Categoria: Infrastrutture e Trasporti

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Viabilità, iniziati lavori asfaltatura e sostituzione barriere sicurezza su SR 71 fra Orvieto e Monteleone

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Revisione delle reti stradali di interesse nazionalale e regionale

Clicca qui per scaricare il testo dalla Gazzetta Ufficiale http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/04/28/18A02715/sg

FONDI PER LA PROGETTAZIONE: 200 MILIONI A CITTA’ METROPOLITANE, COMUNI, PROVINCE E AUTORITA’ DI SISTEMA PORTUALE

Una progettazione di qualità come primo passo indispensabile per realizzare opere pubbliche di qualità, dai costi certi, nel rispetto dei tempi di realizzazione previsti. Per dare concretezza a uno dei principi fondanti del Nuovo Codice dei Contratti, il Governo ha previsto contributi agli enti locali per realizzare progetti di buon livello. Due decreti del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, assegnano per i prossimi tre anni più di 200 milioni a città metropolitane, province, comuni, autorità di sistema portuale.
Con il “Fondo progettazione Enti locali”,  previsto dalla legge di bilancio, lo Stato cofinanzia con 90 milioni nel prossimo triennio gli enti locali nella progettazione di fattibilità tecnica ed economica relativa a opere pubbliche, tra cui adeguamenti antisismici ed edilizia scolastica.
Con il “Fondo progettazione Insediamenti Prioritari”, previsto dal Nuovo Codice dei Contratti, sono previsti 110 milioni, sempre nel triennio, destinati a diversi tipi di interventi proritari, dai Piani urbani della mobilità sostenibile alle opere nei porti.
“Queste risorse – afferma il Ministro Delrio – consentiranno agli enti locali di realizzare buone progettazioni. Dalla  messa in sicurezza di infrastrutture ed edifici pubblici, tra cui le scuole, alla revisione di progetti invecchiati, alla pianificazione strategica nelle città metropolitane, ai piani urbani della mobilità sostenibile, a progetti per la portualità. In questo modo si costituirà un buon parco progetti: progetti fattibili, pronti per essere finanziati, sopperendo alla carenza di progettazione efficace che impedisce o rallenta la realizzazione degli investimenti pubblici. Un’attività che potrà essere utile anche per consentire agli enti locali di  partecipare a bandi e finanziamenti”.
 
FONDO PROGETTAZIONE ENTI LOCALI: 90 MILIONI
Il decreto ministeriale per il “Fondo progettazione enti locali” riguarda  criteri e modalità di accesso, selezione e cofinanziamento per il triennio 2018-2020, previsti dalla legge di Bilancio 2018 e ha avuto ieri il parere favorevole della Conferenza Stato-Città.
Il “Fondo progettazione enti locali” ha l’obiettivo di cofinanziare con risorse statali la redazione dei progetti di fattibilità tecnica ed economica e la redazione dei progetti definitivi relativi alla messa in sicurezza degli edifici e delle strutture pubbliche, con priorità agli edifici e alle strutture scolastiche.
Sono ammessi anche progetti di demolizione e ricostruzione, pur mantenendo la stessa destinazione d’uso, così come i progetti finalizzati all’adeguamento degli edifici alla normativa sismica, o anche la messa in sicurezza edile ed impiantistica.
 
Le risorse stanziate sono 30 milioni di euro all’anno anno per il triennio 2018 – 2020 (90 milioni di euro) e sono suddivise, con una ripartizione massima di cofinanziamento statale pari all’80% per città metropolitane e province, in questo modo:
–      4.975.000 euro alle 14 città metropolitane. 
Con una quota fissa di 100.000 euro, a cui si aggiunge una quota variabile, proporzionale alla popolazione;
–      12.437.500 euro. alle 86 province
Con una quota fissa di 70.000 euro, a cui si aggiunge una quota variabile proporzionale alla popolazione;
–      12.437.500 di euro ai comuni, con bando.
I criteri di assegnazione prevedono una ripartizione su bando pubblico in base ad una graduatoria triennale 2018/2020, con priorità ai progetti di adeguamento alla normativa sismica degli edifici e delle strutture scolastiche, e un ammontare massimo di cofinanziamento statale a 60.000 euro. 
IN ALLEGATO, LE SLIDE DEL MINISTERO, CON LA RIPARTIZIONE DELLE RISORSE PER ENTE
 

FONDO PROGETTAZIONE INSEDIAMENTI PRIORITARI: 110 MILIONI
Il “Fondo per la progettazione di fattibilità delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari per lo sviluppo del Paese, nonché per la project review delle infrastrutture già finanziate”  è stato istituito dal Nuovo Codice dei Contratti e finanziato dal Fondo Investimenti 2016 con 500 milioni.
Il decreto del Ministro Delrio, firmato in queste ore, assegna 110 milioni di euro per il triennio dal 2018 al 2020, ripartiti in 25 milioni per il 2018; 35 milioni  per il 2019 e 50 milioni per il 2020.
 
Le risorse sono state assegnate in questo modo:
–      30 milioni di euro alle 15 Autorità di sistema portuale.
Il Decreto di riparto è stato predisposto attraverso la ricognizione dei fabbisogni delle singole Autorità di Sistema Portuale, valutato dalla Direzione generale per la vigilanza sulle autorità portuali del Ministero e da Ram, condiviso alla Conferenza nazionale dei presidenti.
–      25 milioni di euro alle 14 Città Metropolitane;
con una quota fissa di 800.000 euro, a cui si aggiunge una quota variabile, proporzionale sia alla popolazione (65%) che alla superficie territoriale (35%);
–      30 milioni ai 14 Comuni capoluogo di Città Metropolitane
con una quota fissa di 1.200.000 euro, a cui si aggiunge una quota variabile, proporzionale sia alla popolazione (65%) che alla superficie territoriale (35%);
–      25 milioni ai 36 Comuni capoluogo di Regione o di Provincia autonoma,
(non ricadenti in Città Metropolitana) o con popolazione superiore ai 100.000 abitanti.
Con una quota fissa di 200.000 euro, a cui si aggiunge una quota variabile, proporzionale sia alla popolazione (65%) che alla superficie territoriale (35%).
 
Le risorse destinate alle Città Metropolitane, ai Comuni capoluogo di Città Metropolitana e agli altri Comuni  andranno utilizzate prioritariamente per la predisposizione dei Piani Strategici Metropolitani (Psm) e dei Piani urbani della mobilità sostenibile (Pums).
Per chi ha già redatto i Psm o i Pums o già affidato l’incarico per la loro realizzazione, le risorse andranno utilizzate per la predisposizione di Progetti di Fattibilità o di Project Review riferiti ad opere contenute in tali strumenti di pianificazione o comunque di prioritario interesse nazionale, cioè coerenti con le strategie della nuova politica di pianificazione infrastrutturale e con i fabbisogni infrastrutturali individuati nell’Allegato al Def 2017.
Sono ammissibili solo le spese sostenute a valere su contratti e obbligazioni giuridicamente vincolanti stipulati dopo l’emanazione del decreto.

Documenti allegati:

Investimenti strade: la Conferenza Stato Città vara il riparto del fondo del Ministero delle Infrastrutture

Il 31 marzo 2018 è il nuovo termine per l’approvaizone dei bialanci. La decisione è stata presa nella riunione della Conferenza Stato Città del 7 febbraio scorso  presieduta dal Sottosegretario gli Affari Regionali Gianclaudio Bressa. 
La Conferenza ha inoltre è stato approvato il Decreto Ministeriale che ripartisce il fondo pluriennale di 1 miliardo 620 milioni previsto dalla Legge di Bilancio 2018, voluto dal Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio per gli interventi straordinari di manutenzione delle strade provinciali e metropolitane.
Il decreto, che trovate in allegato, riporta nell’ultima pagina la tabella con la ripartizione dei fondi per enti per ciascuno degli anni dal 2018 al 2023, effettuata dal Ministero in base a criteri relativi a chilometri di strada in gestione, livelli di incidentalità e rischio idrogeologico.
“Si tratta – commenta il Presidente dell’Upi Achille Variati – di un fondo di 1 miliardo 620 milioni per interventi straordinari di manutenzione delle strade provinciali, risorse aggiuntive che come Upi ci siamo conquistati grazie alla collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e che ci permettono di impostare una prima programmazione pluriennale, pur sempre insufficiente, che prevede 120 milioni nel 2018 e 300 milioni per ogni anno dal 2019 al 2023. Abbiamo alle spalle anni di mancanza totale di manutenzione, che ci hanno costretto ad intervenire con misure che certo non favoriscono il diritto alla mobilità, dalle chiusure di migliaia di tratti di strada all’apposizione di limiti di velocità minimi – conclude Variati – Questi fondi sono un primo passo importante”.

Documenti allegati:

Sicurezza stradale: alle Province 35 milioni per i ponti del Po

Per mettere in sicurezza nove ponti sul fiume Po, dall’Emilia Romagna alla Lombardia al Piemonte, le Province di Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Cremona, Mantova, Pavia, Cuneo, Alessandria e Vercelli avranno a disposizione in totale 35 milioni. La decisione nasce dall’intesa raggiunta oggi in Conferenza Unificata, con l’assegnazione delle risorse per interventi di emergenza per le infrastrutture stradali sul fiume Po che erano state previste dal decreto fiscale approvato nel dicembre scorso.
 
“Si tratta – sottolinea Achille Variati, Presidente dell’Upi – di risorse essenziali che serviranno a porre fine a gravi situazioni di emergenza. Parliamo di ponti che si è stati costretti a chiudere o su cui sono in vigore ordinanze restrittive del transito: un danno sia per i cittadini sia per le imprese. Con questi fondi – aggiunge il Presidente dell’Upi – inizia l’opera di messa in sicurezza di tutta la rete viaria provinciale, che vedrà le Province impegnate da qui ai prossimi sei anni in un piano complessivo di rifacimento della viabilità, grazie al fondo di 1,6 miliardi stanziato nella legge di bilancio 2018. Un piano che avrà riflessi positivi immediati non solo sulla vita dei cittadini, che si vedranno restituiti servizi essenziali, ma sull’economia locale, grazie alle migliaia di cantieri che nei prossimi anni si apriranno sui territori. Proprio su questi temi come Upi intendiamo aprire da subito un confronto con le forze economiche e sociali”.
 

I 35 milioni sono così ripartiti:

 













PONTE

Importo

Provincia

Ponte Colorno

6.000.000

Parma e Cremona

Ponte Verdi

6.000.000

Parma e Cremona

Ponte Dosolo Guastalla

3.785.635

Mantova e Reggio Emilia

Ponte Castelvetro

7.571.270

Piacenza e Cremona

Ponte Pieve Porto Morone

5.586.080

Pavia

Ponte della Becca

1.514.255

Pavia

Ponte della Gerola

2.801.370

Pavia

Ponte Cardè

454.280

Cuneo

Ponte Trino Vercellese

1.287.110

Vercelli e Alessandria

 
 
 
 
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Provincia Modena, Viabilità, 100 tratti con limiti e divieti. Muzzarelli:”situazione ingestibile, più autonomia”

Sono oltre 100 i tratti di strade provinciali modenesi dove la Provincia ha introdotto limitazioni al traffico a causa del degrado del fondo che si traducono in quasi 200 chilometri con limiti di velocità per motivi di sicurezza, oltre cinque chilometri di strade  chiuse al transito per frana e 24 chilometri con divieto di transito a mezzi a due ruote.

E’ questa la fotografia del dissesto della rete di oltre mille chilometri di strade provinciali modenesi (vedi comunicato n. 316) denunciato, lunedì 31 luglio, nel corso di un incontro in Provincia con le associazioni di categoria del tavolo dell’economia, sindaci, parlamentari e consiglieri regionali, voluto dal presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli.

 «I prelievi dello Stato – ha evidenziato Muzzarelli – anche quest’anno arriveranno a 37 milioni su circa 61 milioni di entrate dell’ente; dal 2103 abbiamo versato allo Stato oltre 125 milioni di euro provenienti dalle imposte pagate dai cittadini modenesi, in particolare automobilisti, visto che si tratta di quote di Rcauto e di Ipt, che avrebbero tutto il diritto di usufruire di una viabilità adeguata.  Una viabilità in queste condizioni – ha aggiunto Muzzarelli – penalizza un territorio che sta facendo enormi sforzi per uscire dalla crisi e intercettare la ripresa oltre a ridurre i margini di sicurezza, a fronte delle pesanti responsabilità per gli amministratori previste dalla nuova legge sull’omicidio stradale. La situazione delle Province – ha ricordato Muzzarelli – è ormai diventata un caso nazionale che deve esser affrontata dal Parlamento per adeguare il quadro istituzionale al risultato del referendum, senza ritornare alle vecchie Province, ma consentendoci di funzionare. In questi ultimi anni abbiamo assistito a un rinnovato centralismo fiscale e burocratico che penalizza i territori. E bene ha fatto il presidente Bonaccini – ha concluso Muzzarelli – a riaprire con il Governo il confronto sul tema dell’autonomia nei rapporti con lo Stato, un’azione che sosteniamo come territorio».

Nel dettaglio sullo stato delle viabilità, come ha illustrato Alessandro Manni, direttore dell’area lavori pubblici della Provincia, attualmente nel modenese è chiusa al transito, per dissesto idrogeologico, la provinciale 36 tra Serramazzoni e Pavullo, mentre sono chiuse alle due ruote per degrado del fondo la sp 9 a Mirandola, la sp 413 tra Carpi e  Novi, la sp 26 a Pavullo e la sp 7 diramazione Ponte dei Rossi.

Nel corso dell’incontro sono state fornite anche le cifre su quanto servirebbe per restituire alla rete la piena funzionalità: per il ripristino una tantum dei tratti degradati servirebbero quasi 60 milioni, per mantenere in efficienza la rete servono oltre nove milioni all’anno, prevedendo anche oltre un milione e mezzo all’anno per interventi di manutenzione straordinaria e circa un altro milione e mezzo in media per l’attività di sgombero neve e l’acquisto del sale.

A fronte di queste necessità, di quanto dispone la Provincia? Per manutenzioni, sfalci, tappeti, risagomature e trattamenti superficiali il budget è sceso dagli oltre sei milioni all’anno del 2004 al milione e mezzo del 2016.

Per il 2017 le risorse a disposizione sono leggermente aumentate solo grazie alla vendita di immobili di proprietà, ma comunque insufficienti.

E aderendo a una campagna di denuncia promossa dall’Unione delle Province d’Italia (Upi), Muzzarelli nelle scorse settimane ha presentato un esposto cautelativo alla Procura della Repubblica e Prefettura di Modena e alla Corte dei conti di Bologna sulla situazione finanziaria dell’ente, dove Muzzarelli ha giudicato i prelievi una violazione della Costituzione, nonché del principio di buon andamento della pubblica amministrazione, riprendendo una recente relazione della Corte dei Conti che ha giudicato i tagli alle Province «illegittimi e irragionevoli, tali da rendere impossibile lo svolgimento delle funzioni istituzionali».

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Provincia Terni, viabilità: sbloccato fondo Anas per messa in sicurezza ponti danneggiati da sisma

I ponti danneggiati dalle scosse di terremoto dei mesi scorsi saranno oggetto di interventi di consolidamento e messa in sicurezza stradale. L’amministrazione provinciale, nell’ambito delle proprie competenze e in coordinamento con Regione Umbria e protezione civile, ha infatti ottenuto il via libera per un fondo di oltre 700mila euro dall’Anas per l’esecuzione di interventi urgenti di messa in sicurezza e ripristino della viabilità delle infrastrutture stradali interessate dagli eccezionali eventi sismici. I fondi rientrano nel pacchetto emergenza previsto per il terremoto nelle regioni di Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo. I lavori saranno eseguiti con urgenza, così come previsto dai protocolli di intervento stilati per le aree colpite dal sisma. Cinque le strade interessate ai progetti di sistemazione esaminati nel corso dell’incontro definitivo svoltosi ieri nella sede della Provincia di Ascoli Piceno ed indetto dal Dipartimento della Protezione civile. Si tratta della SP 8 Amelia-Orte, della SR 418 Spoletina, della SP 31 di Giove, della SP 113 Tiberina e della SR 205 Amerina. Le aree territoriali interessate sono quelle ricadenti nelle zone di Acquasparta, Amelia, Giove e parte dell’amerino.

Emergenza Neve: interventi della Provincia di Terni nell’orvietano per eliminazione ghiaccio su strade

Sono di nuovo percorribili in sicurezza i tratti della SP 34 e delle SR 71 e 74 rispettivamente a Montecchio, Orvieto e Monteleone di Orvieto sui quali si era formato uno strato di ghiaccio eliminato dagli operatori stradali della Provincia di Terni con l’utilizzo e spargimento di sale. Lo strato di ghiaccio si era formato dopo una lieve nevicata ed era stato favorito dalle basse temperature. Il monitoraggio su tutta la rete stradale di competenza continua, il servizio viabilità ricorda l’obbligo di pneumatici invernali o di catene a bordo e raccomanda sempre massima attenzione e prudenza alla guida.

Provincia di Potenza: 1milione 200 mila euro per il piano neve

L’abbondante nevicata e la forte ondata di gelo che ha colpito negli ultimi 8 giorni l’intero territorio regionale ha interessato tutti i 2.600 km della rete stradale di competenza della Provincia.
Il Piano neve, predisposto dall’Ente e finanziato con una spesa di 1 milione e 200 mila euro, è entrato in azione già dalla notte di mercoledì 4 gennaio e prosegue senza sosta fino al superamento di tutte le criticità.
Lo rende noto l’Ufficio Viabilità della Provincia di Potenza, specificando che per gli interventi sull’intera rete stradale di competenza provinciale sono stati impiegati 113 mezzi e 20.700 quintali di sale.
I 2600 km di strade provinciali sono stati suddivisi, nel piano, in 4 macroaree, a loro volta ripartite in 82 microzone, con un’estensione di circa 30 km ciascuna. Ogni microzona è stata attestata alla competenza di un responsabile capocantoniere che ha gestito, e continuerà a gestire, le attività di sgombero neve e trattamento antighiaccio eseguite dalle 72 ditte esterne affidatarie del servizio e dal personale dell’Ente.
Finora, oltre alla chiusura del valico di Montocchio inevitabile a causa delle bufere di neve verificatesi, le maggiori criticità si sono presentate nell’area del potentino e sugli altri 2 valici di Pazzano (Tolve) e Occhionero (Cancellara).
Nella nottata appena trascorsa una forte nevicata ha colpito l’alto Agri e l’intera zona sud della provincia. Attualmente le strade provinciali sono tutte percorribili. Si ricorda a tutti gli automobilisti di non mettersi in viaggio se non con veicoli equipaggiati con catene o gomme termiche idonee.

Provincia Reggio Emilia: 1,9 milioni per sicurezza sulle strade

La Provincia di Reggio Emilia sta effettuando da lunedì una serie di lavori di riasfaltatura dei tratti più danneggiati delle Strade provinciali. Di 1,9 milioni di euro l’importo complessivo dei 3 appalti, uno unico da 1 milione per il Reparto Nord (dalla via Emilia al Po) vinto dalla Pal Lavori stradali Sas di Castellarano, due da 450.000 euro l’uno per area Est e Ovest del Reparto Sud (dalla via Emilia all’Appennino), aggiudicati rispettivamente alla Fea Srl di Castelfranco Emilia e alla Eurocostruzioni Srl di Castelnovo Monti.

“Si tratta di bitumature, piccoli lavori di manutenzione della sede stradale, ma anche tagli piante e rifacimento della segnaletica stradale che consentiranno comunque di migliorare tantissime situazioni critiche in decine di Comuni. Tutti interventi apparentemente piccoli, ma di un valore complessivo che riteniamo elevato. Non solo da un punto di vista economico – che pure va sottolineato dal momento che l’ammontare totale sfiora i due milioni di euro, cifra non scontata nel recente passato – ma anche e soprattutto dal punto di vista politico-istituzionale: la Provincia infatti ritiene prioritaria la sicurezza di chi usufruisce delle sue strade, tanto da inserire questi interventi di manutenzione fra gli investimenti indifferibili al pari dei 10 milioni investiti in edilizia scolastica, che rappresenta la nostra altra grande priorità”, spiega il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi, aggiungendo: “Non è un caso che proprio investimenti in sicurezza in tema di infrastrutture viarie ed edilizia scolastica, finanziati anche tramite cessioni patrimoniali, abbiano caratterizzato questo biennio della nuova amministrazione provinciale nonostante il calo dei trasferimenti agli enti locali e abbiano determinato lo sforamento del Patto di stabilità nel 2015”.

“I primi lavori sono iniziati ovviamente nei settori a più alta quota del Reparto Sud, dove il maltempo è sempre in agguato, e riguarderanno oltre una quarantina di strade provinciali tra cui la Fondovalle del Tresinaro, le Sp 486R di Montefiorino e 513R di Val d’Enza, le varianti di Puianello, San Polo e Scandiano – aggiunge il consigliere provinciale alle Infrastrutture, Andrea Tagliavini – Da lunedì inizieranno invece i lavori nella Bassa: i principali interventi di ripristino delle pavimentazioni, con rifacimento completo o a tratti del manto d’usura, riguarderanno l’Asse di Val d’Enza (la Sp 111 tra Nocetolo a Castelnovo di Sotto e in località Noce di Poviglio); l’Asse della Cispadana (il tratto storico della Sp 62 tra San Giacomo e San Martino di Guastalla) e l’Asse Orientale (la Sp 46 tra Rio Saliceto e Rolo)”.

Car sharing: dalla Provincia di Livorno servizio innovativo per i lavoratori delle aree industriali

Il Car sharing arriva nel nostro territorio grazie alle risorse del progetto I-NO FAR ACCESS, con le quali la Provincia ha acquistato tre veicoli che saranno assegnati, tramite bando, agli utenti che ne faranno richiesta e che si autorganizzeranno in gruppi per condividere il tragitto da casa al luogo di lavoro.
L’iniziativa, finanziata dal Programma Operativo Italia – Francia Marittimo 2007-2013,
 è frutto della sperimentazione di servizi di mobilità innovativi, pensati inizialmente per rispondere alle esigenze dei lavoratori impiegati nell’area industriale di Guasticce. Un’area non servita dal trasporto pubblico tradizionale il cui costo, per il limitato numero di utenti, non sarebbe economicamente sostenibile.
“Un progetto di mobilità innovativa – sottolinea il presidente della Provincia, Alessandro Franchi –  per un’organizzazione  del sistema di trasporto più funzionale ed efficiente, in grado di fornire soluzioni ai bisogni di un’utenza debole, che non trova risposta nelle consuete forme di servizio pubblico”.
Il costo dell’operazione, oltre all’acquisto dei mezzi, si aggira sugli 8.000 euro all’anno, una spesa sensibilmente più bassa rispetto ad un servizio di linea.
Il progetto prevede la messa a disposizione degli utenti di tre veicoli, ognuno con una capienza massima di 5 passeggeri compreso l’autista,  che usufruiranno dell’auto su tragitti controllati e definiti in precedenza, per i percorsi casa-lavoro non coperti da servizi di linea di tipo tradizionale. Il servizio sarà erogato dietro  pagamento di un abbonamento periodico.
Per individuare le persone interessate la Provincia ha pubblicato un apposito avviso (reperibile sul sito www.provincia.livorno.it, area Trasporti) aperto alle sole persone fisiche maggiorenni, residenti all’interno della provincia di Livorno, in possesso della patente B in corso di validità,  il cui percorso per recarsi al lavoro sia interamente compreso nel territorio provinciale.
L’Osservatorio provinciale dei Trasporti provvederà, poi, a confrontare le domande per definire la  costituzione degli “equipaggi”; quindi sarà stilata una graduatoria che terrà conto di una serie di requisiti premianti (numero di persone trasportate, giorni settimanali di utilizzo) e di alcuni “bonus” che assegneranno un punteggio maggiore all’equipaggio (pool) in cui sia inserita una donna, oppure un soggetto disabile, o la cui destinazione del percorso sia all’interno dell’area industriale di Guasticce per garantire la continuità con i servizi precedenti.
Gli interessati hanno tempo fino all’8 luglio per presentare le domande direttamente all’Amministrazione Provinciale.
“Alla base del progetto di Car sharing – aggiunge Irene Nicotra, responsabile U.O. Trasporti della Provincia – vi è uno studio, effettuato dall’Osservatorio provinciale, che ha quantificato l’entità dei flussi di passeggeri che giornalmente si recano nell’area industriale di Guasticce.  La ricerca ha  messo in luce una serie di elementi, in particolare gli orari dei turni di lavoro estremamente  diversificati, che hanno indirizzato l’attività del  progetto I-NO FAR ACCESS verso la sperimentazione di nuove forme di mobilità, basate su piccoli numeri, quindi più economiche e flessibili, ma anche più efficienti per l’utenza”.

Responsabilità omicidio stradale: Anci e Upi chiedono approfondimenti a Governo

Inserire in Conferenza Stato Città una riflessione sulla Circolare del Dipartimento di Pubblica Sicurezza Stato-Città che fornisce chiarimenti sulla Legge sull’omicidio stradale nella quale viene indicata, come fattispecie generica, la responsabilità di reato anche di chi ha posto in essere comportamenti omissivi rispetto alla sicurezza stradale in termini di manutenzione e costruzione delle strade e dei veicoli.

Di fatto -scivono il Presidnete dell’ANCI Piero Fasssino e il Preisdente dell’Upi Achilkle Variati nella lettera inviata al Ministro dell’intenro Alfano –  gli enti locali proprietari della rete stradale, sono direttamente coinvolti nei reati.

Per questo – cheidono i due – ” stante la assoluta delicatezza del tema, riteniamo necessario che in sede di Conferenza Stato Città venga approfondito tale tema, che coinvolge direttamente  funzionari ed amministratori degli enti locali”.

In allegato, il testo della lettera

 

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