Categoria: Istituzioni e Riforme

Esplora tutte le news

Seminario Unione delle Province d’Italia e Unione delle Province Lombarde

A che punto è l’attuazione della Legge “Delrio”, che ha riformato le Province e ha dato il via alle Città metropolitane? E quali sono le ripercussioni sul percorso delle riforme dei tagli ai bilanci di questi enti, imposti dalla Legge di stabilità 2015? 

Nel pieno del dibattito in atto in tutto il Paese sulle leggi regionali, che dovrebbero riorganizzare i servizi sui territori e definire a quali Enti assegnarli, l’Unione delle Province d’Italia (Upi), insieme all’Unione Province Lombarde (Upl), organizza una giornata di riflessione sui temi più urgenti all’ordine del giorno, con il seminario “Finanza provinciale e riordino istituzionale: sostenibilità della manovra finanziaria e riequilibrio”.
L’incontro, in programma giovedì 26 febbraio 2015, dalle ore 10 alle ore 17, presso la Sala Consiglio della Città metropolitana di Milano (Via Vivaio 1), in streaming su questo sito, sarà diviso in due sessioni. 
Nella prima, a partire dalle 10.00, si parlerà di “Impatto della manovra 2015 e processo di riordino istituzionale: la ridefinizione dei risultati 2014, il bilancio 2015, le procedure di riequilibrio”. 
Nella seconda, a partire dalle 14,30, si affronterà il tema della “Sostenibilità e tenuta degli equilibri finanziari delle Province: prospettiva annuale 2015 e pluriennale”. 

Interverranno, tra gli altri, Daniele Bosone, Presidente della Provincia di Pavia e Presidente di Upl, Luigi Marattin, Consigliere Economico della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Eugenio Comincini e Pietro Romano, rispettivamente Vicesindaco e Consigliere delegato al bilancio della Città metropolitana di Milano. Le conclusioni saranno di Alessandro Pastacci, Presidente della Provincia di Mantova e dell’Upi.

Scarica il programma (Pdf – 113 Kb)

 

PER SEGUIRE LA DIRETTA:

http://fastreal.fastweb.it/Provincia

Riforma Province Toscana, Filippeschi “Legge regionale dà prospettiva. Resta seria incognita risorse”

“Consideriamo la legge regionale approvata a larghissima maggioranza un passo necessario, un punto di partenza importante. Senza questa scelta di ripartizione delle funzioni, prevista dalla legge Delrio, le nuove province non avevano nessuna possibilità d’immaginare una prospettiva. Ora c’è un percorso segnato, molto impegnativo, che può aiutare a ricollocare utilmente una parte del personale dichiarato in esubero dalla legge di stabilità dando continuità a politiche territoriali indispensabili”. Così il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, presidente della Provincia, commenta l’approvazione avvenuta oggi da parte del Consiglio Regionale della legge che riordina le funzioni esercitate dalle province, dalle città metropolitana e dai comuni. “Restano serie incognite, dovute soprattutto ai tagli subiti dalle province sulle entrate, col taglio di un miliardo per il 2015, che avrebbero garantito una ordinata applicazione della riforma. Per questo motivo anche in Toscana più della metà delle province rischia il dissesto finanziario – sottolinea Filippeschi – sarebbe uno scenario devastante perché sarebbero impedite le funzioni essenziali che rimangono in carico al nuovo ente gestito dai comuni, scuole e viabilità provinciale, e anche i riflessi su trattamento e sulla ricollocazione del personale sarebbero gravemente negativi. Inoltre, lo stato dovrebbe caricarsi di nuovi oneri. Siamo impegnati perché tutto questo non accada, come ci siamo battuti perché la legge regionale desse le maggiori garanzie e i rischi futuri fossero riconosciuti”. “Anche le funzioni trasferite ai comuni hanno bisogno d’essere garantite con la necessaria copertura finanziaria. Dunque c’è ancora molto da fare. Comuni e Regione devono agire di concerto verso il Governo per conquistare un equilibrio gestibile, nell’interesse delle nostre comunità. Saremo ancora a fianco ai lavoratori e alle lavoratrici – conclude Filippeschi – con il nostro difficile impegno, provincia per provincia, nelle mobilitazioni annunciate perché le risorse necessarie siano restituite. Mentre dovremo cogliere fino in fondo la sfida della gestione delle funzioni in modo associato fra i comuni e quella della fusione fra i comuni per dare massa critica adeguata al governo locale”.

LE FUNZIONI. Alla Regione ritornano in carico molte importanti funzioni. Formazione, agricoltura e difesa del suolo sono tra le competenze di cui la Regione tornerà ad occuparsi direttamente. Si occuperà anche di caccia e pesca. Avrà competenze in materia di rifiuti, difesa del suolo, tutela della qualità dell’aria e delle acqua. Si occuperà ancora di inquinamento acustico ed energia, dell’osservatorio sociale e delle autorizzazioni come Aia, Vas, Via e Aia. Il Genio Civile sarà presente nei territori e competente per progettazione, manutenzione e polizia idraulica. Quanto alle strade regionali, progettazione e realizzazione di opere strategiche saranno regionali mentre la manutenzione rimarrà alle Province. E con le funzioni la Regione riassorbirà anche il personale che a queste era dedicato, che magari rimarrà negli uffici territoriali. Ai Comuni andranno in particolare le competenze sul turismo (salvo la raccolta di dati statistici), sullo sport e la tenuta degli albi regionali, oltre agli interventi pubblici di forestazione che erano finora delle Provinc

Riordino funzioni Province Abruzzo, i Presidenti “Pronti a gestire da subito i servizi di area vasta come rifiuti e acqua”

Le Province abruzzesi rompono gli indugi e rilanciano: “Dateci i servizi di area vasta, acqua e rifiuti in primis. Siamo pronti a gestirli con strutture e professionalità collaudate

Non è una provocazione ma uno dei “capi” del Disegno di legge regionale per il riordino delle funzioni provinciali, messo a punto quest’ultimo dall’Upa con un tavolo tecnico e politico che in queste settimane, anche sulla base dei dati e delle valutazioni che emergevano dall’Osservatorio regionale sulle Province, ha lavorato alla costruzione di una proposta “concreta e percorribile” da presentare alla Regione Abruzzo.

Il disegno di legge è stato licenziato questo pomeriggio dai quattro Presidenti che si sono trovati a Teramo proprio per approvare l’ultima stesura. “E’ nostra intenzione condividerlo con il CAL, tavolo regionale delle autonomie locali, perché la nostra proposta entra nel merito del riordino delle funzioni regionali e locali nell’ottica di un miglioramento delle prestazioni ai cittadini – afferma il presidente dell’UPA e della provincia de L’Aquila, Antonio Del Corvo che aggiunge – cercando di superare l’attuale fase di stallo e tenendo conto dei processi aggregativi dei Comuni”.

L’aspetto più significativo della proposta, che sarà illustrata nel dettaglio nel corso di una apposita conferenza stampa, è sicuramente quello che attiene ai servizi di rilevanza economica: il disegno di legge prevede che entro sessanta giorni dalla sua approvazione passino in capo alle Province le funzioni relative alla gestione di acqua e rifiuti.

“Rompiamo gli indugi e rilanciamo – hanno dichiarato i presidenti Renzo DI Sabatino (Teramo) Antonio Di Marco (Pescara); Antonio Del Corvo (L’Aquila) e Mario Pupillo (Chieti) –   gli enti provinciali, con la loro esperienza consolidata nei progetti di area vasta, sono già pronti a gestire funzioni che oggi hanno una governance parcellizzata e che, anche per questo, spesso peccano nel risultato finale. Non c’è dubbio che il territorio-provincia è un ambito ottimale sia per la programmazione che per la gestione di molte prestazioni tanto è vero che la legge incentiva le aggregazioni dei Comuni proprio per ottimizzare qualità ed economicità dei servizi”.

 

Il disegno di legge è dettagliato ed entra nel merito delle questioni sul tappeto definendo, fra le altre cose, tempi e modalità di trasferimento delle funzioni, delle risorse e del personale.

Quel personale che dal 31 marzo, sulla base delle competenze che le leggi regionali attribuiranno alle Province, sarà suddiviso fra quelli che rimangono, quelli che si trasferiscono in altri enti e quelli che dovranno essere dichiarati in sovrannumero.

Documenti allegati:

Il nuovo ordinamento delle Province: gli studi dell’Accademia per l’Autonomia

Nei link collegati si posono consultare i documenti di studio sulle Leggi regionali di attuazione della Legge 56/14, elaborati in occasione dei corsi dell’Accademia per l’Autonomia.

In particolare, è possibile scaricare i testi de

Le proposte di leggi regionali sul riordino delle funzioni delle province in attuazione della legge 56/2014

Da questo link, invece, si accede alle Schede di lettura delle proposte di leggi regionali presentate nel seminario dell’11 febbraio 2015 a Roma dai ricercatori che hanno analizzato comparativamente le proposte di leggi regionali.

Qui si trova un focus su Il riordino delle funzioni delle Città metropolitane nelle proposte di legge regionale attuative della legge Delrio a cura del dott. Pietro Falletta, Ricercatore di Diritto amministrativo presso l’Università degli Studi del Molise.

Di seguito poi la comunicazione del dott. Marco Di Folco,Ricercatore di Istituzioni di diritto pubblico presso l’Università di Roma “Tor Vergata”Il riordino delle province nelle proposte regionali di attuazione della L. n. 56/2014 la comunicazione della dott.ssa Giovanna Perniciaro, Docente di Istituzioni di diritto pubblico presso la Lumsa di Roma Le previsioni in materia di trasferimento di risorse e personale nell’attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56: una disamina dei disegni di legge regionali e la comunicazione del dott. Alessandro Maria Baroni, Dottore di ricerca di Istituzioni di diritto pubblico, L’impatto dei progetti di legge regionale di attuazione della L. n. 56/2014 sull’esercizio associato di funzioni comunali


Potenza Provincia Resiliente 2015 Modello Mondiale dell’ONU per la Resilienza Inclusiva e la Sicurezza Territoriale

Pubblichiamo la lettera inviata dal Presidente della Provincia di Potenza, Nicola Valluzzi, agli Operatori pubblici e privati.

Gentilissimi Operatori Pubblici e Privati, mi pregio sottoporre alla Vs. cortese attenzione l’Avviso per la Sponsorizzazione delle attività di Resilienza delle Comunità ai Rischi di Disastri che la Provincia di Potenza ha pubblicato con scadenza 02 marzo 2015 come contribuito alla realizzazione di alcune importanti iniziative che saranno svolte nei prossimi mesi. Dopo molti anni di lavoro nel campo della Riduzione dei Rischi, dei cambiamenti climatici e della sostenibilità, nel 2013 la Provincia di Potenza ha adottato il suo Piano Territoriale di Coordinamento, che delinea lo sviluppo del territorio provinciale e fornisce supporto agli attori locali (compresi i Comuni e le comunità) per un governo ed uso del territorio sostenibile e resiliente. Innovativa è l’integrazione della “Resilienza” nella pianificazione territoriale/urbana, un concetto di politica del governo locale basato sull’integrazione dei tre principali elementi: la sicurezza del territorio, il contrasto ai cambiamenti climatici e lo sviluppo sostenibile. Per facilitare il processo di implementazione, la Provincia ha creato un modello di rete globale con i suoi 100 Comuni e con le comunità locali per garantire il loro pieno coinvolgimento nel processo di attuazione (http://provpzresilient.wix.com/provpzresilient).
Siamo orgogliosi che, nel gennaio 2015, la Provincia di Potenza con la sua rete dei 100 Comuni e comunità è stata riconosciuta dalle Nazioni Unite come Modello Mondiale per la Resilienza Inclusiva e la Sicurezza Territoriale, nell’ambito della Strategia Internazionale di Riduzione del Rischio di Disastri (UNISDR), collocandosi tra le 15 realtà locali che si sono distinte nel mondo su queste tematiche (http://www.unisdr.org/archive/42079). La Provincia di Potenza ha pertanto delineato una strategia di attività che saranno realizzate nei prossimi mesi: – partecipazione, su invito dell’ONU e come governo locale, ai lavori della 3^ Conferenza Mondiale sulla Riduzione dei Rischi di Disastri che si terrà a Sendai (Giappone) dal 14 al 18 Marzo p.v.
(www.wcdrr.org) ove gli Stati dei Paesi aderenti all’ONU firmeranno il nuovo protocollo di Hyogo (post-
2015) sulla riduzione dei Rischi di Disastri a livello mondiale. In tale sede, tra le altre importanti attività, la
Provincia curerà nello specifico un Workshop ove illustrerà ad una platea mondiale, la realtà locale
rappresentata, il percorso finora svolto e gli obiettivi futuri (http://sendai-forum.info/en/10281/)
(http://provpzresilient.wix.com/provpzresilient#!3wcdrr-sendai-ita/c1o44). – realizzazione di iniziative pubbliche locali, in sinergia con l’ONU e diverse realtà mondiali, finalizzate al maggiore coinvolgimento delle comunità (inclusione) nelle politiche di governo del territorio. Il programma delle attività è illustrato più nel dettaglio nell’Avviso di Sponsorizzazione pubblicato. Pertanto, alla luce della bontà delle azioni realizzate in questi ultimi anni e della relativa credibilità riconosciuteci ufficialmente dalle Nazioni Unite, abbiamo inteso offrire agli operatori pubblici e privati l’opportunità di avere un ritorno di immagine unico, contribuendo attivamente a questo processo di miglioramento. I servizi offerti in una vetrina mondiale importante nel suo genere sono il preludio di una più ampia e stretta cooperazione che intendiamo intraprendere con Voi, per il futuro del nostro territorio. Il tutto anche a testimonianza che i governi locali – e in questo caso una Provincia che sta vivendo momenti difficili di identità nel panorama istituzionale nazionale – possono essere promotori, attori e protagonisti di grandi processi di trasformazione riconosciuti a livello mondiale.
Spero che quanto offerto sia di Vs. interesse e che, grazie anche al Vs. coinvolgimento, si possa restituire fiducia all’Ente ed alle persone che, con forte motivazione, dedizione ed abnegazione, da anni si stanno impegnando per garantire un migliore contributo al territorio ed alle comunità.

In allegato, l’ Avviso di procedura di sponsorizzazione – attività provincia resiliente 2015 della Provincia

Documenti allegati:

Appalti, la ‘nuova’ Provincia di Reggio Emilia al servizio dei Comuni

Il presidente della Provincia di Reggio Emilia ha incontrato questa mattina a Palazzo Allende i rappresentanti delle 7 Unioni comunali. Due i temi all’ordine del giorno:  il progetto di una stazione unica appaltante per tutto il territorio e un ulteriore confronto  sui fabbisogni occupazionali dei Comuni in vista del possibile ricollocamento dei dipendenti della Provincia, che come noto entro il 31 marzo dovrà ridefinire la propria pianta organica riducendo del 50% per cento le risorse per il personale, anche alla luce delle funzioni delegate che saranno confermate o meno da parte della Regione.

Stazione unica appaltante. “Come Provincia, su richiesta dei Comuni e sulla base anche degli obblighi normativi riferiti agli stessi, abbiamo presentato il progetto di una stazione unica appaltante, in carico a Palazzo Allende, che in forma associata potrebbe gestire gli appalti per tutti i Comuni. Da parte delle Unioni, è stato manifestato grande interesse per una proposta in grado di agevolare sensibilmente l’attività dei Comuni e che, entro un paio di settimane, assumerà una sua ufficialità”, spiega il presidente Manghi.

La normativa in materia, a partire dalla Legge 56/2014 di riforma delle Province, prevede che dall’1 gennaio per beni e servizi (e dal prossimo 1 luglio anche per lavori), i Comuni  non capoluogo di provincia possano affidare le funzioni di stazione appaltante – oltre che all’Unioni (se dotate di apposite strutture) o a centrali di committenza come Consip o Intercent-er – anche alle Province, sulla base di un apposito disciplinare che preveda il rimborso dei costi sostenuti dalle stesse per le attività espletate e le risorse umane impiegate.

“La proposta di una stazione unica appaltante della Provincia non solo valorizza la professionalità e l’esperienza acquisita dall’ente in questo campo, ma sopperisce alle esigenze degli enti locali relativamente alle gare d’appalto, pur lasciando ai singoli Comuni le funzioni di gestione contabile, di programmazione e di gestione contrattuale degli appalti”, spiega il presidente Manghi. Operativamente, sarebbe dunque la Provincia ad aggiudicare appalti pubblici o a concludere accordi-quadro di lavori, forniture o servizi svolgendo le funzioni di stazione appaltante –  dalla pubblicazione dei bandi alla gestione della gara, fino all’aggiudicazione – lasciando invece ai Comuni le fasi ante e post appalto.

La Provincia di Reggio Emilia, inoltre, su richiesta dei Comuni potrebbe anche fornire, per singoli o più lavori pubblici e con riferimento ad interventi in cui risultano interessate le competenze e le professionalità della Provincia stessa, un supporto tecnico-amministrativo in relazione alle attività di progettazione, espropri e direzione lavori.

 

Personale della Provincia. Con i rappresentanti delle Unioni è poi proseguito il confronto sui fabbisogni occupazionali dei Comuni, che potrebbero assorbire parte del personale della Provincia. In attesa del dato ufficiale sulle necessità del Comune di Reggio Emilia, si attesta a 70 il numero di dipendenti (non dirigenti) che dalla Provincia potrebbero affluire in uno degli altri 44 Comuni reggiani. “Sono numeri che ci permettono di guardare con cauto ottimismo a una ridefinizione della nostra pianta organica che, così come condiviso con i sindacati, intendiamo predisporre nella maniera migliore a tutela delle professionalità della Provincia, nonostante i drastici tagli che ci vengono richiesti”, commenta il presidente Manghi, sottolineando come comunque si renda necessario anche incrociare le esigenze dei Comuni con quelle della Provincia, “che continuerà in ogni caso ad aver bisogno di certi servizi, penso ad esempio al settore Finanze e agli Affari generali”.

Molto importante sarà poi l’esito del cammino avviato insieme alla Regione, che al prossimo Tavolo di concertazione dovrebbe illustrare una bozza di Legge regionale di riordino delle funzioni: “In base a quelle che la Regione intenderà delegare alle Province, oltre alle 4 già individuate dalla legge di riforma, sarà possibile capire meglio le nostre necessità occupazionali”, conclude il presidente Manghi ricordando la possibilità, già comunicata ai sindacati, di prepensionare 33 dipendenti provinciali (22 quest’anno, 11 nel 2016).

 

Riforma Province: l’Upi incontra il Sottosegretario Delrio

La riforma delle Province e lo stato di attuazione della Legge 56/14: questi i temi dell’incontro svoltosi oggi tra il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Graziano Delrio, e una delegazione dell’Upi composta dal Presidente Alessandro Pastacci, dal Presidente dell’Upi Lombardia Daniele Bosone e dl Direttore Generale Piero Antonelli.

Al Sottosegretario i rappresentanti dell’Upi hanno sottoposto le questioni più urgenti inerenti il processo di riordino degli Enti di area vasta, dalle difficoltà finanziarie al percorso di ricollocamento protetto del personale al monitoraggio su quanto stabilito dalle proposte di legge regionali approvate.

Dipendenti Province: il Presidente Variati, Vicenza, apre confronto con Prefetto ed enti dello Stato

Tredici amministrazioni dello Stato, 14 con il Prefetto Eugenio Soldà organizzatore dell’incontro su richiesta del Presidente dell’Area Vasta Vicenza Achille Variati. L’appello non è caduto nel vuoto e non poteva essere altrimenti, del resto. Sul tavolo, la riduzione di almeno la metà della spesa per il personale delle ex province, che ad oggi conservano solo alcune funzioni proprie come viabilità, edilizia scolastica, ambiente, trasporti extraurbani, alcune forme di supporto ai Comuni. Una norma che significa riduzione anche del numero dei lavoratori, ad aprile del 2014 calcolati in 367 unità.

“Entro il 31 marzo di quest’anno – ha spiegato Variati – dobbiamo approntare l’elenco di coloro non rientreranno nella pianta organica. Detto che a tutti i dipendenti, fino al 31 dicembre 2016, sarà garantito il 100% dello stipendio, è necessario che i criteri siano uniformi per tutti. Non è pensabile che Vicenza faccia in un modo, Treviso in un altro, Verona in un altro ancora, però non vogliamo trovarci impreparati di fronte a questa esigenza. Siamo anche qui per dirvi che se qualcuno di voi individuerà figure necessarie per il proprio fabbisogno lavorativo, noi faremo di tutto per agevolare il passaggio. E vi assicuro che qui lavorano persone esperte, abili nel proprio lavoro, disponibili nonché tutte residenti nel Vicentino”.

Criteri certi, dunque, ed una convinzione: “I lavoratori non sono pacchi. Questa è una convinzione irrinunciabile e il buon rapporto con i Sindacati su una questione così delicata ne fa fede”. Una prima selezione riguarda già 53 dipendenti che usciranno dal mondo del lavoro perché alle soglie della pensione – naturalmente o sfruttando la finestra pre-Fornero- e 39 agenti di Polizia Provinciale e 59 impiegati dei Centri per l’Impiego che da recente circolare ministeriale non sono più compresi nell’organico delle nuove Aree Vaste. Ci sono poi coloro che operano in settori, come il turismo, la cultura e l’assistenza sociale, delegati dalla Regione Veneto e situazioni proprie dell’ente vicentino, come l’azienda agricola “La Decima”. L’Istituto di Genetica e Sperimentazione Agraria “Strampelli”, Villa Cordellina Lombardi a Montecchio Maggiore. Insomma, magari non sarà un esodo ma quello che si sta verificando – sono 20mila i dipendenti provinciali italiani – è sicuramente la prima, grande mobilità nella Pubblica Amministrazione. In attesa di capire se e quanti saranno i dipendenti in procinto di trasferirsi nelle amministrazioni comunali o ad altri enti (ad esempio il Tribunale di Vicenza. Per tutti è comunque operativo un link nella intranet della Provincia dove vengono inseriti bandi e richieste) il presidente Variati ed il Prefetto Soldà hanno concluso invitando i vari rappresentanti a svolgere una prima ricognizione territoriale per capire e segnalare eventuali necessità di personale.

Riorganizzazione delle Poste, Mottinelli, Presidente Provincia Brescia, incontra l’On. Borghi

Dopo la lettera inviata ai Direttori delle due Filiali bresciane di Poste Italiane per chiedere un incontro con loroil Presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli, nonché componente della Giunta Nazionale UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) ha incontrato a Roma l’On. Enrico Borghiper affrontare anche con lui la questione della chiusura degli uffici postali e valutare quanto sia opportuno fare nel rispettivo ambito di competenza.

 

Provincia e Associazione Comuni Bresciani – ha dichiarato il Presidente Mottinelli –  hanno convocato un incontro ristretto per il 25 febbraio con i Comuni interessati dalla  chiusura e dalla razionalizzazione degli uffici postali e con i Presidenti delle Comunità Montane. Sono molto preoccupato per i Comuni delle Valli, dove, in caso di soppressione degli uffici, a pagarne le conseguenze sarebbero senz’altro utenti già disagiati per le criticità che presentano i territori montani nei quali vivono. Sarà inoltre mia premura chiedere anche a Roberto Maroni, Presidente della Regione Lombardia, di attivarsi perché siano garantiti i servizi postali alla nostra comunità».

 

Con una lettera inviata all’amministratore delegato di Poste Italiane spa, Francesco Caio, e al presidente dell’Authority per le comunicazioni, Angelo Cardani, il sottosegretario allo Sviluppo Economico Antonello Giacomelli ha chiesto un incontro “entro la prossima settimana” dopo avere raccolto “molte preoccupazioni e sollecitazioni di intervento” arrivate da amministrazioni comunali, Anci regionali e Regioni a proposito del piano di rimodulazione degli uffici postali avviato da Poste Italiane.

 

«E’ giusto – ha concluso il Presidente Mottinelli – che ogni Istituzione intervenga nei modi che gli competono. La Provincia, quale Casa dei Comuni, ha il dovere di raccogliere le preoccupazioni che arrivano dal territorio e farsi portavoce dei problemi riscontrati, con l’obiettivo di trovare la soluzione migliore».

 

Legge Delrio: Anci e Upi, proposte di legge regionali non ne colgono spirito

‘’Le leggi regionali di riordino delle funzioni delle Province verso i Comuni e le Citta’ metropolitane non colgono, allo stato attuale, lo spirito della legge Delrio: le prospettive di riordino e di semplificazione amministrativa che la riforma propone sono state in gran parte disattese dalle Regioni’’.  Lo affermano il segretario generale dell’ANCI ed il direttore generale dell’UPI, Veronica Nicotra e Piero Antonelli, nel loro intervento al seminario sul tema  che si e’ svolto questa mattina nella sede dell’ANCI a Roma, nell’ambito delle iniziative formative dell’Accademia per l’Autonomia.

‘’Dal confronto fra le 13 proposte di legge presentate dalle Regioni – sottolineano Nicotra e Antonelli – emergono diverse criticita’, prima fra tutte una spinta a riaccentrare funzioni amministrative senza dare seguito al riordino. Una scelta – aggiungono – che e’ del tutto contraria alla direzione tratteggiata dalla legge Delrio, che riforma la pubblica amministrazione locale ponendo in primo piano il ruolo dei Comuni. Anche rispetto alle Citta’ metropolitane, le Regioni non hanno colto l’importanza della nascita del nuovo ente, non assegnando funzioni aggiuntive tipiche di un’Istituzione vocata allo sviluppo economico integrato del territorio. Auspichiamo – concludono Nicotra e Antonelli – che nella discussione nei Consigli regionali, che entro il 31 marzo portera’ all’approvazione dei Disegni di legge, si possano introdurre modifiche anche attraverso il confronto e il dialogo con ANCI e UPI regionali. Se vogliamo raggiungere gli obiettivi della legge 56/14, dalla semplificazione dei processi al miglioramento dell’efficienza dei servizi ai cittadini, bisogna dar seguito al riordino delle funzioni, rafforzando le Citta’ metropolitane, spostando sui Comuni tutte le funzioni di prossimita’ e valorizzando il livello di area vasta con funzioni tipiche del governo del territorio’’.

Insediato a Bruxelles il Comitato delle Regioni

Insediato oggi a Bruxelles il Comitato Europeo delle Regioni 2015 – 2020, l’assemblea dei rappresentanti locali e regionali dell’Unione Europea prevista dal Trattato di Maastricht con il compito di rilasciare pareri al Parlamento e al Consiglio d’Europa sui temi di competenza delle autonomie locali.

A rappresentare le province italiane, la delegazione Upi guidata dal Presidente dell’associazione, Alessandro Pastacci, insieme al Presidente della Provincia di Novara, Matteo Besozzi, e al Presidente della Provincia di Avellino Domenico Gambacorta.

“Porteremo la riforma delle Province in Europa – dichiara Pastacci – per accendere un faro sulle emergenze in atto nel nostro Paese, a partire dalle pesanti difficoltà degli enti di area vasta per garantire i servizi essenziali ai cittadini, dopo che il Governo ha sottratto 1 miliardo di euro alle risorse a diposizione. Il Comitato Europeo delle Regioni, infatti, in quanto organismo di partecipazione attiva delle autonomie locali per la definizione e attuazione delle politiche comunitarie, è uno dei luoghi istituzionali di maggiore importanza per ribadire la necessità di tutelare e valorizzare gli enti di area vasta quali istituzioni chiave per favorire uno sviluppo sostenibile in tutto il Paese. La presenza della delegazione Upi, che dimostra il riconoscimento dell’Europa  nei confronti delle Province italiane – conclude Pastacci – sarà quindi costruttiva e propositiva, per sollecitare l’Unione Europea a porre sempre più al centro dei programmi comunitari, il ruolo delle Province e delle autonomie locali”.

 

Il riordino delle funzioni delle Province e delle Città Metropolitane: riflessioni a partire dalle proposte di legge delle Regioni

Si terrà domani, 11 febbraio, a Roma, presso la Sala Conferenze ANCI – Via dei Prefetti 46 – il corso  “Il riordino delle funzioni delle Province e delle Città metropolitane: riflessioni a partire dalle Regioni”. L’iniziativa formativa, la cui partecipazione è completamente gratuita, si tiene nell’ambito delle attività dell’ Accademia per l’Autonomia.
 
Il corso, presieduto dal Segretario Generale dell’ANCI, Veronica Nicotra, e dal Direttore Generale dell’Upi, Piero Antonelli, sarà tenuto da docenti di Diritto pubblico e Diritto amministrativo, che hanno analizzato comparativamente le diverse proposte regionali di riordino delle Province.
Un’ occasione preziosa, dunque,  per riflettere sul percorso di individuazione e riordino delle funzioni provinciali nella prospettiva della valorizzazione e del rafforzamento di tutte le autonomie locali: Comuni, singoli e associati, Province e Città metropolitane.

Per i dettagli, consultate il programma allegato.

Tutto il programma delle iniziative del Piano di formazione territoriale per Amministratori locali, Segretari Comunali e Provinciali, Dirigentiu e responsabili degli Enti locali è disponibile sul sito www.accademiautonomia.it

Documenti allegati:

Cerca