Categoria: Istituzioni e Riforme

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IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI FIRENZE SU L’UNITA’ DI OGGI

“Mentre le Province venivano depredate di ogni risorsa necessaria al funzionamento dei servizi, nelle Regioni c’era anche chi poteva permettersi le ostriche”. Questo il commento amaro che il Presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci, ha rilasciato in un fondo pubblicato sul quotidiano L’Unità di Oggi.
In allegato, l’articolo, nel quale il Presidente Barducci sottolinea che “mentre per i gruppi consiliari di qualche Regione gli stanziamenti milionari aumentavno in modo esponenziale, la scure dei tagli si abbatteva pesantemente sui bilanci degli enti provinciali. E pazienza se mancano i soldi per mettere in sicurezza le scuole”.

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Riforme istituzionali: con Province accorpate ridurre Regioni

“Abbiamo sempre detto che il riordino delle Province dovesse essere considerato solo il primo passo di un percorso generale di riforma delle istituzioni locali. E’ evidente che ora che le Province stanno avviando il percorso di riorganizzazione che le porterà a ridursi quasi della metà nel numero, bisognerà cominciare a lavorare ad una conseguente riduzione del numero delle Regioni”.

E’ il commento del Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, alle dichiarazioni del Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, che dal quotidiano Il Mattino lancia la proposta di riorganizzazione delle Regioni.

“Non posso che essere d’accordo con il Presidente Caldoro – prosegue Castiglione –  anche perché al termine della riforma delle Province, con la nascita delle nuove grandi aree vaste, saranno diverse le Regioni con dimensione territoriale e demografica inferiore alle Province stesse.

Quando abbiamo presentato al Governo e al Parlamento la nostra proposta di riforma – sottolinea il Presidente dell’Upi –  avevamo chiarito che, per avere efficacia, la riduzione delle Province doveva essere considerata solo il primo passo.

Ma non si tratta solo di rivedere confini geografici, perché il tema vero è l’urgenza di riportare le Regioni a svolgere i compiti che sono loro assegnati dalla Costituzione –  le funzioni legislative, di coordinamento e programmazione – riportando le funzioni amministrative in capo a Comuni e Province.

Le Regioni invece negli anni sono diventati dei carrozzoni in cui si fa di tutto, direttamente o attraverso la miriade di società che sono state istituite per gestire competenze amministrative tipiche degli enti locali.

Per questo – conclude Castiglione – mi auguro che adesso si possa riprendere quel cammino di autoriforma che lo scorso anno era stato annunciato dalle Regioni, e che invece è stato portato fino in fondo solo dalle Province”.

 

Roma, 24 settembre 2012

Riordino Province: la posizione della Presidenza UPI

“Il processo di riordino delle Province è ormai avviato. L’Upi nazionale e le Upi regionali sono impegnate affinché si concluda nei tempi definiti dalla legge nel pieno rispetto delle procedure e dei termini indicati. Le nuove province che nasceranno da questo riordino, con funzioni chiare e definite, potranno rispondere a pieno al ruolo di istituzioni di governo di area vasta”.

Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, al termine della riunione dell’Ufficio di presidenza dell’Upi cui hanno preso parte anche i Presidenti delle Upi regionali, convocata per monitorare lo stato del dibattito sui territori in merito al riordino delle Province.

“Da questo incontro è emerso che, dovendo gestire un processo molto complesso che impatta direttamente sulle vite delle comunità e che si pone l’obiettivo di migliorare e  modernizzare il sistema di governo locale, le Upi regionali stanno lavorando in accordo con i Comuni e le Regioni per definire l’assetto delle nuove Province e presentare proposte fortemente condivise dai territori.

 Il percorso necessariamente procede seguendo quanto disposto dalla legge 135/2012, sia per quanto attiene alla tempistica, sia per i parametri indicati. In alcune Regioni lo stato del dibattito è molto avanzato, in altre, anche per le problematiche legate alla istituzione delle Città metropolitane, i nodi da affrontare sono diversi.

Certo è – sottolinea il Presidente Castiglione – che i tagli ai bilanci imposti dalla spending review inseriscono gravi criticità nel percorso di riforma , perché, come la stessa Corte dei Conti ha denunciato, il default degli enti è ormai certo.

E gestire gli accorpamenti delle Province con i bilanci in dissesto è quasi impossibile”.

Nel pomeriggio, una delegazione della Presidenza dell’Upi composta dal Vice Presidente Vicario Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino, dal Vice Presidente Massimo Ferrarese, Presidente della Provincia di Brindisi, dal Presidente del Consiglio Direttivo, Fabio Melilli, Presidente della Provincia di Rieti e dal Presidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza, incontrerà a Palazzo Vidoni il Ministro della Pubblica Amministrazione e della Semplificazione Filippo Patroni Griffi, per riportare al Governo lo stato di attuazione del processo di riordino nei territori.

Intanto il Ministero della Pubblica Amministrazione ha diffuso oggi il volume Province Istruzioni per l’uso, scaricabile al link

http://www.funzionepubblica.gov.it/media/1001068/le_province_istruzioni_per_luso.pdf

Le Province, istruzioni per l’uso

Il volume è scaricabile da questo link http://www.funzionepubblica.gov.it/media/1001068/le_province_istruzioni_per_luso.pdf

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Riforma delle Province: il 13 settembre riunione in Upi

Riunione congiunta dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi insieme ai Presidenti delle Upi regionali il 13 settembre prossimo, a Roma, a partire dalle ore 11,00. Un incontro fissato per fare un primo punto sullo stato di avvio del confronto sui territori sulla riorganizzazione delle Province stabilita con la legge 135/2012 varata il 7 agosto scorso.

“In tutte le Regioni – sottolinea il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione – si è entrati nella fase operativa e, laddove questi organismi sono operativi, sono stati calendarizzati i lavori dei Consigli delle Autonomie Locali.

Da qui alle prossime settimane saranno già pronte le prime proposte, in linea con i tempi indicati dalla legge. Nella riunione di giovedì prossimo vogliamo tracciare un primo quadro generale dello stato di avanzamento delle ipotesi operative sui territori, per verificare quali siano le principali criticità e trovare le possibili soluzioni.

Il riordino delle Province e l’istituzione delle Città metropolitane avviate con gli articoli 17 e 18 della spending review – sottolinea poi Castiglione – rappresentano una occasione importante per avviare, a partire dalle Province, una riforma della pubblica amministrazione locale.  E’ evidente che, perché questo processo determini i risultati sperati e non si traduca in una contesa tra campanili, è necessario assicurare il massimo coinvolgimento delle comunità e la massima collaborazione tra tutte le istituzioni, Regioni Province e Comuni. La legge varata apre spazi importanti affinché il riordino avvenga con il concorso di tutti”.

Per aggiornare il Governo sullo stato di avanzamento delle ipotesi di riordino delle Province, il Presidente Castiglione ha chiesto al Ministro Patroni Griffi un incontro, da tenersi presumibilmente nel pomeriggio del 13 settembre stesso, al termine dei lavori dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi .

Riforma province e nuovi parametri: l’Upi scrive al Presidente dell’Istat Giovannini

Inizia la fase di definizione delle nuove Province, avviata con le norme di riordino contenute nella Legge 135/2012, la spending review. Fondamentali in questo percorso saranno i dati dell’ultimo censimento, che, secondo la legge, dovranno essere i dati Istat relativi all’ultimo censimento ufficiale, comunque disponibili alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto stesso. Saranno quelli infatti i dati di riferimento rispetto ai quali ci si dovra’ confrontare per individuare con certezza le aree vaste con più’ di 350 mila abitanti e oltre 2.500 chilometri quadrati. Per questo il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione ha inviato una lettera al Presidente dell’Istat, Luigi Giovannini, affinché l’Istituto possa  “offrire la disponibilità a fornire il supporto necessario alle Province, alle loro Unioni regionali e ai Consigli regionali delle autonomie locali sui dati certificati comunque disponibili nell’ambito delle statistiche ufficiali, nel caso in cui ci sia una richiesta in tal senso”.

“Con le norme di riordino delle Province – scrive Castiglione a Giovannini – si e’ avviata una profonda riforma delle istituzioni provinciali con l’individuazione delle funzioni fondamentali di area vasta e l’avvio di un percorso di revisione delle circoscrizioni territoriali di area vasta che porterà alla riduzione del numero delle Province, all’istituzione delle città metropolitane e ad un complessivo riordino delle amministrazioni pubbliche nel territorio.

Tutte le Province italiane in questi giorni sono impegnate nei territori per arrivare, entro il prossimo 2 ottobre, alla condivisione di ipotesi di riordino delle circoscrizioni provinciali, nell’ambito dei Consigli regionali delle autonomie locali,  che tengano conto dei criteri stabiliti dal governo e, allo stesso tempo, siano effettivamente sostenibili nei territori.

Ma in alcuni casi, come per esempio quello di Arezzo, la provincia non rientrerebbe nei criteri previsti dal Governo in base ai dati provvisori del censimento sulla popolazione 2011, mentre dai dati anagrafici risulterebbe che i residenti della provincia supererebbero la soglia di 350.000 abitanti” .

Da qui la richiesta all’Istat a fornire il supporto necessario alle Province: a questo scopo l’Upi garantirà la piena disponibilità del CUSPI e degli Uffici di statistica delle Province ad affiancare e sostenere l’Istat in questo impegno.

WORLD URBAN FORUM: LA RIFORMA DELLE PROVINCE E LE CITTA’ METROPOLITANE

“I bilanci delle Province non reggeranno i tagli: da qui al 2013 tutti gli enti rischiano il dissesto. Il Governo deve comprendere che questa e’ una emergenza su cui si deve intervenire subito”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione intervenendo al World Urban Forum in corso a Napoli. “Abbiamo iniziato un monitoraggio tra le Province, per capire cosa sta accadendo con la riapertura delle scuole. Dalle prime verifiche e’ evidente la grande difficolta che gli Enti stanno attraversando per assicurare i servizi scolastici, tanto che molti si sono visti costretti a chiudere le scuole nel pomeriggio, per abbattere i costi di manutenzione. Ma cosi a pagare i disagi sono i cittadini, le famiglie, gli studenti”. Il Presidente ha poi ribadito la richiesta avanzata al Governo di intervenire a modificare i tagli “La prossima settimana – ha detto – abbiamo una riunione importante della Conferenza Stato città a cui abbiamo chiesto sia presente anche il Commissario Bondi. Ci aspettiamo di potere definire con lui una nuova agenda dei lavori, che ci permetta davvero di fare un quadro reale  delle ripercussioni dei tagli e delle possibili soluzioni in modo da aprire su questo fronte un confronto leale con il Governo. Confronto che su questi temi fino ad oggi è mancato”
Castiglione si è poi soffermato sul tema della riforma delle Province avviata con la spending review dal Governo Monti. “Noi – ha detto – crediamo fortemente nella possibilità che la riorganizzazione introdotta con l’articolo 17 della spending review possa rappresentare una riforma epocale per l’amministrazione dei governi locali. C’è però una questione che per noi resta dirimente e su cui aspettiamo anche di conoscere il giudizio della Corte Costituzionale che si pronuncerà il 6 novembre prossimo: il modello elettorale che si vorrà adottare per le nuove Province. Lo dico con chiarezza: è del tutto impossibile immaginare che grandi Province, chiamate ad amministrare territori cosi vasti come quelle che nasceranno dopo il riordino,  non siano governate da persone elette dai cittadini ma da rappresentanti nominati dalla politica. Pensare di trasformare le Province in enti di secondo livello, sul modello di quei consorzi di comuni che hanno sempre fallito, sarebbe come condannare all’immobilità e impedire lo sviluppo delle aree vaste del Paese. Per questo ci aspettiamo che il Parlamento, dopo il responso della Consulta e dopo che il Governo avrà varato la legge di riordino delle Province, avvii il dibattito sul modello elettorale e riconsegni ai cittadini, come giusto, la possibilità di scegliere chi debba amministrarli”.
Anche sulle Città metropolitane il Presidente dell’Upi ha sottolineato come “l’articolo 18, che da il via ad un percorso che alcune aree del Paese aspettano da decenni, va colto positivamente, perché può essere l’occasione per offrire un sistema di governance più moderno ed efficiente alle aree in cui vive il 31% della popolazione nazionale e si produce il 34% del nostro PIL. Le città metropolitane avranno infatti anche la responsabilità, e la capacità di agire da motori di sviluppo per la ripresa del Paese, collegandosi all’Unione europea e cogliendo a pieno tutte le opportunità che verranno messe a disposizione per le grandi aree urbane nella futura programmazione dei fondi comunitari. Dall’Agenda digitale alle infrasturrure, dalle politiche energetiche alla promozione della banda larga: le grandi aree urbane sarnno al centro delle politiche europee da qui al 2020 e per cogliere le occasioni che la nuova programmazione offre le nuove istituzioni saranno indispensabili”.

In allegato, il testo dell’intervento del Presidente Castiglione

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L’evoluzione delle circoscrizioni provinciali dall’Unità d’Italia ad oggi

Il decreto legge 95/12 pone con forza l’esigenza di un riordino territoriale delle province nella prospettiva dell’istituzione delle città metropolitane e di una più complessiva riforma della pubblica amministrazione.
Lo scritto allegato, elaborato nell’ambito di una ricerca coordinata dalla professoressa Ida Nicotra dell’Università di Catania, segue l’evoluzione delle circoscrizioni provinciali nei 150 anni di storia unitaria del Paese e offre un contributo di approfondimento al lavoro che i Consigli regionali delle autonomie locali e le Regioni dovranno fare per definire le proposte di riordino delle Province.

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Convegno “IL FUTURO DELLE CITTA’ METROPOLITANE”

Il convegno si terrà presso la Sala conferenze Padiglione Italia della Mostra d’Oltremare.

L’accesso al solo convegno è aperto a tutti e non richiede accrediti particolari.

L’accesso all’Area ONU richiede invece una registrazione che è possibile anche effettuare al momento.

Per informazioni su come raggiungere la Mostra d’Oltremare, si invita a consultare il link

http://www.wufnapoli.com/

La Mostra d’Oltremare è in viale Kennedy, 54 – 80125 – Napoli, facilmente raggiungibile da qualsiasi parte della città e dai principali punti di snodo grazie ad un sistema di collegamenti ampio ed efficiente.

In auto
A 5 minuti dalle uscite della Tangenziale di Fuorigrotta e Agnano

In treno
A 5 minuti a piedi dalla stazione di Campi Flegrei

In aereo
A 15 minuti in auto dall’aeroporto di Capodichino

Via mare
A 10 minuti in auto dal Molo Beverello

In metropolitana
A 5 minuti a piedi da tre linee della Metropolitana di Napoli:
linea 2: stazione Campi Flegrei
linea 6: stazione Mostra
Cumana: stazione Fuorigrotta

In autobus
A 5 minuti a piedi dallo Stazionamento di Piazzale Tecchio
Linee 180,181, 615, C1, C2, C6, C7, C8 e R6

 

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SPENDING REVIEW: VIA LIBERA DEFINITIVO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

La Camera dei Deputati, nella seduta di ieri, ha approvato definitivamente i Decreti Legge in materia di spending review (ddl 3396) e di dismissioni del patrimonio pubblico (ddl 3382), sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia.

Al fine di fornirvi una prima informativa riguardo all’articolo 17 in materia di riordino delle Province si allega una nota di commento predisposta dagli uffici UPI.

Si allega inoltre il testo coordinato dei seguenti articoli:

Articolo 4. Riduzione di spese, messa in liquidazione e privatizzazione di società pubbliche;

Articolo 9.  Razionalizzazione amministrativa, divieto di istituzione e soppressione di enti, agenzie e organismi;

Articolo 10. Riorganizzazione della presenza dello Stato sul territorio

Articolo 16. Riduzione della spesa degli enti territoriali

Art. 16-bis. Patto Governo-Regioni per il trasporto pubblico locale

Articolo 17. Riordino delle province e loro funzioni

Articolo 18. Istituzione delle Città metropolitane e soppressione delle province del relativo territorio

Articolo 19. Funzioni fondamentali dei comuni e modalità di esercizio associato di funzioni e servizi comunali

Articolo 20. Disposizioni per favorire la fusione di comuni e razionalizzazione dell’esercizio delle funzioni comunali

IN ALLEGATO, IL TESTO COORDINATO DELLA LEGGE 7 AGOSTO 2012 PUBBLICATO SULLA GAZZETTA UFFICIALE DEL 14 AGOSTO 2012

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ECCO PERCHE’ VA DIFESO IL RIORDINO DELLE PROVINCE

Articolo del Presidente Castiglione sul giornale La Sicilia

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DAL COMUNICATO STAMPA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

DAL COMUNICATO STAMPA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Il Consiglio ha definito i criteri per il riordino delle province – dimensione territoriale e popolazione residente – previsti dal decreto sulla spending review (cfr. comunicato stampa del 5 luglio “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica”). In base ai criteri approvati, i nuovi enti dovranno avere almeno 350mila abitanti ed estendersi su una superficie territoriale non inferiore ai 2500 chilometri quadrati.

Nei prossimi giorni il Governo trasmetterà la deliberazione al Consiglio delle autonomie locali (CAL), istituito in ogni Regione e composto dai rappresentanti degli enti territoriali (in mancanza, la deliberazione verrà trasmessa all’organo regionale di raccordo tra Regione ed enti locali). La proposta finale sarà trasmessa da CAL e Regioni interessate al governo, il quale provvederà all’effettiva riduzione delle province promuovendo un nuovo atto legislativo che completerà la procedura.

Le nuove province eserciteranno le competenze in materia ambientale, di trasporto e viabilità (le altre competenze finora esercitate dalle Province vengono invece devolute ai Comuni, come stabilito dal decreto “Salva Italia”). La soppressione delle province che corrispondono alle Città metropolitane – 10 in tutto, tra cui Roma, Milano, Napoli, Venezia e Firenze – avverrà contestualmente alla creazione di queste (entro il 1° gennaio 2014).

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