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Clo: Anche le Province nel Senato federale

LO DICHIARA FORTE CLO (UPI), IN ATTESA INCONTRO CON CALDEROLI


Tutte le autonomie locali devono trovare spazio all’interno del Senato federale: dopo l’incontro di ieri di Calderoli con l’Anci per discutere di Riforme,durante il quale i Comuni hanno chiesto di essere rappresentati al interno del nuovo Senato, l’Upi, l’Unione delle
Province italiane, alza le antenne e in toni pacati, ma fermi, ricorda al Ministro che il sistema delle autonomie è composto anche dalle Province. Vale a dire che all’interno del Senato federale ci deve essere posto anche per loro.

” E’ bene che tutti – dice il vice presidente dell’Upi, Forte Clo – si ricordino che il sistema delle autonomie è composto dai Comuni, dalla Province e dalla Comunità montane. L’Intero sistema, dunque, deve trovare spazio nel Senato federale. Non devono esserci discriminazioni“.

L’associazione conta di essere convocata dal ministro delle Riforme la prossima settimana ed in quella sede ribadirà quanto peraltro già scritto in un documento comune di Anci e Upi che, insieme, espressero un giudizio negativo sul disegno di riforma costituzionale. Nel documento le due associazioni condividono la necessità di “un Senato veramente federale, una Camera rappresentativa delle Regioni, dei Comuni, delle Province, che permetta di individuare all’interno del Parlamento una sede unitaria in cui i diversi soggetti costitutivi della Repubblica possano trovare una più profonda ricomposizione della sovranità nel rispetto dei principi dell’autonomia“.

Comuni e Province – ribadivano nel documento – ritengono necessario rafforzare e riequilibrare il sistema dei “raccordi istituzionali” prevedendo una Commissione federale delle Autonomie nel Senato rinnovato composta dai rappresentanti delle autonomie territoriali e il riconoscimento costituzionale della Conferenza Unificata , nonché rafforzando il ruolo dei Consigli regionali delle autonomie locali. Per gli Enti locali deve infine essere riconosciuto ai Comuni e alle Province il diritto di accesso alla Corte costituzionale contro leggi che ledano la loro autonomia costituzionale.

(ANSA) – ROMA, 25 AGO

Nunes: dal Governo una campagna infondata

Sulla base di quanto riportato dall’Ansa e da alcuni giornali il Governo ha aperto il dossier sulla manovra finanziaria per il 2005. Le misure allo studio hanno due principali obiettivi: avviare il progetto di calo delle tasse, che sarà contenuto almeno in parte già nella Finanziaria 2005, come peraltro indicato nel Dpef e più volte ribadito dal Premier, e dare un taglio sostanziale agli sprechi. Allo studio ci sono innanzitutto “misure per controllare la spesa sanitaria“, annuncia il sottosegretario all’Economia Giuseppe Vegas. E si fa strada l’ipotesi, già avanzata dallo scorso anno, di un ticket unico di 50 centesimi-1 euro a ricetta. C’é poi la partita dei “trasferimenti agli enti locali”.

Il governo ha cominciato da tempo una campagna tesa a dimostrare in maniera infondata che c’é una difficoltà sul patto di stabilità legata agli enti locali“. L’accusa arriva in una dichiarazione fornita all’Ansa da Gino Nunes, responsabile dell’area finanza dell’Upi, l’Unione delle Province italiane, a proposito del dossier che sarebbe arrivato sul tavolo di Berlusconi, contenente la fotografia della spesa pubblica.ù

Secondo il quotidiano ‘Il Tempo’ lo studio sostiene che gli enti locali spendono il 60% delle risorse disponibili, a fronte del 40% dello Stato, e sui 17 miliardi di tagli alla finanziaria da 24 miliardi, 9,5 miliardi riguarderanno Regioni, Province e Comuni e 8,5 miliardi lo Stato.

Questa campagna del governo – continua Nunes – è però infondata dal momento che la Corte dei Conti ha dichiarato che gli enti locali hanno rispettato il patto di stabilità a differenza dello Stato che ha incrementato gli impegni del 2003 sul 2002 del 27%, con punte ben più alte. Nella sua relazione la Corte dei Conti sottolinea come gran parte delle spese maggiori dello Stato sono legati a studi, consulenze e indagini, i primi aumentati nel 2003 dell’82,2%, mentre consulenze e indagini sono cresciute del 53,1%. In particolare, nella crescita, si sono distinti i ministeri dell’ Istruzione e degli Interni, mentre quello dell’Economia e Infrastrutture si sono distinti per particolari spese effettuate per le consulenze. E’ quindi evidente che gli enti locali hanno speso ciò che avevano, rispettando il patto di stabilità, mentre lo Stato ha impegnato e speso senza rispettare il patto“.

L’impressione – prosegue l’esponente delle Province – è che la maggioranza non abbia digerito l’ultimo esito elettorale e che pensi agli enti locali come a presidi del nemico. Gli enti locali – osserva Nunes – non sono gli avamposti del nemico, ma sono governati da centrosinistra e centrodestra, secondo l’espressione dei cittadini”.

Secondo il responsabile finanze dell’Upi, poi, “é singolare la somma di dati contenuta nel dossier: non trovo nulla di strano nel fatto che gli enti locali spendano il 60% delle risorse disponibili a fronte del 40% dello Stato. Se fosse vero, vorrebbe dire che il livello periferico ha la massima capacità di spesa: del resto il federalismo è questo. Mi sembra singolare che ci si meravigli di questo; tutti dovrebbero essere in prima linea nel trasferire risorse e competenze al sistema periferico”.

Insomma, conclude Nunes, “se gli enti locali spendono in forma corretta e con procedure corrette, devono rispondere solo ai cittadini: non abbiamo bisogno di nuovi censori ipercentralistici che poi non fanno altro che parlare di federalismo. Se si vuole introdurre una strada di maggiore controllo la strada c’é: si vada avanti con il federalismo fiscale, consentirà di raccordare più strettamente prelievo e spesa“.

Consultazione pratiche on line

La Provincia di Bologna ha fatto un ulteriore passo avanti per migliorare il diritto d’accesso alle informazioni relative agli atti e ai percorsi dei procedimenti amministrativi. E’ stata infatti attivata la consultazione on line delle pratiche presentate da privati, aziende e Comuni al settore Viabilità, riguardanti licenze e concessioni per l’installazione di cartelli pubblicitari su strade provinciali e per tutti quei casi in cui si occupa, temporaneamente o definitivamente, tratti di strade di competenza dell’Ente (apertura di passi carrai, posa di tubi etc).

D’ora in avanti, chi avvierà una pratica riceverà dalla Provincia una lettera con tutte le istruzioni necessarie per entrare nel sito e verificare in tempo reale a quale punto del percorso amministrativo essa si trovi, chi ne è il responsabile e qual è la data prevista per la sua chiusura.
Dal portale della Provincia, è sufficiente selezionare ‘Servizi on line‘ alla voce ‘Consultazione pratiche‘. Si aprirà una finestra nella quale l’utente scriverà il proprio codice e la chiave di accesso segreta che gli è stata comunicata nella lettera. In tal modo avrà l’accesso riservato alle informazioni relative alla propria pratica.
Per informazioni: e-mail [email protected]


Link
Consultazione pratiche


Sito Viabilità – Provincia di Bologna

 

Avviso

Si comunica che gli uffici dell’Unione resteranno chiusi dal giorno 9 agosto al giorno 23 agosto per le ferie estive.

Ria, maxiemendamento inutile e peggiore del decreto

                                         COMUNICATO STAMPA
                        Ria, maxiemendamento inutile e peggiore del decreto


“L’emendamento proposto dal Governo nel porre la fiducia sul provvedimento è più pasticciato del provvedimento iniziale, perché pone il vincolo ulteriore di rispettare il patto di stabilità a metà anno, cambiando le regole in corso d’opera”. Lo ha affermato Lorenzo Ria, Presidente dell’Unione delle Province d’Italia, all’Assemblea dei Presidenti di Provincia che si è svolta oggi a Roma.
“A quest’atto arrogante risponderemo riaffermando in tutte le forme la nostra autonomia garantita dalla Costituzione: le Province impegneranno tutte le risorse di bilancio prima dell’approvazione della legge di conversione del decreto.”
Nell’Assemblea i Presidenti hanno poi riaffermato la volontà e l’opportunità di abbandonare i tavoli di raccordo istituzionale per costruire un’iniziativa unitaria con tutto il sistema delle Autonomie  e riservandosi di valutare, comunque, ogni eventuale apertura da parte dell’Esecutivo.
“La manovra correttiva sui conti pubblici predisposta dal Governo con il Decreto legge 168/04 rischia di fatto,- afferma ancora Ria- di cancellare anche formalmente l’idea che Province e Comuni siano enti autonomi come previsto dalla Costituzione. Attraverso nuove forme di controllo sulle attività si riafferma una logica antiautonomista che vede le Autonomie locali come soggetti strumentali subordinati gerarchicamente allo Stato”.

Roma, 22 luglio ‘04

Ria: Il 22 luglio mobilitazione delle Province

                                  COMUNICATO STAMPA
 


                Mobilitazione delle Province contro la manovra correttiva
                       A Roma, il 22 Luglio, i 100 Presidenti di Provincia 
 
 
 
“Sarà la prima battaglia, in difesa dei cittadini e dei loro territori quella dei 100  Presidenti di Provincia dopo il rinnovo delle Amministrazioni avvenuto il 12 e 13 giugno” afferma Lorenzo Ria Presidente dell’Unione delle Province d’Italia “I tagli decisi dal Governo – dice ancora Ria- mortificano e paralizzano le Province che non saranno  più in grado di garantire servizi essenziali ai cittadini”. L’Upi, che già ha espresso il suo giudizio fortemente negativo nei confronti della manovra, sia per la metodologia adottata che per i contenuti del provvedimento, giovedì con tutti i Presidenti di Provincia individuerà le azioni politiche che le Province adotteranno nei confronti del Decreto Legge. “Andiamo a riaffermare-ribadisce Ria- che il decreto legge di contenimento della spesa pubblica, nella sua intera impostazione, rivela una tendenza fortemente centralista nei confronti del sistema delle Autonomie locali, in un’ottica che denuncia la più completa sfiducia nei confronti dell’operato politico-gestionale degli organi di governo delle comunità locali, peraltro legittimati dal voto dei cittadini e da questi controllati proprio attraverso il meccanismo elettorale. Il decreto, inoltre, anticipa per tutti gli Enti locali le sanzioni già previste dalla legge finanziaria 2004 per gli enti che non rispettano i vincoli del patto di stabilità interno. Si dimostra in sostanza la volontà di penalizzare indiscriminatamente tutti, indipendentemente dalla virtuosità e dalla capacità, finora invece dimostrata ampiamente, di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di contenimento della spesa pubblica ai fini del patto di stabilità e crescita europeo.

Roma, 19 luglio 2004

Nunes: una pesante ingerenza sulle autonomie locali

                                                 COMUNICATO STAMPA

                     Contro i tagli le Province intenzionate a non applicare la norma
                   A Roma, i 100 Presidenti per chiedere la restituzione della autonomia
  
L’insostenibilità della manovra, la pesante ingerenza sulla autonomia  e sulla attività gestionale degli Enti locali – ha affermato Gino Nunes  responsabile Finanza locale e componente dell’ufficio di presidenza dell’Unione delle Province d’Italia all’uscita dall’audizione in Commissione Bilancio della Camera – inibisce ogni iniziativa e impegno delle Province in particolare sugli interventi per garantire servizi e sicurezze ai cittadini”.

L’assoluta casualità del taglio della spesa, per l’Unione delle Province d’Italia- colpisce le Province con effetti comunque gravissimi e anche estremamente differenziati senza che questi corrispondano in alcun modo al tipo di servizi erogati, alla migliore o minore virtuosità degli Enti o alla qualità dei loro bilanci. “L’ambito di oscillazione della incidenza dei tagli, infatti- dice ancora Nunes- va dall’8%  di Biella e Terni al 56% di Bergamo con una media prevalente dal 18% al 25%” (cfr il Comunicato completo).

“E’ necessario- aggiunge Gino Nunes- inoltre, che le forze politiche e il Parlamento si facciano carico di ristabilire corretti rapporti istituzionali. La manovra rivela una tendenza fortemente centralista nei confronti del sistema delle Autonomie locali e denuncia la più completa sfiducia nei confronti dell’operato politico-gestionale degli organi di governo delle comunità locali, contraddicendo la stessa relazione, della Corte dei Conti, al Parlamento, in questi giorni, che riconosce  l’assoluta correttezza degli Enti locali nel rispetto del Patto di stabilità per gli anni 2002-2003 e la virtuosità gestionale delle Province.”

Per far fronte a questa ingestibile situazione l’Upi ha mobilitato i 100 Presidenti di Provincia convocati in una Assemblea Straordinaria, a Roma, giovedì 22 Luglio, alle 10 e 30 presso la  sala  delle Conferenze in piazza Montecitorio 123 A.

Roma, 20 Luglio 2004

479 milioni di euro: a rischio gli interventi su scuole, strade, territorio

                                     COMUNICATO STAMPA

           479 MILIONI DI EURO LA STANGATA SULLE PROVINCE
                  A rischio gli interventi su scuole, strade, territorio



Enti locali verso una paralisi generale. “La manovra correttiva, adottata su presupposti che cancellano ogni forma di seppur minimo confronto istituzionale- afferma il presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Lorenzo Ria- peserà, inevitabilmente, per quanto concerne le Province, sui servizi, sulle manutenzioni e sulla spesa corrente  per gli edifici scolastici, la sicurezza delle strade, la qualità dell’ambiente e la tutela dei territori, senza contare i processi di sviluppo dei centri per l’impiego che subiranno una pesante battuta d’arresto spegnendo ogni possibilità di intervento sul terreno sociale”  Viene così scaricata sul sistema delle Autonomie locali – per l’Upi-  la necessità di ridurre il rapporto deficit/pil, per rientrare dentro i margini  previsti da Maastricht pur in presenza delle assicurazioni del Governo che aveva escluso, anche in nella sede istituzionale della Conferenza Stato Città, che la manovra potesse riguardare in maniera diretta la finanza degli Enti locali.

“La riduzione  per il 2004 dei consumi intermedi pari al 10% della spesa annua mediamente sostenuta  nel triennio 2001-2003 è inaccettabile- dice ancora Ria- perchè fittizia: nella realtà la percentuale sale al 15% con punte fino al 20%. Le Province, secondo le prime stime dell’Upi dovranno tagliare 60 milioni di euro sugli interventi per le strade, 108 sulle scuole, 71 su ambiente e territorio.

Questa  è la posizione che l’UPI rappresenterà nel pomeriggio in sede di Conferenza Unificata.

Roma 15 luglio 2004   

Costituzione europea

La Costituzione europea recentemente approvata a Bruxelles è stata pubblicata anche in lingua italiana sul sito del Governo.

La traduzione del testo, inizialmente solo in inglese e francese, è stata curata dal Segretariato della Conferenza intergovernativa per venire incontro alle esigenze informative di quanti, in vista della firma solenne che si terrà a Roma nell’autunno prossimo, vogliono ‘cimentarsi’ nella lettura del voluminoso trattato.

Nel testo sono state inserite le modifiche concordate a Bruxelles il 18 giugno scorso dai Capi di Stato e di Governo, inerenti la definizione della maggioranza qualificata nei casi in cui solo alcuni membri del Consiglio hanno il diritto al voto.

In vista della ratifica, il testo del Trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa sarà sottoposto al vaglio degli esperti linguisti/giuristi del Consiglio che predisporranno le 21 versioni linguistiche autentiche in base all’Articolo IV-10 del Trattato medesimo.

La redazione si concluderà entro la fine di settembre 2004.

Per ulteriori approfondimenti cfr. il sito sull’avvenire dell’Unione europea.

Giudizio dell’UPI sul taglio del 10% imposto dalla manovra correttiva del governo

COMUNICATO STAMPA

“UN DIKTAT CONTRO GLI ENTI LOCALI.
UNA SCELTA CHE LI PORTA ALLA PARALISI”


È il giudizio dell’Unione delle Province d’Italia sul taglio del 10% imposto dalla manovra correttiva del governo , espresso dal suo Presidente Lorenzo Ria


“Un taglio da 300 milioni di euro, questo il regalo che il governo ha fatto alle province italiane con la recente manovra finanziaria correttiva”. E’ questo il giudizio dell’UPI, sintetizzato dal suo  Presidente Lorenzo Ria,  che ne deduce anche le naturali conseguenze politiche ed operative.

 “È una manovra tecnicamente impossibile – afferma – perché è la premessa della paralisi generale degli enti locali. Si tratta, infatti, di un ulteriore taglio indiscriminato, che si somma al taglio di 488 milioni di euro già determinato dal governo con la finanziaria 2004”. 

 “Quello che più preoccupa nelle misure del governo – dichiara ancora il Presidente dell’Unione delle Province d’Italia – è l’idea  asfittica e regressiva di società che tali misure denunciano. Altro che innovazione e nuova crescita. Queste misure si ripercuoteranno  inevitabilmente sulla qualità degli edifici scolastici, sulla sicurezza delle strade, sulla qualità dell’ambiente, sulla messa in sicurezza dei territori. Queste stesse misure bloccheranno i grandi processi di trasformazione in atto dei Centri per l’Impiego e spegneranno ogni possibilità di intervento sul terreno sociale”.

 “Ci sono tre ragioni di metodo e di merito per bocciare senza appello le scelte del governo, conclude il Presidente dell’Unione delle Province d’Italia.
La prima. Questa scelta assume la forma di un diktat. Il governo ha, infatti, cancellato ogni forma di corretto rapporto istituzionale con gli enti locali.
La seconda. L’eventuale approvazione parlamentare del decreto  alimenterebbe un contenzioso infinito con le imprese private  che già sono affidatarie di servizi per l’intero anno e per gli importi già previsti dai bilanci approvati.
La terza. Il governo ha già autorizzato aumenti tra l’8 e il 10% per il rinnovo contrattuale del personale. Ora, che dobbiamo dire ai dipendenti provinciali! Che il governo ci ha tolto i soldi per i rinnovi contrattuali già approvati?

 L’assurdità di queste situazioni – conclude il Presidente dell’UPI Lorenzo Ria – rende chiari gli errori di scelta fatti dal governo”.  

 

Roma, 12.7.2004

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