Categoria: Infrastrutture e Trasporti

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Provincia di Brescia: nasce l’Osservatorio provinciale per le Infrastrutture e la Mobilità

Si è concluso il primo incontro operativo, che ha portato alla firma, a Palazzo Bargnani, del Protocollo d’Intesa che istituisce l’Osservatorio provinciale per le Infrastrutture e la Mobilità: il nuovo strumento di confronto permanente tra Provincia di Brescia, enti locali, rappresentanze economiche, organizzazioni sindacali e mondo accademico.

L’Osservatorio nasce con l’obiettivo di condividere dati aggiornati, monitorare l’avanzamento delle opere pubbliche e coordinare la programmazione degli interventi sul territorio, favorendo una lettura unitaria delle esigenze infrastrutturali e della mobilità provinciale.

Presenti il Presidente della Provincia di Brescia, Emanuele Moraschini, il Consigliere provinciale delegato a Strade e viabilità, Paolo Fontana, e  la dirigente del Settore del Strade della Provincia di Brescia Pierpaola Archini, insieme ai rappresentanti degli enti e delle associazioni coinvolte.

La firma conclude il percorso avviato l’autunno scorso e segna l’ingresso nella fase operativa dell’Osservatorio. Un tavolo stabile di confronto per un territorio complesso che richiede strumenti di analisi condivisi.

La Provincia di Brescia gestisce quasi 1.500 chilometri di strade e oltre 300 ponti e manufatti, una delle reti viarie più estese e articolate d’Italia.

Il territorio presenta caratteristiche molto diverse tra loro: aree urbane ad alta intensità di traffico, distretti produttivi, zone montane con criticità specifiche, località turistiche con flussi stagionali significativi.

In questo contesto, l’Osservatorio nasce per rendere più leggibile il quadro delle opere, più trasparente l’avanzamento dei lavori e più efficace la programmazione degli investimenti pubblici, offrendo a cittadini e amministrazioni uno strumento stabile di analisi e coordinamento.

La prima riunione operativa ha quindi definito il metodo di lavoro, calendario degli incontri e le prime priorità da analizzare. Le attività si svolgeranno nel rispetto degli strumenti di pianificazione vigenti e in coordinamento con i diversi livelli di governo, per rendere più coerente e leggibile la programmazione delle opere.

Il commento del Presidente della Provincia di Brescia

«La firma di oggi segna l’avvio di un lavoro condiviso che mette al centro le esigenze reali del territorio. L’Osservatorio nasce per rendere più chiaro il quadro delle opere, migliorare la capacità di lettura dei dati e programmare gli interventi in modo coordinato, con l’obiettivo di aumentare sicurezza, mobilità e qualità della vita dei cittadini. Ringrazio tutti i soggetti che hanno scelto di partecipare a questo percorso. Da questo momento si apre una fase operativa che richiederà collaborazione e continuità da parte di tutti i soggetti coinvolti» ha sottolineato il Presidente della Provincia di Brescia, Emanuele Moraschini.

Il commento del consigliere delegato

«L’Osservatorio sarà il luogo dove confrontarsi in modo strutturato, condividere informazioni aggiornate e costruire una visione comune delle priorità infrastrutturali. La Provincia gestisce una delle reti viarie più estese e complesse del Paese per questo è fondamentale monitorare ciò che è in corso e definire insieme ciò che serve per il futuro, con un approccio basato sui dati e sulla collaborazione tra enti» ha concluso il consigliere delegato a Strade e viabilità, Paolo Fontana.

Aggiornamento sulle principali opere provinciali

A illustrare il quadro degli interventi sono stati il Consigliere Paolo Fontana, e l’architetto Pierpaola Archini che nel loro intervento hanno presentato un aggiornamento sulle principali opere provinciali, tra cui la variante alla SP237 tra i comuni di Idro e Vestone, il ponte di Palazzolo, il ponte di Pian Camuno la deviante alla SP2 tra i comuni di Orzinuovi e Roccafranca, lo svincolo di Rovizza tra i comuni di Pozzolengo e Peschiera del Garda, la deviante di Roncadelle, la deviante di Isorella, le opere di protezione dei versanti, e il programma di manutenzione dei ponti.

Composizione e funzioni dell’Osservatorio

L’Osservatorio avrà sede a Palazzo Broletto e sarà presieduto dal Consigliere provinciale delegato ai lavori pubblici, strade e mobilità.

Ne fanno parte la Provincia di Brescia, il Comune di Brescia, l’Associazione Comuni Bresciani (ACB), la Camera di Commercio, Confindustria Brescia, ASCAB, FAI, le Comunità Montane, CGIL–CISL–UIL, Università degli Studi di Brescia, ANCE e Fondazione Campus Edilizia Brescia.

Il Protocollo ha durata quinquennale e potrà essere esteso ad altri soggetti pubblici e privati.

Il Protocollo individua otto ambiti di lavoro, tra cui monitoraggio delle infrastrutture, impatto ambientale, sicurezza nei cantieri, digitalizzazione dei sistemi di controllo e supporto tecnico agli enti locali.

La partecipazione non prevede indennità né nuovi oneri per le amministrazioni.

Il nuovo organismo nasce con tre funzioni principali:

  1. condividere dati aggiornati su infrastrutture, mobilità e flussi di traffico, così da individuare insieme le priorità;
  2. monitorare in modo sistematico l’avanzamento delle opere pubbliche, verificando lo stato dei cantieri e affrontando eventuali criticità con i territori;
  3. coordinare la programmazione degli interventi, favorendo un approccio integrato tra istituzioni, enti locali, mondo produttivo e parti sociali.

Maltempo, la Provincia di Teramo calcola oltre 400 mila euro di danni per le somme urgenze

Fra le provinciali con dissesti gravi ci sono anche quelle che solo un anno fa erano state completamente ristrutturate con manutenzioni straordinarie e investimenti di svariati milioni; la conta dei danni è in corso ma l’evidenza dei fatti testimonia un vistoso fenomeno di dissesto dei versanti e delle scarpate come principale causa dei danni all’assetto viabile. Non si tratta di “buche” ma di scivolamenti e fratture soprattutto nella fascia pedemontana.

Il commento del Presidente Camillo D’angelo

«Quello che abbiamo vissuto negli ultimi giorni si ripropone ormai periodicamente, ogni quattro o cinque anni. Gli eventi alluvionali sono una costante con fenomeni sempre più brevi e intensi, che sono quelli provocano i danni maggiori. L’unico strumento per contrastarli è la manutenzione costante dei versanti, la pulizia dei fossi e dei fiumi, l’utilizzo di tecniche di ingegneria naturalistica per stabilizzare i terreni. Il risanamento idrogeologico dell’Appennino è una tema che deve uscire dalle tavole dei convegni ed entrare in quello della programmazione: i fondi straordinari, tanti, che ora dobbiamo impiegare solo per riparare il danno vanno pianificati annualmente per prevenire. Le Province, dalla riforma Delrio hanno competenza diretta solo sulle strade: il nostro personale che seguiva le attività di genio civile e si occupava di fossi e fiumi è transitato in Regione.  Molte Regioni del nord di destra e sinistra, all’indomani della riforma Del Rio hanno ri-delegato alle Province, enti sussidiari e più vicini ai cittadini, tutte le funzioni tecniche nella consapevolezza che lo schema è di gran lunga più efficace. Forse è ora che anche in Abruzzo si apra questo tavolo. Marsilio, presidente protempore, ovviamente non ha alcuna responsabilità diretta di questo disastro ma ha in mano la possibilità di cambiare davvero le cose con una operazione innovativa e seria seguendo la strada di quello che altre Regioni hanno già fatto” commenta il presidente Camillo D’Angelo.

Sopralluoghi e nuove chiusure

Questa mattina, intanto, è stata chiusa per un vistoso cedimento del piano viabile e relativa scarpata la provinciale 34/D di Collemesole nel Comune di Arsita in località Scaricasale. Sul posto i tecnici che stanno valutando gli interventi.

A Villa Vallucci, a Montorio, sempre questa mattina, sopralluogo congiunto con i geologi della Protezione Civile: considerati i lavori già fatti dalla Provincia, domani si riapre a senso unico alternato. E anche in questo caso si prepara la scheda per quantificare le risorse necessarie per ripristinare lo stato dei luoghi.

Maltempo e viabilità: le Province chiedono interventi d’urgenza

Ripristinare al più presto i collegamenti: comunità isolate

Prevedere interventi di straordinaria urgenza per ripristinare nel più breve tempo possibile i collegamenti interrotti, provvedendo anche con strutture temporanee in sostituzione dei ponti crollati; stanziare risorse straordinarie a favore delle Province colpite dall’emergenza, per consentire il ripristino immediato della viabilità provinciale, per far uscire le comunità dall’isolamento forzato e ripristinare la sicurezza sulla rete viaria.

Sono queste le richieste avanzate dalle Province, nell’ordine del giorno approvato oggi all’unanimità dal Comitato Direttivo UPI, a sostegno delle Province delle Regioni Abruzzo, Molise e Puglia, colpite dalla drammatica ondata di maltempo che ha provocando danni gravissimi alle infrastrutture stradali e in particolare alla rete viaria provinciale.

Tra le conseguenze più gravi, da risolvere con la massima urgenza, il crollo di ponti e il persistere di situazioni franose che hanno obbligato alla chiusura di tratti di strade provinciali isolando completamente intere frazioni.

Il Comitato Direttivo UPI, poi, nell’ordine del giorno rivolge un appello al Governo ad aprire al più presto un tavolo di confronto con Regioni, Province e Comuni per discutere delle norme sul coordinamento delle situazioni di emergenza in modo da ricostituire un quadro unitario di sistema che consenta al Paese una risposta più efficiente.

L’ordine del giorno approvato all’unanimità  EMERGENZA MALTEMPO ORDINE DEL GIORNO DIRETTIVO

La Provincia di Ferrara inaugura un nuovo Ponte

Soddisfazione del presidente della Provincia, Daniele Garuti, e della sindaca di Riva del Po, Daniele Simoni per l’inaugurazione del nuovo ponte Pietropoli a Serravalle, lungo la SP12.

“Una riapertura al transito veicolare – hanno detto entrambi – attesa dall’intera comunità di Serravalle cui va il nostro ringraziamento per la pazienza dimostrata rispetto ai disagi creati dal cantiere”.

Lo stop al transito sulla Sp Bivio Pampano-Ariano, era partito nel gennaio 2025 con una durata dei lavori attesa di circa sei mesi. Cantiere che ha previsto il completo rifacimento del ponte, ossia la demolizione del vecchio impalcato in calcestruzzo lungo 14 metri e il successivo varo di uno nuovo in acciaio della lunghezza di 24 metri, con nuove spalle fuori dall’alveo del Canal Bianco, per migliorare le condizioni di sicurezza idraulica del corso d’acqua.

Lavori che sono stati eseguiti dalle imprese Costruzioni generali Xodo srl di Porto Viro ed Euroservice srl di Porto Tolle (entrambe in provincia di Rovigo), con un investimento di 1,3 milioni, finanziati con fondi messi a disposizione con decreti del Ministero infrastrutture e trasporti.

Due imprevisti però hanno imposto rallentamenti al cantiere.

In primo luogo, nella fase di verifica preliminare del rischio bellico sono stati rinvenuti alcuni residuati metallici proprio nell’area di posa delle fondazioni della nuova struttura. Rinvenimento per il quale la Provincia ha dovuto attendere il nulla osta ministeriale previsto per queste procedure.

Un secondo motivo dovuto alla diversa disposizione di alcuni sottoservizi, rispetto a quanto inizialmente comunicato dagli enti erogatori durante la fase preliminare ai lavori di scavo.

Un ultimo ringraziamento, a ponte riaperto, il presidente Garuti e la sindaca Simoni lo hanno rivolto a imprese, maestranze e tecnici, oltre all’attenzione e alla partecipazione dimostrata dalla cittadinanza di Serravalle, presente numerosa anche al taglio del nastro.

Con la conclusione di questa infrastruttura, salgono a 5 i nuovi ponti inaugurati dalla Provincia nell’ultimo anno, dopo quelli sull’Idice, a Casumaro, Mascellani (Lagosanto) e a Poggio Renatico, con un investimento complessivo di 5,5 milioni di euro.

Infrastrutture, la Presidente della Provincia di Piacenza consegna al Ministro Salvini tre lettere

La Presidente della Provincia di Piacenza Monica Patelli (unitamente alla Consigliera provinciale con delega alla Viabilità Patrizia Calza), ha partecipato questa mattina, 19 marzo, alla cerimonia di riapertura del Ponte sul Nure organizzata da Anas alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Onorevole Matteo Salvini. Nell’occasione, la Presidente Patelli ha consegnato a mano al Ministro Salvini tre lettere finalizzate ad ottenere il suo intervento per:

  • consentire la tempestiva attuazione degli interventi previsti nella Convenzione con la Società concessionaria dell’autostrada PC – TO;
  • rivedere i contenuti dei decreti di finanziamento degli interventi sulla viabilità provinciale per consentire il completamento delle opere previste;
  • la mitigazione degli impatti alla circolazione stradale conseguenti agli interventi al ponte sul Fiume Po a Castelvetro.

Sicurezza stradale: la Provincia di Terni installa Anti Vehicol Collision

E’ entrato in funzione in questi giorni lungo le strade gestite dalla Provincia di Terni il terzo Avc (Anti vehicol collision) per la prevenzione degli incidenti stradali causati dall’attraversamento di animali selvatici. L’amministrazione provinciale lo ha installato lungo la Sp 31, nel comune di Giove, in prossimità del bivio per il centro abitato di Porchiano del Monte.

L’Avc segue gli altri due già in attività: uno lungo la Sr 205 Amerina, nel comune di Amelia, anche in questo caso in prossimità del bivio per Porchiano, l’altro a Castel dell’Aquila, nel comune di Montecastrilli. Il dispositivo installato a Giove è di ultima generazione ed è dotato di una telecamera a infrarossi e di sensori che individuano animali in prossimità della strada.

L’attivazione di tali elementi viene trasmessa a due segnali stradali nelle due direzioni che si accendono con la scritta “Attenzione animali in strada rallentare”. I segnali dispongono anche di radar doppler che misura la velocità dei veicoli in transito. Qualora questa sia superiore a 50 km orari, l’Avc attiva una dissuasione acustica per l’allontanamento degli animali.

L’Avc installato sulla Sp 31 fa parte del sistema di prevenzione e sicurezza che la Provincia ha attivato da diverso tempo, grazie anche alla partecipazione a progetti europei come il Life Safe Crossing avviato gia nel 2013. L’ultimo Avc invece gode di un finanziamento specifico della Regione Umbria a valere su fondi 2025, ai quali seguiranno altre risorse per l’anno in corso.

FiberCop e UPI insieme per infrastrutture digitali sostenibili

Promuovere un modello efficiente e sostenibile per la posa della fibra ottica sulle strade provinciali, favorendo la massima diffusione del digitale nel rispetto dell’ambiente e del territorio. È questo l’obiettivo della sinergia tra UPI (Unione delle Province Italiane) e FiberCop, che ha visto il primo incontro con le Province il 12 marzo..
L’iniziativa punta a valorizzare metodologie di intervento a basso impatto ambientale, come la micro-trincea, in grado di accelerare la realizzazione delle reti in fibra ottica e di ottimizzare i benefici per cittadini e amministrazioni. Il progetto si inserisce nel percorso di collaborazione già avviato da UPI e FiberCop con la sottoscrizione del protocollo d’intesa, che rappresenta il quadro di riferimento per lo sviluppo condiviso e sostenibile delle infrastrutture digitali sui territori provinciali.

Il commento di FiberCop

“Per FiberCop realizzare la rete in fibra ottica significa sostenere lo sviluppo e l’innovazione dei territori”. afferma Angela Gargani Public Affairs Director di FiberCop “Il protocollo siglato con UPI favorisce la trasformazione digitale del Paese. La collaborazione con le Amministrazioni Locali permette opere più efficienti e sostenibili, grazie a tecniche di scavo a basso impatto ambientale che riducono tempi, costi e disagi. Le reti ad altissima capacità sostengono le tecnologie che trasformano economia e società, e il dialogo con i territori crea le condizioni per crescita e servizi migliori.”

Il commento di UPI

“Garantire l’accesso alle infrastrutture tecnologiche è strategico per i territori” dichiara il direttore di UPI Piero Antonelli “ma occorre anche garantire alle Province la riduzione al minimo dell’impatto sulle strade provinciali. UPI, grazie alla sinergia con FiberCop, si pone al fianco delle strutture provinciali, per offrire assistenza e sostegno sia dal punto di vista tecnologico che normativo, per semplificare le procedure e accelerare i tempi di realizzazione delle reti”.

La Provincia di Padova dà il via al programma di rifacimento dei ponti

È stato approvato nei giorni scorsi il progetto esecutivo per il rifacimento dei ponti sul canale Masina e sul fiume Gorzone, lungo la strada provinciale SP41 “Morosina” nel territorio di Sant’Urbano. L’intervento, che prevede una spesa complessiva di 5 milioni di euro, beneficia di un finanziamento ministeriale di 2.085.189,88 milioni di euro (D.M.123/2020). Attualmente si stanno susseguendo le procedure amministrative legate al bando di gara; l’avvio del cantiere è previsto per il mese di settembre 2026 e la conclusione dei lavori è al momento stimata entro agosto 2027.

L’intervento di rifacimento dei ponti sul Masina e sul Gorzone rappresenta un’opera di particolare rilevanza per la sicurezza della viabilità della zona e per il miglioramento della funzionalità dei collegamenti tra i Comuni della Bassa padovana e l’area polesana. La SP41, che attraversa questi corsi d’acqua, è una delle principali arterie viarie della zona, essenziale per l’accessibilità alle aree agricole circostanti.

I commenti

 Stefano Baraldo, consigliere della Provincia di Padova con delega alla Viabilità: «Per il ruolo strategico che rivestono i ponti sul Masina e sul Gorzone, il loro rifacimento non solo migliorerà la sicurezza della circolazione, ma permetterà anche di rafforzare la resilienza delle infrastrutture locali, rispondendo così alle esigenze di un territorio in evoluzione.

L’intervento risponde dunque a un duplice obiettivo: migliora la sicurezza e la funzionalità della rete viaria provinciale di quest’area della Bassa modernizzando e manutentandone le infrastrutture, e contestualmente si inserisce in un contesto storico e territoriale che ha sempre visto l’acqua come protagonista nella regolazione dei flussi.

In questo progetto sono stati investiti risorse significative, sostenute in parte da un finanziamento ministeriale che sottolinea l’importanza di un intervento che avrà impatti positivi per la quotidianità di chi vive e lavora in queste zone.

Siamo consapevoli delle difficoltà che i lavori possono comportare in termini di tempistiche, ma siamo certi che, una volta completato, l’intervento contribuirà nettamente a migliorare la qualità di vita delle persone che usufruiscono di questo importante snodo viario. Si tratta di un intervento dal valore complessivo di 5 milioni di euro, sostenuto anche grazie a un finanziamento del Ministero delle Infrastrutture, che testimonia l’importanza strategica di questo progetto per la mobilità e per lo sviluppo dell’area».

 Elisa Venturini, assessore all’Ambiente della Regione del Veneto: «Va dato atto alla Provincia di Padova che, con questo intervento, va non solo a migliorare la viabilità e a metterla in sicurezza, ma interviene anche da un punto di vista ambientale perché quando si mette mano a un ponte da un punto di vista infrastrutturale, si interviene anche sul fiume e in particolare sulla sicurezza idraulica. I cittadini dovranno portare pazienza perché rifare i ponti comporta dei disagi, però l’obiettivo è chiaro ed è di assoluto valore: in questo caso gli enti pubblici vogliono dare il proprio contributo proprio per una messa in sicurezza dei cittadini nel territorio».

Eleonora Mosco, consigliere della Regione del Veneto: «Questo intervento rappresenta un passo importante per migliorare la sicurezza e l’efficienza della viabilità in un’area strategica della provincia. La Bassa Padovana svolge infatti un ruolo fondamentale nei collegamenti tra territori e nel sistema economico e produttivo locale. Investire in infrastrutture significa rafforzare queste connessioni e sostenere lo sviluppo del territorio. La collaborazione tra istituzioni è la chiave per trasformare i progetti in opere concrete al servizio dei cittadini».

 Inquadramento storico e territoriale

I ponti sul Masina e sul Gorzone rivestono una notevole rilevanza storica, essendo parte di un ampio sistema di opere idrauliche che risale a diversi secoli fa. Il territorio su cui sorge l’infrastruttura ha una lunga tradizione di interventi di bonifica idraulica, che affondano le radici nel XVI secolo. In quel periodo, la Repubblica di Venezia avviò importanti opere di sistemazione dei corsi d’acqua, tra cui arginature e canali, per regolare i deflussi e prosciugare le aree paludose della pianura veneta.

Nel 1563, nel territorio di Sant’Urbano e Vighizzolo d’Este, venne realizzato il Ponte delle Tre Canne, parte di un sistema di opere finalizzate alla bonifica dell’antico lago di Vighizzolo. Queste opere avevano lo scopo di rendere le terre circostanti adatte alla coltivazione agricola. Nonostante questi interventi storici, gran parte della zona rimase caratterizzata da ambienti umidi fino al Novecento.

Nel XX secolo, con le grandi opere di bonifica, tra cui lo scavo del canale Masina nel 1928, il territorio assunse la conformazione agricola attuale. Il canale Masina contribuì significativamente alla regolazione delle piene del fiume Gorzone, formando nuovi bacini di espansione nelle aree golenali. Il fiume Gorzone, che attraversa la frazione di Carmignano di Sant’Urbano, rimane un elemento fondamentale del sistema idraulico Fratta-Gorzone, essenziale per il drenaggio delle acque della pianura tra le province di Padova e Rovigo.

Nel contesto di questo territorio, la rete viaria provinciale ha avuto uno sviluppo parallelo. La SP41 è una direttrice essenziale per i collegamenti locali e per l’accesso alle aree agricole circostanti. I ponti sul Masina e sul Gorzone, costruiti con strutture in cemento armato a più campate, sono infrastrutture strategiche che garantiscono la continuità della viabilità e la sicurezza dei trasporti.

La Provincia di Treviso Stazione Appaltante del Nuovo Polo didattico Regionale dei Vigili del Fuoco

Rafforzare la sicurezza del territorio e sostenere la formazione dei Vigili del Fuoco: sono questi gli obiettivi del nuovo Polo didattico dei Vigili del Fuoco del Veneto, in fase di realizzazione a Treviso presso la sede del Comando provinciale di via Santa Barbara. L’intervento, reso possibile grazie all’accordo tra il Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco e la Provincia di Treviso, vede l’Ente provinciale nel ruolo di Stazione Appaltante, a supporto del Corpo nazionale. Un progetto che unisce potenziamento operativo e valore formativo, con ricadute dirette sulla sicurezza della comunità e sulla crescita delle attività didattiche e di addestramento per i Vigili del Fuoco.

Il nuovo edificio, progettato per ospitare anche il Polo didattico regionale, affiancherà la sede del Comando provinciale e si svilupperà su più livelli per una superficie complessiva superiore ai 2.200 mq.

Dettagli tecnici. Al piano terra (1.101 mq) saranno realizzati un’aula magna per la formazione fino a 40 persone, un’autorimessa con cinque accessi carrabili direttamente collegata al piazzale esterno, oltre a uffici, servizi e locali di deposito. Il mezzanino ospiterà tre depositi per circa 164 mq. Al primo piano (1.177 mq) troveranno spazio due aule didattiche da circa 20 posti ciascuna – una delle quali predisposta anche come backup della centrale operativa in caso di emergenza – oltre a un dormitorio con 8 camere quadruple e 4 doppie, tutte con servizi dedicati, un’area comune di 140 mq e i servizi generali. Sulla copertura saranno installati pannelli fotovoltaici e gli impianti tecnologici dell’edificio.

 

Il fabbricato sarà realizzato secondo i più moderni standard antisismici e di sostenibilità energetica e sarà classificato NZEB – Nearly Zero Energy Building, grazie a sistemi ad alta efficienza come pompe di calore, ventilazione meccanica controllata con recupero di calore, building automation e impianti fotovoltaici.

Il progetto, la direzione lavori e il coordinamento della sicurezza sono affidati alla Società Progetto CMR di Milano, mentre l’impresa esecutrice è Costruzioni Ferracin Srl di Jesolo.L’importo dei lavori è pari a 3.981.903,75 euro, per un investimento complessivo di 5,4 milioni di euro finanziato dal Ministero dell’Interno. La fine dei lavori è prevista per l’estate 2027.

Grazie a un accordo siglato l’anno scorso con il Dipartimento Vigili del Fuoco, Soccorso Pubblico e Difesa Civile del Ministero dell’Interno, la Provincia di Treviso svolge un ruolo in prima linea nell’intervento sia in veste di Stazione Unica Appaltante, occupandosi della gestione delle procedure di gara, sia di Coordinamento tecnico dei lavori di costruzione dell’edificio, con la nomina del Responsabile Unico del Progetto, del monitoraggio dell’esecuzione dei lavori e delle attività di collaudo, fino alla consegna finale dell’immobile al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

«Questo intervento mette a sistema le straordinarie competenze tecniche del Settore Edilizia della Provincia di Treviso, che è parte attiva nel coordinamento dei lavori e nella gestione delle procedure di appalto e amministrative, e l’esigenza del Ministero dell’Interno di realizzare questo importante polo per il nostro territorio – dichiara il presidente della Provincia di Treviso, Marco Donadel – una rete interistituzionale che consentirà di creare una struttura punto di riferimento regionale per la formazione dei Vigili del Fuoco. La Provincia è orgogliosa di mettere a disposizione le proprie capacità tecniche e amministrative a sostegno del lavoro di un Corpo fondamentale per la tutela dei cittadini: il nuovo polo didattico avrà un valore non solo operativo, ma anche sociale, contribuendo alla crescita professionale dei Vigili del Fuoco e quindi alla sicurezza delle nostre comunità».

Provincia di Treviso: aggiudicati i lavori per la realizzazione di un nuovo Ponte

La Provincia di Treviso ha aggiudicato come da cronoprogramma i lavori per la demolizione e la ricostruzione del nuovo ponte sulla SP 137 “Redigole” a Motta di Livenza: vincitore della gara di appalto è il raggruppamento temporaneo di aziende costituito da CM Infrastrutture srl, con sede a Campolongo Maggiore (VE), e M.B.M sp, con sede a Caselle di Sommacampagna (VR). Dopo l’approvazione da parte della Provincia del progetto definitivo e di quello esecutivo, è stata completata anche l’ultima fase dell’iter amministrativo propedeutico all’avvio del cantiere, ovvero l’aggiudicazione. L’importo complessivo dell’opera, che consentirà di migliorare sia le caratteristiche idrauliche della struttura sia la fruibilità stessa del ponte, grazie al collegamento con il vicino percorso ciclo-pedonale, ammonta a 7.062.111,50 euro, finanziati dalla Provincia attraverso il “Decreto Ponti” del MIT.

Grazie al costante contatto con il Comune di Motta di Livenza, con il Genio Civile e con gli Enti Gestori dei sottoservizi, che in questi mesi stanno svolgendo tutte i lavori propedeutici del caso, ora si potrà  procedere con le valutazioni tecniche necessarie all’avvio ufficiale delle opere di demolizione, previste nelle prossime settimane.

 Il commento del Presidente Donadel

“Un’opera strategica e importante per la viabilità provinciale, resa possibile grazie a un finanziamento intercettato nell’ambito del Decreto Ponti dal mio predecessore Stefano Marcon, che ha seguito e concretizzato tutte le fasi progettuali, e che ora sta per partire ufficialmente con l’avvio delle opere che porteranno alla costruzione del nuovo ponte sul Monticano – le parole di Marco Donadel, presidente della Provincia di Treviso – l’intervento consentirà di migliorare i collegamenti viari in località Redigole, a Motta di Livenza, promuovendo al contempo la mobilità sostenibile, grazie alla prossimità con il percorso ciclo-pedonale. Un ringraziamento al Comune di Motta di Livenza e al Sindaco Alessandro Righi, con cui sto già prendendo contatti per condividere le prossime fasi, agli Enti Gestori e al Genio Civile con cui si è sempre stabilito un dialogo proficuo che ha permesso di finalizzare uno tra i cantieri più attesi e significativi programmati dalla Provincia a beneficio della comunità e del territorio”.

Provincia di Forlì-Cesena: oltre 35 milioni di euro per la messa in sicurezza di ponti e viadotti

Prosegue l’impegno della Provincia di Forlì-Cesena per la messa in sicurezza dei ponti e dei viadotti presenti sull’intero territorio provinciale.

La rete stradale provinciale conta 570 ponti su oltre 1.100 chilometri di strade. A seguito del crollo del ponte di Genova, grazie a una linea di finanziamento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), attivata con i decreti ministeriali DM 225/2021 e DM 125/2022, è stato avviato un articolato programma di interventi che coinvolge 21 ponti e viadotti, per un investimento complessivo di 35.393.459 euro.

Gli interventi sono stati individuati attraverso un censimento puntuale delle opere e una valutazione delle priorità basata sullo stato di manutenzione e sui volumi di traffico.

8 interventi già portati a termine

Territorio cesenate (6 interventi – 3.285.848 euro): ponte sul fiume Rubicone in località Cioca di Sogliano al Rubicone (SP9); ponte sul Fosso delle Radici sulla SP130 “Casteldelci” nel comune di Verghereto; ponte sul Fosso Becca sulla SP142 nel comune di Bagno di Romagna; ponte in località Linaro sulla SP29 “Borello–Ranchio” nel comune di Mercato Saraceno; ponte sulla SP43 “Alfero” nel comune di Verghereto; ponte sulla SP11 “Sogliano” nel comune di Savignano sul Rubicone, in prossimità del Seven Sporting Club.

Territorio forlivese (2 interventi – 1.818.560 euro): viadotto di San Colombano nel comune di Meldola (SP4 “del Bidente”); ponte sulla SP19 Marradese nel comune di Modigliana.

7 interventi in corso 

Territorio cesenate: in fase di conclusione il cantiere sul ponte sul Barbotto sulla SP12 “Barbotto” nel comune di Mercato Saraceno (951.075 euro).

Territorio forlivese (6 interventi – 13.620.134 euro): nuovo ponte Braldo sul fiume Montone (SP27 bis), attualmente in fase di verifiche belliche preliminari; ponte all’ingresso di Galeata sulla SP4, con conclusione lavori prevista entro la primavera; in fase di gara 4 interventi sulla SP4: sul viadotto Suasia (Civitella di Romagna), sul viadotto in località Gualdo (Meldola), sul ponte in muratura di Corniolo (Santa Sofia) e sul ponte in località Cusercoli (Civitella di Romagna).

I prossimi interventi programmati

Sono previsti ulteriori interventi per 15.597.246 euro. È in fase di conclusione la progettazione dell’adeguamento del cavalcaferrovia della Bretella di collegamento tra la SS9 e il casello autostradale del Rubicone (1,7 milioni di euro), con gara prevista entro la primavera. È inoltre in corso la progettazione della variante di Nespoli sulla SP4 del Bidente, nel comune di Civitella di Romagna, per un importo superiore ai 6 milioni di euro.

Tra il 2027 e il 2028 sono infine programmati interventi di messa in sicurezza sul ponte sul fiume Uso (SP13, Borghi), la ricostruzione del ponte sulla SP137 Tiberina (Verghereto), l’adeguamento dei ponti sugli scoli Torricchia e Serachieda (SP2, Forlì) e il viadotto sulla SP3 del Rabbi (Predappio).

Il monitoraggio

La Provincia è inoltre capofila di un accordo territoriale che coinvolge attualmente 23 Comuni, finalizzato alla realizzazione, nei prossimi quattro anni, di un software gestionale unico e di attività coordinate di censimento e ispezione per la sicurezza dei ponti su tutto il territorio provinciale.

Il commento del Presidente della Provincia Enzo Lattuca

«Negli ultimi quattro anni abbiamo svolto un lavoro importante sulla sicurezza dei ponti, reso possibile dai finanziamenti del Ministero delle Infrastrutture e dalla competenza dei tecnici provinciali – dichiara il Presidente della Provincia, Enzo Lattuca – il completamento del programma ci accompagnerà fino al 2029. Sarebbe fondamentale rendere strutturale questo canale di finanziamento, soprattutto considerando il ruolo idraulico di queste infrastrutture, emerso con ancora maggiore evidenza dopo l’alluvione del 2023. Conclusa la verifica bellica in corso partirà il cantiere del ponte Braldo a Forlì, che rappresenta uno degli interventi simbolo di questo piano straordinario da oltre 35 milioni di euro».

 

SUA Provincia di Lecco: i dati del 2025

Anche il 2025 è stato un anno di intensa attività per la Stazione unica appaltante della Provincia di Lecco (Sua.Lecco), centrale di committenza per l’espletamento e la gestione di gare per l’affidamento di lavori, servizi e forniture, a supporto dei Comuni non capoluogo e altri enti previsti dalla normativa.

A fine 2024 il Consiglio provinciale ha approvato un nuovo schema di convenzione adeguato e aggiornato alle modifiche introdotte dal decreto legislativo 209/2024, correttivo del Codice dei contratti; la convenzione per aderire alla Sua, della durata di 5 anni, definisce le modalità di funzionamento della stazione appaltante relativamente all’espletamento e alla gestione di procedure di gara, regolamentando i rapporti con i soggetti aderenti.

Nel nuovo schema di convenzione è stata estesa la possibilità di adesione non solo ai Comuni appartenenti alla Provincia di Lecco, ma anche ai Comuni di altre Province e ai soggetti pubblici e privati che non abbiano ottenuto la qualificazione ai sensi dell’articolo 63 del Codice, nonché ai Parchi, Comunità Montane, Consorzi, Aziende speciali, Prefetture-Utg e altri enti a partecipazione pubblica.

Gli enti aderenti

Tra gli enti a oggi aderenti, in totale 75, oltre alla maggior parte dei Comuni già convenzionati con la precedente convenzione e le Comunità Montane del territorio, si sono aggiunti Arpa Lombardia, l’Azienda ospedaliera di Lecco Asst, l’Inaf – Osservatorio astronomico di Brera e il Comune di Erba appartenente alla provincia di Como.

I numeri dell gare

Nel 2025 la Sua.Lecco ha bandito e appaltato 161 gare, di cui 111 per i Comuni aderenti e 50 riferite ad appalti della Provincia di Lecco, così suddivise: 78 per lavori, 58 per servizi, 18 per forniture, 7 per concessioni/project financing, con un volume complessivo di oltre 64 milioni di euro.

Tra queste procedure alcune sono state finanziate dai fondi provenienti dal Piano nazionale di ripresa e resilienzaPnrr.

 Il commento della Presidente della Provincia

“Anche nel 2025 il servizio di Stazione unica appaltante ha permesso di raggiungere risultati significativi, tra cui una maggiore professionalità, un’azione amministrativa più snella e tempestiva, una progressiva semplificazione degli adempimenti e delle procedure, un’ottimizzazione delle risorse umane, finanziarie e strumentali dei vari enti – commentano la Presidente Alessandra Hofmann e il Consigliere provinciale delegato ai Rapporti con i Comuni convenzionati Alessandro Negri – La Provincia di Lecco, nel suo ruolo di Casa dei Comuni, crede fortemente in questo strumento efficace per aumentare l’efficacia e l’efficienza delle attività di realizzazione dei lavori e di approvvigionamento di beni e servizi, per consentire un’azione più efficace di monitoraggio, controllo e prevenzione rispetto a possibili interferenze criminose”.

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