Categoria: Ambiente e Territorio

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ANIMALI SELVATICI: 2.184 INTERVENTI DEL CRAS DELLA PROVINCIA DI TREVISO NEL 2023, IL RICCIO LA SPECIE PIU’ FREQUENTE

Oltre duemila interventi di soccorso agli animali selvatici in difficoltà sul territorio provinciale nel 2023: la Provincia di Treviso ha redatto il bilancio dell’attività del Centro di Recupero Fauna Selvatica svolta l’anno scorso e il risultato sono 2.184 interventi, per un totale di 2.387 animali recuperati appartenenti a 93 specie differenti. Di questi, 2092 gli esemplari gestiti direttamente all’interno del Centro nel corso del 2023, con cure e medicazioni specifiche.

Il Centro di Recupero Fauna Selvatica è gestito dalla Provincia di Treviso, 7 giorni su 7 e 24 ore su 24, nell’ambito delle funzioni di tutela dell’ambiente e degli animali selvatici del territorio. Si occupa di recuperare gli animali selvatici feriti e in situazioni di difficoltà sul territorio provinciale, svolge tutti gli accertamenti e le cure necessari per riportarli in natura in sicurezza e salute, secondo le indicazioni del veterinario responsabile. È diretto dalla Polizia Provinciale con la collaborazione delle Guardie per l’Ambiente della Regione Veneto.

Hanno partecipato alla conferenza stampa di oggi Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso, Maria Teresa Miori, dirigente del settore Polizia provinciale, Marco Martini, direttore veterinario del CRAS incaricato dalla Provincia, Francesca Tognon, infermiera veterinaria e Luciano Rocchino, referente delle Guardie per l’Ambiente.

Nel dettaglio, nel 2023 sono stati soccorsi 2.387 animali: al momento della segnalazione di un animale in difficoltà, gli agenti di polizia provinciale e gli operatori delle Guardie per l’Ambiente incaricati del CRAS della Provincia, sulla base delle indicazioni del personale medico, analizzano e valutano il caso, recandosi sul luogo indicato dal cittadino che ha segnalato la presenza dell’animale e occupandosi di effettuare il recupero. Il dato complessivo di 2.387 animali soccorsi comprende tutte le attività svolte, anche quei casi in cui l’animale oggetto di recupero, a seguito di un’opportuna valutazione sul posto, viene lasciato in libertà poiché privo di lesioni o condizioni invalidanti. Anche in questa situazione, gli operatori assistono l’animale in loco, svolgendo tutte le verifiche e le operazioni necessarie per liberarlo in condizioni di sicurezza.

Tra le 93 specie assistite l’anno scorso, 8 le più frequenti: al primo posto il riccio, con 517 esemplari recuperati, al secondo il merlo, 332, al terzo la tortora dal collare, 179, al quarto il colombaccio, 124, al quinto il rondone comune, 114, al sesto la civetta, 91, al settimo il germano reale, 80, e infine, all’ottavo, la lepre europea, 77 esemplari soccorsi.

Guardando invece ai principali motivi che rendono necessario il recupero, le cause più frequenti risultano essere la giovane età (786 esemplari), in cui rientrano tutti i casi in cui è stata verificata l’effettiva assenza delle cure genitoriali, oppure le condizioni di vulnerabilità durante i primi giorni fuori dal nido. Nel secondo caso, l’intervento si è quasi sempre concluso con il riposizionamento nella zona più sicura adiacente al ritrovamento. La seconda causa più frequente nei casi di segnalazione riguarda lo stato di debilitazione dell’animale provocata da patologie, di tipo parassitario, virale o batterico: rientrano in questo caso 485 recuperi. Tra le motivazioni più frequenti anche la presenza di traumi (447 gli animali soccorsi per questo aspetto), come fratture e lesioni di vario genere, così come la predazione da parte di cani, gatti e corvidi (412 recuperi), e gli investimenti stradali (348 recuperi). Infine, la sesta causa più frequente riguarda la presenza di larve della mosca carnaria negli animali ritrovati in difficoltà (89 recuperi).

Il CRAS della Provincia di Treviso è a supporto anche della Polizia provinciale di Belluno, che usufruisce di una convenzione specifica con il Centro per le attività di recupero e cura. Nel 2023, sono stati 24 gli esemplari assistiti al CRAS provenienti dal territorio bellunese: 4 gheppi, 3 ghiri, 2 allocchi, 2 poiane, 2 gruccioni, 2 tassi, 2 assioli, 1 gracchio alpino, 1 lupo, 1 scoiattolo rosso, 1 rondone comune, 1 cuculo, 1 pigliamosche, 1 picchio verde.

Per segnalare la presenza di animali in difficoltà e ricevere opportune indicazioni dal personale medico del Centro di Recupero Animali Selvatici della Provincia di Treviso, i cittadini possono telefonare al numero: 320 432 0671 attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

“Un’intensa attività nel 2023 che ha visto oltre 2000 recuperi grazie allo straordinario lavoro della squadra provinciale del CRAS formata da Polizia provinciale, Guardie per l’Ambiente e personale medico veterinario – sottolinea Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso l’esperienza negli anni ci ha resi punto di riferimento per tutto il territorio regionale, in particolare con la Provincia di Belluno che fruisce di una convenzione per avere supporto medico nelle operazioni di recupero. Come Provincia stileremo delle linee guida, una sorta di vademecum, con le indicazioni da seguire nel caso in cui ci si imbatta in un animale, come evitare di toccarlo o spostarlo, quali aspetti osservare per capirne le condizioni e tutti altri semplici accorgimenti a cui prestare attenzione. Condivideremo questo vademecum anche con i Comuni, in modo che possano affigerlo negli spazi dedicati o pubblicarlo sul proprio sito, così da diffonderlo tra i cittadini”.

“È un orgoglio dire che il nostro CRAS è diventato davvero un punto di riferimento per il territorio – le parole di Maria Teresa Miori, dirigente della Polizia provincialel’esperienza dei nostri collaboratori è straordinaria, gestire così tanti casi non è affatto semplice. La soddisfazione più grande è quando riusciamo a soccorrere un animale e vedere il suo percorso di recupero al Centro, grazie alle cure mediche e alle fasi di reimmissione in natura propedeutiche alla sua liberazione: superato positivamente questo percorso, vedere come gli esemplari curati rientrino nel loro habitat è una grande gioia”.

“Sono stati numerosissimi gli interventi, ma se devo citarne uno in particolarmente ricordo con piacere il caso della lupa Elsa – ricorda Marco Martini, veterinario del CRASdopo l’investimento stradale e il recupero in territorio bellunese, abbiamo ospitato la lupa al Centro della Provincia per tutte le cure necessarie. Presentava molteplici fratture, non era un caso semplice. Eppure ha risposto positivamente all’intervento medico e nella primavera dell’anno scorso l’abbiamo liberata nella sua area d’origine, in provincia di Belluno. Grazie al monitoraggio effettuato dall’Università di Sassari, che su indicazione della Regione Veneto è incaricata nell’ambito di un progetto di ricerca proprio sui lupi, abbiamo appreso che mesi seguenti ha percorso oltre 100 km, tornano al suo stato selvaggio in piena salute”.

“Le Guardie per l’Ambiente si occupa della fase vera e propria di recupero – spiega Luciano Rocchino, referente delle Guardie siamo operativi 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 e, al momento della segnalazione da parte dei cittadini al numero del CRAS, ci rechiamo sul luogo del ritrovamento ed effettuiamo il recupero nel giro di un paio d’ore. Invitiamo chiunque si imbatta in un animale in difficoltà dunque a contattarci al numero 320 432 0671 per segnalaci la presenza di un cucciolo selvatico o di un animale in stato critico prima di effettuare in autonomia qualsiasi “passo”, perché potrebbe essere quello sbagliato. La squadra del CRAS della Provincia è a disposizione”.

 

ANIMALI SELVATICI: 2.184 INTERVENTI DEL CRAS DELLA PROVINCIA DI TREVISO NEL 2023, IL RICCIO LA SPECIE PIU’ FREQUENTE

Oltre duemila interventi di soccorso agli animali selvatici in difficoltà sul territorio provinciale nel 2023: la Provincia di Treviso ha redatto il bilancio dell’attività del Centro di Recupero Fauna Selvatica svolta l’anno scorso e il risultato sono 2.184 interventi, per un totale di 2.387 animali recuperati appartenenti a 93 specie differenti. Di questi, 2092 gli esemplari gestiti direttamente all’interno del Centro nel corso del 2023, con cure e medicazioni specifiche.

Il Centro di Recupero Fauna Selvatica è gestito dalla Provincia di Treviso, 7 giorni su 7 e 24 ore su 24, nell’ambito delle funzioni di tutela dell’ambiente e degli animali selvatici del territorio. Si occupa di recuperare gli animali selvatici feriti e in situazioni di difficoltà sul territorio provinciale, svolge tutti gli accertamenti e le cure necessari per riportarli in natura in sicurezza e salute, secondo le indicazioni del veterinario responsabile. È diretto dalla Polizia Provinciale con la collaborazione delle Guardie per l’Ambiente della Regione Veneto.

Hanno partecipato alla conferenza stampa di oggi Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso, Maria Teresa Miori, dirigente del settore Polizia provinciale, Marco Martini, direttore veterinario del CRAS incaricato dalla Provincia, Francesca Tognon, infermiera veterinaria e Luciano Rocchino, referente delle Guardie per l’Ambiente.

Nel dettaglio, nel 2023 sono stati soccorsi 2.387 animali: al momento della segnalazione di un animale in difficoltà, gli agenti di polizia provinciale e gli operatori delle Guardie per l’Ambiente incaricati del CRAS della Provincia, sulla base delle indicazioni del personale medico, analizzano e valutano il caso, recandosi sul luogo indicato dal cittadino che ha segnalato la presenza dell’animale e occupandosi di effettuare il recupero. Il dato complessivo di 2.387 animali soccorsi comprende tutte le attività svolte, anche quei casi in cui l’animale oggetto di recupero, a seguito di un’opportuna valutazione sul posto, viene lasciato in libertà poiché privo di lesioni o condizioni invalidanti. Anche in questa situazione, gli operatori assistono l’animale in loco, svolgendo tutte le verifiche e le operazioni necessarie per liberarlo in condizioni di sicurezza.

Tra le 93 specie assistite l’anno scorso, 8 le più frequenti: al primo posto il riccio, con 517 esemplari recuperati, al secondo il merlo, 332, al terzo la tortora dal collare, 179, al quarto il colombaccio, 124, al quinto il rondone comune, 114, al sesto la civetta, 91, al settimo il germano reale, 80, e infine, all’ottavo, la lepre europea, 77 esemplari soccorsi.

Guardando invece ai principali motivi che rendono necessario il recupero, le cause più frequenti risultano essere la giovane età (786 esemplari), in cui rientrano tutti i casi in cui è stata verificata l’effettiva assenza delle cure genitoriali, oppure le condizioni di vulnerabilità durante i primi giorni fuori dal nido. Nel secondo caso, l’intervento si è quasi sempre concluso con il riposizionamento nella zona più sicura adiacente al ritrovamento. La seconda causa più frequente nei casi di segnalazione riguarda lo stato di debilitazione dell’animale provocata da patologie, di tipo parassitario, virale o batterico: rientrano in questo caso 485 recuperi. Tra le motivazioni più frequenti anche la presenza di traumi (447 gli animali soccorsi per questo aspetto), come fratture e lesioni di vario genere, così come la predazione da parte di cani, gatti e corvidi (412 recuperi), e gli investimenti stradali (348 recuperi). Infine, la sesta causa più frequente riguarda la presenza di larve della mosca carnaria negli animali ritrovati in difficoltà (89 recuperi).

Il CRAS della Provincia di Treviso è a supporto anche della Polizia provinciale di Belluno, che usufruisce di una convenzione specifica con il Centro per le attività di recupero e cura. Nel 2023, sono stati 24 gli esemplari assistiti al CRAS provenienti dal territorio bellunese: 4 gheppi, 3 ghiri, 2 allocchi, 2 poiane, 2 gruccioni, 2 tassi, 2 assioli, 1 gracchio alpino, 1 lupo, 1 scoiattolo rosso, 1 rondone comune, 1 cuculo, 1 pigliamosche, 1 picchio verde.

Per segnalare la presenza di animali in difficoltà e ricevere opportune indicazioni dal personale medico del Centro di Recupero Animali Selvatici della Provincia di Treviso, i cittadini possono telefonare al numero: 320 432 0671 attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

“Un’intensa attività nel 2023 che ha visto oltre 2000 recuperi grazie allo straordinario lavoro della squadra provinciale del CRAS formata da Polizia provinciale, Guardie per l’Ambiente e personale medico veterinario – sottolinea Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso l’esperienza negli anni ci ha resi punto di riferimento per tutto il territorio regionale, in particolare con la Provincia di Belluno che fruisce di una convenzione per avere supporto medico nelle operazioni di recupero. Come Provincia stileremo delle linee guida, una sorta di vademecum, con le indicazioni da seguire nel caso in cui ci si imbatta in un animale, come evitare di toccarlo o spostarlo, quali aspetti osservare per capirne le condizioni e tutti altri semplici accorgimenti a cui prestare attenzione. Condivideremo questo vademecum anche con i Comuni, in modo che possano affigerlo negli spazi dedicati o pubblicarlo sul proprio sito, così da diffonderlo tra i cittadini”.

“È un orgoglio dire che il nostro CRAS è diventato davvero un punto di riferimento per il territorio – le parole di Maria Teresa Miori, dirigente della Polizia provincialel’esperienza dei nostri collaboratori è straordinaria, gestire così tanti casi non è affatto semplice. La soddisfazione più grande è quando riusciamo a soccorrere un animale e vedere il suo percorso di recupero al Centro, grazie alle cure mediche e alle fasi di reimmissione in natura propedeutiche alla sua liberazione: superato positivamente questo percorso, vedere come gli esemplari curati rientrino nel loro habitat è una grande gioia”.

“Sono stati numerosissimi gli interventi, ma se devo citarne uno in particolarmente ricordo con piacere il caso della lupa Elsa – ricorda Marco Martini, veterinario del CRASdopo l’investimento stradale e il recupero in territorio bellunese, abbiamo ospitato la lupa al Centro della Provincia per tutte le cure necessarie. Presentava molteplici fratture, non era un caso semplice. Eppure ha risposto positivamente all’intervento medico e nella primavera dell’anno scorso l’abbiamo liberata nella sua area d’origine, in provincia di Belluno. Grazie al monitoraggio effettuato dall’Università di Sassari, che su indicazione della Regione Veneto è incaricata nell’ambito di un progetto di ricerca proprio sui lupi, abbiamo appreso che mesi seguenti ha percorso oltre 100 km, tornano al suo stato selvaggio in piena salute”.

“Le Guardie per l’Ambiente si occupa della fase vera e propria di recupero – spiega Luciano Rocchino, referente delle Guardie siamo operativi 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 e, al momento della segnalazione da parte dei cittadini al numero del CRAS, ci rechiamo sul luogo del ritrovamento ed effettuiamo il recupero nel giro di un paio d’ore. Invitiamo chiunque si imbatta in un animale in difficoltà dunque a contattarci al numero 320 432 0671 per segnalaci la presenza di un cucciolo selvatico o di un animale in stato critico prima di effettuare in autonomia qualsiasi “passo”, perché potrebbe essere quello sbagliato. La squadra del CRAS della Provincia è a disposizione”.

 

PROVINCIA DELL’AQUILA, CONVEGNO SU INTELLIGENZA ARTIFICIALE E ACCOUTABILITY PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

“Le scelte urbanistiche di oggi per l’ambiente di domani, nell’era dell’intelligenza artificiale”, questo il nome del convegno che si terrà il 24 gennaio a L’Aquila presso l’Auditorium ANCE.

Un’occasione di divulgazione scientifica nonché di formazione e aggiornamento per i funzionari pubblici sull’utilizzazione dei più innovativi strumenti tecnologici, come le piattaforme digitali di gestione per le Valutazioni Ambientali sui Piani Regolatori e per il monitoraggio degli impatti sull’ambiente, strumenti oggi fondamentali per supportare gli addetti ai lavori. Obiettivo dell’incontro quello di sensibilizzare le agende politiche locali e le conseguenti decisioni tecniche in fase attuativa.

A comprova dell’importanza del tema vi è l’ampio spettro di partners vicini all’iniziativa: Regione Abruzzo, Unione Province Italiane, Unione delle Province Abruzzesi, Comune dell’Aquila, Università, Soprintendenza, Unicef, Ance, che hanno espresso apprezzamento per l’iniziativa e per la particolare rilevanza anche in termini culturali e sociali, nonché la partecipazione dell’onorevole Sen. Claudio Barbaro, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, particolarmente vicino alla tematica trattata.

L’evento è stato fortemente voluto dal Presidente della Provincia dell’Aquila e Sindaco di Castel di Sangro Angelo Caruso che dichiara: “Scegliere bene oggi per le generazioni future non è più un semplice slogan motivazionale: nell’ambito della pianificazione urbanistica, ma in generale per ogni processo di scelta che coinvolge la pubblica amministrazione, mai come ora si percepisce la necessità di un salto culturale, se non epocale. Sicuro di un pieno successo per l’iniziativa, l’auspicio è allora quello di un’ampia partecipazione all’incontro di rappresentanti tecnici e politici comunali e di professionisti.”

PROVINCIA DELL’AQUILA, CONVEGNO SU INTELLIGENZA ARTIFICIALE E ACCOUTABILITY PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

“Le scelte urbanistiche di oggi per l’ambiente di domani, nell’era dell’intelligenza artificiale”, questo il nome del convegno che si terrà il 24 gennaio a L’Aquila presso l’Auditorium ANCE.

Un’occasione di divulgazione scientifica nonché di formazione e aggiornamento per i funzionari pubblici sull’utilizzazione dei più innovativi strumenti tecnologici, come le piattaforme digitali di gestione per le Valutazioni Ambientali sui Piani Regolatori e per il monitoraggio degli impatti sull’ambiente, strumenti oggi fondamentali per supportare gli addetti ai lavori. Obiettivo dell’incontro quello di sensibilizzare le agende politiche locali e le conseguenti decisioni tecniche in fase attuativa.

A comprova dell’importanza del tema vi è l’ampio spettro di partners vicini all’iniziativa: Regione Abruzzo, Unione Province Italiane, Unione delle Province Abruzzesi, Comune dell’Aquila, Università, Soprintendenza, Unicef, Ance, che hanno espresso apprezzamento per l’iniziativa e per la particolare rilevanza anche in termini culturali e sociali, nonché la partecipazione dell’onorevole Sen. Claudio Barbaro, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, particolarmente vicino alla tematica trattata.

L’evento è stato fortemente voluto dal Presidente della Provincia dell’Aquila e Sindaco di Castel di Sangro Angelo Caruso che dichiara: “Scegliere bene oggi per le generazioni future non è più un semplice slogan motivazionale: nell’ambito della pianificazione urbanistica, ma in generale per ogni processo di scelta che coinvolge la pubblica amministrazione, mai come ora si percepisce la necessità di un salto culturale, se non epocale. Sicuro di un pieno successo per l’iniziativa, l’auspicio è allora quello di un’ampia partecipazione all’incontro di rappresentanti tecnici e politici comunali e di professionisti.”

NUOVI MEZZI PER LA PROVINCIA DELL’AQUILA, ACQUISTATI TRATTORI SPARGISALE E TAGLIARBA

Con l’acquisto di quattro trattori con attrezzatura spartineve e spargisale e due trattori attrezzati con trincia decespugliatrice si arricchisce il parco mezzi della Provincia dell’Aquila. Conclusa la procedura d’acquisto a fronte di un investimento di più di 1.100.000 Euro più iva, i mezzi sono stati consegnati rispettivamente dalla ditta Piolanti truck srl e dalla ditta Grante Luigi srl.

“Con questi nuovi mezzi in dotazione si continua a perseguire l’obiettivo strategico della  Provincia di efficientamento dei servizi connessi alla viabilità – dichiara il Presidente della Provincia Angelo Caruso, che conclude: ” un investimento che mira ad assicurare ai cittadini e agli operatori economici una maggiore sicurezza e fluidità del traffico sulle nostre strade, anche in condizioni climatiche nevose” 

NUOVI MEZZI PER LA PROVINCIA DELL’AQUILA, ACQUISTATI TRATTORI SPARGISALE E TAGLIARBA

Con l’acquisto di quattro trattori con attrezzatura spartineve e spargisale e due trattori attrezzati con trincia decespugliatrice si arricchisce il parco mezzi della Provincia dell’Aquila. Conclusa la procedura d’acquisto a fronte di un investimento di più di 1.100.000 Euro più iva, i mezzi sono stati consegnati rispettivamente dalla ditta Piolanti truck srl e dalla ditta Grante Luigi srl.

“Con questi nuovi mezzi in dotazione si continua a perseguire l’obiettivo strategico della  Provincia di efficientamento dei servizi connessi alla viabilità – dichiara il Presidente della Provincia Angelo Caruso, che conclude: ” un investimento che mira ad assicurare ai cittadini e agli operatori economici una maggiore sicurezza e fluidità del traffico sulle nostre strade, anche in condizioni climatiche nevose” 

Maltempo, lutto nazionale. de Pascale “La conta delle vittime ci fa soffrire. Grazie agli uomini e alle donne dello Stato per ogni vita salvata”

“Oggi è la giornata di lutto nazionale, e la conta delle vittime ci fa soffrire. Ma siamo grati agli uomini e alle donne dell’esercito e delle forze armate, della protezione civile, dei Vigili del fuoco perché è a loro che dobbiamo ogni vita salvata in questi giorni drammatici”.

Lo ha detto il Presidente dell’UPI Michele de Pascale,  Sindaco e Presidente della Provincia di Ravenna aprendo con un intervento in videoconferenza, i lavori della Conferenza Unificata di oggi e rivolgendosi al Ministro per gli Affari regionali ha ribadito la piena gratitudine al Governo per il sostegno immediato sia nella fase di emergenza sia ora, con il primo decreto urgente di aiuti alla popolazione.

“La situazione sul territorio, in questo momento, è molto variegata – ha spiegato de Pascale al Ministro – abbiamo Comuni in cui si spala il fango, e Comuni, come Conselice, che sono ancora sott’acqua. Al Governo – ha aggiunto – chiediamo l’attivazione di un tavolo operativo per gestire la fase della ricostruzione, dove insieme a Province, Comuni e Regioni si possano trovare le soluzioni migliori possibili da mettere in campo.  Dobbiamo lavorare perché la ricostruzione ci permetta di assicurare un livello di sicurezza superiore a quello che avevamo, e che le opere si realizzino nei tempi più brevi possibili. Per questo – ha concluso il Presidente – serve una struttura commissariale che abbia i poteri necessari per avviare e chiudere tutte le procedure in 100 giorni. E’ questo che la Romagna, che ha sempre risposto con efficienza alle richieste del Paese, si aspetta dallo Stato”.

CONTRASTO AL BRACCONAGGIO, SPARAVANO ALLA FAUNA DA CASA: A MARENO FERMATI IN DUE DALLA POLIZIA PROVINCIALE

Proseguono le operazioni di monitoraggio e contrasto alla caccia illegale nel territorio da parte del Corpo di Polizia della Provincia di Treviso: negli ultimi mesi gli agenti hanno individuato e fermato due bracconieri a Mareno di Piave, in località Campagnole, che abbattevano specie protette di uccelli attirandoli nel giardino di casa con dispositivi illeciti. Nel dettaglio, la Polizia provinciale ha avviato le ricerche e gli appostamenti in prossimità della casa isolata in cui agivano i due uomini dopo aver udito, nel corso delle consuete attività di monitoraggio, numerosi spari provenire da quella precisa zona. Grazie alle operazioni, gli agenti hanno colto in flagranza di reato i bracconieri che, per attirare gli uccelli nel giardino della casa, utilizzavano un dispositivo di richiamo acustico (vietato dalla legge), per poi abbatterli sparando da una rete ombreggiante posta sulla parete del portico chiuso adiacente all’edificio. I due bracconieri sono stati fermati e sanzionati dalla Polizia provinciale non solo per l’utilizzo del richiamo acustico, ma anche per abbattimento di fauna selvatica protetta (un pettirosso, un fringuello e un codirosso al momento del sequestro) e per mancanza della documentazione necessaria per svolgere l’attività venatoria.

“L’attenzione al contrasto del bracconaggio e degli illeciti contro la fauna selvatica è una priorità per le donne e gli uomini che compongono il Corpo di Polizia dell’Amministrazione Provinciale di Treviso – sottolinea Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso – a loro un grande plauso per l’operato e per tutte le attività di monitoraggio e prevenzione”.

CONTRASTO AL BRACCONAGGIO, SPARAVANO ALLA FAUNA DA CASA: A MARENO FERMATI IN DUE DALLA POLIZIA PROVINCIALE

Proseguono le operazioni di monitoraggio e contrasto alla caccia illegale nel territorio da parte del Corpo di Polizia della Provincia di Treviso: negli ultimi mesi gli agenti hanno individuato e fermato due bracconieri a Mareno di Piave, in località Campagnole, che abbattevano specie protette di uccelli attirandoli nel giardino di casa con dispositivi illeciti. Nel dettaglio, la Polizia provinciale ha avviato le ricerche e gli appostamenti in prossimità della casa isolata in cui agivano i due uomini dopo aver udito, nel corso delle consuete attività di monitoraggio, numerosi spari provenire da quella precisa zona. Grazie alle operazioni, gli agenti hanno colto in flagranza di reato i bracconieri che, per attirare gli uccelli nel giardino della casa, utilizzavano un dispositivo di richiamo acustico (vietato dalla legge), per poi abbatterli sparando da una rete ombreggiante posta sulla parete del portico chiuso adiacente all’edificio. I due bracconieri sono stati fermati e sanzionati dalla Polizia provinciale non solo per l’utilizzo del richiamo acustico, ma anche per abbattimento di fauna selvatica protetta (un pettirosso, un fringuello e un codirosso al momento del sequestro) e per mancanza della documentazione necessaria per svolgere l’attività venatoria.

“L’attenzione al contrasto del bracconaggio e degli illeciti contro la fauna selvatica è una priorità per le donne e gli uomini che compongono il Corpo di Polizia dell’Amministrazione Provinciale di Treviso – sottolinea Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso – a loro un grande plauso per l’operato e per tutte le attività di monitoraggio e prevenzione”.

“LA PROVINCIA RESPIRA”: LA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE COORDINATA PER TUTTI I COMUNI

La Provincia di Padova presenta il progetto “La Provincia Respira”, un’iniziativa mirata a informare e sensibilizzare la comunità del padovano contro l’inquinamento atmosferico e promuovendo la sostenibilità. Il progetto, una campagna informativa articolata, inizierà a metà gennaio, si protrarrà fino alla fine di maggio e si distinguerà per la sua diffusione capillare, coordinata attraverso ogni Comune della provincia.

Sostenuta con determinazione dall’Amministrazione provinciale, che ha messo a disposizione 50 mila euro, la campagna si basa su contenuti verificati pensati per diversi canali di comunicazione: pubblicità, social media, e un sito web dedicato – laprovinciarespira.it. Si avvarrà anche di opuscoli cartacei contenenti un decalogo di buone pratiche. Questo materiale sarà messo gratuitamente a disposizione dei comuni, accompagnato da un “libretto delle istruzioni” per garantire una diffusione coordinata dei suoi contenuti.

Il progetto è caratterizzato da key visual che rappresentano varie aree della provincia, consentendo un’identità visiva riconoscibile e collettiva. Sui social media, i post, che rimandano al logo ufficiale della campagna, veicoleranno messaggi educativi e informativi con diverse grafiche, seguendo un piano editoriale articolato in quattro rubriche: Buone pratiche, Domeniche ecologiche, Risultati ottenuti, Informazioni sull’ecologia: 8 post al mese per 4 mesi (32 post totali) nei mesi di febbraio, marzo, aprile e maggio. Sarà adatta alle pagine Facebook e Instagram degli enti locali, a partire naturalmente dagli account della Provincia di Padova stessa.

Le locandine contenenti il decalogo delle buone pratiche saranno inviate ai comuni nella settimana del 22-26 gennaio, e ciascun comune sarà libero di utilizzarle secondo le modalità ritenute più opportune. I comuni della Provincia di Padova sono il cuore del progetto: potranno utilizzare i contenuti prodotti dalla Provincia per supportare le proprie iniziative locali in diversi modi, ad esempio per promuovere le proprie attività legate alla lotta all’inquinamento e alla sostenibilità in generale; utilizzando l’immagine coordinata del progetto come trait d’union; diffondendo il “manifesto delle buone pratiche” che può essere sia sintetizzato che veicolato punto per punto attraverso i canali social o anche incontri ed eventi.

La terza strategia, oltre ai social media e alle locandine, prevede l’affissione sugli autobus del Trasporto Pubblico locale per tutto il mese di febbraio. Le affissioni, con il claim della campagna e le immagini chiave, compariranno sugli autobus delle linee urbane (formato 120×170) ed extraurbane (formato 200×70). Complessivamente saranno in strada quotidianamente per 28 giorni 55 mezzi del TPL.

L’obiettivo principale di questo progetto è quello di sensibilizzare la popolazione e promuovere comportamenti sostenibili. Inoltre, vengono condivisi i risultati ottenuti, come la riduzione della concentrazione di PM10 e PM2.5 grazie a diverse azioni protratte in questi anni, a partire dall’approvazione del TTZ, la piantumazione di nuovi alberi e la promozione della vegetazione urbana. Il progetto reca con sé anche un invito a partecipare alla Domenica Ecologica mensile, incoraggiando la partecipazione attiva della comunità.

“Sono entusiasta di inaugurare un piano di comunicazione coordinata della Provincia di Padova, volto a diffondere informazioni cruciali sull’ecologia e coinvolgere attivamente l’intera comunità attraverso tutti i Comuni“, ha commentato il Consigliere provinciale Fabio Miotti, che ha la delega all’Ambiente. “Confidiamo che questo progetto possa contribuire a sensibilizzare e promuovere buone pratiche per un ambiente più sano e sostenibile, basandoci su un concetto fondamentale e non ancora sufficientemente chiarito: la qualità dell’aria nel nostro territorio sta gradualmente migliorando, non peggiorando affatto. Siamo noi, come società, a imporci giustamente obiettivi sempre più ambiziosi. Questa volontà è motivata dal desiderio di non seguire solo una tendenza determinata dagli avanzamenti tecnologici, come l’elettrificazione della mobilità e l’abbassamento dell’impatto degli impianti di riscaldamento abitativo di nuova generazione, ma di fungere da stimolo per un comportamento e un’attenzione da parte di ogni singolo cittadino che si unisca e si metta a capo di questo movimento. Lo facciamo, con “la Provincia respira”, fondandoci sul ruolo di coordinamento di questo ente. Queste iniziative possono avere un impatto concreto nel miglioramento della qualità dell’aria, perché è anche un fatto culturale”.

 

IL MANIFESTO DELLE BUONE PRATICHE

 

  • Lascia a casa l’auto
  • Rispetta le limitazioni del traffico
  • Approfitta dello smartworking
  • Regola il termostato a non più di 18°C
  • Riscalda gli ambienti in modo sostenibile
  • Evita fuochi all’aperto
  • Riduci le emissioni agricole
  • Promuovi la vegetazione urbana
  • Controlla la tua impronta ecologica
  • Unisciti a noi per rendere Padova e provincia più green, partecipa alle domeniche ecologiche

“LA PROVINCIA RESPIRA”: LA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE COORDINATA PER TUTTI I COMUNI

La Provincia di Padova presenta il progetto “La Provincia Respira”, un’iniziativa mirata a informare e sensibilizzare la comunità del padovano contro l’inquinamento atmosferico e promuovendo la sostenibilità. Il progetto, una campagna informativa articolata, inizierà a metà gennaio, si protrarrà fino alla fine di maggio e si distinguerà per la sua diffusione capillare, coordinata attraverso ogni Comune della provincia.

Sostenuta con determinazione dall’Amministrazione provinciale, che ha messo a disposizione 50 mila euro, la campagna si basa su contenuti verificati pensati per diversi canali di comunicazione: pubblicità, social media, e un sito web dedicato – laprovinciarespira.it. Si avvarrà anche di opuscoli cartacei contenenti un decalogo di buone pratiche. Questo materiale sarà messo gratuitamente a disposizione dei comuni, accompagnato da un “libretto delle istruzioni” per garantire una diffusione coordinata dei suoi contenuti.

Il progetto è caratterizzato da key visual che rappresentano varie aree della provincia, consentendo un’identità visiva riconoscibile e collettiva. Sui social media, i post, che rimandano al logo ufficiale della campagna, veicoleranno messaggi educativi e informativi con diverse grafiche, seguendo un piano editoriale articolato in quattro rubriche: Buone pratiche, Domeniche ecologiche, Risultati ottenuti, Informazioni sull’ecologia: 8 post al mese per 4 mesi (32 post totali) nei mesi di febbraio, marzo, aprile e maggio. Sarà adatta alle pagine Facebook e Instagram degli enti locali, a partire naturalmente dagli account della Provincia di Padova stessa.

Le locandine contenenti il decalogo delle buone pratiche saranno inviate ai comuni nella settimana del 22-26 gennaio, e ciascun comune sarà libero di utilizzarle secondo le modalità ritenute più opportune. I comuni della Provincia di Padova sono il cuore del progetto: potranno utilizzare i contenuti prodotti dalla Provincia per supportare le proprie iniziative locali in diversi modi, ad esempio per promuovere le proprie attività legate alla lotta all’inquinamento e alla sostenibilità in generale; utilizzando l’immagine coordinata del progetto come trait d’union; diffondendo il “manifesto delle buone pratiche” che può essere sia sintetizzato che veicolato punto per punto attraverso i canali social o anche incontri ed eventi.

La terza strategia, oltre ai social media e alle locandine, prevede l’affissione sugli autobus del Trasporto Pubblico locale per tutto il mese di febbraio. Le affissioni, con il claim della campagna e le immagini chiave, compariranno sugli autobus delle linee urbane (formato 120×170) ed extraurbane (formato 200×70). Complessivamente saranno in strada quotidianamente per 28 giorni 55 mezzi del TPL.

L’obiettivo principale di questo progetto è quello di sensibilizzare la popolazione e promuovere comportamenti sostenibili. Inoltre, vengono condivisi i risultati ottenuti, come la riduzione della concentrazione di PM10 e PM2.5 grazie a diverse azioni protratte in questi anni, a partire dall’approvazione del TTZ, la piantumazione di nuovi alberi e la promozione della vegetazione urbana. Il progetto reca con sé anche un invito a partecipare alla Domenica Ecologica mensile, incoraggiando la partecipazione attiva della comunità.

“Sono entusiasta di inaugurare un piano di comunicazione coordinata della Provincia di Padova, volto a diffondere informazioni cruciali sull’ecologia e coinvolgere attivamente l’intera comunità attraverso tutti i Comuni“, ha commentato il Consigliere provinciale Fabio Miotti, che ha la delega all’Ambiente. “Confidiamo che questo progetto possa contribuire a sensibilizzare e promuovere buone pratiche per un ambiente più sano e sostenibile, basandoci su un concetto fondamentale e non ancora sufficientemente chiarito: la qualità dell’aria nel nostro territorio sta gradualmente migliorando, non peggiorando affatto. Siamo noi, come società, a imporci giustamente obiettivi sempre più ambiziosi. Questa volontà è motivata dal desiderio di non seguire solo una tendenza determinata dagli avanzamenti tecnologici, come l’elettrificazione della mobilità e l’abbassamento dell’impatto degli impianti di riscaldamento abitativo di nuova generazione, ma di fungere da stimolo per un comportamento e un’attenzione da parte di ogni singolo cittadino che si unisca e si metta a capo di questo movimento. Lo facciamo, con “la Provincia respira”, fondandoci sul ruolo di coordinamento di questo ente. Queste iniziative possono avere un impatto concreto nel miglioramento della qualità dell’aria, perché è anche un fatto culturale”.

 

IL MANIFESTO DELLE BUONE PRATICHE

 

  • Lascia a casa l’auto
  • Rispetta le limitazioni del traffico
  • Approfitta dello smartworking
  • Regola il termostato a non più di 18°C
  • Riscalda gli ambienti in modo sostenibile
  • Evita fuochi all’aperto
  • Riduci le emissioni agricole
  • Promuovi la vegetazione urbana
  • Controlla la tua impronta ecologica
  • Unisciti a noi per rendere Padova e provincia più green, partecipa alle domeniche ecologiche

Maltempo, UPI “Basta lavorare in emergenza, serve un piano strategico”

“L’eventualità che si verifichino condizioni climatiche di maltempo come quelle che hanno colpito la Romagna lo scorso maggio e che si stanno verificando in questi giorni non è più da considerarsi un’eccezione: non possiamo continuare a gestire queste calamità in modalità di emergenza. Va dichiarato nuovamente lo stato di emergenza nazionale ma subito dopo il Governo e le due Regioni convochino un tavolo con le Province, le Città Metropolitane, i Consorzi di bonifica e i Comuni, che rispondono direttamente ai cittadini, per mettere in campo un piano straordinario di opere sui crinali e nelle valli dell’Appenino Tosco-Emiliano-romagnolo per costruire interventi strutturali in grado di aumentare il livello di sicurezza”.
Lo dichiara Michele de Pascale, Presidente di UPI e della Provincia di Ravenna, che sta di nuovo subendo i danni causati dal maltempo.
“Nel ravennate – spiega poi de Pascale – tutti gli uomini e i mezzi sono impegnati da questa notte per scongiurare lo spettro di quanto avvenuto la scorsa primavera, e i sistemi di protezione dalle frane che abbiamo realizzato finora stanno tenendo. Ma nelle Province della Toscana le frane e gli allagamenti sono moltissimi e già si contano nuovamente perdite di vite umane. A queste comunità va tutto il nostro sostegno e solidarietà. È evidente però che il nostro Paese ha bisogno con urgenza di una strategia di difesa del territorio che ci permetta, ad ogni nuovo evento meteorologico, di poter resistere assicurando il massimo possibile della sicurezza. È su questo che chiediamo al Governo e a tutti gli altri attori di fare un passo in avanti, uscendo dalla logica dell’emergenza e investendo seriamente sulla prevenzione.

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