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Rete Mille Infrastrutture e UPI siglano un protocollo: insieme per monitorare i ponti

Rete 1000 Infrastrutture e UPI, Unione delle Province d’Italia, hanno siglato un protocollo di intesa, volto ad abilitare un dialogo continuo e strutturato che permetta di accrescere le reciproche conoscenze e competenze in materia di monitoraggio delle infrastrutture viarie dei territori, nell’interesse del sistema Paese.

In linea con gli obiettivi del PNRR in materie di infrastrutture, Rete e UPI instaureranno infatti un rapporto che consentirà alle Province di comprendere e contestualizzare il perimetro delle tecnologie applicabili all’attività di classificazione e gestione del rischio delle opere viarie. Le infrastrutture – ponti, viadotti, cavalcavia, gallerie e opere similari – di competenza delle settantasei Province italiane potranno beneficiare di soluzioni tecniche innovative e standardizzate su scala nazionale, a supporto del loro monitoraggio.

Nella definizione del protocollo sono contenute le azioni congiunte che Rete e UPI potranno attuare in maniera sinergica. Identificare i gap tecnologici, condividere le soluzioni sistemistiche con omogeneizzazione delle progettualità delle diverse Province e definire un piano temporale degli interventi che risponda a requisiti di breve, medio e lungo termine, sono le tappe che rappresentano la road map dell’intesa.

Il Protocollo prevede l’istituzione di un Comitato con l’obiettivo di identificare linee guida e modalità operative oggetto della collaborazione promuovendone gli ambiti verso le Province, e di monitorare e coordinare le diverse iniziative in atto, identificando eventuali attività di sperimentazione e progetti pilota.

Le distintive competenze della Rete, che permettono la realizzazione – mediante tecniche innovative multisensoriali, di intelligenza artificiale e satellitari – di una piattaforma in grado di permettere il monitoraggio continuo, statico e dinamico dei parametri che assicurano stabilità e sicurezza di ponti e gallerie delle vie di comunicazione vengono poste al servizio di UPI per stimolare e promuovere lo sviluppo del territorio del Paese.

Alluvione Marche, il Presidente Paolini chiede lo stato di calamità

“La situazione è tragica, chiediamo lo stato di calamità”.

Lo ha detto a Cantiano il presidente Giuseppe Paolini, sul posto dopo l’alluvione che ha messo in ginocchio i territori del Catria, nella provincia di Pesaro e Urbino. «Ieri mi è subito tornato alla mente la nevicata del 2012 e l’isolamento dei piccoli Comuni colpiti da quel terremoto bianco. Ma rispetto a tutto questo è niente. Basta guardarsi attorno». Il presidente della Provincia, che ha espresso la vicinanza a tutti i sindaci del territorio del Catria, in queste ore è in stretto contatto con il presidente delle Province italiane Michele De Pascale: «Ci ha trasmesso la solidarietà delle Province italiane e il sostegno ai nostri territori flagellati dall’alluvione. In due ore è caduta una quantità d’acqua devastante. I piccoli Comuni dell’entroterra non possono essere lasciati soli dallo Stato. Servono risorse e come Provincia rappresenteremo questa posizione, anche attraverso l’Upi», ha evidenziato Paolini in piazza, tra i cantaniesi al lavoro: «Gli abitanti del territorio del Catria sono forti e ce la stanno mettendo già tutta per ripartire. Faremo tutto quello che è possibile fare per loro». Mezzi della Provincia al lavoro insieme a quelli privati sulle strade al momento chiuse: Cantiano-Chiaserna, Serra Sant’Abbondio-Eremo Fonte Avellana, Acquaviva-Monte Catria, Serra Sant’Abbondio-Pergola.

 

 

Il Presidente della Repubblica visita la Provincia di Ravenna per il Centenario dell’assalto squadrista alla sede della Federazione delle Cooperative

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato l’ospite d’onore alla cerimonia per il Centenario dell’assalto squadrista alla sede della Federazione delle Cooperative della Provincia di Ravenna,  promosso dal Comune e dalla Provincia di Ravenna in collaborazione con Legacoop, Legacoop Romagna, Federazione delle cooperative e l’intero movimento cooperativo di Legacoop.

L’evento dal titolo ‘Estate 1922: attentato fascista alla libertà centenario dell’assalto squadrista alla sede della Federazione delle Cooperative della Provincia di Ravenna’ ripercorre i fatti accaduti nello notte tra il 27 e il 28 luglio del 1922 quando il Palazzo della Provincia, allora sede della Federazione delle Cooperative, fu incendiato dalle squadre fasciste guidate da Italo Balbo e Dino Grandi.

Nell’occasione il Presidente Mattarella è stato accompagnato dal Presidente della Provincia e Sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, in visita al Palazzo che dal dopoguerra è stato destinato a sede della Provincia di Ravenna.

Lo scorso hanno il Consiglio provinciale di Ravenna ha approvato l’istanza rivolta al Presidente della Repubblica e al Ministero della Difesa per valutare la possibilità di assegnare la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Provincia di Ravenna.

Attualmente la Provincia di Ravenna è insignita della Medaglia d’Argento al Valore Civilie.

La richiesta è stata presentata a seguito di un approfondimento storico realizzato dall’Istituto Storico della Resistenza, in virtù del ruolo che il territorio dell’intera provincia di Ravenna ha avuto nei più aspri e prolungati combattimenti di tutta la fase finale della Campagna d’Italia tra l’estate 1944 e la primavera 1945. Si trattò di una delle più grandi operazioni mai condotta in Italia da partigiani ben organizzati e di varia ispirazione politica, guidati da Arrigo Boldrini (Bulow), con alle spalle il Comitato di Liberazione Nazionale presieduto da Benigno Zaccagnini. La stretta collaborazione fra Alleati e partigiani assicurò la capacità di resistere all’invasore e di salvaguardare il grande patrimonio artistico bizantino del centro storico ravennate.

 

Il Presidente della Repubblica visita la Provincia di Ravenna per il Centenario dell’assalto squadrista alla sede della Federazione delle Cooperative

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato l’ospite d’onore alla cerimonia per il Centenario dell’assalto squadrista alla sede della Federazione delle Cooperative della Provincia di Ravenna,  promosso dal Comune e dalla Provincia di Ravenna in collaborazione con Legacoop, Legacoop Romagna, Federazione delle cooperative e l’intero movimento cooperativo di Legacoop.

L’evento dal titolo ‘Estate 1922: attentato fascista alla libertà centenario dell’assalto squadrista alla sede della Federazione delle Cooperative della Provincia di Ravenna’ ripercorre i fatti accaduti nello notte tra il 27 e il 28 luglio del 1922 quando il Palazzo della Provincia, allora sede della Federazione delle Cooperative, fu incendiato dalle squadre fasciste guidate da Italo Balbo e Dino Grandi.

Nell’occasione il Presidente Mattarella è stato accompagnato dal Presidente della Provincia e Sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, in visita al Palazzo che dal dopoguerra è stato destinato a sede della Provincia di Ravenna.

Lo scorso hanno il Consiglio provinciale di Ravenna ha approvato l’istanza rivolta al Presidente della Repubblica e al Ministero della Difesa per valutare la possibilità di assegnare la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Provincia di Ravenna.

Attualmente la Provincia di Ravenna è insignita della Medaglia d’Argento al Valore Civilie.

La richiesta è stata presentata a seguito di un approfondimento storico realizzato dall’Istituto Storico della Resistenza, in virtù del ruolo che il territorio dell’intera provincia di Ravenna ha avuto nei più aspri e prolungati combattimenti di tutta la fase finale della Campagna d’Italia tra l’estate 1944 e la primavera 1945. Si trattò di una delle più grandi operazioni mai condotta in Italia da partigiani ben organizzati e di varia ispirazione politica, guidati da Arrigo Boldrini (Bulow), con alle spalle il Comitato di Liberazione Nazionale presieduto da Benigno Zaccagnini. La stretta collaborazione fra Alleati e partigiani assicurò la capacità di resistere all’invasore e di salvaguardare il grande patrimonio artistico bizantino del centro storico ravennate.

 

Governo, de Pascale UPI “ territori al centro della piattaforma dei partiti”

“Il Governo Draghi è stato molto attento ai territori, che sono stati posti dal Presidente del Consiglio al centro del PNRR. Con i Ministri che hanno avuto responsabilità sui temi delle Province, da Gelmini a Giovannini a Lamorgese, da Franco a Brunetta, da Carfagna a Bianchi, c’è stata collaborazione, condivisione e rispetto. Se come sembra ci saranno elezioni a brevissimo, chiediamo ai partiti politici di avviare un confronto immediato, perché nelle piattaforme elettorali siano evidenti i temi che riguardano direttamente i territori, e le Province in particolare per quanto ci attiene”.

Lo dichiara il Presidente dell’UPI Michele de Pascale, che sottolinea come “ Ci sono questioni urgenti che devono essere considerate priorità, dalla revisione della riforma del TUEL al sostegno economico a Province e Comuni che rischiano di non poter garantire servizi e investimenti a causa del crollo delle entrate e dell’aumento dei costi di energia e materiali. Occorre non interrompere il percorso di attuazione del PNRR, proprio ora che si sta avvicinando la fase di messa a terra delle opere. Serve dare piena attuazione ai principi autonomistici. Noi come UPI abbiamo una piattaforma di proposte: ci aspettiamo che chi si candida a guidare il Paese consideri Regioni. Province e Comuni come alleati istituzionali con cui definire l’agenda politica dei territori e delle comunità”

#MissioneItalia Scajola: Comuni e Province hanno bisogno della riforma del TUEL

“Sappiamo, dai tempi dei Romani, che il progresso passa attraverso la costruzione e il mantenimento di vie di comunicazione perché, con esse, si crea economia e si mantengono i territori. La rete viaria nel nostro Paese è di 167mila chilometri; di questi, 137mila sono rappresentati da strade provinciali. Ben vengano l’alta velocità, le reti autostradali e le bretelle di collegamento, ma se non prestiamo attenzione verso il nostro territorio ne condanniamo molti tratti all’isolamento e alla decadenza”. Così il presidente della Provincia di Imperia Claudio Scajola sul palco di “Missione Italia 2021-2026”, la due giorni di Anci, Upi e Ifel sul PNRR alla Nuvola di Roma.

Scajola è intervenuto, anche in veste di Sindaco di Imperia e vicepresidente nazionale Anci, sui progetti strategici delle Province e sugli assi viari che fanno crescere i territori, nell’ambito della sessione di lavori sulle misure per la mobilità dei Comuni e delle Città metropolitane, introdotta dal ministro delle Infrastrutture e mobilità sostenibili Enrico Giovannini.

“La pandemia ci ha insegnato che c’è un desiderio di ritornare sui territori, ma dobbiamo essere pronti a investire perché questi territori siano raggiungibili – ha proseguito Scajola – Il Governo ha elargito stanziamenti straordinari per mettere in sicurezza ponti e strade, ma nasce il problema della manutenzione, per cui bisogna andare a vedere nei bilanci ordinari stanziamenti per il mantenimento delle strade provinciali. Per fare questo, però, bisogna individuare bene le competenze”.

Scajola si è dunque soffermato sulla riforma del Tuel, Testo unico degli enti locali, necessaria ma al palo da quasi un anno: “Ci troviamo di fronte a una situazione incomprensibile: il ministro dell’Interno ha fatto una proposta, ferma da quasi un anno, ma i Comuni hanno bisogno di queste modifiche legislative, la riforma è impellente, anche perché si dovrà aprire un grande dibattito sulla necessità di riequilibrare le competenze fra Comuni, Province e Regioni, così come è stato fatto in Francia, dove è stata effettuata una modifica sostanziale, e anche per evitare quello che sta succedendo troppo spesso, e cioè che le Regioni facciano gestione invece che programmazione e indirizzo, lasciando le Province a metà, che non si sa cosa sono, creando un grave squilibrio sul ‘chi fa cosa’. Ho posto la questione perché sia da stimolo al dibattito che ci deve essere tra le forze politiche”, ha concluso Scajola.

Missione Italia, de Pascale UPI: “Il PNRR strumento per ridurre le diseguaglianze”

“Quando guardiamo all’attuazione del PNRR dobbiamo provare ad immaginare come sarà l’Italia del 2026. Quali nuove opere avremo realizzato, quali criticità avremo risolto, come sarà la Pubblica Amministrazione, che livello di mobilità saremo in grado di offrire a cittadini e imprese. Se il PNRR andrà a consolidare la crescita e lo sviluppo delle aree già forti, se non ridurrà le diseguaglianze, allora avremo fallito”.
Lo ha detto il Presidente dell’UPI Michele de Pascale nel suo intervento all’apertura dei lavori di Missione Italia, l’evento che ANCI ha promosso in collaborazione con IFEL e UPI sul PNRR dei Comuni e delle Città.
“Il PNRR – ha detto – dovrà aiutarci a costruire un Paese più equilibrato, dove le differenze tra territori sono ridotte fino a scomparire, che consenta, ovunque si viva, di avere accesso alle stesse opportunità, che garantisca la stessa qualità della vita e che richiuda divari e frammentazioni che non sono solo tra Nord e Sud ma anche tra i centri maggiori e le zone periferiche, tra chi abita nelle aree interne, nelle isole, nelle montagne e chi vive nelle grandi città”.
“Alle Province spetta il compito di rendere sicuri, moderni ed ecologici gli edifici delle scuole superiori: con i due Piani di investimenti uno da 855 milioni e uno da 1 miliardo 125 milioni, potremo realizzare 1.500 interventi in altrettante scuole superiori e con 291 milioni potremo costruire 27 nuove scuole.
Certo, non possiamo non evidenziare l’impatto pesante della crisi internazionale, con gli aumenti vertiginosi dei costi dell’energia e dei prezzi delle materie prime. Il Governo ha dato alcune risposte sia nel cosiddetto “Decreto Aiuti” sia nel Decreto PNRR tre, ma la crisi non accenna a chiudersi, e gli interventi devono proseguire. Il Piano Nazionale di ripresa e resilienza – ha concluso de Pascale – è una straordinaria opportunità. A noi tutti spetta il compito di far sì che i suoi effetti non terminino nel 2026, ma anzi, che ci aiuti a partire proprio da lì”.

L’UPI entra a far parte della Confederazione Europea dei Poteri Locali Intermedi

L’Unione delle Province d’Italia è entrata a far parte della Confederazione Europea dei Poteri Locali Intermedi – CEPLI, la maggior associazione che raccoglie e rappresenta le Province di tutta Europea, nel corso dell’Assemblea di CEPLI in programma a Cracovia, nella quale si è discusso del ruolo e della strategicità dei poteri locali per costruire la resilienza dei territori secondo i principi dello sviluppo sostenibile.

 

“Come nuovi membri di CEPLI – dichiara Luca Menesini, responsabile UPI per le relazioni con l’Europa e del membro del Comitato delle Regioni – abbiamo sottoscritto un ordine del giorno nel quale insieme ai rappresentanti delle altre Province europee abbiamo chiesto all’UE e ai Governi nazionali supporto politico e finanziario per promuovere lo sviluppo locale, anche destinando fondi diretti alle Province per le loro aree di competenza”.

 

Nel documento, sottoscritto da tutti i membri della Confederazione, si chiede all’UE di ribadire che le Province sono istituzioni indispensabili per garantire i servizi essenziali di città e territori e per rinforzarne la resilienza; per questo si chiede all’UE di sostenere il rafforzamento delle Province in tutti gli stati membri perché la debolezza di queste istituzioni rende deboli i cittadini, le comunità e i territori.

 

“Con i colleghi della Polonia, della Francia, della Germania, del Belgio, della Romania, della Spagna – sottolinea Menesini – abbiamo voluto in questo appello sottolineare il ruolo delle Province nel coordinare lo sviluppo economico e sociale chiedendo che ne sia riconosciuta la strategicità quali istituzioni necessarie per combattere le disuguaglianze territoriali e assicurare stessi diritti alle comunità lontane dalle grandi aree urbane. È indubbio quanto le Province abbiano assunto compiti essenziali nella gestione delle crisi, prima quella sanitaria dovuta al Covid19 e oggi quella umanitaria conseguente all’invasione Russa in Ucraina: a nome delle Province italiane – conclude Menesini – ho espresso pieno sostegno ai colleghi della Polonia e della Romania, che in questo momento drammatico stanno più di tutti sostenendo l’accoglienza dei rifugiati”

L’UPI entra a far parte della Confederazione Europea dei Poteri Locali Intermedi

L’Unione delle Province d’Italia è entrata a far parte della Confederazione Europea dei Poteri Locali Intermedi – CEPLI, la maggior associazione che raccoglie e rappresenta le Province di tutta Europea, nel corso dell’Assemblea di CEPLI in programma a Cracovia, nella quale si è discusso del ruolo e della strategicità dei poteri locali per costruire la resilienza dei territori secondo i principi dello sviluppo sostenibile.

 

“Come nuovi membri di CEPLI – dichiara Luca Menesini, responsabile UPI per le relazioni con l’Europa e del membro del Comitato delle Regioni – abbiamo sottoscritto un ordine del giorno nel quale insieme ai rappresentanti delle altre Province europee abbiamo chiesto all’UE e ai Governi nazionali supporto politico e finanziario per promuovere lo sviluppo locale, anche destinando fondi diretti alle Province per le loro aree di competenza”.

 

Nel documento, sottoscritto da tutti i membri della Confederazione, si chiede all’UE di ribadire che le Province sono istituzioni indispensabili per garantire i servizi essenziali di città e territori e per rinforzarne la resilienza; per questo si chiede all’UE di sostenere il rafforzamento delle Province in tutti gli stati membri perché la debolezza di queste istituzioni rende deboli i cittadini, le comunità e i territori.

 

“Con i colleghi della Polonia, della Francia, della Germania, del Belgio, della Romania, della Spagna – sottolinea Menesini – abbiamo voluto in questo appello sottolineare il ruolo delle Province nel coordinare lo sviluppo economico e sociale chiedendo che ne sia riconosciuta la strategicità quali istituzioni necessarie per combattere le disuguaglianze territoriali e assicurare stessi diritti alle comunità lontane dalle grandi aree urbane. È indubbio quanto le Province abbiano assunto compiti essenziali nella gestione delle crisi, prima quella sanitaria dovuta al Covid19 e oggi quella umanitaria conseguente all’invasione Russa in Ucraina: a nome delle Province italiane – conclude Menesini – ho espresso pieno sostegno ai colleghi della Polonia e della Romania, che in questo momento drammatico stanno più di tutti sostenendo l’accoglienza dei rifugiati”

Il 27 maggio a Perugia le Province si confrontano su riforme e nuovi modelli

“Le nuove Province: la sfida” : è questo il titolo del convegno che si terrà il prossimo venerdì 27 maggio a Perugia, presso Sala del Consiglio, in collaborazione con la Provincia di Perugia e l’Università degli studi di Perugia nell’ambito delle iniziative del Progetto “Province&Comuni”.

L’incontro  vedrà il contributo di docenti delle maggiori Università italiane, che insieme agli amministratori provinciali e ai rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali, discuteranno dei modelli più efficaci per amministrare al meglio i territori e sulla urgente revisione della Legge 56/14 nell’ambito della riforma del TUEL, all’esame del Ministero dell’Interno.

Il programma del Convegno

 

 

Il 27 maggio a Perugia le Province si confrontano su riforme e nuovi modelli

“Le nuove Province: la sfida” : è questo il titolo del convegno che si terrà il prossimo venerdì 27 maggio a Perugia, presso Sala del Consiglio, in collaborazione con la Provincia di Perugia e l’Università degli studi di Perugia nell’ambito delle iniziative del Progetto “Province&Comuni”.

L’incontro  vedrà il contributo di docenti delle maggiori Università italiane, che insieme agli amministratori provinciali e ai rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali, discuteranno dei modelli più efficaci per amministrare al meglio i territori e sulla urgente revisione della Legge 56/14 nell’ambito della riforma del TUEL, all’esame del Ministero dell’Interno.

Il programma del Convegno

 

 

Province: la Ministra Lamorgese annuncia arrivo in CDM del DDL di modifica

Il Disegno di Legge d riforma del TUEL che interviene a risolvere alcune delle criticità più gravi aperte dalla  Legge 56/14 è stato trasmesso al Consiglio dei Ministri dove sarà presto discusso per iessere approvato e iniziare successivamente l’iter parlamentare. Lo ha annunciato la Ministra dell’Interno Luciana Lamorgese intervenendo all’Assemblea dei Presidenti di Provincia convocata a Roma dall’UPI.
“E’ una notizia che attendevamo da tempo – commenta il Presidente dell’UPI Michele de Pascale – che segna l’avvio di un percorso che ha come obiettivo quello di riportare le Province a recuperare la piena dignità di istituzione della Repubblica”.
Il Disegno di legge delega prevede, per le Province, l’ampliamento delle funzioni fondamentali, tra cui quelle relative all’adozione del piano strategico triennale, la gestione e l’organizzazione dei servizi pubblici di ambito provinciali, la promozione e il coordinamento dello sviluppo economico e sociale, la pianificazione territoriale di protezione civile, la tutela e la valorizzazione dell’ambiente. Inoltre, rispetto agli organi, il testo reintroduce la Giunta provinciale e allinea i mandati di Consiglio e Presidenza a 5 anni.

“E’ un passaggio essenziale – aggiunge de Pascale – di cui non possiamo che ringraziare la Ministra Lamorgese con cui in questo ultimo anno abbiamo lavorato con determinazione per raggiungere questo traguardo niente affatto scontato. Dopo gli interventi che il Governo Draghi e questo Parlamento hanno messo in campo per assicurare alle Province le risorse necessarie per garantire i servizi essenziali e per lanciare un piano di investimenti per la messa in sicurezza delle scuole superiori e della rete viaria provinciale con i suoi oltre 30 mila ponti, questo provvedimento ci permette di costruire la nuova Provincia che serve al Paese. Una Provincia che semplifica l’amministrazione sul territorio e promuove lo sviluppo locale.

Ora – conclude il Presidente dell’UPI – chiediamo a Governo di non fermarsi, di proseguire con la stessa determinazione e di procedere speditamente all’approvazione del DDL Delega, lasciando al Parlamento la possibilità di intervenire a correggere o implementare il testo. Alle forze politiche chiediamo di guardare a questo provvedimento come ad una misura necessaria per i cittadini, per restituire forza ai territori, per costruire uno sviluppo omogeneo che tiene insieme tutto il territorio”.
Richieste che sono state formalizzate in un Ordine del Giorno che è stato sottoscritto da tutti i Presidenti delle Province italiane e che sarà votato da tutti i Consigli Provinciali per essere inviato, con la firma dei 76 Presidenti e dei 900 Consiglieri provinciali in rappresentanza di oltre 5.500 Comuni e più di 32 milioni e 500 mila cittadine e cittadini, al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla  Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, al Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico, al Presidente del Consiglio Mario Draghi e a tutto il Governo.

In questo link, l’ordine del giorno approvato Odg_AssembleaPresidentiUPI_11 maggio 2022

 

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