Categoria: Istituzioni e Riforme

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La Provincia di Potenza lancia il progetto “Accogliere i rifugiati per costruire un mondo migliore”

“Accogliere i rifugiati per costruire un mondo migliore” è questo il titolo dell’incontro che il Presidente della Provincia di Potenza, Nicola Valluzzi, componente del direttivo Nazionale Upi,  ha promosso tra i massimi rappresentanti delle comunità religiose locali, per favorire il dialogo interreligioso e sviluppare una riflessione che permetta di far conoscere le posizioni moderate ed aperte al dialogo che appartengono alla maggioranza di fedeli delle più diffuse religioni.

L’incontro, che si terrà oggi, prevede tra gli altri gli interventi dell’Imam Abd al Sabur Turrini -Direttore generale della Comunità religiosa Islamica Italiana, dei rappresentanti dell’associazione Coreis, una delle più importanti organizzazioni islamiche italiane promotrice di “Not in  my name”, di Padre Adrian Roman guida spirituale della comunità ortodossa rumena di Potenza, di Don Franco Corbo, responsabile Commissione Diocesana per l’ecumenismo ed il dialogo tra le religioni.

Emanuele Ramella Pralungo presidente della nuova Consulta Aree Vaste dell’ANCI Piemonte. Eletto all’unanimità anche il suo vice Alberto Avetta

Diventa effettiva la fusione tra ANCI Piemonte e Unione Province Piemontesi dopo l’accordo per la creazione della rappresentanza istituzionale unitaria tra i Comuni, le Province e la Città Metropolitana. 

L’intesa era stata sottoscritta il 30 ottobre da Andrea Ballarè, presidente ANCI Piemonte, e Emanuele Ramella Pralungo, vice presidente dell’UPP.

Nei giorni scorsi si è insediata la nuova Consulta delle Aree Vaste di ANCI Piemonte, che ha sostituito il Consiglio Direttivo dell’UPP, per procedere alla nomina del presidente e del suo vice. Alla massima carica è stato eletto Emanuele Ramella Pralungo, sindaco di Occhieppo Superiore e presidente della Provincia di Biella. Con lui opererà, come vice presidente, Alberto Avetta, primo cittadino di Cossano Canavese e vicesindaco della Città Metropolitana di Torino. Le nomine sono avvenute all’unanimità.

Si è così ricomposto all’interno dell’ANCI Piemonte un complesso sistema di rappresentanza che, a seguito della recente riforma delle autonomie locali, aveva bisogno di essere adeguato alle nuove sfide dell’amministrazione dei territori. 

Durante la seduta, i presidenti e consiglieri delle Province piemontesi hanno sottolineato con favore l’adesione della Città metropolitana di Torino al nuovo organismo, che rafforza l’azione di cooperazione delle aree vaste nei confronti della Regione e delle istituzioni nazionali.

“L’azione unitaria degli enti locali – indica Emanuele Ramella Pralungo – è la migliore risposta possibile alla necessità di garantire servizi adeguati e di qualità a tutto il territorio piemontese, in una fase purtroppo ancora caratterizzata dalla contrazione delle risorse pubbliche e degli investimenti”.

“ANCI e UPP mettono insieme – sottolinea Andrea Ballarè, a capo dell’Associazione dei Comuni piemontesi  – le loro competenze per immaginare e accompagnare il percorso di governo delle aree vaste indicate dalla legge regionale (tre ambiti territoriali ottimali più la Città metropolitana di Torino), in modo da giungere a un’effettiva integrazione dei Comuni e delle Province nelle nuove realtà delineate. Vogliamo essere protagonisti dell’azione di crescita e competitività del Piemonte, processo che passerà anche attraverso le economie di scala e dimensioni territoriali più ampie”.

La Consulta si è riunita nella sede dell’ANCI, presente il vicepresidente vicario Mauro Barisone. In apertura dei lavori è stato  osservato un minuto di silenzio in memoria di Mario Antonio Riu, sindaco di Caramagna recentemente scomparso.

 

Province, Variati “Servono risorse per assicurare i servizi. Mancano almeno 500 milioni”

“Nonostante l’intenzione dichiarata dal Governo di volere assicurare ai nuovi enti di area vasta le risorse necessarie per garantire i servizi essenziali, la legge di Stabilità 2016 non interviene a sanare l’insostenibilità del taglio sul prossimo anno previsto dalla legge di Stabilità 2015: per assicurare l’esercizio delle funzioni fondamentali mancano ancora almeno 500 milioni e il contributo di 150 milioni previsto per il 2016 non è assolutamente sufficiente a coprire il fabbisogno effettivo di risorse”. Lo ha ribadito il Presidente dell’Upi, Achille Variati, intervenendo al seminario organizzato dalla Fondazione Italiadecide su: “Ricostruire un equilibrio per il governo locale”. Variati ha spiegato che con la legge Delrio si passa “da due livelli di governo separati e spesso conflittuali” a Comuni “che ampliano la propria capacità amministrativa e le proprie funzioni: è questa l’area vasta. Non più dunque un ente, la vecchia Provincia, che si pone in mezzo tra Regioni e Comuni, ma i Comuni che ampliano la loro capacità amministrativa e le loro funzioni. E’ questa la nuova Area Vasta:  il luogo in cui i Sindaci di un territorio, superando ogni limite di appartenenza politica, lavorano insieme per il bene del territorio.
Sulla riforma delle Province, ha detto Variati “Non è tempo di fermarsi, e di questo noi Sindaci che la stiamo sperimentando sui territori,  siamo pienamente consapevoli. Pur nelle difficoltà, pur se sappiamo per certo che ci troveremo di fronte ad un nuovo anno complesso denso di criticità, non intendiamo retrocedere”.

In allegato, il testo dell’intervento del Presidente

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Centri per l’Impiego, Vercellotti (Upi). “Se non si finanziano dal 1°gennaio non potremo garantire i servizi

“Se non avremo sicurezze economiche sulla copertura dei costi dei Centri per l’impiego, dal 1° gennaio 2016, non avendo più la competenza su questi servizi, non potremo di garantirne l’operatività”.  Lo ha detto il Vice presidente dell’Upi,  Carlo Riva Vercellotti, intervenendo ad una riunione dell’Osservatorio sull’attuazione della legge Delrio dedicata a questo tema. “I centri per l’impiego – ha ricordato Vercellotti – non sono più competenza delle Province dal primo gennaio scorso. Per quest’anno abbiamo continuato responsabilmente ad assicurare i servizi, ma dal prossimo anno non possiamo sottrarre le poche risorse a disposizione per la manutenzione e la sicurezza di strade, scuole e ambiente, che sono le nostre funzioni, per coprire i costi di un servizio che non è più nostro e non ci spetta. L’esercizio di questa funzione non può più pesare sui nostri bilanci, già critici”.

“Siamo quasi alla fine dell’anno – ha aggiunto il Vice Presidente dell’Upi –  e ancora non sappiamo come sono stati ripartiti tra le Province i 140 milioni stanziati dal Governo e i 70 milioni stanziati dalle Regioni per coprire le sole spese di personale per il 2015. Continuiamo ad operare con interventi tampone su un settore, quello del sostegno all’occupazione, che dovrebbe essere invece considerato strategico per il Paese. Chiediamo al Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, di aprire un tavolo con le Province e le Regioni per trovare insieme le soluzioni necessarie e urgenti per garantire che il passaggio di queste funzioni avvenga continuando ad assicurare la piena operatività di servizi che sono essenziali.

 

I numeri dei Centri per l’impiego in Italia: 550 Centri in tutto il Paese, in cui lavorano di 6.200 persone  a tempo indeterminato e circa 300 a tempo determinato per un costo di 230 milioni di euro, di cui 210 milioni per tempi indeterminati e 20 milioni per tempi determinati e flessibili. Le spese di funzionamento ammontano invece a circa 300 milioni (dati SOSE 2013).

 

L’intervento del Presidente delle Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli sul quotidiano “Il Giornale di Brescia”

La Provincia di Brescia come “modello per la gestione associata dei servizi di area vasta: stazione unica appaltante, predisposizione di documenti di gara, monitoraggio di contratti di servizio, organizzazione di concorsi e procedure selettive, agenda digitale, politiche europee, assistenza amministrativa che consenta di fare squadra, di raggiungere, insieme, importanti obiettivi”. Così il Presidente Mottinelli traccia oggi, sul Giornale di Brescia, il profilo della nuova Provincia nata dalla riforma Delrio. Sottolineando, però, la grave emergenza dei bilanci in rosso “I mancati trasferimenti – spiega – penalizzano il territorio. Strade, edifici scolastici trasporti e ambiente, sono quattro capitoli che chiedono risorse.  E’ chiaro  – sottolinea riferendosi ai nuovi tagli imposti dalla manovra finanziaria 2016 all’esame del Parlamento – che senza un intervento del Governo, la manovra sui bilanci delle Province per il prossimo biennio risulta insostenibile”.

In allegato, l’intervento pubblicato sul quotidiano.

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ANCI e UPI Piemonte diventano un’unica Associazione. Prima Regione a dare il via al processo di integrazione

Siglato tra il Sindaco di Novara Andrea Ballarè, Presidente Anci Piemonte  e Emanuele Ramella Pralungo, Presidente della Provincia di Biella e Vice Presidente Vicario di Upi Piemonte, l’accordo per giungere alla fusione tra ANCI Piemonte e Unione Province Piemontesi.

La sottoscrizione è avvenuta nel corso dei lavori dell’Assemblea nazionale dell’ANCI a Torino.

Secondo quanto riporta la nota pubblicata sul sito di Anci Piemonte, il Consiglio direttivo piemontese dell’Associazione dei Comuni è stato convocato appositamente e, dopo aver approvato all’unanimità l’accordo, ha autorizzato il presidente Ballarè a sottoscriverlo contestualmente con il vice presidente vicario dell’Unione Province Piemontesi (UPP) Emanuele Ramella Pralungo.

“Siamo tra le prime Regione d’Italia a dare il via al processo di integrazione” – ha sottolineato nella nota  con soddisfazione Ballarè, ricordando che la fusione viene attuata nell’ottica della semplificazione dettata dalle riforme istituzionali e in linea con il protocollo siglato nel 2014 tra ANCI nazionale e Unione Province Italiane. Pochi giorni, fa, poi, l’approvazione in Consiglio Regionale della legge di riordino delle funzioni amministrative conferite alle Province in applicazione della Legge Del Rio. 

“ANCI e UPP – prosgeue il testo – sono i soggetti che conoscono meglio le realtà territoriali: costituendo un unico organismo saremo ancora più forti e credibili nel parlare a Regione e Governo” ha rimarcato Ballarè. Per Emanuele Ramella Pralungo “la casa dell’ANCI è il giusto approdo al quale le Province devono arrivare. Noi compiamo questo atto con la dignità che ci viene riconosciuta, conoscendo l’importanza di costruire tutti insieme il sistema piemontese”.

La nota specifica che fino al 1° gennaio 2016 l’Unione Province Piemontesi manterrà la propria autonoma soggettività giuridica. Il processo di integrazione si compirà nell’arco di un anno, con trasferimento di personale e risorse all’ANCI, fino alla “proposta di scioglimento dell’UPP – come indica l’accordo – nei termini di legge e di statuto”.

Inoltre chiarisce che da subito il presidente dell’UPP assumerà la carica di vice presidente dell’ANCI, nei cui organi direttivi (Comitato e Consiglio Direttivo) l’Unione Province Piemontesi sarà rappresentata. Il Consiglio Direttivo di quest’ultima aggiungerà la denominazione di “Consulta per le Aree Vaste dell’ANCI Piemonte”.

(Foto tratta dal sito www.anci.piemonte.it)

Siglato in Regione Lazio accordo per passaggio personale Province

L’Osservatorio regionale per l’attuazione della legge 56 del 2014 ha firmato l’accordo che permetterà al personale sovrannumero delle Province di transitare in Regione Lazio.

La firma è arrivata dopo una riunione durata 6 ore cui hanno preso parte i rappresentanti sindacali, il presidente della Provincia di Frosinone, Antonio Pompeo, presidente della Provincia di Latina, Eleonora Della Penna, il presidente della Provincia Rieti, Giuseppe Rinaldi, il presidente della Provincia Viterbo, Mauro Mazzola, il vicepresidente dell’Area Metropolitana di Roma Capitale, Alessandro Mauro, e l’assessore Regionale al Lavoro, Lucia Valente.

“Abbiamo raggiunto un accordo importante che fa segnare un ulteriore passo in aventi nel percorso di riallocazione dei 560 dipendenti delle Province del Lazio, di cui 103 reatini – commenta il presidente della Provincia di Rieti, Giuseppe Rinaldi – con grande senso di responsabilità da parte di tutte le componenti dell’Osservatorio si è evitato che i lavoratori in soprannumero andassero a confluire nella piattaforma nazionale nonostante l’assenza della legge regionale sulla riallocazione delle funzioni. Questo accordo garantirà ai lavoratori di essere riassorbiti dalla Regione Lazio grazie all’impegno del presidente Zingaretti che attraverso l’assessore Valente ha garantito la copertura economica. Adesso è necessario che anche il Consiglio regionale faccia la sua parte e decida in merito alle riallocazioni delle funzioni in modo che i dipendenti sappiano con chiarezza quale e dove sia il loro posto di lavoro”.     

Assemblea Anci, Filippeschi “Le Province diventino hub dei servizi al territorio”

“La riforma delle Province apre ad una straordinaria opportunita’ di semplificazione: i nuovi enti di area vasta, che sono Case dei Comuni, possono diventare gli hub dei servizi sul territorio” . Lo ha detto il Presidente e Sindaco di Pisa Marco Filippeschi, Vice Presidente Upi, nel suo intervento all’Assemblea Anci a Torino.

“La Legge Delrio non e’ un punto di arrivo, ma un punto di partenza – ha detto Filippeschi – per questo va attuata fino in fondo, avviando un’opera di innovazione e di disboscamento delle miriadi di enti sul territorio. Se utilizziamo l’area vasta come hub di servizi,  per le stazioni appaltanti, per costruire uffici unici centralizzati per tutti i comuni, per valorizzare al massimo la funzione di assistenza ai Sindaci che la Legge Delrio assegna alle nuove Province, non solo semplificheremo il sistema, ma ridurremo in maniera virtuosa la spesa pubblica, senza intaccare i servizi essenziali ai cittadini. Le nuove aree vaste  poi possono avere un ruolo chiave soprattutto se l’autiriforma dei Comuni passera’ per fusioni e non solo dei comuni piu’ piccoli, con un nuovo modello di governance. Ma bisogna chiarire che  tutte queste potenzialita’- ha concluso Filippeschi – verranno meno se non si interverra’ sulla Legge di Stabilita’ cancellando il taglio di 500 milioni sulle Province, che, se non corretto, mandera’ in dissesto tutti gli enti”.

“I piani di riassetto organizzativo per costruire il nuovo ente” Di Nicola Valluzzi, Presidente della Provincia di Potenza

In allegato, l’intervento del Presidente della Provincia di Potenza, Nicola Valluzzi, al Seminario Upi “Le nuove Province: prospettive, ruolo e contributo degli Enti di Area Vasta per lo sviluppo del Paese” che si è svolto a Roma il 13 e 14 ottobre scorso

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Pier Luigi Mottinelli, Presidente della Provincia di Brescia, “Nuove possibili forme di finanziamento: le opportunità Ue”

Pubblichiamo il testo dlel’intervento del Preisdente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli, al Seminario UPI “Le nuove Province: prospettive, ruolo e contributo degli Enti di Area Vasta per lo sviluppo del Paese”  che si è tenuto a Roma il 13 e 14 ottobre 2015.

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“Il Mezzogiorno e le politiche di sviluppo” Antonio Gabellone, Presidente Provincia Lecce

Pubblichiamo il testo dell’intervento del Preisdente della Provincia di Lecce, Antonio Gabelloneal Seminario UPI “Le nuove Province: prospettive, ruolo e contributo degli Enti di Area Vasta per lo sviluppo del Paese”  che si è tenuto a Roma il 13 e 14 ottobre 2015.

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L’attuazione della riforma sui territori: superare i ritardi per cogliere la sfida. il caso dell’Emilia Romagna, di Tiziano Tagliani, Presidente Provincia di Ferrara

Pubblichiamo il testo dell’intervento del Presidente della Provincia di Ferrara, Tiziano Tagliani al Seminario UPI “Le nuove Province: prospettive, ruolo e contributo degli Enti di Area Vasta per lo sviluppo del Paese”  che si è tenuto a Roma il 13 e 14 ottobre 2015.

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