per diffondere maggiore consapevolezza sui rischi in cui si incorre adottando una guida non consona, che mette in pericolo sopra i limiti di velocità o distratta dall’utilizzo del cellulare, oppure in uno stato di alterazione, mettendo in serio pericolo la propria incolumità, quella dei passeggeri e quella degli altri utenti della strada.

 

Il convegno, che vedrà il coinvolgimento dei media nazionali e locali, vuole essere occasione per affrontare questi temi coinvolgendo tutte le forze in campo, Regione del Veneto, Province, Aulss, Ufficio Scolastico Regionale, Forze dell’Ordine e Vigili del Fuoco, Autoscuole, Assicurazioni e Associazioni vittime della strada, le quali, a vario titolo, sono presidio di sicurezza, soccorso e tutela della comunità. L’appuntamento evidenzierà, al contempo, i piani strategici di Viabilità e gli investimenti realizzati dalle Province e dalla Città Metropolitana per la valorizzazione e l’efficienza della rete viaria territoriale di competenza.

 

L’appuntamento è fissato per venerdì 30 maggio, alle ore 10, nell’Auditorium della sede istituzionale della Provincia di Treviso, Sant’Artemio, via Cal di Breda, 116 a Treviso.

Leggi qui il programma Locandina_Stati_Generali_Mobilità_Sicura_nelle_Province_Venete

Stati Generali della Montagna: “Rilanciare gli investimenti con strategie condivise. Alle Regioni chiediamo pieno rispetto delle specificità montane”

“Occorre individuare un modello di governance condiviso e semplificato che metta a sistema con un’azione continuativa le varie politiche a sostegno della montagna. Le strategie di sviluppo e gli investimenti sulle infrastrutture e sui servizi territoriali devono essere condivisi dai sindaci a livello provinciale”.

E’ quanto emerso dalla riunione del Tavolo Infrastrutture e Servizi istituito nell’ambito degli Stati Generali della Montagna e coordinato dal Presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin,  che si è incontrato oggi a Roma per definire una proposta da sottoporre alla Ministro per gli Affari regionali e le autonomia locali, Erika Stefani.

“Si tratta di arrivare alla definizione di una strategia unitaria che valorizzi la specificità della montagna, per costruire su questi territori uno sviluppo socio-economico condiviso attraverso la collaborazione tra la Provincia e i Comuni”.

I Presidenti delle tre Province interamente montane – Sondrio, Elio Moretti, Belluno, Roberto Padrin, e Verbano Cusio Ossola, Arturo Lincio –  che oggi hanno avuto un incontro al Ministero degli Affari regionali su questi temi, hanno deciso di rilanciare un protocollo comune per chiedere alle Regioni Veneto, Lombardia e Piemonte un’azione coordinata per quanto riguarda le Province che assicuri il pieno rispetto delle specificità montane.

La Provincia di Lucca lancia l’istituto delle selezioni uniche per gli enti del territorio.

La Provincia di Lucca si avvarrà dell’istituto delle selezioni uniche per assumere nuovo personale e sarà soggetto gestore/organizzatore delle stesse per i Comuni del territorio.

L’ente di Palazzo Ducale, infatti, ha approvato un apposito decreto deliberativo firmato dal presidente Pierucci a cui è collegato l’accordo che regola questo istituto introdotto dalla legge n.113/2021. Istituto attraverso cui gli enti locali possono organizzare e gestire, in forma aggregata, selezioni uniche per la formazione di elenchi di idonei all’assunzione nei ruoli dell’amministrazione, sia a tempo indeterminato sia a tempo determinato, per vari profili professionali e aree operative.

I vantaggi dell’utilizzo delle selezioni uniche è spiegato dal presidente della Provincia di Lucca Marcello Pierucci: “In generale l’obiettivo dell’istituto – afferma – consente di ridurre i tempi amministrativi e di semplificare le modalità di reclutamento del personale degli enti: sia dei Comuni del territorio che della Provincia stessa. In sostanza verranno creati degli elenchi di figure professionali, tecnici, amministrativi e quant’altro, che si candidano per determinati profili e che saranno inseriti in appositi elenchi dove poi le singole amministrazioni potranno attingere per effettuare le proprie selezioni e, di conseguenze, procedere all’eventuale assunzione. Da sottolineare che questa modalità può essere attivata sia per i profili ordinari che per quelli derivanti dalle esigenze di attuazione del Pnrr”.

Più nello specifico va detto che l’attivazione delle selezioni uniche può avvenire anche in assenza del fabbisogno di personale approvato; l’ente deve risultare privo di graduatorie proprie in corso di validità per la medesima area e profilo; la procedura può essere attivata sia per assunzioni a tempo determinato che indeterminato; gli elenchi, una volta costituiti, sono soggetti ad aggiornamento almeno annuale e gli idonei restano iscritti per un massimo di tre anni. Le procedure selettive uniche sono finalizzate all’approvazione di elenchi di idonei (non di graduatorie) per l’assunzione nei ruoli.

Per lo svolgimento delle selezioni uniche la Provincia potrà avvalersi delle proprie strutture interne, di personale in utilizzo congiunto degli enti locali aderenti, di società specializzate nel reclutamento e nella selezione del personale e/o del supporto e collaborazione di altri soggetti pubblici e privati.

Per quanto riguarda l’aspetto finanziario, le spese di funzionamento per la formazione degli elenchi (ad esempio compensi componenti commissione, se dovuti; affidamento incarichi a ditte specializzate; attività di supporto e collaborazione), verranno sostenute dalla Provincia. L’ente aderente all’accordo, invece, concorre alla spesa solo dopo l’espletamento dell’interpello riservato agli idonei e solo in caso di effettiva assunzione del dipendente.

Gli enti aderenti, per ciascuna singola assunzione effettuata, corrisponderanno alla Provincia un contributo parametrato alla dimensione demografica del Comune: una somma che va da un minimo 100 euro per i Comuni con meno di 3000 residenti fino ai 1.000 per quelli tra 30mila e 100mila abitanti.

Questi, finora, i Comuni del territorio che hanno espresso la volontà di aderire alla convenzione con la Provincia che si impegna a svolgere compiti gestionali e di supporto connessi alla utilizzazione dell’istituto delle selezioni uniche, previa stipula di apposito accordo.

Comuni di Altopascio, Bagni di Lucca, Barga, Borgo a Mozzano, Camaiore, Camporgiano, Capannori, Careggine, Fosciandora, Massarosa, Molazzana, Montecarlo, Pescaglia, Piazza al Serchio, Pieve Fosciana, Porcari, San Romano Garfagnana, Seravezza, Stazzema e Villa Collemandina. 

Tagli ai fondi per le strade,Provincia di Pesaro Urbino “Se continua così costretti a chiuderle, sicurezza a rischio per i cittadini

Lo scorso marzo via Gramsci pensava di ritrovarsi con nuovi tagli ai fondi per le strade per 170mila euro nel 2025 e altri 128mila euro nel 2026. Il grido di dolore era già risuonato.

Ma tra legge di bilancio e Milleproroghe, ora le ultime cifre che ballano sono ben diverse perché si parla di dieci volte tanto. «Per gli anni 2025 e 2026 ci erano stati assegnati 4 milioni e 695mila euro per le strade provinciali. In base agli ultimi dati per le stesse annualità ci hanno tagliato 3 milioni e 286mila euro. Si tratta di un taglio del 70 per cento. Assurdo».

L’allarme è del presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Giuseppe Paolini, che adesso non esclude drastiche decisioni.

«E’ una mazzata ulteriore, che si somma alle pesantissime e precedenti decurtazioni che già ci hanno duramente colpito. Dobbiamo gestire 1150 chilometri di strade provinciali. La situazione è drammatica su tutte le arterie. Se continua così saremo costretti a chiuderle, perché non possiamo più fare nemmeno la manutenzione ordinaria e la sicurezza dei cittadini è a rischio. E’ scandaloso. Evidentemente le intervallive non interessano a chi abita a Roma. Poi si parla di ripopolare i borghi, ma come si fa senza strade?». Sui nuovi tagli imposti ai programmi di investimento che erano stati assegnati alle Province prende posizione in queste ore anche l’Upi nazionale.

«Sulle strade provinciali – dice il presidente Pasquale Gandolfi – si è abbattuto un taglio complessivo di 1,7 miliardi. Risorse già assegnate a Province e Città metropolitane e destinate agli investimenti per la messa in sicurezza di 120mila chilometri di vie che collegano il Paese. Molto grave poi è che si siano tagliate risorse che riguardano investimenti degli anni 2025 e 2026, una riduzione del 70 per cento dei fondi che di fatto sta bloccando cantieri già previsti e concordati con lo stesso ministero, con ripercussioni sulla viabilità». La riduzione, denunciano i presidenti delle Province Italiane, si attesta al 50 per cento su tutti i fondi fino al 2029 e a quasi la stessa percentuale per le risorse che erano state assegnate alle Province dal 2030 al 2036.

Per questo l’assemblea dei presidenti delle Province italiane ha dato mandato a Gandolfi di sollecitare ancora il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini, perché si apra subito un tavolo di crisi al ministero.

L’allarme dell’Assemblea dei Presidenti di Provincia “Tagli del 70% ai fondi sulla sicurezza stradale”

La sicurezza delle strade provinciali è messa a rischio dai tagli drammatici imposti dalla Legge di Bilancio e dal Milleproroghe ai programmi di investimento che erano state assegnate alle Province. Una situazione di crisi su cui da mesi l’UPI , inascoltata, chiede risposte al Ministero di Salvini e che oggi è al centro dell’Assemblea Nazionale dei Presidenti di Provincia, riuniti a Roma per definire la piattaforma politica e programmatica dell’Associazione.

“Sulle strade provinciali – ha detto il Presidente UPI Pasquale Gandolfi- si è abbattuto un taglio di 1,7 miliardi. Risorse già assegnate a Province e Città metropolitane e destinate agli investimenti per la messa in sicurezza e l’efficientamento di 120 mila chilometri di vie che collegano il Paese. Molto grave poi è che si siano tagliate risorse che riguardano investimenti degli anni 2025 e 2026, una riduzione del 70% dei fondi che di fatto sta bloccando cantieri già previsti e concordati con lo stesso ministero, con ripercussioni sulla viabilità e quindi sulla sicurezza dei nostri cittadini.”. La riduzione, denunciano i Presidenti delle Province Italiane, si attesta al 50% su tutti i fondi fino al 2029 e a quasi la stessa percentuale per le risorse che erano state assegnate alle Province dal 2030 al 2036.
Per questo l’Assemblea dei Presidenti delle Province italiane ha dato mandato al Presidente Gandolfi di sollecitare ancora il Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Salvini, perché si apra subito un tavolo di crisi al Ministero e si proceda a ritrovare nell’immediato i 385 milioni di fondi sottratti per il 2025 e 2026.

Ecco la relazione del Presidente Gandolfi Relazione Gandolfi Assemblea Presidenti maggio 2025

Ecco le slide con la piattaforma programmatica delle Province verso l’Assemblea Nazionale

Assemblea Presidenti di Provincia

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