Esplora tutte le news

UPI: nasce il coordinamento delle Province interamente montane. Firmato il protocollo d’intesa tra Belluno, Sondrio e Verbano Cusio Ossola

È stato siglato questa mattina, durante i lavori del Comitato Direttivo UPI, un accordo tra i Presidenti delle Province di Belluno, Roberto Padrin, Sondrio, Elio Moretti, e Verbano Cusio Ossola, Arturo Lincio, per dare vita al coordinamento delle Province interamente montane.

Il documento  “Per una strategia condivisa e una azione unitaria delle Province montane”  rileva i contenuti dell’articolo 44 della Costituzione che evidenzia l’interesse nazionale per la salvaguardia e la valorizzazione delle zone montane. E parte dai tre commi della legge 56 del 2014 (la cosiddetta legge Delrio) che prevedono l’introduzione di uno specifico regime per le Province montane confinanti con Stati esteri, teso a formalizzare giuridicamente il concetto di specificità montana.

Il coordinamento Belluno-Sondrio-Vco ha l’obiettivo di stabilire un confronto costante tra le Province per procedere a un’attenta analisi delle necessità dei territori montani e per concordare strategie comuni di intervento in merito ai rapporti con le altre istituzioni nazionali, regionali e locali. Le Province collaborano inoltre per l’organizzazione e promozione di progetti e iniziative a sostegno dello sviluppo economico, infrastrutturale, sociale, sportivo e culturale del territorio montano.

«Oggi è una giornata di straordinaria rilevanza per Belluno, Sondrio e Vco, ma anche per tutti i territori montani – dichiarano i Presidenti Padrin, Moretti e Lincio- perché mettiamo nero su bianco la nostra specificità, garantita dalla legge Delrio. Da oggi inizia un nuovo percorso per lo sviluppo strategico della montagna, con uno strumento in più che toglie i nostri territori dalla marginalità. Sarà un lavoro di squadra tra Province, con il fondamentale apporto dell’Upi».

Il protocollo siglato Protocollo Province Montane

Direttivo UPI: DL reclutamento personale e rafforzamento capacità organizzativa PNRR (DL 80/2021) – Silvia Chiassai Martini, Vice Presidente UPI e Presidente Provincia di Arezzo

Pubblichiamo le slides illustrate dalla Vice Presidente Upi e Presidente della Provincia di Arezzo, Silvia Chiassai Martini, nel corso della riunione del Comitato Direttivo Upi:

“DL reclutamento personale e rafforzamento capacità organizzativa PNRR (DL 80/2021)”

Direttivo UPI: DL Governance e Semplificazioni (77/2021) – Luca Menesini, Presidente Provincia di Lucca e Upi Toscana

Pubblichiamo le slides illustrate dal Presidente della Provincia di Lucca e di Upi Toscana, Luca Menesini nel corso della riunione del Comitato Direttivo UPI:

“ DL Governance e Semplificazioni (DL 77/2021)”

 

PROGETTO “Le Province e il sistema dei servizi a supporto dei Comuni” – Avviso Pubblico n. 226 per la selezione di n. 1 Esperto di Gare e Contratti pubblici: Pubblicazione Graduatoria Finale

Pubblichiamo la graduatoria finale relativa all’Avviso Pubblico n. 226 di selezione di n.1 esperto in materia di Gare e Contratti pubblici nell’ambito del Progetto “Le Province e il sistema dei servizi a supporto dei Comuni”

Graduatoria FINALE_Selezione Esperto di Gare e Contratti Pubblici

Provincia di Piacenza: I fondi del PNRR nel mirino del Tavolo per lo sviluppo

La comune volontà di muoversi rapidamente, sinergicamente e nel segno della concretezza ha caratterizzato gli interventi dei componenti del Tavolo per lo sviluppo, che si è riunito ieri (mercoledì 30 giugno) in presenza, e nel rispetto delle norme anticontagio, nella sala consigliare della Provincia di Piacenza.

L’incontro si è aperto con l’intervento del presidente della Provincia di Piacenza, Patrizia Barbieri, che ha ricordato l’importante risultato colto grazie anche alle prime riunioni del Tavolo, avviato nella primavera 2020 nella fase più dura del lockdown: i 12 milioni di euro di risorse straordinarie messi a disposizione del nostro territorio dalla Regione Emilia-Romagna, utilizzati da Comuni e Provincia per attivare – come era necessario in quella fase – progetti di rapida cantierabilità.

“L’emergenza sanitaria – ha spiegato il presidente della Provincia di Piacenza, Patrizia Barbieri – non è ancora finita, ma oggi si apre una fase nuova con la sfida del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: alla capacità di utilizzare al meglio le risorse ad esso legate si lega non solo la possibilità di rilancio dell’economia nell’immediato, ma anche la prospettiva di uno sviluppo migliore, nel segno della qualità e della sostenibilità. Tutto dipende, da ora in avanti, dalla capacità di lavorare con la massima operatività e con la più forte coesione al fine di individuare gli obiettivi essenziali per Piacenza e provincia: ciò sarà decisivo per mettere in campo e realizzare concretamente progetti giusti, in grado cioè sia di intercettare i fondi del PNRR sia di rispondere alle necessità strategiche dell’intero territorio”.

I dettagli relativi alle sei missioni del PNRR (ossia le sue aree “tematiche” strutturali di intervento: Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo; Rivoluzione verde e transizione ecologica; Infrastrutture per la mobilità; Istruzione, formazione, ricerca e cultura; Equità sociale, di genere e territoriale; Salute) e alle risorse (per un totale di 87 miliardi di euro) che saranno destinate a Comuni e Province sono stati illustrati dal direttore generale della Provincia di Piacenza, Vittorio Silva, che ha evidenziato come il rispetto dei tempi previsti dallo stesso documento sarà indispensabile per poterli effettivamente finanziare.

I successivi interventi dei componenti del Tavolo hanno messo l’accento sulla necessità di muoversi in sintonia con celerità, coraggio e trasversalità. A questo fine i partecipanti all’assemblea hanno convenuto di organizzarsi suddividendosi in tre gruppi di lavoro e di designare per ciascuno un coordinatore, accorpando per affinità le sei missioni al fine di accelerare i lavori sulle diverse tematiche.

Dalle prossime sedute il Tavolo per lo sviluppo si amplierà: è stata infatti accolta la proposta del presidente della Provincia Patrizia Barbieri di inserire i rappresentanti delle due Università del territorio (Cattolica e Politecnico), nonché un consigliere di maggioranza e uno di opposizione sia del Consiglio Provinciale sia del Consiglio Comunale del capoluogo.

Oltre al Presidente della Provincia di Piacenza Patrizia Barbieri e al direttore generale dello stesso Ente di Corso Garibaldi, Vittorio Silva, erano presenti Claudio Giordano (Prefettura), Enrica Gambazza (Cna), Luca Piacenza (Coldiretti Piacenza), Filippo Gasparini e Marco Casagrande (Confagricoltura Piacenza), i sindaci di Castelvetro Piacentino Luca Quintavalla e di Fiorenzuola Romeo Gandolfi (in rappresentanza dei Comuni: Gandolfi sarà sostituito dal sindaco di Vigolzone, Gianluca Argellati, in concomitanza con l’avvio della campagna elettorale nel Comune della Val d’Arda), Emanuele Emani (Confprofessioni), Nicolò Maserati (Confesercenti Piacenza), Fabrizio Samuelli (Confesercenti Piacenza), Raffaele Chiappa (Unione Commercianti  Piacenza), Alessandra Tencati e Alberto Bottazzi (Liberaartigiani Piacenza), Lucia Fontana (Ctss), Giuliana Bensa (Ausl Piacenza), Gianluca Zilocchi (Cgil Piacenza), Michele Vaghini (Cisl Piacenza), Francesco Bighi (Uil Piacenza), Pino De Rosa (Ugl Piacenza), Nicoletta Corvi (Confcooperative Piacenza), Elena Gianformaggio (Legacoop Emilia Ovest), Andrea Paparo (Confapindustria  Piacenza), Claudio Bassanetti e Stefano Riva (Confindustria), Giancarlo Gerosa (Upa-Federimpresa Confartigianato).      

Programma Presidenza     

La Provincia di Pesaro e Urbino tra i vincitori del “Premio PA sostenibile e resiliente 2021”

La Provincia di Pesaro e Urbino è tra i 12 vincitori del “Premio PA sostenibile e resiliente 2021”, promosso da Forum PA e ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) per valorizzare esperienze e progetti volti a promuovere una crescita sostenibile e solidale della pubblica amministrazione. A ritirare il premio, consegnato nell’ultima giornata del “Forum PA 2021”, è stata la responsabile dell’Ufficio statistica della Provincia Paola D’Andrea che spiega: “Abbiamo partecipato con il progetto ‘Benessere e sostenibilità per la programmazione locale’, partito nel 2013 come progetto sperimentale per la misurazione del benessere equo e sostenibile, poi esteso nel 2014 ad altre amministrazioni ed oggi articolato in una ‘rete’ che coinvolge ben 35 Province e Città metropolitane di 12 Regioni”. Come evidenzia ancora Paola D’Andrea, che è anche presidente del Cuspi (Coordinamento Uffici di Statistica Province Italiane), le amministrazioni coinvolte nel progetto, attraverso il ruolo centrale assunto dagli Uffici di statistica, stanno lavorando insieme nella raccolta di informazioni, elaborazione ed analisi dati su 11 aree tematiche, che non riguardano più soltanto aspetti legati al benessere e sostenibilità (come ad esempio vita media della popolazione, partecipazione alla vita scolastica e lavorativa, utilizzo delle energie rinnovabili, incidenza del volontariato ecc), ma si collegano anche agli obiettivi di Agenda Onu 2030 (in particolare educazione di qualità, equa ed inclusiva, promuovere società pacifiche e inclusive per lo sviluppo sostenibile, sistemi di energia economici, moderni e sostenibili per tutti). Il progetto ‘Benessere e sostenibilità per la programmazione locale’, inserito nella categoria “Misurare la sostenibilità”, è trasversale anche alla categoria “Fare rete per raggiungere obiettivi di sostenibilità”.

“Da questa attività, frutto della collaborazione tra Province e Città metropolitane, Upi e Anci – aggiunge Paola D’Andrea – vengono elaborati ‘indicatori’ che permettono di mettere a fuoco elementi spesso non percepiti o poco valutati, ma che possono essere utili alla programmazione, da parte delle amministrazioni, di azioni in linea con le esigenze dei territori secondo obiettivi di sviluppo sostenibile. E’ come gettare un ponte tra concezione multidisciplinare della sostenibilità ed esigenze dei territori. Non a caso molti indicatori sono stati presi come riferimento, in questi ultimi anni, per l’elaborazione del Documento Unico di Programmazione. Essendo 35 le amministrazioni coinvolte nel nostro progetto, quest’ultimo ha una copertura molto ampia e consentirà di fornire indicatori utilizzabili da tutte le 76 Province a statuto ordinario”.

La Provincia di Belluno si riappropria della funzione di tutela delle minoranze linguistiche: presentate le nuove iniziative tra cui la riapertura degli sportelli ladini

Nelle prossime settimane riapriranno gli sportelli linguistici a supporto delle amministrazioni locali del territorio ladino. È una delle novità in materia di minoranze linguistiche, funzione di cui la Provincia di Belluno si è riappropriata nelle ultime settimane, avviando anche il percorso per l’acquisto del patrimonio librario e culturale dell’Istituto Ladin de la Dolomites di Borca di Cadore, che era stato chiuso per necessità amministrative. 

«Abbiamo così riassorbito nell’ente Provincia le funzioni che prima erano demandate all’Istituto Ladino. L’obiettivo era quello di evitare la dispersione di un immenso patrimonio culturale, storico, tradizionale e identitario» ha spiegato il consigliere provinciale delegato Franco De Bon, che questa mattina ha presentato a Palazzo Piloni in conferenza stampa le principali novità in materia. Presenti anche il presidente della Federazione Unioni Ladine Lucio Eicher Clere, e rappresentanze delle Unioni ladine del territorio. «Abbiamo avviato l’acquisto del patrimonio librario dell’Istituto con la volontà di riprendere in mano la funzione delle minoranze linguistiche e valorizzare così i tesori che abbiamo. Nello stesso modo, intendiamo proseguire con i progetti finanziati dalla legge 482 che annualmente porta in provincia circa 100mila euro per la valorizzazione della cultura e della lingua ladina. Ed è per questo che verranno riattivati gli sportelli ladini».

Si tratta di sportelli di ambito sovracomunale, istituiti dalla legge 482/1999 (“Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”) per supportare le amministrazioni locali che avvertano la necessità di esprimere atti ufficiali in lingua ladina. La riattivazione disposta dalla Provincia è resa possibile dalla collaborazione con cinque unioni ladine territoriali, che si attiveranno nelle rispettive zone di competenza (l’Union ladina de Oltreciusa, l’Union ladina del Cadore de medo, il Gruppo folk Union ladina Val Biois, l’Union ladina di Selva e l’Union ladina Gruppo ricerche culturali Algudnei).

Oltre agli sportelli, la Provincia sta elaborando anche un progetto sulla digitalizzazione e catalogazione della biblioteca storica cadorina. «Un’iniziativa a valere su finanziamento 2021, a cui si aggiunge anche l’idea di una mostra virtuale dei musei etnografici dell’area ladina – conclude il consigliere De Bon -. Ringraziamo le Unioni ladine che hanno fin da subito dimostrato grande collaborazione. Il loro lavoro, dalle pubblicazioni in ladino ai progetti nelle scuole, è fondamentale per coltivare e tramandare la tradizione e la lingua ladina che è un fattore fortemente identitario per le nostre vallate. La specificità della Provincia interamente montana dipende anche da questa presenza, minoritaria, ma forte. E la funzione inclusiva della Provincia è quella di valorizzare la presenza ladina fino a non farla sentire minoranza, bensì punto di forza». 

Bilanci: UPI chiede a Governo soluzione su rimborsi addizionale energia elettrica

“Occorre che il Governo affronti e risolva l’emergenza che si è creata a seguito delle sentenze della Corte di Cassazione sull’addizionale provinciale per l’energia elettrica riferita agli anni dal 2010 al 2011: le richieste di rimborso a Province e Città metropolitane da parte delle aziende fornitrici di energia, che cercano così di risolvere il contenzioso con gli utenti, rischiano di aprire falle nei bilanci degli enti”.

Lo ha detto il rappresentante dell’UPI, Antonio Pompeo, Presidente della Provincia di Frosinone, al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e alla Viceministra all’Economia, Laura Castelli, nella riunione della Conferenza Stato Città.

La Corte di Cassazione, infatti, ha in due sentenze specifiche dichiarato l’addizionale provinciale sull’energia elettrica addebitata nella bolletta elettrica negli anni 2010 e 2011 in contrasto con la normativa comunitaria: da qui sono nati contenziosi tra le società fornitrici di energia elettrica e utenti finali che ne chiedono la restituzione.

Per questo le società fornitrici di energia elettrica si apprestano a chiedere a loro volta alle Province o Città metropolitane quanto a suo tempo versato a titolo di addizionale provinciale.

“Province e Città Metropolitane – ha sottolineato il rappresentante UPI – rischiano di dover accantonare prudenzialmente somme in bilancio e di dovere avviare lunghi e complessi contenziosi tributari con le società fornitrici di energia elettrica. Si tratta di esborsi ingenti: per le sole Province e Città metropolitana della Lombardia, a fronte di un incasso di quasi 345 milioni, gli enti si vedrebbero richiedere non meno di 135 milioni. È evidente che serve una soluzione che accompagni e sostenga le istituzioni coinvolte”.

Bilanci: UPI chiede a Governo soluzione su rimborsi addizionale energia elettrica

“Occorre che il Governo affronti e risolva l’emergenza che si è creata a seguito delle sentenze della Corte di Cassazione sull’addizionale provinciale per l’energia elettrica riferita agli anni dal 2010 al 2011: le richieste di rimborso a Province e Città metropolitane da parte delle aziende fornitrici di energia, che cercano così di risolvere il contenzioso con gli utenti, rischiano di aprire falle nei bilanci degli enti”.

Lo ha detto il rappresentante dell’UPI, Antonio Pompeo, Presidente della Provincia di Frosinone, al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e alla Viceministra all’Economia, Laura Castelli, nella riunione della Conferenza Stato Città.

La Corte di Cassazione, infatti, ha in due sentenze specifiche dichiarato l’addizionale provinciale sull’energia elettrica addebitata nella bolletta elettrica negli anni 2010 e 2011 in contrasto con la normativa comunitaria: da qui sono nati contenziosi tra le società fornitrici di energia elettrica e utenti finali che ne chiedono la restituzione.

Per questo le società fornitrici di energia elettrica si apprestano a chiedere a loro volta alle Province o Città metropolitane quanto a suo tempo versato a titolo di addizionale provinciale.

“Province e Città Metropolitane – ha sottolineato il rappresentante UPI – rischiano di dover accantonare prudenzialmente somme in bilancio e di dovere avviare lunghi e complessi contenziosi tributari con le società fornitrici di energia elettrica. Si tratta di esborsi ingenti: per le sole Province e Città metropolitana della Lombardia, a fronte di un incasso di quasi 345 milioni, gli enti si vedrebbero richiedere non meno di 135 milioni. È evidente che serve una soluzione che accompagni e sostenga le istituzioni coinvolte”.

Provincia di Salerno: Cittadella scolastica di Sarno, proseguono i lavori

La Provincia di Salerno, ormai da giorni, ha dato concreto inizio ai lavori di costruzione della “Città della scuola” di Sarno, il nuovo complesso scolastico che sorgerà nella zona di Via Ticino (località Porcola), nell’ambito di quella che sarà una vera e propria cittadella scolastica.

“Dopo vent’anni – dichiara il Presidente Michele Strianese – sono partiti finalmente i lavori del primo lotto del polo scolastico che sarà al servizio della formazione delle nuove generazioni, non solo di Sarno, ma dell’intero Agro Nocerino Sarnese.

L’intervento, finanziato con fondi provinciali per un importo complessivo di 7 milioni di euro, riguarda la realizzazione dei pali di fondazione del Corpo C, un padiglione costituito da 20 aule didattiche su due livelli oltre laboratori, uffici e servizi. Le fondazioni dell’edificio sono del tipo indiretto con platea su pali, che sono di lunghezza m. 27 e diametro cm. 60. I 145 pali di fondazione previsti saranno realizzati entro il mese di luglio.

Da quando sono Presidente della Provincia di Salerno ho fortemente voluto la realizzazione di questa cittadella scolastica, e prima di me il Presidente Giuseppe Canfora, nonché Sindaco di Sarno, perché è un progetto necessario a tutto il territorio. La Provincia insieme alla Regione Campania si impegnerà al massimo per il finanziamento dei successivi lotti.

L’intervento è coordinato dal settore Edilizia scolastica e Patrimonio, diretto da Angelo Michele Lizio, con il supporto del Consigliere provinciale delegato all’Edilizia scolastica Antonio Sagarese. Per noi – conclude Strianese – è prioritaria la fruizione in sicurezza degli ambienti scolastici con l’obiettivo di tutelare il fondamentale diritto allo studio per i nostri ragazzi. E non ultimo, aprire un cantiere importante come questo ci consente di promuovere sviluppo e occupazione in un momento particolarmente delicato di ripartenza dalla pandemia.”

Lavoro Agile – La Provincia di Lucca pronta all’organizzazione post-pandemica

La Provincia, con un provvedimento a firma del presidente Luca Menesini, ha approvato nei giorni scorsi, il Piano di Performance e Piano di Gestione 2021/2023 e, contestualmente, il Piano organizzativo del lavoro agile (Pola), studiato per promuovere il benessere e la qualità della vita dei dipendenti, dando omogeneità organizzativa.

«Questo atto – commenta il Segretario generale della Provincia, Roberto Gerardi – che verrà successivamente recepito nel ‘Piano integrato di attività e organizzazione’ entrato in vigore da alcuni giorni, vede la Provincia fare un sostanziale passo in avanti nell’ammodernamento della macchina amministrativa della Pubblica amministrazione, andando verso un’organizzazione del lavoro che tenga conto delle nuove esigenze. Si tratta di un processo iniziato già da diverso tempo, ma che, a causa della pandemia da Covid-19, ha subito una sostanziale accelerata, ponendoci di fronte all’esigenza di affrontare una nuova realtà. Fare tesoro di questa emergenza è significato ripensare al lavoro, anche nella pubblica amministrazione, basandoci su progetti e obiettivi come punto di partenza di tale nuova organizzazione. In questo modo, la Provincia si adegua alle nuove esigenze, ancora più evidenti dopo la pandemia: non ci sono più orari di lavoro fissi e i tempi di risposta devono essere sempre più celeri e tempestivi, per questo è necessario sperimentare delle soluzioni innovative che prevedano una modalità di lavoro che vada in questa direzione e porti l’ente di Palazzo Ducale a essere sempre più vicino alla gente e ai loro bisogni».

Il lavoro agile durante la pandemia è stato caratterizzato, in una prima fase, da regole semplificate che hanno consentito alla Provincia di fronteggiare efficacemente l’emergenza sanitaria, mantenendo, al tempo stesso, la continuità dell’azione amministrativa.

Dal mese di giugno dello scorso anno, compatibilmente con le disposizioni anti-Covid, ogni dirigente dell’amministrazione provinciale ha organizzato l’attività dei vari uffici prevedendo un’alternanza tra lavoro agile e lavoro in presenza.

In questo contesto è stato sviluppato il ‘Piano organizzativo del lavoro agile’: la Provincia, infatti, intende inserire questa modalità di lavoro nel processo di innovazione dell’organizzazione, per stimolare il cambiamento strutturale e culturale della pubblica amministrazione, con lo scopo di potenziare l’efficacia dell’azione amministrativa, la produttività del lavoro e l’orientamento ai risultati, nonché di agevolare la conciliazione dei tempi di vita e lavoro. In tale contesto, una particolare attenzione è stata riservata alla produttività che deve essere osservata attraverso la lente della crescita delle competenze e della cura del benessere, così come della motivazione del lavoratore.

La Provincia di Vibo avvia i primi 17 interventi di pulizia delle strade

Prenderanno il via la prossima settimana i lavori di pulizia lungo le strade della Provincia di Vibo Valentia, al fine di renderne più sicura la percorribilità.

I primi interventi previsti interesseranno 17 tratti stradali che verranno subito dopo integrati con lavori lungo altre 21 arterie provinciali. Strade sulle quali lavoreranno le 24 ditte che hanno aderito alla manifestazione di interesse promossa dalla Provincia di Vibo, che ha deciso di espletare tale adempimento per garantire la massima trasparenza amministrativa.

«I lavori programmati – ha affermato il presidente Salvatore Solano – consentiranno in tempi ragionevoli di intervenire su decine di chilometri di tratti stradali che si sviluppano lungo tutto il territorio provinciale, dalla costa alla montagna. Grazie anche – ha evidenziato Solano – a l’intesa raggiunta con Calabria Verde che ha assicurato la pulizia del territorio montano». Pulizia delle strade che – così come illustrato dai tecnici dell’ente, in appositi prospetti esplicativi – prevede, in particolare, «il taglio della vegetazione che invade la carreggiata, in diversi tratti delle arterie provinciali, impedendo la piena visibilità agli automobilisti».

L’importo attualmente stanziato dell’ente intermedio vibonese per i primi 17 interventi è di 85mila euro. «Per i lavori di pulizia delle strade abbiamo a disposizione complessivamente 150mila euro – ha messo in luce Salvatore Solano – una somma esigua se si considera che le arterie stradali provinciali si sviluppano per oltre 900 chilometri». Da qui una serie di apposite riunioni convocate ad hoc, l’ultima delle quali ha visto confrontarsi il presidente Solano, il segretario generale, Mario Ientile, e i consiglieri Domenico Anello, Giuseppe Dato, Antonella Grillo, Carmine Mangiardi e Daniele Vasinton con i tecnici del settore Viabilità dell’ente «per trovare – nonostante i pochi fondi a disposizione – le opportune soluzioni tecnico-amministrative che consentano di espletare comunque, nel migliore dei modi possibili, questo importante servizio ai cittadini a partire dalla prossima settimana». Nel contempo, ha evidenziato, infine, Solano «è prevista anche la sistemazione delle buche (la Provincia ha provveduto a stanziare circa 30mila euro), in attesa di poter aprire – secondo i canoni normativi di efficacia, efficienza, economicità e trasparenza amministrativa – i cantieri per l’attuazione di interventi straordinari di natura strutturale che non si effettuano sulle strade del Vibonese da diversi anni».

Ecco, di seguito, l’elenco redatto dai tecnici del settore Viabilità della Provincia di Vibo Valentia nel quale vengono indicati i primi 17 tratti stradali dove verranno effettuati i lavori

 

 

  Tratti strade provinciali
1 S.P. N. 95 (SS. 522 X ANAS) TRATTO PONTE POTAME-PARGHELIA

 

2 S.P. N. 95 (SS. 522 X ANAS) – TRATTO BIVIO CESSANITI – PONTE POTAME
3 S.P. N. 95 (SS. 522 X ANAS) – INNESTO SS. 18 BIVIO ANGITOLA – PIZZO- VIBO Marina
4 S.P. N. 95 (SS. 522 X ANAS) – VIBO Marina – BIVIO CESSANITI
5 S.P. N. 19 (FITILI-PARGHELIA)
6 SS.PP.N.4-N.54-N. 65 VIBO-SANT’ONOFRIO-FILOGASO-SAN NICOLA DA CRISSA
7 S.P.22(PIOPPI-SPILINGA- RICADI-TROPEA)
8 S.P. N. 28 (PREITONI – COMERCONI)

 

9 SS.PP. NN. 73-60 (SORIANO SP 58)
10 SS.PP. NN. 10-96-62
11 S.P. N. 31 (NICOTERA-LIMBADI)
12 S.P. N. 35-36 (NICOTERA – Collegamento Provincia di Reggio, ROSARNO-SAN FERDINANDO)
13 S.P. N. 30 (NICOTERA MARINA-ROMBIOLO-PIOPPI)
14 S.P. N. 17 INNESTO SS N. 18 -TROPEA
15 SS.PP. NN. 77-78(SAN COSTANTINO-FRANCICA)
16 S.P. N. 1 (PIETRE BIANCHE-FOSSA DEL LUPO)
17 SS.PP. NN. 50-53-67

Cerca