Categoria: Bilanci e Finanza

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MANOVRA: PROVINCE, SAITTA “VERI RISPARMI DAI TAGLI DEGLI ENTI STRUMENTALI”

“Come scritto chiaramente nella relazione tecnica dell’Ufficio studi del Senato, abolire le Province non comporta risparmi, anzi produce nuovi sprechi per il bilancio dello Stato. Invece se si cancellassero subito tutti gli enti strumentali il risparmio sarebbe immediato, e almeno di 2,5 miliardi di euro. E oggi in Audizione i parlamentari delle Commissioni Bilancio e Camera lo hanno riconosciuto”. Lo ha detto il Vice Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino, al termine dell’audizione in Senato sulla manovra economica. “Ci è stato chiesto di fare uno studio sugli enti intermedi: noi lo abbiamo già fatto e abbiamo sottolineato che ci sono oltre 7000 enti strumentali (Consorzi, Aziende, Società) che occupano circa 24 mila persone nei Consigli di Amministrazione. Il costo dei compensi, le spese di rappresentanza, il funzionamento dei consigli di amministrazione, organi collegiali, delle Società pubbliche o partecipate  nel 2010 è pari a 2,5 miliardi. Se vogliamo tagliare la spesa inutile – ha concluso Saitta – è da qui che dobbiamo partire, non dai 12 miliardi di bilanci delle Province che servono a finanziare gli investimenti per il trasporto pubblico, per la gestione di circa 125 mila chilometri di strade, per la difesa del suolo, per la tutela dell’ambiente, per la gestione di oltre 5000 scuole¸ per le politiche del lavoro, attraverso gli 854 Centri per l’impiego”.

CONSIGLIO DIRETTIVO UPI

“Non abbiamo osteggiato, per senso di responsabilità,  una manovra che, lo ribadiamo, ancora una volta taglia risorse ai servizi per i cittadini. Ma questa deve essere l’ultima volta che Regioni, Province e Comuni sono escluse dal processo di definizione degli obiettivi finanziari del Paese. Appena approvata la manovra, chiediamo si istituisca la Conferenza Permanente per la finanza pubblica”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, chiudendo i lavori del Consiglio Direttivo dell’Upi a Genova, al termine dei quali gli amministratori provinciali hanno votato all’unanimità un ordine del giorno sulla manovra economica.
Nell’Ordine del Giorno, nonostante le modifiche migliorative apportate dal Governo dopo l’incontro con gli Enti locali, con l’eliminazione dei tagli al fondo di riequilibrio che rischiava di fermare il processo di attuazione del federalismo fiscale, si ribadisce il giudizio negativo delle Province sulla manovra economica.
Il Consiglio direttivo dell’Upi avanza poi proposte decise, chiedendo:

1.    Di avviare un tavolo di confronto che consenta di rivedere gli obiettivi del patto di stabilità interna per le Province per gli anni 2013/2014

2.    Di consentire lo sblocco di parte dei residui passivi in conto capitale su specifici e delicati settori di intervento quali strade, scuole e interventi manutentivi a tutela del dissesto idrogeologico;

3.    Di liberare gli avanzi di amministrazione per abbattere il debito, con penali a carico dello Stato;

4.    Di aprire immediatamente il tavolo per l’applicazione concreta degli indicatori di virtuosità, secondo quanto previsto dalla manovra economica.

In allegato, l’odine del gionro sulla manovra e l’ordine del giorno sulle riforme istituzionali, approvati all’unanimità dal Consiglio Direttivo

Documenti allegati:

Manovra: Le Province rispondono all’appello di Napolitano.

“Il giudizio delle Province sulla manovra economica non cambia, ma come istituzioni della Repubblica dobbiamo anche noi sostenere l’appello lanciato dal Capo dello Stato e dimostrare, in un momento così drammatico per il Paese, un grande senso di responsabilità”.
Lo dichiara il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione secondo cui  “il messaggio del Presidente Napolitano non deve cadere nel vuoto: le istituzioni tutte sono chiamate in questo momento a dare un segnale forte di coesione all’Europa. Confidiamo nel fatto che molte delle criticità che abbiamo sollevato rispetto alle misure previste dalla manovra a carico degli enti locali, a partire dai criteri di virtuosità degli enti per l’allentamento dei vincoli del patto di stabilità per rilanciare lo sviluppo economico, siano colti dal Parlamento e trovino risposta nei pochi emendamenti che maggioranza  e opposizione stanno predisponendo.
Ma siamo consapevoli che ora la priorità è che la manovra sia approvata nel più breve tempo possibile”.

Faccia a faccia tra Castiglione ed Errani a Raidue

Manovra economica, federalismo fiscale, riforma delle istituzioni: questi i temi della lunga intervista a due tra il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, e il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, che andra’ in onda nella puntata di sabato 2 luglio di “Quello che le Regioni” su Rai2.

“I cittadini devono sapere che con questa manovra i servizi sono a rischio – dice Errani rispondendo alla giornalista Simonetta Faverio – si dice che non ci sono stati tagli ai servizi sociali. E quelli che abbiamo subito dal 2008 ad oggi? Tagli – dice Errani- che hanno colpito i servizi per gli anziani, per i bambini, per le famiglie”. Una preoccupazione condivisa dal Presidente Castiglione, che dalle telecamere di Rai2 lancia l’allarme sulle conseguenze della manovra sul federalismo fiscale “Cosi mettiamo a rischio la riforma – dice – e non facciamo ripartire il Paese. Dobbiamo riqualificare la spesa e rilanciare gli investimenti – aggiunge – ma serve un confronto serio e serrato tra Governo, Regioni ed Enti locali per apportare quei correttivi che servono”. L’intervista a due prosegue con le riflessioni dei Presidenti sul federalismo fiscale su cui, dicono  Castiglione e Errani , “e’ il momento di fermarsi a riflettere: abbiamo davanti sei mesi di proroga, usiamoli per ragionare”. La trasmissione si chiude sulla riforma parlamentare “Non basta la Conferenza della Repubblica – dice Errani – serve una Camera delle Autonomie”. “Solo con la Camera delle Autonomie i territori saranno davvero rappresentati”, chiosa Castiglione. L’intervista andra’ in onda domani, sabato 2 luglio, alle 10,30 sul Rai2.

STATO–CITTA’ – TERMINE APPROVAZIONE BILANCI PROVINCE PROROGATO AL 31 AGOSTO

Nel corso della riunione di oggi, 30 giugno, su proposta del Ministro dell’Interno e’ stato infatti deciso lo slittamento al 31 agosto prossimo.

Patto di stabilità: il Governo annuncia modifiche

“Il Governo oggi annuncia che introdurrà modifiche al Patto di stabilità per premiare gli enti virtuosi e sanzionare le amministrazioni inefficienti. Ci auguriamo che questo si traduca nella possibilità di allentare i vincoli per rilanciare gli investimenti, come le Province chiedono ormai da anni”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, commentando l’intervento del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che in Senato ha annunciato la decisione del Governo di modificare il Patto di stabilità interno.
“La prossima manovra finanziaria – aggiunge Castiglione – rischia di avere, ancora una volta, ricadute pesantissime sui bilanci delle Province e degli Enti locali. Se non si apre almeno la possibilità di modificare il Patto di stabilità e di riprendere ad investire per chi gestisce virtuosamente i propri bilanci, si mette davvero in pericolo la tenuta economica dei territori e la stessa capacità delle piccole imprese locali di continuare ad esistere. Che il Governo abbia finalmente deciso di ascoltarci e di aprire su questo fronte è importante: ci aspettiamo al più presto un incontro per chiarire in che modo si intenda modificare il patto, quali sono i criteri di virtuosità individuati e soprattutto per cominciare a discutere della manovra”.  

Federalismo demaniale: i beni degli Enti locali

Pubblicata la white list dei beni demaniali attribuibili agli Enti locali. Cliccate nel link per accedere alla sezione del sito dell’Agenzia del Demanio dedicata ai beni patrimonio dello Stato trasferibili agli enti locali.

FEDERALISMO FISCALE: 30 GIUGNO 1 LUGLIO A BOLOGNA, SEMINARIO NAZIONALE

L’Unione delle Province d’Italia, la Provincia di Bologna e l’UPI Emilia Romagna hanno organizzato un Seminario Nazionale, sul tema inerente la fiscalità provinciale così come delineata dal decreto legislativo n. 68/11, il quale disciplina, tra l’altro, l’autonomia di entrata per le Province.

La due giorni di lavoro si aprirà il 30 giugno alle ore 15,00 con una intervista a due condotta dalla Vicedirettrice di Rai Parlamento Simonetta Faverio, tra il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, e il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. (Inizialmente prevista per il 1° luglio, è stata anticipata per concomitanti appuntamenti istituzionali)

L’evento proseguirà poi secondo quanto previsto dal Programma allegato.

L’incontro rappresenta il secondo appuntamento che l’UPI ha inteso realizzare al fine di focalizzare ed approfondire i principali aspetti correlati alla realizzazione del federalismo fiscale, soprattutto dal punto di vista delle Province.
A Bologna verranno esaminati alcuni temi di stringente attualità: il nuovo fisco provinciale, i fabbisogni standard per le funzioni fondamentali  e l’armonizzazione dei sistemi contabili, avendo queste tre questioni raggiunto un significativo grado di maturità, tale da meritare i necessari approfondimenti, avendo peraltro un diretto ed immediato impatto sull’attività degli enti, fin dal 2011.
In allegato, il programma dell’evento e le informazioni logistiche.

Documenti allegati:

Variazioni aliquote RCA

In allegato il decreto dirigenziale del Ministero dell’Economia e Finanze per la variazione delle aliquote RcAuto e il relativo link http://www.finanze.gov.it/export/finanze/index.htm

Documenti allegati:

FABBISOGNI STANDARD: PUBBLICATO NELLA GAZZETTA UFFICIALE N.124 DEL 30 MAGGIO 2011 IL DECRETO PER LE PROVINCE

“DECRETO 24 maggio 2011: comunicazione della data in cui sono resi disponibili sul sito internet della Societa’ per gli studi di settore – SOSE S.p.A. i questionari per la raccolta dei dati contabili e strutturali di comuni e di provincie ai fini della determinazione del fabbisogno standard ai sensi dell’articolo 6, comma 2, lettera b), n. 6), secondo periodo del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70.”

Nel link, il testo integrale del decreto

Federalismo: Le Province al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

“Il Presidente della Repubblica ha pronunciato oggi parole, come sempre, puntuali e opportune sulle riforme istituzionali: il federalismo fiscale ha bisogno di essere affiancato dalla semplificazione amministrativa. Per questo noi chiediamo di accelerare il più’ possibile il percorso di approvazione della Carta delle Autonomie, che e’ ormai da troppo tempo all’attenzione del Senato. Come pure e’ ormai necessario avviare la riforma del Parlamento, con l’istituzione della Camera delle Autonomie, riservata ai rappresentanti di Regioni, Province e Comuni. Perche’ e’ qui che si potra’ riportare a sistema  il legame tra autonomia e responsabilita’, e, aggiungo, tenere insieme territori e comunita’”. Lo ha dichiarato il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione.

Derivati: le Province al Ministro Tremonti

Conoscere e condividere il regolamento con il quale il quale si procederà alla eliminazione del blocco alla sottoscrizione dei contratti relativi a strumenti finanziari derivati da parte degli enti locali, prima che questo venga emanato. Questa la richiesta avanzata dal Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, in una lettera inviata al Ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
“In alcune realtà, seppure  in un numero limitato per quanto riguarda le Province – scrive Castiglione al Ministro – la sottoscrizione di contratti di questa natura ha generato fortissimi impatti negativi negli enti locali, e dunque l’eventuale sblocco del fenomeno deve poter accompagnarsi a clausole di garanzia sia sotto il profilo degli effetti finanziari sia sotto il profilo della garanzia di  adeguata professionalità di chi si appresta a concludere tali contratti.
Per questo – prosegue il Presidente dell’Upi – ritengo doveroso sottolineare l’opportunità che, propedeuticamente all’emanazione del provvedimento, si possa essere messi in condizione di conoscere il testo normativo, proprio perché di estremo interesse per la vita e la funzionalità degli enti locali, nonché per i risvolti di carattere economico-finanziari che la ripresa dell’attività contrattuale correlata a strumenti derivati potrebbe determinare”.  

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