Categoria: Bilanci e Finanza

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Decreto Aprile: finito incontro ANCI UPI GOVERNO Si a fondo di 3,5 mld per Province e Comuni”

“Un incontro positivo nel quale abbiamo avuto dal Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri rassicurazioni importanti che nel prossimo decreto legge ci saranno risposte  chiare per Province, Comuni e Città metropolitane. A partire dal fondo di 3,5 miliardi per iniziare a coprire le entrate che stiamo perdendo a causa dell’emergenza sanitaria”. Lo dichiara il Presidente di UPI Michele de Pascale al termine dell’incontro in videoconferenza  con il Ministero dell’Economia, il Ministro Roberto Gualtieri, i Viceministri Laura Castelli e Antonio Misiani, cui ha preso parte insieme ad ANCI, nel quale si sono discusse le misure per gli Enti locali per il decreto di Aprile.

“Via libera anche al tavolo di monitoraggio,  che avevamo richiesto – aggiunge de Pascale – che andrà avanti per tutta la durata della crisi e servirà a Governo ed Enti locali per avere chiaro il quadro dei bilanci. Come UPI – conclude il Presidente – abbiamo inoltre presentato al Govenro la nostra proposta di un Piano degli investimenti su strade e scuole superiori, per  sboccare due miliardi e dare una prima forte spinta alla ripresa.”

Decreto Aprile: finito incontro ANCI UPI GOVERNO Si a fondo di 3,5 mld per Province e Comuni”

“Un incontro positivo nel quale abbiamo avuto dal Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri rassicurazioni importanti che nel prossimo decreto legge ci saranno risposte  chiare per Province, Comuni e Città metropolitane. A partire dal fondo di 3,5 miliardi per iniziare a coprire le entrate che stiamo perdendo a causa dell’emergenza sanitaria”. Lo dichiara il Presidente di UPI Michele de Pascale al termine dell’incontro in videoconferenza  con il Ministero dell’Economia, il Ministro Roberto Gualtieri, i Viceministri Laura Castelli e Antonio Misiani, cui ha preso parte insieme ad ANCI, nel quale si sono discusse le misure per gli Enti locali per il decreto di Aprile.

“Via libera anche al tavolo di monitoraggio,  che avevamo richiesto – aggiunge de Pascale – che andrà avanti per tutta la durata della crisi e servirà a Governo ed Enti locali per avere chiaro il quadro dei bilanci. Come UPI – conclude il Presidente – abbiamo inoltre presentato al Govenro la nostra proposta di un Piano degli investimenti su strade e scuole superiori, per  sboccare due miliardi e dare una prima forte spinta alla ripresa.”

Mutui Province Comuni: sottoscritto accordo ABI ANCI UPI

ABI, ANCI e UPI hanno sottoscritto un Accordo per la sospensione per un anno della quota capitale dei mutui dei Comuni e delle Province. I Comuni e le Province potranno chiedere alle banche, che aderiranno all’Accordo, la sospensione per un anno della quota capitale delle rate dei finanziamenti che scadono nel corso del 2020. In questo modo i Comuni e le Province potranno disporre di liquidità aggiuntiva per sostenere le maggiori spese conseguenti agli effetti indotti dalla diffusione del COVID-19.

 

L’Associazione Bancaria Italiana, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani e l’Unione Province d’Italia hanno, infatti, sottoscritto nella giornata odierna l’Accordo che prevede, tra l’altro,

– la possibile sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei mutui in essere in scadenza nel 2020, per un periodo di sospensione di 12 mesi,

– che non siano modificate le condizioni economiche previste contrattualmente (il tasso di interesse al quale viene realizzata l’operazione di sospensione è quello originariamente previsto nel contratto e le banche aderenti non applicheranno alcuna commissione all’operazione di sospensione),

– che gli interessi maturati nel periodo di sospensione siano corrisposti alla banca alle scadenze contrattualmente previste,

– che al termine del periodo di sospensione, la banca estenda la durata del piano di ammortamento originario di 12 (dodici) mesi.

L’Accordo si applica ai Comuni, alle Province e agli altri enti locali che intendono aderire: città metropolitane, comunità montane, unioni di comuni e consorzi fra enti locali.

Nell’Accordo è previsto che le banche possano applicare misure di maggior favore per gli enti locali rispetto a quelle previste nell’Accordo stesso.

Il testo integrale dell’accordo siglato accordo_mutui enti locali ABI ANCI UPI

 

Mutui Province Comuni: sottoscritto accordo ABI ANCI UPI

ABI, ANCI e UPI hanno sottoscritto un Accordo per la sospensione per un anno della quota capitale dei mutui dei Comuni e delle Province. I Comuni e le Province potranno chiedere alle banche, che aderiranno all’Accordo, la sospensione per un anno della quota capitale delle rate dei finanziamenti che scadono nel corso del 2020. In questo modo i Comuni e le Province potranno disporre di liquidità aggiuntiva per sostenere le maggiori spese conseguenti agli effetti indotti dalla diffusione del COVID-19.

 

L’Associazione Bancaria Italiana, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani e l’Unione Province d’Italia hanno, infatti, sottoscritto nella giornata odierna l’Accordo che prevede, tra l’altro,

– la possibile sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei mutui in essere in scadenza nel 2020, per un periodo di sospensione di 12 mesi,

– che non siano modificate le condizioni economiche previste contrattualmente (il tasso di interesse al quale viene realizzata l’operazione di sospensione è quello originariamente previsto nel contratto e le banche aderenti non applicheranno alcuna commissione all’operazione di sospensione),

– che gli interessi maturati nel periodo di sospensione siano corrisposti alla banca alle scadenze contrattualmente previste,

– che al termine del periodo di sospensione, la banca estenda la durata del piano di ammortamento originario di 12 (dodici) mesi.

L’Accordo si applica ai Comuni, alle Province e agli altri enti locali che intendono aderire: città metropolitane, comunità montane, unioni di comuni e consorzi fra enti locali.

Nell’Accordo è previsto che le banche possano applicare misure di maggior favore per gli enti locali rispetto a quelle previste nell’Accordo stesso.

Il testo integrale dell’accordo siglato accordo_mutui enti locali ABI ANCI UPI

 

Il presidente di Upi Lazio Pompeo: prima boccata d’ossigeno per gli enti locali

La decisione di Cassa Depositi e Prestiti di rinegoziare i mutui con Comuni e Province, in un momento drammatico come quello in corso, è un’importante, fondamentale boccata d’ossigeno per gli enti locali che, in questa emergenza, soffrono e soffriranno una notevole riduzione degli introiti, ritrovandosi con le casse ancora più magre. Ma l’operazione di Cdp deve poter essere anche un traino per ulteriori misure, che saranno messe in campo dal Governo anche successivamente alla fase emergenziale, affinché gli enti locali possano continuare a garantire servizi ai cittadini, riaprire cantieri, incentivare investimenti: in una parola, essere il motore base della ripresa economica dell’intero paese”.

Così il presidente dell’Upi Lazio, Antonio Pompeo, commenta la decisione assunta da Cassa Depositi e Prestiti, su richiesta di Upi e Anci e sostenuta dal Governo, di rinegoziare i mutui di tutti gli enti territoriali. Operazione che, concretamente, si traduce nel far pagare la sola quota di interessi per le prossime due scadenze, quelle del 30 giugno e del 31 dicembre.

In questo modo, Comuni, Province e Città metropolitane avranno a disposizione 1,1 miliardi di euro: a tanto ammonta, infatti, la riduzione della quota capitale.

Grazie a questa manovra di Cdp – continua Pompeo – il debito strutturale degli enti locali sarà notevolmente alleggerito in un momento in cui l’emergenza sanitaria sta mettendo a dura prova la tenuta economica di Comuni e Province, che devono fare i conti con una notevole riduzione delle entrate senza potersi permettere, però, di venir meno nella fornitura di servizi ai cittadini. Questi, a loro volta e in modo altrettanto pesante, sono costretti ad affrontare il momento di drammatica crisi che pesa come un macigno sul bilancio familiare. Ecco, allora, che è importante la decisione di Cdp, come lo saranno, altrettanto, le misure e gli strumenti che il Governo certamente varerà a favore degli enti locali: Upi e Anci hanno già avanzato una serie di proposte che vanno esattamente in questa direzione. Quello che bisogna assolutamente scongiurare – conclude il presidente di Upi Lazio – è che Comuni e Province si avvicinino pericolosamente al default finanziario: loro costituiscono un anello importante nella filiera economica del nostro Paese, la base su cui costruire la ripartenza, lo sviluppo e la nuova fase di ricostruzione alla quale abbiamo tutti il dovere di lavorare insieme“.

FOTO REPERTORIO

Il presidente di Upi Lazio Pompeo: prima boccata d’ossigeno per gli enti locali

La decisione di Cassa Depositi e Prestiti di rinegoziare i mutui con Comuni e Province, in un momento drammatico come quello in corso, è un’importante, fondamentale boccata d’ossigeno per gli enti locali che, in questa emergenza, soffrono e soffriranno una notevole riduzione degli introiti, ritrovandosi con le casse ancora più magre. Ma l’operazione di Cdp deve poter essere anche un traino per ulteriori misure, che saranno messe in campo dal Governo anche successivamente alla fase emergenziale, affinché gli enti locali possano continuare a garantire servizi ai cittadini, riaprire cantieri, incentivare investimenti: in una parola, essere il motore base della ripresa economica dell’intero paese”.

Così il presidente dell’Upi Lazio, Antonio Pompeo, commenta la decisione assunta da Cassa Depositi e Prestiti, su richiesta di Upi e Anci e sostenuta dal Governo, di rinegoziare i mutui di tutti gli enti territoriali. Operazione che, concretamente, si traduce nel far pagare la sola quota di interessi per le prossime due scadenze, quelle del 30 giugno e del 31 dicembre.

In questo modo, Comuni, Province e Città metropolitane avranno a disposizione 1,1 miliardi di euro: a tanto ammonta, infatti, la riduzione della quota capitale.

Grazie a questa manovra di Cdp – continua Pompeo – il debito strutturale degli enti locali sarà notevolmente alleggerito in un momento in cui l’emergenza sanitaria sta mettendo a dura prova la tenuta economica di Comuni e Province, che devono fare i conti con una notevole riduzione delle entrate senza potersi permettere, però, di venir meno nella fornitura di servizi ai cittadini. Questi, a loro volta e in modo altrettanto pesante, sono costretti ad affrontare il momento di drammatica crisi che pesa come un macigno sul bilancio familiare. Ecco, allora, che è importante la decisione di Cdp, come lo saranno, altrettanto, le misure e gli strumenti che il Governo certamente varerà a favore degli enti locali: Upi e Anci hanno già avanzato una serie di proposte che vanno esattamente in questa direzione. Quello che bisogna assolutamente scongiurare – conclude il presidente di Upi Lazio – è che Comuni e Province si avvicinino pericolosamente al default finanziario: loro costituiscono un anello importante nella filiera economica del nostro Paese, la base su cui costruire la ripartenza, lo sviluppo e la nuova fase di ricostruzione alla quale abbiamo tutti il dovere di lavorare insieme“.

FOTO REPERTORIO

Spostamento termine bilanci e rendiconto al 31 maggio 2020

Il Decreto Legge 17 marzo 2020 n. 18 Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 prevede all’art 107 (Differimento di termini amministrativo – contabili la proroga del termine di adozione dei rendiconti o dei bilanci di esercizio relativi all’annualità 2019 al 31 maggio 2020.

Cassa Depositi e Prestiti: al via da oggi l’anticipazione dei pagamenti della Pubblica amministrazione

Cassa Depositi e Prestiti (CDP) comunica che è operativa da oggi la nuova Anticipazione di Liquidità per il 2020, che consentirà l’anticipazione dei pagamenti dovuti dalla Pubblica amministrazione al 31 dicembre 2019. Lo rende noto CDP in un comunicato stampa, nel quale si evidenzia che Cassa “fornirà il proprio contributo per l’anticipazione dei pagamenti di debiti certi, liquidi ed esigibili – relativi a somministrazioni, forniture, appalti e obbligazioni per prestazioni professionali – dovuti sia dalle Regioni e dalle Province autonome (e dai rispettivi enti del Servizio sanitario nazionale), che da Comuni, Province e Città metropolitane.
Grazie a questa iniziativa – prosegue la nota – sarà possibile offrire un sostegno concreto alla Pubblica amministrazione, generando anche un impatto positivo per il tessuto economico e le comunità locali. CDP infatti accrediterà ai singoli enti la liquidità in un’unica soluzione, entro 7 giorni lavorativi dalla data della richiesta di erogazione, con obbligo di pagare tempestivamente le imprese creditrici entro 15 giorni (30 giorni per i debiti degli enti del Servizio sanitario nazionale) dal ricevimento delle somme.
Secondo quanto reso noto da CDP “La misura è in grado di fornire una risposta immediata ed efficace alle esigenze di tutti i soggetti coinvolti: imprese, bilancio centrale ed Enti pubblici. In particolare, le imprese otterranno la liquidazione del proprio credito verso gli Enti, senza dover sostenere alcun costo accessorio, il bilancio centrale non subirà impatti sui saldi di finanza pubblica, e gli Enti godranno di un tasso finito variabile, al momento pari allo 0,475%, inferiore rispetto a quello previsto dalla direttiva 2011/7/UE (tasso di riferimento BCE +8%).
Gli enti interessati ad usufruire della nuova misura troveranno tutte le informazioni disponibili alla pagina cdp.it/anticipazioniPA2020 .
Il prodotto replica l’analoga iniziativa messa in campo nel 2019, che ha permesso a CDP di erogare oltre 900 milioni di euro in favore di circa 360 Enti per il saldo di circa 77.000 fatture.
Lo strumento – conclude la nota di cassa Depositi e Prestiti –  si aggiunge ai servizi offerti da SACE FCT per lo smobilizzo dei crediti, e si affianca ai tradizionali finanziamenti a medio-lungo termine ed alle anticipazioni di tesoreria di CDP, in favore degli enti locali per il supporto alla realizzazione di nuovi investimenti in tutto il territorio italiano”.

Cassa Depositi e Prestiti: al via da oggi l’anticipazione dei pagamenti della Pubblica amministrazione

Cassa Depositi e Prestiti (CDP) comunica che è operativa da oggi la nuova Anticipazione di Liquidità per il 2020, che consentirà l’anticipazione dei pagamenti dovuti dalla Pubblica amministrazione al 31 dicembre 2019. Lo rende noto CDP in un comunicato stampa, nel quale si evidenzia che Cassa “fornirà il proprio contributo per l’anticipazione dei pagamenti di debiti certi, liquidi ed esigibili – relativi a somministrazioni, forniture, appalti e obbligazioni per prestazioni professionali – dovuti sia dalle Regioni e dalle Province autonome (e dai rispettivi enti del Servizio sanitario nazionale), che da Comuni, Province e Città metropolitane.
Grazie a questa iniziativa – prosegue la nota – sarà possibile offrire un sostegno concreto alla Pubblica amministrazione, generando anche un impatto positivo per il tessuto economico e le comunità locali. CDP infatti accrediterà ai singoli enti la liquidità in un’unica soluzione, entro 7 giorni lavorativi dalla data della richiesta di erogazione, con obbligo di pagare tempestivamente le imprese creditrici entro 15 giorni (30 giorni per i debiti degli enti del Servizio sanitario nazionale) dal ricevimento delle somme.
Secondo quanto reso noto da CDP “La misura è in grado di fornire una risposta immediata ed efficace alle esigenze di tutti i soggetti coinvolti: imprese, bilancio centrale ed Enti pubblici. In particolare, le imprese otterranno la liquidazione del proprio credito verso gli Enti, senza dover sostenere alcun costo accessorio, il bilancio centrale non subirà impatti sui saldi di finanza pubblica, e gli Enti godranno di un tasso finito variabile, al momento pari allo 0,475%, inferiore rispetto a quello previsto dalla direttiva 2011/7/UE (tasso di riferimento BCE +8%).
Gli enti interessati ad usufruire della nuova misura troveranno tutte le informazioni disponibili alla pagina cdp.it/anticipazioniPA2020 .
Il prodotto replica l’analoga iniziativa messa in campo nel 2019, che ha permesso a CDP di erogare oltre 900 milioni di euro in favore di circa 360 Enti per il saldo di circa 77.000 fatture.
Lo strumento – conclude la nota di cassa Depositi e Prestiti –  si aggiunge ai servizi offerti da SACE FCT per lo smobilizzo dei crediti, e si affianca ai tradizionali finanziamenti a medio-lungo termine ed alle anticipazioni di tesoreria di CDP, in favore degli enti locali per il supporto alla realizzazione di nuovi investimenti in tutto il territorio italiano”.

Dalla Conferenza Stato Città slittamento bilanci al 31 marzo 2020

La Conferenza Stato Città di oggi, 11 dicembre ha stabilito lo slittamento del termine di approvazione dei bilanci di previsione degli Enti locali  al 31 marzo 2020.

Manovra: UPI chiede incontro urgente al Presidente Conte

Un incontro concreto e operativo, da tenersi prima del termine dei lavori in Senato sulla Legge di Bilancio, indispensabile per porre all’attenzione del Presidente del Consiglio alcune questioni prioritarie e che rischiano di non trovare soluzione. E’ la richiesta avanzata dal Presidente dell’UPI Michele de Pascale nella lettera inviata oggi al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per sottoporre all’attenzione del Capo del Governo le criticità ancora irrisolte.

“Da quanto emerge rispetto ai lavori sulla Legge di Bilancio all’esame in Senato – sottolinea de Pascale – non si stanno risolvendo alcune questioni prioritarie rispetto alla capacità delle Province di assicurare a tutti i cittadini servizi essenziali che spettano loro di diritto.  In questi mesi – sottolinea il Presidente de Pascale – abbiamo molto apprezzato la linea adottata dal Presidente Conte e dal Governo di un confronto continuo con le istituzioni locali, sui temi centrali come lo sviluppo, il rilancio degli investimenti o le politiche di promozione della crescita sostenibile. Per questo siamo certi che non si farà mancare la disponibilità ad un incontro, concreto ed operativo come nei nostri costumi, su questioni che impattano direttamente sulla vita delle comunità.  Mi riferisco in particolare alla possibilità di superare l’ormai del tutto incomprensibile blocco alle assunzioni di personale delle Province, svuotate dall’esodo imposto nel 2015. Si tratta di ricostruire al meglio dell’efficienza strutture strategiche, quali quelle destinate alla progettazione e alle verifiche di sicurezza dei 130 mila chilometri di strade, dei 30 mila ponti e viadotti, delle 7.400 scuole superiori, all’assistenza ai Comuni. Così come alla necessità di completare definitivamente il percorso di annullamento dei tagli iniqui subiti dalle Province con la Legge di stabilità del 2015. Riteniamo poi essenziale – conclude il Presidente de  Pascale – aprire con il Presidente del Consiglio una franca discussione sull’indispensabile opera di revisione profonda delle norme che interessano le Province, per restituire a questo ente piena stabilità istituzionale, organizzativa ed economica, come indicato dalla Costituzione”.

 

 

 

Manovra: UPI chiede incontro urgente al Presidente Conte

Un incontro concreto e operativo, da tenersi prima del termine dei lavori in Senato sulla Legge di Bilancio, indispensabile per porre all’attenzione del Presidente del Consiglio alcune questioni prioritarie e che rischiano di non trovare soluzione. E’ la richiesta avanzata dal Presidente dell’UPI Michele de Pascale nella lettera inviata oggi al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per sottoporre all’attenzione del Capo del Governo le criticità ancora irrisolte.

“Da quanto emerge rispetto ai lavori sulla Legge di Bilancio all’esame in Senato – sottolinea de Pascale – non si stanno risolvendo alcune questioni prioritarie rispetto alla capacità delle Province di assicurare a tutti i cittadini servizi essenziali che spettano loro di diritto.  In questi mesi – sottolinea il Presidente de Pascale – abbiamo molto apprezzato la linea adottata dal Presidente Conte e dal Governo di un confronto continuo con le istituzioni locali, sui temi centrali come lo sviluppo, il rilancio degli investimenti o le politiche di promozione della crescita sostenibile. Per questo siamo certi che non si farà mancare la disponibilità ad un incontro, concreto ed operativo come nei nostri costumi, su questioni che impattano direttamente sulla vita delle comunità.  Mi riferisco in particolare alla possibilità di superare l’ormai del tutto incomprensibile blocco alle assunzioni di personale delle Province, svuotate dall’esodo imposto nel 2015. Si tratta di ricostruire al meglio dell’efficienza strutture strategiche, quali quelle destinate alla progettazione e alle verifiche di sicurezza dei 130 mila chilometri di strade, dei 30 mila ponti e viadotti, delle 7.400 scuole superiori, all’assistenza ai Comuni. Così come alla necessità di completare definitivamente il percorso di annullamento dei tagli iniqui subiti dalle Province con la Legge di stabilità del 2015. Riteniamo poi essenziale – conclude il Presidente de  Pascale – aprire con il Presidente del Consiglio una franca discussione sull’indispensabile opera di revisione profonda delle norme che interessano le Province, per restituire a questo ente piena stabilità istituzionale, organizzativa ed economica, come indicato dalla Costituzione”.

 

 

 

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