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Le Province contro la finanziaria,il 13 ottobre manifestazione a Roma

Partirà il 13 ottobre, da Roma, la mobilitazione delle Province contro la manovra finanziaria presentata ieri dal Governo, che impone  un taglio ai bilanci degli enti locali che di fatto impedisce ogni azione amministrativa.

I Presidenti delle Province e gli Assessori al bilancio si mobiliteranno, infatti, insieme al Consiglio direttivo dell’Upi, per dimostrare contro la manovra, spiegare le ragioni delle Province e stabilire il calendario delle iniziative che seguiranno.

“Questa finanziaria riduce i margini di democrazia delle Autonomie locali, in barba al federalismo – sottolinea il Presidente dell’Upi Fabio Melilli – impone tagli, e non consente alle Province, alle Regioni e ai Comuni, di dare risposte ai bisogni dei cittadini.
Il Governo ci chiede di tagliare in maniera significativa – così ci ha detto ieri Tremonti – le nostre spese, ma non ci permette di decidere insieme come investire per lo sviluppo del Paese.

In questo modo saltano i servizi ai cittadini, dalla manutenzione delle strade e delle scuole, alle politiche per il lavoro.

E’ una condizione che non possiamo assolutamente accettare.  per questo daremo il via ad una mobilitazione che, a partire dal 13 ottobre, vedrà protagoniste le Province contro questa finanziaria”.

 

Melilli “Ci aspettiamo di conoscere gli interventi per la ripresa”

“Ci aspettiamo che all’incontro di questa sera il Governo ci chiarisca quali sono gli interventi che intende mettere in campo per contenere la spesa e favorire la ripresa dello sviluppo del Paese. Quello che non vorremmo è ritrovarci di nuovo a discutere di tabelle e numeri di macroeconomia”.

Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Fabio Melli, a poche ore dall’incontro che si terrà alle 19,30 a Palazzo Chigi, nel quale il Governo illustrerà a Regioni, Province e Comuni la finanziaria 2006.

“Siamo molto preoccupati – prosegue il Presidente Melilli – perché non abbiamo avuto in questi mesi nessun segnale di risposta  dal Governo sulle richieste e le proposte che abbiamo presentato. Vogliamo sapere quali saranno le politiche economiche del Paese per il prossimo anno, come si intenderà favorire il rilancio dello sviluppo locale e nazionale, quali saranno gli interventi di contenimento, quale ruolo è riservato alle Province e agli altri Enti locali, quali le risposte che ci si appresta a dare ai cittadini e ai territori.
Vorremmo anche avere un segnale forte sull’avvio del federalismo fiscale, senza il quale questo Paese continuerà ogni anno a produrre finanziarie di emergenza e senza il contributo di tutte le istituzioni”.

Tra le richieste che l’Upi riproporrà oggi al Ministro Tremonti, l’esclusione dal patto di stabilità delle spese per gli investimenti e di quelle sostenute a seguito del passaggio di competenze dalle Regioni e dallo Stato agli Enti locali.
Le Province chiederanno inoltre la disponibilità del Governo ad investire sui territori, destinando  risorse per le infrastrutture e la viabilità locale, per la manutenzione delle scuole, per i servizi ai cittadini.

Melilli “Non presenti i decreti prima di averci sentito”

E’ necessario che il Ministro Matteoli convochi subito le Province per discutere dei decreti legislativi previsti dal Disegno di legge di delega al Governo per riordinare la normativa sull’ambiente.

La richiesta è stata presentata al Ministro con una lettera inviata dal Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, e dal responsabile Ambiente dell’Upi, Massimo Rossi, Presidente della Provincia di Ascoli Piceno.

“Chiediamo al Ministro Matteoli – dichiara il presidente Melilli – di non presentare in Consiglio dei Ministri i cinque decreti legislativi prima di avere consultato le Province. Ad oggi – aggiunge Melilli – non abbiamo avuto la possibilità di vedere neanche una bozza di quanto prodotto dal Ministero: nonostante le nostre continue richieste, non si è ritenuto necessario farci sapere quali fossero le decisioni prese dal Governo su un tema che riguarda direttamente le Province, che sulla tutela dell’ambiente e sul governo del territorio hanno funzioni determinanti.
Invece, a  quanto abbiamo appreso dalle notizie apparse sulla stampa, i testi cancellerebbero il ruolo delle Istituzioni locali, riportando al centro tutte le decisioni su temi fondamentali come la pianificazione territoriale, la gestione dei rifiuti, la difesa del suolo e delle acque ”.

“Il confronto – aggiunge il Presidente Rossi – è necessario per scongiurare il rischio di un ritorno al centralismo e dell’esclusione delle Province dalla programmazione.
Lo scorso anno – aggiunge il Presidente Rossi – le Province hanno investito per la gestione del territorio 3.957 milioni di euro, quasi il 5% in più rispetto all’anno precedente. Un impegno di questo genere non può essere vanificato dalla definizione di norme calate dall’alto, senza la consultazione di chi poi si trova a dovere applicare nel concreto scelte che rischiano di non corrispondere alle reali esigenze del Paese”. 

 

Codice della radiotelevisione

L’Unione delle Province Italiane, nell’Ufficio di presidenza del 22 settembre 2005, ha approvato un ordine del giorno nel quale si chiede al Governo di adottare sollecitamente un disegno di legge che modifichi l’attuale Codice della radiotelevisione, consentendo anche alle istituzioni territoriali e in particolare alle Province di essere parte attiva nello sviluppo del sistema delle comunicazioni anche attraverso la realizzazione di canali radiotelevisivi.

Cfr. allegato

 

 

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Antonelli: “Piena collaborazione dell’Upi”

Piena collaborazione dell’Upi al progetto di invio su rete internet dei dati contabili delle Province alla Corte dei Conti.

Lo ha detto il Direttore Generale dell’Upi, Piero Antonelli, intervenendo alla presentazione del nuovo sistema di trasmissione telematica dei dati contabili degli enti locali realizzato dalla Corte dei conti.

Antonelli, in rappresentanza dell’UPI, ha ricordato il pieno sostegno dell’Associazione al progetto sin dalla fase della sua prima elaborazione, ritenendolo innovativo, sia rispetto alle Province che rispetto alla stessa Associazione rappresentativa a livello nazionale. “L’UPI – ha detto Antonelli – riconferma l’impegno a collaborare con la magistratura contabile per la messa a regime del progetto, tenendo conto dei tempi estremamente ristretti previsti per la sua attuazione”. Antonelli ha, anche, rappresentato “l’esigenza che i dati contabili acquisiti dalla Corte possano essere oggetto di trasmissione all’UPI e di elaborazione successiva in una logica di piena collaborazione fra la Corte dei conti e le Associazioni nazionali degli enti locali”.

Il Presidente della Corte dei conti, prof. Francesco Staderini, nel suo intervento ha sottolineato il carattere informale e di lavoro dell’incontro, che ha lo scopo di verificare l’azione finora svolta per l’attuazione della recente normativa che ha introdotto l’obbligo per gli enti locali di inviare per via telematica alla Corte i loro rendiconti e altra documentazione contabile. Dopo la legge – n. 289 del 2002, art. 28 – che ha apportato questa apprezzabile innovazione e le disposizioni di attuazione adottate con decreto del Ministro dell’interno di concerto con quello dell’economia nel giugno del 2004, la Corte ha messo a punto, d’intesa con il Ministero dell’interno e le Associazioni degli enti locali, il protocollo finanziario; si è dotata dei necessari supporti tecnici ed ha definito analiticamente modalità operative e calendario per l’invio, a partire dal prossimo ottobre, dopo una breve fase di sperimentazione. .


Nel concludere il Presidente ha  sottolineato come l’incontro si inquadri nel modo aperto e collaborativo con il quale la Corte è intenzionata a espletare il nuovo ruolo di controllo e garanzia nei confronti degli enti locali che l’ordinamento le ha assegnato, “collaborazione, innanzitutto, con quelle Amministrazioni centrali che, per antica tradizione e più recenti interventi legislativi, svolgono anch’esse, con riconosciuta legittimazione costituzionale, attribuzioni nella materia. Ma collaborazione, soprattutto, con le stesse Amministrazioni controllate e le loro associazioni rappresentative, perché siamo perfettamente convinti di dovere rispettare, nell’esercizio delle nostre funzioni, i principi costituzionali di autonomia e sussidiarietà”. Da ultimo, Staderini ha dato notizia della costituzione di gruppo di lavoro misto con ANCI e UPI per approfondire, anche con l’aiuto di esperti, i temi più delicati, fonte di possibili frizioni nei rapporti con gli enti  locali, ed elaborare linee di azione condivise attraverso le quali la Corte possa espletare la sua funzione di controllo e garanzia se del caso anche anticipando, in via sperimentale, auspicabili interventi legislativi ad integrazione di quanto già prevede in proposito la legge 131.

Melilli: “L’economia del Paese è allo sbando”

“Le Province italiane sono preoccupatissime per la situazione che si è venuta a creare per lo stato dell’economia e per il Paese dopo le dimissioni del Ministro Siniscalco. Una decisione che piomba su uno scenario già fortemente compromesso, a pochi giorni dalla scadenza dei termini per la chiusura della Legge finanziaria, e in un momento di grave crisi”.

Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, nella riunione dell’Ufficio di Presidenza dell’Associazione di questa mattina.

“L’economia italiana è allo sbando – ha detto Melilli – ora più che mai serve che, qualunque siano le scelte che verranno prese in questi giorni, si riportino le Province e le altre istituzioni locali ai tavoli delle decisioni, evitando di costruire ancora Finanziarie mirate esclusivamente ai tagli sugli Enti locali che, come accaduto per la proposta Siniscalco, non producono altro che crisi”.

Sulla finanziaria, l’Ufficio di Presidenza dell’Upi ha votato un ordine del giorno (cfr. file allegato ), nel quale, tra l’altro, si sottolinea la necessità di riaprire il  confronto tra Governo, Regioni Province e Comuni.

“Stiamo ancora aspettando risposte alle richieste di modifica delle regole del patto di stabilità interno – ha detto Andrea De Maria, Vicepresidente della Provincia di Bologna e responsabile finanza per l’Upi – le casse delle Province non potranno reggere ancora né sopportare lo stato di totale incertezza delle regole cui il Governo ci sta sottoponendo, costringendo gli amministratori a stilare i bilanci del 2006 al buio”.



 

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CST per i piccoli Comuni

E’ stato pubblicato nella G.U. del 13 settembre 2005, n. 213, l’ Avviso per la selezione dei soggetti ammessi a presentare progetti finalizzati all’erogazione di servizi in forma associata per piccoli Comuni , promosso dal Cnipa col fine di selezionare soggetti aventi i requisiti per partecipare ad un successivo avviso che prevede un cofinanziamento di 13,5 milioni di euro per progetti di e-gov a favore dei Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti.

La linea di azione ha come obiettivo l’avvio di attività di sostegno verso i piccoli Comuni, per garantirne la partecipazione piena ai processi di innovazione dell’ e-gov. Le domande di partecipazione – che dovranno essere presentate entro il 31 ottobre 2005 – saranno valutate da un’ apposita Commissione e i soggetti ritenuti idonei saranno ammessi a partecipare al successivo avviso.

L’iniziativa mira a favorire la cooperazione e l’associazione dei piccoli Comuni attraverso la costituzione di CTS – Centri Servizi Territoriali, che hanno il compito di favorire la partecipazione dei Comuni meno organizzati ai procesi di e-government.

Le Province, con le loro competenze istituzionali e la loro capacità organizzativa e di aggregazione, possono avere un ruolo fondamendale nella costituzione e nel funzionamento dei CST, promuovendo l’inclusione nei processi di e-government dei piccoli Comuni del loro territorio e coerenti strategie di associazionismo comunale.

Sono disponibili on line il seguenti documenti:

Linee guida per la costituzione e l’avvio dei CST

Guida alla presentazione della domanda

Modulo domanda (informazioni generali)

Modulo domanda (servizi)

Elenco servizi

Per ulteriori informazioni consultare il sito del Cnipa e contattare il seguiente indirizzo a cui è possibile inviare le richieste di chiarimenti: [email protected] .

 

 

 

 

 

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Melilli: “Che fine ha fatto il tavolo di confronto?”

“Che fine ha fatto il tavolo di confronto tanto promesso e sbandierato dal Ministro Siniscalco a luglio, quando, presentandoci un Dpef vuoto e inconsistente, ci assicurò che la vera discussione si sarebbe aperta e da subito sulla finanziaria? Se si fosse davvero aperto il dibattito per tempo ora non ci troveremmo a dovere di nuovo apprendere, e con modalità che nulla hanno a che fare con la normale dialettica tra istituzioni della Repubblica, della volontà del Governo di praticare un taglio insostenibile alle risorse di Regioni, Province e Comuni” .

Questa la reazione del Presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Fabio Melilli, alle notizie apparse sulla stampa, che indicano in 3 miliardi di euro i tagli previsti dalla finanziaria a carico di Regioni ed Enti locali.

“Non è così – prosegue Melilli –  non è imponendo riduzioni drastiche alle spese degli Enti locali  e quindi obbligando gli amministratori a ridurre i servizi ai cittadini, che si gettano le basi per la ripresa del Paese. Avevamo detto al Governo che c’era bisogno di ripensare la politica delle infrastrutture italiane, cominciando a dare priorità a quelle opere e a quegli investimenti che, intervenendo direttamente sul territorio, possono dare nuovo slancio all’imprenditoria e al tessuto economico locale, unico vero volano per lo sviluppo. E invece eccoci di nuovo a vederci imporre dall’alto l’ennesima finanziaria nella quale ci si obbliga a sopportare il  carico maggiore della crisi. I bilanci delle Province non sono in grado di reggere ad una stangata di queste proporzioni, senza mettere a rischio i servizi ai cittadini e alle imprese, dalla manutenzione delle scuole e delle strade, agli interventi per la viabilità, per il trasporto, per l’occupazione”.

“E’ una manovra impraticabile per le Province” commenta il responsabile delle finanze Upi e Vicepresidente della Provincia di Bologna, Andrea De Maria. “I tagli ai trasferimenti che abbiamo subito negli ultimi anni, la drastica riduzione delle entrate delle Province che si è verificata nel 2005, le assurde modifiche apportate al patto di stabilità nella passata finanziaria – aggiunge – hanno già messo a dura prova i bilanci di molte amministrazioni. Piuttosto che pensare a come tagliare risorse agli enti locali, il Ministro Siniscalco deve dirci cosa intende fare sul patto di stabilità interno. Le Province, insieme ai Comuni e alle Regioni, hanno chiesto una modifica sostanziale delle regole per il 2006, prima fra tutte l’esclusione dal calcolo delle spese degli investimenti e delle risorse derivanti dai trasferimenti dello Stato o delle Regioni per le competenze attribuite a seguito della riforma amministrativa”.

“Ora ci aspettiamo – conclude il Presidente Melilli – di essere convocati al più presto dal Governo, augurandoci però che questa volta la riunione non si riduca ad una mera presa d’atto di quanto già deciso, ma che si vogliano ascoltare le ragioni di chi ogni giorno fa i conti con le difficoltà di amministrare il Paese e di rispondere ai bisogni dei cittadini”.


 

Melilli “Discriminante l’ineleggibilità dei Presidenti di Provincia”

Superare l’ineleggibilità dei Presidenti di Provincia e dei Sindaci dei Comuni superiori a 20.000 abitanti per le elezioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, considerata “discriminate e ingiusta”, e prevedere invece, come già accade per le elezioni europee, l’incompatibilità fra cariche.

Lo ha ribadito il Presidente dell’Upi Fabio Melilli al Ministro degli Affari Regionali Enrico La Loggia, in un incontro che era stato sollecitato dall’Unione delle Province, per trovare una soluzione rapida al problema, anche in vista delle prossime elezioni politiche.

“In questo momento nel nostro Paese – ha ricordato Melilli – esistono regole differenti per chi intenda concorrere alle elezioni nelle diverse cariche politiche: così, mentre ad un Presidente di Provincia o ad un Sindaco che vogliano candidarsi a diventare europarlamentari si pone la questione della incompatibilità, invece per la Camera dei Deputati e il Senato  ci si trova di fronte al blocco discriminante della ineleggibilità.

Chiediamo al Governo di affrontare quanto prima questo problema  e di intervenire al più presto con un provvedimento che, eliminando la questione della ineleggibilità e sostituendola con l’incompatibilità, riporti ad una certezza delle regole.

Un atto necessario ancora di più oggi visto che le elezioni politiche alle porte tendono a fare alzare il tono del dibattito, al punto di rischiare di tralasciare riforme come questa davvero urgenti e certamente condivisibili  sia dalla maggioranza che dall’opposizione”.

Protocollo d’intesa UPI – Federambiente

Nel luglio del 2004 l’Unione Province d’Italia e Federambiente, l’associazione delle imprese pubbliche d’igiene ambientale, hanno siglato un protocollo di intesa per ridurre la produzione di rifiuti ed il relativo impatto sull’ambiente.

Il protocollo prevede l’impegno reciproco a sviluppare attività di prevenzione e minimizzazione dei rifiuti, a diffondere nelle diverse realtà provinciali la conoscenza delle esperienze di operatori pubblici e privati, a individuare strategie e sinergie in grado di consentire lo sviluppo di azioni innovative finalizzate alla riduzione della produzione dei rifiuti, a diffondere tecniche e tecnologie ecocompatibili.

A tal fine l’UPI, attraverso la rete degli Osservatori provinciali rifiuti (OPR), e Federambiente hanno progettato un’attività di informazione e formazione dedicata ai funzionari ed ai tecnici delle province, dei comuni e della aziende di igiene urbana e rivolta anche a tutti i soggetti che a vario titolo sono coinvolti nella gestione dei rifiuti sul territorio (enti locali, associazioni di categoria di settori produttivi e della distribuzione, associazioni di consumatori e cittadini, associazioni ambientaliste).

Il progetto di formazione sarà articolato in 3 moduli dedicati alle 3 aree geografiche della Penisola: Nord, Centro e Sud.

Il primo modulo, dedicato ad enti locali, associazioni ed imprese del Centro Italia, sarà finanziato dalla Provincia di Roma e da AMA Servizi s.r.l. e si svolgerà nell’arco di 2 incontri della durata di una giornata ciascuno.

Si allega il programma della prima giornata.

Il primo incontro si terrà a Roma il 13 ottobre prossimo presso la sala Conferenze della Provincia di Roma in via di Villa Pamphili 84, dalle 9,30 alle 19.00. La mattina sarà dedicata a tutti gli interlocutori, il pomeriggio solo agli enti locali.

Per questioni organizzative è necessario dare conferma della partecipazione a [email protected] entro il 30 settembre prossimo indicando nome, cognome ed ente di provenienza (per informazioni rivolgersi al Servizio Tecnico di Federambiente, tel. 06 47865.311).

Documenti allegati:

Gli eventi in programma a Torino il 21 e 22 settembre

Dal 19 al 24 settembre 2005 si svolgeranno a Torino numerose iniziative con l’obiettivo di promuovere l’adozione in seno all’Assemblea delle Nazioni Unite, che si riunirà a novembre, di una risoluzione per una Tregua Olimpica in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Torino 2006.

Due gli eventi promossi dall’Upi e dalle Province di Torino e di La Spezia, per dare rilievo all’elevato impegno che le Province esprimono in materia attraverso le loro iniziative  di cooperazione internazionale.

Nella prima, il 21 settembre,  si terrà un seminario dedicato ai temi della sicurezza alimentare in Africa  in vista delle celebrazioni ufficiali italiane per la giornata mondiale dell’alimentazione 2005 e alla luce dell’accordo UPI-FAO. Nell’occasione metteremo a confronto partner europei e italiani, fra cui molte Province che da tempo hanno attivato progetti in proposito.


Il secondo appuntamento si aprirà nel tardo pomeriggio della stessa giornata per proseguire in quella successiva e si focalizzerà, invece, su un Programma di Cooperazione Decentrata con il Governo del Brasile, denominato “Cento Città per Cento Progetti per il Brasile” mirato allo sviluppo della democrazia partecipata, del risanamento ambientale, della crescita occupazionale, della sicurezza alimentare, della difesa dell’infanzia. Il Programma ad oggi coinvolge molti Comuni italiani, ed alcune Province (oltre a la Spezia, Genova e Torino) e decine di città brasiliane, e rappresenta un elemento concreto di novità, ma anche di speranza, per i cittadini dei centri urbani del Brasile (si veda in proposito il sito www.progetto100citta.it).

In allegato, la lettera con le informazioni sugli eventi inviata a tutte le Province Italiane dal Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, dal Presidente della Provincia di Torino, Antonino Saitta, e dal Presidente della Provincia di La Spezia, Giuseppe Ricciardi.

 

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Pubblicato dal CNIPA l’avviso per la selezione dei CST per l’e-government nei piccoli Comuni.

Il Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione (CNIPA) ha pubblicato sul suo sito ed avviato alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale un Avviso per la selezione dei soggetti ammessi a presentare progetti finalizzati all’erogazione di servizi in forma associata per piccoli Comuni‘, che prevede un cofinanziamento di 13,5 milioni di euro per progetti di e-Government a favore dei Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti o il cui territorio faccia parte delle isole minori.

L’iniziativa intende dare esecuzione a quanto delineato nella linea di azione del Governo relativa all’inclusione dei piccoli Comuni nell’attuazione dell’e-Government, in cui si prevede di favorire la cooperazione e l’associazione dei piccoli Comuni attraverso la costituzione dei CTS-Centri Servizi Territoriali ed il ricorso ai servizi da essi erogati.

Le Province, con le loro competenze istituzonali e la loro capacità organizzativa e di aggregazione, possono avere un ruolo fondamendale nella costituzione e nel funzionamento dei CST, promuovendo l’inclusione nei processi di e-government dei piccoli Comuni del loro territorio.

Le domande di partecipazione al bando, che dovranno essere presentate entro il 31 ottobre 2005, saranno valutate da un’apposita Commissione e i soggetti ritenuti idonei verranno ammessi a partecipare al successivo avviso per il finanziamento dei progetti di costituzione dei CST e di erocazione dei servizi ai piccoli Comuni.

Per ulteriori informazioni cfr. il sito del Cnipa .

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