In allegato, la relazione del Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, all’Assemblea Generale delle Province italiane, in corso a Firenze dal 22 al 24 ottobre.
In allegato, la relazione del Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, all’Assemblea Generale delle Province italiane, in corso a Firenze dal 22 al 24 ottobre.
“I Comuni, le Province, le città metropolitane dovranno essere gli unici livelli istituzionali e
dovranno sostituire tutta la pletora di altri soggetti che non costituiscono una risorsa”.
Lo ha detto il Ministro per gli Affari regionali, Linda Lanzillotta, nella prima giornata
dei lavori dell’Assemblea generale delle Province italiane , in corso a Firenze dal 22 al 24 ottobre. “Le Province – ha detto il Minsitro – sono un ente previsto dalla Costituzione; sono previste anche in tutti gli ordinamenti europei dove c’é un ente di area vasta che governa le funzioni e i servizi sovracomunali. Tenendo conto che noi abbiamo -8.100 Comuni, cioé Comuni grandi e medi, ma anche Comuni ‘polvere’, è proprio per questi ultimi che c’é bisogno di un ente sovraordinato. Ognuno deve fare una cosa, solo quella, specializzarsi evitando che tutti i livelli istituzionali facciano tutto. Questo infatti crea inefficienza e costi”.
“Le Province hanno davanti una grande sfida: capire quale sarà la loro missione all’interno di un progetto di sussidiarietà verticale”. Lo ha detto il vice presidente del Senato, Mario Baccini, intervenendo intervenuto alla giornata di apertura dell’Assemblea generale
dell’Upi a Firenze.
“Le Regioni – ha detto Baccini – possono trasferire alle Province quello che non sanno fare bene e le Province possono fare la stessa cosa verso i Comuni. In questo modo si migliora la qualità dei servizi e si riducono i costi. Si deve evitare che tutti facciano tutto, si deve arrivare ad una razionalizzazione del sistema in modo che ciascuno faccia bene
quello che sa fare meglio”.
Lunedì 22 ottobre, alle ore 12,00 a Palazzo Medici Riccardi – Sala Luca Giordano
Via Cavour 1 – Firenze, il Presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Fabio Melilli, e il Presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi, illustreranno alla stampa contenuti, temi e programma dell’Assemblea generale delle Province d’Italia, che si svolgerà a Firenze dal 22 al 24 ottobre 2007.
Alla Conferenza stampa prenderà parte il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Francesco Rutelli
Nell’occasione, saranno diffusi i risultati di un sondaggio realizzato dal Censis, che traccia il giudizio che esprimono sull’istituzione Provincia, i Comuni, i sindacati, le associazioni imprenditoriali, le università, la società civile.
In allegato, pubblichiamo l’intervista rilasciata dal Presidente dell’Upi Emilia Romagam e Presidente della Provincia di Ferrara Pier Giorgio Dall’Acqua al quotidiano nazionale
“Il Resto del Carlino”
Senza risultati apprezzabili la riunione che si e’ svolta al Ministero della Funzione Pubblica per affrontare la questione del rinnovo del contratto dei segretari Comunali e Provinciali, durante la quale i rappresentanti di ANCI e Upi non hanno registrato la chiara disponibilita’ del Ministero dell’Economia a garantire la necessaria copertura finanziaria.
Di fronte a questa situazione, i Presidenti di ANCI e Upi, Leonardo Domenici e Fabio Melilli hanno scritto una lettera indirizzata al Ministro Padoa Schioppa nella quale segnalano che il contratto dei segretari comunali e provinciali ‘’e’ ormai scaduto dal 2001 e la trattativa per il rinnovo dello stesso ha subito una nuova battuta d’arresto dovuta principalmente alla difficolta’ di trovare l’adeguata copertura finanziaria necessaria per fare fronte alle aspettative maturate dalla categoria’’.
‘’Con stupore – scrivono Domenici e Melilli – registriamo l’indisponibilita’ a voler individuare la copertura per tali risorse aggiuntive che, si sottolinea, incidono in maniera certamente poco significativa sulle complessive risorse stanziate per il rinnovo contrattuale del comparto del pubblico impiego nel suo insieme’’.
Nel ricordare che ‘’le proposte per il rinnovo contrattuale, condivise dall’ANCI e dall’UPI, sono volte ad una revisione complessiva dell’attuale sistema retributivo dei segretari comunali e provinciali, finalizzata ad affermare l’onnicomprensivita’ del trattamento retributivo e dunque tesa ad ottenere, a regime, una razionalizzazione dei costi ed una maggiore efficienza ed equita’ complessiva per l’intera categoria’’, Domenici e Melilli concludono affermando la necessita’ e l’urgenza di ‘’precise rassicurazioni e indicazioni per definire le modalita’ di copertura e finanziamento di tali oneri aggiuntivi, anche alla luce della definizione della legge Finanziaria per il 2008’’.
Mettere a disposizione le competenze di ognuno per realizzare le infrastrutture necessarie per garantire lo sviluppo del Paese. E’ il messaggio lanciato dal Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, e dal Vice Presidente dell’Upi, Alberto Cavalli, in un incontro con il Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro.
“Le Province – hanno detto i Presidenti – sono istituzioni indispensabili: in un paese complesso e articolato come è l’Italia, la presenza di un livello di governo capace di intervenire e di coordinare le politiche sull’area vasta è essenziale. Quello che serve è operare una razionalizzazione delle funzioni tra istituzioni, anche per quanto attiene i compiti legati alla viabilità e alle infrastrutture, eliminando inutili doppioni e sovrapposizioni”.
“Noi riteniamo che le Province sono le istituzioni che meglio possono servire le comunità nella gestione della rete stradale. Anche perché, a differenza di altri livelli, nelle Province esistono già professionalità, modelli, strumenti tecnologici, esperienze e capacità altamente avanzate. Infatti gestiscono 145 chilometri di strade, l’84% della rete stradale nazionale. Per questo è necessario che le Regioni assegnino in via definitiva tutte le competenze alle Province, smantellando le tante agenzie regionali per la gestione delle strade, piccole Anas che sono state inutilmente create e che non fanno che rallentare i processi introducendo nuova burocrazia”.
L’Upi ha poi sottolineato al Ministro la possibilità di fare delle Province le stazioni appaltanti uniche “un modo anche questo per operare una semplificazione e introdurre criteri di trasparenza ed efficienza, e per offrire ai piccoli e piccolissimi comuni l’assistenza di cui necessitano, secondo il principio della sussidiarietà”.
Durante l’incontro l’Upi ha proposto al Ministro Di Pietro la realizzazione di un catasto stradale nazionale: “Già da anni le Province censiscono le strade di propria attribuzione – hanno detto i Presidenti – ma tutto questo capitale di informazioni non trova sistema in una piattaforma unica federata. Il catasto sarebbe invece uno strumento capace di innalzare la qualità del nostro sistema stradale, perché permetterebbe di monitorare l’intero Paese e di assicurare interventi mirati e ingrati in tempi reali”.
Un nuovo patto di stabilità interna per Province e Comuni, l’utilizzo degli avanzi di bilancio per le spese di investimento. Questi alcuni degli aspetti più significativi dell’Accordo definito tra Governo, Province e Comuni in vista della manovra finanziaria.
“I risultati raggiunti ci soddisfano – commenta il Presidente dell’Upi Fabio Melilli – perché ci permettono di riaprire un confronto sereno e all’insegna della collaborazione con il Governo. Rispetto allo scorso anno poi, siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo di definire insieme le linee della manovra finanziaria per gli Enti locali: in base a questo accordo, tutte le norme sulla finanziaria e sui provvedimenti collegati dovranno infatti essere concordate con Province e Comuni”.
L’accordo parte dalla scelta, condivisa, di procedere ad una riqualificazione della spesa delle Province e i Comuni, aumentando risorse destinate al finanziamento degli investimenti sui territori “obiettivo che le Province – prosegue Melilli – ritenevano prioritario per potere giungere alla chiusura dell’accordo stesso”.
Prioritari, secondo quanto stabilito nell’Accordo, saranno gli investimenti per l’ambiente, sicurezza, casa, scuola, infrastrutture e strade
L’accordo, “che – sottolinea Melilli – dovrà essere formalmente sottoscritto prima dell’approvazione della finanziaria” stabilisce che l’entità della manovra per le Province resterà quella definita già nel 2007.
I Comuni, le Città metropolitane, le Province e le Regioni auspicano che la legge Finanziaria per l’anno 2008 sia il frutto di un lavoro condiviso fra tutti i livelli istituzionali del Paese, indicati nell’articolo 114 della Costituzione.
Giudicano senz’altro positive le proprie performance gestionali avute nel 2007 e negli anni precedenti sia per quanto concerne il contenimento della spesa, sia per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi, come del resto evidenziato nella tabella allegata al DPEF e come emerge dai tendenziali di finanza pubblica per l’anno 2007.
Prendono atto che per l’anno 2008, come indicato nel DPEF, la legge Finanziaria non dovrà stanziare ulteriori risorse per raggiungere l’obiettivo macro stabilito nel 2007 e che di conseguenza i valori delle manovre dei singoli comparti restano stabiliti nelle quantità indicate nella Finanziaria dello scorso anno.
Chiedono che venga co-definita la verifica dei tendenziali di finanza pubblica e le performance dei singoli comparti per stabilire se nel corso dell’anno 2007 non siano stati raggiunti obiettivi superiori alle previsioni. In tal caso ritengono che tali valori debbano essere considerati nella determinazione della manovra per il 2008.
Ritengono altresì che per l’anno 2008 vada incentivata la spesa per gli investimenti e che quindi vadano modificate le regole del patto di stabilità interno che causano forti criticità. Ritengono prioritaria la necessità di concludere i programmi di investimento già decisi e in corso di attuazione liberando le risorse in termini di cassa.
Rilevano che, nel contesto della proficua esperienza che si è avuta in occasione del “Patto per la salute” con il sistema delle Regioni, si debba confermare tale Patto in tutte le sue parti sulla base degli esiti del lavoro congiunto in materia di governo e copertura della spesa sanitaria, e in modo particolare di quella farmaceutica, e di rispettarne le linee anche in materia di rinnovo dei contratti.
Ritengono necessario definire, attraverso un lavoro comune, le priorità sulle quali intervenire congiuntamente per dotare il Paese di strumenti e servizi all’altezza dei bisogni delle comunità secondo le priorità indicate dal DPEF 2008-2012.
Auspicano che la legge Finanziaria possa anticipare alcuni principi contenuti nell’articolo 119 della Costituzione, primo fra tutti, la istituzione di una cabina di regia interistituzionale che abbia il compito di raccogliere e far conoscere i dati di finanza pubblica della Repubblica italiana.
ANCI e UPI ritengono urgente risolvere in tempi brevi la vicenda del rinnovo contrattuale dei Segretari Comunali e Provinciali. In tal senso Anci e Upi, nel ribadire il ruolo fondamentale dei Segretari al servizio dei Comuni e delle Province, ritengono importante che la definizione del nuovo contratto, partendo dalla disciplina contrattuale tuttora vigente, mantenga il trattamento tabellare unitario ed equiparato al trattamento economico tabellare della dirigenza degli enti.
Tale riconoscimento deve essere strettamente collegato ad una modifica del sistema delle indennità aggiuntive che va regolato secondo il principio dell’onnicomprensività del trattamento economico corrisposto alle figure dirigenziali.
Pertanto, in virtù del principio dell’onnicomprensività vanno eliminate o rimodulate tutte le indennità corrisposte, quali l’indennità per servizi aggiuntivi, l’indennità di direzione generale, convenzioni di segreterie.
In tal senso, Anci e Upi , si impegnano a consentire la prosecuzione della trattativa per giungere all’accordo definitivo, per dare serenità e certezze ad una categoria fondamentale per assicurare in modo innovativo la funzionalità dei Comuni e delle Province.
(Adnkronos) – “Non disdegneremmo se qualche licenza wi-max fosse lasciata anche alle autonomie locali qualora non esistessero privati intenzionati ad investire sui territori”. Lo ha affermato il presidente dell’Upi, Fabio Melilli, che commentando il pacchetto di misure per rilanciare l’e-government, varato oggi dalla Conferenza unificata, ha sottolineato il ruolo delle province per il superamento del gap tra i territori nella diffusione di banda larga, wi-max e wi-fi. Melilli, ricordando l’esperienze positive delle province su wi-max e wi-fi, ha aggiunto: “ci aspettiamo un tavolo di confronto molto serrato che ci possa portare presto, in coincidenza con il rilascio delle licenze wi-max, a risolvere il problema”.
Melilli ha ricordato che sulla banda larga ci sono territori in cui il livello di inaccessibilita’ “e’ pauroso”. “Ci sono province italiane -ha spiegato- dove l’80% del territorio non ha ancora la banda larga: questo colpisce soprattutto le giovani generazioni delle zone interne del paese”. “Rivolgiamo al ministro delle Comunicazioni un appello per porre in essere tutti gli strumenti tesi a superare rapidamente questo gap -ha aggiunto Melilli- il ministro puo’ contare sul ruolo attivo delle province che in questi anni hanno creato tutte le condizioni per sostituirs a quell’imprenditoria delle telecomunicazioni che non trova vantaggi economici per investire sui territori piu’ deboli”. Sul wi-max, ha concluso il presidente dell’Upi, le province sono disponibili “anche ad impegnare risorse dai nostri bilanci” perche’ il problema del divario possa essere rapidamente superato.
Stamani il presidente della Provincia di Siracusa Bruno Marziano , nonché vice presidente della Unione delle Province d’Italia (UPI) ha incontrato in delegazione il presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi ed altri rappresentanti del governo per discutere gli aspetti della prossima legge finanziaria che interessano le autonomie locali e le province in particolare.
Marziano ha manifestato il suo apprezzamento per il rinnovato uso del metodo della concertazione attuato dal governo Prodi, ma manifesta le sue “critiche e perplessità nel merito non avendo Prodi dato risposta positiva alla richiesta dell’UPI e delle autonomie di consentire, attraverso un apposito provvedimento di modifica della finanziaria 2007, l’ utilizzazione dei fondi derivanti dagli avanzi di amministrazione almeno per le spese di investimento ”
Come è noto, infatti, il meccanismo del patto di stabilità interno varato con la legge finanziaria 2007, impedirebbe l’impiego di tali somme poiché tale circostanza inficia il raggiungimento degli obiettivi di saldo.
“Mi auguro – dice ancora Marziano – che il tavolo tecnico Governo-Enti locali che si riunirà nei prossimi giorni possa trovare le soluzioni idonee per contemperare la giusta esigenza di risanamento dei conti pubblici con quella altrettanto vitale della ripresa degli investimenti, in particolar modo nel campo della edilizia scolastica, della sua messa in sicurezza, e nel campo del risanamento ambientale , avendo le province siciliane ricevuto un significativo sostegno dal governo nazionale per la viabilità locale”