Categoria: Edilizia scolastica e Scuola

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Educazione alla cittadinanza: l’UPI sostiene la proposta ANCI

Anche l’UPI sostienene l’ANCI nella promozione della legge di iniziativa popolare “Sull’introduzione dell’insegnamento di educazione alla cittadinanza come materia autonoma con voto, nei curricula scolastici di ogni ordine e grado”, che è stata depositata in Cassazione il 14 giugno scorso, con successiva pubblicazione dell’annuncio in Gazzetta Ufficiale.
La proposta di legge ha tra le proprie finalità quella di formare i giovani cittadini al senso di responsabilità e al rispetto reciproco e di promuovere lo sviluppo civico e il valore della memoria, attraverso lo studio della Costituzione, dei diritti umani e degli elementi di educazione alla legalità, educazione all’ambiente, educazione digitale, educazione alimentare.
L’obiettivo dell’Anci, che riteniamo opportuno sostenere, è quello di raccogliere 50 mila firme necessarie per presentare la proposta di legge in Parlamento entro la fine dell’anno.

Tutti i cittadini potranno recarsi nel proprio Comune di residenza per la sottoscrizione.

Una iniziativa, che nasce dall’esigenza diffusa di riappropriarsi del senso di appartenenza alla comunità e di regole di convivenza che aiutino i giovani a diventare “buoni cittadini”.

Educazione alla cittadinanza: l’UPI sostiene la proposta ANCI

Anche l’UPI sostienene l’ANCI nella promozione della legge di iniziativa popolare “Sull’introduzione dell’insegnamento di educazione alla cittadinanza come materia autonoma con voto, nei curricula scolastici di ogni ordine e grado”, che è stata depositata in Cassazione il 14 giugno scorso, con successiva pubblicazione dell’annuncio in Gazzetta Ufficiale.
La proposta di legge ha tra le proprie finalità quella di formare i giovani cittadini al senso di responsabilità e al rispetto reciproco e di promuovere lo sviluppo civico e il valore della memoria, attraverso lo studio della Costituzione, dei diritti umani e degli elementi di educazione alla legalità, educazione all’ambiente, educazione digitale, educazione alimentare.
L’obiettivo dell’Anci, che riteniamo opportuno sostenere, è quello di raccogliere 50 mila firme necessarie per presentare la proposta di legge in Parlamento entro la fine dell’anno.

Tutti i cittadini potranno recarsi nel proprio Comune di residenza per la sottoscrizione.

Una iniziativa, che nasce dall’esigenza diffusa di riappropriarsi del senso di appartenenza alla comunità e di regole di convivenza che aiutino i giovani a diventare “buoni cittadini”.

Sisma centro Italia: assegnate le Borse di studio Upi gli studenti di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto

Guardare al futuro per ricostruire le comunità, a partire dai giovani. Con questo obiettivo l’Upi, all’indomani del terribile sisma che ha distrutto il centro Italia, aveva lanciato una raccolta fondi per la costituzione di Borse di studio all’estero per gli studenti e le studentesse di Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto.
Venerdì prossimo, 15 giugno, ad Amatrice – presso l’Area Food, luogo simbolo della volontà di ripresa di queste terre– si terrà la cerimonia di consegna delle borse di studio ai ragazzi e alle ragazze che hanno vinto il bando promosso grazie alla collaborazione di Intercultura.  “All’indomani della tragedia – dichiara il Presidente dell’Upi Achille Variati – ci siamo chiesti quale potesse essere, da istituzioni e da amministratori al servizio dei cittadini, il nostro contributo alla ricostruzione e abbiamo ritenuto di mirare i nostri sforzi per ricostruire le comunità, con iniziative in grado di far guardare al futuro. Abbiamo scelto questa iniziativa perché riteniamo sia un messaggio di incoraggiamento a guardare avanti, a credere fermamente che seppure le case, le scuole sono andate distrutte, il futuro di questi ragazzi è ancora tutto da costruire”. L’appuntamento è per le ore 11,30 presso l’area Food di Amatrice (Fraz. San Cipriano 17): insieme ai Presidenti delle Province interessate – Giuseppe Rinaldi presidente della Provincia di Rieti e Paolo D’Erasmo, Presidente Provincia di Ascoli Piceno – interverrà il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, a consegnare i premi ai vincitori e alle vincitrici con il Presidente Variati,
Alla cerimonia parteciperanno inoltre i Sindaci di Accumoli, Amatrice ed Arquata del Tronto, i provveditori agli studi provinciali, studenti e accompagnatori delle scuole dei territori, rappresentanti delle istituzioni e aziende donatrici e della Fondazione Intercultura. Al termine della Cerimonia sarà offerto un buffet a cura degli alunni dell’Istituto Alberghiero di Amatrice.
 

Scuola: pubblicato il decreto sulla normativa antincendio

Vi informiamo che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 marzo scorso il decreto a firma congiunta dei Ministri dell’Interno e dell’Istruzione con il quale si forniscono indicazioni programmatiche per la messa a norma antincendio delle scuole e degli asili nido.
Il decreto prende atto che alla data del 31 dicembre 2017 è scaduto sia il termine di adeguamento alla normativa antincendio, più volte prorogato, degli edifici e dei locali adibiti a scuole di qualsiasi tipo, ordine e grado (prescrizioni indicate dal decreto del Ministro dell’interno del 26 agosto 1992) sia il termine di adeguamento degli edifici e locali adibiti ad asili nido (prescrizioni indicate all’art. 6, comma 1, lettera a, del decreto del Ministro dell’interno 16 luglio 2014).
Alla luce di questa presa d’atto, e ipotizzando un numero considerevole di scuole e asili nido sprovvisti di CPI/Scia Antincendio, i due ministri considerano “la necessità di definire, in materia, indicazioni programmatiche prioritarie ai fini dell’adeguamento delle predette strutture alla normativa di sicurezza antincendio”. 
Viene così adottato il decreto che suddivide in tre livelli di priorità, le disposizioni (rispettivamente indicate nel citato DM del 1992 per le scuole e nel citato DM del 2014, art. 6, c. 1, lett. a, per gli asili nido) di cui si deve tenere conto nel programmare le attività di adeguamento degli edifici e dei locali adibiti a scuole. 
Il testo definitivo del decreto contiene, in ogni caso, la definizione di “indicazioni programmatiche prioritarie” che potranno essere utilizzate dai Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco per impartire prescrizioni graduali e graduate, in presenza della rilevazione di carenze o lacune negli adempimenti inseriti nei diversi livelli di priorità dal decreto.
Il testo del decreto è scaricabile tramite il seguente linK:
http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2018-03-29&atto.codiceRedazionale=18A02229&elenco30giorni=false.

Scuola: Decaro e Variati alla Fedeli: su sicurezza fondi diretti e procedure veloci

Destinare agli interventi anti sismici e alla messa in sicurezza delle scuole almeno la metà del fondo previsto nella legge di bilancio al comma 1072 dell’articolo 1. Al contempo, avviare “procedure di intervento straordinarie”, per ovviare ai “tempi ancora lunghi nell’assegnazione delle risorse”. E’ con questa istanza che il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, e il presidente dell’Upi, Achille Variati, hanno chiesto un incontro urgente alla ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli e al ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. “La sicurezza nelle scuole rappresenta per Comuni e Province un tema prioritario e ineludibile, a tutela innanzitutto degli studenti e del personale”, aggiungono.
La richiesta arriva anche alla luce del dibattito scaturito dalla recente e restrittiva sentenza della Cassazione sulla possibilità di mantenere aperti gli edifici scolastici a rischio sismico, anche se lieve. Da qui l’urgenza della richiesta, pur in considerazione del fatto che “quello della sicurezza degli edifici scolastici è stato negli ultimi anni un tema al centro dell’agenda di Governo”, con uno sforzo “che ha consentito, grazie anche agli investimenti di Comuni, Città metropolitane e Province, di avviare un’importante programmazione per la messa in sicurezza e la riqualificazione dell’intero patrimonio scolastico”.
E’ però “indispensabile continuare a  sostenere gli interventi  di  edilizia  scolastica”, scrivono Decaro e Variati nella missiva a Fedeli, anche alla luce del fatto che all’impegno economico “non ha corrisposto un effettivo impegno di snellimento e semplificazione delle procedure, con tempi ancora lunghi nell’assegnazione delle risorse ed eccessivi passaggi tra le diverse amministrazioni centrali e regionali”. La sicurezza delle scuole è insieme prioritaria e fondamentale  per i sindaci e per gli amministratori locali in genere, naturalmente vicini alle famiglie, ai ragazzi e al personale. “La sicurezza – prosegue la lettera di Decaro e Variati –  è  al centro  delle politiche  quotidiane di sindaci e presidenti di Provincia, che devono poter  contare su una stretta collaborazione istituzionale sia centrale che regionale, a cui è assegnata la funzione di programmazione”.
Per questo motivo è necessario accompagnare allo stanziamento di risorse anche “procedure straordinarie e una rapida ricognizione del fabbisogno, di cui Anci e Upi possono farsi parte diligente, con l’assegnazione diretta delle risorse per consentire un rapido avvio degli interventi necessari”.
Decaro e Variati chiedono infine di conoscere “l’effettivo stato del patrimonio scolastico, attraverso i dati dell’anagrafe dell’edilizia scolastica, che sono nella disponibilità delle Regioni e  del Miur”.
 

Scuola: raggiunto accordo sui fondi triennali per l’edilizia

Nel prossimo piano triennale per l’edilizia scolastica, le Regioni considereranno la necessità di interventi sulle scuole superiori e il numero degli studenti del secondo ciclo di istruzione sul totale degli alunni iscritti sul territorio regionale, come criterio prioritario per l’assegnazione dei finanziamenti.
“È un passo avanti molto significativo – commenta il Presidente dell’Upi Achille Variati che aveva fortemente richiesto questa norma – perché riporta le scuole superiori, che negli ultimi tre anni hanno ricevuto finanziamenti scarsi a causa dei tagli alle Province, come impegno centrale per il Paese.
Anche grazie all’impegno del Sottosegretario all’edilizia scolastica Vito De Filippo, oggi abbiamo scritto una bella pagina per il Paese: Governo, Regioni, Comuni, Città metropolitane e Province hanno insieme deciso che nei prossimi tre anni nelle scelte politiche nazionali e territoriali sarà considerata come una priorità la messa in sicurezza delle scuole superiori.
Un passaggio essenziale, che risponde anche ai giusti richiami che su questi temi gli studenti e le associazioni dei Cittadini hanno ripetutamente avanzato alle istituzioni. 
Come Upi – conclude Variati – assisteremo anche tecnicamente le Province, perché nei prossimi tre anni grazie a queste risorse si possa avviare quell’opera di messa a norma e in sicurezza degli edifici scolatici e in particolare delle scuole superiori, che sono strategiche per il futuro del Paese”.

Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole, Variati “Più investimenti per le scuole superiori: dalle piccole manutenzioni alle scuole nuove”

“Le nostre scuole devono sempre di più diventare luogo di crescita sociale, di promozione delle capacità dei futuri cittadini, di integrazione e di sostegno alla didattica. Serve un nuovo patto tra tutte le istituzioni del Paese perché questo diventi obiettivo comune”.
Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Achille Variati, ricordando come “le scuole superiori – oltre 5.100 edifici scolastici che ospitano anche palestre, laboratori, aule multimediali, in cui studiano 2 milioni e mezzo di ragazzi e ragazze, il 30% della popolazione scolastica italiana – che, sull’onda della crisi delle Province, hanno finito per ricevere negli ultimi tre anni risorse insufficienti.
Ora è necessario – sottolinea Variati –  che Governo, Regioni, Città Metropolitane e Province stringano un nuovo patto istituzionale, che consideri prioritaria la garanzia di assicurare pari accesso ai finanziamenti a disposizione alle scuole di ogni ordine e grado.  
Questo è quanto proporrò domani al Sottosegretario Vito De Filippo, nell’incontro che avremo al Ministero dell’Istruzione – aggiunge il presidente dell’Upi – dove chiederò che nella prossima programmazione triennale del fondo per gli interventi sull’edilizia scolastica 2018-2020, i finanziamenti siano assegnati dalle Regioni assicurando un criterio di equità tenendo conto della percentuale degli studenti: ad una popolazione scolastica di studenti delle scuole superiori del 30% del totale deve essere riservata un pari quota nel totale dei finanziamenti assegnati in ogni Regione.
Solo così potremo recuperare i tre anni passati di scarse risorse per le scuole superiori e tornare ad investire in sicurezza, e, in un tempo ragionevole, cercare di raggiungere l’obiettivo che tutte le scuole italiane di ogni ordine grado siano a norma per quanto riguarda i criteri antisismici e di prevenzione incendi. In istituti – conclude Variati – che potranno davvero festeggiare la Giornata della sicurezza nelle scuole perché strutturate per sostenere, e non ostacolare come troppo spesso avviene, il percorso di formazione dei nostri ragazzi”.

Scuole superiori: l’Upi chiede un tavolo politico per l’edilizia scolastica

“Negli ultimi tre anni, di tutti i fondi stanziati per la messa in sicurezza delle scuole, non più del 14% è stato destinato alle scuole superiori. Per tagliare i soldi alle Province, sono stati penalizzati gli studenti medi che frequentano le scuole superiori, il 30% della popolazione scolastica Italiana. Nella prossima programmazione questa ingiustizia deve essere sanata, e per questo, coerentemente con il numero degli studenti, chiediamo che per il prossimo triennio ci sia una riserva del 30% del fondo nazionale destinato agli oltre 5.100 istituti superiori italiani”.
Lo ha detto il Presidente dell’Upi Achille Variati intervenendo alla riunione della Conferenza Unificata che riportava all’ordine del giorno il parere di Regioni, Province e Comuni sulla ripartizione del Fondo nazionale per l’edilizia scolastica 2018 -2020, pari a circa 1,7 miliardi. Parere che è stato rinviato alla prossima settimana, dopo la richiesta da parte dell’Upi dell’apertura di un tavolo politico in seno alla Conferenza su questi temi.
 
Quando si parla di scuole superiori – ha detto Variati -si decide della sicurezza di due milioni e mezzo di studenti. Ad oggi, dopo tre anni di finanziamenti del tutto insufficienti, queste scuole non sono a norma né per quanto riguarda la certificazione antincendio, né tantomeno per la certificazione antisismica. È per questi interventi che chiediamo attenzione”. Il tavolo politico, che il Governo ha accordato, si riunirà la prossima settimana.

Scuole: i media rilanciano la richiesta Upi. Destinare risorse alle scuole superiori

E’ l’Avvenire a rilanciare oggi, con un articolo a firma di Paolo Ferrario, l’allarme di Upi sulla scarsità di risorse destinate negli ultimi tre anni agli investimenti per l’edilizia scolastica delle 5.100 scuole superiori gestite da Province e Città Metropolitane. Allarme che trova spazio anche sui quotidiani locali, a partire dal toscano La Nazione.
Nell’immagine, una selezione di titoli, occhielli e sommari.

Le Province al Forum edilizia scolastica: Zaltieri, Upi “Garantire risorse per le scuole superiori”

La nuova programmazione unica nazionale 2018/20 per l’edilizia scolastica garantisca risorse adeguate e riservate alle scuole superiori di Province e Città metropolitane per assicurare equità nel diritto allo studio a tutti gli studenti.
Lo ha detto oggi Francesca Zaltieri, consigliere delegato della Provincia di Mantova e rappresentante UPI nel Consiglio superiore del Ministero dell’Istruzione, nel suo intervento al Secondo forum sull’edilizia scolastica sostenibile promosso da Legambiente, in programma oggi a Roma.

“Nonostante il Ministero dell’Istruzione abbia destinato molte risorse all’edilizia scolastica – ha sottolineato Zaltieri –   in pieno spirito collaborativo, nella scorsa programmazione triennale solo il 16% del totale dei finanziamenti è stato destinato a favore delle scuole superiori, che, ricordiamolo, accolgono il 30% degli studenti italiani.

Se a questo si aggiunge la pesante crisi finanziaria delle Province, causata dai tagli imposti dalla manovra economica del 2015, si comprende il crollo degli investimenti di questi enti sia in manutenzione ordinaria che straordinaria, che sta fortemente compromettendo il patrimonio di scuole in gestione: oltre 3.226 Istituti ripartiti in 5.179 edifici scolastici composti di 117.348 classi che accolgono 2.596.031 alunni.

Per questo – ha ribadito la rappresentante delle Province – chiediamo che il 30% del miliardo e 400 milioni a disposizione nel prossimo triennio per l’edilizia scolastica sia riservato alle scuole superiori. Ma chiediamo anche indicazioni chiare a tutte le Regioni rispetto ai bandi regionali in modo da assicurare criteri omogenei che siano validi su tutto il territorio e permettano di finalizzare al meglio gli investimenti”. 

 

Edilizia scolastica: pubblicato il decreto del MEF che attribuisce gli spazi finanziari per il 2017

Riportiamo la notizia pubblicata sul sito della Struttura di Missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri Italia Sicura Scuole.

“È stato pubblicato il Decreto del Ministero dell’economia e delle finanze n. 41.337 del 14 marzo 2017, che attribuisce gli spazi finanziari per il 2017 a favore degli Enti locali, in attuazione del cosiddetto “Patto di solidarietà nazionale verticale”. Si tratta di 700 milioni di euro(di cui, per opere di edilizia scolastica, ben oltre i 300mln inizialmente previsti) che Città metropolitane, Province e Comuni potranno spendere in deroga agli equilibri di bilancio.

La Struttura di Missione ha curato il procedimento per gli oltre 427 milioni assegnati alle scuole, attraverso l’operazione #Sbloccascuole2017. Sono state soddisfatte in toto le richieste inserite nelle casistiche prioritarie A, B e C.

In dettaglio gli importi assegnati per ogni casistica:

A – interventi di edilizia scolastica già avviati, a valere su risorse acquisite mediante contrazione di mutuo, e per i quali sono stati attribuiti spazi finanziari nell’anno 2016 ai sensi del D.P.C.M. 27 aprile 2016 (cd sbloccascuole): € 58.377.000

B – interventi di nuova costruzione di edifici scolastici per i quali l’ente disponga del progetto esecutivo validato e per i quali l’ente stesso non abbia pubblicato il bando alla data di entrata in vigore della Legge di bilancio (01/01/2017): € 44.178.000

C – ulteriori tipologie di interventi per i quali l’ente disponga del progetto esecutivo validato e per i quali l’ente stesso non abbia pubblicato il bando alla data di entrata in vigore della Legge di bilancio (01/01/2017): € 170.191.000

D – Altri interventi di edilizia scolastica non compresi nelle tre casistiche: € 27.254.000. Queste risorse sono state integrate da ulteriori 127.790.000 euro messi a disposizione tra le priorità indicate dalla Legge al Ministero dell’economia e delle finanze, portando a un totale di 427.790.000 euro le risorse per l’edilizia scolastica.”

In allegato, il Decreto e la tabella con la ripartizione degli spazi di patto

 

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