Categoria: Ambiente e Territorio

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Le Province del Mezzogiorno unite nelle politiche energetiche.

28 Province meridionali su 40 hanno già aderito al Patto sull’energia presentato giovedì 26 giugno presso la Presidenza della Provincia di Bari, in un incontro presieduto dal presidente della Provincia di Potenza, Sabino Altobello, coordinatore nazionale Upi energia e coordinatore del Patto. Presenti anche il presidente della Provincia di Bari Vincenzo Divella, il direttore di Tecla, Mario Battello, il Responsabile dell’Autorità di Gestione del POIN (Regione Puglia), Luca Celi, e i rappresentanti delle Province aderenti.
Nato da un’iniziativa promossa dall’UPI, il Patto ha come scopo l’avvio di un confronto sul tema dello sviluppo energetico sostenibile dei territori, per analizzare le opportunità derivanti dal Programma Operativo Interregionale “Energie Rinnovabili e Risparmio Energetico 2007-2013”.
«Un impegno finalizzato agli obiettivi che la stessa Europa ci pone, – ha precisato il Presidente della Provincia di Bari, Vincenzo Divella – puntando a raggiungere il 20% in più della produzione proveniente da energie rinnovabili, il 20% in più di efficienza energetica e il 20% in meno di immissioni in atmosfera».
Il Patto porterà all’istituzione della Conferenza dei Presidenti delle Province delle otto Regioni beneficiarie dei fondi del Programma Operativo (di cui 4 beneficeranno del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e 4 dei fondi nazionali per le aree sottoutilizzate) e, come ha annunciato Altobello, consentirà di avviare immediatamente le candidature di progetti concreti, basati su modelli che abbiano i caratteri della condivisione e della interregionalità.
«Questo patto – ha sottolineato Altobello nella sua presentazione – si caratterizza come la prima vera esperienza operativa di partenariato tra Province del Mezzogiorno nell’ambito della nuova programmazione europea. Un atto che rafforza il ruolo delle Province come enti facilitatori di percorsi che puntano alla qualità, all’innovazione ed alla messa a valore delle buone pratiche. E’ questo il Mezzogiorno attivo: non un’appendice ed un peso per il Paese ma un’opportunità e una risorsa fatta di soggetti che si ritagliano protagonismo con prospettive e proposte credibili, e si caratterizzano per un “governo del fare”».
Nelle prossime settimane l’azione di Altobello e del tavolo tecnico, che si avvale del supporto dello Spazio Europa UPI-tecla di Bruxelles, sarà incentrata sulla definizione dell’accordo tra tutte le Province, con un incontro in Sicilia finalizzato proprio a far aderire le istituzioni siciliane, ancora assenti a causa della recente tornata elettorale che ha rinnovato le cariche.
Nel corso del dibattito i rappresentanti delle Province presenti hanno sottolineato l’importanza di una forma di partneriato che per la prima volta coinvolge un territorio così ampio, rivestendo un significato rilevante sia dal punto di vista istituzionale che politico. Forte è stato inoltre l’apprezzamento per l’opera svolta da Altobello capace di mettere a valore la funzione di coordinamento delle Province, per arrivare al raggiungimento di obiettivi comuni.
«Ora – hanno sottolineato gli amministratori – occorre rendere operativo il Patto, per valorizzare l’indispensabile ruolo delle Province e per implementare politiche energetiche in grado di produrre vantaggi reali nei territori».
Il Responsabile dell’Autorità di Gestione, Celi, ha fotografato il contesto nel quale opera il Programma Operativo Interregionale 2007-2013 nel Mezzogiorno, mettendone in evidenza gli eventuali scenari, le relative opportunità e criticità, dentro un’idea di governo del territorio che le Province possono svolgere al meglio favorendo un’accelerazione della spesa. Celi ha inoltre offerto la possibilità di un incontro, entro fine mese, tra il partenariato delle Province e il Comitato Tecnico di Coordinamento e Attuazione (CTCA) del Poin Energia, organo di coordinamento tra i due Ministeri di riferimento (Ambiente e Sviluppo Economico) e le Regioni.

 

Le Province del Mezzogiorno unite nelle politiche energetiche.

28 Province meridionali su 40 hanno già aderito al Patto sull’energia presentato giovedì 26 giugno presso la Presidenza della Provincia di Bari, in un incontro presieduto dal presidente della Provincia di Potenza, Sabino Altobello, coordinatore nazionale Upi energia e coordinatore del Patto. Presenti anche il presidente della Provincia di Bari Vincenzo Divella, il direttore di Tecla, Mario Battello, il Responsabile dell’Autorità di Gestione del POIN (Regione Puglia), Luca Celi, e i rappresentanti delle Province aderenti.

Nato da un’iniziativa promossa dall’UPI, il Patto ha come scopo l’avvio di un confronto sul tema dello sviluppo energetico sostenibile dei territori, per analizzare le opportunità derivanti dal Programma Operativo Interregionale “Energie Rinnovabili e Risparmio Energetico 2007-2013”.

«Un impegno finalizzato agli obiettivi che la stessa Europa ci pone, – ha  precisato il Presidente della Provincia di Bari, Vincenzo Divella – puntando a raggiungere il 20% in più della produzione proveniente da energie rinnovabili, il 20% in più di efficienza energetica e il 20% in meno di immissioni in atmosfera».

Il Patto porterà all’istituzione della Conferenza dei Presidenti delle Province delle otto Regioni beneficiarie dei fondi del Programma Operativo (di cui 4 beneficeranno del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e 4 dei fondi nazionali per le aree sottoutilizzate) e, come ha annunciato Altobello, consentirà di avviare immediatamente le candidature di progetti concreti, basati su modelli che abbiano i caratteri della condivisione e della interregionalità.

«Questo patto – ha sottolineato Altobello nella sua presentazione – si caratterizza come la prima vera esperienza operativa di partenariato tra Province del Mezzogiorno nell’ambito della nuova programmazione europea. Un atto che rafforza il ruolo delle Province come enti facilitatori di percorsi che puntano alla qualità, all’innovazione ed alla messa a valore delle buone pratiche. E’ questo il Mezzogiorno attivo: non un’appendice ed un peso per il Paese ma un’opportunità e una risorsa fatta di soggetti che si ritagliano protagonismo con prospettive e proposte credibili, e si caratterizzano per un “governo del fare”».

Nelle prossime settimane l’azione di Altobello e del tavolo tecnico, che si avvale del supporto dello Spazio Europa UPI-tecla di Bruxelles, sarà incentrata sulla definizione dell’accordo tra tutte le Province, con un incontro in Sicilia finalizzato proprio a far aderire le istituzioni siciliane, ancora assenti a causa della recente tornata elettorale che ha rinnovato le cariche.

Nel corso del dibattito i rappresentanti delle Province presenti hanno sottolineato l’importanza di una forma di partneriato che per la prima volta coinvolge un territorio così ampio, rivestendo un significato rilevante sia dal punto di vista istituzionale che politico. Forte è stato inoltre l’apprezzamento per l’opera svolta da Altobello capace di mettere a valore la funzione di coordinamento delle Province, per arrivare al raggiungimento di obiettivi comuni.

«Ora – hanno sottolineato gli amministratori – occorre rendere operativo il Patto, per valorizzare l’indispensabile ruolo delle Province e per implementare politiche energetiche in grado di produrre vantaggi reali nei territori».

Il Responsabile dell’Autorità di Gestione, Celi, ha fotografato il contesto nel quale opera il Programma Operativo Interregionale 2007-2013 nel Mezzogiorno, mettendone in evidenza gli eventuali scenari, le relative opportunità e criticità, dentro un’idea di governo del territorio che le Province possono svolgere al meglio favorendo un’accelerazione della spesa. Celi ha inoltre offerto la possibilità di un incontro, entro fine mese, tra il partenariato delle Province e il Comitato Tecnico di Coordinamento e Attuazione (CTCA) del Poin Energia, organo di coordinamento tra i due Ministeri di riferimento (Ambiente e Sviluppo Economico) e le Regioni. 

 

programma LIFE+ Ministero dell’Ambiente

In allegato pubblichiamo inoltre la documentazione illustrata in tale occasione dalla d.ssa Stefania Betti della Direzione per la  Ricerca Direzione per la Ricerca Ambientale e lo Sviluppo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Documenti allegati:

Sinergie tra le Province di Treviso e Belluno

Il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, ha ricevuto nella sede di Viale Cesare Battisti il presidente della Provincia di Belluno, Sergio Reolon. Numerosi gli argomenti trattati durante l’incontro.

“Ho ricevuto volentieri il collega Reolon perché le nostre Province hanno molti argomenti comuni da trattare – spiega Muraro – innanzitutto, la questione dei danni alle foreste e all’attività agricola causata dalla eccessiva presenza di cervi nel bosco del Cansiglio. In questo senso, siamo convenuti di affidare all’Infs (Istituto Nazionale Fauna Selvatica) di Bologna un apposito studio sulla situazione per decidere eventualmente se e come intervenire. Si tratta di uno studio che rientra nell’ambito delle attività previste da una convenzione stipulata lo scorso anno tra Provincia di Treviso, Provincia di Belluno, Veneto Agricoltura e Corpo Forestale per l’istituzione del Centro Faunistico del Cansiglio che ha come obiettivi la gestione faunistica e la gestione di corsi di formazione per operatori faunistici. Lo studio Infs sarà implementato con studi già in corso da parte della Provincia di Belluno con la collaborazione dell’Università di Padova.

Restando in tema ambientale, il presidente Reolon mi ha dato la propria disponibilità a contribuire economicamente, anche se non di interesse diretto per la sua Provincia, ad acquistare il Monte Pizzoc.

Un altro punto sul quale ci siamo trovati in totale accordo è la questione dello smaltimento dei rifiuti urbani non riciclabili. Abbiamo convenuto che la produzione di secco nelle due Province di Treviso e Belluno, pari a circa 120.000 tonnellate l’anno, non giustifica la realizzazione di un inceneritore a servizio delle due Province, in quanto non sarebbe economicamente vantaggioso. Chiederemo allora in sede Urpv (Unione delle Province Venete) di valutare congiuntamente la produzione di rifiuto urbano in tutte le Province del Veneto e di individuare congiuntamente una soluzione a livello regionale.

Parlando di mobilità invece, abbiamo toccato due argomenti. Relativamente alla metropolitana di superficie, abbiamo convenuto che, una volta concluso il primo stralcio, si dovrà chiudere l’anello verso Belluno con lo stralcio che riguarda Conegliano, Vittorio Veneto, Ponte delle Alpi, Belluno, Feltre e Montebelluna. Infine – chiude Muraro – parlando di A27 e Venezia-Monaco, Reolon mi ha dato la sua disponibilità a completare il tratto sino a Macchietto, poi a redigere uno studio approfondito su quelli che potrebbero essere i vantaggi economici e gli impatti ambientali di un possibile prolungamento fino a Monaco”.

 

Saggi Paesaggi: la Provincia di Ascoli Piceno risponde a Sergio Rizzo

Avvilimento ed una profonda sensazione d’ingiustizia sono stati i sentimenti che hanno accompagnato la lettura delle considerazioni relative alle attività della provincia di Ascoli Piceno apparse in conclusione del Suo articolo “Consulenti pubblici”, pubblicato venerdì 13 giugno scorso sul “Corriere della Sera”.

Avvilimento e sensazione d’ingiustizia, forse, non dicono nulla a chi è abituato a stare -da protagonista- nelle arene del potere mediatico; essi invece sono sentimenti ancora vivi, e che contano, nella fatica quotidiana di amministratori che si mettono a servizio dei territori nella speranza di rispondere alla domanda di visione, passione e partecipazione dei cittadini; e lo fanno onestamente e testardamente, perché credono che dall’impegno nel locale possa, forse, riaccendersi un barlume di fiducia nel futuro.

Come non avvilirsi, allora, quando si vede affogare, in quel mare presentato al lettore come palude limacciosa di sperperi e clientele, uno dei progetti di punta del proprio impegno amministrativo, che ha richiesto -non ci crederà- anche un po’ di coraggio politico?

Sì, perché “SaggiPaesaggi” non è una consulenza che “si è voluto a tutti costi chiamare progetto” ma quanto sinteticamente proviamo a dirLe:

· è un’esperienza pilota in Italia di attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio ( il cui scempio siamo tutti convinti, compresa la stampa, abbia raggiunto livelli non più accettabili);
· punta a ridurre il consumo del territorio e, in quest’ottica, ha contribuito a creare le condizioni culturali e politiche per la revisione, ampiamente condivisa, del PTC (Piano di coordinamento territoriale) con l’introduzione di nuove e virtuose regole urbanistiche;
· sta realizzando la copianificazione di un’intera valle (Valdaso), di notevole pregio paesaggistico, per evitarne il degrado attraverso regole nuove che portino 24 piccoli comuni a comportarsi come una vera città diffusa;
· coinvolge le scuole, ed in particolare gli Istituti Tecnici per Geometri, in percorsi didattici e di formazione sui temi del paesaggio;
· ha avviato un piano di aggiornamento e formazione per tecnici ed amministratori locali;
· mette a sistema le attività culturali dei 73 comuni di cui è formata la provincia e le promuove in modo integrato attraverso il brand del paesaggio, che il territorio ha riconosciuto come suo bene distintivo (realizzando economie di scala);
· permette per la prima volta al Piceno di progettare e realizzare a sistema iniziative culturali di valenza nazionale, come l’attuale mostra su Osvaldo Licini, ampiamente e positivamente recensita dalla stampa nazionale, compreso il “Corriere della sera”;
· permette per la prima volta al Piceno di promuoversi in modo unitario, facendo emergere attraverso il paesaggio le sue qualità diffuse e facendo registrare, in controtendenza nazionale, un significativo incremento delle presenze turistiche sul territorio provinciale;
· apre all’esplorazione ed alla partecipazione dei cittadini luoghi la cui destinazione urbanistica è fattore di qualità nella vita delle popolazione locali, evitando che essa (come nel caso dei i 27 ettari relativi alla dismessa area industriale SGL Carbon di Ascoli Piceno) sia decisione esclusiva di pochi.

Questo ed altro è “Saggi Paesaggi” : la invitiamo con piacere a venire sul territorio per una verifica; certo, una verifica a posteriori e dunque deontologicamente non impeccabile, ma sempre utile e gradita.

Egregio dott. Rizzo, egregio Direttore, a ciò non aggiungiamo altro; anche se molto vorremmo dire sul vuoto di argomenti che è sotteso all’operazione di transfert comunicativo dal contenuto ai nomi, sull’arroganza con cui si addita, a colpa e quasi ad onta di persone e società il loro nome che, ci pare, abbiano ancora il diritto di scegliersi e che non può costituire metro di valutazione della serietà e qualità di quanto fanno.

E, neppure, come sarebbe nostro diritto, chiediamo una rettifica; perché il danno all’immagine di quanto stiamo facendo resta lì, intatto; il tarlo è attivato, e su di esso già sono al lavoro quanti, sul territorio – e sono spesso i gruppi più aderenti a quella cultura affaristica e clientelare che le operazioni di trasparenza messe in atto cercano giustamente di combattere- vedono come un ostacolo il progetto di sviluppo locale, sostenibile e partecipato, che stiamo cercando di portare avanti (anche in consonanza con tante giuste questione sollevate dalle inchieste giornalistiche) e di cui SaggiPaesaggi è una punta.

Due domande, però, vorremmo porle, chiedendo, se possibile, una cortese risposta:

la prima: perché infangare un progetto come “SaggiPaesaggi” senza alcuna verifica, volendolo far passare per forza per una vuota consulenza? Semplicemente perché il nome si prestava a chiudere brillantemente l’articolo? Per altro?

La seconda: più che una domanda è un appello alla coscienza civile di chi opera nel mondo della comunicazione: se è autentico l’impegno di professionisti come Sergio Rizzo, e di giornali come “Il Corriere della Sera” (che non vogliamo nemmeno sospettare possa rispondere ad altre logiche se non quelle dichiarate di favorire lo sviluppo democratico del nostro paese), allora perché continuare a “sparare nel mucchio”, a distruggere, senza differenziazione, tutto ciò che s’incontra sul proprio cammino, compresi quei semi di speranza che cittadini di buona volontà continuano silenziosamente ed onestamente a coltivare?

  

Sviluppo energetico e fonti rinnovabili

 
Il 14 maggio u.s. si è svolta presso l’Unione delle Province d’Italia la riunione di insediamento del Coordinamento delle Province del Mezzogiorno sulla Programmazione Interregionale 2007-2013 in tema di sviluppo energetico sostenibile.

L’incontro è stata un’occasione per fare sistema e creare un coordinamento forte e stabile tra le Province del Mezzogiorno con l’obiettivo di divenire attori di primo piano nella nuova programmazione sullo sviluppo energetico.

A tal fine è stata elaborata una proposta di Patto tra i Presidenti delle Province Italiane delle Regioni del Mezzogiorno in materia di sviluppo energetico sostenibile dei territori, che alleghiamo, insieme a tutti gli altri materiali ruiguardanti l’evento.

Documenti allegati:

Patto tra i Presidenti delle Province Italiane delle Regioni del Mezzogiorno in materia di sviluppo energetico sostenibile dei territori

Il 14 maggio u.s. si è svolta presso l’Unione delle Province d’Italia la riunione di insediamento del Coordinamento delle Province del Mezzogiorno sulla Programmazione Interregionale 2007-2013 in tema di sviluppo energetico sostenibile.

L’incontro è stata un’occasione per fare sistema e creare un coordinamento forte e stabile tra le Province del Mezzogiorno con l’obiettivo di divenire attori di primo piano nella nuova programmazione sullo sviluppo energetico.

A tal fine è stata elaborata una proposta di Patto tra i Presidenti delle Province Italiane delle Regioni del Mezzogiorno in materia di sviluppo energetico sostenibile dei territori, che alleghiamo, insieme a tutti gli altri materiali ruiguardanti l’evento.

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Il Progetto ECO delle Province di Parma e Piacenza

Il mondo si interroga in questi anni sempre con maggior attenzione sulle politiche ambientali e sulle azioni eco-compatibili necessarie alla salvaguardia della Terra e al risparmio delle risorse naturali. Nel territorio parmense e piacentino invece le istituzioni, Soprip, l’amministrazione Provinciale di Parma, il Sistema delle Aree Protette Regionali della Provincia di Parma e Piacenza, sono passate ai fatti creando e sostenendo ECO, il “progetto di qualificazione ambientale delle imprese dei parchi e delle riserve regionali”. Le aree protette coinvolte rappresentano le diverse realtà del territorio; si va dal Parco fluviale del Taro al Parco Boschi di Carrega, dal Parco delle valli del Cedra e del Parma – Parco dei Cento Laghi al Parco fluviale dello Stirone fino alla Riserva naturale del Monte Prinzera.

ECO raccoglie le aziende che vogliono lavorare in pieno rispetto del territorio e che per questo hanno sottoscritto il “disciplinare di qualità ambientale” elaborato nel rispetto del regolamento nazionale predisposto dal Ministero dell’Ambiente nel 2004. Per tali aziende sono state impostate azioni concrete di supporto che vanno dal finanziamento per gli adattamenti necessari al raggiungimento dei parametri imposti dal disciplinare, all’assistenza e aggiornamento agli imprenditori interessati e agli operatori delle aree protette. Tutte le strutture che hanno raggiunto gli obiettivi del disciplinari sono riconoscibili attraverso il marchio ECO, un simpatico papero dalla maglietta verde che tiene in mano un bel fiore rosso.

L’obiettivo di ECO è quello di creare un modello imprenditoriale innovativo, coerente con la valorizzazione e la tutela dell’ambiente nelle aree protette: un modello altamente competitivo nel mercato turistico di qualità che pone la sostenibilità ambientale al centro dell’agire; l’attenzione al territorio è elemento distintivo per un’offerta turistica di grande qualità e progettualità.

Ma ECO non è solo un progetto che coinvolge le aziende dell’ospitalità, gli operatori dei parchi, le società di servizi, è anche un iniziativa che vuole far partecipare l’ospite delle aree protette che viene informato e guidato verso un comportamento eco-compatibile sia in vacanza sia a casa; questo avviene attraverso una chiara e semplice documentazione che viene consegnata in tutti i punti di informazione dei parchi e nelle strutture aderenti al progetto.

Per conoscere le aree protette e il progetto ECO è a disposizione il sito www.parchi.parma.it nella cui sezione Progetti e Ricerche potrete trovare tutte le aziende partecipanti.

Sviluppo delle energie sostenibili

Una azione comune delle Province del meridione per promuovere uno sviluppo energetico sostenibile dei territori, attraverso l’informazione il coinvolgimento e la sensibilizzazione delle  comunità rispetto alle priorità della politica energetica comunitaria, nazionale e regionale. Lo hanno stabilito oggi i Presidenti delle Province della Campania, della Puglia, della Basilicata, della Calabria, della Sicilia e della Sardegna, riuniti all’Upi in un incontro promosso dal Presidente della Provincia di Potenza, Sabino Altobello.
Un “Patto per le energie sostenibili” che prende le mossa dal Programma Interregionale dell’Unione Europea sulle energie rinnovabili e sul risparmio energetico, finanziato con i Fondi Strutturali Comunitari per il quale è capofila la Regione Puglia. 

“Vogliamo costruire un Tavolo di Coordinamento permanente delle Province del Mezzogiorno – ha detto il Presidente Altobello – che possa rappresentare il luogo del confronto politico sul ruolo delle Province nella progettazione condivisa nell’attuazione delle nuove strategie comunitarie e nazionali della politica energetica europea. Così potremo riuscire a realizzare proposte condivise, capaci di offrire nuove opportunità di occupazione e progresso economico e sociale, ma soprattutto benessere reale, diffuso e durevole”.
“Il Protocollo di Kyoto  – ha ricordato poi il Presidente Altobello – assegna all’Italia un obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra, da realizzarsi entro il 2012, del 6,5% rispetto ai livelli del 1990, mentre nel nostro Paese le emissioni, invece di diminuire, sono aumentate del 13%, tanto che ormai dovremo ridurle del 20% per rientrare nei parametri al 2012. Questo vuol dire, tra l’altro,  che c’è bisogno di promuovere e sostenere l’utilizzo delle fonti rinnovabili e di sperimentare e realizzare forme avanzate di interventi di efficientamento energetico anche  degli edifici pubblici” .

Primo passo, il monitoraggio delle installazioni per la produzione di energie rinnovabili realizzate dalle diverse Province del Mezzogiorno, attraverso cui realizzare un “Atlante delle energie rinnovabili nelle Province”. 

PROTOCOLLO D’INTESA UPI – RINA

Prot.n. 212                                            Roma, 31 gennaio 2008
all. 1 protocollo UPI – RINA

                                                             AI PRESIDENTI DI PROVINCIA
                                                             AGLI ASSESSORI ALL’AMBIENTE
                                                             AI DIRIGENTI SETTORE AMBIENTE
                                                             Loro Sedi

     Caro Collega,

lo scorso 23 gennaio l’Unione delle Province d’Italia e RINA SpA hanno siglato un protocollo d’intesa (cfr allegato), finalizzato alla individuazione di forme di collaborazione per supportare le Province nella predisposizione di piani provinciali delle emissioni di gas serra sul proprio territorio.

L’obiettivo sotteso alla stipula dell’accordo è sostanzialmente quello di favorire il ruolo determinante delle Province nelle politiche di raggiungimento degli obiettivi previsti dal Protocollo di Kyoto: attraverso il contributo fattivo degli enti locali in questo specifico settore sarà infatti possibile centrare più rapidamente gli obiettivi di riduzione dei gas serra, con positive ricadute anche sul versante occupazionale e di sviluppo complessivo dei territori.

 L’Unione delle Province d’Italia considera dunque fondamentale diffondere tale strumento, poiché ritiene possa rappresentare un interessante punto di partenza, anche nell’ottica di un futuro rapporto collaborativo con il Ministero dell’Ambiente. A tal proposito Ti preannuncio un incontro nazionale di approfondimento sul tema, di cui Ti darò tempestiva comunicazione non appena definiti i dettagli.
 Nel caso fossi interessato a conoscere ulteriori informazioni in ordine alle eventuali  modalità di attuazione del protocollo nella Tua Provincia, anche relativamente a possibili parametri di costo, Ti invito ad inoltrare una mail a [email protected].

Certo di incontrare il Tuo interesse, Ti ringrazio per l’attenzione e Ti invio cordiali saluti.

            MASSIMO ROSSI
      Responsabile UPI per l’Ambiente

In allegato la Circolare e il Protocollo d’Intesa

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Rilevazione sulla mobilità ciclistica: “Province in bici”

Si prega di voler compilare l’allegato questionario e di rinviarlo all’indirizzo di posta elettronica indicato entro la prima metà del mese di settembre; ulteriori informazioni potranno essere richieste a Barbara Loconsole della Provincia di Milano, tel 0277403708.
 
 

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Circolare del Ministero dei Trasporti

In allegato, la Circolare del Ministero dei Trasporti n. 10/07 avente ad oggetto l’adeguamento del 17 agosto 2007 ai requisiti dell’accesso alla professione per le imprese autorizzate all’esercizio dell’attività di autotrasportatore di cose per conto di terzi fra il 1 gennaio 1978 e il 31 maggio 1987 – DM 161/05 art. 5, co.1

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