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Un tavolo consultazione per modificare lo statuto della Regione

Nasce il Coordinamento dei Presidenti delle Province del Lazio, organo istituzionale consultivo con il quale si vuole inaugurare una nuova stagione di concertazione tra la Regione e le Autonomie locali, nei principali settori di interesse politico-amministrativo.

A illustrare la proposta, il Presidente della Provincia di Roma, Enrico Gasbarra, il Presidente della Provincia di Rieti e Presidente dell’Unione Province d’Italia Fabio Melilli, il Presidente della Provincia di Frosinone, Francesco Scalia, il Presidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Mazzoli e il Presidente della Provincia di Latina Armando Cusani.

Con questo accordo, le Province del Lazio propongono di costituire un tavolo di consultazione permanente con il Presidente della Regione Lazio che abbia come obiettivo prioritario la modifica dello Statuto regionale per permettere ai 5 Presidenti delle Amministrazioni provinciali ed ai Sindaci dei Comuni capoluogo di partecipare alle riunioni del Consiglio regionale.

Il Coordinamento contribuirà alla elaborazione della legge di istituzione e di disciplina del Consiglio delle Autonomie locali, su cui è necessaria una intesa tra la Regione e i rappresentanti delle Associazioni dei Comuni e delle Province, così da valorizzare il ruolo non solo consultivo ma anche di rappresentanza degli enti locali territoriali e di co-decisione fra la Regione e le Autonomie locali del Consiglio, sulle proposte di legge e gli interventi finanziati che impattano sui sistemi locali.

La prima riunione del coordinamento dei Presidenti delle Province, allargata ai Consigli provinciali, è prevista a  settembre e in quella sede verranno presentate le proposte di modifica della legislazione regionale.

In particolare sono stati individuati cinque settori di intervento

·       Politiche di sviluppo locale. Occorre ripensare il ruolo dell’Agenzia sviluppo Lazio, per costituire una Fondazione bancaria partecipata dalle Autonomie locali, che consenta di risolvere i problemi dell’accesso al credito degli operatori economici locali e permetta di mettere in campo rapidamente efficaci strumenti operativi capaci di agire da volano per lo sviluppo dei territori.

·        Viabilità e trasporti.  La Regione dovrebbe concentrarsi sulla gestione delle ferrovie e trasferire alle Province le funzioni di gestione delle strade e del trasporto locale, riconsiderando il ruolo dell’Azienda Strade Lazio SpA (Astral) e della Costral Spa, oltre che prevedere nel breve periodo la presenza di tutte le Province del Lazio negli organismi di gestione di queste aziende regionali.

·       Turismo, valorizzazione del litorale e delle zone interne. Per consentire lo sviluppo organico delle politiche turistiche e di promozione del territorio, anche nella prospettiva della creazione di una Agenzia regionale che promuova all’estero la regione e il suo territorio, data la centralità delle Province in materia, si propone di trasferire le aziende provinciali di promozione turistica, Apt, e le relative risorse alle Province, nonché la realizzazione dei sistemi turistici locali. Le Province chiedono inoltre alla Regione di raccordare maggiormente la capacità di attrazione turistica di Roma con l’intero territorio laziale, prevedendo interventi specifici per la valorizzazione del litorale e delle zone interne.

·        Urbanistica e governo del territorio. Occorre recuperare a pieno la competenza legislativa della Regione per valorizzare il ruolo delle Province e dei Piani territoriali provinciali di coordinamento, Ptcp, nella pianificazione territoriale, semplificando nel contempo le procedure di approvazione dei Piani regolatori comunali.

·        Lavoro, istruzione e formazione professionale. Nella prospettiva della progressiva attuazione della riforma del secondo ciclo, è necessario distinguere il ruolo di indirizzo e coordinamento tipicamente regionale, dalle funzioni amministrative in materia di lavoro, istruzione e formazione professionale, che dovrebbero essere attribuite organicamente alle Province con il relativo trasferimento di risorse regionali e comunitarie (FSE) e senza l’interferenza di enti strumentali regionali.

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De Maria “Non chiare le modifiche al patto di stabilità”

“Nonostante il Governo abbia preso atto del fatto che il meccanismo del tetto di spesa applicato alle Province nel 2005 non ha funzionato e ha messo in crisi i bilanci delle Amministrazioni locali, nel DPEF ancora non è chiaro come si intenda intervenire per modificarne le regole e renderle più eque ed efficaci per tutte le istituzioni del Paese”.

Lo ha sottolineato Andrea De Maria, Vicepresidente della Provincia di Bologna e responsabile Upi per la  finanza, intervenendo oggi, insieme a Massimo Rossi Presidente della Provincia di Ascoli Piceno e Vice Presidente Upi, Maurizio Zingoni, Consigliere della Provincia di Livorno e membro della presidenza Upi , all’audizione congiunta con le Commissioni bilancio del Senato e della Camera sul DPEF.

“Chiediamo un percorso condiviso – ha detto De Maria – che ci permetta di intervenire da subito nella fase di predisposizione della Finanziaria, per evitare gli errori che sono stati commessi lo scorso anno quando, senza un serio confronto con le Autonomie locali, il Governo modificò le norme del patto di stabilità interno, mettendo in crisi i bilanci provinciali ed impedendo di fatto alle Province di proseguire ad investire  per lo sviluppo dei propri territori”.

“Vogliamo – ha proseguito il presidente Rossi – che sia detto chiaramente nel Dpef che la competitività del Paese passa dallo sviluppo dei territori e che le Province siano messe in condizione di potere fare la propria parte, contribuendo alla ripresa dell’economia assicurando al tessuto imprenditoriale locale un sistema di infrastrutture e di rete viaria efficiente e garantendo ai cittadini scuole sicure e la salvaguardia del territorio e dell’ambiente”. Rossi è entrato poi nella discussione sull’accelerazione alle liberalizzazioni impressa dal Governo con il Dpef: “Credo che prima di proseguire su questa strada – ha detto – sarebbe opportuno verificare quanto i cittadini abbiano fino ad oggi apprezzato questo tipo di iniziative, o se invece, ed è questa la mia impressione, se non ne abbiano ricavato altro che una diminuzione dei servizi a loro disposizione”.

“Oggi siamo qui a confermare – ha concluso Maurizio Zingoni – la disponibilità delle Province a fare la propria parte perché, attraverso la collaborazione dell’intero sistema istituzionale e costruendo un percorso condiviso, si possano raggiungere gli obiettivi richiesti da Ecofin e favorire la ripresa del Paese”. 

Pubblico e privato insieme per raccogliere tutto l’olio usato

Siglato oggi un Accordo di Programma tra l’Unione delle Province d’Italia (UPI) e il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati (COOU), per migliorare la raccolta dell’olio lubrificante usato e raggiungere l’obiettivo del 100%, promuovendo in particolare il recupero dell’olio proveniente dal “fai da te” privato o professionale attraverso sinergie con le Province.
Secondo l’accordo l’Upi si è impegnata infatti a promuovere una corretta informazione e sensibilizzazione delle Province, perché indirizzino i Comuni ad una corretta gestione dei rifiuti costituti dagli oli usati. Il COOU invece metterà a disposizione, nei centri urbani di raccolta differenziata, i contenitori necessari per lo stoccaggio degli oli usati.
Il Consorzio e l’UPI realizzeranno inoltre iniziative di sensibilizzazione per i cittadini e campagne di educazione ambientale nelle scuole, per promuovere una corretta cultura della salvaguardia dell’ecosistema, rendendo noti i danni causati dalla dispersione indiscriminata degli oli sul territorio. Infatti, se versati in acqua, 4 Kg di olio usato, che corrispondono circa al comune cambio dell’olio di un’autovettura, inquinano una superficie della grandezza di un campo di calcio.

Il Presidente del COOU, Paolo Tomasi, ha poi illustrato i dati relativi all’attività del Consorzio ricordando come: “Nel 2004 il Consorzio ha raggiunto il record di raccolta con oltre 210.000 tonnellate di olio usato (pari all’84% del totale raccoglibile), e con più di 106.000 tonnellate di nuove basi lubrificanti prodotte dalla rigenerazione l’Italia si è aggiudicata il ruolo di leader europeo in questa particolare tipologia di riutilizzo. In 20 anni di attività, il COOU  ha salvaguardato il nostro ecosistema e, al contempo, ha fatto risparmiare all’Italia oltre 730 milioni di euro sulla bolletta petrolifera.  Con questo accordo – ha detto poi il Presidente Tomasi – contiamo di riuscire a raggiungere, attraverso il moltiplicatore che ci viene offerto dalla collaborazione con le Province, quello zoccolo duro, rappresentato principalmente dai privati cittadini, che con i nostri soli mezzi non abbiamo potuto sensibilizzare ad una corretto smaltimento degli oli usati”. 
Secondo Massimo Rossi, responsabile per l’Ambiente dell’Upi e Presidente della Provincia di Ascoli Piceno: “Questo protocollo, che si aggiunge agli altri già siglati dall’Upi sul recupero ed il riciclo dei rifiuti, dimostra la volontà espressa dalle Province, di intervenire ed impegnarsi nella tutela dell’ambiente con un approccio partecipato, al fianco dei cittadini e del sistema imprenditoriale, sicuri come siamo che solo con queste sinergie si potranno assicurare all’Italia risultati efficaci. Le azioni di comunicazione e informazione, con lo scambio di buone pratiche, la diffusione di  modelli di qualità, la messa in rete delle esperienze, che tramite l’Upi saranno promosse, potrà contribuire a colmare il gap esistente oggi tra le aree diverse del Paese e diffondere un nuovo approccio alla salvaguardia e valorizzazione del territorio”.
Alla presentazione dell’Accordo è intervenuto anche il Sottosegretario all’Ambiente, Roberto Tortoli, che ha ricordato quanto: “attraverso iniziative di questo genere si conferma il grande senso di responsabilità del Consorzio, che potrà così ottenere il risultato di riuscire a  coprire anche la raccolta proveniente dal fai da tè, quella più difficile da contattare. Un compito in cui la presenza dell’Upi sarà determinante”. Tortoli ha infine ricordato che il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati è una “eccellenza europea”.

In allegato si trasmettono i dati 2004 della raccolta di olio usato nelle diverse Province d’Italia.

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Il commenti del Presidente Cavalli e del Vicepresidente De Maria

Il documento consegnato ieri da Regioni, Province, Comuni e Comunità montane, nel quale sono rappresentati in maniera unitaria i contributi, le proposte e le richieste di tutto il sistema delle Istituzioni locali italiane al Documento di Programmazione Economico-Finanziaria, è un segnale importante e decisivo e la ulteriore conferma del grande senso di responsabilità che Regioni, Province e Comuni sentono nel dare il proprio contributo alla ripresa economica del Paese.
E’ quanto dichiarato dal Vicepresidente dell’Upi e Presidente della Provincia di Brescia, Alberto Cavalli, e dal Responsabile Upi per la finanza locale e Vicepresidente della Provincia di Bologna, Andrea De Maria, dopo l’incontro avuto ieri con il Governo sulla bozza di Dpef   2006-2009.
“Per quanto riguarda il testo che ci hanno presentato – ha detto De Maria – consideriamo negativo che si sia scelto di non inserire nel Dpef indicazioni chiare sulle misure previste per gli Enti locali. Durante l’incontro non abbiamo avuto risposte certe su alcune importanti indicazioni sulle quali lo stesso Ministro Siniscalco si era espresso nel suo intervento, come la volontà di rivedere le regole del patto di stabilità, di escluderne, almeno in parte, gli investimenti e di premiare gli Enti virtuosi, e quindi temiamo che queste indispensabili novità non si traducano in impegni scritti nel testo definitivo. Anzi, in realtà l’unica cosa che ad oggi appare nero su bianco è che i tagli alla spesa si faranno ‘soprattutto sugli Enti locali’”.

De Maria, si è detto preoccupato anche per il rinvio del confronto alla finanziaria “perché – ha detto – ogni volta che si è spostato nel tempo il dibattito, questo ha fatto sì che ci si prospettassero misure inique ed inefficaci, come è accaduto lo scorso anno quando le nuove regole del patto di stabilità sono state introdotte senza il confronto con le Province e le altre istituzioni”.


“E’ importante – ha commentato invece il Presidente Cavalli – che per la prima volta si sia detto di volere trattare la dinamica della spesa corrente non in forma indifferenziata, ma promuovendo una mappatura del territorio che tenga conto delle diversità premiando gli Enti virtuosi. Queste analisi però non dovranno essere condotte nelle stanze chiuse dei tecnici ministeriali, ma costituire un elemento centrale del confronto tra Governo Province”.
Il Presidente Cavalli ha poi voluto sottolineare la rilevanza del fatto che “il Documento riporta enunciato esplicitamente che il primo obiettivo per il Paese è la ripresa economica. Altrettanto importanti sono i riferimenti del Ministro Siniscalco all’agenda di Lisbona, che è rimasto, purtroppo, l’unico documento strategico di grande respiro per una Europa che pensa positivo”. Apprezzabile, poi, secondo il Presidente Cavalli, che si sia scelto di privilegiare gli interventi per le infrastrutture “di cui – ha detto – il Paese è carente e che invece consentono di promuovere la crescita con limitato apporto di importazioni.  Su questo tema, sulle opere pubbliche, le Province possono e devono svolgere un ruolo decisivo”.

Melilli: no all’ineleggibilità al Parlamento, sì all’incompatibilità

“Nel corso della Conferenza unificata di oggi – ha dichiarato il Presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Fabio Melilli – ho presentato una proposta per superare l’ineleggibilità dei Presidenti di Provincia e dei Sindaci dei Comuni superiori a 20.000 abitanti, per le elezioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, e trasformarla in incompatibilità.

La proposta che ho avanzato a nome dell’UPI trae il suo fondamento dalla recente disciplina elettorale per il Parlamento europeo, in cui è prevista l’incompatibilità, e non l’ineleggibilità, per i Sindaci e i Presidenti di Provincia.

Ho posto al Governo la necessità di farsi carico di un provvedimento legislativo ad hoc, che abbia l’obiettivo di armonizzare il sistema delle incompatibilità, in considerazione dell’ormai imminente scadenza della legislatura.

In ogni modo – ha concluso Melilli – nei prossimi giorni invieremo una proposta specifica a tutti i gruppi parlamentari per superare l’attuale discriminante previsione dell’ineleggibilità per gli amministratori locali”.

Penati: “Speriamo che il confronto continui davvero”

“Il Governo ha preso atto della necessità del confronto: speriamo che ora continui”.

 

A sottolineare questo passaggio è stato il Presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, che ha detto: “Oggi non ci è stato presentato il DPEF,   ci è stata solo illustrata la necessità di procedere secondo le indicazioni fornite da Ecofin. Di conseguenza non conosciamo ancora i dettagli della manovra della spesa. Quello che sappiamo è che le nostre proposte non sono state prese in considerazione”.

 

Penati è poi tornato sulla necessità di aprire un dibattito efficace tra tutte le Istituzioni: “Sappiamo – ha detto – che il passaggio non è facile, ma il Governo ha preso atto della necessità del confronto tra le parti. Ci auguriamo che il confronto continui”.

 

Gasbarra:”Il Governo è in difficoltà”

“C’è un Governo in difficoltà che vorrebbe chiedere aiuto, ma non lo può chiedere perché non sa come farsi aiutare”.

 

E’ questa la dichiarazione rilasciata dal Presidente della Provincia  di Roma, Enrico Gasbarra.

 

“Siamo entrati all’incontro con delle preoccupazioni, ed usciamo con altrettante preoccupazioni – ha detto Gasbarra – poco e nulla c’è stato detto se non che il DPEF dipenderà dalle indicazioni fornite da Ecofin. Secondo quali modalità, però , non sappiamo, perché del documento c’è stata consegnata solo la sintesi della sintesi”.  Poco prima dell’incontro, il Presidente Gasbarra sottolineando i temi che avrebbero dovuto essere affrontati con il Governo, aveva richiamato la necessità di prevedere il taglio degli investimenti dal patto di stabilità. “Come dice lucidamente il governatore di Bankitalia Fazio – aveva detto Gasbarra ai giornalisti – vanno intensificati con urgenza gli sforzi a livello di amministrazioni locali per evitare il rallentamento degli investimenti che potrebbe compromettere la ripresa. Dunque, un taglio in questa direzione non sarebbe un dispetto ai Sindaci e ai Presidenti di Province e Regioni,  ma ai cittadini.”

 

 

“Ci sembra cessione di sovranità all’Europa”

“Non siamo in grado di potere dare un giudizio sul Dpef, perchè in realtà il Documento ancora non c’è. Ci sono solo tabelle, ma non la linea di politica economica”.

Lo ha dichiarato alla stampa il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, al termine dell’incontro avuto a Palazzo Chigi con il Governo, nel quale il Ministro Siniscalco ha iullustrato a Regioni ed Enti Locali il Dpef.

“Non conosciamo il Dcoumento – ha detto Melilli – c’erano solo alcune tabelle che naturalmente mostravano i saldi ma non c’é una linea politica economica. Non credo che Regioni, Comuni e Province siano in grado di dare un giudizio. Non possiamo dare un giudizio rispetto al Dpef che ancora non c’é.

“Ci è stato illustrato il Dpef imposto dall’Ecofin – ha poi aggiunto il Presidente Melilli – un documento che ci sembra una dichiarazione di cessione di sovranità all’Europa, di cui prendiamo atto”.

Le Province per l’innovazione

Euro-PA, Fiera di Rimini, 22 giugno 2005

Le Province italiane: una rete per l’innovazione dei territori e del governo locale

Introduzione
Matteo Renzi (Presidente della Provincia di Firenze e Responsabile e-government UPI )

L’e-government nelle Province: un’analisi autocritica e di prospettiva
Corrado Ghirardelli (Assessore Provincia di Brescia )

Dati per il governo locale: rifondare la funzione statistica delle Province anche a beneficio dei Comuni
Marcella Bondoni (Assessora Provincia di Rimini )

Un modello di cooperazione con i piccoli Comuni: la Provincia di Genova nella costruzione del CST
Mauro Solari (Assessore Provincia di Genova )

Le Province a supporto dei processi di associazionismo comunale
Giorgo Musso (Vicepresidente Provincia di Asti )

Province e Regioni: dalla competizione alla cooperazione per lo sviluppo delle reti e dei servizi in rete
Stefano Alvergna (Assessore Provincia di Bologna )

Un coordinamento “leggero” dell’UPI al servizio delle Province su CST e progetti di e-government
Nicola Melideo (UPI E&S – LGnet )

Innovare nelle Province del Sud: problemi, sperimentazioni, possibili soluzioni
Loredana Capone (Vicepresidente Provincia di Lecce )

Banda larga e digitale terrestre per abbattere le discriminazioni digitali nei territori marginali
Patrizio Fausti (Dirigente Provincia di Roma )

Conclusioni
Fabio Melilli (Presidente UPI)
Lucio Stanca (Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie)

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Banda Larga

Con una lettera dell’8 luglio scorso il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, e il Presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi, hanno richiesto un incontro al Ministro delle Comunicazioni, On. Mario Landolfi, per approfondire il confronto sul “digital divide“, sull’accesso alla banda larga nei diversi territori e sulla liberalizzazione delle frequenze wireless.

Cfr. la lettera allegata .

 

 

 

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Melilli: solidali con il popolo inglese

COMUNICATO STAMPA

Uniti contro il terrorismo, solidali con il popolo inglese
Melilli: le Province italiane si mobilitano con Comuni e Regioni


 

“Di fronte  agli atti terroristici –afferma il presidente dell’Upi Fabio Melilli – alle violente azioni che hanno coinvolto, stamattina a Londra, ignari cittadini la nostra ferma condanna verso obiettivi di destabilizzazione, come istituzioni, è forte e profonda”.

“Le Province in queste ore si stanno mobilitando insieme a Comuni e Regioni per partecipare a manifestazioni di solidarietà ma anche per affermare, in piazza, il proprio impegno contro ogni forma di terrorismo”.

“Ci faremo partecipi- aggiunge ancora Melilli- di ogni iniziativa che possa contribuire, anche con la nostra azione, al raggiungimento di una maggiore sicurezza nei nostri territori e in quelli degli altri Paesi d’Europa”

Un pensiero di profondo cordoglio esprimono poi le Province italiane a tutte le vittime degli attentati di Londra
 
 

Roma, 7 luglio 2005

Melilli:”Le Province non possono rispettare il Patto di stabilità”

“Le Province italiane tutte, dalla Campania alla Lombardia alla Toscana, sono nella oggettiva impossibilità di rispettare il patto di stabilità interna, pena la perdita di 800 milioni di euro a danno delle imprese e dello sviluppo”.

L’allarme è stato lanciato oggi dal Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, durante la riunione del Consiglio direttivo dell’Associazione che si è tenuta nel corso di EuroP.A. 2005, il Salone delle Autonomie locali che si sta svolgendo a Rimini. Un incontro cui hanno preso parte anche i Presidenti delle Province italiane e gli Assessori al Bilancio, per discutere dello stato della finanza locale e delle richieste delle Province al Governo sul prossimo Documento di Programmazione Economica e Finanziaria.

Due le grandi emergenze segnalate con forza dall’Upi: la necessità di rivedere le regole del Patto di stabilità interna e le proposte per lo sviluppo del Paese.

“Abbiamo il dovere di dire chiaramente al Governo – ha detto il Presidente Melilli – che, se non riapriamo il dibattito e interveniamo modificando le regole del patto di stabilità, saremo obbligati a compiere una scelta drammatica: o investiamo 800 milioni di euro per la crescita dell’economia locale, uscendo fuori dal patto e andando incontro a tutte le conseguenze e le sanzioni che da questa scelta derivano. Oppure rispettiamo il patto, senza potere però così in alcun caso continuare a dare il nostro contributo alla ripresa del Paese. Per questo chiediamo un incontro al Governo e anche al Procuratore Generale della Corte dei Conti, perché ci si dica in che modo agire per uscire da questa emergenza ”.

Andrea De Maria, Responsabile per la finanza dell’Upi e Vicepresidente della Provincia di Bologna, ha poi descritto la situazione critica dei bilanci delle Province:
“La situazione delle entrate è davvero drammatica. Da una analisi che come Upi abbiamo condotto, al 30 maggio 2005 i tributi propri delle Province hanno subito un calo di più del 3% sulle entrate derivanti dalle imposte provinciali di trascrizione, e addirittura del –16% dell’addizionale per l’energia”. La variazione dei gettiti tributari 2004 – 2005, relativamente ai primi cinque mesi dell’anno indica che per quanto riguarda l’addizionale per l’energia si è passati da 112.690.305 milioni di euro del 2004 a 94.121.186 miliardi di euro nel 2005.

Una crisi che, secondo i dati Upi, riguarda in maniera più marcata le aree industriali: per quanto riguarda la sola addizionale Enel, infatti, Province come quelle di Pavia e Vicenza hanno visto le entrate ridursi del 40%, Biella del 36% circa, Sondrio del 28%.

“E’ evidente – ha concluso il presidente Melilli – che c’è bisogno di riaprire con urgenza la discussione con il Governo, perché è assurdo legare gli investimenti locali al mercato della vendita delle auto o allo stato della piccola e media industria italiana”.

 

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