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Le Province a colloquio con il presidente di Regione Liguria. Toti: “Serve un ente intermedio in grado di gestire anche mole di finanziamenti in arrivo”

Rafforzamento del personale, definizione delle nuove funzioni per non lasciare indietro i Comuni distanti dai capoluoghi, attribuzione di compiti di area vasta. Di questo si è parlato nel corso dell’incontro di questo pomeriggio tra il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti, il presidente di UPI (Unione delle Province d’Italia) Michele De Pascale, il direttore Piero Antonelli, il coordinatore di UPI Liguria Pierluigi Peracchini e il direttore delle Province liguri Pierluigi Vinai.

Una riunione in vista della discussione in Consiglio dei ministri del disegno di legge delega di riforma delle Province italiane, per superare i limiti della loro azione e promuovere le Autonomie locali.

“Abbiamo chiesto al presidente Toti di supportare il processo di rivalutazione delle Province – ha affermato Peracchini – Anche a partire dalle norme vigenti a livello nazionale, le Regioni possono avviare processi di riordino della disciplina sulle funzioni locali di loro competenza, per valorizzare le Province quali istituzioni costitutive della Repubblica a fini generali, in attuazione degli articoli 5, 114 e 118 della Costituzione, ed attribuire alle Province funzioni di area vasta e di supporto ai Comuni che consentano di semplificare tutto il sistema di governo locale, a beneficio delle loro comunità territoriali”.

Il direttore di UPI Liguria Pierluigi Vinai ha sottolineato l’importanza dell’attività di stazione appaltante che possono svolgere le Province e la Città metropolitana per poter assicurare quella capacità di spesa che, diversamente, i singoli Comuni faticherebbero a raggiungere.

Il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti si è espresso a favore della riforma, per avviare processi di riordino e valorizzazione delle Province, in supporto all’attività dei Comuni e delle Regioni.

“Per quanto mi riguarda – ha detto Toti – la considero una necessità, in quanto le Province devono essere enti attuatori di una serie di attività necessarie per il territorio. Sono molto favorevole a che la legge delega vada avanti per dare maggiore rappresentatività a questi enti e più poteri, anche perché esiste un grosso problema di spesa degli enti locali rispetto alla mole di denaro che sta per arrivare. A questo proposito abbiamo una necessità di un ente intermedio tra i Comuni e la Regione, per valorizzare le peculiarità del territorio e dei micro-Comuni che in Italia sono tantissimi e per affrontare una serie di temi fondamentali come l’edilizia scolastica, la sismica, i temi venatori. Speriamo di riuscire a fare questa riforma con il governo, attraverso una legge delega”.

Il presidente nazionale di UPI Michele de Pascale ha ringraziato il presidente Toti per la disponibilità e la condivisione assoluta delle istanze delle Province.

 

Le Province a colloquio con il presidente di Regione Liguria. Toti: “Serve un ente intermedio in grado di gestire anche mole di finanziamenti in arrivo”

Rafforzamento del personale, definizione delle nuove funzioni per non lasciare indietro i Comuni distanti dai capoluoghi, attribuzione di compiti di area vasta. Di questo si è parlato nel corso dell’incontro di questo pomeriggio tra il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti, il presidente di UPI (Unione delle Province d’Italia) Michele De Pascale, il direttore Piero Antonelli, il coordinatore di UPI Liguria Pierluigi Peracchini e il direttore delle Province liguri Pierluigi Vinai.

Una riunione in vista della discussione in Consiglio dei ministri del disegno di legge delega di riforma delle Province italiane, per superare i limiti della loro azione e promuovere le Autonomie locali.

“Abbiamo chiesto al presidente Toti di supportare il processo di rivalutazione delle Province – ha affermato Peracchini – Anche a partire dalle norme vigenti a livello nazionale, le Regioni possono avviare processi di riordino della disciplina sulle funzioni locali di loro competenza, per valorizzare le Province quali istituzioni costitutive della Repubblica a fini generali, in attuazione degli articoli 5, 114 e 118 della Costituzione, ed attribuire alle Province funzioni di area vasta e di supporto ai Comuni che consentano di semplificare tutto il sistema di governo locale, a beneficio delle loro comunità territoriali”.

Il direttore di UPI Liguria Pierluigi Vinai ha sottolineato l’importanza dell’attività di stazione appaltante che possono svolgere le Province e la Città metropolitana per poter assicurare quella capacità di spesa che, diversamente, i singoli Comuni faticherebbero a raggiungere.

Il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti si è espresso a favore della riforma, per avviare processi di riordino e valorizzazione delle Province, in supporto all’attività dei Comuni e delle Regioni.

“Per quanto mi riguarda – ha detto Toti – la considero una necessità, in quanto le Province devono essere enti attuatori di una serie di attività necessarie per il territorio. Sono molto favorevole a che la legge delega vada avanti per dare maggiore rappresentatività a questi enti e più poteri, anche perché esiste un grosso problema di spesa degli enti locali rispetto alla mole di denaro che sta per arrivare. A questo proposito abbiamo una necessità di un ente intermedio tra i Comuni e la Regione, per valorizzare le peculiarità del territorio e dei micro-Comuni che in Italia sono tantissimi e per affrontare una serie di temi fondamentali come l’edilizia scolastica, la sismica, i temi venatori. Speriamo di riuscire a fare questa riforma con il governo, attraverso una legge delega”.

Il presidente nazionale di UPI Michele de Pascale ha ringraziato il presidente Toti per la disponibilità e la condivisione assoluta delle istanze delle Province.

 

Osservatorio atti intimidatori, Presidente Iacucci: “Non bisogna lasciare soli i sindaci. Dobbiamo garantirgli la giusta sicurezza, la tranquillità di poter svolgere il proprio mandato senza “pressioni” o delegittimazioni”

“I sindaci sono sempre più esasperati, a volte lasciati soli a gestire i propri territori. Ecco perché è necessario ripristinare e rafforzare la solidarietà tra le Istituzioni visto che troppo spesso non viene data la giusta importanza al ruolo dei sindaci, sempre più nell’occhio del ciclone non solo per minacce e atti intimidatori ma anche per le forti pressioni che ricevono. I primi cittadini non possono essere chiamati a rispondere di tutto ciò che accade nel proprio Comune, oggi invece il rischio di essere esposti penalmente per responsabilità non dirette è sempre più elevato. Serve maggiore collaborazione tra le Istituzioni e una maggiore tutela anche dal punto di vista normativo”.

È quanto ha affermato questa mattina il presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci, che ha partecipato in quanto delegato dell’Upi alla riunione dell’Osservatorio nazionale sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti degli amministratori, alla presenza del ministro degli Interni Luciana Lamorgese e al sottosegretario Ivan Scalfarotto.

“Mi trovo d’accordo con le questioni portate all’attenzione del Governo da parte dell’Upi e dell’Anci che nei giorni scorsi ha organizzato una manifestazione per chiedere più rispetto e maggiori garanzie nei confronti dei sindaci. Giusta – dichiara Franco Iacucci – è la proposta di Giuseppe Falcomatà, delegato al Mezzogiorno di Anci, che ha chiesto un Fondo di 10 milioni di euro per ripristinare i beni pubblici distrutti a seguito di intimidazioni ma anche per restituire un bene danneggiato di proprietà dell’amministratore”.

Dall’analisi dei dati relativi al primo semestre 2021, il trend a livello nazionale è in aumento del 15,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno 2020. Si registrano 369 episodi di intimidazione e la Calabria si piazza al quinto posto, mentre se si tiene conto dell’incidenza del numero di intimidazioni in rapporto alla popolazione la nostra regione si piazza al secondo posto registrando 30 episodi nel primo semestre del 2021.

“Questi Osservatori, così come gli incontri formativi, sono importanti – sottolinea il presidente Iacucci – per discutere e cercare di attenuare il problema delle intimidazioni verso gli amministratori e rafforzare gli strumenti di contrasto.

I dati piazzano la provincia di Cosenza al secondo posto dopo Napoli con 26 episodi intimidatori nel 2020 rispetto ai 17 del 2019, mentre il numero complessivo delle intimidazioni nel primo semestre 2021 è sceso a 12, rispetto ai 16 casi del primo semestre 2020.

Nell’analizzare i dati bisogna tener presente le motivazioni all’origine del fenomeno e i fattori che possono generare malcontento. Ma non dobbiamo dimenticare una cosa fondamentale: i sindaci hanno ruolo autorevole – afferma il presidente della Provincia -: sono Autorità di Governo nei propri territori ma troppo spesso vengono condannati prima ancora di aver fatto il processo. Molte volte, soprattutto nelle realtà più piccole, vengono lasciati da soli. Dobbiamo garantire ai sindaci la giusta sicurezza, la tranquillità di poter svolgere il proprio mandato senza “pressioni” o delegittimazioni. Altrimenti diventerà sempre più difficile e rischioso svolgere l’attività di amministratore pubblico”.

Osservatorio atti intimidatori, Presidente Iacucci: “Non bisogna lasciare soli i sindaci. Dobbiamo garantirgli la giusta sicurezza, la tranquillità di poter svolgere il proprio mandato senza “pressioni” o delegittimazioni”

“I sindaci sono sempre più esasperati, a volte lasciati soli a gestire i propri territori. Ecco perché è necessario ripristinare e rafforzare la solidarietà tra le Istituzioni visto che troppo spesso non viene data la giusta importanza al ruolo dei sindaci, sempre più nell’occhio del ciclone non solo per minacce e atti intimidatori ma anche per le forti pressioni che ricevono. I primi cittadini non possono essere chiamati a rispondere di tutto ciò che accade nel proprio Comune, oggi invece il rischio di essere esposti penalmente per responsabilità non dirette è sempre più elevato. Serve maggiore collaborazione tra le Istituzioni e una maggiore tutela anche dal punto di vista normativo”.

È quanto ha affermato questa mattina il presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci, che ha partecipato in quanto delegato dell’Upi alla riunione dell’Osservatorio nazionale sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti degli amministratori, alla presenza del ministro degli Interni Luciana Lamorgese e al sottosegretario Ivan Scalfarotto.

“Mi trovo d’accordo con le questioni portate all’attenzione del Governo da parte dell’Upi e dell’Anci che nei giorni scorsi ha organizzato una manifestazione per chiedere più rispetto e maggiori garanzie nei confronti dei sindaci. Giusta – dichiara Franco Iacucci – è la proposta di Giuseppe Falcomatà, delegato al Mezzogiorno di Anci, che ha chiesto un Fondo di 10 milioni di euro per ripristinare i beni pubblici distrutti a seguito di intimidazioni ma anche per restituire un bene danneggiato di proprietà dell’amministratore”.

Dall’analisi dei dati relativi al primo semestre 2021, il trend a livello nazionale è in aumento del 15,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno 2020. Si registrano 369 episodi di intimidazione e la Calabria si piazza al quinto posto, mentre se si tiene conto dell’incidenza del numero di intimidazioni in rapporto alla popolazione la nostra regione si piazza al secondo posto registrando 30 episodi nel primo semestre del 2021.

“Questi Osservatori, così come gli incontri formativi, sono importanti – sottolinea il presidente Iacucci – per discutere e cercare di attenuare il problema delle intimidazioni verso gli amministratori e rafforzare gli strumenti di contrasto.

I dati piazzano la provincia di Cosenza al secondo posto dopo Napoli con 26 episodi intimidatori nel 2020 rispetto ai 17 del 2019, mentre il numero complessivo delle intimidazioni nel primo semestre 2021 è sceso a 12, rispetto ai 16 casi del primo semestre 2020.

Nell’analizzare i dati bisogna tener presente le motivazioni all’origine del fenomeno e i fattori che possono generare malcontento. Ma non dobbiamo dimenticare una cosa fondamentale: i sindaci hanno ruolo autorevole – afferma il presidente della Provincia -: sono Autorità di Governo nei propri territori ma troppo spesso vengono condannati prima ancora di aver fatto il processo. Molte volte, soprattutto nelle realtà più piccole, vengono lasciati da soli. Dobbiamo garantire ai sindaci la giusta sicurezza, la tranquillità di poter svolgere il proprio mandato senza “pressioni” o delegittimazioni. Altrimenti diventerà sempre più difficile e rischioso svolgere l’attività di amministratore pubblico”.

Osservatorio atti intimidatori, Presidente Iacucci: “Non bisogna lasciare soli i sindaci. Dobbiamo garantirgli la giusta sicurezza, la tranquillità di poter svolgere il proprio mandato senza “pressioni” o delegittimazioni”

“I sindaci sono sempre più esasperati, a volte lasciati soli a gestire i propri territori. Ecco perché è necessario ripristinare e rafforzare la solidarietà tra le Istituzioni visto che troppo spesso non viene data la giusta importanza al ruolo dei sindaci, sempre più nell’occhio del ciclone non solo per minacce e atti intimidatori ma anche per le forti pressioni che ricevono. I primi cittadini non possono essere chiamati a rispondere di tutto ciò che accade nel proprio Comune, oggi invece il rischio di essere esposti penalmente per responsabilità non dirette è sempre più elevato. Serve maggiore collaborazione tra le Istituzioni e una maggiore tutela anche dal punto di vista normativo”.

È quanto ha affermato questa mattina il presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci, che ha partecipato in quanto delegato dell’Upi alla riunione dell’Osservatorio nazionale sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti degli amministratori, alla presenza del ministro degli Interni Luciana Lamorgese e al sottosegretario Ivan Scalfarotto.

“Mi trovo d’accordo con le questioni portate all’attenzione del Governo da parte dell’Upi e dell’Anci che nei giorni scorsi ha organizzato una manifestazione per chiedere più rispetto e maggiori garanzie nei confronti dei sindaci. Giusta – dichiara Franco Iacucci – è la proposta di Giuseppe Falcomatà, delegato al Mezzogiorno di Anci, che ha chiesto un Fondo di 10 milioni di euro per ripristinare i beni pubblici distrutti a seguito di intimidazioni ma anche per restituire un bene danneggiato di proprietà dell’amministratore”.

Dall’analisi dei dati relativi al primo semestre 2021, il trend a livello nazionale è in aumento del 15,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno 2020. Si registrano 369 episodi di intimidazione e la Calabria si piazza al quinto posto, mentre se si tiene conto dell’incidenza del numero di intimidazioni in rapporto alla popolazione la nostra regione si piazza al secondo posto registrando 30 episodi nel primo semestre del 2021.

“Questi Osservatori, così come gli incontri formativi, sono importanti – sottolinea il presidente Iacucci – per discutere e cercare di attenuare il problema delle intimidazioni verso gli amministratori e rafforzare gli strumenti di contrasto.

I dati piazzano la provincia di Cosenza al secondo posto dopo Napoli con 26 episodi intimidatori nel 2020 rispetto ai 17 del 2019, mentre il numero complessivo delle intimidazioni nel primo semestre 2021 è sceso a 12, rispetto ai 16 casi del primo semestre 2020.

Nell’analizzare i dati bisogna tener presente le motivazioni all’origine del fenomeno e i fattori che possono generare malcontento. Ma non dobbiamo dimenticare una cosa fondamentale: i sindaci hanno ruolo autorevole – afferma il presidente della Provincia -: sono Autorità di Governo nei propri territori ma troppo spesso vengono condannati prima ancora di aver fatto il processo. Molte volte, soprattutto nelle realtà più piccole, vengono lasciati da soli. Dobbiamo garantire ai sindaci la giusta sicurezza, la tranquillità di poter svolgere il proprio mandato senza “pressioni” o delegittimazioni. Altrimenti diventerà sempre più difficile e rischioso svolgere l’attività di amministratore pubblico”.

Province, UPI: “La revisione della riforma è necessaria e urgente”. Apprezzamento per la disponibilità del Sottosegretario Scalfarotto

Le richieste delle Province

Un Disegno di Legge di modifica della riforma Delrio che dia una prospettiva di certezza alle Province sul piano istituzionale, ampliando consolidando le funzioni fondamentali, revisionando il sistema elettorale e norme di riordino della legislazione regionale. Interventi per la stabilità dei bilanci delle Province e l’autonomia finanziaria nella Legge di Bilancio 2022 per sostenere la spinta agli investimenti. 1000 assunzioni per le Province per gli uffici di progettazione, per la gestione tecnica e amministrativa delle stazioni uniche appaltanti, per la gestione dei processi di digitalizzazione nelle Province e negli enti locali e per la transizione ecologica e ambientale. Sono queste le richieste al Governo avanzate oggi dal Presidente dell’UPI Michele de Pascale, nel corso del Comitato Direttivo UPI che si è svolto in presenza e a cui è intervenuto il Sottosegretario agli interni con delega agli Enti locali, Ivan Scalfarotto.

“La revisione della Legge 56/14 deve avere come orizzonte temporale massimo il 2022 – ha detto de Pascale – e considerata l’ampia maggioranza che caratterizza questo Governo, ci sono tutte le condizioni per portare a termine questa operazione necessaria, urgente, non più rinviabile. Su queste proposte abbiamo trovato anche la piena condivisione dell’ANCI, lavorando in piena sinergia con il Presidente Decaro: insieme lavoriamo per rafforzare consolidare il sistema degli enti locali, Comuni, Province e Città metropolitane. Al Governo – ha concluso il Presidente di UPI – ed in particolare alla Ministra Lamorgese e al Sottosegretario Scalfarotto c on cui stiamo avendo un contro positivo e costruttivo, chiediamo di accelerare per quanto possibile il percorso di revisione e di inserire il Disegno di legge delega di revisione delle norme sugli enti locali come collegato alla Legge di Bilancio 2022”.

Il Sottosegretario Scalfarotto: ruolo cardine delle Province

“Le Province svolgono un ruolo cardine nel nostro sistema costituzionale in quanto rappresentano enti necessari e intermedi di raccordo tra Comuni e Regioni. La loro funzione essenziale di coordinamento si esplica mediante la definizione di azioni e interventi a favore dei territori e su temi che interessano direttamente i diritti civili dei cittadini. Le varie crisi economiche e i molteplici mutamenti legislativi intervenuti nel tempo hanno determinato difficoltà in tutte le Amministrazioni locali. Accanto a questo si è aggiunto un forte ridimensionamento finanziario che ha condizionato inevitabilmente l’assetto territoriale istituzionale degli enti territoriali, tra cui in particolare, le Province.
“Ora ci troviamo di fronte alla necessità di ridisegnare il profilo dell’Amministrazione provinciale facendo ricorso, ad esempio, alle varie risorse previste dal PNNR proprio con la finalità di pensare ad un profondo rinnovamento di tutti gli enti locali. Tuttavia, non dobbiamo concentrarci solo esclusivamente sul profilo economico e finanziario, ma siamo chiamati a ridefinire e armonizzare il TUEL”.
“Il ridisegno delle Province è ormai impellente e indifferibile” – aggiunge il Sottosegretario Scalfarotto con delega agli enti locali – “perché oggi ci sono incongruenze e fragilità che non permettono a queste preziose istituzioni di svolgere al meglio le funzioni e i compiti fondamentali loro assegnati.

L’impegno del Governo

Il Governo si impegna ad affrontare entro breve tempo il problema, in occasione della definizione di un disegno legge delega per la riforma organica degli Enti Locali. Insieme alla riforma del testo unico degli enti locali, l’intenzione del Governo è quella di superare le maggiori criticità che in questi anni sono emerse dalla legge n. 56 del 2014: una operazione di semplificazione che produrrebbe maggiori risparmi, qualità ed efficienza dei servizi ai cittadini”.

Province, UPI: “La revisione della riforma è necessaria e urgente”. Apprezzamento per la disponibilità del Sottosegretario Scalfarotto

Le richieste delle Province

Un Disegno di Legge di modifica della riforma Delrio che dia una prospettiva di certezza alle Province sul piano istituzionale, ampliando consolidando le funzioni fondamentali, revisionando il sistema elettorale e norme di riordino della legislazione regionale. Interventi per la stabilità dei bilanci delle Province e l’autonomia finanziaria nella Legge di Bilancio 2022 per sostenere la spinta agli investimenti. 1000 assunzioni per le Province per gli uffici di progettazione, per la gestione tecnica e amministrativa delle stazioni uniche appaltanti, per la gestione dei processi di digitalizzazione nelle Province e negli enti locali e per la transizione ecologica e ambientale. Sono queste le richieste al Governo avanzate oggi dal Presidente dell’UPI Michele de Pascale, nel corso del Comitato Direttivo UPI che si è svolto in presenza e a cui è intervenuto il Sottosegretario agli interni con delega agli Enti locali, Ivan Scalfarotto.

“La revisione della Legge 56/14 deve avere come orizzonte temporale massimo il 2022 – ha detto de Pascale – e considerata l’ampia maggioranza che caratterizza questo Governo, ci sono tutte le condizioni per portare a termine questa operazione necessaria, urgente, non più rinviabile. Su queste proposte abbiamo trovato anche la piena condivisione dell’ANCI, lavorando in piena sinergia con il Presidente Decaro: insieme lavoriamo per rafforzare consolidare il sistema degli enti locali, Comuni, Province e Città metropolitane. Al Governo – ha concluso il Presidente di UPI – ed in particolare alla Ministra Lamorgese e al Sottosegretario Scalfarotto c on cui stiamo avendo un contro positivo e costruttivo, chiediamo di accelerare per quanto possibile il percorso di revisione e di inserire il Disegno di legge delega di revisione delle norme sugli enti locali come collegato alla Legge di Bilancio 2022”.

Il Sottosegretario Scalfarotto: ruolo cardine delle Province

“Le Province svolgono un ruolo cardine nel nostro sistema costituzionale in quanto rappresentano enti necessari e intermedi di raccordo tra Comuni e Regioni. La loro funzione essenziale di coordinamento si esplica mediante la definizione di azioni e interventi a favore dei territori e su temi che interessano direttamente i diritti civili dei cittadini. Le varie crisi economiche e i molteplici mutamenti legislativi intervenuti nel tempo hanno determinato difficoltà in tutte le Amministrazioni locali. Accanto a questo si è aggiunto un forte ridimensionamento finanziario che ha condizionato inevitabilmente l’assetto territoriale istituzionale degli enti territoriali, tra cui in particolare, le Province.
“Ora ci troviamo di fronte alla necessità di ridisegnare il profilo dell’Amministrazione provinciale facendo ricorso, ad esempio, alle varie risorse previste dal PNNR proprio con la finalità di pensare ad un profondo rinnovamento di tutti gli enti locali. Tuttavia, non dobbiamo concentrarci solo esclusivamente sul profilo economico e finanziario, ma siamo chiamati a ridefinire e armonizzare il TUEL”.
“Il ridisegno delle Province è ormai impellente e indifferibile” – aggiunge il Sottosegretario Scalfarotto con delega agli enti locali – “perché oggi ci sono incongruenze e fragilità che non permettono a queste preziose istituzioni di svolgere al meglio le funzioni e i compiti fondamentali loro assegnati.

L’impegno del Governo

Il Governo si impegna ad affrontare entro breve tempo il problema, in occasione della definizione di un disegno legge delega per la riforma organica degli Enti Locali. Insieme alla riforma del testo unico degli enti locali, l’intenzione del Governo è quella di superare le maggiori criticità che in questi anni sono emerse dalla legge n. 56 del 2014: una operazione di semplificazione che produrrebbe maggiori risparmi, qualità ed efficienza dei servizi ai cittadini”.

Semplificazioni, de Pascale UPI “Sulle Stazioni uniche ci preoccupa passo indietro”

“Ci preoccupano le notizie di stampa secondo cui nel Decreto Legge semplificazione all’esame del Governo sarebbe stata stralciata la norma che prevedeva la qualificazione di diritto delle Stazioni Uniche Appaltanti di Province e Città metropolitane. Questo Decreto Legge è uno dei provvedimenti più urgenti e importanti per far partire nel modo migliore il percorso di attuazione degli investimenti del Recovery Fund, che ha negli enti locali, Province, Comuni e Città metropolitane, i protagonisti di alcune delle missioni chiave, dalla transizione ecologica all’inclusione sociale. Il Ministro Franco ha quantificato in oltre 80 miliardi le risorse che dovranno essere gestite dagli Enti territoriali, con una tempistica serrata. Le Stazioni Uniche Appaltanti di Province e Città metropolitane sono strutture strategiche in questo processo, un ruolo che lo stesso Governo ha riconosciuto tanto da avere previsto da subito, nella prima versione del Decreto, la norma che le valorizzava. Comprendiamo che le scelte da fare siano complesse e che ci sia in questo momento un confronto serrato tra Governo, forze politiche, economiche e sociali, ma invitiamo tutti a considerare quanto questa norma abbia importanza per assicurare alle imprese che opereranno anche per le piccole realtà locali di avere a disposizione strutture professionali e affidabili. Tra l’altro, mentre le altre questioni su cui si sta discutendo hanno impatto sul mondo del lavoro, questa norma esula completamente dal dibattito e gli unici effetti sono positivi e di semplificazione dei procedimenti. Per questo invitiamo tutti, Governo, Parlamento e Partiti di maggioranza, a riflettere ancora prima di cancellare una norma giusta e attesa da anni dai territori”.

Lo dichiara il Presidente dell’UPI Michele de Pascale a proposito delle notizie stampa secondo cui dal Decreto Legge Semplificazioni sarebbe stata stralciata la norma che qualifica di diritto le Stazioni Uniche Appaltanti di Province e Città metropolitane.

Semplificazioni, de Pascale UPI “Sulle Stazioni uniche ci preoccupa passo indietro”

“Ci preoccupano le notizie di stampa secondo cui nel Decreto Legge semplificazione all’esame del Governo sarebbe stata stralciata la norma che prevedeva la qualificazione di diritto delle Stazioni Uniche Appaltanti di Province e Città metropolitane. Questo Decreto Legge è uno dei provvedimenti più urgenti e importanti per far partire nel modo migliore il percorso di attuazione degli investimenti del Recovery Fund, che ha negli enti locali, Province, Comuni e Città metropolitane, i protagonisti di alcune delle missioni chiave, dalla transizione ecologica all’inclusione sociale. Il Ministro Franco ha quantificato in oltre 80 miliardi le risorse che dovranno essere gestite dagli Enti territoriali, con una tempistica serrata. Le Stazioni Uniche Appaltanti di Province e Città metropolitane sono strutture strategiche in questo processo, un ruolo che lo stesso Governo ha riconosciuto tanto da avere previsto da subito, nella prima versione del Decreto, la norma che le valorizzava. Comprendiamo che le scelte da fare siano complesse e che ci sia in questo momento un confronto serrato tra Governo, forze politiche, economiche e sociali, ma invitiamo tutti a considerare quanto questa norma abbia importanza per assicurare alle imprese che opereranno anche per le piccole realtà locali di avere a disposizione strutture professionali e affidabili. Tra l’altro, mentre le altre questioni su cui si sta discutendo hanno impatto sul mondo del lavoro, questa norma esula completamente dal dibattito e gli unici effetti sono positivi e di semplificazione dei procedimenti. Per questo invitiamo tutti, Governo, Parlamento e Partiti di maggioranza, a riflettere ancora prima di cancellare una norma giusta e attesa da anni dai territori”.

Lo dichiara il Presidente dell’UPI Michele de Pascale a proposito delle notizie stampa secondo cui dal Decreto Legge Semplificazioni sarebbe stata stralciata la norma che qualifica di diritto le Stazioni Uniche Appaltanti di Province e Città metropolitane.

Recovery: UPI “Positivi fondi per strade provinciali nel fondo complementare”

“Apprezziamo che il decreto che istituisce il Fondo complementare al PNRR preveda risorse per la viabilità delle aree interne. Le strade provinciali in questi territori sono reti essenziali, perché tengono insieme le comunità ed evitano l’isolamento economico e sociale di zone del Paese. Siamo pienamente concordi con la necessità di aprire tavoli mirati con i singoli Ministeri nei quali Regioni, Province e Comuni potranno seguire l’attuazione del Piano, perché ora è cruciale definire tempi e modalità di messa a terra degli investimenti”.

Lo ha detto Luca Menesini, Presidente della Provincia di Lucca intervenuto a rappresentare l’UPI alla riunione straordinaria della Conferenza Unificata che è stata convocata dalla Ministra Gelmini e nella quale il Ministro Franco ha illustrato lo schema del decreto legge sul fondo complementare al PNRR di 30,6 miliardi.

Recovery, UPI: dal Ministro Franco impegni su investimenti per strade nella prossima manovra

“Apprezziamo molto la rassicurazione che oggi il Ministro Franco ha voluto darci rispetto alla nostra richiesta di considerare l’urgenza di mettere in sicurezza non solo i ponti delle strade nazionali, ma anche tutta la viabilità provinciale. Accogliamo positivamente il suo impegno ad un intervento strutturale nella prossima Legge di Bilancio per un piano di investimenti mirati ai 100 mila chilometri di strade provinciali e sui 30.000 ponti che vi insistono e raccogliamo il suo invito ad aprire da subito un confronto”.

E’ il commento del Presidente dell’UPI Michele de Pascale al termine della riunione della Conferenza Unificata che ha dato il via libera di Regioni, Province e Comuni sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

“Ho ribadito – spiega de Pascale – la necessità di prevedere nello scostamento di bilancio, accanto agli investimenti previsti per il monitoraggio dei ponti delle grandi reti, risorse per i ponti e per le strade provinciali, che hanno uguale necessità di essere monitorati e messi in sicurezza. La risposta che ci ha dato il Ministro Franco è un segnale molto importante che il nostro appello è stato colto dal Governo”.

“Ora – aggiunge de Pascale – comincerà il vero lavoro di attuazione del piano su cui non possiamo che cogliere con favore l’intenzione del Governo, dichiarata ieri in Parlamento dal Presidente Draghi e confermata oggi dalla Ministra Gelmini, di un pieno coinvolgimento delle Province insieme a Regioni e Comuni. Così come apprezziamo la proposta della Ministra Gelmini di seguire il percorso di attuazione del Piano in tavoli specifici che seguiranno i singoli temi. Quanto all’attuazione della misura che prevede la costruzione di nuove scuole 4.0 abbiamo ribadito al Ministro Cingolani che l’UPI, anche nei tavoli, continuerà a chiedere che la priorità sia data agli investimenti per le scuole secondarie superiori. Se il piano guarda alle nuove generazioni, dobbiamo garantire ai nostri studenti medi avere scuole moderne, tecnologiche e digitali che li aiutino in tutto il percorso di apprendimento e crescita”.

Province&Comuni: on line il sito di progetto. Una sfida per costruire la Provincia del domani.

E’ online il sito del Progetto UPI “Province e Comuni”, realizzato nell’ambito  del PON “Governance e capacità istituzionale” 2014 -2020 FESR- FSE.

Il sito, cui potete accedere cliccando su questo link https://provincecomuni.eu/  è lo strumento operativo e di informazione attraverso cui saranno resi noti tutti gli aggiornamenti relativi al progetto, a partire dalle iniziative nazionali e locali che saranno messe in campo.

Ma sarà soprattutto il luogo in cui si realizzerà la condivisione e lo scambio di idee, buone pratiche, esperienze e modelli organizzativi.

L’obiettivo finale del Progetto è infatti realizzare veri e propri modelli di governance per le amministrazioni locali, che rispondano ad un’unica strategia nazionale per assicurare standard unitari nell’erogazione di servizi pubblici ai cittadini. Una sfida per costruire la Provincia del domani.

Le pagine

Per facilitare la navigazione, il sito è diviso in pagine e tematiche.

Nelle pagine, che sono raggiungibili attraverso la barra in alto, troverete tutte le informazioni relative al progetto, le attività programmate e realizzate, nonché le comunicazioni di trasparenza.

Nella pagina “chi siamo” avrete a disposizione gli indirizzi mail di tutto lo staff impegnato nel progetto, per favorire la comunicazione diretta, mentre attraverso la pagina “Contatti” è possibile accedere ad un format per l’invio di richieste o messaggi.

Le Tematiche

Le tre tematiche del progetto – Stazione Unica Appaltante; Servizi Associati Europa; Servizi Innovazione – sono poi suddivise in tre percorsi in modo da potere offrire per ciascuno tutte le informazioni e le news in maniera immediata e facilmente consultabile.

La vetrina delle Province

Ampio spazio ai contributi di informazione delle Province: il sito infatti ospiterà notizie riguardanti eventi, comunicati stampa, articoli, dichiarazioni, foto, video riguardo al progetto, all’indirizzo che arriveranno dai territori.

I prossimi passi: i social

Il sito,  rappresenta solo il primo strumento di comunicazione: a breve, infatti, saranno attivate le pagine social (Facebook, Youtube, Instragram) che completeranno gli strumenti di comunicazione on line che l’UPI ha stabilito di attivare, per dare massimo risalto al progetto.

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