Categoria: Ambiente e Territorio

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Il Consiglio d’Europa promuove il territorio e la Provincia di Potenza

Tra il 13 e il 16 luglio, la Provincia di Potenza ha avuto l’onore di ospitare una delegazione del Consiglio d’Europa, interessata a conoscere i nostri principali luoghi di rilevanza culturale, storica ed ambientale con particolare focus sulla loro valorizzazione a fini turistici.

Questa iniziativa si inserisce nell’ambito del ricco programma di valorizzazione del territorio provinciale portato avanti dal MCR2030 Resilience HUB della Provincia di Potenza ed in particolare del progetto CIBIOGO, volto a promuovere attività di mitigazione dei cambiamenti climatici e di valorizzazione del patrimonio locale ambientale e culturale sostenendo ed incoraggiando un più ampia partecipazione attiva di cittadini, associazioni ed operatori del settore.

La delegazione era composta da Arnold Klingeis, Presidente HISTORIC CAFÉS ROUTE, in rappresentanza anche del Segretariato degli Itinerari Culturali e dell’Accordo Parziale Allargato sugli Itinerari Culturali, del Consiglio d’Europa, Karin Hann, delegata del Sindaco della città di Cluj Napoca (Romania) e responsabile del Centro di Informazione e Promozione Turistica di Cluj-Napoca, Lucian Nastasa-Kovaci, storico di rilevanza interazionale e General Manager del Museo Nazionale dell’Arte avente sede nello storico Palazzo Banffy della Transilvania, ⁠⁠Ștefan Farell, presidente e direttore artistico di rilevo internazionale del Fashion Week & Lifestyle della città di Cluj Napoca.

Nel corso della loro permanenza, i rappresentanti del Consiglio d’Europa hanno avuto modo di visitare alcune delle nostre più rinomate destinazioni con rilevanti presenze storico-culturali e paesaggistico-ambientali che vanno da Maratea, Perla del Mediterraneo, al Vulture con i laghi di Monticchio, per finire a Melfi, Acerenza, Pietragalla e Potenza città.

Nella intensa 4 giorni, si è svolto anche un importante momento di confronto a cui hanno partecipato, oltre alla Provincia rappresentata dal Consigliere Michele Giordano e dallo staff dell’Ufficio Pianificazione guidato dal dirigente Alessandro Attolico, promotore e coordinatore del MCR2030 Resilience HUB, docenti dell’Università della Basilicata, ricercatori CNR, funzionari e dirigenti del della Regione Basilicata, rappresentanze degli Ordini Professionali e delle Associazioni Culturali ed Ambientali nonché esperti di fama internazionale in materia di protezione e valorizzazione dei beni culturali ad ambientali, tra cui Pierpaolo Campostrini in rappresentanza della città di Venezia, il prof Prof. Heck Peter dell’Umwelt-Campus Birkenfeld e Andrew Bower, in rappresentanza dell’Ufficio delle Nazioni Unite sulla riduzione del rischio di Disastri per l’Europa e l’Asia Centrale.

Incontri tematici di approfondimento si sono inoltre tenuti, sui luoghi selezionati per la breve visita, con la Presidente del Parco del Vulture Francesca Di Lucchio, i Sindaci dei Comuni di Melfi, Giuseppe Maglione e di Acerenza, Ferdinando Scattone, con le direzioni museali di Melfi e Potenza e con alcune aziende storiche di produzione di prodotti locali tipici dell’area interessata.

La Provincia di Potenza, che conta ben 9 aree protette, 2 Parchi Regionali e 2 Nazionali e un immenso patrimonio storico-culturale, dimostra di avere molto da offrire nel connubio storia-ambiente-paesaggio-turismo, provando a perseguire l’aumento del trend legato al turismo culturale di tipo lento e responsabile.

Siamo certi che questa breve ma intensa visita e il protocollo di partnership e collaborazione avviato tra il MCR2030 Resilience HUB della Provincia di Potenza ed il Consiglio d’Europa contribuiranno a far conoscere, a livello internazionale, i tesori custoditi dalla nostra Provincia, attirando l’attenzione sulle nostre ricchezze artistiche e naturalistiche. Un’occasione preziosa per promuovere una strategica azione di valorizzazione incentrata su uno sviluppo turistico sostenibile e in armonia con l’ambiente. Su questi temi, il MCR2030 Resilience HUB della Provincia di Potenza ha già avviato in questi giorni un’intensa progettualità con gli stakeholders e le associazioni interessati dal tema condividendo costantemente i progressi con le rappresentanze del Consiglio d’Europa e delle Nazioni Unite.

Il Consiglio d’Europa promuove il territorio e la Provincia di Potenza

Tra il 13 e il 16 luglio, la Provincia di Potenza ha avuto l’onore di ospitare una delegazione del Consiglio d’Europa, interessata a conoscere i nostri principali luoghi di rilevanza culturale, storica ed ambientale con particolare focus sulla loro valorizzazione a fini turistici.

Questa iniziativa si inserisce nell’ambito del ricco programma di valorizzazione del territorio provinciale portato avanti dal MCR2030 Resilience HUB della Provincia di Potenza ed in particolare del progetto CIBIOGO, volto a promuovere attività di mitigazione dei cambiamenti climatici e di valorizzazione del patrimonio locale ambientale e culturale sostenendo ed incoraggiando un più ampia partecipazione attiva di cittadini, associazioni ed operatori del settore.

La delegazione era composta da Arnold Klingeis, Presidente HISTORIC CAFÉS ROUTE, in rappresentanza anche del Segretariato degli Itinerari Culturali e dell’Accordo Parziale Allargato sugli Itinerari Culturali, del Consiglio d’Europa, Karin Hann, delegata del Sindaco della città di Cluj Napoca (Romania) e responsabile del Centro di Informazione e Promozione Turistica di Cluj-Napoca, Lucian Nastasa-Kovaci, storico di rilevanza interazionale e General Manager del Museo Nazionale dell’Arte avente sede nello storico Palazzo Banffy della Transilvania, ⁠⁠Ștefan Farell, presidente e direttore artistico di rilevo internazionale del Fashion Week & Lifestyle della città di Cluj Napoca.

Nel corso della loro permanenza, i rappresentanti del Consiglio d’Europa hanno avuto modo di visitare alcune delle nostre più rinomate destinazioni con rilevanti presenze storico-culturali e paesaggistico-ambientali che vanno da Maratea, Perla del Mediterraneo, al Vulture con i laghi di Monticchio, per finire a Melfi, Acerenza, Pietragalla e Potenza città.

Nella intensa 4 giorni, si è svolto anche un importante momento di confronto a cui hanno partecipato, oltre alla Provincia rappresentata dal Consigliere Michele Giordano e dallo staff dell’Ufficio Pianificazione guidato dal dirigente Alessandro Attolico, promotore e coordinatore del MCR2030 Resilience HUB, docenti dell’Università della Basilicata, ricercatori CNR, funzionari e dirigenti del della Regione Basilicata, rappresentanze degli Ordini Professionali e delle Associazioni Culturali ed Ambientali nonché esperti di fama internazionale in materia di protezione e valorizzazione dei beni culturali ad ambientali, tra cui Pierpaolo Campostrini in rappresentanza della città di Venezia, il prof Prof. Heck Peter dell’Umwelt-Campus Birkenfeld e Andrew Bower, in rappresentanza dell’Ufficio delle Nazioni Unite sulla riduzione del rischio di Disastri per l’Europa e l’Asia Centrale.

Incontri tematici di approfondimento si sono inoltre tenuti, sui luoghi selezionati per la breve visita, con la Presidente del Parco del Vulture Francesca Di Lucchio, i Sindaci dei Comuni di Melfi, Giuseppe Maglione e di Acerenza, Ferdinando Scattone, con le direzioni museali di Melfi e Potenza e con alcune aziende storiche di produzione di prodotti locali tipici dell’area interessata.

La Provincia di Potenza, che conta ben 9 aree protette, 2 Parchi Regionali e 2 Nazionali e un immenso patrimonio storico-culturale, dimostra di avere molto da offrire nel connubio storia-ambiente-paesaggio-turismo, provando a perseguire l’aumento del trend legato al turismo culturale di tipo lento e responsabile.

Siamo certi che questa breve ma intensa visita e il protocollo di partnership e collaborazione avviato tra il MCR2030 Resilience HUB della Provincia di Potenza ed il Consiglio d’Europa contribuiranno a far conoscere, a livello internazionale, i tesori custoditi dalla nostra Provincia, attirando l’attenzione sulle nostre ricchezze artistiche e naturalistiche. Un’occasione preziosa per promuovere una strategica azione di valorizzazione incentrata su uno sviluppo turistico sostenibile e in armonia con l’ambiente. Su questi temi, il MCR2030 Resilience HUB della Provincia di Potenza ha già avviato in questi giorni un’intensa progettualità con gli stakeholders e le associazioni interessati dal tema condividendo costantemente i progressi con le rappresentanze del Consiglio d’Europa e delle Nazioni Unite.

La Provincia di Salerno avvia un nuovo impianto di depurazione acque reflue

La Provincia di Salerno, nell’ambito dei lavori del Grande Progetto Risanamento ambientale dei corpi idrici superficiali della provincia di Salerno (Beneficiario Provincia di Salerno, SA. POR/FESR 2014-2020 O.S. 6.3. COMPARTO N.8 – Area Tanagro Sele” – CUP H91B12000570009 CIG 72463526D6), ha ultimato i lavori relativi al ID 35 – Auletta -” Potenziamento e adeguamento impianto di depurazione per il trattamento delle acque reflue comunali”.

Sull’area interessata dall’intervento il cui costo è ammontato a € 787.834,00, situata nei pressi del fiume Tanagro in Località Peschiera nel Comune di Auletta, da domani mercoledì si procederà alla messa in esercizio e all’avviamento del nuovo impianto di depurazione delle acque reflue, per cui cesserà il funzionamento dei due impianti vetusti esistenti “Peschiera I e II”.

“Ad Auletta finalmente parte il nuovo impianto di depurazione – dichiara il presidente della Provincia di Salerno Franco Alfieri –  e parliamo di un intervento di estrema importanza in quanto, in un’area che ricade nella zona “Fiumi Tanagro e Sele” quindi particolarmente sensibile sotto il profilo ambientale, entra in funzione un impianto moderno i cui reflui chiarificati verranno convogliati nel Fiume Tanagro. Si tratta di lavori fondamentali che abbiamo potuto realizzare grazie al sostegno della Regione Campania, in particolare del presidente Vincenzo De Luca e del vice presidente, delegato all’ambiente Fulvio Bonavitacola.”

La Provincia di Salerno avvia un nuovo impianto di depurazione acque reflue

La Provincia di Salerno, nell’ambito dei lavori del Grande Progetto Risanamento ambientale dei corpi idrici superficiali della provincia di Salerno (Beneficiario Provincia di Salerno, SA. POR/FESR 2014-2020 O.S. 6.3. COMPARTO N.8 – Area Tanagro Sele” – CUP H91B12000570009 CIG 72463526D6), ha ultimato i lavori relativi al ID 35 – Auletta -” Potenziamento e adeguamento impianto di depurazione per il trattamento delle acque reflue comunali”.

Sull’area interessata dall’intervento il cui costo è ammontato a € 787.834,00, situata nei pressi del fiume Tanagro in Località Peschiera nel Comune di Auletta, da domani mercoledì si procederà alla messa in esercizio e all’avviamento del nuovo impianto di depurazione delle acque reflue, per cui cesserà il funzionamento dei due impianti vetusti esistenti “Peschiera I e II”.

“Ad Auletta finalmente parte il nuovo impianto di depurazione – dichiara il presidente della Provincia di Salerno Franco Alfieri –  e parliamo di un intervento di estrema importanza in quanto, in un’area che ricade nella zona “Fiumi Tanagro e Sele” quindi particolarmente sensibile sotto il profilo ambientale, entra in funzione un impianto moderno i cui reflui chiarificati verranno convogliati nel Fiume Tanagro. Si tratta di lavori fondamentali che abbiamo potuto realizzare grazie al sostegno della Regione Campania, in particolare del presidente Vincenzo De Luca e del vice presidente, delegato all’ambiente Fulvio Bonavitacola.”

DL Ricostruzione, UPI “Il Governo ha respinto le richieste di ANCI UPI E REGIONI”

“Oggi in Conferenza Unificata sul decreto ricostruzione il Governo ha fatto una scelta del tutto incomprensibile: ha deciso, nonostante le richieste unitarie di UPI, ANCI e Conferenza delle Regioni e nonostante il parere favorevole della struttura commissariale, di non alzare il massimale di 6.000 euro di indennizzo per i beni mobili distrutti o danneggiati dall’alluvione in Emilia-Romagna fino alla cifra più consona di 30mila euro. Una richiesta che non avrebbe comportato nuovi costi per lo Stato, perché il fondo per la ricostruzione c’è ed è capiente. Come UPI, ANCI e Conferenza delle Regioni, non abbiamo potuto fare altro che dare parere negativo al decreto”.
Lo dichiara il Presidente di UPI Michele de Pascale, Sindaco e Presidente di Ravenna, sottolineando come “dopo il rinvio chiesto dal Governo la scorsa settimana, ci aspettavamo che in questa Conferenza straordinaria si trovasse una soluzione positiva, a favore delle tante famiglie e imprese che ormai aspettano risposte da più di un anno. Evidentemente, invece, aiutare famiglie e imprese dell’Emilia-Romagna non è considerata una questione essenziale da questo Governo.
“Voglio ribadire che non c’è un ostacolo tecnico alla richiesta che abbiamo avanzato di innalzare la soglia di indennizzi per i beni mobili da 6.000 a 30.000 euro, perché il Commissario per la ricostruzione pochi giorni fa ha annunciato di avere disponibili nel fondo apposito 1 mld e 200 milioni a cui si aggiungono anche altri 700 milioni di credito d’imposta per gli indennizzi. Di questi al momento il Commissario ha dichiarato di aver speso solo 12 milioni. Oggi però il MEF si è opposto alla nostra richiesta, asserendo la mancanza della copertura finanziaria. Delle due l’una: o sbaglia il Commissario, o sbaglia il MEF. Oppure, cosa che sarebbe davvero incomprensibile, il Governo ha scelto di non utilizzare quei fondi destinati agli indennizzi.
Non ci resta che sperare che almeno nel Parlamento, che sta discutendo il decreto – aggiunge de Pascale – si riesca a trovare intorno a una questione che riguarda i diritti dei cittadini, una voce unica, a prescindere dall’appartenenza alla maggioranza o alla minoranza”.

DL Ricostruzione, UPI “Il Governo ha respinto le richieste di ANCI UPI E REGIONI”

“Oggi in Conferenza Unificata sul decreto ricostruzione il Governo ha fatto una scelta del tutto incomprensibile: ha deciso, nonostante le richieste unitarie di UPI, ANCI e Conferenza delle Regioni e nonostante il parere favorevole della struttura commissariale, di non alzare il massimale di 6.000 euro di indennizzo per i beni mobili distrutti o danneggiati dall’alluvione in Emilia-Romagna fino alla cifra più consona di 30mila euro. Una richiesta che non avrebbe comportato nuovi costi per lo Stato, perché il fondo per la ricostruzione c’è ed è capiente. Come UPI, ANCI e Conferenza delle Regioni, non abbiamo potuto fare altro che dare parere negativo al decreto”.
Lo dichiara il Presidente di UPI Michele de Pascale, Sindaco e Presidente di Ravenna, sottolineando come “dopo il rinvio chiesto dal Governo la scorsa settimana, ci aspettavamo che in questa Conferenza straordinaria si trovasse una soluzione positiva, a favore delle tante famiglie e imprese che ormai aspettano risposte da più di un anno. Evidentemente, invece, aiutare famiglie e imprese dell’Emilia-Romagna non è considerata una questione essenziale da questo Governo.
“Voglio ribadire che non c’è un ostacolo tecnico alla richiesta che abbiamo avanzato di innalzare la soglia di indennizzi per i beni mobili da 6.000 a 30.000 euro, perché il Commissario per la ricostruzione pochi giorni fa ha annunciato di avere disponibili nel fondo apposito 1 mld e 200 milioni a cui si aggiungono anche altri 700 milioni di credito d’imposta per gli indennizzi. Di questi al momento il Commissario ha dichiarato di aver speso solo 12 milioni. Oggi però il MEF si è opposto alla nostra richiesta, asserendo la mancanza della copertura finanziaria. Delle due l’una: o sbaglia il Commissario, o sbaglia il MEF. Oppure, cosa che sarebbe davvero incomprensibile, il Governo ha scelto di non utilizzare quei fondi destinati agli indennizzi.
Non ci resta che sperare che almeno nel Parlamento, che sta discutendo il decreto – aggiunge de Pascale – si riesca a trovare intorno a una questione che riguarda i diritti dei cittadini, una voce unica, a prescindere dall’appartenenza alla maggioranza o alla minoranza”.

La Provincia di Ferrara capofila per la transizione energetica del territorio.

La Provincia insieme con Ferrara Sviluppo Imprese e Anci Emilia-Romagna dà avvio al progetto PROFE, per la transizione energetica del territorio. Progetto che può prendere il via grazie alla collaborazione di Secis (Servizi per la cooperazione e l’innovazione sociale srl) e a un contributo di 36 mila euro finanziato dalla Regione tramite fondi Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale).

L’iniziativa si articola in un programma di 18 incontri, 10 rivolti ai cittadini e 8 alle imprese, i cui primi due sono già in calendario e rivolti principalmente alle aziende: il 15 luglio alle 17 alla Coop di via Riganò 1 in città, e il 23 luglio alla stessa ora nella sede di Cna a Ferrara in via Caldirolo.

Lo scopo è la diffusione della cultura della sostenibilità e un’informazione corretta ed estesa all’intera provincia estense, sulle opportunità d’investimento date dalle energie rinnovabili.

L’intento degli organizzatori è di concludere i 18 appuntamenti entro fine 2024.

“Autoproduzione – ha esordito il presidente della Provincia, Gianni Michele Padovani –autoconsumo, comunità energetiche, mobilità sostenibile e cultura della sostenibilità, sono i temi al centro del progetto”.

“Un impegno – ha proseguito Davide Bellotti, presidente di Ferrara Imprese e Sviluppo – di fronte a un futuro già iniziato, che ci interpella per una rilettura dei comportamenti e per mettere a disposizione tecniche e soluzioni per abitare da protagonisti la sfida della conversione energetica”.

L’itinerario dei 18 appuntamenti in tutto il territorio provinciale ha anche l’obiettivo di mettere ordine tra le tante opportunità e opzioni sul grande tema della svolta energetica, come ha ricordato Caterina Ferri di Secis.

Il tutto nasce da un bando che la Regione ha confezionato su misura per gli enti locali e finanziato con fondi europei, per rendere capaci cittadini e imprese di compiere la svolta energetica di zero emissioni entro il 2050 prevista dalla stessa agenda di Bruxelles.

“Si parla ancora troppo poco di risparmio energetico e di elettrificazione – ha aggiunto Alessandro Rossi, responsabile energia di Anci Emilia-Romagna – e se fossero di più largo uso dispositivi come piastre a induzione, pompe di calore e altri sistemi, si potrebbero raggiungere risparmi anche del 50% e ridurre di conseguenza le importazioni di gas”.

PROFE è quindi un’opportunità offerta a cittadini e imprese su scala provinciale per diffondere consapevolezza, informazione e indurre nuovi comportamenti e abitudini in tema di consumi energetici. “Informazioni – ha precisato Rossi – che faticano tuttora ad arrivare a destinazione e in forma corretta”.

La spinta all’elettrificazione per imprese, privati e sistema della mobilità – è stato infine ricordato – è fondamentale per il successo delle comunità energetiche.

 

La Provincia di Ferrara capofila per la transizione energetica del territorio.

La Provincia insieme con Ferrara Sviluppo Imprese e Anci Emilia-Romagna dà avvio al progetto PROFE, per la transizione energetica del territorio. Progetto che può prendere il via grazie alla collaborazione di Secis (Servizi per la cooperazione e l’innovazione sociale srl) e a un contributo di 36 mila euro finanziato dalla Regione tramite fondi Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale).

L’iniziativa si articola in un programma di 18 incontri, 10 rivolti ai cittadini e 8 alle imprese, i cui primi due sono già in calendario e rivolti principalmente alle aziende: il 15 luglio alle 17 alla Coop di via Riganò 1 in città, e il 23 luglio alla stessa ora nella sede di Cna a Ferrara in via Caldirolo.

Lo scopo è la diffusione della cultura della sostenibilità e un’informazione corretta ed estesa all’intera provincia estense, sulle opportunità d’investimento date dalle energie rinnovabili.

L’intento degli organizzatori è di concludere i 18 appuntamenti entro fine 2024.

“Autoproduzione – ha esordito il presidente della Provincia, Gianni Michele Padovani –autoconsumo, comunità energetiche, mobilità sostenibile e cultura della sostenibilità, sono i temi al centro del progetto”.

“Un impegno – ha proseguito Davide Bellotti, presidente di Ferrara Imprese e Sviluppo – di fronte a un futuro già iniziato, che ci interpella per una rilettura dei comportamenti e per mettere a disposizione tecniche e soluzioni per abitare da protagonisti la sfida della conversione energetica”.

L’itinerario dei 18 appuntamenti in tutto il territorio provinciale ha anche l’obiettivo di mettere ordine tra le tante opportunità e opzioni sul grande tema della svolta energetica, come ha ricordato Caterina Ferri di Secis.

Il tutto nasce da un bando che la Regione ha confezionato su misura per gli enti locali e finanziato con fondi europei, per rendere capaci cittadini e imprese di compiere la svolta energetica di zero emissioni entro il 2050 prevista dalla stessa agenda di Bruxelles.

“Si parla ancora troppo poco di risparmio energetico e di elettrificazione – ha aggiunto Alessandro Rossi, responsabile energia di Anci Emilia-Romagna – e se fossero di più largo uso dispositivi come piastre a induzione, pompe di calore e altri sistemi, si potrebbero raggiungere risparmi anche del 50% e ridurre di conseguenza le importazioni di gas”.

PROFE è quindi un’opportunità offerta a cittadini e imprese su scala provinciale per diffondere consapevolezza, informazione e indurre nuovi comportamenti e abitudini in tema di consumi energetici. “Informazioni – ha precisato Rossi – che faticano tuttora ad arrivare a destinazione e in forma corretta”.

La spinta all’elettrificazione per imprese, privati e sistema della mobilità – è stato infine ricordato – è fondamentale per il successo delle comunità energetiche.

 

Aree agricole di pregio, la Provincia di Padova traccia la mappa

Il 96 per cento del territorio agricolo della provincia di Padova è di pregio. Sono state individuate in tutto il territorio provinciale padovano le Aree agricole di pregio (AAP). La mappa definitiva è stata approvata dal Consiglio nel corso dell’ultima assemblea e la documentazione inviata alla Regione.

Si conclude così il ruolo dell’Amministrazione provinciale nell’ambito del progetto di individuazione di aree adatte ad accogliere impianti fotovoltaici, anche se – come sottolineato in Consiglio – la mappatura non individua le aree idonee all’installazione degli impianti e neppure quelle non adatte, bensì evidenzia le aree agricole di pregio, che è uno dei 19 elementi di presuntiva inidoneità.

Il progetto di mappatura è stato avviato circa un paio di anni fa dalla Regione che ha trasmesso la delega alle Province, sentiti i Comuni, di individuare le aree che hanno quelle caratteristiche intrinseche che le fanno rientrare nella classificazione “pregio”.

I commenti

«Con l’approvazione in Consiglio si chiude questo capitolo che ha visto la Provincia farsi parte attiva nella realizzazione di uno strumento concertato con gli Enti locali – il commento di Daniele Canella, vicepresidente vicario della Provincia di Padova e consigliere delegato alla Pianificazione Territoriale e Urbanistica -.  La mappatura così ottenuta dalla sovrapposizione di banche dati, oltre a essere uno strumento urbanistico che sarà utile alla Provincia, sarà trasmessa alla Regione che ne farà uno degli elementi di valutazione per l’installazione di impianti fotovoltaici a terra. È opportuno ricordare che non si tratta della mappa che permette di individuare il 4% del territorio su cui si può installare il fotovoltaico, perché quest’ultima sarà messa a punto dalla Regione. Il nostro è, invece, un documento che dà indicazioni sull’andamento in termini di sostenibilità: dati, cartografie e tutele su cui possiamo confrontarci nell’ambito del governo del territorio».

Aggiunge Canella: «Dal punto di vista agricolo, ora abbiamo informazioni precise sull’utilizzo di tutto il suolo provinciale. Auspicabilmente, è un documento che dovrà restare vivo e tra qualche anno potrà essere aggiornato per confrontare le due fotografie e ricavarne in questo modo l’evoluzione del territorio».

Relativamente all’installazione di pannelli fotovoltaici, Canella ricorda che «Padova è stata una delle province italiane protagoniste di un vero e proprio boom di pannelli fotovoltaici negli ultimi tre anni. Basti citare l’esempio di Interporto Padova, una modalità straordinaria di utilizzo del fotovoltaico in ambito industriale, con 250 mila metri quadri di pannelli capaci di generare 16 Gigawattora/anno, una best practice inserita nel Quaderno Tecnico per gli impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili stilato dalla Provincia di Padova. Puntare sulla salvaguardia del suolo e sulla tutela paesaggistica è possibile andando non solo a utilizzare le superfici esistenti (ad esempio i tetti degli edifici oppure i lati delle strade), ma sono convinto che nel prossimo futuro l’evoluzione della tecnologia fotovoltaica permetterà di avere a disposizione materiali innovativi che porteranno a nuove modalità di cattura dell’energia solare».

I fattori considerati

L’area agricola di pregio viene descritta con precisione dalla legge regionale: è una superficie caratterizzata dalla presenza di attività agricole consolidate, dalla loro continuità ed estensione, e che sono contraddistinte dalla presenza di paesaggi agrari identitari, di ecosistemi rurali e naturali complessi, anche con funzione di connessione ecologica.

Inoltre, per giungere alla stesura definitiva della mappa è stato necessario contemperare i valori dell’ambiente in generale, in funzione del conseguimento degli obiettivi di produzione di energia da fonti rinnovabili, con l’obiettivo della decarbonizzazione al 2050 e della riduzione della dipendenza energetica. Ecco dunque che, oltre alle caratteristiche proprie delle aree, i tecnici della Provincia hanno tenuto conto anche del patrimonio storico-artistico, delle tradizioni agroalimentari locali, della biodiversità, della riduzione del consumo di suolo e della lotta ai cambiamenti climatici.

Tutte queste caratteristiche sono state divise in tre macro-ambiti: Patrimonio storico-architettonico e del paesaggio; Ambiente; Agricoltura e irrigazione. Nel complesso sono stati considerati 24 indicatori di pregio che indicano la non-idoneità delle aree all’installazione degli impianti. A seguire, sarà la Regione ad apporre dei vincoli territoriali con delibera propria.

I soggetti titolati a presentare le osservazioni sono stati i Comuni e le associazioni di categoria legate all’attività agricola.

L’iter

La bozza di mappatura è stata adottata con decreto del presidente della Provincia nel mese di febbraio di quest’anno ed è stata presentata il giorno successivo all’adozione, ai Comuni e alle principali associazioni agricole, per le eventuali osservazioni. In totale ne sono state depositate 10 da parte dei Comuni, una dall’Ufficio Pianificazione Territoriale-Urbanistica della Provincia e tre da parte delle associazioni agricole. Dopo la disanima, sono state accolte interamente quattro osservazioni dei Comuni (San Giorgio Delle Pertiche, Tribano, Vo, Cittadella), mentre altrettante hanno visto accoglimento parziale (Borgo Veneto, Montagnana, Galliera Veneta, Padova). Infine, è stata accolta una delle tre osservazioni presentate dalle associazioni agricole.

 

Aree agricole di pregio, la Provincia di Padova traccia la mappa

Il 96 per cento del territorio agricolo della provincia di Padova è di pregio. Sono state individuate in tutto il territorio provinciale padovano le Aree agricole di pregio (AAP). La mappa definitiva è stata approvata dal Consiglio nel corso dell’ultima assemblea e la documentazione inviata alla Regione.

Si conclude così il ruolo dell’Amministrazione provinciale nell’ambito del progetto di individuazione di aree adatte ad accogliere impianti fotovoltaici, anche se – come sottolineato in Consiglio – la mappatura non individua le aree idonee all’installazione degli impianti e neppure quelle non adatte, bensì evidenzia le aree agricole di pregio, che è uno dei 19 elementi di presuntiva inidoneità.

Il progetto di mappatura è stato avviato circa un paio di anni fa dalla Regione che ha trasmesso la delega alle Province, sentiti i Comuni, di individuare le aree che hanno quelle caratteristiche intrinseche che le fanno rientrare nella classificazione “pregio”.

I commenti

«Con l’approvazione in Consiglio si chiude questo capitolo che ha visto la Provincia farsi parte attiva nella realizzazione di uno strumento concertato con gli Enti locali – il commento di Daniele Canella, vicepresidente vicario della Provincia di Padova e consigliere delegato alla Pianificazione Territoriale e Urbanistica -.  La mappatura così ottenuta dalla sovrapposizione di banche dati, oltre a essere uno strumento urbanistico che sarà utile alla Provincia, sarà trasmessa alla Regione che ne farà uno degli elementi di valutazione per l’installazione di impianti fotovoltaici a terra. È opportuno ricordare che non si tratta della mappa che permette di individuare il 4% del territorio su cui si può installare il fotovoltaico, perché quest’ultima sarà messa a punto dalla Regione. Il nostro è, invece, un documento che dà indicazioni sull’andamento in termini di sostenibilità: dati, cartografie e tutele su cui possiamo confrontarci nell’ambito del governo del territorio».

Aggiunge Canella: «Dal punto di vista agricolo, ora abbiamo informazioni precise sull’utilizzo di tutto il suolo provinciale. Auspicabilmente, è un documento che dovrà restare vivo e tra qualche anno potrà essere aggiornato per confrontare le due fotografie e ricavarne in questo modo l’evoluzione del territorio».

Relativamente all’installazione di pannelli fotovoltaici, Canella ricorda che «Padova è stata una delle province italiane protagoniste di un vero e proprio boom di pannelli fotovoltaici negli ultimi tre anni. Basti citare l’esempio di Interporto Padova, una modalità straordinaria di utilizzo del fotovoltaico in ambito industriale, con 250 mila metri quadri di pannelli capaci di generare 16 Gigawattora/anno, una best practice inserita nel Quaderno Tecnico per gli impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili stilato dalla Provincia di Padova. Puntare sulla salvaguardia del suolo e sulla tutela paesaggistica è possibile andando non solo a utilizzare le superfici esistenti (ad esempio i tetti degli edifici oppure i lati delle strade), ma sono convinto che nel prossimo futuro l’evoluzione della tecnologia fotovoltaica permetterà di avere a disposizione materiali innovativi che porteranno a nuove modalità di cattura dell’energia solare».

I fattori considerati

L’area agricola di pregio viene descritta con precisione dalla legge regionale: è una superficie caratterizzata dalla presenza di attività agricole consolidate, dalla loro continuità ed estensione, e che sono contraddistinte dalla presenza di paesaggi agrari identitari, di ecosistemi rurali e naturali complessi, anche con funzione di connessione ecologica.

Inoltre, per giungere alla stesura definitiva della mappa è stato necessario contemperare i valori dell’ambiente in generale, in funzione del conseguimento degli obiettivi di produzione di energia da fonti rinnovabili, con l’obiettivo della decarbonizzazione al 2050 e della riduzione della dipendenza energetica. Ecco dunque che, oltre alle caratteristiche proprie delle aree, i tecnici della Provincia hanno tenuto conto anche del patrimonio storico-artistico, delle tradizioni agroalimentari locali, della biodiversità, della riduzione del consumo di suolo e della lotta ai cambiamenti climatici.

Tutte queste caratteristiche sono state divise in tre macro-ambiti: Patrimonio storico-architettonico e del paesaggio; Ambiente; Agricoltura e irrigazione. Nel complesso sono stati considerati 24 indicatori di pregio che indicano la non-idoneità delle aree all’installazione degli impianti. A seguire, sarà la Regione ad apporre dei vincoli territoriali con delibera propria.

I soggetti titolati a presentare le osservazioni sono stati i Comuni e le associazioni di categoria legate all’attività agricola.

L’iter

La bozza di mappatura è stata adottata con decreto del presidente della Provincia nel mese di febbraio di quest’anno ed è stata presentata il giorno successivo all’adozione, ai Comuni e alle principali associazioni agricole, per le eventuali osservazioni. In totale ne sono state depositate 10 da parte dei Comuni, una dall’Ufficio Pianificazione Territoriale-Urbanistica della Provincia e tre da parte delle associazioni agricole. Dopo la disanima, sono state accolte interamente quattro osservazioni dei Comuni (San Giorgio Delle Pertiche, Tribano, Vo, Cittadella), mentre altrettante hanno visto accoglimento parziale (Borgo Veneto, Montagnana, Galliera Veneta, Padova). Infine, è stata accolta una delle tre osservazioni presentate dalle associazioni agricole.

 

La Provincia dell’Aquila avvia lavori di manutenzione stradale con Anas

Anas Abruzzo e Provincia dell’Aquila: al via i lavori di ammodernamento della strada statale 260 e S.P 29 dell’Alto Aterno, ricadente nel comune di Pizzoli.

“Il progetto – ha dichiarato Gabriella Sette, presidente della commissione viabilità della provincia dell’Aquila – rientra nell’ambito delle opere di miglioramento e di messa in sicurezza delle principali vie di comunicazione della provincia dell’Aquila ed è il frutto della collaborazione tra Anas e Provincia dell’Aquila.” Opere in cui l’Anas svolge direttamente il compito di progettazione, direzione lavori e collaudo finale. “Un grazie doveroso – conclude Sette – va al Capo Compartimento Ing. Antonio Marasco ed al capo Area Ing. Luca Sellecchia”.

La Provincia dell’Aquila avvia lavori di manutenzione stradale con Anas

Anas Abruzzo e Provincia dell’Aquila: al via i lavori di ammodernamento della strada statale 260 e S.P 29 dell’Alto Aterno, ricadente nel comune di Pizzoli.

“Il progetto – ha dichiarato Gabriella Sette, presidente della commissione viabilità della provincia dell’Aquila – rientra nell’ambito delle opere di miglioramento e di messa in sicurezza delle principali vie di comunicazione della provincia dell’Aquila ed è il frutto della collaborazione tra Anas e Provincia dell’Aquila.” Opere in cui l’Anas svolge direttamente il compito di progettazione, direzione lavori e collaudo finale. “Un grazie doveroso – conclude Sette – va al Capo Compartimento Ing. Antonio Marasco ed al capo Area Ing. Luca Sellecchia”.

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