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DFP2026, l’UPI in audizione “Sostenere la crescita con investimenti pubblici: valorizzare le Province”

“La situazione geopolitica drammatica impone al Paese di adottare politiche economiche anticicliche. Per questo un’eventuale richiesta all’Europa di sospensione del patto di stabilità deve essere finalizzata non solo alla tenuta dei conti ma soprattutto al sostegno della spesa sociale e alla programmazione di un piano strutturato di investimenti in opere pubbliche a partire dal 2026 che veda il protagonismo degli enti locali, prime fra tutte le Province”. Lo ha detto il Vicepresidente UPI Angelo Caruso, Presidente della Provincia dell’Aquila, intervenendo in audizione davanti alle Commissioni Bilancio di Senato e Camera, sul Documento di Finanza Pubblica 2026.

Le performance delle Province sugli investimenti

“Grazie al PNRR dal 2022 al 2025 la spesa per investimenti delle Province è aumentata dell’80%, dimostrando chiaramente le capacità di queste istituzioni di utilizzare a pieno le risorse assegnate. Questa spinta deve proseguire anche dopo il 2026, con programmi mirati sul patrimonio pubblico in gestione delle Province: gli edifici delle scuole secondarie superiori e la rete viaria provinciale – strade, ponti e gallerie. Questi programmi potranno essere finanziati sia con le risorse rese disponibili dal superamento del Patto di stabilità europeo, sia utilizzando i fondi non spesi del PNRR, sia includendo le Province nei programmi di investimento dei fondi di coesione. È evidente poi che eventuali misure mirate a fare fronte agli effetti economici dello shock energetico e del conseguente aumento delle materie prime dovranno prevedere interventi a favore degli enti locali”.

Il fermo no ad ulteriori tagli

“Quanto ad eventuali tagli alla spesa pubblica che il DPF2026 lascia presagire – ha concluso il Presidente Caruso – considerato che per il triennio 2026 – 2028 le manovre passate hanno già assegnato alle Province il versamento un contributo altissimo alla finanza pubblica pari a oltre 2 miliardi, è evidente che nella prossima Legge di Bilancio debba essere escluso qualunque tipo di riduzione alle risorse di parte corrente delle Province, o saranno a rischio i servizi”.

Il documento consegnato alle Commissioni Nota UPI Audizione DFP 2026

 

 

PNRR: le novità per le Province dalla Legge 50/26 “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e in materia di politiche di coesione”

Nella Gazzetta Ufficiale n. 91 del 20 aprile 2026 è stata pubblicata la legge 20 aprile 2026, n. 50, di conversione del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19, recante “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e in materia di politiche di coesione”, che entra in vigore oggi.

Questo provvedimento è un passaggio decisivo per il completamento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e per il completamento di investimenti strategici che hanno richiesto il massimo impegno da parte di tutte le istituzioni della Repubblica, in vista della scadenza del 31 agosto 2026, che rappresenta il termine ultimo per rendicontare alla Commissione europea tutti i risultati ottenuti.

30 giugno ultimanzione interventi

Nella conversione del decreto, all’articolo 1, comma 1-bis, è stato chiarito che la data di ultimazione degli interventi finanziati con le risorse PNRR è il 30 giugno 2026, anche nel caso in cui convenzioni, contratti di appalto o atti di obbligo prevedevano date di conclusione precedenti.

Redicontazione mensile dgli stati di avanzamento

Resta fermo quanto previsto dal comma 1 dello stesso articolo in merito alla rendicontazione mensile su Regis degli stati di avanzamento dei progetti da parte dei soggetti attuatori.

La nota di lettura UPI

Per una lettura più approfondita delle disposizioni del provvedimento che interessano le Province si allega la Nota di lettura elaborata dagli Uffici dell’UPI, che tiene conto delle novità introdotte nell’iter di conversione del decreto. Nota di lettura UPI DL PNRR

Le Linee Guida PNRR

A seguito dell’approvazione in Parlamento della legge di conversione del DL 19/26, la struttura di missione del PNRR del Governo ha adottato e pubblicato le “linee guida PNRR”, che recano “Indicazioni operative per la conclusione degli interventi e la rendicontazione finale di target e milestone”, con l’obiettivo di supportare i soggetti attuatori nell’ultimo miglio del Piano e di fornire agli stessi indicazioni pratiche, modalità operative e modulistica semplificata per certificare la positiva ultimazione degli interventi ai fini del raggiungimento dei target previsti, tenendo conto che, come prevede il decreto convertito in legge, il termine per l’ultimazione degli interventi è allineato al 30 giugno 2026, al fine di consentire alle amministrazioni titolari di rispettare la data del 31 agosto 2026 per la finalizzazione di tutta la documentazione rilevante ai fini della rendicontazione alla Commissione europea.

Le linee guida confermano che la scadenza del 30 giugno 2026 si intende prevalente rispetto ad ogni altra eventualmente fissata in atti d’obbligo, convenzioni, decreti ministeriali e ogni altro atto.

Le linee guida chiariscono che resta ferma, come previsto dalla normativa vigente, la possibilità di assegnazione all’impresa di un termine perentorio non superiore a 60 giorni per il completamento di lavori residuali e di modesta entità.

Il termine del 30 giugno non riguarda dunque la rendicontazione finanziaria né i collaudi dei progetti.

Il certificato di ultimazione dei lavori

Ai fini dell’attestazione del raggiungimento dei target e del rispetto della scadenza europea, assume rilievo esclusivamente la data di emissione del certificato di ultimazione dei lavori. Alle linee guida sono pertanto allegati il modello di certificato di ultimazione lavori e il modello di regolare esecuzione/fornitura, che devono essere prodotti entro il 30 giugno 2026 e che identificano i contenuti minimi delle suddette certificazioni.

Resta fermo che i soggetti attuatori che abbiano già prodotto e caricato sulla piattaforma Regis un certificato di fine lavori o regolare esecuzione che riporti i contenuti minimi indicati dalle linee guida o che abbiano già effettuato il collaudo dell’intervento e caricato in piattaforma la relativa documentazione non devono procedere alla produzione la documentazione allegata alle linee guida.

L’UPI in audizione alla Commissione di vigilanza su CDP “Alleato insostituibile di Regioni Province e Comuni”

“Per il sistema della Pubblica Amministrazione, e in particolare per Province, Regioni e Comuni, la Cassa Depositi e Prestiti rappresenta un alleato insostituibile, sia per gli interventi a sostegno dei bilanci, grazie alle operazioni di rinegoziazione dei mutui che hanno dato in questi anni ossigeno agli enti in difficoltà, sia per la preziosa assistenza nella messa a terra degli investimenti, soprattutto nell’attuazione del Pnrr.”

Lo ha detto il vicepresidente vicario UPI, Flavio Pasini, presidente della provincia di Verona, intervenendo in audizione alla Commissione di vigilanza su Cassa Depositi e Prestiti, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul ruolo della Cassa nel supporto alla pubblica amministrazione con riferimento al Pnrr e alla finanza locale.

CDP e Province per il dopo PNRR

“Cdp – ha detto Pasini – si conferma un soggetto indispensabile per le politiche di sviluppo del Paese, agendo come perno centrale a fronte della crescente diversificazione delle sfide economiche e sociali. Per questo, terminato il Pnrr, occorre consolidare il ruolo di Cdp al fianco di Regioni ed Enti locali nell’ attuazione della nuova programmazione europea 2027-2034, attraverso un coinvolgimento strutturale di Cassa in un sistema integrato con Regioni ed Enti locali che ci consenta di garantire l’efficace messa a terra delle politiche comunitarie e una spesa efficiente delle risorse nel prossimo settennio. Essenziale poi, data la lentezza del sistema degli Enti Locali, è il ruolo di pivot dell’innovazione che CDP deve svolgere mettendo a valore l’esperienza maturata su settori di forte espansione, come l’Intelligenza Artificiale, e sulle nuove tecnologie, per accelerare la digitalizzazione dei processi amministrativi territoriali”.

CDP e Province per gli investimenti

“Per il futuro come Province auspichiamo che per il ruolo di Cassa si evolva oltre il supporto finanziario –  ha concluso il rappresentante di UPI – consolidandosi attraverso un potenziamento delle funzioni di advisory, come l’assistenza tecnica, l’accompagnamento progettuale e il sostegno operativo nella gestione delle risorse, e una sinergia costante che affianchi gli enti locali non solo come fonte di finanziamento, ma come partner strategico di sistema”

Il documento consegnato alla Commissione

Nota UPI indagine commissione vigilanza CDP

UPI Veneto: Flavio Pasini eletto nuovo Presidente, Andrea Nardin vicepresidente

Si è svolto oggi, presso la sede della Provincia di Padova, il Direttivo dell’Unione Province del Veneto (UPI Veneto). All’ordine del giorno, l’elezione del nuovo Presidente dell’Associazione e alcuni aspetti organizzativi in vista dell’Assemblea nazionale delle Province, in programma a Roma il prossimo 13 maggio.

Presenti oggi Flavio Pasini, presidente della Provincia di Verona, Andrea Nardin, presidente della Provincia di Vicenza, Daniele Canella, vicepresidente della Provincia di Padova, Marco Staunovo Polacco, presidente della Provincia di Belluno, Marco Donadel, presidente della Provincia di Treviso, Enrico Ferrarese, presidente della Provincia di Rovigo, Michele Fratino, segretario generale della Città Metropolitana di Venezia e Carlo Rapicavoli, direttore dell’UPI Veneto.

All’unanimità, il Direttivo ha eletto nuovo Presidente di UPI Veneto Flavio Pasini, Presidente della Provincia di Verona e attualmente vicepresidente vicario di UPI nazionale. Contestualmente, è stato nominato vicepresidente Andrea Nardin, presidente della Provincia di Vicenza.

A precedere i lavori del Direttivo, si è svolto un incontro tecnico con l’Assessore della Regione Veneto delegata all’Ambiente, Elisa Venturini, durante il quale è stato affrontato il tema della difesa del suolo e della definizione delle competenze in capo alle Province. In tale occasione, UPI Veneto ha avanzato la proposta – condivisa dai presenti – di calendarizzare tavoli di confronto periodici, partecipati da Regione, Province e Città metropolitana, insieme agli organi competenti in materia di qualità dell’aria e tutela ambientale. L’obiettivo è favorire una sede stabile di coordinamento per condividere proposte e individuare soluzioni efficaci in risposta alle diverse casistiche ed emergenze ambientali.

Il commento del Presidente Pasini

“Assumo questo incarico con grande senso di responsabilità e spirito di servizio verso tutti i territori del Veneto,” ha dichiarato il neo presidente di UPI Veneto, Flavio Pasini. “Ringrazio i colleghi per la fiducia unanime: lavoreremo in continuità e con determinazione per rafforzare il ruolo delle Province, valorizzandone le competenze e contribuendo in modo concreto alle sfide strategiche, a partire dalla tutela ambientale, dalla sicurezza del territorio e dalle funzioni in carico alle Province, perseguendo l’impegno condiviso in un maggior riconoscimento del ruolo di coordinamento intermedio che i nostri Enti ricoprono, auspicando in una prossima e urgente revisione della legge 56/2014”

Il commento del Vicepresidente Nardin

“Desidero ringraziare per la fiducia accordata e confermare la mia piena disponibilità a collaborare in modo costruttivo,” ha aggiunto il vicepresidente di UPI Veneto Andrea Nardin – UPI Veneto rappresenta un punto di riferimento fondamentale per il coordinamento tra enti e per la rappresentanza delle istanze dei territori: insieme al Presidente Pasini, lavoreremo per affrontare con efficacia le priorità amministrative e sostenere lo sviluppo equilibrato delle nostre comunità.”

Maltempo e viabilità: le Province chiedono interventi d’urgenza

Ripristinare al più presto i collegamenti: comunità isolate

Prevedere interventi di straordinaria urgenza per ripristinare nel più breve tempo possibile i collegamenti interrotti, provvedendo anche con strutture temporanee in sostituzione dei ponti crollati; stanziare risorse straordinarie a favore delle Province colpite dall’emergenza, per consentire il ripristino immediato della viabilità provinciale, per far uscire le comunità dall’isolamento forzato e ripristinare la sicurezza sulla rete viaria.

Sono queste le richieste avanzate dalle Province, nell’ordine del giorno approvato oggi all’unanimità dal Comitato Direttivo UPI, a sostegno delle Province delle Regioni Abruzzo, Molise e Puglia, colpite dalla drammatica ondata di maltempo che ha provocando danni gravissimi alle infrastrutture stradali e in particolare alla rete viaria provinciale.

Tra le conseguenze più gravi, da risolvere con la massima urgenza, il crollo di ponti e il persistere di situazioni franose che hanno obbligato alla chiusura di tratti di strade provinciali isolando completamente intere frazioni.

Il Comitato Direttivo UPI, poi, nell’ordine del giorno rivolge un appello al Governo ad aprire al più presto un tavolo di confronto con Regioni, Province e Comuni per discutere delle norme sul coordinamento delle situazioni di emergenza in modo da ricostituire un quadro unitario di sistema che consenta al Paese una risposta più efficiente.

L’ordine del giorno approvato all’unanimità  EMERGENZA MALTEMPO ORDINE DEL GIORNO DIRETTIVO

Province: Conferenza delle Regioni e UPI spingono per il rafforzamento

Riaffermare la centralità del sistema delle autonomie territoriali quale pilastro essenziale della Repubblica e dare, per questo, nuova vitalità al ruolo delle Province. Sono questi gli obiettivi da cui muove il documento approvato oggi, dalla Conferenza delle Regioni e dall’Unione delle Province italiane (UPI), nel quale si auspica l’intervento del legislatore statale per ridefinire al più presto la disciplina delle Province, in modo da rafforzarne il ruolo costituzionale e valorizzarne le funzioni di governo del territorio, anche attraverso la riaffermazione del sistema di elezione diretta degli organi provinciali da parte dei cittadini.

Le Province istituzioni strategiche

Le due rappresentanze ricordano che la Provincia rappresenta un ente strategico di raccordo tra programmazione regionale ed enti locali, che garantisce servizi e coesione territoriale in tutti gli ambiti che richiedono una dimensione sovracomunale e in tutti i casi in cui è necessario avviare una pianificazione integrata di area vasta.

L’apertura alla revisione delle leggi regionali

Tra i punti qualificanti dell’accordo vi è la disponibilità delle Regioni, nella loro piena autonomia, a valutare l’opportunità di rivedere le leggi regionali di attuazione della legge 56/14 e di assegnare alle Province eventuali nuove funzioni, a partire da quelle di assistenza ai Comuni e di pianificazione strategica.

Un processo che si svolgerà attraverso un confronto strutturato sui territori e un’alleanza tra Regioni, Province e Comuni per arrivare a ricostruire sistemi regionali equilibrati delle autonomie locali in tutto il Paese.

Il documento adottatto

Documento_Conferenza delle Regioni-Unione Province d’Italia

 

Attivo su PI.CO l’Osservatorio Province: raccolta, analisi e visualizzazione dei dati strategici sull’attività delle Province

Si chiama “Osservatorio Province” il nuovo spazio dedicato alla raccolta, analisi e visualizzazione dei dati strategici relativi alle attività e ai settori di competenza delle Province italiane, attivo sulla piattaforma collaborativa PI.CO, realizzata nell’ambito del progetto dell’UPI “Le Province e il sistema dei servizi a supporto dei Comuni”, finanziato dal Programma Azione Coesione Complementare al PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020.

Dati e Analisi

In questa sezione è possibile esplorare cruscotti tematici interattivi su appalti pubblici, qualificazioni professionali, investimenti PNRR e PNC, edilizia scolastica, gestione del personale e altri ambiti chiave.

Gli obiettivi

L’obiettivo è offrire uno strumento trasparente, aggiornato e facilmente consultabile per supportare la programmazione, il monitoraggio e la valutazione delle politiche territoriali.

L’indirizzo del sito

L’Osservatorio Provinciale è raggoiungibile a questo indirizzo  Osservatorio Province – Piattaforma Collaborativa Pi.Co.

Le Province condividono i numeri: l’UPI promuove un convegno a Roma il 26 marzo

“Le Province condividono i numeri: piani strategici territoriali e sistemi statistici locali”. E’ questo il titolo del Convegno, promosso da UPI nell’ambito delle inizitive del progetto “Province & Comuni – Le Province e il sistema dei servizi a supporto dei Comuni”, finanziato dal Programma Azione Coesione Complementare al PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020.

L’evento

L’incontro, che si terrà nel Salone della Presidenza di UPI (piazza Cardelli 4, Roma) il 26 marzo dalle ore 16,3o alle 18,30,
si occuperà di tirare le fila su temi quali: la collaborazione tra gli enti nei sistemi statistici locali, le strategie di sviluppo sostenibile, con il caso delle Province Lombarde, la collaborazione tra Stato e territori a 100 anni dalla nascita dell’Istat,la collaborazione tra Università ed Enti locali per le statistiche territoriali.

Il programma

Tanti gli ospiti e i relatori, come riportato nel programma che segue Programma Convegno Statistica Province

FiberCop e UPI insieme per infrastrutture digitali sostenibili

Promuovere un modello efficiente e sostenibile per la posa della fibra ottica sulle strade provinciali, favorendo la massima diffusione del digitale nel rispetto dell’ambiente e del territorio. È questo l’obiettivo della sinergia tra UPI (Unione delle Province Italiane) e FiberCop, che ha visto il primo incontro con le Province il 12 marzo..
L’iniziativa punta a valorizzare metodologie di intervento a basso impatto ambientale, come la micro-trincea, in grado di accelerare la realizzazione delle reti in fibra ottica e di ottimizzare i benefici per cittadini e amministrazioni. Il progetto si inserisce nel percorso di collaborazione già avviato da UPI e FiberCop con la sottoscrizione del protocollo d’intesa, che rappresenta il quadro di riferimento per lo sviluppo condiviso e sostenibile delle infrastrutture digitali sui territori provinciali.

Il commento di FiberCop

“Per FiberCop realizzare la rete in fibra ottica significa sostenere lo sviluppo e l’innovazione dei territori”. afferma Angela Gargani Public Affairs Director di FiberCop “Il protocollo siglato con UPI favorisce la trasformazione digitale del Paese. La collaborazione con le Amministrazioni Locali permette opere più efficienti e sostenibili, grazie a tecniche di scavo a basso impatto ambientale che riducono tempi, costi e disagi. Le reti ad altissima capacità sostengono le tecnologie che trasformano economia e società, e il dialogo con i territori crea le condizioni per crescita e servizi migliori.”

Il commento di UPI

“Garantire l’accesso alle infrastrutture tecnologiche è strategico per i territori” dichiara il direttore di UPI Piero Antonelli “ma occorre anche garantire alle Province la riduzione al minimo dell’impatto sulle strade provinciali. UPI, grazie alla sinergia con FiberCop, si pone al fianco delle strutture provinciali, per offrire assistenza e sostegno sia dal punto di vista tecnologico che normativo, per semplificare le procedure e accelerare i tempi di realizzazione delle reti”.

PNRR: le Province in audizione alla Camera “Serve massima collaborazione per la fase finale”

Questo decreto è strategico, perché deve regolare la fase finale dell’attuazione del PNRR. Le norme che usciranno dal Parlamento devono contribuire a determinare il successo del Piano. Per questo chiediamo massima attenzione sulle questioni che in questo momento preoccupano di più le Province, che devono completare gli oltre 1.400 cantieri di edilizia scolastica aperti. Prima fra tutte, la necessità di chiarire con norma i termini di scadenza della tempistica relativa alle misure in capo alle Province riguardo alla conclusione delle opere, al collaudo delle stesse e alla rendicontazione finale. Ad oggi, i termini risultano non coerenti con quelli indicati dal Piano”. E’ questa la richiesta prioritaria avanzata dal rappresentante delle Province, Angelo Caruso, Vicepresidente di UPI, nel suo intervento in audizione alla Commissione Bilancio della Camera sul Decreto che detta ulteriori disposizioni per l’attuazione del PNRR.

“Il decreto così com’è – ha detto- concentra le misure esclusivamente a favore delle strutture centrali, ignorando le necessità degli enti locali che stanno attuando il Piano . Per questo chiediamo di prevedere anche per gli enti attuatori le stesse misure individuate per il personale dei soggetti titolari, estendendo alle Province, e agli enti locali, la possibilità di prorogare i contratti in essere e le norme finalizzate al rafforzamento della capacità amministrativa. La fase finale poi deve essere caratterizzata dalla massima collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte: occorre valorizzare il ruolo delle task force dei tavoli territoriali strategici PNRR insediati presso le prefetture, con il supporto della Ragioneria Generale dello Stato, per la redazione corretta delle rendicontazioni finali, in modo da risolvere le possibili criticità, accelerando le procedure”.

“ Restano poi da risolvere due questioni essenziali – ha detto il Vicepresidente UPI. “Da una parte, il decreto deve assicurare la prosecuzione delle opere che dovessero superare la scadenza del 2026 per cause non imputabili agli enti, con norme che garantiscano la possibilità di concludere i cantieri, a fronte del raggiungimento del target della Missione cui si riferiscono .
Dall’altra, chiediamo di prevedere la copertura degli extracosti rendicontabili sostenuti dalle Province per i progetti PNRR completati, in collaudo o in esecuzione. Si tratta di almeno il 20% in più del totale dell’importo delle opere che le Province hanno dovuto coprire con risorse proprie per portare a termine i cantieri, per una cifra totale per le 86 Province che ammonta a circa 150 milioni. Questo Decreto-Legge, presumibilmente tra gli ultimi strumenti normativi utili a tale scopo, deve introdurre misure utili ad assicurare alle Province la copertura di queste spese”.

La documentazione

Ecco il documento consegnato alla Commissione  Nota audizione UPI DL PNRR 19 26 AC2807

Pubblichiamo inoltre di seguito la lettera inviata negli scorsi giorni riguardo all’applicazione delle disposizioni DL PNRR n. 19 del 2026 nelle Province. Nota UPI DL-PNRR_2marzo2026

Le Province fulcro dei territori. Da Livorno l’appello alla riforma

La Provincia di Livorno compie 100 anni ma l’obiettivo è rivolto al futuro e alla necessità di riequilibrare un riassetto istituzionale in cui le Province siano gli enti di riferimento per la pianificazione strategica del territorio.

“A oltre 10 anni dalle leggi che hanno ridotto in maniera determinante il ruolo delle Province, possiamo constatare con amarezza che i costi sui territori sono stati di gran lunga maggiori rispetto ai risparmi sulla spesa che erano il vero obiettivo della riforma. Costi che non sono stati solo economici, ma che hanno creato disuguaglianze profonde e questo è il vero elemento su cui è necessario richiamare l’attenzione”.

Così la presidente della Provincia, Sandra Scarpellini, ha aperto i lavori del convegno “Futuri possibili: la Provincia che sarà”, che si è svolto oggi,  martedi 3 marzo, a Palazzo Granducale.

La presidente ha, quindi,  evidenziato l’importanza di garantire il necessario legame tra gli enti periferici e quelli centrali: “In un mondo in cui le economie di scala mondiale determinato tutto nell’agire quotidiano, inevitabilmente le comunità più piccole sono destinate a rimanere indietro. La recente riclassificazione dei comuni montani da parte dello Stato inciderà profondamente nella vita di tanti piccoli comuni, sono oltre 30 quelli che hanno perso questa caratteristica, alcuni anche nel nostro territorio. Comuni che perderanno scuole, ambulatori, presidi di vario tipo e, senza una Provincia veramente autorevole, con un presidente eletto dai cittadini, perderanno la rappresentanza del territorio e la possibilità di avere chi porta le istanze collettive ai vari tavoli di confronto a livello regionale e nazionale. Per questo, in attesa della ripresa di un dibattito parlamentare sulla riforma delle Province, con Upi Toscana e Upi nazionale, chiederemo alla  Regione di avviare un esame dei risultati della legge 22, per capire quanto la scelta di gestire direttamente funzioni come quelle riguardanti l’ambiente, l’agricoltura e altro, un tempo gestite dalle Province, abbia effettivamente colto le esigenze delle comunità, delle aziende e dei territori”.

Il convegno ha preso le mosse dalla celebrazione dei 100 anni dal regio decreto, che il 15 novembre 1925 restituì alla Provincia la conformazione territoriale che oggi conosciamo, per approfondire i temi legati  al presente, in cui le Province operano  con difficoltà tra carenza di risorse e richieste pressanti da parte delle comunità locali.

A confrontarsi con la presidente  Sandra Scarpellini sui cambiamenti necessari a restituire un ruolo certo alle Province sono stati Francesco Limatola, presidente di UPI Toscana, Claudio Frontera e Alessandro Franchi, già presidenti della Provincia di Livorno nelle stagioni amministrative prima e post riforma Delrio,  Piero Antonelli direttore generale dell’Unione delle Province Italiane Nicola Pignatelli, ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Bari e Maria Castallo, segretaria generale della Provincia di Livorno, con la moderazione del direttore de Il Tirreno, Cristiano Marcacci.

Frontera ha toccato subito i tasti più dolenti della legge 56/2014:  “Una riforma non meditata, costruita su basi precarie e proprio per questo da abrogare” per riparare alle profonde “ricadute negative che sono la causa primaria di  ritardi nei servizi ai cittadini e all’economia”.

Dello stesso avviso Alessandro Franchi, primo sindaco presidente della Provincia dopo la riforma: “Abbiamo dovuto gestire un passaggio drammatico, in cui il bilancio dell’Ente era di pura sopravvivenza”. Da allora la legge Delrio, concepita come una legge-ponte per traghettare le Province verso la successiva riforma della Costituzione, bocciata poi in sede referendaria, ha congelato le Province in un limbo da cui ancora non si riesce ad uscire.

“E’ necessario l’intervento del legislatore nazionale per introdurre le imprescindibili modifiche alla legge Delrio – ha aggiunto Franchi – e anche in Toscana dobbiamo correggere l’eccessivo accentramento di funzioni, che la Regione apportò con la legge 22/2015, aprendo un confronto con Anci, Upi e i soggetti economici e sociali, per restituire la giusta rappresentanza ai territori”.

Il punto sulle Province toscane lo ha fatto il presidente di Upi Toscana, Francesco Limatola, presidente della Provincia di Grosseto, evidenziando come questi enti abbiano continuato a rappresentare, ove possibile, quel ruolo di ente intermedio  di coordinamento e garanzia dell’equilibrio territoriale. “Per questo concordiamo sulla necessità di un tavolo dove discutere l’adeguato ripristino dei livelli istituzionali di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione che sono a fondamento delle funzioni amministrative”.

Limatola ha, poi, indicato le tre principali attività su cui le Province toscane possono svolgere un ruolo determinante in un nuovo ipotetico riassetto: in primo luogo la pianificazione strategica territoriale, oggi demandata alla sola Città Metropolitana di Firenze, in cui poter tracciare le linee generali di sviluppo, a partire dalle infrastrutture e dall’economia; gli Uffici Europa, per  le politiche di coesione  e l’accesso e utilizzo dei fondi strutturali; il supporto ai piccoli comuni attraverso lo sportello per le attività produttive, le stazioni uniche appaltanti, la semplificazione amministrativa.

Sui temi prettamente legati alle modifiche legislative sono intervenuti Piero Antonelli, e Nicola Pignatelli, che hanno indicato la via delle riforme a livello regionale, cui peraltro l’Upi sta lavorando da tempo con i presidenti delle Province, come quelle più realisticamente percorribili.

“Occorre correggere le attuali sperequazioni nelle legislazioni regionali – ha sostenuto Antonelli – per riequilibrare le funzioni e valorizzare il decentramento amministrativo”, mentre Pignatelli, ribadendo “l’inadeguatezza di un modello di ente di secondo livello, troppo verticistico e poco rispondente ai bisogni del territorio”, ha sottolineato la necessità di una ricognizione degli ambiti di rilevanza socio economica che si sono sovrapposti alle funzioni provinciali.

A tirare le fila del dibattito è stato il presidente della Regione, Eugenio Giani, il quale ha annunciato la disponibilità all’apertura di un tavolo di confronto “animato da pragmatismo” in cui affrontare il tema del miglioramento del rapporto tra enti che hanno funzioni diverse, con l’obiettivo di garantire un equilibrio territoriale e in cui le Province possono esercitare un ruolo di coordinamento, in particolare per le politiche legate ai fondi europei, allo sviluppo e alla coesione.

Comitato Direttivo UPI: nominati i nuovi Vicepresidenti

E’  Flavio Pasini, Presidente della Provincia di Verona, ad  assumere l’incarico di Vicepresidente Vicario UPI, mentre Emanuele Ramella Pralungo, Presidente della Provincia di Biella, assume l’incarico di Vicepresidente.

A sancire le nomine è stato il Presidente di UPI, nella riunione del Comitato Direttivo di oggi, nella quale i due Presidenti sono stati chiamati a  sostituire i due uscenti, Marcon e Minerva, che hanno ottenuto successi straordinari nelle elezioni regionali e che quindi hanno lasciato i loro incarichi di Presidenti di Provincia.

Insieme a loro, entra in Direttivo Pierangelo Olivieri, Presidente della Provincia di Savona, che sostituisce la ex Presidente Succurro, anche lei eletta in consiglio regionale.

“A voi – ha detto il Presidente dell’UPI Pasquale Gandolfi – va tutta la mia stima e la mia riconoscenza per avere accolto questo incarico. Sono certo che potrò sempre contare sul vostro impegno e sulla vostra collaborazione per guidare questa associazione, nel rispetto di tutte le identità che rappresentiamo e con l’unico obiettivo di sostenere le Province e le comunità che amministriamo. Permettetemi di ringraziare gli ex Vicepresidenti Marcon e Minerva e la ex Presidente Succurro  – ha poi aggiunton – per il lavoro svolto e per il senso di vicinanza e di amicizia che ha sempre caratterizzato il loro impegno al mio fianco in UPI”.

 

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