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Elezioni Provinciali 18 dicembre 2021: la modulistica, le FAQ, il Vademecum UPI

Ecco di seguito tutta la modulistica necessaria per procedimento elettorale del 18dicembre prossimo

La  Circolare 32/14  linee guida redatta dal Ministero dell’Interno e le tabelle allegate CIRCOLARE 32 E TABELLE ALLEGATE

La Circolare 35/14 del Ministero dell’Interno con ulteriori indicazioni

Il  Manuale elettorale 2021 

 

I modelli

Il quadro degli adempimenti e il Vademecum UPI

Le FAQ

Le FAQ con le risposte ai quesiti su candidature procedure di voto e scrutinio

Reclutamento 1000 professionisti per il PNRR – COSA PREVEDE IL DPCM

Pubblichiamo alcune schede di sintesi delle indicazioni contenute nel DPCM che regola l’utilizzo del contributo finalizzato al conferimento da parte di Regioni e Province autonome, di incarichi di collaborazione a professionisti ed esperti per il supporto alla gestione delle procedure complesse nel territorio, in funzione dell’implementazione delle attività di semplificazione prevoste dal PNRR.

Reclutamento di 1000 esperti per il PNRR-1

Il Presidente Poma “Valorizzare il ruolo delle Province nelle politiche di coesione”

“Le politiche infrastrutturali e di coesione territoriale devono riconoscere un ruolo da protagonisti degli enti locali, ed in particolare delle Province. Il Decreto in esame, con le opportune integrazioni che si possono introdurre nell’iter di conversione in Parlamento, può fornire il quadro normativo per valorizzare il ruolo delle autonomie locali e la collaborazione tra tutte le istituzioni della Repubblica competenti – Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni, Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile, Ministero per il Sud e la coesione territoriale, nelle politiche infrastrutturali e sulla coesione territoriale”.

Lo ha detto il rappresentante UPI, Vittorio Poma, Presidente della Provincia di Pavia, intervenendo in audizione alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati sul Decreto sugli investimenti e sicurezza delle infrastrutture, dei trasporti e della circolazione stradale e per la funzionalità del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, del Consiglio superiore dei lavori pubblici e dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali.

“La nuova politica di coesione 2021-2027, a differenza del settennato precedente in cui si è indebolito il ruolo degli enti intermedi – ha detto Poma – dovrà valorizzare il ruolo di coordinamento dello sviluppo locale che le Province, come le Città metropolitane, possono svolgere insieme ai Comuni e agli attori pubblici e privati del loro territorio. Si tratta di una grande sfida per il Paese strettamente collegata con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e con gli impegni che l’Italia ha preso fino al 2026 con l’Unione europea per superare i ritardi sulle infrastrutture materiali, immateriali e sociali, sulla digitalizzazione, sulla sostenibilità, sulla coesione sociale e territoriale”.

Nel link, il Documento consegnato alla Commissione con le proposte emendative UPI Documento Audizione 27 settembre DL Infrastruttrur

Il Presidente Poma “Valorizzare il ruolo delle Province nelle politiche di coesione”

“Le politiche infrastrutturali e di coesione territoriale devono riconoscere un ruolo da protagonisti degli enti locali, ed in particolare delle Province. Il Decreto in esame, con le opportune integrazioni che si possono introdurre nell’iter di conversione in Parlamento, può fornire il quadro normativo per valorizzare il ruolo delle autonomie locali e la collaborazione tra tutte le istituzioni della Repubblica competenti – Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni, Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile, Ministero per il Sud e la coesione territoriale, nelle politiche infrastrutturali e sulla coesione territoriale”.

Lo ha detto il rappresentante UPI, Vittorio Poma, Presidente della Provincia di Pavia, intervenendo in audizione alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati sul Decreto sugli investimenti e sicurezza delle infrastrutture, dei trasporti e della circolazione stradale e per la funzionalità del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, del Consiglio superiore dei lavori pubblici e dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali.

“La nuova politica di coesione 2021-2027, a differenza del settennato precedente in cui si è indebolito il ruolo degli enti intermedi – ha detto Poma – dovrà valorizzare il ruolo di coordinamento dello sviluppo locale che le Province, come le Città metropolitane, possono svolgere insieme ai Comuni e agli attori pubblici e privati del loro territorio. Si tratta di una grande sfida per il Paese strettamente collegata con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e con gli impegni che l’Italia ha preso fino al 2026 con l’Unione europea per superare i ritardi sulle infrastrutture materiali, immateriali e sociali, sulla digitalizzazione, sulla sostenibilità, sulla coesione sociale e territoriale”.

Nel link, il Documento consegnato alla Commissione con le proposte emendative UPI Documento Audizione 27 settembre DL Infrastruttrur

Green pass: UPI “Condividiamo obiettivo del Governo.Definire linee guida per applicazione in Province e Comuni”

“Condividiamo l’obiettivo del Governo di estendere per quanto possibile in maniera universalistica l’obbligo di green pass, per accelerare sulle vaccinazioni e arrivare ad ottobre più vicini alla soglia di sicurezza” . Lo ha detto il rappresentante dell’Unione delle Province d’Italia,  Luca Menesini, Presidente della Provincia di Lucca, intervenendo alla Cabina di regia convocata dalla Ministra Maria Stella Gelmini con i Ministri Renato Brunetta e Roberto Speranza, sul decreto che il Governo si appresta a varare per allargare l’obbligo della certificazione verde  Covid19 ai dipendenti pubblici e privati e alle cariche elettive.
“È una misura importante – ha detto Menesini ai Ministri – che può rivelarsi decisiva per riuscire a dare un nuovo impulso alla vaccinazione. Certo, occorre comunicare con la massima attenzione ai cittadini la necessità della misura, per non rischiare di creare nuove tensioni e chiarire che L’obbligo vale per i dipendenti pubblici,  ma i cittadini potranno continuare ad accedere agli sportelli senza alcuna limitazione. Per quanto ci riguarda l’applicazione di questa misura comporta una riorganizzazione dell’accesso dei dipendenti pubblici nelle amministrazioni. Per questo chiediamo al Governo di definire insieme delle linee guida da condividere in Confenza Umificata, per attuare al meglio la misura nelle Province, nei Comuni e negli altri enti locali”.
“Nella riunione – aggiunge Menesini – è stata sollevata anche la richiesta di verificare la possibilità di estendere a 72 ore la validità dei tamponi. Su questo attendiamo la risposta del CTS che sarà sollecitato dal Ministro Speranza”.

Green pass: UPI “Condividiamo obiettivo del Governo.Definire linee guida per applicazione in Province e Comuni”

“Condividiamo l’obiettivo del Governo di estendere per quanto possibile in maniera universalistica l’obbligo di green pass, per accelerare sulle vaccinazioni e arrivare ad ottobre più vicini alla soglia di sicurezza” . Lo ha detto il rappresentante dell’Unione delle Province d’Italia,  Luca Menesini, Presidente della Provincia di Lucca, intervenendo alla Cabina di regia convocata dalla Ministra Maria Stella Gelmini con i Ministri Renato Brunetta e Roberto Speranza, sul decreto che il Governo si appresta a varare per allargare l’obbligo della certificazione verde  Covid19 ai dipendenti pubblici e privati e alle cariche elettive.
“È una misura importante – ha detto Menesini ai Ministri – che può rivelarsi decisiva per riuscire a dare un nuovo impulso alla vaccinazione. Certo, occorre comunicare con la massima attenzione ai cittadini la necessità della misura, per non rischiare di creare nuove tensioni e chiarire che L’obbligo vale per i dipendenti pubblici,  ma i cittadini potranno continuare ad accedere agli sportelli senza alcuna limitazione. Per quanto ci riguarda l’applicazione di questa misura comporta una riorganizzazione dell’accesso dei dipendenti pubblici nelle amministrazioni. Per questo chiediamo al Governo di definire insieme delle linee guida da condividere in Confenza Umificata, per attuare al meglio la misura nelle Province, nei Comuni e negli altri enti locali”.
“Nella riunione – aggiunge Menesini – è stata sollevata anche la richiesta di verificare la possibilità di estendere a 72 ore la validità dei tamponi. Su questo attendiamo la risposta del CTS che sarà sollecitato dal Ministro Speranza”.

Edilizia scolastica: pubblicato il decreto di autorizzazione degli interventi a valere sul secondo piano di investimenti per le scuole superiori di province e città metropolitane da 1.125 milioni. Pubblicato anche il Piano 2020 della programmazione triennale edilizia scolastica 2018-2020

Pubblicato sul sito del ministero dell’istruzione il decreto 15 luglio 2021, n. 217, contenente l’elenco degli interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici di competenza delle Province e delle Città Metropolitane, finanziati per € 1.125 milioni, ripartiti con il decreto 10 marzo 2021, n. 62. Il decreto 217/2021 indica anche i termini per l’aggiudicazione dei lavori al 31 agosto 2022 e al 31 dicembre 2022, rispettivamente per le opere di importo sotto e sopra la soglia comunitaria.
Il decreto con il relativo allegato è scaricabile tramite il seguente link:
Pubblicato sul sito del Ministero dell’Istruzione anche il decreto 23 giugno 2021, n. 192 con il quale è stato effettuato il riparto delle risorse assegnate agli Enti Locali, per € 500 milioni, sulla base dei piani regionali presentati relativamente all’annualità 2020 della programmazione dell’edilizia scolastica per il triennio 2018-2020, approvata con il decreto 7 gennaio 2021, n.8. Con il decreto 192/2021 sono definiti anche i termini per l’aggiudicazione dei lavori indicati al 30 giugno 2022 e al 31 dicembre 2022, rispettivamente per le opere di importo sotto e sopra la soglia comunitaria.
Il decreto con il relativo allegato è scaricabile al seguente link:

Edilizia Scolastica: Avviso pubblico per l’assegnazione agli enti locali di risorse per Affitti, Noleggi e Lavori adeguamento spazi e messa in sicurezza

Il Ministero dell’istruzione, ha pubblicato in data 6 agosto  l’Avviso Pubblico, scaricabile tramite il link

https://www.miur.gov.it/documents/20182/0/m_pi.AOODGEFID.REGISTRO+UFFICIALE%28U%29.0026811.06-08-2021.pdf/db958483-7e88-6cd7-45e0-2f1adeb84349?t=1628252056323&&pk_vid=55e141ead158fbcb1628255387747417 per procedere all’assegnazione, a favore degli enti locali, di contributi per affitti di spazi, noleggi di strutture temporanee a uso didattico, lavori di messa in sicurezza, adattamento di spazi,ambienti e aule degli edifici pubblici adibiti ad uso scolastico al fine di garantire la continuità didattica nell’anno scolastico 2021-2022.

Al riguardo, si precisa che l’articolo 58, comma 3, lettera b), del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106 destina 70 milioni in favore degli enti locali competenti in materia di edilizia scolastica ai sensi della legge 11 gennaio 1996, n. 23 per affitti, noleggi di strutture temporanee e spese di conduzione per l’anno scolastico 2021-2022.

Parimenti, sono stati destinati circa 200 milioni per lavori di messa in sicurezza e adattamento degli spazi e delle aule di edifici pubblici adibiti ad uso scolastico per garantire la ripresa in presenza delle attività didattiche per l’anno scolastico 2021-2022.

Si potevano quindi presentare richieste di finanziamento per le seguenti esigenze:

  1. a) affitto di locali e spazi e relative spese di conduzione;
  2. b) noleggio di strutture modulari temporanee a uso didattico;
  3. c) lavori di messa in sicurezza e adattamento di spazi, ambienti e aule didattiche di edifici pubblici adibiti ad uso didattico.

La durata della locazione e dei noleggi deve essere limitata al solo anno scolastico 2021-2022.

Ogni singolo ente locale poteva presentare un’unica candidatura nella quale può chiedere, in base alle proprie esigenze, affitti, noleggi o lavori, oppure anche più tipologie tra quelle precedentemente elencate.

Le Province interessate, tramite il legale rappresentante o loro delegato, hanno fatto pervenire la propria richiesta, utilizzando esclusivamente la piattaforma informativa nell’apposita pagina dedicata del sito di edilizia scolastica al seguente link https://www.istruzione.it/edilizia_scolastica/fin-fondi-ed_sc_avvio_as_21_22.shtml  entro e non oltre le ore 15.00 del giorno 13 agosto 2021.

Responsabile del procedimento è la dott.ssa Paola Iandolo e i recapiti presso cui è possibile chiedere informazioni sulla presente procedura sono i seguenti:

06.5849.2778-3382 – email: [email protected].

Sul sito del Ministero sono ora disponibili anche le graduatorie ed il relativo decreto di approvazione, cui si può accedere tramite il seguente link

https://www.istruzione.it/edilizia_scolastica/fin-fondi-ed_sc_avvio_as_21_22.shtml

Allegato:

m_pi.AOODGEFID.REGISTRO UFFICIALE(U).0026811.06-08-2021

Le Province a colloquio con il presidente di Regione Liguria. Toti: “Serve un ente intermedio in grado di gestire anche mole di finanziamenti in arrivo”

Rafforzamento del personale, definizione delle nuove funzioni per non lasciare indietro i Comuni distanti dai capoluoghi, attribuzione di compiti di area vasta. Di questo si è parlato nel corso dell’incontro di questo pomeriggio tra il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti, il presidente di UPI (Unione delle Province d’Italia) Michele De Pascale, il direttore Piero Antonelli, il coordinatore di UPI Liguria Pierluigi Peracchini e il direttore delle Province liguri Pierluigi Vinai.

Una riunione in vista della discussione in Consiglio dei ministri del disegno di legge delega di riforma delle Province italiane, per superare i limiti della loro azione e promuovere le Autonomie locali.

“Abbiamo chiesto al presidente Toti di supportare il processo di rivalutazione delle Province – ha affermato Peracchini – Anche a partire dalle norme vigenti a livello nazionale, le Regioni possono avviare processi di riordino della disciplina sulle funzioni locali di loro competenza, per valorizzare le Province quali istituzioni costitutive della Repubblica a fini generali, in attuazione degli articoli 5, 114 e 118 della Costituzione, ed attribuire alle Province funzioni di area vasta e di supporto ai Comuni che consentano di semplificare tutto il sistema di governo locale, a beneficio delle loro comunità territoriali”.

Il direttore di UPI Liguria Pierluigi Vinai ha sottolineato l’importanza dell’attività di stazione appaltante che possono svolgere le Province e la Città metropolitana per poter assicurare quella capacità di spesa che, diversamente, i singoli Comuni faticherebbero a raggiungere.

Il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti si è espresso a favore della riforma, per avviare processi di riordino e valorizzazione delle Province, in supporto all’attività dei Comuni e delle Regioni.

“Per quanto mi riguarda – ha detto Toti – la considero una necessità, in quanto le Province devono essere enti attuatori di una serie di attività necessarie per il territorio. Sono molto favorevole a che la legge delega vada avanti per dare maggiore rappresentatività a questi enti e più poteri, anche perché esiste un grosso problema di spesa degli enti locali rispetto alla mole di denaro che sta per arrivare. A questo proposito abbiamo una necessità di un ente intermedio tra i Comuni e la Regione, per valorizzare le peculiarità del territorio e dei micro-Comuni che in Italia sono tantissimi e per affrontare una serie di temi fondamentali come l’edilizia scolastica, la sismica, i temi venatori. Speriamo di riuscire a fare questa riforma con il governo, attraverso una legge delega”.

Il presidente nazionale di UPI Michele de Pascale ha ringraziato il presidente Toti per la disponibilità e la condivisione assoluta delle istanze delle Province.

 

Le Province a colloquio con il presidente di Regione Liguria. Toti: “Serve un ente intermedio in grado di gestire anche mole di finanziamenti in arrivo”

Rafforzamento del personale, definizione delle nuove funzioni per non lasciare indietro i Comuni distanti dai capoluoghi, attribuzione di compiti di area vasta. Di questo si è parlato nel corso dell’incontro di questo pomeriggio tra il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti, il presidente di UPI (Unione delle Province d’Italia) Michele De Pascale, il direttore Piero Antonelli, il coordinatore di UPI Liguria Pierluigi Peracchini e il direttore delle Province liguri Pierluigi Vinai.

Una riunione in vista della discussione in Consiglio dei ministri del disegno di legge delega di riforma delle Province italiane, per superare i limiti della loro azione e promuovere le Autonomie locali.

“Abbiamo chiesto al presidente Toti di supportare il processo di rivalutazione delle Province – ha affermato Peracchini – Anche a partire dalle norme vigenti a livello nazionale, le Regioni possono avviare processi di riordino della disciplina sulle funzioni locali di loro competenza, per valorizzare le Province quali istituzioni costitutive della Repubblica a fini generali, in attuazione degli articoli 5, 114 e 118 della Costituzione, ed attribuire alle Province funzioni di area vasta e di supporto ai Comuni che consentano di semplificare tutto il sistema di governo locale, a beneficio delle loro comunità territoriali”.

Il direttore di UPI Liguria Pierluigi Vinai ha sottolineato l’importanza dell’attività di stazione appaltante che possono svolgere le Province e la Città metropolitana per poter assicurare quella capacità di spesa che, diversamente, i singoli Comuni faticherebbero a raggiungere.

Il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti si è espresso a favore della riforma, per avviare processi di riordino e valorizzazione delle Province, in supporto all’attività dei Comuni e delle Regioni.

“Per quanto mi riguarda – ha detto Toti – la considero una necessità, in quanto le Province devono essere enti attuatori di una serie di attività necessarie per il territorio. Sono molto favorevole a che la legge delega vada avanti per dare maggiore rappresentatività a questi enti e più poteri, anche perché esiste un grosso problema di spesa degli enti locali rispetto alla mole di denaro che sta per arrivare. A questo proposito abbiamo una necessità di un ente intermedio tra i Comuni e la Regione, per valorizzare le peculiarità del territorio e dei micro-Comuni che in Italia sono tantissimi e per affrontare una serie di temi fondamentali come l’edilizia scolastica, la sismica, i temi venatori. Speriamo di riuscire a fare questa riforma con il governo, attraverso una legge delega”.

Il presidente nazionale di UPI Michele de Pascale ha ringraziato il presidente Toti per la disponibilità e la condivisione assoluta delle istanze delle Province.

 

Osservatorio atti intimidatori, Presidente Iacucci: “Non bisogna lasciare soli i sindaci. Dobbiamo garantirgli la giusta sicurezza, la tranquillità di poter svolgere il proprio mandato senza “pressioni” o delegittimazioni”

“I sindaci sono sempre più esasperati, a volte lasciati soli a gestire i propri territori. Ecco perché è necessario ripristinare e rafforzare la solidarietà tra le Istituzioni visto che troppo spesso non viene data la giusta importanza al ruolo dei sindaci, sempre più nell’occhio del ciclone non solo per minacce e atti intimidatori ma anche per le forti pressioni che ricevono. I primi cittadini non possono essere chiamati a rispondere di tutto ciò che accade nel proprio Comune, oggi invece il rischio di essere esposti penalmente per responsabilità non dirette è sempre più elevato. Serve maggiore collaborazione tra le Istituzioni e una maggiore tutela anche dal punto di vista normativo”.

È quanto ha affermato questa mattina il presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci, che ha partecipato in quanto delegato dell’Upi alla riunione dell’Osservatorio nazionale sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti degli amministratori, alla presenza del ministro degli Interni Luciana Lamorgese e al sottosegretario Ivan Scalfarotto.

“Mi trovo d’accordo con le questioni portate all’attenzione del Governo da parte dell’Upi e dell’Anci che nei giorni scorsi ha organizzato una manifestazione per chiedere più rispetto e maggiori garanzie nei confronti dei sindaci. Giusta – dichiara Franco Iacucci – è la proposta di Giuseppe Falcomatà, delegato al Mezzogiorno di Anci, che ha chiesto un Fondo di 10 milioni di euro per ripristinare i beni pubblici distrutti a seguito di intimidazioni ma anche per restituire un bene danneggiato di proprietà dell’amministratore”.

Dall’analisi dei dati relativi al primo semestre 2021, il trend a livello nazionale è in aumento del 15,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno 2020. Si registrano 369 episodi di intimidazione e la Calabria si piazza al quinto posto, mentre se si tiene conto dell’incidenza del numero di intimidazioni in rapporto alla popolazione la nostra regione si piazza al secondo posto registrando 30 episodi nel primo semestre del 2021.

“Questi Osservatori, così come gli incontri formativi, sono importanti – sottolinea il presidente Iacucci – per discutere e cercare di attenuare il problema delle intimidazioni verso gli amministratori e rafforzare gli strumenti di contrasto.

I dati piazzano la provincia di Cosenza al secondo posto dopo Napoli con 26 episodi intimidatori nel 2020 rispetto ai 17 del 2019, mentre il numero complessivo delle intimidazioni nel primo semestre 2021 è sceso a 12, rispetto ai 16 casi del primo semestre 2020.

Nell’analizzare i dati bisogna tener presente le motivazioni all’origine del fenomeno e i fattori che possono generare malcontento. Ma non dobbiamo dimenticare una cosa fondamentale: i sindaci hanno ruolo autorevole – afferma il presidente della Provincia -: sono Autorità di Governo nei propri territori ma troppo spesso vengono condannati prima ancora di aver fatto il processo. Molte volte, soprattutto nelle realtà più piccole, vengono lasciati da soli. Dobbiamo garantire ai sindaci la giusta sicurezza, la tranquillità di poter svolgere il proprio mandato senza “pressioni” o delegittimazioni. Altrimenti diventerà sempre più difficile e rischioso svolgere l’attività di amministratore pubblico”.

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