Categoria: Istituzioni e Riforme

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Bloccata l’abolizione delle Province metropolitane

Non ci sarà nessuna norma di abolizione delle Province nelle aree metropolitane nella manovra fiscale che sarà votata oggi in Consgilio dei Ministri. A confermarlo è stato il Ministro delle Regioni Raffaele Fitto, nell’incontro con Regioni Province e Comuni.   

“Abbiamo messo ordine a una serie di questioni – ha dichiarato con soddisfazione il Presidente dell’Upi Fabio Melilli – abbiamo chiarito che la creazione delle nuove Città metropolitane si farà, ma attraverso un percorso di riforma che riprenderà quello avviato con il Codice delle Autonomie, in un collegato alla finanziaria che verrà presentato a settembre, dopo la concertazione. Abbiamo apprezzato la decisione del Governo – ha aggiunto Melilli – il ministro dell’Interno Maroni, che ringrazio, mi aveva rassicurato su questo percorso. Lavoreremo, a partire da domani, con i ministri degli Affari regionali Raffaele Fitto, e dell’Interno Roberto Maroni, per arrivare a un collegato alla finanziaria che sia veramente incisivo”.

Nel corso dell’incontro il Ministro Fitto ha inoltre anticipato la decisione del Governerno di alleggerire la manovra per Comuni e Province: 200 milioni in meno verranno tagliati ai primi e 50 alle seconde. Il taglio previsto per le Province arriva quindi a 310 milioni di euro

Abolizione Province metropolitane: Upi “Norma incostituzionale: urgente un confronto”

Le Province italiane respingono con forza la proposta di inserire nella manovrina norme di abolizione delle Province delle aree metropolitane e chiedono un confronto urgente con il Governo per definire insieme un percorso comune.
La richiesta sarà presentata dal Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, dal Presidente della Provincia di Milano e Vice Presidente dell’Upi, Filippo Penati, e dal Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, nell’incontro previsto per oggi, alle ore 15,00 presso il Ministero delle Regioni, tra i rappresentanti del Governo e le Autonomie locali proprio sulla manovra finanziaria.
“La Costituzione italiana non è carta straccia – afferma il Presidente dell’Upi Fabio Melilli – non si può abolire una istituzione che è parte fondante della Repubblica italiana con un decreto legge, o inserendo una norma in un provvedimento di natura finanziaria, senza nemmeno prevedere l’istituzione delle Città metropolitane – sulle quali siamo tutti d’accordo – ma sostanzialmente creando confusione tra comuni e comuni e complicando la vita ai cittadini
E’ una procedura evidentemente incostituzionale, che lascia pensare più ad un governo che improvvisa, che alla volontà di riformare effettivamente le nostre istituzioni.
Con il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni – aggiunge Melilli – abbiamo nei giorni scorsi concordato di riprendere il percorso avviato con la Carta delle Autonomie e realizzare in tempi brevi una riforma che porti a compimento il disegno delle Città metropolitane e semplifichi radicalmente la burocrazia attraverso la chiara individuazione delle funzioni di ciascun livello di governo. Preferiamo pensare che questo sia il metodo giusto”.

 

Le proposte delle Province per la XVI Legislatura

In allegato, le Proposte delle Province per la XVI Legisltura

Documenti allegati:

Incontro con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Colgo con grande piacere questa occasione per quello che rappresentate: i problemi che ponete sono problemi di fronte ai quali si trova l’intera comunità nazionale e l’insieme delle istituzioni.
Ho seguito con attenzione il discorso del vostro presidente, ben dosato tra rivendicazioni e sottolineature delle radici profonde dell’ente provincia – della realtà delle provincie nella storia del nostro paese – e la necessità di collaborare attivamente a provvedimenti di riforma e di riordino. Il Presidente ha citato anche qualche questione particolarmente scottante e complessa, come quella del cosiddetto federalismo fiscale, legge da tempo diventata ineludibile in attuazione della riforma del titolo V. Sappiamo che sarà un appuntamento molto delicato a cui bisognerà che ciascuno porti il suo contributo tenendo conto precisamente della linea qui indicata di un federalismo efficace, unitario e solidale. Non sarà semplice. Mi auguro che il nuovo governo terrà conto anche del lavoro che si è fatto nella scorsa legislatura – nella quale è stato presentato un disegno di legge precisamente in questa materia – naturalmente con tutte le proposte di revisione e le novità che si riterrà opportuno sottoporre all’esame del Parlamento.
Proprio raccogliendo il filo conduttore del suo discorso, presidente Melillo, mi permetto di ricordare quello che ho detto nel settembre del 2006, più di un anno e mezzo fa, nel corso di una mia visita in Puglia:
“S’impone, ormai, un’attenta rivisitazione dell’architettura dei livelli istituzionali via via sovrappostisi: ho apprezzato i segni di disponibilità manifestatesi in questo senso nell’intervento del presidente Divella (presidente della provincia di Bari). Vanno seriamente considerate innegabili esigenze di razionalizzazione e semplificazione di fronte a duplicazioni e confusioni di responsabilità e di poteri, a moltiplicazioni di istanze decisionali e di enti derivati, e quindi di incarichi elettivi e non elettivi retribuiti in modo ingiustificato. Combattere fenomeni di spreco da congestione istituzionale e, in special modo, di dilatazione del costo della politica, è parte importante del discorso sull’efficienza dell’azione di governo e amministrativa in particolare nel Mezzogiorno”.
Ritenni necessario dire allora queste cose che, forse, adesso sono diventate un po’ più di dominio comune, e me ne compiaccio: perché, naturalmente, posso richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni su determinate tematiche, ma poi spetta ad altri, spetta alle istituzioni di governo e alle assemblee elettive definire le soluzioni che occorre dare. È comunque importante partire da una consapevolezza dei problemi per poter arrivare anche a delle soluzioni adeguate e io mi auguro che così sia.
Naturalmente, non possiamo nasconderci che si riscontra una estrema lentezza perché la riforma del titolo V è del 2001: siamo nel 2008 e non solo l’adeguamento della legislazione e delle regole in materia di entrate dello Stato e di finanza pubblica, ma anche l’adempimento di alcune specifiche previsioni in materia istituzionale non sono ancora al nostro esame.
L’elenco che lei ha indicato è per qualche aspetto almeno per me fonte di dubbi: i Comuni, le Province, le città metropolitane, le Regioni e lo Stato. Ho sempre avuto – vi confesso – una riserva su questa collocazione dello Stato accanto alle città metropolitane come parte della Repubblica. Insomma, ho un’idea un po’ diversa dello Stato storico. Comunque, a parte questo elemento di perplessità personale, noto che in particolare, le città metropolitane sono un ente ancora inesistente: se ne parla da molto tempo, perché già in una fase molto precedente di riforma della legislazione comunale e provinciale, si parlò di aree metropolitane, poi c’è stata questa più specifica previsione nella riforma del titolo V, che però è rimasta finora sulla carta. So bene quanto voi siate in modo particolare interessati a contribuire alla realizzazione di questo impegno e a discuterne le possibili implicazioni per il sistema delle province, per la istituzione Provincia. Quindi, vi incoraggio fortemente a muovervi in questo senso, a partorire vostre proposte, e vostre idee, insieme, per esempio, con l’associazione dei Comuni d’Italia.
Questa collaborazione è indispensabile ancor più con le Regioni che saranno protagoniste di qualsiasi proposta e progetto – in particolare in materia fiscale, in generale in materia istituzionale – per quel che riguarda il complessivo sistema delle autonomie.
Prendo atto anche della dichiarazione da lei fatta, dell’esservi da sempre opposti alla istituzione di nuove Province. Per la verità non ebbi questa sensazione quando una decina di anni fa, da Ministro dell’Interno, mi trovai piuttosto solo a osteggiare l’istituzione di alcune nuove Province. E in effetti, dopo che io lasciai il Viminale quelle nuove Province sono state create. Meglio tardi che mai, ma questo dato di proliferazione c’è stato: adesso bisogna vedere come porvi riparo.
Infine, l’ultima raccomandazione. Parto da quello che lei ha detto sugli sforzi e anche sulle risorse di bilancio che le Province dedicano ad alcuni interventi, per esempio per la pianificazione del ciclo dei rifiuti. Non voglio fare accenni specifici a una situazione che è motivo di assillo credo per tutti noi, per tutti noi italiani, la situazione in Campania. Dico soltanto una cosa: le Province facciano la loro parte; è essenziale non cedere mai a logiche di arroccamento, di cedimento a pressioni localistiche, di contrapposizione tra Province. È indispensabile, nel rispetto delle autonomie e delle funzioni di tutti, una visione regionale, unitaria e solidale, altrimenti non è possibile dare soluzione a un problema di quella natura. Sono sicuro che da parte vostra non mancherà l’apporto necessario. Auguri.

 

 

Le Province ricevute dal Presidente della Repubblica

“Condividiamo pienamente il richiamo del Presidente a dare piena attuazione al titolo V della Costituzione, ad eliminare sovrapposizioni, duplicazioni e ridurre i costi, a definire con chiarezza le funzioni di ciascuno, a partire dai Comuni e dalle Province, portando a termine riforme che sono ormai ineludibili”.

E’ il commento del Presidente dell’Upi al discorso pronunciato oggi dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nell’incontro al Quirinale con l’Unione delle Province italiane.
“Il Presidente – ha aggiunto Melilli – ha voluto ricordarci il nostro ruolo, riaffermandolo, e per questo ci ha richiamati ad intervenire con proposte e progetti nel dibattito sulle riforme.
Anche sul tema dell’emergenza rifiuti, il Presidente ha ricordato quanto sia indispensabile la presenza delle Province come istituzione di area vasta per superare i localismi e ricomporre le strategie all’interno di piani coordinati. Una necessità questa, su cui le Province sono pronte ad impegnarsi in tutto il Paese, per evitare che l’emergenza di oggi colpisca altre realtà nell’immediato futuro”. 

Celebrazione del centenario dell’Upi, Udienza delle Province al Quirinale

In allegato i due testi.

Documenti allegati:

Udienza delle Province dal Presidente della Repubblica

Patrizia Casagrande, Presidente della Provincia di Ancona “Una cerimonia istituzionale, ma niente affatto formale. Con la sua consueta cordialità, il Presidente Napolitano ha sottolineato il senso di responsabilità che  accomuna tutti noi amministratori pubblici di un Paese che deve poter andare ad un’unica velocità, da nord a sud. Come dice il Presidente Napolitano, non è questo il momento di creare nuove Province, e quindi nuovi capoluoghi, ma di proseguire nella necessaria e corretta governace di area vasta”. Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma “Penso che il Capo dello Stato abbia apprezzato la concretezza delle Province, l’utilità delle Province governate bene e l’assoluta disponibilità verso le riforme, a partire dalla nascita delle città metropolitane”. Paola Turchelli, Vice Presidente della Provincia di Novara “Condividiamo pienamente il richiamo del Presidente a dare piena attuazione al titolo V della Costituzione, ad eliminare sovrapposizioni, duplicazioni e ridurre i costi, a definire con chiarezza le funzioni di ciascuno, a partire dai Comuni e dalle Province. Filippo Penati, Presidente della Provincia di Milano “Il Presidente Napolitano ha toccato il tema dell’essenzialità delle Province, ha chiesto di dare piena attuazione alla riforma del Titolo V della Costituzione e ha fatto un grande discorso sul federalismo fiscale”. Maria Teresa Bassa Poropat, Presidente della Provincia di Trieste“Ho apprezzato molto il richiamo del Presidente Napolitano a dare piena attuazione al titolo V della in modo da eliminare sovrapposizioni, duplicazioni e a ridurre i costi, grazie ad una definizione chiara delle reciproche competenze degli enti”. Alberto Cavalli, Presidente della Provincia di Brescia “Mi fa piacere che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano abbia sottolineato l’urgenza del federalismo fiscale: ogni rilancio sociale ed economico del Paese, passa attraverso la corrispondenza tra responsabilità e risorse”. Leonardo Carioni,  Presidente della Provincia di Como “Sono lieto che il Presidente Napolitano abbia detto di avere apprezzato le posizioni dell’Upi, dalla necessità di avviare le riforme istituzionale, per semplificare il sistema e eliminare inutili doppioni, all’ineludibilità dell’attuazione del federalismo fiscale”. Laura Bandini, Assessore della Provincia di Livorno  “E’ stato un incontro di grande importanza per le Province italiane che, fuori dalle logiche rituali,  ha messo in luce le problematiche delle Province, ma anche la capacità propositiva che questi enti stanno  dimostrando nel percorso di rinnovamento dell’attività amministrativa”. Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino “Concordiamo pienamente sulle priorità richiamate nel suo discorso dal Presidente Napolitano – ha aggiunto Saitta – a partire dall’attuazione del federalismo fiscale, che dovrà avvenire trovando un equilibrio tra Regioni Province e Comuni.”

Celebrazioni centenario Upi – Udienza dal Presidente della Repubblica

Il Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano, ha concesso una udienza ai Presidenti di tutte le Province italiane, in occasione delle celebrazioni per il centenario dell’Upi.

L’udienza  si svolgerà il 27 maggio prossimo, alle ore 12,00 al Quirinale.

Si tratta di un evento di straordinaria importanza, perché consentirà a tutte le Province italiane, insieme, di essere ascoltate dal Presidente della Repubblica.

Celebrazioni centenario Upi – Udienza dal Presidente della Repubblica

Il Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano, ha concesso una udienza ai Presidenti di tutte le Province italiane, in occasione delle celebrazioni per il centenario dell’Upi.

L’udienza si svolgerà il 27 maggio prossimo, alle ore 12,00 al Quirinale.

Si tratta di un evento di straordinaria importanza, perché consentirà a tutte le Province italiane, insieme, di essere ascoltate dal Presidente della Repubblica.

Le proposte di Province e Comuni ai candidati premier

Comuni e Province intendono guardare con fiducia alla prossima legislatura e vogliono contribuire in modo significativo alla realizzazione di un clima di dialogo, indispensabile per fare quelle riforme di cui il Paese ha urgente bisogno.

“Proprio con questo spirito ANCI e UPI hanno elaborato una serie di proposte prioritarie , con l’auspicio che, al di là dei legittimi schieramenti, ciascuna forza politica possa apprezzarle e farle proprie, così che si possa definire un fertile terreno comune che aiuti a realizzare le riforme di sistema necessarie per il Paese”.

In una lettera ai candidati premier, il Presidente dell’ANCI Leonardo Domenici e il Presidente dell’UPI Fabio Melilli chiedono “un incontro per avviare fin da subito un confronto e per definire impegni comuni “.

“Sono riforme necessarie per rinsaldare il rapporto con i cittadini e con la società, per rafforzare, rinnovandole, le nostre Istituzioni, per  dare slancio e impulso allo sviluppo del Paese, per liberare risorse e dare nuovo ordine all’ordinamento istituzionale.

Comuni e Province vogliono concorrere ad animare la stagione riformista che si aprirà fornendo quelle proposte e soluzioni utili per portare a  compimento in modo equilibrato la trasformazione in senso federale ed autonomista della Repubblica, con l’unico obiettivo di rafforzare il sistema Paese e la capacità di perseguire insieme l’interesse generale dei cittadini italiani.”

“Comuni e Province – concludono Domenici e Melilli – ritengono di poter svolgere un ruolo ancora più efficace nella promozione della crescita, indispensabile per il Paese per competere a livello europeo e mondiale”.

 

Documenti allegati:

Le Province chiamate all’incontro tra Governo, istituzioni e parti sociali

Dare piena attuazione al federalismo fiscale per ridurre la spesa pubblica, alleggerendo il carico fiscale sui cittadini e sulle imprese e semplificando il sistema tributario.

E’ questa la priorità che i Vice Presidenti Vicari dell’Upi, Filippo Penati, Presidente della Provincia di Milano, e Alberto Cavalli, Presidente della Provincia di Brescia, hanno rappresentato al tavolo di Palazzo Chigi, nell’incontro di oggi con il Governo nel quale il Ministro Tremonti ha illustrato le linee generali del Programma.
“Un tema – hanno detto – da cui è necessario partire, se si vuole davvero procedere al riordino del sistema istituzionale del Paese e alla riduzione dei costi della burocrazia, legando strettamente il prelievo dei tributi alla responsabilità politica di ciascun livello di governo”.

I Vice Presidenti Penati e Cavalli hanno poi sottolineato le cinque emergenze su cui è necessario avviare da subito una azione comune tra Governo ed istituzioni territoriali:

1. Sicurezza:  con la richiesta delle Province di partecipare direttamente alla definizione delle politiche di sicurezza del Paese, per contribuire ad assicurare la legalità e la sicurezza dei cittadini nei piccoli come nei grandi centri urbani. Per questo i Vice Presidenti hanno chiesto l’immediata attivazione di un Tavolo Governo – Enti locali attraverso cui rafforzar le attività di controllo del territorio e rilanciare i Patti per la sicurezza, coordinando l’azione della polizia locale con le forze di polizia nazionale;

2. Lavoro: con la promozione di politiche che leghino strettamente l’istruzione, la formazione professionale e il lavoro. Questo consentirebbe alle nuove generazioni di affrontare con le competenze adeguate la sfida dell’occupazione, facendo crescere complessivamente la produttività del sistema;

3. Istruzione: con un Piano straordinario per l’emergenza educativa, che investa anche nell’ammodernamento, nella messa in sicurezza delle scuole, nell’utilizzo di energie rinnovabili e  nella dotazione delle nuove tecnologie, così da trasformare le scuole italiane in veri centri per l’educazione permanente;

4. Infrastrutture: con un rilancio degli investimenti per la mobilità (strade, ferrovie, porti e aeroporti) che consenta l’ammodernamento del patrimonio di rete stradale gestito dalle Province (circa l’84% della rete nazionale);

5. Ambiente: con la previsione di un piano straordinario per la difesa del suolo e contro il dissesto idrogeologico, rafforzando la capacità di prevenzione dalle grandi calamità naturali.

ABOLIZIONE PROVINCE: LETTERA APERTA

In allegato, il testo della lettera aperta inviata dal Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, ai direttori di oltre cento testate locali e nazionali, attraverso la quale si sollecita l’apertura di un vero dibattito sulle riforme istituzionali e sul ruolo delle Province.

La lettera è stata inoltre inviata a tutti i Presidenti di Provincia.

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