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Maltempo e viabilità: le Province chiedono interventi d’urgenza

Ripristinare al più presto i collegamenti: comunità isolate

Prevedere interventi di straordinaria urgenza per ripristinare nel più breve tempo possibile i collegamenti interrotti, provvedendo anche con strutture temporanee in sostituzione dei ponti crollati; stanziare risorse straordinarie a favore delle Province colpite dall’emergenza, per consentire il ripristino immediato della viabilità provinciale, per far uscire le comunità dall’isolamento forzato e ripristinare la sicurezza sulla rete viaria.

Sono queste le richieste avanzate dalle Province, nell’ordine del giorno approvato oggi all’unanimità dal Comitato Direttivo UPI, a sostegno delle Province delle Regioni Abruzzo, Molise e Puglia, colpite dalla drammatica ondata di maltempo che ha provocando danni gravissimi alle infrastrutture stradali e in particolare alla rete viaria provinciale.

Tra le conseguenze più gravi, da risolvere con la massima urgenza, il crollo di ponti e il persistere di situazioni franose che hanno obbligato alla chiusura di tratti di strade provinciali isolando completamente intere frazioni.

Il Comitato Direttivo UPI, poi, nell’ordine del giorno rivolge un appello al Governo ad aprire al più presto un tavolo di confronto con Regioni, Province e Comuni per discutere delle norme sul coordinamento delle situazioni di emergenza in modo da ricostituire un quadro unitario di sistema che consenta al Paese una risposta più efficiente.

L’ordine del giorno approvato all’unanimità  EMERGENZA MALTEMPO ORDINE DEL GIORNO DIRETTIVO

Province: Conferenza delle Regioni e UPI spingono per il rafforzamento

Riaffermare la centralità del sistema delle autonomie territoriali quale pilastro essenziale della Repubblica e dare, per questo, nuova vitalità al ruolo delle Province. Sono questi gli obiettivi da cui muove il documento approvato oggi, dalla Conferenza delle Regioni e dall’Unione delle Province italiane (UPI), nel quale si auspica l’intervento del legislatore statale per ridefinire al più presto la disciplina delle Province, in modo da rafforzarne il ruolo costituzionale e valorizzarne le funzioni di governo del territorio, anche attraverso la riaffermazione del sistema di elezione diretta degli organi provinciali da parte dei cittadini.

Le Province istituzioni strategiche

Le due rappresentanze ricordano che la Provincia rappresenta un ente strategico di raccordo tra programmazione regionale ed enti locali, che garantisce servizi e coesione territoriale in tutti gli ambiti che richiedono una dimensione sovracomunale e in tutti i casi in cui è necessario avviare una pianificazione integrata di area vasta.

L’apertura alla revisione delle leggi regionali

Tra i punti qualificanti dell’accordo vi è la disponibilità delle Regioni, nella loro piena autonomia, a valutare l’opportunità di rivedere le leggi regionali di attuazione della legge 56/14 e di assegnare alle Province eventuali nuove funzioni, a partire da quelle di assistenza ai Comuni e di pianificazione strategica.

Un processo che si svolgerà attraverso un confronto strutturato sui territori e un’alleanza tra Regioni, Province e Comuni per arrivare a ricostruire sistemi regionali equilibrati delle autonomie locali in tutto il Paese.

Il documento adottatto

Documento_Conferenza delle Regioni-Unione Province d’Italia

 

Attivo su PI.CO l’Osservatorio Province: raccolta, analisi e visualizzazione dei dati strategici sull’attività delle Province

Si chiama “Osservatorio Province” il nuovo spazio dedicato alla raccolta, analisi e visualizzazione dei dati strategici relativi alle attività e ai settori di competenza delle Province italiane, attivo sulla piattaforma collaborativa PI.CO, realizzata nell’ambito del progetto dell’UPI “Le Province e il sistema dei servizi a supporto dei Comuni”, finanziato dal Programma Azione Coesione Complementare al PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020.

Dati e Analisi

In questa sezione è possibile esplorare cruscotti tematici interattivi su appalti pubblici, qualificazioni professionali, investimenti PNRR e PNC, edilizia scolastica, gestione del personale e altri ambiti chiave.

Gli obiettivi

L’obiettivo è offrire uno strumento trasparente, aggiornato e facilmente consultabile per supportare la programmazione, il monitoraggio e la valutazione delle politiche territoriali.

L’indirizzo del sito

L’Osservatorio Provinciale è raggoiungibile a questo indirizzo  Osservatorio Province – Piattaforma Collaborativa Pi.Co.

Le Province condividono i numeri: l’UPI promuove un convegno a Roma il 26 marzo

“Le Province condividono i numeri: piani strategici territoriali e sistemi statistici locali”. E’ questo il titolo del Convegno, promosso da UPI nell’ambito delle inizitive del progetto “Province & Comuni – Le Province e il sistema dei servizi a supporto dei Comuni”, finanziato dal Programma Azione Coesione Complementare al PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020.

L’evento

L’incontro, che si terrà nel Salone della Presidenza di UPI (piazza Cardelli 4, Roma) il 26 marzo dalle ore 16,3o alle 18,30,
si occuperà di tirare le fila su temi quali: la collaborazione tra gli enti nei sistemi statistici locali, le strategie di sviluppo sostenibile, con il caso delle Province Lombarde, la collaborazione tra Stato e territori a 100 anni dalla nascita dell’Istat,la collaborazione tra Università ed Enti locali per le statistiche territoriali.

Il programma

Tanti gli ospiti e i relatori, come riportato nel programma che segue Programma Convegno Statistica Province

FiberCop e UPI insieme per infrastrutture digitali sostenibili

Promuovere un modello efficiente e sostenibile per la posa della fibra ottica sulle strade provinciali, favorendo la massima diffusione del digitale nel rispetto dell’ambiente e del territorio. È questo l’obiettivo della sinergia tra UPI (Unione delle Province Italiane) e FiberCop, che ha visto il primo incontro con le Province il 12 marzo..
L’iniziativa punta a valorizzare metodologie di intervento a basso impatto ambientale, come la micro-trincea, in grado di accelerare la realizzazione delle reti in fibra ottica e di ottimizzare i benefici per cittadini e amministrazioni. Il progetto si inserisce nel percorso di collaborazione già avviato da UPI e FiberCop con la sottoscrizione del protocollo d’intesa, che rappresenta il quadro di riferimento per lo sviluppo condiviso e sostenibile delle infrastrutture digitali sui territori provinciali.

Il commento di FiberCop

“Per FiberCop realizzare la rete in fibra ottica significa sostenere lo sviluppo e l’innovazione dei territori”. afferma Angela Gargani Public Affairs Director di FiberCop “Il protocollo siglato con UPI favorisce la trasformazione digitale del Paese. La collaborazione con le Amministrazioni Locali permette opere più efficienti e sostenibili, grazie a tecniche di scavo a basso impatto ambientale che riducono tempi, costi e disagi. Le reti ad altissima capacità sostengono le tecnologie che trasformano economia e società, e il dialogo con i territori crea le condizioni per crescita e servizi migliori.”

Il commento di UPI

“Garantire l’accesso alle infrastrutture tecnologiche è strategico per i territori” dichiara il direttore di UPI Piero Antonelli “ma occorre anche garantire alle Province la riduzione al minimo dell’impatto sulle strade provinciali. UPI, grazie alla sinergia con FiberCop, si pone al fianco delle strutture provinciali, per offrire assistenza e sostegno sia dal punto di vista tecnologico che normativo, per semplificare le procedure e accelerare i tempi di realizzazione delle reti”.

PNRR: le Province in audizione alla Camera “Serve massima collaborazione per la fase finale”

Questo decreto è strategico, perché deve regolare la fase finale dell’attuazione del PNRR. Le norme che usciranno dal Parlamento devono contribuire a determinare il successo del Piano. Per questo chiediamo massima attenzione sulle questioni che in questo momento preoccupano di più le Province, che devono completare gli oltre 1.400 cantieri di edilizia scolastica aperti. Prima fra tutte, la necessità di chiarire con norma i termini di scadenza della tempistica relativa alle misure in capo alle Province riguardo alla conclusione delle opere, al collaudo delle stesse e alla rendicontazione finale. Ad oggi, i termini risultano non coerenti con quelli indicati dal Piano”. E’ questa la richiesta prioritaria avanzata dal rappresentante delle Province, Angelo Caruso, Vicepresidente di UPI, nel suo intervento in audizione alla Commissione Bilancio della Camera sul Decreto che detta ulteriori disposizioni per l’attuazione del PNRR.

“Il decreto così com’è – ha detto- concentra le misure esclusivamente a favore delle strutture centrali, ignorando le necessità degli enti locali che stanno attuando il Piano . Per questo chiediamo di prevedere anche per gli enti attuatori le stesse misure individuate per il personale dei soggetti titolari, estendendo alle Province, e agli enti locali, la possibilità di prorogare i contratti in essere e le norme finalizzate al rafforzamento della capacità amministrativa. La fase finale poi deve essere caratterizzata dalla massima collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte: occorre valorizzare il ruolo delle task force dei tavoli territoriali strategici PNRR insediati presso le prefetture, con il supporto della Ragioneria Generale dello Stato, per la redazione corretta delle rendicontazioni finali, in modo da risolvere le possibili criticità, accelerando le procedure”.

“ Restano poi da risolvere due questioni essenziali – ha detto il Vicepresidente UPI. “Da una parte, il decreto deve assicurare la prosecuzione delle opere che dovessero superare la scadenza del 2026 per cause non imputabili agli enti, con norme che garantiscano la possibilità di concludere i cantieri, a fronte del raggiungimento del target della Missione cui si riferiscono .
Dall’altra, chiediamo di prevedere la copertura degli extracosti rendicontabili sostenuti dalle Province per i progetti PNRR completati, in collaudo o in esecuzione. Si tratta di almeno il 20% in più del totale dell’importo delle opere che le Province hanno dovuto coprire con risorse proprie per portare a termine i cantieri, per una cifra totale per le 86 Province che ammonta a circa 150 milioni. Questo Decreto-Legge, presumibilmente tra gli ultimi strumenti normativi utili a tale scopo, deve introdurre misure utili ad assicurare alle Province la copertura di queste spese”.

La documentazione

Ecco il documento consegnato alla Commissione  Nota audizione UPI DL PNRR 19 26 AC2807

Pubblichiamo inoltre di seguito la lettera inviata negli scorsi giorni riguardo all’applicazione delle disposizioni DL PNRR n. 19 del 2026 nelle Province. Nota UPI DL-PNRR_2marzo2026

Le Province fulcro dei territori. Da Livorno l’appello alla riforma

La Provincia di Livorno compie 100 anni ma l’obiettivo è rivolto al futuro e alla necessità di riequilibrare un riassetto istituzionale in cui le Province siano gli enti di riferimento per la pianificazione strategica del territorio.

“A oltre 10 anni dalle leggi che hanno ridotto in maniera determinante il ruolo delle Province, possiamo constatare con amarezza che i costi sui territori sono stati di gran lunga maggiori rispetto ai risparmi sulla spesa che erano il vero obiettivo della riforma. Costi che non sono stati solo economici, ma che hanno creato disuguaglianze profonde e questo è il vero elemento su cui è necessario richiamare l’attenzione”.

Così la presidente della Provincia, Sandra Scarpellini, ha aperto i lavori del convegno “Futuri possibili: la Provincia che sarà”, che si è svolto oggi,  martedi 3 marzo, a Palazzo Granducale.

La presidente ha, quindi,  evidenziato l’importanza di garantire il necessario legame tra gli enti periferici e quelli centrali: “In un mondo in cui le economie di scala mondiale determinato tutto nell’agire quotidiano, inevitabilmente le comunità più piccole sono destinate a rimanere indietro. La recente riclassificazione dei comuni montani da parte dello Stato inciderà profondamente nella vita di tanti piccoli comuni, sono oltre 30 quelli che hanno perso questa caratteristica, alcuni anche nel nostro territorio. Comuni che perderanno scuole, ambulatori, presidi di vario tipo e, senza una Provincia veramente autorevole, con un presidente eletto dai cittadini, perderanno la rappresentanza del territorio e la possibilità di avere chi porta le istanze collettive ai vari tavoli di confronto a livello regionale e nazionale. Per questo, in attesa della ripresa di un dibattito parlamentare sulla riforma delle Province, con Upi Toscana e Upi nazionale, chiederemo alla  Regione di avviare un esame dei risultati della legge 22, per capire quanto la scelta di gestire direttamente funzioni come quelle riguardanti l’ambiente, l’agricoltura e altro, un tempo gestite dalle Province, abbia effettivamente colto le esigenze delle comunità, delle aziende e dei territori”.

Il convegno ha preso le mosse dalla celebrazione dei 100 anni dal regio decreto, che il 15 novembre 1925 restituì alla Provincia la conformazione territoriale che oggi conosciamo, per approfondire i temi legati  al presente, in cui le Province operano  con difficoltà tra carenza di risorse e richieste pressanti da parte delle comunità locali.

A confrontarsi con la presidente  Sandra Scarpellini sui cambiamenti necessari a restituire un ruolo certo alle Province sono stati Francesco Limatola, presidente di UPI Toscana, Claudio Frontera e Alessandro Franchi, già presidenti della Provincia di Livorno nelle stagioni amministrative prima e post riforma Delrio,  Piero Antonelli direttore generale dell’Unione delle Province Italiane Nicola Pignatelli, ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Bari e Maria Castallo, segretaria generale della Provincia di Livorno, con la moderazione del direttore de Il Tirreno, Cristiano Marcacci.

Frontera ha toccato subito i tasti più dolenti della legge 56/2014:  “Una riforma non meditata, costruita su basi precarie e proprio per questo da abrogare” per riparare alle profonde “ricadute negative che sono la causa primaria di  ritardi nei servizi ai cittadini e all’economia”.

Dello stesso avviso Alessandro Franchi, primo sindaco presidente della Provincia dopo la riforma: “Abbiamo dovuto gestire un passaggio drammatico, in cui il bilancio dell’Ente era di pura sopravvivenza”. Da allora la legge Delrio, concepita come una legge-ponte per traghettare le Province verso la successiva riforma della Costituzione, bocciata poi in sede referendaria, ha congelato le Province in un limbo da cui ancora non si riesce ad uscire.

“E’ necessario l’intervento del legislatore nazionale per introdurre le imprescindibili modifiche alla legge Delrio – ha aggiunto Franchi – e anche in Toscana dobbiamo correggere l’eccessivo accentramento di funzioni, che la Regione apportò con la legge 22/2015, aprendo un confronto con Anci, Upi e i soggetti economici e sociali, per restituire la giusta rappresentanza ai territori”.

Il punto sulle Province toscane lo ha fatto il presidente di Upi Toscana, Francesco Limatola, presidente della Provincia di Grosseto, evidenziando come questi enti abbiano continuato a rappresentare, ove possibile, quel ruolo di ente intermedio  di coordinamento e garanzia dell’equilibrio territoriale. “Per questo concordiamo sulla necessità di un tavolo dove discutere l’adeguato ripristino dei livelli istituzionali di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione che sono a fondamento delle funzioni amministrative”.

Limatola ha, poi, indicato le tre principali attività su cui le Province toscane possono svolgere un ruolo determinante in un nuovo ipotetico riassetto: in primo luogo la pianificazione strategica territoriale, oggi demandata alla sola Città Metropolitana di Firenze, in cui poter tracciare le linee generali di sviluppo, a partire dalle infrastrutture e dall’economia; gli Uffici Europa, per  le politiche di coesione  e l’accesso e utilizzo dei fondi strutturali; il supporto ai piccoli comuni attraverso lo sportello per le attività produttive, le stazioni uniche appaltanti, la semplificazione amministrativa.

Sui temi prettamente legati alle modifiche legislative sono intervenuti Piero Antonelli, e Nicola Pignatelli, che hanno indicato la via delle riforme a livello regionale, cui peraltro l’Upi sta lavorando da tempo con i presidenti delle Province, come quelle più realisticamente percorribili.

“Occorre correggere le attuali sperequazioni nelle legislazioni regionali – ha sostenuto Antonelli – per riequilibrare le funzioni e valorizzare il decentramento amministrativo”, mentre Pignatelli, ribadendo “l’inadeguatezza di un modello di ente di secondo livello, troppo verticistico e poco rispondente ai bisogni del territorio”, ha sottolineato la necessità di una ricognizione degli ambiti di rilevanza socio economica che si sono sovrapposti alle funzioni provinciali.

A tirare le fila del dibattito è stato il presidente della Regione, Eugenio Giani, il quale ha annunciato la disponibilità all’apertura di un tavolo di confronto “animato da pragmatismo” in cui affrontare il tema del miglioramento del rapporto tra enti che hanno funzioni diverse, con l’obiettivo di garantire un equilibrio territoriale e in cui le Province possono esercitare un ruolo di coordinamento, in particolare per le politiche legate ai fondi europei, allo sviluppo e alla coesione.

Comitato Direttivo UPI: nominati i nuovi Vicepresidenti

E’  Flavio Pasini, Presidente della Provincia di Verona, ad  assumere l’incarico di Vicepresidente Vicario UPI, mentre Emanuele Ramella Pralungo, Presidente della Provincia di Biella, assume l’incarico di Vicepresidente.

A sancire le nomine è stato il Presidente di UPI, nella riunione del Comitato Direttivo di oggi, nella quale i due Presidenti sono stati chiamati a  sostituire i due uscenti, Marcon e Minerva, che hanno ottenuto successi straordinari nelle elezioni regionali e che quindi hanno lasciato i loro incarichi di Presidenti di Provincia.

Insieme a loro, entra in Direttivo Pierangelo Olivieri, Presidente della Provincia di Savona, che sostituisce la ex Presidente Succurro, anche lei eletta in consiglio regionale.

“A voi – ha detto il Presidente dell’UPI Pasquale Gandolfi – va tutta la mia stima e la mia riconoscenza per avere accolto questo incarico. Sono certo che potrò sempre contare sul vostro impegno e sulla vostra collaborazione per guidare questa associazione, nel rispetto di tutte le identità che rappresentiamo e con l’unico obiettivo di sostenere le Province e le comunità che amministriamo. Permettetemi di ringraziare gli ex Vicepresidenti Marcon e Minerva e la ex Presidente Succurro  – ha poi aggiunton – per il lavoro svolto e per il senso di vicinanza e di amicizia che ha sempre caratterizzato il loro impegno al mio fianco in UPI”.

 

Pasini nuovo Vicepresidente dell’Unione delle Province d’Italia

Il Presidente della Provincia di Verona, Flavio Pasini, è il nuovo Vicepresidente vicario dell’Unione delle Province d’Italia.

La nomina, da parte del Presidente dell’Upi, Pasquale Gandolfi, è stata formalizzata a Roma nella riunione di oggi, martedì 24 febbraio, del Comitato Direttivo, l’organo di indirizzo politico e programmatico dell’Unione di cui fa parte, da gennaio 2025, anche il Presidente scaligero.

Pasini – che sostituisce il trevigiano Stefano Marcon – coadiuverà il Presidente e, in caso di assenza o impedimento di quest’ultimo, ne eserciterà le funzioni.

“Ringrazio il Presidente Gandolfi, il Comitato Direttivo dell’Upi e i colleghi delle Province italiane per la fiducia e il ruolo assegnatomi – ha affermato Pasini –. Ruolo che eserciterò con orgoglio e impegno. Verona e il Veneto sono da sempre in prima linea, accanto a Upi nazionale, per un riordino delle Province che riattribuisca loro dignità istituzionale e, soprattutto, risorse atte a garantire servizi e opere fondamentali per i nostri Comuni, i cittadini e le aziende. Le Province sono ‘cerniere’ del principio di sussidiarietà sancito dalla Costituzione, principio tutt’altro che astratto perché è quello che garantisce ai territori, e dunque a chi ci vive e vi opera, di compiere scelte autonome e legittime nell’interesse delle rispettive comunità. Quanto meglio funzionano queste cerniere, tanto più si riduce la distanza tra Stato e cittadini. Sosterrò il Presidente Gandolfi e il Comitato in ogni azione e sede opportuna affinché le Province siano messe nelle condizioni di amministrare in modo efficiente i propri territori”.

“Tutta la mia stima e la mia riconoscenza al Presidente Pasini per aver accolto questo incarico – aggiunge il Presidente Gandolfi –. Sono certo che potrò sempre contare sul suo impegno e sulla sua collaborazione per guidare questa associazione, nel rispetto delle identità che rappresentiamo e con l’unico obiettivo di sostenere le Province e le comunità che amministriamo”.

Il coordinatore delle Province della Sicilia al Direttivo UPI

Pubblichiamo la dichiarazione del coordinatore regionale dei Presidenti dei Liberi Consorzi siciliani e Presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani Salvatore Quinci,  sulla riunione del comitato direttivo nazionale dell’UPI e sul caso Sicilia

Ho aperto il caso Sicilia durante i lavori del comitato direttivo nazionale dell’UPI che si è svolto ieri a Roma. Vi ho partecipato, per la prima volta, come coordinatore regionale dei Presidenti dei Liberi Consorzi Comunali dell’Isola. La disparità di trattamento, di profilo istituzionale e di capacità d’azione è emersa, con forza, nel confronto con le altre Province italiane, che hanno un ruolo ben definito e strumenti operativi di qualità fin dall’approvazione della legge Delrio. L’UPI nazionale è pronta a sostenere la nostra battaglia per una netta inversione di tendenza nella nostra Regione. La politica siciliana ha finora mostrato una pesante indifferenza nei confronti del Liberi Consorzi Comunali. Non è mai riuscita a riconoscerne, nei fatti, la funzione e l’importanza di Ente di Area Vasta, con un fondamentale ruolo di mediazione e di coordinamento delle amministrazioni locali. Ho sempre considerato i Liberi Consorzi la Casa dei Comuni, ma una casa per essere sicura deve avere fondamenta solide. Sono sempre più necessarie ed urgenti alcune modifiche alla Legge 15 del 2015 per ridefinire l’assetto istituzionale degli Enti di Area Vasta siciliani e per consentire una piena operatività nella loro azione amministrativa.

Il Presidente della Regione, on.Renato Schifani, ed i deputati dell’ARS devono assumersi la responsabilità di costruire, con il nostro contributo, una nuova architettura istituzionale dei Liberi Consorzi. Tanti anni di commissariamento – circa 14 -, interrotti esclusivamente dalla forza di tre pronunciamenti della Corte Costituzionale, rischiano di trasformarsi in un falso alibi. Ci sono tutte le condizioni per aprire una nuova fase. Va anche sottolineato che lo Statuto speciale della nostra Regione non può essere utilizzato come uno scudo per esimersi dall’impegno di mettere a sistema forme di reale cambiamento che chiediamo, inascoltati, ormai da tempo e che è invece consolidato e legittimato nel resto d’Italia.

Lo Statuto non può essere utilizzato in maniera discrezionale ma deve avere l’obiettivo di produrre agibilità istituzionale, politica ed amministrativa nei Liberi Consorzi. Presto, per consolidare la sintonia e la sinergia con tutte le componenti e realtà dell’UPI organizzeremo un evento in Sicilia alla presenza del direttivo nazionale.

Pronti ad un confronto con il Presidente Schifani ed il Parlamento regionale. Il supporto ed il pieno appoggio manifestato dal comitato direttivo nei nostri confronti e alle nostre ragioni è incoraggiante e sottolinea lo spirito unitario dell’UPI.

Al via il nuovo programma UPI per le Politiche giovanili

 Azioni di prevenzione del disagio e di supporto psicologico, apertura di sportelli di ascolto e laboratori di educazione socioaffettiva, promozione del protagonismo giovanile: sono questi i tratti caratteristici dei trenta progetti delle Province che hanno vinto il bando “ProvincexGiovani” promosso da UPI e finanziato per oltre 3 milioni dal Fondo per le Politiche Giovanili del Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio Civile universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il programma – che prende da oggi formalmente il via e che impegnerà tutto il 2026  e parte del 2027 –  diretto ai giovani tra i 14 e i 35 anni, si attuerà nelle Province attraverso progetti mirati a prevenire e contrastare il disagio giovanile, promuovere il benessere psicosociale dei giovani, potenziare le capacità di gestione emotiva e comunicazione, sviluppare percorsi di educazione socioaffettiva che supportino i giovani nello sviluppo di consapevolezza emotiva, empatia e abilità relazionali efficaci. L’obiettivo è di coinvolgere almeno 5.000 giovani in tutta Italia, con una particolare attenzione alle aree caratterizzate da fragilità socioeconomica, alto tasso di NEET e fenomeni di spopolamento.

Il commento del Presidente di UPI Pasquale Gandolfi

“Se non dovessero bastare le analisi degli istituti di ricerca – spiega il Presidente di UPI Pasquale Gandolfi – è la cronaca di tutti i giorni a raccontarci di un forte incremento della diffusione di disturbi psicologi tra i giovani dai 14 ai 35 anni: dall’ansia, alla depressione, dalle dipendenze, comprese quelle cosiddette digitali ai disturbi alimentari, dai disturbi del sonno alla fobia scolastica, fino al ritiro sociale. Questa situazione deve far sentire tutte le istituzioni chiamate in prima linea a mettere al centro dell’azione politica e amministrativa il benessere socio emotivo dei giovani. Per questo come UPI abbiamo deciso di indirizzare tutta la programmazione triennale degli interventi diretti agli adolescenti e ai giovani finanziati grazie al Fondo Politiche Giovanili, alla realizzazione di progetti e azioni mirati alla promozione del benessere psico-fisico e del protagonismo giovanile, soprattutto nelle aree svantaggiate del Paese. Le Province – conclude Gandolfi – agiranno da capofila di una azione integrata che vedrà insieme istituzioni, scuole, università, centri di ricerca, associazioni del terzo settore e dello sport operando in piena sinergia con le iniziative nazionali del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale”.

Il sito del programma

Il programma ha un sito dedicato, nel quale sarà possibile seguire l’attuazione dei progetti delle Province, le iniziative in atto e tutte le attività.

Restate aggiornati con  www.provincexgiovani.it

Politiche giovanili: le Province in campo per l’inclusione. La salute mentale dei giovani al centro del nuovo programma

GameUPI2.0 I numeri del successo

Oltre 116 mila ragazze e ragazzi coinvolti in più di 1600 iniziative con scuole, università, associazioni del terzo settore e sportive: giornate di orientamento, laboratori didattici e manifestazioni sportive. eventi sportivi. Sono i numeri del successo del programma GameUPI2.0, promosso da UPI grazie ai fondi assegnati dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, con l’obiettivo di promuovere interventi per la la promozione dello Sport per favorire corretti stili di vita e per l’orientamento e il ri – orientamento professionale. A raccontare il successo dell’esperienza sono stati proprio i ragazzi e le ragazze che sono intervenuti a Roma, nell’evento conclusivo dell’iniziativa organizzato da UPI e che ha coinvolto oltre trecento giovani dai 14 ai 35 anni.

Il messaggio della Senatrice Liliana Segre

La giornata si è aperta con la celebrazione del Giorno della Memoria, con la lettura di un messaggio di saluto della Senatrice Liliana Segre: “Ricordare l’orrore della Shoah mai deve divenire un fatto routinario di rievocazione di eventi e testimonianze, ma sempre pieno coinvolgimento di singoli gruppi, società e istituzioni locali e nazionali, soprattutto ragazze e ragazzi, in un percorso che è di conoscenza, ma anche di crescita umana e civile. Bene venga dunque un progetto come quello promosso da istituzioni locali di raccordo e crescita comune come le Province, in sintonia con lo spirito della Giornata della memoria” .

Scarica qui il messaggio completo messaggio Senatrice Liliana Segre

Il commento del Presidente di UPI Pasquale Gandolfi

“Grazie alla collaborazione che ha caratterizzato e caratterizza il rapporto con il Dipartimento per le Politiche giovanili, l’UPI e le Province potranno continuare anche nei prossimi anni in questo impegno – ha detto il Presidente di UPI Pasquale Gandolfi. “Nei giorni scorsi – ha annunciato – è stata pubblicata la graduatoria delle Province che hanno vinto il nuovo bando per il programma del prossimo anno – “ProvinceXGiovani – che si muove in stretto raccordo tra UPI e Dipartimentodelle politiche giovanili e mira a realizzazione di progetti e azioni mirati alla promozione del benessere psico-fisico e del protagonismo giovanile, soprattutto nelle aree svantaggiate del Paese. Il programma rappresenta un’opportunità concreta per favorire la crescita personale e il protagonismo dei giovani nella società, operando in piena sinergia con le iniziative nazionali del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale. Sono certo – ha concluso Gandolfi- che anche questa volta dimostreremo la grande capacità delle Province di attuare sui territori azioni e interventi in grado di incidere direttamente, in maniera positiva, sul benessere dei cittadini”.

 

Guarda il video con la diretta dell’Evento: Parte prima  Parte seconda

Guarda il video  finale del programma GameUPI2.0

Le foto della giornata Game UPI 2025 by UPI

 

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