Categoria: Bilanci e Finanza

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Fondi Ue: l’Upi al tavolo di coordinamento convocato dal Ministro Lezzi

“Il quadro delle risorse necessarie per mettere in sicurezza il patrimonio di scuole e strade del Paese è tale da avere bisogno dell’intervento anche di fondi europei. Che devono essere destinati agli investimenti indispensabili per ricostruire il patrimonio pubblico ormai fragile, dopo anni di risorse azzerate”. È la richiesta avanzata dal Vicepresidente Upi Nicola Valluzzi al tavolo sulle Politiche di Coesione convocato oggi nella Sala Verde di Palazzo Chigi dal Ministro del Sud e della Coesione Sociale, Barbara Lezzi.

“Proprio ieri – ha ricordato Valluzzi – abbiamo reso noti i risultati del monitoraggio che abbiamo effettuato sui 30.000 ponti, viadotti e gallerie in gestione alle Province, e i numeri non possono che preoccupare: quasi 6.000 interventi già individuati, di cui più di 1.900 prioritari e urgenti, e più di 14.000 strutture su cui necessitano indagini tecnico diagnostiche, per un totale di più di 3 miliardi di risorse.  Questo per le sole strutture in Capo alle Province. Per non parlare dell’edilizia scolastica per cui, secondo una stima dell’associazione dei costruttori, servirebbero almeno 40 miliardi.   Sono cifre che da soli non possiamo sostenere – ha concluso il Vicepresidente Upi riportando al Ministro Lezzi la proposta delle Province- chiediamo che nella prossima programmazione vi sia la possibilità di finanziare interventi di ammodernamento e messa in sicurezza delle nostre infrastrutture, con particolare riferimento a scuole e strade, che con le regole attuali è consentito solo marginalmente”.

Autonomia Regioni: Decaro (ANCI) e Variati (UPI) scrivono alla Ministra Stefani

Il principio di leale collaborazione tra istituzioni guidi tutto il percorso di attuazione del regionalismo differenziato, rilanciato in questi mesi dalle iniziative delle Regioni. Lo scrivono i Presidenti di ANCI, Antonio Decaro, e Upi, Achille Variati, nel documento inviato oggi alla Ministra delle Regioni Erika Stefani, insieme alla richiesta di aprire un confronto comune.
“L’attuazione dei principi di autonomia – scrivono i Presidenti – è lo strumento per consentire ai diversi territori di configurare in chiave propria i poteri da esercitare per il governo delle specificità delle rispettive comunità. Si tratta di una sfida importante, ma che necessita una attenta salvaguardia dei valori costituzionali di unità giuridica ed economica del Paese e dell’affermazione di una funzione unificante dello Stato”. Per questo ANCI e UPI hanno redatto un documento unitario, che fissa alcuni principi imprescindibili, a partire dalla tutela dell’unità giuridica e dell’unità economica della Repubblica e quindi dalla garanzia su tutto il territorio nazionale di livelli essenziali delle prestazioni per i diritti civili e sociali.  Essenziale poi, la definizione di fabbisogni e costi standard, e l’intangibilità delle funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane. Le Regioni, si legge infine nel documento, dovranno mantenere il loro un ruolo legislativo, di indirizzo e programmazione, dando piena attuazione ai principi costituzionali di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.
“Questioni di straordinaria importanza che toccano inevitabilmente assetti, ruoli e funzioni proprie degli enti locali” scrivono in conclusione Decaro e Variati, chiedendo un incontro alla Ministra Stefani.
IN ALLEGATO, IL DOCUMENTO UNITARIO ANCI UPI

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L’Upi al Governo “Concertare nella Conferenza Permanente per il coordinamento della finanza pubblica le linee di principio della prossima legge di bilancio”

“Fissiamo insieme entro luglio l’agenda delle convocazioni della Conferenza in modo che sia la sede della concertazione tra Governo, Regioni, Province e Comuni della definizione delle linee di principio della legge di Bilancio 2019”. Questa la richiesta presentata dal Presidente dell’Upi Achille Variati e dal Vice Presidente Carlo Riva Vercellotti al Ministro degli Affari Regionali, Erika Stefani, e al Vice Ministro all’Economia, Massimo Garavaglia, nel suo intervento alla riunione di oggi della Conferenza Permanente per il coordinamento della finanza pubblica.  “La legge sul federalismo fiscale – hanno ricordato Variati e Vercellotti – stabilisce, tra l’altro, che questo organismo, in cui siedono rappresentati di Governo, Regioni ed Enti locali, concorre alla definizione degli obiettivi di finanza pubblica per comparto. Questa previsione non è mai stata rispettata e dal suo insediamento nell’ottobre 2013, ad oggi la Conferenza è sempre stata chiamata ad esprimere parere su DEF e Manovre economiche già approvati dal Consiglio dei Ministri e dal Parlamento. E’ del tutto evidente che, se permangono queste modalità, la Conferenza ha un significato meramente rituale. Per questo chiediamo al nuovo Governo di dare un segnale significativo e di convocare per il mese di luglio la prossima riunione della Conferenza, nella quale presentare l’agenda degli incontri che, dalla prima metà di settembre in poi, dovranno vedere impegnata la Conferenza nella concertazione sulla definizione delle linee di principio della legge di Bilancio 2019. In questo modo – hanno concluso i rappresentanti Upi – permetteremo a tutte le istituzioni costitutive della Repubblica di concorrere agli obiettivi di finanza pubblica, verificarne l’attuazione e l’adeguatezza delle risorse finanziarie di ciascun livello di governo rispetto alle funzioni svolte, come previsto dalla legge”.  

 
 

PROROGA TERMINI PER RINEGOZIAZIONE MUTUI CDP

Pubblichiamo in allegato la risposta che Cassa Depositi e Prestiti ha fatto pervenire ad UPI relativamente al differimento dei termini previsti (adesione e invio documentazione cartacea) rispettivamente al  22 giugno e 28 giugno 2018.

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BILANCI. VIA LIBERA DA CASSA DEPOSITI E PRESTITI A RINEGOZIAZIONE MUTUI 2018 PER PROVINCE E CITTA’ METROPOLITANE

Il Consiglio di Amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti, nella seduta del 28 marzo 2018, ha accolto l’istanza avanzata da UPI e ha deliberato un’operazione di rinegoziazione dei prestiti concessi alle Province e alle Città metropolitane. Questa la notizia riportata nella lettera inviata dalla Presidenza di CDP al Presidente di Upi Achille Variati.  “Una notizia – commenta Variati – che accogliamo con soddisfazione perché potrebbe rivelarsi determinante per riuscire a chiudere i bilanci preventivi di diverse Province. Come Upi avevamo avanzato questa richiesta perché ci era stata presentata dall’Assemblea dei Presidenti di Provincia, e spero potrà contribuire a risolvere almeno in parte alcune delle situazioni di criticità finanziaria, tenendo sempre ben chiaro l’obiettivo di riaprire quanto prima con il nuovo Governo e Parlamento la partita delle indispensabili risorse aggiuntive”.
Nella lettera della CDP, che potete scaricare in allegato, si forniscono le prime informazioni utili sull’operazione, mentre è demandato ad una prossima circolare della Cassa, la specifica sulle condizioni, i termini e le modalità di rinegoziazione nonché il periodo entro cui gli enti potranno presentare le richieste di adesione per il semestre in corso.

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Bilanci: Le Province alla Conferenza Stato Città Valluzzi “Forti criticità e impossibilità di approvazione”.

“Saranno molte le Province che non riusciranno ad approvare il bilancio entro il termine del 31 marzo, ma il vero problema è che con le forti criticità che stiamo registrando, senza nuovi interventi urgenti lo stato di emergenza dei bilanci non riuscirà ad essere sanato”. Lo ha detto il rappresentante Upi in Conferenza Stato Città, Nicola Valluzzi, presidente della Provincia di Potenza, nella riunione che era stata richiesta dall’associazione proprio per rappresentare al Governo l’impossibilità di rispettare i termini di approvazione del bilancio e per chiedere una nuova proroga. “Proroga – spiega Valluzzi – che non è stata accordata, e che avevamo richiesto non solo per l’impossibilità ad ottemperare l’obbligo normativo, quanto per potere avere il tempo necessario a portare all’attenzione del nuovo Governo e Parlamento questa emergenza. Ricordiamo che la grave crisi finanziaria delle Province è stata causata dai prelievi forzosi della Legge di Bilancio 2015, che la Corte dei Conti ha definito manifestamente insostenibili, tanto che per il 2018 al comparto mancano 450 milioni, che la legge di bilancio 2018 ha assegnato solo in parte. che sono state assegnate solo in parte. L’incertezza in cui ora si trovano diverse Province, che si riflette sulla impossibilità di assicurare servizi efficienti ai cittadini e alle comunità – sottolinea il Presidente –  non è però solo di natura finanziaria: continuiamo a riscontrare pesanti incongruenze causate dalla mancata rispondenza tra la legge 56/14, che ha riformato le Province, e il Testo Unico degli Enti Locali non è mai stato adeguato a quella riforma. È anche su questi temi e sulla necessità di risolvere le criticità istituzionali che chiederemo al nuovo Governo e al nuovo Parlamento di avviare quanto prima un confronto”.
Quanto al quesito presentato dall’Upi rispetto alle procedure in caso di mancata approvazione dei bilanci, la Conferenza Stato Città si è espressa nel senso della non applicabilità dell’articolo 141 del Dlgs 267/2000 alle Province e alle Città metropolitane.

Bilanci: dalla Conferenza Stato Città no a proroga per Province ma approvata delibera su inapplicabilità 141 TUEL

Pubblichiamo in allegato il testo del report della seduta straordinaria della Conferenza Stato – Città ed Autonomie locali di oggi, 27 marzo 2018. Quanto alla richiesta di Upi di proroga del termine di approvazione dei bilanci, la Conferenza ha confermato il 31 marzo 2018. Approvata una delibera in merito alla inapplicabilità alle Province e alle Città metropolitane dell’articolo 141 del Dlgs 267/2000 (TUEL)  relativamente alla mancata approvazione dei bilanci.

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DIFFERITO TERMINE APPROVAZIONE BILANCI

Nella seduta del 7 febbraio 2018, la Conferenza Stato-Città ed Autonomie Locali ha approvato il differimento del termine di approvazione del bilancio di previsione dell’anno 2018 da parte dei Comuni, delle Province e delle Città metropolitane al 31 marzo 2018.

Manovra, Province: Variati “Azzerata la finanziaria iniqua del 2015. Ripartono gli investimenti locali: scuole e strade priorità del Paese”

“Dopo anni di tagli indiscriminati che hanno fortemente penalizzato i servizi essenziali, finalmente con questa manovra si mette la parola fine sulla sciagurata ed iniqua legge finanziaria del 2015: l’azzeramento del taglio delle risorse destinate ai servizi per il 2018 e per gli anni a seguire traccia l’inizio di un percorso di ripresa. È una strada tutta in salita, perché arriva dopo un periodo di crisi che ha lasciato non poche emergenze sul territorio, e che ha intaccato direttamente i diritti dei cittadini, ma oggi le Province non sono più un tabù per la politica italiana”.
Lo dichiara il Presidente dell’Upi Achille Variati, commentando le misure sulle Province definite nella Legge di Bilancio 2018: “Si potrà tornare a definire programmi pluriennali, anche se non sarà semplice, vista la situazione di crisi in cui son stati ridotti i bilanci dopo anni di tagli. Si riafferma poi l’autonomia finanziaria degli enti, che è scritta nella Costituzione e che per le Province era stata disattesa: non più tagli e contributi, dunque, ma utilizzo dei tributi propri per la copertura delle funzioni fondamentali. Quanto alle risorse – prosegue il Presidente dell’Upi –  i 317 milioni assegnati per la spesa corrente dei servizi essenziali sommati alle risorse stanziate dalle manovre precedenti azzerano il taglio imposto dalla finanziaria del 2015. Anche se, è bene sottolinearlo, non finanziano ancora pienamente il costo dei servizi a fabbisogni standard. Ancora, si destinano 30 milioni annui per tre anni per aiutare ad uscire dallo squilibrio quelle Province i cui bilanci non hanno retto a causa dei tagli insostenibili.
Ma il risultato più importante è il rilancio degli investimenti locali, bloccati da anni di mancate risorse: con questa manovra infatti si istituisce, novità assoluta, un fondo pluriennale di 1 miliardo 620 milioni che servirà a restituire dignità alla viabilità provinciale e ad avviare il primo piano di investimenti sui 130 mila chilometri di strade e sui 30.000 ponti, gallerie, e viadotti gestiti da Province e Città metropolitane. Una misura strategica per il Paese, che abbiamo ottenuto grazie alla sensibilità del Ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, che ha voluto condividere con noi questa sfida per il rilancio delle infrastrutture locali. Anche per questo è estremamente importante l’avere cancellato l’assurdo blocco che impediva alle Province autonomia organizzativa sul personale: ora sarà possibile assumere in via prioritaria, in una logica di sostenibilità finanziaria, personale tecnico e amministrativo indispensabile per tornare a progettare e lavorare per le opere pubbliche”.
“Una manovra dunque – conclude il Presidente dell’UPI –  che restituisce dignità alle Province e che consente agli 850 sindaci e amministratori comunali impegnati in queste istituzioni di lavorare al meglio per assicurare i servizi fondamentali ai cittadini. Le Province non sono più un tabù”.

Province, Manghi: ‘Rilancio finalmente possibile’

“La Legge di Bilancio 2018 torna finalmente a dare dignità e, soprattutto, risorse finanziarie alle Province, e questa è una buona notizia in primo luogo per i cittadini che dalla Finanziaria 2015 in poi erano stati costretti a subire una inevitabile penalizzazione di molti servizi essenziali a causa di tagli indiscriminati”. E’ quanto dichiara il presidente della Provincia di Reggio Emilia e presidente regionale dell’Upi Giammaria Manghi commentando le misure sulle Province definite nella Legge di Bilancio 2018.
“La possibilità di tornare a definire programmi pluriennali e l’azzeramento del taglio delle risorse destinate ai servizi per il 2018 e per gli anni a seguire lasciano finalmente intravedere una ripresa, seppur non semplice, a causa della la situazione di estrema difficoltà in cui son stati ridotti i bilanci delle Province dopo anni di tagli”, aggiunge il presidente Manghi. “Nel Paese sono ben 13 le Province in dissesto o in pre-dissesto e quella di Reggio Emilia, pur avendo sempre avuto i conti in ordine, solo nell’ultimo quinquennio ha dovuto restituire allo Stato quasi 100 milioni di euro, 100 milioni in meno innanzitutto per la sicurezza di strade e scuole”, continua Manghi, salutando dunque positivamente “i 30 milioni annui per tre anni destinati ad aiutare ad uscire dallo squilibrio quelle Province i cui bilanci non hanno retto a causa dei tagli insostenibili”, ma soprattutto  “il rilancio degli investimenti, sostanzialmente bloccati da anni di mancate risorse, che sarà ora possibile grazie a un fondo pluriennale di 1 miliardo 620 milioni che servirà a restituire dignità alla viabilità provinciale in tutta Italia e ad avviare un primo piano di investimenti anche sui 960 chilometri di strade e sui 650 ponti, gallerie e viadotti gestiti dalla Provincia di Reggio Emilia”.
“Si tratta di una misura strategica per il Paese, ottenuta grazie alla sensibilità del ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, che ha voluto condividere con le Province questa sfida per il rilancio delle infrastrutture locali”, conclude il presidente Manghi sottolineando anche l’importanza “della fine dell’assurdo blocco che impediva alle Province autonomia organizzativa sul personale: in una logica di sostenibilità finanziaria, sarà ora infatti possibile sostituire il personale tecnico e amministrativo indispensabile per garantire servizi fondamentali ai cittadini a partire dalla sicurezza di strade e scuole”.

Manovra: l’appello delle Province ai Deputati:“Al Paese servono strumenti per far fronte alle emergenze”

Una lettera appello firmata all’unanimità dal Comitato direttivo nazionale Upi, in rappresentanza di tutte le Province italiane, inviata ai Capigruppo della Camera dei Deputati per sottolineare la necessità di trovare lo spazio in manovra per interventi sui servizi essenziali, dalla messa in sicurezza delle strade provinciali alla gestione delle scuole superiori.
L’appello è stato inviato in vista dell’avvio della discussione della manovra alla Commissione Bilancio della Camera, per chiedere risposte su misure – scrivono o Presidenti  “che non sono a favore di una istituzione, di un territorio, di una rappresentanza di interessi di categoria: sono per l’insieme delle comunità. Risposte cui il Parlamento, caduto ormai ogni alibi, deve fare fronte nella Legge di bilancio 2018 e la cui soluzione è assegnata al senso di responsabilità che voi deputati saprete mostrare”.
Nel testo i Presidenti ricordano come 130 mila chilometri di strade provinciali, la rete viaria che tiene insieme il Paese, è senza adeguate risorse per la manutenzione ordinaria e straordinaria da tre anni, tanto che ormai in molti tratti non è consentito ai cittadini di muoversi senza ostacoli in sicurezza. Ancora, nelle 5.100 scuole superiori che accolgono due milioni e 500 mila ragazzi e ragazze, in molti casi senza sufficienti garanzie di sicurezza, si fa fatica a sostenere le spese per il riscaldamento.
“Emergenze nazionali e non particolariste – scrivono i Presidenti –  che ogni giorno incidono sulla qualità della vita e sulla stessa sicurezza dei nostri cittadini, che su questi temi ci interrogano e ci chiedono risposte. Diritti essenziali che sono messi a rischio perché alle Province, nonostante siano state le istituzioni più virtuose nell’operare una rigorosa spending review tagliando la spesa inutile, come certificato dal recente rapporto del Ministero dell’economia, è stato chiesto tre anni fa un contributo alla finanza pubblica iniquo e insostenibile”. La lettera chiude ricordando che queste richieste debbono essere considerate priorità nazionale perché rispondono ad una emergenza che interessa tutto il Paese, non un territorio o una categoria di interessi “Rispondono ad un mandato che coinvolge noi, come Sindaci e Presidenti di Provincia chiamati ad amministrare città e territori – chiude l’appello –  quanto Voi come Parlamentari, chiamati ad operare responsabilmente per il bene e l’interesse del Paese”. 
In allegato, la lettera appello.

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Conti Pubblici, dal Mef la conferma di spesa virtuosa di Province. Variati “La manovra assicuri i fondi per finanziare i servizi”

“Lo studio del MEF conferma che le Province in questi anni sono state in grado di effettuare una spending review virtuosa, contribuendo così al risanamento dei conti pubblici. Nelle Province non ci sono sprechi. Ora è tempo di rifinanziare adeguatamente i servizi essenziali che queste istituzioni erogano, e assicurare nella discussione alla Camera dei Deputati nella Legge di bilancio gli interventi in termini di risorse e norme in grado di ripristinare l’autonomia organizzativa e finanziaria”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Achille Variati, commentando i risultati del report sulla Spending Review presentato oggi da Ministero dell’Economia.

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