Categoria: Bilanci e Finanza

Esplora tutte le news

Provincia di Pavia: investimenti in crescita, superata quota 51 milioni di euro nel 2024

In occasione della seduta del 15 aprile 2025 del Consiglio Provinciale, l’Amministrazione ha presentato il Rendiconto di gestione 2024, che certifica un anno straordinario per la Provincia di Pavia sul fronte degli investimenti e della creazione di valore pubblico.

La spesa in conto capitale – quella destinata a opere pubbliche, infrastrutture, edilizia scolastica e mobilità – ha raggiunto quota € 51.345.406,05, segnando il risultato più alto dell’intero quinquennio 2020–2024. Una crescita netta anche sul piano della capacità di attuazione: l’impegnato netto da fondi pluriennali vincolati (FPV) è più che raddoppiato rispetto al 2023, passando da € 14,2 milioni a oltre € 28,3 milioni. Nel 2020 lo stesso valore era pari a € 16,3 milioni.

La tendenza è chiara e confermata dai numeri degli anni precedenti: oltre € 44 milioni impegnati nel 2022, € 46 milioni nel 2021, € 51 milioni nel 2024. Una progressione che racconta una Provincia in forte evoluzione, sempre più capace di tradurre la programmazione in interventi concreti, di intercettare risorse e di metterle a terra con efficacia e tempestività.

Valore pubblico generato: numeri che parlano da soli

Accanto alla dimensione finanziaria e infrastrutturale, il Rendiconto 2024 dimostra una significativa crescita dell’impatto sociale dell’azione amministrativa. A titolo esemplificativo:

  • + 389 associazioni culturali supportate nel 2024, in aumento rispetto al 2023;
  • + 86,04% degli utenti dei Centri per l’Impiego avviati a politiche attive del lavoro;
  • 100% dei comuni coinvolti in insediamenti sovracomunali che applicano i criteri perequativi approvati dalla Provincia;
  • il 79,41% dei poli scolastici ha visto una implementazione degli spazi per attività sportive e di arricchimento;
  • il 95,79% degli impianti di depurazione pubblici adeguati al regolamento regionale;
  • -67% di incidenti sulle strade provinciali e -26% di violazioni ambientali grazie al rafforzamento dei controlli;

«Non si tratta solo di numeri, ma di cantieri, servizi e soluzioni concrete per il territorio. Un risultato frutto del lavoro coordinato dei nostri uffici, della visione strategica condivisa con i Sindaci e della capacità di utilizzare tutte le risorse disponibili, comprese quelle del PNRR e dei fondi europei», ha dichiarato Giovanni Palli, Presidente della Provincia di Pavia.

Verso il 2025 con fiducia

In questi primi mesi del 2025 stanno entrando già in piena operatività alcune nuove azioni previste dal Documento Unico di Programmazione (DUP), tra cui:

 

– la riduzione dei tempi di evasione delle istanze ambientali, già oggetto di monitoraggio;

– un ulteriore potenziamento dei progetti di riqualificazione dell’edilizia scolastica oltre allo sviluppo dei € 30 milioni di investimenti PNRR in corso di esecuzione in edilizia scolastica;

L’Amministrazione provinciale si conferma così come un ente in grado di crescere, pianificare e realizzare, con una gestione trasparente, misurabile e orientata all’impatto tangibile sulla vita dei cittadini.

Tempi di pagamento: la Provincia di Teramo azzera i ritardi sui pagamenti

 Fra gli obblighi previsti con il Piano nazionale di ripresa e resilienza vi è quello dei pagamenti nei trenta giorni: un risultato invocato da tempo e da diversi provvedimenti ma che solo con gli adempimenti del PNRR sta trovando una vera attuazione.

Non si tratta di un risultato scontato anche perché prevede un rigido protocollo di organizzazione e controllo della spesa che la Provincia di Teramo ha implementato con una serie interventi per raggiungere un obiettivo che ha evidenti ricadute positive sull’economia delle imprese e di conseguenza sull’economia locale. Oltre al lavoro svolto dal settore Finanziario ha inciso anche il sistema di valutazione e misurazione di risultato della Segreteria Generale che ha posto come “strategico” il rispetto dei tempi di pagamento: una valutazione che ha ricadute anche sul salario accessorio dei dirigenti.

I dati del 2024 certificano che la Provincia paga puntualmente con un tempo medio ponderato di ritardo di meno 4,25 giorni: nel 2024 sono stati pagati entro i termini  34.941.073 euro; solo circa un milione di pagamenti ha superato di pochi giorni la media. Questi i meri dati statistici sulla base degli indicatori dati dalla finanza pubblica ma se si considera che tante fatture hanno scadenza a 60 giorni e che l’Ente paga comunque entro i 30 si comprende la portata dell’attività posta in essere.

“Un dato, questo, che al di là dei meri adempimenti, costituisce un elemento significativo per l’economia locale – commenta il presidente Camillo D’Angelo – il puntuale pagamento alle imprese e ai professionisti consente ai fornitori una pianificazione dei propri flussi finanziari a tutto vantaggio della propria organizzazione d’impresa. Ma anche la finanza pubblica se ne giova perché migliora il quadro generale del bilancio finanziario dell’ente”.

Di questi temi e dell’esperienza della Provincia di Teramo si parlerà a Roma il prossimo 4 marzo al Seminario Nazionale organizzato dall’UPI dal tema: “I responsabili finanziari e quelli tecnici protagonisti della nuova Provincia”. Per l’Ente interviene il funzionario del settore finanziario Remo Borghese insieme alla collega della Provincia di Bergamo, Roberta Vavassori, nella sezione: “Le esperienze delle Province sperimentatrici”.

“Questo risultato è stato possibile grazie ad una eccellente sinergia tra la segreteria generale e gli uffici finanziari – sottolinea la segretaria generale Maria Grazia Scarpone –  l’obiettivo da raggiungere era chiaro, le modalità e gli strumenti da utilizzare invece sono stati il frutto di una attività di studio e di analisi minuziosa dei processi che ci ha permesso di tracciare il percorso di ogni singola fattura, di individuare i nodi critici e quindi di azzerare i tempi morti nella liquidazione dei pagamenti”.

Piani Antenne 5G, la Provincia di Treviso chiede un Protocollo Enti locali-Infratel per l’Installazione degli Impianti

Nell’ambito delle attività previste dal Piano Italia 5G, che prevede l’installazione nel territorio, di impianti tecnologici di ultima generazione, prosegue anche nella Marca Trevigiana la redazione e l’aggiornamento dei piani comunali delle antenne: in parallelo, la Provincia raccoglie la sempre più urgente esigenza dei Comuni a un confronto con Infratel, società incaricata a livello nazionale che gestisce la distribuzione e la realizzazione effettiva dei sistemi 5G, per promuovere un protocollo condiviso tra Enti locali, Infratel stessa e le imprese a cui quest’ultima ha affidato gli appalti per la predisposizione delle antenne sul territorio di competenza. Obiettivo, agevolare la collaborazione tra Pubblica Amministrazione e società affinché vengano seguite con criterio le linee guida previste dai Piani Antenne istituzionali, che tengono conto delle esigenze della comunità e la tutela del territorio.

“In linea con le disposizioni ministeriali, abbiamo attivato negli ultimi anni un bando provinciale con incentivi per l’aggiornamento dei Piani Antenne comunali – sottolinea Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso – contestualmente al bando, vengono precisate alcune indicazioni e criteri di cui tener conto per valutare la possibilità di installare l’impianto 5G in una determinata area piuttosto che in un’altra. Il compito fondamentale delle Istituzioni è proprio questo, porre al centro la tutela, la sicurezza e il benessere della propria comunità, tenendo pur conto delle esigenze di modernizzazione a cui è chiamato il Paese. In quest’ottica nasce la volontà di redigere un protocollo condiviso che crei un filo diretto tra Pubblica Amministrazione e società incaricate per la realizzazione degli impianti affinché tutte le esigenze del territorio e le istanze della cittadinanza vengano valutate e pesate nel modo opportuno”.

“Il PNRR ha previsto attraverso il Piano Italia 5G uno stanziamento di oltre 1,5 miliardi per la realizzazione degli impianti – specifica Fabio Maggio, vicepresidente della Provincia di Treviso con delega all’innovazione digitale – la società incaricata della gestione e’ Infratel, soggetto che fa capo al Ministero per lo Sviluppo Economico. Infratel ha poi appaltato la realizzazione degli impianti a diverse società, come INWIT, CELNEX ed anche la trevigiana Telebit. Per ottimizzare la predisposizione dei nuovi impianti e il loro corretto posizionamento nel territorio, emerge con urgenza la necessità di concordare un protocollo e delle linee guida condivise con Infratel e tutte le Tower Company incaricate: non c’è nessuna preclusione a nuovi impianti, anzi, questi servono soprattutto alle nostre imprese e ai servizi che necessitano di connessioni sempre più efficienti. Ma è fondamentale stabilire un contatto diretto con i Comuni, per evitare che prevalgano negoziati privati che eludono i regolamenti previsti dalle istituzioni per la tutela della comunità. Il percorso di modernizzazione è necessario, ma deve essere condiviso”.

Province toscane allo stremo: senza fondi a rischio strade, scuole e servizi essenziali

Anche l’ultima legge di bilancio, come quella dello scorso anno, rende evidente come ormai da dieci anni il principio fondamentale dell’autonomia e del decentramento sancito in Costituzione venga disatteso e calpestato, facendosi beffa dello sbandierato richiamo ai territori e ai servizi per i cittadini.

Così si sono espressi i Presidenti delle Province della Toscana, riuniti oggi nel Consiglio Direttivo di UPI Toscana, alle prese con l’ultimo riparto dei contributi alla finanza pubblica disposti dalla Legge di Bilancio 2025, presentato dalla Ragioneria dello Stato (Mef).

La situazione dei bilanci provinciali continua a essere estremamente critica. Manutenzione delle strade e dei ponti, scuole, assistenza sociale, trasporto pubblico: sono solo alcuni dei settori dove le Province non potranno garantire servizi essenziali e richiesti dalle comunità locali.

“Essendo anche sindaci, finiamo per essere colpiti su due lati: quello del Comune e quello della Provincia, ma non possiamo tacere il fatto che solo le nove province toscane verseranno a Roma, solo nel 2025, quasi 100 milioni di euro, una media di 11,1 milioni a ente” – ha affermato il Direttivo di UPI Toscana.

L’ultimo taglio del Governo Meloni, che segue la spending review prevista nella legge di bilancio dello scorso anno, si somma a dieci anni di manovre finanziarie che hanno sempre penalizzato le province, creando uno squilibrio finanziario ormai ingestibile.

Il Direttivo di UPI Toscana evidenzia che il taglio del 2025 di mezzo milione per le province toscane, che crescerà a 1,4 milioni nel 2026-2027-2028 e a 2,3 milioni nel 2029, si inserisce in un comparto già allo stremo da anni. Le risorse stanziate sono del tutto insufficienti: i bilanci toscani prevedono oggi solo 5,4 milioni di euro per la manutenzione ordinaria delle scuole superiori e 5,1 milioni per la manutenzione delle strade. Si tratta di risorse esigue se si considera che queste cifre devono coprire centinaia di edifici scolastici e oltre 7.000 km di strade provinciali con migliaia di ponti. Alcuni presidenti di provincia si trovano nella condizione di dover amministrare centinaia di chilometri di strade con budget di appena tre-quattrocentomila euro, una cifra del tutto insufficiente per garantire la sicurezza della rete viaria.

Nel corso del Direttivo, i Presidenti delle Province hanno approvato all’unanimità un documento da trasmettere a tutte le parti istituzionali e politiche coinvolte, per attirare l’attenzione su una situazione ormai insostenibile e pericolosa per la sicurezza pubblica. Inoltre, hanno denunciato la sparizione di alcuni fondi destinati agli investimenti provinciali dal bilancio statale.

La difficoltà di garantire servizi adeguati è ormai strutturale e, senza un intervento risolutivo da parte del Governo, le Province non potranno far fronte alle esigenze delle comunità locali. La manutenzione stradale è solo uno degli aspetti più evidenti del problema: le difficoltà si ripercuotono anche sulla gestione dell’edilizia scolastica, con istituti che necessitano di interventi urgenti ma per i quali non vi sono risorse sufficienti.

Il Direttivo di UPI Toscana ha ribadito come, con l’inflazione e gli attuali costi dei materiali, un chilometro di minima manutenzione stradale costi circa 150.000 euro. Questo significa che nel 2025 si potrà intervenire su meno di trentacinque chilometri di strade. Senza contare che nel 2029 saranno sottratti anche i fondi per i piani straordinari già programmati, pari a 19,5 milioni di euro.

La legge di bilancio 2025 ha proseguito nel percorso dei tagli agli enti locali. Lo scorso anno le province subirono 50 milioni di euro di spending review per il 2024 e il 2025, quest’anno i tagli sono di “soli” 10 milioni (in realtà un congelamento di fondi in avanzo, riutilizzabile per investimenti l’anno successivo) ed è stato previsto un contributo di 50 milioni di euro per le funzioni fondamentali delle province.

Nel 2025 l’accantonamento imposto sarà di 477.783 euro, mentre nel 2026-2028 crescerà a 1.433.348 euro, fino a raggiungere i 2.388.913 euro nel 2029. Sommando questi tagli a quelli subiti dal 2014 in poi, il comparto continua a soffrire più di altri enti locali.

I presidenti delle province toscane lanciano un appello: è necessario un intervento immediato per garantire ai cittadini servizi adeguati e preservare la sicurezza delle infrastrutture provinciali. Senza un’adeguata dotazione finanziaria, le Province non potranno più assicurare ai territori quelle funzioni fondamentali che la Costituzione stessa assegna loro.

Milleproroghe, Gandolfi: “Accolte richieste UPI che consentiranno di proseguire opere strategiche”

“Il testo del decreto Milleproroghe licenziato dalla Commissione Affari costituzionali del Senato ha accolto le richieste di modifica presentate da UPI su questioni molto importanti per le Province e per i territori, perché ci permetteranno di proseguire nella realizzazione di investimenti ed opere strategiche per le comunità. Siamo molto soddisfatti del risultato, perché la forte azione istituzionale dell’UPI ci ha portato ad essere ascoltati dai senatori di maggioranza e opposizione”. Lo dichiara il Presidente di UPI Pasquale Gandolfi, all’indomani dal voto di fiducia sul testo del decreto cosiddetto “Milleproroghe” licenziato dalla Commissione Affari costituzionali del Senato, passato ora alla Camera per la definitiva conversione.

Per le Province, gli emendamenti accolti intervengono in particolare su questioni riguardanti l’edilizia scolastica, la viabilità, la messa in sicurezza dei ponti del Po, le norme per le assunzioni e le prerogative per la candidatura alla presidenza delle Province.

È stata accolta la richiesta UPI di prorogare al 31 dicembre 2027 il termine ultimo per l’adeguamento alla normativa antincendio per gli edifici scolastici, permettendo così alle Province di garantire il completamento degli interventi.  Grazie ad una modifica sulle norme relative al programma di interventi per la messa in sicurezza dei ponti del Po, si consente alle stazioni appaltanti delle Province di completare l’iter necessario per l’aggiudicazione degli interventi e di realizzare le opere. Importante poi la richiesta di far valere fino al 30 marzo 2026 la disciplina transitoria sulle autorizzazioni al transito per i trasporti eccezionali, che concede tempo per la programmazione degli investimenti necessari sulla rete viaria provinciale.

Quanto alle assunzioni nelle Province, il decreto approvato al Senato proroga di un anno la norma che consente alle amministrazioni di procedere ad assunzioni, senza previo svolgimento delle procedure di mobilità, in caso di procedure concorsuali bandite, permettendo di proseguire con maggiore rapidità nella riorganizzazione delle strutture.

Da ultimo, è stata accolta la richiesta UPI di proroga per il 2025 e 2026 della deroga ai 18 mesi di mandato  da Sindaco previsti dalla Legge 56/14 per la candidatura in Provincia,  che si rende necessaria considerato il sistema elettorale delle Province e visto che nei prossimi due anni ci saranno turni amministrativi comunali significativi.

 

Milleproroghe, Gandolfi: “Accolte richieste UPI che consentiranno di proseguire opere strategiche”

“Il testo del decreto Milleproroghe licenziato dalla Commissione Affari costituzionali del Senato ha accolto le richieste di modifica presentate da UPI su questioni molto importanti per le Province e per i territori, perché ci permetteranno di proseguire nella realizzazione di investimenti ed opere strategiche per le comunità. Siamo molto soddisfatti del risultato, perché la forte azione istituzionale dell’UPI ci ha portato ad essere ascoltati dai senatori di maggioranza e opposizione”. Lo dichiara il Presidente di UPI Pasquale Gandolfi, all’indomani dal voto di fiducia sul testo del decreto cosiddetto “Milleproroghe” licenziato dalla Commissione Affari costituzionali del Senato, passato ora alla Camera per la definitiva conversione.

Per le Province, gli emendamenti accolti intervengono in particolare su questioni riguardanti l’edilizia scolastica, la viabilità, la messa in sicurezza dei ponti del Po, le norme per le assunzioni e le prerogative per la candidatura alla presidenza delle Province.

È stata accolta la richiesta UPI di prorogare al 31 dicembre 2027 il termine ultimo per l’adeguamento alla normativa antincendio per gli edifici scolastici, permettendo così alle Province di garantire il completamento degli interventi.  Grazie ad una modifica sulle norme relative al programma di interventi per la messa in sicurezza dei ponti del Po, si consente alle stazioni appaltanti delle Province di completare l’iter necessario per l’aggiudicazione degli interventi e di realizzare le opere. Importante poi la richiesta di far valere fino al 30 marzo 2026 la disciplina transitoria sulle autorizzazioni al transito per i trasporti eccezionali, che concede tempo per la programmazione degli investimenti necessari sulla rete viaria provinciale.

Quanto alle assunzioni nelle Province, il decreto approvato al Senato proroga di un anno la norma che consente alle amministrazioni di procedere ad assunzioni, senza previo svolgimento delle procedure di mobilità, in caso di procedure concorsuali bandite, permettendo di proseguire con maggiore rapidità nella riorganizzazione delle strutture.

Da ultimo, è stata accolta la richiesta UPI di proroga per il 2025 e 2026 della deroga ai 18 mesi di mandato  da Sindaco previsti dalla Legge 56/14 per la candidatura in Provincia,  che si rende necessaria considerato il sistema elettorale delle Province e visto che nei prossimi due anni ci saranno turni amministrativi comunali significativi.

 

Provincia di Teramo, il Presidente: “Una mole significativa di interventi realizzati e di milioni immessi nel circolo dell’economia locale”.

La Provincia ha speso oltre 34 milioni per la viabilità e circa 15 milioni per edilizia scolastica. Cinquanta milioni di euro che sono entrati in circolo nell’economia teramana. A questi bisogna aggiungere i 123.656.741 euro destinati agli adeguamenti sismici di 13 Istituti scolastici, Fondi Sisma 2016/2017 gestiti direttamente da Invitalia, tutti assegnati (progettisti e gare) nel 2024. In molti di questi Istituti sono già partiti i rilievi; i tempi di progettazione variano da quattro a sei mesi e, dalla approvazione degli esecutivi, la tempistica dell’intervento ha un range dai due ai quattro anni.

Quest’anno è stato completato e collaudato il Ponte sul Vomano e l’Ente ha acceso un mutuo di 3 milioni e 700 mila euro per il completamento viario. Il sequestro del Convitto Delfico di Teramo che ha caratterizzato l’ultimo periodo dell’anno ha visto l’amministrazione impegnata in una complessa ricollocazione di circa 1200 fra studenti, docenti e corpi amministrativi fra il Polo scolastico della Cona e l’ex Consorzio Agrario, mentre venivano avviati i lavori una nuova scuola modulare collocata alla Cona con un impegno di spesa di circa 1 milione e trecentomila euro.

E’ iniziata una nuova fase, la ricostruzione post sisma è entrata nel vivo con tutti i vantaggi, una ritrovata sicurezza e la riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico e privato che comporterà un rilancio del mercato immobiliare, e tutti gli svantaggi che inevitabilmente questa fase può comportare, L’Aquila insegna. A soffrire, in termini di disagio sociale, sono i centri storici. Lo vediamo con la vicenda del Convitto Delfico, economie che entrano in crisi, altre che mutano e si trasformano dichiara il presidente Camillo D’Angelo – noi enti locali dobbiamo fare ogni sforzo per velocizzare questa fase semplificando i passaggi per quanto in nostro potere. Ma l’aspetto più importante è costruire una visione d’insieme rispetto al prossimo futuro: non solo edifici più sicuri ma luoghi nuovi con nuove destinazioni per rilanciare l’economia di questo territorio: quindi particolare attenzione ai giovani, al mondo impresa, al turismo. Non lo possiamo fare da soli, i principali alleati sono i Comuni e naturalmente la Regione con la quale il dialogo fino ad oggi non è stato proprio felice. Mi auguro che si possa invertire questa rotta”.

Provincia di Teramo, il Presidente: “Una mole significativa di interventi realizzati e di milioni immessi nel circolo dell’economia locale”.

La Provincia ha speso oltre 34 milioni per la viabilità e circa 15 milioni per edilizia scolastica. Cinquanta milioni di euro che sono entrati in circolo nell’economia teramana. A questi bisogna aggiungere i 123.656.741 euro destinati agli adeguamenti sismici di 13 Istituti scolastici, Fondi Sisma 2016/2017 gestiti direttamente da Invitalia, tutti assegnati (progettisti e gare) nel 2024. In molti di questi Istituti sono già partiti i rilievi; i tempi di progettazione variano da quattro a sei mesi e, dalla approvazione degli esecutivi, la tempistica dell’intervento ha un range dai due ai quattro anni.

Quest’anno è stato completato e collaudato il Ponte sul Vomano e l’Ente ha acceso un mutuo di 3 milioni e 700 mila euro per il completamento viario. Il sequestro del Convitto Delfico di Teramo che ha caratterizzato l’ultimo periodo dell’anno ha visto l’amministrazione impegnata in una complessa ricollocazione di circa 1200 fra studenti, docenti e corpi amministrativi fra il Polo scolastico della Cona e l’ex Consorzio Agrario, mentre venivano avviati i lavori una nuova scuola modulare collocata alla Cona con un impegno di spesa di circa 1 milione e trecentomila euro.

E’ iniziata una nuova fase, la ricostruzione post sisma è entrata nel vivo con tutti i vantaggi, una ritrovata sicurezza e la riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico e privato che comporterà un rilancio del mercato immobiliare, e tutti gli svantaggi che inevitabilmente questa fase può comportare, L’Aquila insegna. A soffrire, in termini di disagio sociale, sono i centri storici. Lo vediamo con la vicenda del Convitto Delfico, economie che entrano in crisi, altre che mutano e si trasformano dichiara il presidente Camillo D’Angelo – noi enti locali dobbiamo fare ogni sforzo per velocizzare questa fase semplificando i passaggi per quanto in nostro potere. Ma l’aspetto più importante è costruire una visione d’insieme rispetto al prossimo futuro: non solo edifici più sicuri ma luoghi nuovi con nuove destinazioni per rilanciare l’economia di questo territorio: quindi particolare attenzione ai giovani, al mondo impresa, al turismo. Non lo possiamo fare da soli, i principali alleati sono i Comuni e naturalmente la Regione con la quale il dialogo fino ad oggi non è stato proprio felice. Mi auguro che si possa invertire questa rotta”.

IlSole24Ore “Corsa degli appalti nelle Province: nel 2024 gare per 10 miliardi (+13,6%)

“Corsa degli appalti nelle Province: nel 2024 gare per 10 miliardi (+13,6%). Oltre duemila i Comuni convenzionati con gli enti di area vasta” Così titola oggi il quotidiano Il Sole24Ore in un articolo a firma Gianni Trovati che dà conto della forte spinta agli investimenti che le Province stanno imprimendo, soprattutto grazie al PNRR.

Le Province, scrive il giornalista “puntano a consolidare un ruolo di perno nel sistema amministrativo territoriale da far pesare anche quando, prima o poi, la riforma del Testo Unico degli enti locali abbandonerà la naftalina dove è finito”.

“Ai tavoli di confronto i Presidenti di Provincia potranno andare forti di qualche numero eloquente – sottolinea il giornalista evidenziando l’impennata del +156% del totale del valore degli appalti gestiti dalle SUA Provinciali dal 2020 ad oggi, un risultato, si evidenzia nell’articolo “figlio di una scelta di strategia avviata qualche anno fa”.

L’articolo riporta il commento del Presidente UPI Pasquale Gandolfi “Siamo orgogliosi perchè i dati attestano l’impatto positivo delle stazioni appaltanti delle Province sia sugli investimenti pubblici sia nel supporto ai Comuni. Ma siamo anche preoccupati che, in mancanza di una politica economica che punti sui territori questa spinta positiva si interrompa dopo il 2026. Servono risorse mirate e piani di investimento”.

 

Nel link che segue, il Monitoraggio con tutti i dati InfodataProvince – News aggiornamento – 29-genn-2205

IlSole24Ore “Corsa degli appalti nelle Province: nel 2024 gare per 10 miliardi (+13,6%)

“Corsa degli appalti nelle Province: nel 2024 gare per 10 miliardi (+13,6%). Oltre duemila i Comuni convenzionati con gli enti di area vasta” Così titola oggi il quotidiano Il Sole24Ore in un articolo a firma Gianni Trovati che dà conto della forte spinta agli investimenti che le Province stanno imprimendo, soprattutto grazie al PNRR.

Le Province, scrive il giornalista “puntano a consolidare un ruolo di perno nel sistema amministrativo territoriale da far pesare anche quando, prima o poi, la riforma del Testo Unico degli enti locali abbandonerà la naftalina dove è finito”.

“Ai tavoli di confronto i Presidenti di Provincia potranno andare forti di qualche numero eloquente – sottolinea il giornalista evidenziando l’impennata del +156% del totale del valore degli appalti gestiti dalle SUA Provinciali dal 2020 ad oggi, un risultato, si evidenzia nell’articolo “figlio di una scelta di strategia avviata qualche anno fa”.

L’articolo riporta il commento del Presidente UPI Pasquale Gandolfi “Siamo orgogliosi perchè i dati attestano l’impatto positivo delle stazioni appaltanti delle Province sia sugli investimenti pubblici sia nel supporto ai Comuni. Ma siamo anche preoccupati che, in mancanza di una politica economica che punti sui territori questa spinta positiva si interrompa dopo il 2026. Servono risorse mirate e piani di investimento”.

 

Nel link che segue, il Monitoraggio con tutti i dati InfodataProvince – News aggiornamento – 29-genn-2205

Via libera della Provincia di Lucca al progetto  di valorizzazione e adeguamento di Palazzo Ducale

Un progetto di riqualificazione, adeguamento impiantistico e funzionale di Palazzo Ducale da quasi 3 milioni di euro.

In questi giorni il presidente della Provincia di Lucca, Marcello Pierucci, ha firmato il decreto che approva il progetto tecnico definitivo, nonché il quadro economico dell’intervento che riguarda diversi lavori in uno dei più grandi e antichi complessi architettonici della città di Lucca.

Le risorse, in gran parte di provenienza ministeriale, serviranno all’amministrazione provinciale di Lucca per riqualificare le sale monumentali: sala del Trono, Ademollo, sala dei Camerieri, sala Staffieri, Teatro di Elisa e sala Maria Luisa.

Soddisfatto il presidente Pierucci che sottolinea il valore culturale dei lavori, ma anche la futura nuova funzionalità degli spazi. 

«L’antico palazzo del Governo – commenta – non è solo la sede amministrativa della Provincia e della Prefettura di Lucca, ma è anche un prezioso tesoro artistico e architettonico del capoluogo. Le grandi sale del Quartiere di Parata sono spesso teatro di importanti appuntamenti istituzionali, ma anche di mostre ed eventi culturali, cito solo ad esempio Lucca Comics e Photolux, e le mostre sulla Memoria. Dopo i grandi lavori di restauro del Palazzo in occasione del Giubileo del 2000, è giunto il momento di adeguare funzionalmente alcune sale, migliorando la climatizzazione e l’impianto di illuminazione affinché questo straordinario edificio storico continui ad essere fruito da cittadini e turisti come bene culturale da valorizzare sempre di più. Una valorizzazione che servirà a dare lustro al palazzo ma anche ai ‘contenuti’ che qui saranno ospitati”.

Gli interventi nel dettaglio. Il progetto definitivo – avallato dalla Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggi per le Province di Lucca e Massa Carrara – ha un quadro economico di oltre 2,9 milioni di euro di cui 2,4 finanziati dal Ministero della Cultura. 

​Si prevedono opere che garantiranno una migliore fruibilità degli spazi soprattutto in occasione di eventi ed esposizioni, nonché per la salvaguardia degli elementi architettonici e decorativi che caratterizzano tutte le sale del piano nobile che affacciano su piazza Napoleone e Cortile degli Svizzeri. In via prioritaria, si tratta di interventi di climatizzazione e controllo dell’umidità della sala dei Consiglieri – Accademia I; nel Gabinetto del Sovrano – Accademia II; nella sala del Trono – ex Sala del Consiglio; così come nelle sale Maria Luisa, Ademollo, Staffieri, sala dei Camerieri. Nella sale Ademollo e Staffieri sono previsti lavori di adeguamento illuminotecnico poiché l’impianto attuale risulta obsoleto e poco funzionale. Ulteriori lavori riguarderanno le superfici del “Teatro di Elisa” con la demolizione di alcune paretine incongrue e il consolidamento delle strutture lignee e di restauro del soffitto rifinito a stucco su supporto di incannicciato della Sala Maria Luisa, attualmente chiusa al pubblico per ragioni di sicurezza. 

Nel progetto, inoltre, è prevista anche la realizzazione di una nuova centrale termica con conseguente sostituzione degli apparecchi attualmente in funzione.

Stante l’urgenza di realizzare l’intervento, saranno differite a una seconda fase alcune opere il cui costo eccede l’attuale disponibilità finanziaria del bilancio della Provincia, tenuto conto che le stesse potranno essere affidate ed eseguite non appena l’ente avrà a disposizione le relative risorse. Le opere previste in questa seconda tranche riguardano le lavorazioni al Teatro di Elisa, l’area esterna del parcheggio/cortile interno lato piazza S. Romano e al piano terra della Palazzina del Nottolini.

Il cronoprogramma. Dal punto di vista amministrativo, l’iter prevede adesso l’approvazione del progetto esecutivo, e la successiva gara di appalto per l’affidamento dei lavori. L’amministrazione guidata dal presidente Pierucci conta di aprire i cantieri entro giugno.

Via libera della Provincia di Lucca al progetto  di valorizzazione e adeguamento di Palazzo Ducale

Un progetto di riqualificazione, adeguamento impiantistico e funzionale di Palazzo Ducale da quasi 3 milioni di euro.

In questi giorni il presidente della Provincia di Lucca, Marcello Pierucci, ha firmato il decreto che approva il progetto tecnico definitivo, nonché il quadro economico dell’intervento che riguarda diversi lavori in uno dei più grandi e antichi complessi architettonici della città di Lucca.

Le risorse, in gran parte di provenienza ministeriale, serviranno all’amministrazione provinciale di Lucca per riqualificare le sale monumentali: sala del Trono, Ademollo, sala dei Camerieri, sala Staffieri, Teatro di Elisa e sala Maria Luisa.

Soddisfatto il presidente Pierucci che sottolinea il valore culturale dei lavori, ma anche la futura nuova funzionalità degli spazi. 

«L’antico palazzo del Governo – commenta – non è solo la sede amministrativa della Provincia e della Prefettura di Lucca, ma è anche un prezioso tesoro artistico e architettonico del capoluogo. Le grandi sale del Quartiere di Parata sono spesso teatro di importanti appuntamenti istituzionali, ma anche di mostre ed eventi culturali, cito solo ad esempio Lucca Comics e Photolux, e le mostre sulla Memoria. Dopo i grandi lavori di restauro del Palazzo in occasione del Giubileo del 2000, è giunto il momento di adeguare funzionalmente alcune sale, migliorando la climatizzazione e l’impianto di illuminazione affinché questo straordinario edificio storico continui ad essere fruito da cittadini e turisti come bene culturale da valorizzare sempre di più. Una valorizzazione che servirà a dare lustro al palazzo ma anche ai ‘contenuti’ che qui saranno ospitati”.

Gli interventi nel dettaglio. Il progetto definitivo – avallato dalla Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggi per le Province di Lucca e Massa Carrara – ha un quadro economico di oltre 2,9 milioni di euro di cui 2,4 finanziati dal Ministero della Cultura. 

​Si prevedono opere che garantiranno una migliore fruibilità degli spazi soprattutto in occasione di eventi ed esposizioni, nonché per la salvaguardia degli elementi architettonici e decorativi che caratterizzano tutte le sale del piano nobile che affacciano su piazza Napoleone e Cortile degli Svizzeri. In via prioritaria, si tratta di interventi di climatizzazione e controllo dell’umidità della sala dei Consiglieri – Accademia I; nel Gabinetto del Sovrano – Accademia II; nella sala del Trono – ex Sala del Consiglio; così come nelle sale Maria Luisa, Ademollo, Staffieri, sala dei Camerieri. Nella sale Ademollo e Staffieri sono previsti lavori di adeguamento illuminotecnico poiché l’impianto attuale risulta obsoleto e poco funzionale. Ulteriori lavori riguarderanno le superfici del “Teatro di Elisa” con la demolizione di alcune paretine incongrue e il consolidamento delle strutture lignee e di restauro del soffitto rifinito a stucco su supporto di incannicciato della Sala Maria Luisa, attualmente chiusa al pubblico per ragioni di sicurezza. 

Nel progetto, inoltre, è prevista anche la realizzazione di una nuova centrale termica con conseguente sostituzione degli apparecchi attualmente in funzione.

Stante l’urgenza di realizzare l’intervento, saranno differite a una seconda fase alcune opere il cui costo eccede l’attuale disponibilità finanziaria del bilancio della Provincia, tenuto conto che le stesse potranno essere affidate ed eseguite non appena l’ente avrà a disposizione le relative risorse. Le opere previste in questa seconda tranche riguardano le lavorazioni al Teatro di Elisa, l’area esterna del parcheggio/cortile interno lato piazza S. Romano e al piano terra della Palazzina del Nottolini.

Il cronoprogramma. Dal punto di vista amministrativo, l’iter prevede adesso l’approvazione del progetto esecutivo, e la successiva gara di appalto per l’affidamento dei lavori. L’amministrazione guidata dal presidente Pierucci conta di aprire i cantieri entro giugno.

Cerca