Categoria: Bilanci e Finanza

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Finanziaria 2010: Province, rivedere il patto di stabilità

Il crollo delle entrate finanziarie rende impossibile per le Province fare fronte con i propri bilanci alla manovra Finanziaria 2010, se non si interviene subito a modificare gli obiettivi stabiliti per il patto di stabilità interno”.

Lo dichiara il Presidente dell’Upi Fabio Melilli, che questa mattina ha chiesto, in una lettera, al Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, un incontro urgente per individuare un percorso che consenta di intervenire prioritariamente sui saldi e conseguentemente sui meccanismi e sulla tipologia del patto per il 2010 e 2011.

A poche ore dalla presentazione della manovra a Palazzo Chigi, Melilli ha voluto chiarire le richieste delle Province al Governo. “Abbiamo più volte segnalato al Governo – dice Melilli – che gli obiettivi previsti fissati per le Province per il 2010 e 2011 non sono raggiungibili. Ancora di più oggi, con la crisi economica, che ha fatto crollare le entrate dei tributi provinciali, che sono imposte connesse al settore dell’auto (RcAuto e Ipt,).
I cali delle entrate sono stati davvero notevoli: secondo i dati in nostro possesso (ndr: vedi tabelle allegate) dal 1° settembre 2008 al 1° settembre 2009 c’è stata una riduzione degli incassi IPT che ha sfiorato in diversi casi il -30% degli introiti. Ancora più pesante la situazione per l’RCA, dove nello stesso anno la riduzione è arrivata a superare il – 30%.
Con una diminuzione di questa portata delle entrate – conclude il Presidente dell’Upi – è impossibile chiederci di rispettare gli obiettivi fissati, che, lo ricordo, sono stati decisi tre anni fa, quando ancora la crisi economica globale non aveva iniziato a farsi sentire”.
Le Province devono concorrere alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per 555 milioni euro per il 2010 e 975 milioni euro per il 2011.

IN ALLEGATO, LE TABELLE CON I DATI SULLA
RIDUZIONE INCASSI IPT – CONFRONTO 1^ SEMESTRE 1008-1^ SEMESTRE 2009
RIDUZIONE INCASSI RCAUTO – CONFRONTO 1^ SEMESTRE 2008/1^ SEMESTRE 2009

Documenti allegati:

Ministero dell’Interno: sbloccato il fondo Iva Trasporti per gli Enti locali

Il ministero dell’Interno, Dipartimento affari interni e territoriali, Direzione finanza locale, è riuscito a sbloccare il Fondo Iva Trasporti e ha provveduto al pagamento del 70% della quota 2009 spettante agli Enti Locali a tale titolo, a seguito delle certificazioni presentate.

E’ quanto reso noto, in un comunicato stampa, dal sottosegretario all’Interno Michelino Davico.

Patto di stabilità per le Province con più di 5.000 abitanti

E’ pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 156 dell’8 luglio 2009 il DECRETO 15 giugno 2009 “Obiettivi programmatici relativi al Patto di stabilita’ interno per il triennio 2009-2011 delle province e dei comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti. (09A07632)” 

 

Dpef e DL anticrisi: le Province all’incontro con il Governo

“Le Province stanno mettendo in campo misure anticicliche per contrastare la crisi economica sui territori, coordinando gli interventi con le parti sociali e con gli altri enti locali, ma se non si allentano i vincoli del Patto di stabilità non si potranno pagare le imprese e il Paese resterà bloccato da una paralisi pressoché totale degli investimenti “.
Lo ha detto l’assessore al Bilancio della Provincia di Roma, Antonio Rosati, intervenendo per l’Upi a Palazzo Chigi nell’incontro in corso sul Dpef con il Governo.
“Il decreto anticrisi – ha sottolineato Rosati – non potrà portare nessun risultato incisivo sull’economia del Paese, perché continua a tenere ferme nelle casse di Province e Comuni le risorse degli Enti locali dai quali dipende quasi l’80% degli investimenti in opere pubbliche del Paese. Per le Province si tratta di quasi 5 miliardi, che dovrebbero essere utilizzate per pagare gli stati di avanzamento di opere, che lo ricordo, sono già stati realizzate dalle imprese.
La crisi che stiamo attraversando non ci consente di lasciare ancora questa mole di risorse ferma: il Governo deve modificare il patto di stabilità interna, allentando quei vincoli che impediscono a Province e Comuni di sostenere la ripresa, dando così ragione a chi sostiene, me compreso, che così com’è il patto è semplicemente stupido”.

La Provincia di Torino esce dal Patto di stabilità

“E’ una scelta politica di cui mi assumo la responsabilità. Disobbedisco consapevolmente a Tremonti perché non voglio che le imprese, piccole e grandi, che hanno lavorato per la Provincia di Torino a costruire scuole o strade falliscano perché non le possiamo pagare. I soldi in cassa ci sono, è denaro pubblico per gli investimenti ed è giusto che la Provincia lo versi a chi ne ha diritto. Per questo ho deliberato di avviare l’uscita dal patto di stabilità”.
Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino ha fatto la scelta che meditava da settimane: “la Provincia di Torino ha 28 milioni di euro fermi che non può versare a causa dei vincoli del patto di stabilità: oggi ho deciso di sbloccarli e mi autodenuncio. Entro il 2009 dovremo pagare investimenti pubblici per 95 milioni di euro, 16 li abbiamo liquidati ad inizio anno, ora siamo fermi da mesi e le ditte falliscono. Non posso e non voglio contribuire a mandare in rovina chi ha vinto una gara pubblica ed deve pagare i suoi operai”.
Tra i pagamenti bloccati nelle casse della Provincia di Torino che Saitta oggi ha scelto di sbloccare, tra gli altri i lavori per la circonvallazione di Venaria e la variante di Borgaretto, la circonvallazione di Volpiano, la strada del Gran Paradiso nel tratto di Rivarolo e la provinciale delle Valli di Lanzo, la strada di Castagnole Piemonte e quella di Quincinetto, la strada di Avigliana più tutti gli interventi per i ripristini stradali dopo l’alluvione di maggio 2008 e la manutenzione straordinaria nelle scuole, su tutte l’adeguamento antisismico del Porro di Pinerolo: almeno 600 mandati di pagamento tutti di una certa consistenza.
“Sulle conseguenze politiche del mio gesto rispondo personalmente – commenta Saitta – e voglio proprio vedere se il Governo deciderà di penalizzare la Provincia di Torino impedendole nel 2010 di fare investimenti. Il Governo ha l’occasione di dimostrare se vuole sostenere davvero l’economia: non colpisca tutte le Province e i Comuni d’Italia che escono dal patto di stabilità per pagare gli investimenti effettuati. Basta casi come Catania, Berlusconi aiuti gli enti virtuosi, non quelli che sprecano!”
A convincere Saitta anche la recente sentenza del Tribunale di Torino che ha condannato la Provincia di Torino a pagare ad una impresa per la prima volta gli interessi passivi e le spese legali: “ci siamo difesi in Tribunale – spiega Saitta – motivando il blocco dei pagamenti a causa del patto di stabilità, ma i giudici hanno correttamente applicato la legge ed entro 30 giorni siamo costretti a pagare. Oggi avvio l’uscita dal Patto per evitare all’Ente che presiedo di doversi fare carico degli interessi passivi di tutti i creditori. Sarebbe un disastro!”

 “Il Governo non ha voluto ascoltare l’allarme che più e più volte gli abbiamo ripetuto, anche insieme al Parlamento: la difficile scelta della Provincia di Torino non è che la prima immediata conseguenza della sordità che ha accompagnato su questo fronte ogni proposta e richiesta che Province e Comuni insieme hanno rivolto al Governo”.
commenta il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli.
“Nessuno si mostri sorpreso se le Province sono costrette a prendere questa drammatica decisione – sottolinea Melilli – da tempo sollecitiamo il Governo a trovare una soluzione tecnica, perché non è ammissibile che in una crisi così drammatica restino nelle casse delle Province, senza possibilità di essere spesi, quasi 5 miliardi di euro.
Non escludo che dopo questo primo passo compiuto dal Presidente Saitta, altre amministrazioni decidano di seguirne la stessa strada. Siamo ancora in tempo per trovare una soluzione condivisa: il Governo ci convochi subito.”

 

Patto di stabilità: Melilli ” Dare seguito a mozioni del Governo”

“Chi oggi critica i Presidenti di Provincia e i Sindaci perché denunciano la drammatica condizione causata ai bilanci degli Enti locali dai blocchi imposti dal patto di stabilità, dimentica che meno di un mese fa la Camera dei Deputati, dimostrando di avere colto questo allarme, anche grazie alle pressioni di Upi e Anci, ha approvato in un voto comune di maggioranza e opposizione una mozione che impegnava il Governo a rivedere questi vincoli, per consentire di liberare risorse a favore delle imprese e dell’economia”.
Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, intervenendo nel dibattito sul patto di stabilità di Comuni e Province, al fianco del Presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta.
“Invece di attaccare gli amministratori locali, dobbiamo chiedere, tutti insieme, al Governo di dare seguito a quell’impegno preso, che, lo ricordo, consentirebbe di liberare, per le Province, oltre 5 miliardi di euro, risorse che potrebbero essere immediatamente utilizzate per investimenti in infrastrutture sul territorio, dando nuovo ossigeno alle imprenditoria italiana.
Quei soldi veri – conclude Melilli – che le imprese continuano a chiedere”.

Evoluzione della finanza provinciale: problemi aperti e prospettive

In allegato, i testi dei documenti discussi nel seminario di Genova “Evoluzione della finanza provinciale: problemi aperti e prospettive”

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Bilanci di previsione 2009: differimento del termine al 31 maggio 2009

Si comunica che sul sito www.finanzalocale.interno.it è disponibile il decreto ministeriale che differisce al 31 maggio 2009 il termine per l’approvazione del bilancio di previsione per l’anno 2009 degli enti locali.

 

 

Conferenza Stato-Città del 26 marzo 2009

La Conferenza Stato-Città del 26 marzo ha dato via libera alla proroga dei termini per l’approvazione dei bilanci preventivi. Nel corso della riunione, al Ministero dell’Interno, è stato deciso lo slittamento al 31 maggio prossimo.

Patto di stabilità: ordine del giorno delle Province

“Il Governo attivi immediatamente un confronto con le Province, per definire insieme le indispensabili modifiche al patto di stabilità interno, in modo da sbloccare le risorse del 2009 e rivedere l’intera normativa per gli anni 2010 e 2011”. Lo chiedono, a nome delle Province, il Coordinatore per l’UPI degli assessori provinciali al Bilancio, Antonio Rosati, Assessore al Bilancio della Provincia di Roma, e l’Assessore al Bilancio della Provincia di Genova, Monica Puttini, riuniti nell’incontro “Evoluzione della finanza provinciale: problemi aperti e prospettive” in corso a Genova.
Nel corso dell’evento, che vede riuniti gli assessori al Bilancio delle Province, è stato votato un ordine del giorno nel quale le Province chiedono “di poter svincolare e spendere i propri residui passivi in conto capitale, per impegni già formalmente assunti, per consentire il pagamento del completamento di lavori ovvero il proseguimento di opere appaltate e in corso di realizzazione; di poter consentire in questo modo alle Province virtuose – anche in un’ottica prospettica e strutturale e dunque per gli anni a venire – di svolgere un ruolo concreto ed effettivo per contrastare l’attuale crisi economica, sostenendo l’avvio di una fase anticiclica – anche sul versante occupazionale – a favore di importanti settori produttivi e imprenditoriali considerati vitali per la nostra economia”.
Nell’ordine del giorno le Province richiamano le mozioni approvate dall’Aula della Camera dei Deputati il 17 marzo 2009 con le quali si impegna il Governo ad adottare normative volte ad individuare possibilità di sblocco per il 2009 delle risorse e a rivedere l’intera normativa del patto di stabilità interno per gli anni 2010 e 2011.
“Il contributo richiesto al risanamento della finanza pubblica alle Province – ricordano i due assessori- è pari a 310 milioni per il 2009, 550 per il 2010 e 980 milioni per il 2011: non possiamo che considerarlo insostenibile. Dobbiamo invece trovare soluzioni alle richieste avanzate dalle imprese, che hanno necessità di liquidità immediata e della velocizzazione dei pagamenti della Pa. Le Province ¬- aggiungono – garantiscono, insieme con le altre autonomie locali, oltre la metà degli investimenti fissi lordi della PA: proprio in virtù di questo ruolo si determinano nei bilanci delle Province una ingente mole di risorse disponibili ma non spendibili a causa dei vincoli imposti dal patto di stabilità interno: parliamo, di circa 5 miliardi di euro, spese di investimento immediatamente sostenibili in termini di cassa”.

In allegato, l’ordine del giorno

 

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Province: Irricevibile emendamento sul patto Dl incentivi

L’emendamento al Dl incentivi, attraverso cui avrebbero dovuto trovare definizione gli impegni indicati nelle mozioni di maggioranza e opposizione per fare fronte alla drammatica condizione della finanza locale, è irricevibile.
Questo il commento del Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, che giudica il meccanismo proposto dai relatori della legge “incoerente, vago, ma soprattutto inefficace. Le mozioni di maggioranza e opposizione approvate alla Camera affrontavano il problema dello stato della finanza locale sotto due aspetti: quello dell’emergenza, legato alla necessità di sbloccare immediatamente risorse per il gli investimenti, e quello di sistema, proponendo modifiche al patto di stabilità interno. L’emendamento, invece – prosegue il Presidente dell’Upi – propone un meccanismo che, non liberando le risorse in conto capitale, non produrrà alcun effetto nell’immediato. Gli effetti finanziari pratici saranno praticamente nulli, mentre se si modificherà la norma, rispettando le nostre richieste – così come erano state riconosciute e accolte nelle mozioni approvate in Parlamento da maggioranza e opposizione – si potranno avere risorse immediatamente disponibili.
Alla crisi bisogna rispondere ora, con soldi veri, come ci chiedono le imprese: se aspettiamo l’autunno i danni saranno davvero irreparabili”.

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