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35° Assemblea Congressuale: la convocazione

Ecco la lettera di convocazione della 35° Assemblea Congressuale dell’Unione delle Province d’Italia con le informazioni relative alle procedure di elezione del Presidente dell’UPI e alla composizione delle delegazioni.

lettera convocazione assemblea Congressuale Upi dicembre 2024

35° Assemblea Congressuale UPI: Roma 10 – 11 dicembre 2024

Sarà la splendida Sala della Protomoteca del Campidoglio di Roma ad ospitare, i prossimi 10 e 11 dicembre, i lavori della 35° Assemblea Congressuale delle Province italiane, durante i quali sarà eletto il nuovo Presidente dell’Unione delle Province d’Italia che succederà a Michele de Pascale.

L’evento, articolato su due giornate,  vedrà il pomeriggio di martedì 10 dicembre riservato ai delegati per l’elezione del nuovo Presidente, mentre la seconda giornata, che si terrà nella mattina dell’11 dicembre sarà dedicata al confronto con i rappresentanti del Governo e delle Regioni, con i Sindaci e gli esponenti delle forze politiche, economiche e sociali, sulle sfide che attendono le Province e il Paese.

Diversi anche gli eventi collaterali, a partire dall’Assemblea dei Segretari Provinciali che si terrà nella mattinata del 10 dicembre presso la Sala del Consiglio della Città metropolitana di Roma.

Un appuntamento molto importante per l’Associazione, dunque, durante il quale si traccerà il percorso compiuto negli ultimi cinque anni, si indicheranno le prospettive e linee programmatiche che si intendono seguire e si cercherà di individuare, grazie al contributo che nascerà dal confronto tra diversi livelli istituzionali, le strade possibili per costruire un disegno certo delle Province nel quadro istituzionale del Paese.

35° Assemblea Congressuale UPI: Roma 10 – 11 dicembre 2024

Sarà la splendida Sala della Protomoteca del Campidoglio di Roma ad ospitare, i prossimi 10 e 11 dicembre, i lavori della 35° Assemblea Congressuale delle Province italiane, durante i quali sarà eletto il nuovo Presidente dell’Unione delle Province d’Italia che succederà a Michele de Pascale.

L’evento, articolato su due giornate,  vedrà il pomeriggio di martedì 10 dicembre riservato ai delegati per l’elezione del nuovo Presidente, mentre la seconda giornata, che si terrà nella mattina dell’11 dicembre sarà dedicata al confronto con i rappresentanti del Governo e delle Regioni, con i Sindaci e gli esponenti delle forze politiche, economiche e sociali, sulle sfide che attendono le Province e il Paese.

Diversi anche gli eventi collaterali, a partire dall’Assemblea dei Segretari Provinciali che si terrà nella mattinata del 10 dicembre presso la Sala del Consiglio della Città metropolitana di Roma.

Un appuntamento molto importante per l’Associazione, dunque, durante il quale si traccerà il percorso compiuto negli ultimi cinque anni, si indicheranno le prospettive e linee programmatiche che si intendono seguire e si cercherà di individuare, grazie al contributo che nascerà dal confronto tra diversi livelli istituzionali, le strade possibili per costruire un disegno certo delle Province nel quadro istituzionale del Paese.

“GAME IN CAPITANATA”: LA FASE FINALE DAL 18 AL 20 OTTOBRE ALLA FIERA DI FOGGIA

Durante la Fiera di Ottobre a Foggia, che si terrà dal 18 al 20 ottobre, si svolgerà la fase finale del progetto “Game in Capitanata”, finanziato dal programma nazionale Game UPI.

Promosso dall’Unione Province Italiane (UPI) e sostenuto dal fondo nazionale per le politiche giovanili, il programma G.A.M.E. UPI ha come obiettivo quello di promuovere il benessere sociale e l’inclusione attraverso attività ludico-sportive in 23 province italiane, tra cui la nostra.

In questi mesi, il progetto ha coinvolto giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, offrendo loro esperienze emozionanti e significative. Durante la manifestazione fieristica Social Expo, verranno organizzati nuovi eventi volti a promuovere il gioco e lo sport.

Venerdì 18, in occasione dell’apertura della Fiera di ottobre, il progetto “Game in Capitanata” prevede i seguenti appuntamenti:

Alle ore 10:00 si terrà un workshop dal titolo “Lavoro Sportivo”, organizzato da Ancl Foggia (Associazione Nazionale dei Consulenti del Lavoro), partner del progetto.

Alle ore 11:30 avrà luogo “Game Chef”, un contest di cucina che vedrà protagonisti gli studenti dell’Istituto Mattei di Vieste e dell’Istituto Einaudi di Foggia, supportati dai ragazzi delle comunità Marta e Aurora dell’Istituto Pie Operaie di San Giuseppe di Foggia.

Durante le giornate del 18 e del 19 ottobre, l’Istituto Einstein di Cerignola, con i suoi studenti, sarà impegnato in attività di promozione sportiva e di integrazione sociale con esibizioni di Judo, Karate, Kickboxing, Scherma, Orienteering, Danza, Pattinaggio artistico, Ginnastica artistica, Scacchi, Tennis tavolo, Badminton.

Grande soddisfazione per gli esiti del progetto da parte del Presidente Giuseppe Nobiletti: “Siamo entusiasti di vedere come il progetto ‘Game in Capitanata’ stia contribuendo a rafforzare il tessuto sociale della nostra comunità attraverso lo sport e il gioco. Questa manifestazione rappresenta una grande opportunità per dimostrare il potenziale dei nostri giovani e per promuovere l’inclusione e la partecipazione attiva. Invito tutti a unirsi a noi in Fiera per vivere insieme questa esperienza unica di sport e integrazione.”

“GAME IN CAPITANATA”: LA FASE FINALE DAL 18 AL 20 OTTOBRE ALLA FIERA DI FOGGIA

Durante la Fiera di Ottobre a Foggia, che si terrà dal 18 al 20 ottobre, si svolgerà la fase finale del progetto “Game in Capitanata”, finanziato dal programma nazionale Game UPI.

Promosso dall’Unione Province Italiane (UPI) e sostenuto dal fondo nazionale per le politiche giovanili, il programma G.A.M.E. UPI ha come obiettivo quello di promuovere il benessere sociale e l’inclusione attraverso attività ludico-sportive in 23 province italiane, tra cui la nostra.

In questi mesi, il progetto ha coinvolto giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, offrendo loro esperienze emozionanti e significative. Durante la manifestazione fieristica Social Expo, verranno organizzati nuovi eventi volti a promuovere il gioco e lo sport.

Venerdì 18, in occasione dell’apertura della Fiera di ottobre, il progetto “Game in Capitanata” prevede i seguenti appuntamenti:

Alle ore 10:00 si terrà un workshop dal titolo “Lavoro Sportivo”, organizzato da Ancl Foggia (Associazione Nazionale dei Consulenti del Lavoro), partner del progetto.

Alle ore 11:30 avrà luogo “Game Chef”, un contest di cucina che vedrà protagonisti gli studenti dell’Istituto Mattei di Vieste e dell’Istituto Einaudi di Foggia, supportati dai ragazzi delle comunità Marta e Aurora dell’Istituto Pie Operaie di San Giuseppe di Foggia.

Durante le giornate del 18 e del 19 ottobre, l’Istituto Einstein di Cerignola, con i suoi studenti, sarà impegnato in attività di promozione sportiva e di integrazione sociale con esibizioni di Judo, Karate, Kickboxing, Scherma, Orienteering, Danza, Pattinaggio artistico, Ginnastica artistica, Scacchi, Tennis tavolo, Badminton.

Grande soddisfazione per gli esiti del progetto da parte del Presidente Giuseppe Nobiletti: “Siamo entusiasti di vedere come il progetto ‘Game in Capitanata’ stia contribuendo a rafforzare il tessuto sociale della nostra comunità attraverso lo sport e il gioco. Questa manifestazione rappresenta una grande opportunità per dimostrare il potenziale dei nostri giovani e per promuovere l’inclusione e la partecipazione attiva. Invito tutti a unirsi a noi in Fiera per vivere insieme questa esperienza unica di sport e integrazione.”

Parte il progetto FOCE: la Provincia di Forlì-Cesena punta a rafforzare le competenze sui Fondi Europei

Con una giornata introduttiva di orientamento alle politiche e opportunità europee per gli enti territoriali, tenutasi questa mattina (mercoledì 16 ottobre) nella Sala Ex-Consiglio, la Provincia di Forlì-Cesena ha avviato il progetto “FOCE: Formare e sviluppare le competenze del territorio di FOrlì-CEsena sui Fondi Europei”.

L’iniziativa, che prevede altri due workshop in presenza e due laboratori a distanza per un numero totale di dieci ore di lezione, si concluderà nel prossimo mese di dicembre e coinvolge gran parte delle amministrazioni locali del territorio provinciale (50 partecipanti tra dipendenti delle pubbliche amministrazioni e amministratori locali) in un percorso di sviluppo delle competenze e conoscenze sulle opportunità di finanziamento dell’Unione europea e sulle modalità di accesso alle risorse.

L’obiettivo del percorso formativo è quello di creare una rete territoriale attiva nell’elaborazione, candidatura e gestione di progetti, favorendo una partecipazione ai fondi europei strategica in grado di garantire una ricaduta sui territori e rispondere alle priorità individuate dalle amministrazioni locali.

Il percorso di rafforzamento istituzionale del progetto FOCE si struttura in diverse attività consequenziali e che seguiranno quella odierna, svolte con la collaborazione dei formatori di InEuropa srl.

I partecipanti sono suddivisi in tre gruppi territoriali e verrà realizzato un workshop per raccogliere e analizzare le priorità di azione di ciascuna area coinvolta. Questo consentirà l’elaborazione di una mappa delle potenziali progettualità del territorio rispetto alle opportunità di finanziamento europee, così da sviluppare una programmazione sui finanziamenti UE a medio-lungo termine.

Verrà realizzato un laboratorio progettuale pratico durante il quale ciascun gruppo sceglierà una priorità in base a quanto emerso nello step precedente e imposterà il percorso di progettazione che proseguirà a distanza.

A seguire sono previsti due workshop virtuali per elaborare una bozza progettuale per gruppo. Tali “draft” di progetto costituiranno un documento preliminare di partenza per la partecipazione a futuri bandi europei.

L’evento finale del progetto FOCE è previsto per il 12 dicembre, durante il quale sarà restituito il percorso svolto, l’analisi dei bisogni e le tre bozze progettuali sviluppate a livello congiunto dai gruppi di lavoro tematico-territoriali. L’evento sarà l’occasione per definire i futuri passi da intraprendere in sinergia tra la Provincia, i Comuni e le Unioni del territorio.

L’UPI alla presentazione della relazione annuale del CNEL sui livelli e la qualità dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni

Necessità di una riforma degli Enti locali, potenziamento delle Province e ascolto dei territori. Sono i temi di cui ha parlato Alessandro Romoli, Presidente dell’Unione Province d’Italia (UPI) – Lazio, nel corso della presentazione della relazione annuale del CNEL sui livelli e la qualità dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni che si è tenuta presso Villa Lubin a Roma.

All’importante evento hanno partecipato, tra gli altri, anche il Ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo e il presidente del CNEL Renato Brunetta. Nel corso del suo intervento, il Presidente Romoli ha ribadito l’urgenza di una revisione del ruolo delle Province nel sistema amministrativo italiano. L’attuale contesto, segnato da disservizi e inefficienze causate dalla riforma Delrio del 2014, richiede infatti una risposta legislativa immediata e concreta.

Le Province sono Enti fondamentali nel gestire competenze essenziali quali l’istruzione, la sostenibilità ambientale e la manutenzione delle infrastrutture stradali. Non solo, è importante sottolineare che oltre 3 miliardi di euro di appalti pubblici del PNRR sono stati gestiti tramite le centrali di committenza istituite proprio dalle Province, il che dimostra l’efficacia e la centralità di questi enti nel rilancio del Paese.

“Tuttavia – ha spiegato il Presidente di UPI Lazio, Alessandro Romoli -, il blocco del personale ha reso difficile garantire anche i servizi essenziali, quelli che i cittadini richiedono quotidianamente. È dunque cruciale che si avvii un processo di riorganizzazione delle funzioni provinciali, con l’obiettivo di adeguarle alle reali necessità delle comunità locali”.

“Chiediamo pertanto un ordinamento più attento alle peculiarità locali e una riforma oggettiva che ci permetta di affrontare le sfide attuali con maggiore efficienza e incisività – ha concluso il Presidente Romoli -. Solo così potremo garantire un futuro migliore per tutti i cittadini italiani”.

UPI Marche, eletto il nuovo consiglio direttivo

Eletto per acclamazione il nuovo Consiglio direttivo dell’Upi Marche. Riccardo Strano (consigliere della Provincia di Ancona), Antonio Riccio (consigliere della Provincia di Ascoli Piceno), Vincenzo Felicioli (consigliere della Provincia di Macerata), Endrio Ubaldi (consigliere della Provincia di Fermo) e Omar Lavanna (consigliere della Provincia di Pesaro-Urbino) sono i nuovi componenti dell’organo statutario che si completa con i presidenti delle cinque Province: Giuseppe Paolini (Pesaro-Urbino), Daniele Carnevali (Ancona), Sandro Parcaroli (Macerata), Michele Ortenzi (Fermo) e Sergio Loggi (Ascoli Piceno).

Eletto anche il nuovo collegio dei revisori dei conti, a presiederlo sarà Daniele Malandrino (consigliere della Provincia di Pesaro-Urbino), membri effettivi: Graziano Stacchiotti (consigliere della Provincia di Ancona) e Andrea Gentili (consigliere della Provincia di Macerata), componenti supplenti: Gino Micozzi (consigliere della Provincia di Ascoli Piceno) e Manolo Bagalini (consigliere della Provincia di Fermo).

Per acclamazione sono stati anche scelti i delegati che rappresenteranno l’Upi Marche all’Assemblea nazionale dell’Unione delle Province italiane, convocata a Roma il 10 e 11 dicembre prossimo per eleggere il presidente che raccoglierà il testimone di Michele De Pascale. Sono: Filippo Bartolucci per Ancona, Daniele Tonelli per Ascoli Piceno, Giulia Vagnozzi per Fermo, Tiziana Gazzellini per Macerata e Oriano Giovanelli per Pesaro-Urbino.

Nella seduta plenaria dei Consigli delle Province marchigiane sono state anche votate all’unanimità le modifiche allo Statuto dell’Upi Marche che, come sottolineato dalla direttrice dell’Upi regionale, Valeria Ciattaglia, «necessitava di una revisione e di un’attualizzazione rispetto all’attività dell’Upi Marche ed alle sue finanze».

Non solo giornata di adempimenti statutari – a seguito delle elezioni per il rinnovo dei Consigli provinciali dello scorso 29 settembre – la mattinata di lavori di oggi (14 ottobre) al SeePort Hotel di Ancona è stata soprattutto un momento di confronto sulle difficoltà di una riforma mancata e l’occasione per parlare del futuro di questi enti territoriali. «La legge Delrio, la 56/14, puntava a cancellare le Province all’interno di una riforma costituzionale che è stata bocciata dai cittadini. Di fatto dunque le Province non sono state eliminate ma declassate e questo impedisce loro di svolgere adeguatamente le funzioni, anche di primaria importanza per i cittadini, che tutt’oggi hanno». Così il presidente della Provincia di Ancona, Daniele Carnevali, nel fare gli onori di casa e nell’aprire i lavori. «In questi anniha preso la parola il presidente dell’Upi Marche e della Provincia di Pesaro-Urbino, Giuseppe Paoliniabbiamo cercato di mantenere vive e attive le Province. Dopo la riforma Delrio sembrava non ci fosse più bisogno di questi Enti ed invece la realtà dei fatti dimostra che sono indispensabili al territorio. Come Upi Marche ed insieme all’Upi nazionale continueremo con la nostra battaglia per far tornare le Province un ente primario. Nascono prima dell’Unità d’Italia e torneranno agli splendori, perché c’è bisogno di esse». Ne è convinto anche il direttore nazionale dell’Upi Piero Antonelli, presente alla giornata di lavori. «La legge 56 è ormai superata, presupponeva una riforma costituzionale che non c’è stata. Le Province vanno potenziate da un punto di vista delle funzioni, delle risorse finanziarie e del personale. È ormai un fatto che sono utili al territorio, ai Comuni ed al cittadino. Un Ente intermedio serve, non a caso in tutta Europa esistono. Da giugno 2023ha proseguito nella sua relazione il direttoreè in Senato il testo unico sulla riorganizzazione delle Province che ha riunito dieci disegni di legge, la politica deve mettere mano a questa situazione. Una situazione di transitorietà che ha creato danni, poiché le Province hanno dovuto abbassare il livello dei servizi erogati, dall’edilizia scolastica alla manutenzione delle strade, a causa della criticità finanziaria e di struttura. Le Provinceha concluso Antonellipossono essere un tassello fondamentale per lo sviluppo del territorio, possono essere l’Ente di semplificazione massima delle procedure amministrative ed il loro ruolo va legittimato tornando all’elezione popolare e dotandole di Giunta».

D’accordo con Antonelli sugli scenari futuri, ma anche sulle criticità che gli Enti provinciali si trovano ad affrontare quotidianamente, i presidenti di Provincia. In particolare, Sergio Loggi, presidente della Provincia di Ascoli Piceno ha ricordato le difficoltà di gestire competenze e responsabilità delicate, come quelle legate alla viabilità in una cronica assenza di risorse e di personale. «Mi trovo nella condizione da un lato di dover chiudere ponti e viadotti perché non abbiamo sufficienti risorse, con ricadute pesanti sull’economia e sul traffico, dall’altro di non poter mettere a terra progetti, pur in presenza di finanziamenti, perché in Provincia ho solo due ingegneri che possono fare progettazione e non sono sufficienti». Un quadro ribadito anche dal presidente della Provincia di Fermo, Michele Ortenzi. «L’auspicioha detto Ortenziè che si possa finalmente fare un salto in avanti almeno sotto il profilo delle finanze e del personale per rispondere alle esigenze del territorio». Un auspicio condiviso anche dal presidente della Provincia di Macerata, Sandro Parcaroli, a cui sono state affidate le conclusioni della mattinata. «Il fatto di essere unitiha sottolineato Parcarolie di aver lavorato sempre in sinergia ci dà la forza di fare massa critica nelle sedi nazionali per promuovere le nostre istanze, anche grazie all’aiuto dell’Upi».

A partecipare all’assemblea ed a prendere la parola anche l’europarlamentare Carlo Ciccioli, la deputata Irene Manzi, il presidente del Consiglio comunale di Ancona, Simone Pizzi.

 

 

UPI Marche, eletto il nuovo consiglio direttivo

Eletto per acclamazione il nuovo Consiglio direttivo dell’Upi Marche. Riccardo Strano (consigliere della Provincia di Ancona), Antonio Riccio (consigliere della Provincia di Ascoli Piceno), Vincenzo Felicioli (consigliere della Provincia di Macerata), Endrio Ubaldi (consigliere della Provincia di Fermo) e Omar Lavanna (consigliere della Provincia di Pesaro-Urbino) sono i nuovi componenti dell’organo statutario che si completa con i presidenti delle cinque Province: Giuseppe Paolini (Pesaro-Urbino), Daniele Carnevali (Ancona), Sandro Parcaroli (Macerata), Michele Ortenzi (Fermo) e Sergio Loggi (Ascoli Piceno).

Eletto anche il nuovo collegio dei revisori dei conti, a presiederlo sarà Daniele Malandrino (consigliere della Provincia di Pesaro-Urbino), membri effettivi: Graziano Stacchiotti (consigliere della Provincia di Ancona) e Andrea Gentili (consigliere della Provincia di Macerata), componenti supplenti: Gino Micozzi (consigliere della Provincia di Ascoli Piceno) e Manolo Bagalini (consigliere della Provincia di Fermo).

Per acclamazione sono stati anche scelti i delegati che rappresenteranno l’Upi Marche all’Assemblea nazionale dell’Unione delle Province italiane, convocata a Roma il 10 e 11 dicembre prossimo per eleggere il presidente che raccoglierà il testimone di Michele De Pascale. Sono: Filippo Bartolucci per Ancona, Daniele Tonelli per Ascoli Piceno, Giulia Vagnozzi per Fermo, Tiziana Gazzellini per Macerata e Oriano Giovanelli per Pesaro-Urbino.

Nella seduta plenaria dei Consigli delle Province marchigiane sono state anche votate all’unanimità le modifiche allo Statuto dell’Upi Marche che, come sottolineato dalla direttrice dell’Upi regionale, Valeria Ciattaglia, «necessitava di una revisione e di un’attualizzazione rispetto all’attività dell’Upi Marche ed alle sue finanze».

Non solo giornata di adempimenti statutari – a seguito delle elezioni per il rinnovo dei Consigli provinciali dello scorso 29 settembre – la mattinata di lavori di oggi (14 ottobre) al SeePort Hotel di Ancona è stata soprattutto un momento di confronto sulle difficoltà di una riforma mancata e l’occasione per parlare del futuro di questi enti territoriali. «La legge Delrio, la 56/14, puntava a cancellare le Province all’interno di una riforma costituzionale che è stata bocciata dai cittadini. Di fatto dunque le Province non sono state eliminate ma declassate e questo impedisce loro di svolgere adeguatamente le funzioni, anche di primaria importanza per i cittadini, che tutt’oggi hanno». Così il presidente della Provincia di Ancona, Daniele Carnevali, nel fare gli onori di casa e nell’aprire i lavori. «In questi anniha preso la parola il presidente dell’Upi Marche e della Provincia di Pesaro-Urbino, Giuseppe Paoliniabbiamo cercato di mantenere vive e attive le Province. Dopo la riforma Delrio sembrava non ci fosse più bisogno di questi Enti ed invece la realtà dei fatti dimostra che sono indispensabili al territorio. Come Upi Marche ed insieme all’Upi nazionale continueremo con la nostra battaglia per far tornare le Province un ente primario. Nascono prima dell’Unità d’Italia e torneranno agli splendori, perché c’è bisogno di esse». Ne è convinto anche il direttore nazionale dell’Upi Piero Antonelli, presente alla giornata di lavori. «La legge 56 è ormai superata, presupponeva una riforma costituzionale che non c’è stata. Le Province vanno potenziate da un punto di vista delle funzioni, delle risorse finanziarie e del personale. È ormai un fatto che sono utili al territorio, ai Comuni ed al cittadino. Un Ente intermedio serve, non a caso in tutta Europa esistono. Da giugno 2023ha proseguito nella sua relazione il direttoreè in Senato il testo unico sulla riorganizzazione delle Province che ha riunito dieci disegni di legge, la politica deve mettere mano a questa situazione. Una situazione di transitorietà che ha creato danni, poiché le Province hanno dovuto abbassare il livello dei servizi erogati, dall’edilizia scolastica alla manutenzione delle strade, a causa della criticità finanziaria e di struttura. Le Provinceha concluso Antonellipossono essere un tassello fondamentale per lo sviluppo del territorio, possono essere l’Ente di semplificazione massima delle procedure amministrative ed il loro ruolo va legittimato tornando all’elezione popolare e dotandole di Giunta».

D’accordo con Antonelli sugli scenari futuri, ma anche sulle criticità che gli Enti provinciali si trovano ad affrontare quotidianamente, i presidenti di Provincia. In particolare, Sergio Loggi, presidente della Provincia di Ascoli Piceno ha ricordato le difficoltà di gestire competenze e responsabilità delicate, come quelle legate alla viabilità in una cronica assenza di risorse e di personale. «Mi trovo nella condizione da un lato di dover chiudere ponti e viadotti perché non abbiamo sufficienti risorse, con ricadute pesanti sull’economia e sul traffico, dall’altro di non poter mettere a terra progetti, pur in presenza di finanziamenti, perché in Provincia ho solo due ingegneri che possono fare progettazione e non sono sufficienti». Un quadro ribadito anche dal presidente della Provincia di Fermo, Michele Ortenzi. «L’auspicioha detto Ortenziè che si possa finalmente fare un salto in avanti almeno sotto il profilo delle finanze e del personale per rispondere alle esigenze del territorio». Un auspicio condiviso anche dal presidente della Provincia di Macerata, Sandro Parcaroli, a cui sono state affidate le conclusioni della mattinata. «Il fatto di essere unitiha sottolineato Parcarolie di aver lavorato sempre in sinergia ci dà la forza di fare massa critica nelle sedi nazionali per promuovere le nostre istanze, anche grazie all’aiuto dell’Upi».

A partecipare all’assemblea ed a prendere la parola anche l’europarlamentare Carlo Ciccioli, la deputata Irene Manzi, il presidente del Consiglio comunale di Ancona, Simone Pizzi.

 

 

L’UPI alla presentazione della relazione annuale del CNEL sui livelli e la qualità dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni

Necessità di una riforma degli Enti locali, potenziamento delle Province e ascolto dei territori. Sono i temi di cui ha parlato Alessandro Romoli, Presidente dell’Unione Province d’Italia (UPI) – Lazio, nel corso della presentazione della relazione annuale del CNEL sui livelli e la qualità dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni che si è tenuta presso Villa Lubin a Roma.

All’importante evento hanno partecipato, tra gli altri, anche il Ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo e il presidente del CNEL Renato Brunetta. Nel corso del suo intervento, il Presidente Romoli ha ribadito l’urgenza di una revisione del ruolo delle Province nel sistema amministrativo italiano. L’attuale contesto, segnato da disservizi e inefficienze causate dalla riforma Delrio del 2014, richiede infatti una risposta legislativa immediata e concreta.

Le Province sono Enti fondamentali nel gestire competenze essenziali quali l’istruzione, la sostenibilità ambientale e la manutenzione delle infrastrutture stradali. Non solo, è importante sottolineare che oltre 3 miliardi di euro di appalti pubblici del PNRR sono stati gestiti tramite le centrali di committenza istituite proprio dalle Province, il che dimostra l’efficacia e la centralità di questi enti nel rilancio del Paese.

“Tuttavia – ha spiegato il Presidente di UPI Lazio, Alessandro Romoli -, il blocco del personale ha reso difficile garantire anche i servizi essenziali, quelli che i cittadini richiedono quotidianamente. È dunque cruciale che si avvii un processo di riorganizzazione delle funzioni provinciali, con l’obiettivo di adeguarle alle reali necessità delle comunità locali”.

“Chiediamo pertanto un ordinamento più attento alle peculiarità locali e una riforma oggettiva che ci permetta di affrontare le sfide attuali con maggiore efficienza e incisività – ha concluso il Presidente Romoli -. Solo così potremo garantire un futuro migliore per tutti i cittadini italiani”.

Delegazione Italiana al Comitato delle Regioni: al centro del dibattito competitivita’, agricoltura e transizione industriale giusta

 

La riunione della Delegazione italiana, tenutasi martedì 8 ottobre, ha affrontato temi di rilievo legati alle priorità del nostro paese nel quadro degli Orientamenti politici della Commissione europea 2024-29 e al dibattito previsto durante la Sessione plenaria del Cdr. In particolare, l’ospite della riunione, il Rappresentante Permanente aggiunto d’Italia presso l’Ue, Stefano Verrecchia, ha approfondito temi di grande importanza per i nostri territori: la competitività delle imprese europee, la transizione industriale giusta, con particolare riferimento ai target ambientali e produttivi del settore automotive, la revisione della Politica Agricola Comune e il tema dell’etichettatura dei prodotti alimentari (“Nutriscore”). I numerosi interventi dei Membri della nostra Delegazione hanno sottolineato l’importanza del ruolo delle regioni e delle città nella definizione delle priorità nazionali e hanno ribadito la necessità di muoversi in maniera coordinata, sottolineando anche l’importanza del loro lavoro all’interno dei network che propone il Comitato delle regioni, come ad esempio l’Automotive Regions Alliance (ARA). Da segnalare che alcuni interventi hanno espresso forte preoccupazione sul futuro della politica di coesione, in particolare sul tentativo di centralizzazione da parte della Commissione UE e sul rischio di definanziamento a vantaggio di altre priorità, sottolineando che invece la Commissione UE dovrebbe ripartire dai territori e dalle loro caratteristiche.

Nel link, la Newsletter a cura del Coordinatore tecnico della Delegazione italiana al CdR Newsletter plenaria CdR – Delegazione Italiana – 7-9 ottobre 2024

Delegazione Italiana al Comitato delle Regioni: al centro del dibattito competitivita’, agricoltura e transizione industriale giusta

 

La riunione della Delegazione italiana, tenutasi martedì 8 ottobre, ha affrontato temi di rilievo legati alle priorità del nostro paese nel quadro degli Orientamenti politici della Commissione europea 2024-29 e al dibattito previsto durante la Sessione plenaria del Cdr. In particolare, l’ospite della riunione, il Rappresentante Permanente aggiunto d’Italia presso l’Ue, Stefano Verrecchia, ha approfondito temi di grande importanza per i nostri territori: la competitività delle imprese europee, la transizione industriale giusta, con particolare riferimento ai target ambientali e produttivi del settore automotive, la revisione della Politica Agricola Comune e il tema dell’etichettatura dei prodotti alimentari (“Nutriscore”). I numerosi interventi dei Membri della nostra Delegazione hanno sottolineato l’importanza del ruolo delle regioni e delle città nella definizione delle priorità nazionali e hanno ribadito la necessità di muoversi in maniera coordinata, sottolineando anche l’importanza del loro lavoro all’interno dei network che propone il Comitato delle regioni, come ad esempio l’Automotive Regions Alliance (ARA). Da segnalare che alcuni interventi hanno espresso forte preoccupazione sul futuro della politica di coesione, in particolare sul tentativo di centralizzazione da parte della Commissione UE e sul rischio di definanziamento a vantaggio di altre priorità, sottolineando che invece la Commissione UE dovrebbe ripartire dai territori e dalle loro caratteristiche.

Nel link, la Newsletter a cura del Coordinatore tecnico della Delegazione italiana al CdR Newsletter plenaria CdR – Delegazione Italiana – 7-9 ottobre 2024

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