Categoria: Istituzioni e Riforme

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Province, Lattuca “La Regione FVG ha riaperto il dibattito.Sì ad una istituzione con una dimensione politica e funzioni chiare”

“Seguiamo con molto interesse il percorso avviato dalla Regione Friuli-Venezia Giulia, con il Disegno di Legge che ripristina le quattro Province soppresse nel 2016 e prevede entro il 2027 il voto diretto del Presidente e del Consiglio provinciale, perché riapre il dibattitto sulla necessità di rivedere l’impianto normativo che regola le Province italiane.

Un passo in avanti importante, che, come UPI, ci auguriamo spinga anche la politica nazionale, Governo e Parlamento, a far ripartire il confronto fermo da anni, per ricostruire in tutto il Paese un disegno chiaro ed efficiente di governo locale”.

Lo ha detto il Presidente di UPI, Enzo Lattuca, intervenendo oggi in audizione con la Commissione, Affari istituzionali del Consiglio Regionale del Friuli-Venezia Giulia, riguardo alla proposta di legge regionale sull’istituzione e l’ordinamento delle Province, che ripristina le quattro Province di Gorizia, Pordenone, Trieste, Udine, prevedendo l’elezione diretta degli organi.

Le funzioni necessarie

“Riteniamo importante che questo disegno di legge preveda una dimensione politica degli enti – ha aggiunto il Presidente Lattuca – ma ci sentiamo di sottolineare quanto sia ancora più essenziale ricostruire un sistema di funzioni amministrative chiare, come quelle che riguardano viabilità, edilizia scolastica, supporto e assistenza tecnica ai Comuni.

Ma occorre fare un salto di qualità per valorizzare le Province come enti esponenziali del territorio; penso in particolare alle funzioni di programmazione strategica e di pianificazione territoriale, che, se poste in capo alle Province, possono portare a disegnare uno sviluppo economico e sociale equo, sostenibile, strutturale ed omogeneo, a favore di tutte le realtà”.

 

Ecco il documento UPI illustratto al Consiglio Regionale FVG CONTRIBUTO UPI LEGGE FVG 16 giugno 2026

 

La Provincia di Padova presenta ai Comuni le linee strategiche, gli obiettivi e la visione per il futuro del territorio provinciale

E’ stato presentato in anteprima ai rappresentanti dei Comuni del Padovano, la Variante Generale al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) della Provincia di Padova, uno strumento di pianificazione urbanistica avviato con l’obiettivo di definire una nuova visione strategica d’insieme per il governo del territorio provinciale.

Nel corso dell’incontro promosso dalla Provincia, sono stati illustrati in anteprima gli indirizzi, gli obiettivi e le strategie che saranno inseriti nel documento preliminare, che è attualmente in fase di redazione dell’Ufficio Pianificazione Territoriale – Urbanistica della Provincia e rappresenta il quadro di riferimento per la successiva elaborazione della variante al Piano.

Il Documento Preliminare costituisce infatti il punto di partenza per delineare una pianificazione territoriale contemporanea e sostenibile per le trasformazioni che interessano il territorio provinciale. Perno della visione, è il coordinamento tra istituzioni locali, la cooperazione tra enti e la partecipazione attiva degli attori territoriali.

«Era doveroso – commenta Daniele Canella, vice presidente della Provincia di Padova – condividere un percorso con i principali attori locali, i Comuni, che, peraltro, compongono l’assetto istituzionale dell’Ente provinciale. La nuova pianificazione provinciale si svilupperà in continuità con l’impostazione del vigente PTCP, confermandone la struttura “leggera” e strategica, orientata non a logiche prescrittive e gerarchiche, ma a funzioni di indirizzo, coordinamento e supporto ai Comuni, nel rispetto dei principi di sussidiarietà e di governance territoriale condivisa».

Gli obiettivi

Tra gli obiettivi prioritari individuati dal Documento Preliminare, ci sono:

 

  • la tutela del suolo e la riduzione del consumo di territorio;
  • la rigenerazione urbana e la riqualificazione degli ambiti degradati;
  • la valorizzazione del sistema ambientale, paesaggistico e agricolo;
  • il rafforzamento dei servizi ecosistemici e della resilienza territoriale;
  • il contrasto ai cambiamenti climatici attraverso strategie di adattamento e mitigazione;
  • la promozione della transizione ecologica ed energetica;
  • la definizione di nuove regole per lo sviluppo del sistema produttivo e logistico;
  • il miglioramento dell’accessibilità e del sistema delle reti infrastrutturali;
  • il potenziamento della pianificazione coordinata intercomunale

Particolare attenzione sarà riservata ai temi dell’energia da fonti rinnovabili, dell’equilibrio tra sviluppo economico e tutela ambientale, nonché alla necessità di costruire modelli insediativi più sostenibili ed efficienti.

Le precedenti analisi territoriali (del 2025)

Il Documento Preliminare sarà elaborato anche sulla base dell’aggiornamento delle analisi territoriali contenute nel nuovo “Rapporto sullo Stato del Territorio”, il documento presentato a giugno dell’anno scorso, e che restituisce una lettura aggiornata delle principali dinamiche ambientali, insediative, infrastrutturali, economiche e paesaggistiche della provincia di Padova.

L’attività di aggiornamento delle analisi ha consentito di costruire un patrimonio conoscitivo ampio e strutturato, punto di partenza per orientare le future scelte pianificatorie e definire strategie coerenti con le trasformazioni intervenute nel territorio negli ultimi anni.

Parallelamente, il percorso di redazione della Variante Generale ha recepito gli esiti del “monitoraggio” del vigente PTCP, attraverso una verifica dell’efficacia delle politiche territoriali attuate e del livello di operatività degli strumenti di coordinamento intercomunale previsti dal Piano provinciale.

Le risultanze del monitoraggio hanno evidenziato, da un lato, la validità dell’impianto strategico del vigente PTCP e, dall’altro, la necessità di aggiornare contenuti, strumenti e modalità operative, anche al fine di porre in atto i necessari correttivi per rendere il Piano più performante.

Le indicazioni del Documento Preliminare

Il Documento Preliminare recepisce, inoltre, le principali evoluzioni normative e pianificatorie intervenute negli ultimi anni, affrontando le criticità emerse. In tale contesto, la variante generale al PTCP sarà chiamata a promuovere strategie territoriali orientate all’incremento delle infrastrutture verdi, alla riduzione della frammentazione ecologica, al contenimento dell’impermeabilizzazione del suolo e al miglioramento della qualità ambientale e paesaggistica degli insediamenti urbani.

Particolare attenzione sarà riservata, infatti, al tema del ripristino e del rafforzamento delle aree naturali urbane e periurbane, attraverso interventi di forestazione urbana, rinaturalizzazione degli spazi aperti, tutela della biodiversità e implementazione dei servizi ecosistemici, in coerenza con gli obiettivi europei di resilienza climatica e sostenibilità territoriale.

Viene, infine, confermata e rafforzata la strategia della governance territoriale già avviata dalla Provincia mediante gli ambiti omogenei e la pianificazione coordinata intercomunale, prevedendo un ruolo sempre più operativo degli Uffici di Piano dei PATI, sostenuto anche economicamente dalla Provincia, anche sulla base delle esperienze sperimentali in corso nella Bassa Padovana.

Il commento 

«La variante generale al PTCP – conclude Canella -, rappresenta, quindi, uno strumento capace di accompagnare il territorio nelle sfide future, costruendo una visione condivisa tra istituzioni, comunità locali e portatori di interesse, in grado di coniugare sviluppo, sostenibilità e qualità territoriale.

 

Con la presentazione di oggi ai sindaci e ai rappresentanti dei Comuni padovani, si conclude il mio mandato in questa consiliatura, da vice presidente vicario con delega all’Urbanistica. La prossima Amministrazione potrà proseguire il percorso già impostato, trovando un quadro pianificatorio organico e condiviso, predisposto per le successive fasi di attuazione aperte al confronto e alla partecipazione dei soggetti istituzionali, economici e sociali del territorio.

 

Ringrazio per il lavoro svolto, i tecnici del Settore Urbanistica della Provincia di Padova e in particolare Roberto Anzaldi, responsabile del Servizio Pianificazione Territoriale-Urbanistica».

Politiche Europee e nuovo QFP, Lattuca in Audizione: “Le Province sono enti di coesione necessari per mettere a terra i programmi”

“Come Province chiediamo di essere riconosciute stabilmente e pienamente come soggetto istituzionale di una governance multilivello, insieme a Regioni, Comuni e Città metropolitane, perché ci sentiamo enti di coesione, garanti di una programmazione nella quale la definizione degli obiettivi strategici ponga al primo posto gli interventi a favore dei comuni delle aree interne”.

Lo ha detto il Presidente di UPI, Enzo Lattuca, intervenendo in audizione alle Commissioni congiunte Bilancio e Politiche UE di Camera e Senato, sul Quadro Finanziario pluriennale dell’Unione Europea per il periodo 2028 – 2034.

“Lo chiediamo – ha detto Lattuca – perché come Province abbiamo dimostrato di saper svolgere questo ruolo sia nell’attuazione del PNRR, sia quando le Regioni hanno scelto di coinvolgere direttamente questi enti nella loro programmazione.  D’altronde le Province sono fondamentali per poter attuare sul territorio le attività, perché per definizione le politiche di coesione sono politiche di area vasta, un territorio che comprende Comuni capoluoghi e medi, Città metropolitane e piccoli Comuni delle aree interne, a favore di cui le Province possono svolgere un ruolo essenziale di sostegno in tutto il percorso di programmazione delle risorse e attuazione degli interventi”.

“Resta poi di fondo la grande preoccupazione rispetto al disegno che sta avanzando di spostare la politica di coesione in un contenitore unico prospettiva a nostro parere, da respingere – ha aggiunto in conclusione il Presidente di UPI – perché potrebbe portare ad una progressiva riduzione delle risorse destinate agli investimenti territoriali. Un rischio che l’Italia, Paese che ancora presenta forti squilibri in termini economici, infrastrutturali, sociali e demografici, non può permettersi di correre. Per questo chiediamo al Governo, al Parlamento e ai nostri rappresentanti in Europa, di porre massima attenzione a questo tema”.

Ecco una sintesi del Doccumento UPI illustrato alle Commissioni NOTA SINTESI Documento Audizione QFP 2028 2034 Province

Legalità e cittadinanza attiva, Provincia di Vibo Valentia e Guardia di Finanza insieme per diffondere la cultura del rispetto delle regole

Rafforzare il senso di responsabilità collettiva, rendere sempre più accessibili e comprensibili le attività delle istituzioni e diffondere una maggiore consapevolezza del valore delle regole nella vita quotidiana. È su questi obiettivi che si fonda la collaborazione istituzionale avviata tra la Provincia di Vibo Valentia e il Comando provinciale della Guardia di Finanza, un percorso condiviso orientato alla crescita civile e sociale del territorio.

L’iniziativa nasce dalla comune convinzione che la legalità non rappresenti soltanto un insieme di norme da osservare, ma costituisca un patrimonio collettivo da promuovere e consolidare attraverso la conoscenza, il dialogo e la partecipazione attiva dei cittadini. In questa prospettiva assume un significato strategico la diffusione di messaggi capaci di tradurre temi complessi in contenuti accessibili e immediatamente comprensibili. Nell’ambito di questa sinergia, particolare attenzione viene riservata alla diffusione dei contenuti del Calendario Storico della Guardia di Finanza. Attraverso immagini evocative e slogan incisivi, il Calendario affronta questioni di rilevante interesse pubblico, contribuendo a diffondere i valori della legalità economica, della responsabilità civile e del rispetto delle regole.

I messaggi proposti

Tra i messaggi più significativi proposti dal Calendario Storico figura quello dedicato al contrasto dell’evasione e delle frodi fiscali, tema sintetizzato dall’efficace slogan «Sull’evasione siamo fiscali anche nei paradisi». Un messaggio che richiama l’attenzione sull’obiettivo prioritario perseguito dalla Guardia di Finanza attraverso verifiche, controlli fiscali e indagini di polizia giudiziaria finalizzati a contrastare i fenomeni più dannosi per il bilancio dell’Unione europea, dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali. Un’azione che si concentra sulle frodi tributarie, in particolare quelle legate all’Iva e alle accise, sul lavoro sommerso, sull’evasione fiscale internazionale, sull’economia sommersa, sui fenomeni di elusione e pianificazione fiscale aggressiva, nonché sulle violazioni in ambito doganale, con specifica attenzione al contrabbando e al settore del gioco pubblico. L’evasione fiscale, infatti, non rappresenta soltanto una violazione delle norme tributarie, ma un comportamento che incide direttamente sulla qualità dei servizi pubblici, sulle opportunità di sviluppo dei territori e sul benessere delle comunità. Contrastarla significa contribuire alla costruzione di una società più giusta, nella quale ciascuno partecipa, secondo le proprie possibilità, al sostegno delle funzioni e dei servizi essenziali garantiti dallo Stato e dagli enti locali.

Gli obiettivi

Attraverso questa collaborazione, la Provincia di Vibo Valentia intende amplificare la diffusione di tali contenuti, promuovendo occasioni di approfondimento e sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza. Un impegno che contribuisce anche a consolidare la performance delle attività di informazione pubblica e istituzionale, rafforzando la capacità degli enti di comunicare in modo efficace temi di interesse generale e di favorire una più ampia partecipazione consapevole alla vita della comunità.

La collaborazione tra Provincia e Guardia di Finanza testimonia la volontà di costruire un modello di azione condivisa fondato sulla prevenzione, sulla formazione e sulla diffusione dei valori della cittadinanza responsabile. Perché il rispetto delle regole non rappresenta soltanto un dovere civico, ma una condizione essenziale per garantire sviluppo, coesione sociale e opportunità per le future generazioni. È da questa visione comune che prende forma un percorso destinato a rafforzare il legame tra istituzioni e comunità, nella consapevolezza che la legalità, prima ancora che un obbligo, è un valore che appartiene a tutti e che richiede l’impegno quotidiano di ciascuno. Un impegno che la Provincia di Vibo Valentia e il Comando provinciale della Guardia di Finanza hanno scelto di condividere, trasformando l’informazione pubblica e istituzionale in uno strumento concreto di crescita culturale, partecipazione civica e tutela dell’interesse collettivo.

 

 

Direttivo UPI: il Presidente Caruso riconfermato Vicepresidente

L’Abruzzo rafforza la propria presenza ai vertici dell’Unione delle Province d’Italia (Upi): Angelo Caruso, presidente della Provincia dell’Aquila e presidente di Upi Abruzzo, è stato riconfermato vicepresidente nazionale dell’Unione delle Province con l’affidamento delle deleghe alla Conferenza Stato-Città e Autonomie Locali, alla Conferenza Stato-Regioni, alla Conferenza Unificata, alla finanza pubblica e alle Zone Economiche Speciali. Si tratta di incarichi che collocano il presidente della Provincia dell’Aquila nei principali luoghi di confronto istituzionale del Paese, quelli in cui si discutono e si definiscono le politiche che riguardano enti locali, investimenti, risorse finanziarie, sviluppo territoriale e rapporti tra i diversi livelli di governo.

La riconferma arriva a margine del Comitato Direttivo Upi che si è tenuto questa mattina a Roma e giunge in una fase delicata per il sistema delle Province italiane, impegnato nel confronto con Governo e Parlamento sui temi della revisione della legge Delrio, del rafforzamento delle funzioni degli enti di area vasta, della stabilità finanziaria e del potenziamento della capacità amministrativa degli enti territoriali: “Accolgo questa riconferma con gratitudine – dichiara Caruso – Le Conferenze rappresentano il punto di incontro tra Stato, Regioni ed enti locali e costituiscono il luogo nel quale vengono assunte decisioni che incidono concretamente sulla vita delle comunità. Sarà mio compito continuare a rappresentare le Province italiane, come fatto in questi anni, portando ai tavoli nazionali le istanze dei territori, delle aree interne e degli enti che ogni giorno garantiscono servizi fondamentali a milioni di cittadini”.

Le Province, ribadisce Caruso, “hanno dimostrato in questi anni di essere istituzioni indispensabili, gestendo una stagione straordinaria di investimenti, mettendo a terra risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), assicurando manutenzione delle scuole, sicurezza della rete viaria e supporto ai Comuni”.

Particolarmente rilevante, come ribadito nel corso del Direttivo, anche il lavoro di interlocuzione e confronto politico-istituzionale sviluppato nelle ultime settimane, nel quale “un contributo importante è stato assicurato dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, presidente di Anci Abruzzo e responsabile nazionale Enti Locali di Fratelli d’Italia, impegnato nel favorire un percorso di dialogo e sintesi nell’interesse del sistema delle autonomie territoriali”, ricorda Caruso. “Desidero ringraziare Pierluigi Biondi per il lavoro svolto e per l’attenzione dimostrata verso le istanze delle Province – conclude il presidente della Provincia dell’Aquila – Comuni e Province sono chiamati a lavorare sempre più in sinergia. Le sfide che abbiamo davanti richiedono istituzioni capaci di fare squadra, superando appartenenze e divisioni, per garantire risposte concrete ai territori”.

Il presidente della Provincia di Lucca all’Assemblea di UPI Toscana

Il presidente della Provincia di Lucca Marcello Pierucci è intervenuto oggi, a Firenze, nel corso dell’assemblea generale di UPI Toscana svoltasi a Palazzo Medici Riccardi alla presenza di numerosi amministratori del territorio.

Pierucci, in primis, si è congratulato con Francesco Limatola, presidente della Provincia di Grosseto, confermato presidente di UPI Toscana all’unanimità dei presenti.

Il presidente Pierucci che non ha mancato di accennare al tema del convegno incentrato sull’attesa riforma delle Province, ha illustrato alla platea i risultati della recente indagine condotta dall’istituto demoscopico ‘Demopolis’ sulla qualità del lavoro dell’ente di Palazzo Ducale che il 73% degli intervistati (tutti amministratori locali) ha valutato positivamente, così come la capacità di ascolto. Indagine dove la maggioranza assoluta riconosce alla Provincia di Lucca doti di efficacia ed efficienza nella risoluzione delle richieste.

La dichiarazione del Presidente della Provincia di Lucca

Lo studio di Demopolis – ha detto Pierucci –  dimostra che la Legge Delrio ha depotenziato gli enti che amministriamo ma nonostante tutto, almeno per la Provincia di Lucca, i feedback dei politici locali sono positivi. Risultati che ci stimolano a fare sempre meglio calibrando le nostre risposte sulle reali esigenze dei Comuni con l’obiettivo di migliorare ulteriormente l’efficienza della macchina amministrativa e orientando così la programmazione dell’azione di governo”.

Ad accompagnare il presidente Pierucci all’assemblea di Upi Toscana c’erano il consigliere Federico Gilardetti per la maggioranza e il consigliere Antonio Tognini per la minoranza.

 

UPI Toscana: è Francesco Limatola il nuovo Presidente delle Province toscane

L’Assemblea generale di UPI Toscana, riunita oggi a Palazzo Medici Riccardi a Firenze, ha eletto Francesco Limatola, Presidente della Provincia di Grosseto, nuovo Presidente dell’Unione Province Toscane. Limatola ricopriva già il ruolo di presidente facente funzioni dal novembre 2025, dopo l’ingresso di Gianni Lorenzetti nel Consiglio regionale della Toscana.

Nel corso dell’assemblea, dal titolo “Dalla riforma delle Province alla Toscana del futuro: idee, strumenti e nuovo governo del territorio”, è stato rilanciato con forza il tema della riforma delle Province e della necessità di rafforzare il ruolo degli enti provinciali nel sistema istituzionale.

Le dichiarazione del neo Presidente di UPI Toscana

“A distanza di 12 anni dalla legge Delrio e a 10 anni dal fallimento del referendum costituzionale sono evidenti i limiti di una riforma rimasta incompleta. Le Province non sono state superate e oggi ci troviamo davanti a un sistema fragile e incoerente. Non chiediamo una restaurazione del passato, ma una nuova Provincia capace di proiettarsi nel futuro”.

Al centro del confronto anche il tema delle risorse e dei tagli previsti per gli enti provinciali. “Nel 2026 il sistema delle Province italiane subirà un taglio di 754 milioni di euro, di cui 106 milioni solo in Toscana. Dietro questi numeri ci sono servizi fondamentali per i cittadini: manutenzione delle strade, edilizia scolastica, sicurezza e infrastrutture”.

UPI Toscana ha inoltre espresso preoccupazione per la conclusione della stagione del PNRR prevista per il 30 giugno. “Il PNRR è stato essenziale per gli investimenti delle Province – ha aggiunto Limatola –. Dopo questa fase occorre garantire continuità agli investimenti per non fermare il lavoro avviato sui territori”.

Le dichiarazioni del Presidente Nazionale UPI

All’assemblea è intervenuto anche il presidente nazionale di UPI, Enzo Lattuca, che ha sottolineato la necessità di aprire una nuova fase per gli enti provinciali. “Le Province hanno già pagato il proprio prezzo. Ora devono avere la possibilità di ripartire, perché cittadini e territori hanno bisogno di manutenzioni, servizi e investimenti”.

Il confronto con la Regione Toscana

Tra i temi centrali emersi durante l’assemblea anche la necessità di aprire in Toscana un tavolo regionale permanente tra Regione, UPI e ANCI, sul modello di quanto sta avvenendo in Emilia-Romagna, per arrivare a un nuovo sistema delle autonomie locali più omogeneo, più efficiente, più efficace e realmente vicino alle comunità e ai territori.

L’obiettivo condiviso è quello di superare definitivamente l’impianto della legge regionale 22 del 2015, costruendo una governance territoriale moderna, chiara nelle competenze e capace di rispondere alle nuove sfide amministrative, infrastrutturali e sociali.

Le richieste delle Province

Nel documento politico-programmatico approvato dall’assemblea viene ribadita la necessità di superare definitivamente il carattere transitorio della legge Delrio, rafforzare il ruolo delle Province, garantire stabilità finanziaria e organizzativa agli enti e aprire un confronto strutturato con Regione e Governo per ridefinire funzioni, competenze e risorse.

 

La Provincia di Lucca protagonista in Europa per la riforma delle autonomie locali

Continua l’impegno e il riconoscimento internazionale della Provincia di Lucca nei processi di governance multilivello e di coesione territoriale nell’ambito dell’Unione Europea. Una delegazione dell’ente di Palazzo Ducale ha preso parte oggi, martedì 19 maggio 2026, a un importante vertice internazionale a Chișinău, capitale della Repubblica di Moldova, stato formalmente designato e incamminato a divenire membro a tutti gli effetti dell’Unione Europea.

La delegazione lucchese era composta da Luca Menesini, consigliere provinciale delegato agli Affari Europei e membro del Comitato delle Regioni di Bruxelles, e dal dirigente dell’Ufficio Europa della Provincia, Paolo Benedetti. I rappresentanti di Palazzo Ducale hanno contribuito ai lavori del convegno incentrato sul tema della riforma degli enti locali intermedi, svoltosi nella Partnership hall all’interno della Government House moldava.

“La giornata di oggi – commenta il consigliere Luca Menesini – evidenzia l’importanza strategica del ruolo delle Province nelle politiche europee, sia per la definizione degli obiettivi di sviluppo (piano strategico), che nell’attrazione di finanziamenti a sostegno dell’intero territorio. La Moldavia è in un processo di riforma delle autonomie locali che dà centralità ai Comuni e alle Province come enti vicini ai cittadini e che possono incidere in modo significativo sulla qualità della vita delle comunità locali”.

L’incontro odierno ha visto la Cancelleria di Stato della Repubblica di Moldova dialogare direttamente con la delegazione della CEPLI (Confederazione Europea delle Autonomie Locali Intermedie), la prima e più grande rete europea che riunisce le associazioni nazionali di 7 Paesi membri (Italia, Belgio, Francia, Germania, Polonia, Romania e Spagna), rappresentando circa 900 province, contee, dipartimenti, powiats, landkreise e rayons.

L’evento, organizzato in collaborazione con l’Unione dei Consigli distrettuali della Moldova (UCRM – membro osservatore di CEPLI), si è posto l’obiettivo strategico di rafforzare il dialogo sulle politiche pubbliche legate alla riforma della pubblica amministrazione locale e sul relativo “LPA Reform Concept”, focalizzandosi sul consolidamento della coesione territoriale e sullo scambio di migliori pratiche tra gli Stati membri dell’UE e le autorità moldave.

Fondata nel 2008, la CEPLI opera per il rispetto rigoroso del principio di sussidiarietà e per uno sviluppo locale sostenibile che metta al centro il cittadino e la prossimità comunitaria. La partecipazione della Provincia di Lucca assume un valore doppiamente strategico: da un lato conferma la centralità e il know-how dell’ente di Palazzo Ducale nelle dinamiche di governance multilivello, dall’altro valorizza l’esperienza italiana nel quadro della riforma istituzionale che la Moldova sta implementando per allinearsi agli standard comunitari, capitalizzando l’expertise tecnica e istituzionale di CEPLI.

Con questa missione, la Provincia di Lucca si riafferma come un ponte fondamentale tra la dimensione locale e le grandi istituzioni europee, esportando modelli di eccellenza amministrativa e supportando attivamente i processi di integrazione dei nuovi Stati partner nel tessuto democratico dell’Unione Europea.

Il Presidente della Provincia di Trapani commenta gli 80 anni dello Stauto Siciliano

“Ottant’anni che si fanno sentire, portati male, con troppe incertezze, con l’incapacità politica e storica di costruire una Sicilia moderna, efficiente ed efficace, puntando sullo Statuto Speciale”.

E’ il commento del Presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, in occasione della celebrazione degli 80 anni dallo Statuto Speciale della Regione Sicilia.

“Uno strumento che poneva la sfida del cambiamento, collettiva e condivisa. Ma anche ottant’anni che continuano a segnare un percorso di crescita che può essere seguito, con impegno politico, con spirito unitario. Lo Statuto rimane un punto di riferimento. Nonostante tutto sa ancora parlare al nostro futuro. Va letto, studiato, collegato al nostro tempo. Ma prima ancora va rispettato – aggiunge Quinci.

“Spesso – sottolinea il Presidente – le istituzioni siciliane si sono girate dall’altra parte, allontanando anche le nostre comunità. Lo Statuto rappresenta una Sicilia che non è mai nata. Certo, sono stati fatti tanti passi avanti, ma il sistema dell’autonomia è rimasto fragile, contraddittorio, condizionato da scelte politiche che si sono sviluppate altrove. Lo Statuto va applicato ed invece le dinamiche di governo e parlamentari dell’Isola hanno assunto, più volte, la scorciatoia delle decisioni compromissorie. La forma, le norme, hanno il diritto-dovere di trasformarsi in scelte sostanziali, in scelte di campo con riscontri concreti per le comunità, senza posizioni ambigue. In queste ore di riflessione e di riconoscimento per il nostro Statuto abbiamo registrato l’ennesimo passo falso”

Le Province nello Statuto

“L’articolo 15 dello Statuto – ricorda il Presidente Quinci – sottolinea e ribadisce il ruolo centrale nell’ordinamento degli enti locali siciliani dei Liberi Consorzi Comunali, ma è un ruolo che viene negato dall’Assemblea regionale siciliana. La bocciatura della norma sullo status degli amministratori degli Enti di Area Vasta ha sicuramente un effetto negativo reale facilmente verificabile, ma è soprattutto simbolica. Si tratta di un messaggio forte e chiaro: non c’è la volontà di dare spazio ed agibilità istituzionale e politica ai Liberi Consorzi. Le ex Province regionali vengono tenute in un limbo che porterà al loro progressivo fallimento”.

Le criticità

“Da tempo abbiamo indicato i punti critici – spiega Quinci –  tante funzioni e risorse insufficienti, nessuna risposta sui decreti attuativi, assoluta incertezza nella gestione del personale, difficoltà a fare sintesi come Enti di coordinamento e non ultimo l’indifferenza alla dignità dello status degli amministratori che sono chiamati a svolgere la loro attività istituzionale pagandola di tasca propria. Celebriamo dunque gli ottant’anni del nostro Statuto ma proviamo ad averne riguardo, ad onorare la nostra autonomia assumendoci la responsabilità di applicarlo in tutte le sue parti. Basta leggerlo ed essere conseguenti: liberi nel pensiero e pronti nell’azione”.

 

Enzo Lattuca è il nuovo Presidente dell’UPI. Il Presidente della Provincia di Forlì-Cesena eletto all’unanimità

È Enzo Lattuca, Presidente della Provincia di Forlì-Cesena, il nuovo Presidente dell’Unione delle Province d’Italia.

A eleggerlo all’unanimità e per acclamazione gli oltre 200 delegati, tra Presidenti e Consiglieri Provinciali, provenienti da tutte le 88 Province italiane, riuniti oggi a Roma in occasione della 36° Assemblea Congressuale UPI.

LE PRIORITA’ DI MANDATO

“Sono fermamente convinto che le Provincie siano la cerniera del Paese, le istituzioni che tengono insieme piccoli comuni e grandi città, ma dopo più di dieci anni dalla riforma che ha destrutturato le Province, è il momento di uscire dal limbo, come ha detto il Presidente della Repubblica alla nostra passata Assemblea. Indebolire le Province ha creato danni enormi e i cittadini, soprattutto quelli dei piccoli comuni e delle aree interne, hanno pagato un prezzo ingiustificabile con la perdita di diritti e l’aumento delle diseguaglianze.  In questo ultimo scorcio di legislatura dobbiamo essere realistici: servono alcuni interventi mirati, per dare stabilità alle Province.  Chiediamo a Governo e Parlamento di cancellare la norma assurda che differenzia la durata dei mandati dei Consigli Provinciali e dei Presidenti di Provincia, che tra l’altro ci costringe a ripetere più volte l’anno i turni elettorali. Sul fronte delle risorse, chiariamo da subito che non siamo in grado di sostenere alcun taglio ai nostri bilanci, che già ora sono in condizioni critiche. La presenza e gli interventi dei rappresentanti degli enti locali dei partiti ai lavori di questa Assemblea ci fa ben sperare sulla volontà delle forze parlamentari di sostenerci in questo percorso – ha detto il Presidente Lattuca appena eletto.

“Le nostre comunità, i territori che amministriamo – ha aggiunto – hanno bisogno di sistemi territoriali fortemente integrati, per non lasciare indietro nessuno. Per questo, tra i primi impegni della nuova Presidenza chiederemo al Presidente di ANCI, Gaetano Manfredi, e al Presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, di incontrarci per condividere i nostri punti programmatici e consolidare le associazioni di rappresentanza dei territori”.

CHI È ENZO LATTUCA

Enzo Lattuca è nato a Cesena il 9 febbraio del 1988 ed è padre di due figli. Nel 2012 si laurea in Giurisprudenza all’Università di Bologna, discutendo una tesi in Diritto costituzionale dal titolo “I poteri del Presidente della Repubblica nella formazione, nelle crisi e nell’attività del Governo” e nel 2017 – sempre presso l’Università di Bologna – consegue il titolo di Dottore di ricerca in Diritto costituzionale, discutendo una tesi su “Il diritto parlamentare, studio della prassi della XVII Legislatura della Camera dei Deputati”. È avvocato dal 2020.

Alle elezioni politiche del 2013 viene eletto alla Camera dei Deputati nelle liste del PD e prosegue il suo incarico parlamentare per tutta la XVII Legislatura come componente della I Commissione Affari costituzionali e della Giunta delle elezioni.

Nel 2019 viene eletto per la prima volta Sindaco di Cesena, carica che vince per il secondo mandato nel 2024.

Nel 2021 viene eletto Presidente della Provincia di Forlì-Cesena, carica che gli è stata riconfermata nelle elezioni del 15 marzo 2026.

 

 

 

Riordino territoriale, Zanni: “Dalle Province dell’Emilia-Romagna un segnale importante al legislatore nazionale”

Dopo la tappa modenese della mattina, è proseguito nel pomeriggio di martedì 19 maggio, al Tecnopolo di Reggio Emilia, il percorso di confronto promosso dalla Regione Emilia-Romagna sul riordino territoriale, con il coinvolgimento delle Province, dei Comuni, delle Unioni e dei rappresentanti economici, sociali e istituzionali del territorio.

All’incontro ha preso parte anche il presidente di UPI Emilia-Romagna e presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni, che ha sottolineato il valore del percorso avviato insieme alla Regione, richiamando però la necessità di collocarlo dentro una prospettiva nazionale.

Il commento del Presidente di UPI Emilia-Romagna

“Si riordina ciò che è in disordine – ha dichiarato Zanni – e dopo oltre dieci anni dalla legge 56 del 2014 è evidente che il sistema delle Province sia ancora dentro un quadro incompiuto. Le Province esistono, svolgono funzioni fondamentali per cittadini, imprese e comunità, a partire da quelle medio-piccole e dalle aree interne del Paese, dove vive e lavora una parte fondamentale delle nostre comunità.

Le Province esercitano ancora oggi funzioni importanti che vanno dalle infrastrutture provinciali alle scuole superiori, passando per decine di servizi forniti ai Comuni, funzioni svolte nonostante un assetto istituzionale e risorse inadeguate, una fotografia che richiama quel ‘limbo istituzionale’ che lo stesso Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha indicato come una condizione da superare al più presto”.

Per Zanni, il percorso avviato in Emilia-Romagna rappresenta una scelta importante perché mette attorno allo stesso tavolo istituzioni e territori, con un metodo di confronto ampio, che parte dagli amministratori locali e si allarga all’intera comunità territoriale: sindacati, associazioni datoriali, Ausl e realtà rappresentative del territorio.

“L’obiettivo – ha proseguito – è garantire pari opportunità, pari servizi e pari capacità di rappresentanza ai cittadini che vivono nei diversi territori dell’Emilia-Romagna, a partire dalle aree a più alta complessità, segnate da fragilità sociali, economiche o orografiche, dai Comuni più piccoli e dalle aree interne e montane.

Un sistema istituzionale adeguato, chiaro e codificato, al passo con le sfide globali che dobbiamo saper leggere e affrontare insieme, è un sistema capace di ridisegnarsi per migliorare i servizi a cittadini, comunità, imprese e lavoratori”.

Il presidente di UPI Emilia-Romagna ha evidenziato anche il ruolo che le Province continuano a svolgere come Casa dei Comuni, attraverso funzioni di supporto, coordinamento e servizio agli enti locali.

“Nei fatti le Province – ha aggiunto Zanni – hanno esercitato in questi ultimi anni un protagonismo, verso Comuni e comunità, che va ben oltre le competenze assegnate loro dall’attuale ordinamento nazionale.

Penso, ad esempio, alle Stazioni Uniche Appaltanti, al servizio di avvocatura, all’antisismica, ai servizi informatici, all’ufficio che si occupa delle verifiche sui protocolli di antimafia e legalità, tutti servizi di cui fruiscono i Comuni della nostra provincia.

Allo stesso modo, penso ci sia bisogno di riordinare anche le diverse sedi di confronto tra sindaci che negli anni si sono stratificate su molti ambiti: dai trasporti alla sanità, dall’agenzia per la casa ai rifiuti.

Sono esperienze concrete che dimostrano come l’ente provinciale possa essere uno strumento prezioso per rafforzare i territori e rappresentare la loro voce, soprattutto quando i singoli Comuni non hanno da soli tutte le competenze, la voce e le risorse necessarie”.

Secondo Zanni, il riordino deve servire anche a chiarire i rapporti tra Regione, Province, Comuni, Unioni e agenzie regionali, superando una fase in cui molte relazioni istituzionali sono rimaste affidate più alla buona volontà dei singoli che a un quadro stabile e codificato.

“Non possiamo fondare il funzionamento delle istituzioni solo sulla buona volontà, sulla moral suasion o sulla qualità dei rapporti personali tra amministratori – ha sottolineato –. Serve un sistema che dica con chiarezza chi fa che cosa, con quali strumenti, con quali risorse e con quali responsabilità. Solo così possiamo rendere più efficiente il rapporto tra istituzioni e più forte la capacità dei territori di incidere sulle scelte che li riguardano”.

Il percorso emiliano-romagnolo, per UPI Emilia-Romagna, può dunque rappresentare un contributo utile e avanzato, ma non può sostituire la necessità di una riforma organica a livello statale.

“Il nostro obiettivo non è tornare alle Province pre-riforma in Emilia-Romagna, né costruire un modello diverso di Provincia per ogni Regione del Paese: sarebbe una follia. L’obiettivo è riordinare i rapporti tra Regione Emilia-Romagna e Province emiliano-romagnole, valorizzando ciò che qui è stato costruito negli anni e stimolando il legislatore nazionale a definire al più presto un modello unico e chiaro per tutte le Province italiane, con risorse, funzioni e competenze adeguate, superando il limbo istituzionale degli ultimi dieci anni e restituendo a tutto il Paese un assetto chiaro, omogeneo e stabile”.

 

Congresso UPI: votati i punti programmatici per la fine della legislatura:interventi mirati per consolidare le Province

 

Un quadro normativo certo che valorizzi le funzioni delle Province e un sistema elettorale pienamente rappresentativo di una istituzione costitutiva della Repubblica; risorse adeguate e rispondenti ad assicurare il pieno esercizio delle funzioni e a garantire diritti e servizi alle comunità rappresentate; un’organizzazione amministrativa efficiente con un personale adeguato allo svolgimento dei compiti assegnati.

Sono queste le premesse politiche alla base del documento “Punti programmatici per la fine della legislatura” approvati all’unanimità dall’Assemblea generale UPI, riunita a Roma per eleggere il nuovo Presidente UPI.

I NODI DA RISOLVERE

Il documento, votato dagli oltre duecento delegati, Presidenti e consiglieri delle 88 Province italiane, fissa alcuni punti su cui si impegna la nuova presidenza UPI, partendo dalla consapevolezza che l’approssimarsi della fine del mandato non consente né al Governo né al Parlamento di realizzare una riforma organica della Legge Delrio o del TUEL. Per questo tra i punti programmatici si chiede che, nel tempo rimasto, almeno si facciano alcuni interventi mirati al consolidamento delle Province nel primo provvedimento normativo utile, a partire dal riallineamento delle scadenze dei mandati degli organi, per superare la confusione attuale e dalla reintroduzione della Giunta provinciale, per consentire un funzionale governo collegiale dell’ente.

Quanto alla prossima Legge di Bilancio, l’Assemblea Generale UPI chiede che sia garantita la stabilità finanziaria delle Province e sia valorizzata la capacità di spesa per investimenti per la messa in sicurezza e la manutenzione delle scuole secondarie superiori e della viabilità provinciale.

Tra i punti programmatici, uno è espressamente dedicato alle Province delle Regioni a Statuto speciale, Sicilia e Sardegna che, a seguito delle elezioni, dopo quattordici anni di commissariamento hanno urgenza di essere ricostruite dal punto di vista delle funzioni, del personale e delle risorse finanziarie.

IL DOCUMENTO

Il documento approvato Punti programmatici assemblea generale 2026

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