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Cultura della legalità. Collaborazione tra il Comando provinciale della Guardia di Finanza e la Provincia di Vibo

La Guardia di Finanza – Comando Provinciale di Vibo Valentia e la Provincia di Vibo Valentia hanno avviato una collaborazione istituzionale finalizzata alla diffusione dei contenuti della campagna mediatica e culturale illustrata nel Calendario Storico 2026 della GdF, quale strumento di informazione pubblica e promozione della cultura della legalità sul territorio provinciale.

L’iniziativa, attinente al mese di marzo, si inserisce nel più ampio quadro della missione istituzionale del Corpo e trova fondamento nei principi che lo ispirano: “La Guardia di finanza è coinvolta a pieno titolo nella lotta alla criminalità organizzata, soprattutto nella scoperta delle operazioni di riciclaggio e nel contrasto delle attività imprenditoriali e professionali attraverso le quali le organizzazioni criminali reimpiegano i capitali illecitamente accumulati nel tessuto economico legale e si mimetizzano nella società civile. La strategia della GdF si fonda sulla sistematica aggressione dei patrimoni di provenienza delittuosa, attraverso indagini necessarie per pervenire al sequestro ed alla confisca dei proventi e dei beni ottenuti dalle attività delittuose, nonché delle aziende finanziate con capitali mafiosi. Si tratta di accertamenti decisamente complessi ed articolati, svolti con professionalità, grazie sia all’esperienza maturata nel nostro ruolo di polizia economico finanziaria, sia a moderni strumenti informatici di supporto alle investigazioni. Le attività di indagine richiedono, infatti, l’esame della documentazione amministrativo – contabile, la ricostruzione dei flussi finanziari e la verifica della congruità della situazione patrimoniale effettiva con quella reddituale dichiarata. È grazie a questo approccio che il Corpo è in grado di scovare patrimoni illeciti accumulati nel tempo e contemporaneamente sfruttare anche i poteri di polizia economico finanziaria, per agire sul fronte fiscale, utili al recupero delle somme sottratte all’Erario”.

Il Calendario Storico 2026, attraverso un linguaggio visivo e comunicativo incisivo – come evidenziato nell’immagine allegata relativa al mese di marzo, recante il claim “Organizzati per contrastare la criminalità” – rappresenta uno strumento di divulgazione volto a rendere più immediata e comprensibile alla collettività l’azione quotidianamente svolta dal Corpo a tutela dell’economia legale.

La Provincia di Vibo Valentia, nel riconoscere “il valore istituzionale e sociale dell’iniziativa”, ribadisce che “la diffusione della cultura della legalità e il consolidamento di un approccio etico nell’azione amministrativa costituiscono presupposti imprescindibili per il rafforzamento del rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini”.

La sinergia avviata testimonia la comune volontà di promuovere informazione qualificata, consapevolezza civica e responsabilità collettiva, ponendo l’azione istituzionale sempre più al servizio della comunità e della tutela del tessuto economico e sociale provinciale.

PNRR: le Province in audizione alla Camera “Serve massima collaborazione per la fase finale”

Questo decreto è strategico, perché deve regolare la fase finale dell’attuazione del PNRR. Le norme che usciranno dal Parlamento devono contribuire a determinare il successo del Piano. Per questo chiediamo massima attenzione sulle questioni che in questo momento preoccupano di più le Province, che devono completare gli oltre 1.400 cantieri di edilizia scolastica aperti. Prima fra tutte, la necessità di chiarire con norma i termini di scadenza della tempistica relativa alle misure in capo alle Province riguardo alla conclusione delle opere, al collaudo delle stesse e alla rendicontazione finale. Ad oggi, i termini risultano non coerenti con quelli indicati dal Piano”. E’ questa la richiesta prioritaria avanzata dal rappresentante delle Province, Angelo Caruso, Vicepresidente di UPI, nel suo intervento in audizione alla Commissione Bilancio della Camera sul Decreto che detta ulteriori disposizioni per l’attuazione del PNRR.

“Il decreto così com’è – ha detto- concentra le misure esclusivamente a favore delle strutture centrali, ignorando le necessità degli enti locali che stanno attuando il Piano . Per questo chiediamo di prevedere anche per gli enti attuatori le stesse misure individuate per il personale dei soggetti titolari, estendendo alle Province, e agli enti locali, la possibilità di prorogare i contratti in essere e le norme finalizzate al rafforzamento della capacità amministrativa. La fase finale poi deve essere caratterizzata dalla massima collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte: occorre valorizzare il ruolo delle task force dei tavoli territoriali strategici PNRR insediati presso le prefetture, con il supporto della Ragioneria Generale dello Stato, per la redazione corretta delle rendicontazioni finali, in modo da risolvere le possibili criticità, accelerando le procedure”.

“ Restano poi da risolvere due questioni essenziali – ha detto il Vicepresidente UPI. “Da una parte, il decreto deve assicurare la prosecuzione delle opere che dovessero superare la scadenza del 2026 per cause non imputabili agli enti, con norme che garantiscano la possibilità di concludere i cantieri, a fronte del raggiungimento del target della Missione cui si riferiscono .
Dall’altra, chiediamo di prevedere la copertura degli extracosti rendicontabili sostenuti dalle Province per i progetti PNRR completati, in collaudo o in esecuzione. Si tratta di almeno il 20% in più del totale dell’importo delle opere che le Province hanno dovuto coprire con risorse proprie per portare a termine i cantieri, per una cifra totale per le 86 Province che ammonta a circa 150 milioni. Questo Decreto-Legge, presumibilmente tra gli ultimi strumenti normativi utili a tale scopo, deve introdurre misure utili ad assicurare alle Province la copertura di queste spese”.

La documentazione

Ecco il documento consegnato alla Commissione  Nota audizione UPI DL PNRR 19 26 AC2807

Pubblichiamo inoltre di seguito la lettera inviata negli scorsi giorni riguardo all’applicazione delle disposizioni DL PNRR n. 19 del 2026 nelle Province. Nota UPI DL-PNRR_2marzo2026

Le Province fulcro dei territori. Da Livorno l’appello alla riforma

La Provincia di Livorno compie 100 anni ma l’obiettivo è rivolto al futuro e alla necessità di riequilibrare un riassetto istituzionale in cui le Province siano gli enti di riferimento per la pianificazione strategica del territorio.

“A oltre 10 anni dalle leggi che hanno ridotto in maniera determinante il ruolo delle Province, possiamo constatare con amarezza che i costi sui territori sono stati di gran lunga maggiori rispetto ai risparmi sulla spesa che erano il vero obiettivo della riforma. Costi che non sono stati solo economici, ma che hanno creato disuguaglianze profonde e questo è il vero elemento su cui è necessario richiamare l’attenzione”.

Così la presidente della Provincia, Sandra Scarpellini, ha aperto i lavori del convegno “Futuri possibili: la Provincia che sarà”, che si è svolto oggi,  martedi 3 marzo, a Palazzo Granducale.

La presidente ha, quindi,  evidenziato l’importanza di garantire il necessario legame tra gli enti periferici e quelli centrali: “In un mondo in cui le economie di scala mondiale determinato tutto nell’agire quotidiano, inevitabilmente le comunità più piccole sono destinate a rimanere indietro. La recente riclassificazione dei comuni montani da parte dello Stato inciderà profondamente nella vita di tanti piccoli comuni, sono oltre 30 quelli che hanno perso questa caratteristica, alcuni anche nel nostro territorio. Comuni che perderanno scuole, ambulatori, presidi di vario tipo e, senza una Provincia veramente autorevole, con un presidente eletto dai cittadini, perderanno la rappresentanza del territorio e la possibilità di avere chi porta le istanze collettive ai vari tavoli di confronto a livello regionale e nazionale. Per questo, in attesa della ripresa di un dibattito parlamentare sulla riforma delle Province, con Upi Toscana e Upi nazionale, chiederemo alla  Regione di avviare un esame dei risultati della legge 22, per capire quanto la scelta di gestire direttamente funzioni come quelle riguardanti l’ambiente, l’agricoltura e altro, un tempo gestite dalle Province, abbia effettivamente colto le esigenze delle comunità, delle aziende e dei territori”.

Il convegno ha preso le mosse dalla celebrazione dei 100 anni dal regio decreto, che il 15 novembre 1925 restituì alla Provincia la conformazione territoriale che oggi conosciamo, per approfondire i temi legati  al presente, in cui le Province operano  con difficoltà tra carenza di risorse e richieste pressanti da parte delle comunità locali.

A confrontarsi con la presidente  Sandra Scarpellini sui cambiamenti necessari a restituire un ruolo certo alle Province sono stati Francesco Limatola, presidente di UPI Toscana, Claudio Frontera e Alessandro Franchi, già presidenti della Provincia di Livorno nelle stagioni amministrative prima e post riforma Delrio,  Piero Antonelli direttore generale dell’Unione delle Province Italiane Nicola Pignatelli, ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Bari e Maria Castallo, segretaria generale della Provincia di Livorno, con la moderazione del direttore de Il Tirreno, Cristiano Marcacci.

Frontera ha toccato subito i tasti più dolenti della legge 56/2014:  “Una riforma non meditata, costruita su basi precarie e proprio per questo da abrogare” per riparare alle profonde “ricadute negative che sono la causa primaria di  ritardi nei servizi ai cittadini e all’economia”.

Dello stesso avviso Alessandro Franchi, primo sindaco presidente della Provincia dopo la riforma: “Abbiamo dovuto gestire un passaggio drammatico, in cui il bilancio dell’Ente era di pura sopravvivenza”. Da allora la legge Delrio, concepita come una legge-ponte per traghettare le Province verso la successiva riforma della Costituzione, bocciata poi in sede referendaria, ha congelato le Province in un limbo da cui ancora non si riesce ad uscire.

“E’ necessario l’intervento del legislatore nazionale per introdurre le imprescindibili modifiche alla legge Delrio – ha aggiunto Franchi – e anche in Toscana dobbiamo correggere l’eccessivo accentramento di funzioni, che la Regione apportò con la legge 22/2015, aprendo un confronto con Anci, Upi e i soggetti economici e sociali, per restituire la giusta rappresentanza ai territori”.

Il punto sulle Province toscane lo ha fatto il presidente di Upi Toscana, Francesco Limatola, presidente della Provincia di Grosseto, evidenziando come questi enti abbiano continuato a rappresentare, ove possibile, quel ruolo di ente intermedio  di coordinamento e garanzia dell’equilibrio territoriale. “Per questo concordiamo sulla necessità di un tavolo dove discutere l’adeguato ripristino dei livelli istituzionali di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione che sono a fondamento delle funzioni amministrative”.

Limatola ha, poi, indicato le tre principali attività su cui le Province toscane possono svolgere un ruolo determinante in un nuovo ipotetico riassetto: in primo luogo la pianificazione strategica territoriale, oggi demandata alla sola Città Metropolitana di Firenze, in cui poter tracciare le linee generali di sviluppo, a partire dalle infrastrutture e dall’economia; gli Uffici Europa, per  le politiche di coesione  e l’accesso e utilizzo dei fondi strutturali; il supporto ai piccoli comuni attraverso lo sportello per le attività produttive, le stazioni uniche appaltanti, la semplificazione amministrativa.

Sui temi prettamente legati alle modifiche legislative sono intervenuti Piero Antonelli, e Nicola Pignatelli, che hanno indicato la via delle riforme a livello regionale, cui peraltro l’Upi sta lavorando da tempo con i presidenti delle Province, come quelle più realisticamente percorribili.

“Occorre correggere le attuali sperequazioni nelle legislazioni regionali – ha sostenuto Antonelli – per riequilibrare le funzioni e valorizzare il decentramento amministrativo”, mentre Pignatelli, ribadendo “l’inadeguatezza di un modello di ente di secondo livello, troppo verticistico e poco rispondente ai bisogni del territorio”, ha sottolineato la necessità di una ricognizione degli ambiti di rilevanza socio economica che si sono sovrapposti alle funzioni provinciali.

A tirare le fila del dibattito è stato il presidente della Regione, Eugenio Giani, il quale ha annunciato la disponibilità all’apertura di un tavolo di confronto “animato da pragmatismo” in cui affrontare il tema del miglioramento del rapporto tra enti che hanno funzioni diverse, con l’obiettivo di garantire un equilibrio territoriale e in cui le Province possono esercitare un ruolo di coordinamento, in particolare per le politiche legate ai fondi europei, allo sviluppo e alla coesione.

Mobilità sicura Provincia di Bergamo: Don’t worry be safe

Il progetto Mobilità sicura è finanziato per 100.000 euro con il Fondo contro l’incidentalità notturna gestito dal Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri sulla base dell’accordo stipulato tra il Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Anci ed UPI.

Il progetto ha promosso una concreta collaborazione interistituzionale nei diversi ambiti operativi,  valorizzando competenze convergenti e complementari, a partire dal Corpo di Polizia Provinciale, l’Associazione Polizia Locale di Bergamo, i Comuni di Albino, Caravaggio, Dalmine, Mozzo,  Paladina, Ponte San Pietro, Romano di Lombardia, Stezzano, Treviglio, Treviolo e Bergamo, e l’Associazione Nazionale Carabinieri.

La Polizia provinciale ha rivestito un ruolo centrale di coordinamento, accogliendo le proposte e  traducendole in azioni concrete, attraverso un costante lavoro di rete con i soggetti partecipanti.

Il lavoro della rete si è concentrato sulla riduzione dell’incidentalità stradale, aumentando la  consapevolezza dei cittadini sulla guida sicura, incrementando i controlli sulle strade e svolgendo attività di formazione per giovani e neopatentati, in particolare per quanto riguarda le normative stradali e i pericoli della guida sotto l’effetto di alcol e droghe. Altro obiettivo del progetto è stato il miglioramento della collaborazione tra enti locali e forze dell’ordine, con l’adozione di protocolli
condivisi per il monitoraggio e l’intervento su strada.

Sintesi delle attività svolte

Di seguito una sintesi delle attività svolte.

Presenza a Exponiamo Dalmine, la Festa Bikers a Cologno al Serio, il Centro Commerciale Le Due Torri a Stezzano e Treviva a Treviolo. Si tratta di manifestazioni e luoghi di grande richiamo, capaci di intercettare un pubblico numeroso ed eterogeneo – famiglie, giovani, lavoratori e appassionati – offrendo un’occasione privilegiata per diffondere in modo capillare la cultura della sicurezza stradale.

Con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la portata comunicativa del progetto, la Provincia ha attivato una collaborazione con AICAP (Associazione Aziende Italiane Cartelli e Arredi Pubblicitari). Con la Prefettura di Bergamo è stato siglato un accordo finalizzato alla diffusione di messaggi pro sicurezza stradale attraverso cartelli 6×3 e 4×3, già posizionati a bordo strada e messi a disposizione dall’associazione, i cui contenuti di pubblicità progresso sono e saranno quelli già previsti da ANCI e UPI per le campagne sulla sicurezza stradale e quelli nati dal confronto di professionisti della sicurezza, docenti
universitari, psicologi ed esperti in psicometria, tutti coinvolti in attività di staff. L’iniziativa ha riscosso apprezzamento anche da parte delle autorità delle Forze dell’ordine, portando all’avvio di una vera e propria cabina di regia condivisa per coordinare in modo strategico l’affissione dei messaggi sul territorio provinciale.

Gli stessi messaggi installati sui cartelli stradali vengono inoltre affissi nelle scuole della Bergamasca, individuate come luogo ideale per raggiungere le giovani generazioni e sensibilizzarle sul tema della sicurezza stradale. Questa scelta rafforza la dimensione educativa del progetto, favorendo un percorso di consapevolezza che parte dai più giovani per incidere in modo duraturo sui comportamenti futuri.

Parallelamente, è stata avviata una significativa sinergia con Zambelli Autoriparazioni, azienda specializzata nel ripristino delle strade post-incidente, che ha ideato e realizzato un container itinerante raffigurante un incidente tra due autovetture. L’allestimento, estremamente realistico, riproduce le conseguenze di uno scontro tra veicoli, generando un forte impatto visivo ed emotivo. L’esperienza diretta e immersiva ha suscitato intense emozioni nei visitatori, favorendo una riflessione profonda sui comportamenti alla guida e sui rischi connessi alla circolazione.

Nell’ambito del Forum delle Polizie Locali, evento di riferimento per gli operatori della polizia locale dedicato alla formazione, al confronto professionale e all’aggiornamento sulle tematiche della sicurezza urbana e stradale, che ha registrato oltre 8.000 visitatori, il progetto ha trovato un’ulteriore e qualificata occasione di valorizzazione. Anche in questo
contesto, grazie al contributo del partner Zambelli e al container dimostrativo, la cultura della sicurezza stradale è stata promossa in modo incisivo, contribuendo concretamente, anche oltre i confini provinciali, a rafforzare la consapevolezza collettiva sull’importanza di comportamenti responsabili alla guida.

È stato inoltre realizzato un evento specifico in collaborazione con la Motorizzazione Centrale e con la Prefettura di Bergamo, dedicato al controllo di motocicli, cicli e monopattini elettrici, con particolare attenzione al rispetto del Codice della Strada e delle normative vigenti. L’iniziativa ha rappresentato un momento significativo di prevenzione e controllo, volto a promuovere una mobilità sostenibile ma al contempo sicura, soprattutto tra i più giovani utenti della strada. Il Centro Mobile è stato a disposizione di tutte le Forze dell’Ordine nell’intera giornata dell’evento. Numerosi i controlli e i verbali.

ATS Bergamo ha organizzato attività di formazione nelle scuole attraverso strumenti come
gli occhiali Alcolvista.

Gli 11 Comuni aderenti (Albino, Alzano Lombardo, Caravaggio, Dalmine, Mozzo, Paladina, Ponte San Pietro, Romano di Lombardia, Stezzano, Treviglio, Treviolo)hanno realizzato controlli serali attraverso posti di controllo delle rispettive Polizie Locali.

ACI ha realizzato e stampato in 10.000 copie il libro “Strade sicure per tutti”, scritto dal giornalista Zois, e ha tenuto 20 corsi formando oltre 500 alunni. Ha, inoltre, effettuato una campagna comunicativa di sensibilizzazione attraverso uno spot radiofonico su Radio Number One, One Dance, Radio Bergamo e Radio Millenote e mediante Bergamo News e
comunicati stampa.

L’Associazione Genitori Antidroga (AGA) ha svolto attività erogata a titolo gratuito con professionisti (psichiatra, medico di medicina generale, infermiere, psicologo, assistente sociale e pedagogista) nelle sedi di Treviglio e Terno d’Isola. Le prestazioni erogate sono state visite mediche e colloqui di prima valutazione, visite mediche specialistiche, colloqui
infermieristici, colloqui di consulenza psicologica, colloqui con assistente sociale, colloqui pedagogico-educativi, counseling singoli e di famiglia, attività di rete e management telefonico.

L’Associazione Nazionale Carabinieri (ANC) Sezione di Bergamo ha messo in campo un nucleo dedicato di volontari impegnati in servizi di osservazione, prevenzione e deterrenza condotti in forma di pattuglie motorizzate su motociclo, in coordinamento con la Polizia provinciale. Le moto-pattuglie, composte da almeno due volontari in uniforme operativa,
hanno svolto servizio in fasce orarie differenziate per garantire un effetto sorpresa e massimizzare la presenza nei contesti urbani più sensibili. Gli obiettivi principali sono stati: presidio dei luoghi di aggregazione giovanile, prevenzione di comportamenti incivili, attenzione ai soggetti fragili, dialogo con gli operatori commerciali e collaborazione con le
istituzioni nei Comuni che hanno aderito al progetto.

L’Associazione Ragazzi On the Road APS ha partecipato attivamente a tutte le iniziative del progetto, compresi i seminari, presenziando agli eventi come supporto logistico, multimediale e divulgativo.

L’Università degli Studi di Bergamo ha realizzato una serie di seminari di approfondimento scientifico e pratico, di cui si allega il programma, ai quali hanno partecipato circa cinquanta unità tra personale delle Polizie Locali e membri
dell’Associazione Ragazzi On the Road APS. Ha inoltre organizzato quattro eventi con studenti universitari, invitando forze di polizia locale e la Polizia provinciale a illustrare le proprie attività e a mostrare il funzionamento di precursori ed etilometri.

Ha svolto attività di ricerca in tema di incidentalità stradale che ha consentito di realizzare un poster accettato
al Meeting dell’International Association of Forensic Sciences (IAFS), che si svolgerà a Sofia, in Bulgaria, dal 25 al 30 maggio 2026.

La Provincia di Pesaro-Urbino contesta la nuova classificazione dei Comuni Montani

«Condanniamo questa orribile legge che si abbatte duramente e ulteriormente sulle aree interne». Il presidente Giuseppe Paolini si schiera con i sindaci del territorio provinciale tagliati fuori con il decreto Calderoli dalla lista dei Comuni montani per effetto dei nuovi criteri di classificazione. Alcuni dei quali esclusi dall’introduzione del parametro dell’altitudine media pari o superiore a 350 metri. «Da anni – sottolinea Paolini – sto lottando per far capire che nell’entroterra c’è bisogno di una fiscalità diversa per le piccole botteghe, che svolgono più un servizio sociale essenziale che commerciale. Per questo non è giusto che paghino più tasse di Amazon: anzi, si dovrebbe anche pensare a prestiti a tassi più bassi. Ora il governo ci taglia le gambe perché così si colpiscono anche scuole, servizi sanitari e un’altra infinità di cose».

Così Paolini spinge per rivedere le cose: «C’è delusione perché tutto questo sta passando nel silenzio generale dell’Anci e della Regione. Noi supportiamo la battaglia dei Comuni rimasti fuori, sosteniamo le loro posizioni e bene fanno i sindaci a muoversi con i ricorsi perché si tratterebbe della botta finale per l’entroterra. Non si può chiedere ai giovani di tornare a ripopolare i borghi, se poi vengono fatte leggi che vanno completamente nella direzione opposta. Ai ragazzi non è rimasto nulla».

Prosegue il presidente: «Auspichiamo che si aprano tavoli di confronto in tutte le sedi, siamo pronti a portare il nostro contributo. Ma non si tratta di una protesta politica, perché le prese di posizione sono trasversali e vengono portate avanti da tutti i sindaci, di qualsiasi schieramento. E’ semplicemente questione di buon senso. C’è molta amarezza, perché assistiamo a questa eutanasia fatta di digitalizzazione, conti spietati e cieca azione livellatrice. Ma l’entroterra e le aree rurali non possono essere abbandonati. La verità è che la società e la politica devono tutelare e non accorpare, chiudere o sintetizzare. Le eccellenze sono nelle aree interne, nei nostri borghi. Ma se lì finisce, sono in pericolo anche i grandi centri», conclude il presidente.

Erosione costiera: la Provincia di Lecce apre la cabina di regia

“Per il Salento possiamo contare sui primi 5 milioni di euro già disponibili, su un totale di 26 previsti dal governo regionale per l’emergenza erosione sulle coste pugliesi, ma il presidente Antonio Decaro si è attivato per incrementare la dotazione di risorse finanziarie. Venerdì porteremo a Bari già le prime istanze e domani attiveremo una call con i tecnici per approfondire il tema”.

Lo ha dichiarato il Presidente della Provincia di Lecce Fabio Tarantino, in apertura dell’incontro da lui convocato a Palazzo dei Celestini, con all’ordine del giorno proposte operative e misure per affrontare l’attualissimo tema dell’erosione costiera e promuovere l’avvio di una cabina di regia coordinata dall’Ente provinciale.

“È necessario un cambiamento del paradigma che sino ad ora ha visto partecipare i Comuni ai bandi regionali e statali. Questo tipo di politica, a nostro avviso, non è sufficiente per pianificare e affrontare le necessità del Salento, che ha tanti aspetti emergenziali e caratteristiche che lo connotano come un discorso a sé stante rispetto al panorama regionale. L’appello va, con attenzione particolare, ai Comuni di questa provincia. Occorre prendere sì in esame i progetti, ma fare anche un ragionamento di medio e lungo periodo. Per questo abbiamo coinvolto il Centro euro mediterraneo sui cambiamenti climatici, che farà uno studio su come si può intervenire dal punto di vista scientifico”, è stato il messaggio forte e chiaro del presidente Tarantino, in una gremitissima sala consiliare.

Una riunione quella odierna propedeutica ad una programmazione sul tema dell’erosione, che vedrà il coinvolgimento di tutti, come ha sottolineato il presidente della Provincia di Lecce: “Abbiamo la necessità di presentare una programmazione che corre su due diverse velocità. Una è quella dell’intervento immediato e l’altra di uno studio del nostro territorio e del clima, per capire come intervenire, come pianificare gli interventi di medio e lungo periodo e presentare, dunque, al presidente della Regione Decaro uno schema di interventi puntuale, che vede l’aspetto scientifico prevalere sulla logica dei bandi”.

All’incontro odierno hanno partecipato, tra gli altri, Andrea Romano, direttore generale della Provincia di Lecce, Fernando Moschettini, dirigente Servizio Pianificazione territoriale ed Edilizia sismica, Alessandro Guerrieri, dirigente Servizio Tutela ambientale e Transizione ecologica e comandante Polizia provinciale, Marilena Sergi, vice prefetto vicario. Inoltre, ha portato il suo contributo l’assessore all’Urbanistica e Pianificazione territoriale della Regione Puglia Marina Leuzzi, presente con la consigliera regionale Loredana Capone.

Numerosi gli interventi che si sono susseguiti, in un confronto aperto, ricco di spunti e riflessioni, dati ed elementi di approfondimento, condivisi da amministratori locali e rappresentanti dei vari enti e soggetti presenti, che hanno espresso grande apprezzamento per l’iniziativa della Provincia di Lecce.

In apertura dei lavori, il dirigente del Servizio Pianificazione territoriale ed Edilizia sismica provinciale Fernando Moschettini ha chiarito come nella ripartizione dei fondi stanziati dalla Regione Puglia per l’emergenza erosione, in base al ReNDiS (Repertorio nazionale degli interventi per la difesa del suolo), si è dato precedenza agli interventi sulle aree costiere rocciose, dove esiste il rischio per vite umane, infrastrutture e beni culturali. In base a tali requisiti prioritari, quindi, nell’assegnazione delle risorse regionali la provincia di Lecce è risultata seconda, nella regione, dopo quella di Foggia.

All’incontro odierno sono stati invitati i sindaci dei Comuni rivieraschi della provincia di Lecce (Alessano, Alliste, Andrano, Castrignano del Capo, Castro, Corsano, Diso, Gagliano del Capo, Galatone, Gallipoli, Lecce, Melendugno, Morciano di Leuca, Nardò, Otranto, Patù, Porto Cesareo, Racale, Salve, Santa Cesarea, Squinzano, Taviano, Tiggiano, Trepuzzi, Tricase, Ugento, Vernole), Prefettura di Lecce, Regione Puglia (Ufficio del Commissario di governo per il contrasto del dissesto idrogeologico), UniSalento, Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per le province di Lecce, Brindisi e Taranto, Parchi naturali regionali (Rauccio; Isola di Sant’Andrea e litorale di Punta Pizzo; Costa Otranto S.M. di Leuca; Litorale di Ugento; Porto Selvaggio e Palude del Capitano; Palude del Conte e duna costiera), Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appenino meridionale, Capitaneria di Porto di Gallipoli, Ordine dei Geologi della Puglia, Sindacato Italiano Balneari, Cna balneari Puglia, Lidi del Salento, Federterziario Balneari, Fondazione Centro Euro Mediterraneo sui cambiamenti climatici (CMCC), Italia Nostra aps-sezione Sud Salento.

 

 

“Mobilità Sicura” Monza Brianza: formazione, controlli, comunicazione ed eventi per una Provincia più consapevole

Con la conclusione ufficiale prevista per il 17 marzo 2026, la Provincia di Monza e della Brianza presenta il bilancio finale di Mobilità Sicura MB, progetto avviato un anno fa e finanziato dal Fondo contro l’incidentalità notturna della Presidenza del Consiglio dei Ministri, assegnato alle proposte più meritevoli degli enti locali attraverso un bando di Unione Province Italiane. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con la Polizia Provinciale, gli istituti scolastici del territorio e partner locali come AIVIS – Associazione Italiana Vittime e Infortuni della Strada. Una sinergia che ha arricchito la progettualità di contenuti e testimonianze, creando un percorso esperienziale capace di lasciare un segno concreto nel territorio e di offrire spunti utili per continuare a rafforzare, negli anni, la cultura della responsabilità alla guida.

Il progetto si è sviluppato lungo tre direttrici principali – educazionepresidio del territorio e comunicazione digitale – coinvolgendo non solo studenti, ma anche famiglie e cittadinanza, con l’obiettivo di promuovere una cultura diffusa della sicurezza stradale e prevenire la guida sotto effetto di alcol e sostanze, in particolare nelle ore notturne.

Formazione nelle scuole

Nel corso del 2025, gli agenti della Polizia Provinciale hanno incontrato 350 studenti di 5 istituti superiori, portando nelle aule un percorso formativo costruito per parlare ai ragazzi in modo diretto, concreto e coinvolgente. Le lezioni hanno unito momenti teorici e laboratoriali: dagli approfondimenti sull’uso di alcol e sostanze e sulle conseguenze previste dal Codice della Strada, fino alle dimostrazioni operative dei cani antidroga e alle simulazioni con gli occhiali REAL, che riproducono in modo realistico l’alterazione di percezione e tempi di reazione.

In questa attività è stato coinvolto l’intero Corpo della Polizia Provinciale, che ha saputo alternare spiegazioni tecniche, testimonianze e un dialogo costante con gli studenti, che hanno spesso posto domande molto pratiche per chiarire la differenza fra comportamenti concessi, sconsigliati o vietati.

Il percorso ha registrato un elevato livello di gradimento, con una media complessiva di 3,5 su 4 nei questionari, confermando l’efficacia del metodo che integra teoria, dimostrazioni e prove pratiche. Le simulazioni immersive si sono rivelate le più apprezzate dagli studenti, che hanno potuto comprendere in maniera immediata e “tangibile” cosa significhi mettersi al volante in condizioni psicofisiche compromesse. In particolar modo l’esperienza con gli occhiali simulatori ha ottenuto il punteggio più alto in assoluto, mentre i laboratori e le dimostrazioni operative hanno raccolto giudizi molto positivi.

Controlli sul territorio

Accanto alla formazione, il progetto ha previsto un importante potenziamento dell’attività operativa sul territorio. Le pattuglie della Polizia Provinciale hanno lavorato per mesi nelle ore serali e notturne, garantendo una presenza costante sulle principali arterie provinciali.

Nel complesso sono stati effettuati 40 servizi, durante i quali sono stati controllati 205 veicoli e identificate 235 persone. Da questi interventi sono emerse diverse violazioni: dieci patenti ritiratequattro conducenti risultati positivi all’alcoltest e uno positivo all’uso di sostanze stupefacenti, oltre a quattro persone denunciate e numerosi verbali per altre infrazioni del Codice della Strada.

Una parte delle attività è stata svolta in forma coordinata con le Polizie Locali, incrementando la capacità di presidio nelle aree più sensibili del territorio.

 Una campagna social da record

Elemento distintivo del progetto è stata la campagna digitale “Mobilità Sicura”, completamente ripensata per parlare ai giovani nel loro linguaggio naturale: quello dei social.

Attraverso un mix di contenuti visivi, grafiche d’impatto e reel brevi, promossi principalmente su Instagram, la campagna ha raggiunto 277.442 utenti unici generando più di 860 mila impression. Il pubblico ha risposto con grande interesse agli stimoli, con oltre 6.400 clic sui link di approfondimento e facendo registrare più di 6.200 visite al profilo istituzionale della Provincia. I numeri confermano quindi una campagna capace di coinvolgere, far riflettere e portare a un’interazione concreta, soprattutto nella fascia 18–25 anni, target prioritario del progetto.

La panchina bianca 

Tra i momenti più sentiti dell’intero percorso, l’inaugurazione della Panchina Bianca dedicata alle vittime della strada, posizionata davanti alla sede della Provincia in via Grigna. L’iniziativa – realizzata in collaborazione con AIVIS – ha avuto un forte valore simbolico: un invito permanente alla memoria, alla responsabilità e alla consapevolezza di quanto ogni scelta alla guida possa essere decisiva.

Un altro appuntamento importante è stato quello del 19 gennaio 2026 in occasione di San Sebastiano, un anniversario molto caro a tutte le forze di polizia. In questa occasione, il comando ha potuto fare un primo bilancio del progetto Mobilità Sicura MB oltre che delle altre iniziative del corpo provinciale, con la partecipazione di diverse autorità fra cui l’On. Paola Frassinetti, Sottosegretaria al Ministero dell’Istruzione e del Merito, e la Consigliera Regionale Alessia Villa.

I commenti

Il Presidente della Provincia di Monza e della Brianza, Luca Santambrogio, commenta: “La prevenzione è una delle leve più riconosciute dalle istituzioni nazionali per contrastare l’incidentalità notturna legata all’abuso di alcol e droghe. È proprio su questo principio che si basa il bando nazionale che abbiamo vinto e che ha finanziato il progetto Mobilità Sicura MB, confermando la fiducia nei programmi capaci di agire su formazione, controlli e sensibilizzazione. Sul nostro territorio non disponiamo ancora di dati per misurare concretamente gli effetti di queste attività, ma continuiamo a impegnarci con convinzione: ogni intervento rivolto ai giovani, ogni pattuglia e ogni messaggio di responsabilità può contribuire a salvare vite. È questo il senso più profondo del percorso che abbiamo intrapreso, per il quale ringraziamo il Ministero per il finanziamento e UPI per essersene fatto portavoce”.

Molto soddisfatto anche il Vicepresidente Claudio Rebosio, delegato alla Polizia Provinciale, che aggiunte: “Il progetto mette in luce un territorio attento, che crede nella sicurezza come valore condiviso. Le pattuglie, la partecipazione degli studenti e il successo della campagna social ci restituiscono un lavoro di squadra che ha funzionato. Avere intercettato così tanti giovani con messaggi chiari e immediati è un risultato che va oltre i numeri e parla direttamente alla cultura della responsabilità. Ci auguriamo che il Consiglio dei Ministri finanzi una nuova edizione del progetto, così da poter dare continuità all’ottimo lavoro svolto e proporre ancora più iniziative di sensibilizzazione e prevenzione sul territorio di Monza e della Brianza”.

Comitato Direttivo UPI: nominati i nuovi Vicepresidenti

E’  Flavio Pasini, Presidente della Provincia di Verona, ad  assumere l’incarico di Vicepresidente Vicario UPI, mentre Emanuele Ramella Pralungo, Presidente della Provincia di Biella, assume l’incarico di Vicepresidente.

A sancire le nomine è stato il Presidente di UPI, nella riunione del Comitato Direttivo di oggi, nella quale i due Presidenti sono stati chiamati a  sostituire i due uscenti, Marcon e Minerva, che hanno ottenuto successi straordinari nelle elezioni regionali e che quindi hanno lasciato i loro incarichi di Presidenti di Provincia.

Insieme a loro, entra in Direttivo Pierangelo Olivieri, Presidente della Provincia di Savona, che sostituisce la ex Presidente Succurro, anche lei eletta in consiglio regionale.

“A voi – ha detto il Presidente dell’UPI Pasquale Gandolfi – va tutta la mia stima e la mia riconoscenza per avere accolto questo incarico. Sono certo che potrò sempre contare sul vostro impegno e sulla vostra collaborazione per guidare questa associazione, nel rispetto di tutte le identità che rappresentiamo e con l’unico obiettivo di sostenere le Province e le comunità che amministriamo. Permettetemi di ringraziare gli ex Vicepresidenti Marcon e Minerva e la ex Presidente Succurro  – ha poi aggiunton – per il lavoro svolto e per il senso di vicinanza e di amicizia che ha sempre caratterizzato il loro impegno al mio fianco in UPI”.

 

Pasini nuovo Vicepresidente dell’Unione delle Province d’Italia

Il Presidente della Provincia di Verona, Flavio Pasini, è il nuovo Vicepresidente vicario dell’Unione delle Province d’Italia.

La nomina, da parte del Presidente dell’Upi, Pasquale Gandolfi, è stata formalizzata a Roma nella riunione di oggi, martedì 24 febbraio, del Comitato Direttivo, l’organo di indirizzo politico e programmatico dell’Unione di cui fa parte, da gennaio 2025, anche il Presidente scaligero.

Pasini – che sostituisce il trevigiano Stefano Marcon – coadiuverà il Presidente e, in caso di assenza o impedimento di quest’ultimo, ne eserciterà le funzioni.

“Ringrazio il Presidente Gandolfi, il Comitato Direttivo dell’Upi e i colleghi delle Province italiane per la fiducia e il ruolo assegnatomi – ha affermato Pasini –. Ruolo che eserciterò con orgoglio e impegno. Verona e il Veneto sono da sempre in prima linea, accanto a Upi nazionale, per un riordino delle Province che riattribuisca loro dignità istituzionale e, soprattutto, risorse atte a garantire servizi e opere fondamentali per i nostri Comuni, i cittadini e le aziende. Le Province sono ‘cerniere’ del principio di sussidiarietà sancito dalla Costituzione, principio tutt’altro che astratto perché è quello che garantisce ai territori, e dunque a chi ci vive e vi opera, di compiere scelte autonome e legittime nell’interesse delle rispettive comunità. Quanto meglio funzionano queste cerniere, tanto più si riduce la distanza tra Stato e cittadini. Sosterrò il Presidente Gandolfi e il Comitato in ogni azione e sede opportuna affinché le Province siano messe nelle condizioni di amministrare in modo efficiente i propri territori”.

“Tutta la mia stima e la mia riconoscenza al Presidente Pasini per aver accolto questo incarico – aggiunge il Presidente Gandolfi –. Sono certo che potrò sempre contare sul suo impegno e sulla sua collaborazione per guidare questa associazione, nel rispetto delle identità che rappresentiamo e con l’unico obiettivo di sostenere le Province e le comunità che amministriamo”.

Il coordinatore delle Province della Sicilia al Direttivo UPI

Pubblichiamo la dichiarazione del coordinatore regionale dei Presidenti dei Liberi Consorzi siciliani e Presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani Salvatore Quinci,  sulla riunione del comitato direttivo nazionale dell’UPI e sul caso Sicilia

Ho aperto il caso Sicilia durante i lavori del comitato direttivo nazionale dell’UPI che si è svolto ieri a Roma. Vi ho partecipato, per la prima volta, come coordinatore regionale dei Presidenti dei Liberi Consorzi Comunali dell’Isola. La disparità di trattamento, di profilo istituzionale e di capacità d’azione è emersa, con forza, nel confronto con le altre Province italiane, che hanno un ruolo ben definito e strumenti operativi di qualità fin dall’approvazione della legge Delrio. L’UPI nazionale è pronta a sostenere la nostra battaglia per una netta inversione di tendenza nella nostra Regione. La politica siciliana ha finora mostrato una pesante indifferenza nei confronti del Liberi Consorzi Comunali. Non è mai riuscita a riconoscerne, nei fatti, la funzione e l’importanza di Ente di Area Vasta, con un fondamentale ruolo di mediazione e di coordinamento delle amministrazioni locali. Ho sempre considerato i Liberi Consorzi la Casa dei Comuni, ma una casa per essere sicura deve avere fondamenta solide. Sono sempre più necessarie ed urgenti alcune modifiche alla Legge 15 del 2015 per ridefinire l’assetto istituzionale degli Enti di Area Vasta siciliani e per consentire una piena operatività nella loro azione amministrativa.

Il Presidente della Regione, on.Renato Schifani, ed i deputati dell’ARS devono assumersi la responsabilità di costruire, con il nostro contributo, una nuova architettura istituzionale dei Liberi Consorzi. Tanti anni di commissariamento – circa 14 -, interrotti esclusivamente dalla forza di tre pronunciamenti della Corte Costituzionale, rischiano di trasformarsi in un falso alibi. Ci sono tutte le condizioni per aprire una nuova fase. Va anche sottolineato che lo Statuto speciale della nostra Regione non può essere utilizzato come uno scudo per esimersi dall’impegno di mettere a sistema forme di reale cambiamento che chiediamo, inascoltati, ormai da tempo e che è invece consolidato e legittimato nel resto d’Italia.

Lo Statuto non può essere utilizzato in maniera discrezionale ma deve avere l’obiettivo di produrre agibilità istituzionale, politica ed amministrativa nei Liberi Consorzi. Presto, per consolidare la sintonia e la sinergia con tutte le componenti e realtà dell’UPI organizzeremo un evento in Sicilia alla presenza del direttivo nazionale.

Pronti ad un confronto con il Presidente Schifani ed il Parlamento regionale. Il supporto ed il pieno appoggio manifestato dal comitato direttivo nei nostri confronti e alle nostre ragioni è incoraggiante e sottolinea lo spirito unitario dell’UPI.

Mobilità sicura: gli incontri nelle scuole di Road4Life della Provincia di Lucca

Proseguono gli incontri informativi dedicati alle scuole del progetto Upi promosso dalla Provincia di Lucca “Road4life” dedicato al tema della sicurezza stradale.
In uno degli ultimi incontri è intervenuto il mobility manager della Provincia Alberto Martinelli che ha illustrato agli studenti le buone pratiche di comportamento e alcuni aspetti salienti dell’importanza del trasporto pubblico anche dal punto di vista ambientale.

Il Progetto

Il progetto, che vede il fondamentale apporto di Celestino Marchini, si rivolge soprattutto ai giovani puntando sulla prevenzione, sulla guida sicura, sulle conseguenze di determinati comportamenti sbagliati, nonché sull’uso di sostanze stupefacenti e alcol.
Road4life della Provincia di Lucca è la declinazione locale del progetto nazionale promosso da Province Italiane UPI che ha lo scopo di supportare le attività messe in campo per la realizzazione delle azioni di prevenzione e contrasto di ogni forma di incidentalità stradale con particolare attenzione ai giovani, in partenariato con istituzioni ed enti del territorio: Prefettura, Comuni, Forze di Polizia, Uffici Scolastici Regionali e scuole secondarie di secondo grado, Autoscuole, ACI.
“Road4life” – con la Provincia di Lucca ente capofila – vede tra i propri partner i Comuni di Capannori, di Massarosa, l’Ufficio scolastico territoriale per Lucca e Massa Carrara, l’Unione dei Comuni della Garfagnana e l’associazione Vi(s)ta Nova – Lucca Film Festival.
Le classi che hanno aderito al progetto “Road4life” sono la 4C, 3I, 5H del Liceo Artistico Musicale e Coreutico “Passaglia” di Lucca.

Mobilità Sicura Provincia di Vicenza; La Strada Giusta”: i giovani ambasciatori della sicurezza stradale

La sicurezza stradale parla il linguaggio dei giovani e si traduce in video, cartoline, messaggi, canzoni e reel. Sono contenuti pensati, realizzati e condivisi dagli studenti con l’obiettivo di diventare ‘virali’, in ogni senso, e trasformarsi in strumenti di prevenzione.

E’ questo il risultato del progetto Mobilità Sicura-La Strada Giusta, che negli scorsi mesi è entrato in 11 istituti superiori vicentini coinvolgendo circa 1.500 studenti e che nella sua giornata conclusiva ha trasformato il Teatro Astra di Vicenza in un incubatore di musica e immagini dedicate alla guida sicura.

All’evento sono stati presentati e premiati i video realizzati dagli studenti nell’ambito del progetto, selezionati per originalità, impatto comunicativo ed efficacia narrativa. “Gira la chiave e accendi la testa”: con questo concept, gli studenti di 7 istituti superiori vicentini hanno realizzato 25 elaborati ideati, scritti, girati e montati interamente da loro, con l’obiettivo di parlare ai coetanei e promuovere il rispetto del codice della strada.

Accanto ai video, il progetto Mobilità Sicura ha rilanciato le iniziate promosse durante l’anno. La Provincia di Vicenza ha coordinato la raccolta delle cartoline, scritte a mano dagli studenti con pensieri e consigli sulla sicurezza stradale. I messaggi sono confluiti nella rubrica social #pilloledisicurezzastradale, diffusa sui canali ufficiali dell’ente.

Durante la mattinata è stata presentata una canzone realizzata mixando le frasi dei ragazzi: parole che restano impresse, ritmo incalzante e un ritornello capace di creare un ricordo e un monito costante. Spazio alla musica anche sul palco grazie alla cantautrice vicentina Nicol, ambassador di Mobilità Sicura, che ha accompagnato tutto il progetto e condiviso la sua esperienza da neopatentata.

Questo approccio partecipativo ha trasformato i giovani da semplici destinatari della formazione a veri protagonisti della prevenzione.

Il commento del Presidente della Provincia di  Vicenza

“E’ un messaggio per voi giovani, ma anche per noi adulti – ha dichiarato il presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin rivolgendosi agli studenti e alle studentesse – Vivo ogni giorno le storie di chi ha perso una figlia, un marito, un parente, una persona cara. Il nostro compito, come Provincia, è migliorare le strade e costruire progetti che facciano capire quanto sia importante la sicurezza. Io voglio sfidarvi a essere più bravi di noi.”

I video che hanno vinto il concorso

Questi i video vincitori del concorso:

  • Primo posto: classe 4BS del liceo Fogazzaro di Vicenza
  • Secondo posto: 4ASAIM gruppo1 dell’Istituto Rosselli-Sartori di Lonigo (VI)
  • Terzo posto: 4DLA – gruppo 4 dell’istituto Boscardin di Vicenza
  • Premio speciale: 4C PAST dell’istituto Da Schio di Vicenza

Protagonista del video vincitore è Gabriel Moretto, giovane pilota vicentino, campione italiano Junior Mitjet e campione italiano karting, già testimonial di Mobilità Sicura.

All’evento hanno presenziato tutti i protagonisti di Mobilità Sicura-La Strada Giusta, oltre a circa 400 studenti in rappresentanza delle scuole vicentine: il presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin, il prefetto Filippo Romano, il vicario della Questura Giuseppe Annichiarico, il comandante dei Vigili del Fuoco Mirko Mattiacci, il comandante della Guardia di Finanza Giuseppe Bovenzi, il direttore Suem Federico Politi, la dirigente UST Nicoletta Morbioli, il presidente Aci Luigi Battistolli, il presidente della Fondazione BCC Giancarlo Bersan, rappresentanti della Polizia Locale e dei Carabinieri.

Mobilità Sicura -La Strada Giusta

La Strada Giusta da 12 anni entra negli istituti superiori vicentini per parlare di sicurezza stradale. E’ un progetto promosso dalla Prefettura di Vicenza con Ufficio Scolastico Territoriale, Provincia di Vicenza, Aci, Carabinieri, Polizia Stradale, Vigili del Fuoco, Polizie Locali, SUEM 118, Lions Club e Fondazione delle Banche di Credito Cooperativo del Vicentino.

Ad affiancare e arricchire il progetto, la Provincia ha portato quest’anno Mobilità Sicura, iniziativa realizzata anche grazie al finanziamento concesso dal Dipartimento delle Politiche contro la droga e altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri a valere sul “Fondo contro l’incidentalità notturna”.

Gli studenti partecipanti a Mobilità Sicura-La Strada Giusta nell’a.s. 2025/2026 sono stati circa 1.500, di 11 istituti superiori vicentini. Al concorso per la realizzazione di un video hanno aderito 7 istituti, per un totale di 25 video presentati.

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