Categoria: Bilanci e Finanza

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Variati a Radio 24 Mattino “ I Sindaci faranno la loro parte contro gli sprechi”

“La lotta agli sprechi nelle nuove aree vaste dei Comuni è una priorità. I Sindaci sono abituati alla sobrietà,  faranno la loro parte per combattere la cattiva spesa e per indirizzare ogni sforzo per far crescere l’efficienza a favore dei servizi ai cittadini”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi Achille Variati, intervenendo alla trasmissione Radio24  Mattino. “Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità – ha detto – e così come noi Sindaci ci siamo presi il compito di trasformare le vecchie Province in nuovi enti di Comuni, Stato e Regioni dovranno impegnarsi fino in fondo, portando a termine il riordino. Se non si interviene subito– ha detto poi rispondendo alle domande del giornalista Milan sull’emergenza  bilanci – dal prossimo gennaio il problema non sarà solo il mantenimento degli stipendi dei dipendenti  , ma i servizi ai cittadini, che non ci saranno più. Ricordiamoci che  stiamo parlando di strade e scuole sicure, di lotta al dissesto idrogeologico, questioni chiave che interessano tutto il Paese e che non possiamo permetterci, come Stato, di abbandonare”.

 

Province bilanci, Pastacci “La Corte dei Conti conferma la nostra analisi.

“Le manovre economiche hanno creato gravi criticità nei bilanci delle Province, che rischiano di vedere compromessi gli equilibri finanziari. Dopo il  nostro allarme, che abbiamo lanciato all’indomani dall’approvazione della Legge di stabilità 2015, la Corte dei Conti conferma con la sua relazione che la nostra analisi era corretta e circostanziata. Speriamo che ora Governo e Parlamento prendano atto dell’ineluttabilità di un intervento immediato ed urgente a risolvere questa grave emergenza”.

Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, sottolineando come “la Corte dei Conti attesta non solo il rischio evidente di un dissesto di molto Province, indotto dalle manovre economiche che hanno chiesto a questi enti molto più del possibile, ma che le conseguenze immediate si avranno sui servizi ai cittadini e sulle garanzie del pagamento degli stipendi ai dipendenti. Una analisi dettagliata, quella della magistratura contabile, che nasce da una verifica attenta svolta sui territori, esaminando i bilanci veri degli enti e non attraverso teoriche proiezioni: la dimostrazione, come abbiamo più volte detto, che i dati da cui si è partiti per stabilire il contributo delle Province con la legge di stabilità 2015 erano sbagliati.

La conclusione cui giunge la Corte dei Conti è quella che come Upi stiamo sollecitando al Governo da tempo: serve un intervento urgente, che consenta alle Province di chiudere i bilanci gestendo in equilibrio il 2015, per permettere la piena attuazione della riforma senza compromettere l’erogazione dei servizi ai cittadini e garantendo  i diritti dei dipendenti. E’ evidente – conclude Pastacci – che questo rapporto conferma anche quanto abbiamo già evidenziato rispetto al prossimo biennio: con una situazione già così critica per quest’anno,  è del tutto impensabile  la previsione di un ulteriore contributo alle casse dello Stato dalle Province di 2 miliardi per il 2016 e 3 miliardi per il 2017. La  manovra deve essere corretta”.

 

Roma, 14 maggio 2015

Province, Valluzzi (Upi) al Governo: “Basta dissimulazioni, situazione disastrosa e insostenibile”

“Basta dissimulazioni del Governo sulla disastrosa e insostenibile condizione finanziaria e istituzionale delle Province. Non è il sindacato a procurare infondato allarme sulla situazione degli stipendi del personale provinciale per i prossimi mesi, ma  sarà la  condizione di dissesto sui Bilanci di decine di Enti, indotta dalla Legge di Stabilità 2015, che provvederà a smentire le imbarazzanti rassicurazioni”.

Lo dichiara Nicola Valluzzi  Presidente UPI Basilicata e Sindaco di Castelmezzano, in merito all’allarme, smentito dal Governo, sulla situazione dello stato dei bilanci delle province.

“E’ incredibile – sottolinea Valluzzi – la pervicace costanza con la quale si nega la realtà di strade e scuole senza alcuna possibilità di manutenzione, ormai abbandonate  al loro destino.  Non è  in discussione la sopravvivenza istituzionale di un Ente,  che può essere sostituito o cancellato, ma  il decoro e la sicurezza di servizi essenziali per la vita quotidiana di cittadini e imprese”.

        

Rinvio termine dei bilanci di previsione al 30 luglio 2015

Queste le tematiche affrontate nel corso della Conferenza:

–          Attuazione del comma 418 legge di stabilità: a seguito degli accordi ANCI-GOVERNO sull’applicazione del comma alle Città Metropolitane, nei prossimi giorni il Ministero dell’Interno diffonderà il nuovo elenco recante i contributi richiesti alle Province e alle Città metropolitane per l’anno 2015 ai sensi della legge di stabilità;

–          Per quanto concerne i termini di approvazione dei bilanci di previsione 2015, e sulle difficoltà rappresentate dalle Province per la predisposizione di un bilancio pluriennale, unitamente alle altre scadenze previste a carico degli uffici di ragioneria degli enti locali, su richiesta delle Autonomie locali, il Governo ha acconsentito ad una proroga al 30 luglio 2015 della scadenza per la predisposizione di bilanci di previsione 2015

–          Sulle altre questioni inerenti la finanza locale,  il Governo ha preannunciato la prossima approvazione di un decreto d’urgenza; il decreto legge potrà essere dunque una fondamentale occasione  – anche per la  fase di conversione parlamentare – per tutte le questioni finanziarie principali relative a  Province Comuni e Città metropolitane.

L’analisi de Il Sole 24 Ore. tasse Province, al metà allo Stato

Il quotidiano Il Sole 24 Ore elabora i dati Sose e stila la classifica delle Province le cui tasse locali vengono sottratte ai territori per essere incorporate nella spesa pubblica centrale. “Il federalismo a ritroso: 1,6 miliardi di tasse provinciali allo Stato”

Documenti allegati:

Rinegoziazione mutui: la circolare predisposta dalla Cassa Depositi e Prestiti

In allegato, il testo della Circolare indirizzata a Province e Città metropolitane sulla rinegoziazione dei prestiti concessi attualemente in ammortamento. 

Documenti allegati:

Rinegoziazione mutui: Accordo quadro ABI – Presidenza del Consiglio dei Ministri

Si allega l’accordo che ABI e Dipartimento Presidenza del  Consiglio hanno siglato lo scorso 8 aprile relativo alle linee guida sulla base delle quali le banche aderenti daranno attuazione al comma 430 della Legge di stabilità 2015 sulla rinegoziazione mutui.

Documenti allegati:

DEF, il Governo conferma 5 miliardi di tagli su Province per 2016-17

“Con la Legge di stabilità 2015 ventitré Province su settantasei si vedranno ridotti  i bilanci in una percentuale che va dal 20 al 30 per cento della spesa corrente  in meno. La media nazionale è di oltre il 15%, che in valori assoluti significa quasi 9 milioni in meno a Provincia, con picchi che arrivano a quasi meno 35 milioni. E’ evidente che parlare di margini ulteriori di riduzioni per il prossimo biennio è del tutto impossibile. Vuol dire affossare la prima grande riforma istituzionale del Paese, la riforma degli enti di area vasta, proprio ad un anno dal suo varo”.

 

Lo dichiara il Presidente dell’Upi Alessandro Pastacci,  ricordando come “questi tagli arrivano quando l’attuazione della riforma delle Province, approvata esattamente un anno fa, l’8 aprile  2014, non è ancora neanche lontanatamene iniziata. Nel frattempo, con la legge finanziaria i nuovi enti sono stati messi nella condizione di non avere neanche le risorse sufficienti a coprire  le funzioni fondamentali che la Legge ha loro assegnato, dalla sicurezza delle strade provinciali alla gestione delle scuole superiori, dalla tutela dell’ambiente ai servizi di supporto e assistenza ai comuni.

 

Per molti enti – sottolinea Pastacci – questa stangata è la porta d’ingresso al dissesto, ma è evidente che se il Governo intende mantenere 2 miliardi di tagli per il 2016 e 3 miliardi di tagli per il 2017, anche quelle che riusciranno a chiudere il bilancio 2015 non saranno più in grado di fare nulla nei prossimi due anni.

 

Al Presidente del Consiglio – conclude il Presidente dell’Upi – chiederemo la disponibilità ad un incontro, dati alla mano, per verificare insieme i nostri conti e trovare quelle misure indispensabili per portare a termine la riforma senza pregiudicare la qualità del welfare locale e senza privare i cittadini e le imprese di servizi essenziali”.

 

Di seguito la tabella con le Province che dovranno versare un contributo dai 10 ai 35 milioni di euro.


 

 

 

PROVINCIA

CONTRIBUTO LEGGE STABILITA’ 2015

INCIDENZA % SPESA CORRENTE

Caserta

34.617.951

22,41 %

Salerno

24.554.623

20,99 %

Verona

23.553.210

30,24 %

Lecce

23.237.795

26,04 %

Brescia

23.149.908

21,49 %

Monza Brianza

19.385.812

30,24 %

Treviso

18.864.976

29,53 %

Bergamo

18.228.358

16,72 %

Latina

17.662.336

30,24 %

Padova

17.015.690

30,24 %

Vicenza

15.932.957

30,24 %

Avellino

15.575.313

30,24 %

Taranto

14.376.761

30,24 %

Modena

13.719.257

28,15 %

Pavia

13.114.465

23,09 %

Perugia

11.381.089

10,99 %

Mantova

11.063.194

21,38 %

Ravenna

10.014.853

29,59 %

 

 

 

 

 

 

                                                                                               

Fonte: Tabella riparto contributo Legge stabilità 2015 – Conferenza Stato Città Autonomie locali 31 marzo 2015 – su cui Upi ha espresso parere negativo.

Bilanci Province: stabilito quanto verseranno allo Stato i singoli enti

“Non possiamo che ribadire che la somma di oltre 1 miliardo richiesta a Province e Città metropolitane per il 2015 è abnorme e non è assolutamente sostenibile, anche perché si somma ai tagli previsti dalle passate manovre economiche, arrivando ad un totale di più di 2 miliardi. Andrà verificata ente per ente la concreta sostenibilità di questa nuova modalità di riparto, adottata dal Governo, che supera i tagli lineari e introduce i fabbisogni standard”.

Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, intervenendo in Conferenza Stato Città, sul decreto del Governo che stabilisce ente per ente la riduzione di spesa obbligata per il 2015,  insieme ai Presidenti  Daniele Bosone di Pavia, Claudio Casadio di Ravenna, Leonardo Muraro di Treviso e Carlo Riva Vercellotti, Vercelli.

“Per dare attuazione alla riforma delle Province e delle Città metropolitane – ha ribadito Pastacci – è necessario garantire l’equilibrio e la tenuta complessiva del comparto: con il miliardo che lo Stato si prende, la tenuta non è affatto assicurata.  Per questo – ha aggiunto il Presidente dell’Upi –  è davvero urgente un intervento straordinario del Governo attraverso un provvedimento eccezionale che possa garantire l’erogazione dei servizi ai cittadini e il mantenimento degli equilibri di bilancio.  

Come Upi chiediamo misure straordinarie che consentano alle Province di utilizzare gli avanzi di amministrazione per evitare il dissesto degli enti, e di usare i risparmi che potrebbero derivare dallo spostamento al 2016 del pagamento delle rate dei mutui, per garantire la copertura di servizi essenziali, a partire dalla sicurezza e dalla gestione delle strade provinciali e delle scuole superiori. 

Deve essere chiaro – ha concluso Pastacci – che dopo il prelievo delle imposte provinciali operato con questa manovra, le Province non hanno più alcun margine di spesa. I tagli previsti dalla Legge di stabilità per il 2016 e il 2017 sono del tutto inattuabili”.

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UPI Veneto: Chiesto il Rinvio del Prelievo Statale alle Province per Garantire i Servizi

Il presidente dell’UPI Veneto (Unione delle Province del Veneto) e della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, si è recato oggi a Roma alla Conferenza Stato Città accompagnando il presidente UPI Nazionale, Alessandro Pastacci, per discutere in merito ai tagli alle Province con i sottosegretari Bocci, Baretta e Bressa.

 

“Il prelievo statale che dovrebbe avvenire entro il 30 aprile è una mannaia per le Province, i servizi offerti e i cittadini – spiega Leonardo Muraro, presidente dell’UPI Veneto – In Veneto la situazione è la seguente: 18.890.000 euro per Treviso, 9,5 milioni per Venezia, 23.560.000 per Verona, 15.950.000 per Vicenza, 5.940.000 per Rovigo, 17.020.000 per Padova, 5.515.000 per Belluno. Il taglio medio rispetto alla spesa media 2010-2012 e al netto del fondo perequativo è di circa il 30%, tranne per Venezia e Belluno che sono interessate da Città Metropolitana e Specificità Montana.

 

È chiaro che garantire i servizi con questo taglio è davvero improponibile. E ricordiamoci che al momento i dipendenti che offrono i servizi provinciali ai cittadini sono ancora incerti sul loro futuro e rimangono in carico ai bilanci delle Province prosciugate. Allora come UPI assieme a Pastacci abbiamo chiesto che sia concesso, perlomeno, di posticipare a fine maggio il prelievo da parte dello Stato, per concedere un po’ di tempo in più. Nell’interesse dei cittadini, dei servizi e dei dipendenti” chiude Muraro

Mutui Province e Città metropolitane: il Cda della Cassa Depositi e Prestiti delibera rinegoziazione

Roma, 26 marzo 2015 – Ammontano a oltre 15 miliardi di euro i mutui che Regioni, Province e Città metropolitane potranno rinegoziare con la Cassa depositi e prestiti. Grazie all’operazione potranno essere liberate in tre anni risorse fino a 1,6 miliardi da destinare alla realizzazione di nuovi investimenti o alla riduzione del debito.

Il Consiglio di amministrazione di CDP, riunitosi oggi sotto la presidenza di Franco Bassanini, ha infatti deliberato l’avvio del programma di rinegoziazione dei mutui 2015. Il programma si aggiunge a una serie di iniziative che Cassa depositi e prestiti ha messo in campo a supporto degli Enti pubblici, ai quali ha continuato ad assicurare – anche negli anni di crisi finanziaria – il proprio sostegno finanziario attraverso tassi di interesse in linea con i rendimenti dei titoli di Stato.

E’ allo studio un programma dedicato anche ai Comuni, con il quale gli Enti potranno rinegoziare i mutui ottenendo, grazie alle attuali condizioni di mercato, una riduzione del tasso di interesse.

In particolare, il programma deliberato oggi è così strutturato:

Regioni

L’operazione di rinegoziazione riguarda i prestiti ordinari – interamente erogati e con scadenza di ammortamento pari o successiva al 31 dicembre 2018 – con  importo residuo di almeno 20 milioni di euro: si tratta di un portafoglio di prestiti d’importo pari a circa 11 miliardi di euro.

Il programma consente, alle attuali condizioni di mercato, una riduzione del tasso di interesse medio con un beneficio fino a 1 miliardo di euro nel triennio 2015-18.

Grazie al programma, le Regioni possono richiedere:

  • la variazione della durata di ammortamento;
  • il pagamento delle sole quote interessi per le annualità 2015 e 2016;
  • la trasformazione in tasso fisso dei mutui a tasso variabile.

Province e Città metropolitane

L’operazione di rinegoziazione – che riguarda i prestiti ordinari e flessibili, a tasso fisso o variabile, concessi da CDP – permette di ridurre, alle attuali condizioni di mercato, il tasso di interesse medio applicato ai prestiti oggetto dell’operazione, pari a circa 4,6 miliardi di euro. Il programma di rinegoziazione consente a Province e Città metropolitane un beneficio fino a 600 milioni di euro nel triennio 2015-18.

Gli Enti possono avvalersi della possibilità di non corrispondere le rate dei prestiti per capitale e interessi relative all’anno 2015 e di modificare il periodo di rimborso del capitale.

Fatturazione elettronica, la Provincia di Udine pronta per l’entrata in vigore

A decorrere dal 31 marzo prossimo, le pubbliche amministrazioni non potranno più accettare fatture che non siano trasmesse in forma elettronica. Un passaggio che riguarderà anche la Provincia di Udine e permetterà di digitalizzare una consistente mole di documenti: sono circa 4 mila le fatture recapitate annualmente a palazzo Belgrado e un migliaio le bollette per le utenze dei vari edifici gestiti dall’Ente. 5 mila documenti, dunque, per quel che riguarda la Provincia di Udine, non saranno gestiti su supporto cartaceo ma il loro iter sarà unicamente quello digitale. In vista dell’entrata in vigore della nuova normativa, l’Ente ha effettuato per tempo tutti gli adempimenti necessari: dall’inserimento nell’indice della pubblica amministrazione della struttura organizzativa con relativi codici degli uffici destinatari della fatturazione alla comunicazione ai fornitori dei codici corretti per ogni contratto in essere. Le fatture, infatti, non giungono direttamente alla Provincia ma, come per tutte le pubbliche amministrazioni, a un centro di interscambio che le smista in base proprio al codice di fatturazione dell’ufficio destinatario (una sorta di indirizzo digitale). Al riguardo è stato creato un canale di Posta elettronica certificata (pec) dedicato alle fatture che si interfaccia con il sistema Iride, il programma che gestisce i flussi documentali e di protocollo dell’Ente. I funzionari della Provincia, attraverso Iride così come per gli altri atti ufficiali dell’Ente, possono intercettare le fatture elettroniche e seguire il loro iter. “L’ufficio informatica che ha curato la fase preparatoria, – fa sapere l’assessore provinciale all’informatica Elisa Battaglia – sta già valutando le misure da predisporre per automatizzare ulteriormente il processo una volta entrato a regime e per migliorarne le performance anche in aggiunta a quanto previsto dalla norma”. “La Provincia di Udine – conclude Battaglia – è dunque pronta per questo nuovo passaggio incluso nell’agenda digitale ed è a disposizione delle imprese e dei fornitori per eventuali richieste di chiarimento e informazioni sulle nuove procedure”.

Informazioni dettagliate al riguardo sono state pubblicate sull’homepage del portale web dell’Ente (www.provincia.udine.it) nell’approfondimento “FatturaPA”.

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