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Dichiarazione dell’Assessore Vincenzo Vita.

“Favorire la massima diffusione della conoscenza e dell’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, individuando nella Provincia di Roma un punto di riferimento a livello nazionale”.

E’ questo l’obiettivo, secondo l’assessore provinciale alla Cultura e Comunicazione della Provincia di Roma, Vincenzo Vita, del nuovo portale interattivo delle Province italiane, presentato questa mattina all’ex sala stampa del Giubileo, in un convegno organizzato dall’Unione Province Italiane (Upi) e ospitato dall’Amministrazione di Palazzo Valentini.

“Spesso si confonde l’e-Government con la tecnologia – ha spiegato l’assessore Vita – in realtà è un processo  democratico aperto al libero accesso di tutti. Proprio per favorire l’uso di internet, l’Amministrazione provinciale, recependo l’impegno preso dal Presidente Gasbarra con i cittadini, vuole promuovere lo sviluppo di infrastrutture di rete (cavi, wireless, satellite,) adeguate a portare entro il 2006 la “banda larga” in tutti i 121 comuni che fanno parte del territorio dell’ente. Inoltre, Palazzo Valentini sta lavorando per l’alfabetizzazione informatica  e tecnologica così da favorire l’uso della firma digitale, con speciale attenzione ai giovani e agli anziani attraverso l’uso di 11 aule di informatica: nove fisse e due mobili. Infine, siamo impegnati nel free software in modo da attrezzare la struttura informatica interna della Provincia: risviluppo dei software in ambiente web, reti interne e cablaggio, installazione di 2000 computer di cui 1000 in rete. Tutto questo si traduce in vantaggi concreti per i cittadini in termini di trasparenza, semplificazione burocratica, risparmio di tempo”. 

“Si tratta di obiettivi ambiziosi – conclude l’assessore Vincenzo Vita – che per essere realizzati richiedono una convergenza di impegni da parte di tutte le amministrazioni pubbliche: Comuni, Province, Regioni e Stato centrale. Non possiamo certo dividerci per ragioni di bandiera o di colore politico, sulle scelte fondamentali per lo sviluppo del Paese e per il futuro dei nostri figli”.

Da oggi è on line il nuovo sito dell’Unione delle Province d’Italia.

Benvenuti nel Portale delle Province Italiane, il nuovo sito dell’Upi diretto ai cittadini, alle imprese, alla Pubblica Amministrazione, ai mass media.

Nel portale troverete informazioni , dati statistici, dossier e studi, bandi e concorsi, news e appuntamenti legati al mondo delle province.

Buona navigazione.

Direttiva per l’Open source nella P.A

“La direttiva, che porta l’Italia tra i primi Paesi al mondo a disporre di criteri in questo settore”, ha spiegato Stanca, “prende in considerazione i significativi sviluppi delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione ed in particolare il processo di produzione, distribuzione ed evoluzione dei programmi informatici che si basa sulla disponibilità del codice sorgente aperto (open source) ed ha come scopo quello di fornire un indirizzo univoco relativo alla scelta delle soluzioni per le predisposizione e per l’acquisizione dei programmi informatici da parte delle Pubbliche amministrazioni”.

Cfr. il comunicato stampa del Ministro

In Conferenza Unificata l’UPI conferma il parere negativo alla manovra 2004.

“I 170 milioni di euro che il Governo ci ha sottratto impediranno alle Province di investire in politiche di sviluppo per i cittadini.”
Lo ha detto il Presidente dell’UPI Lorenzo Ria, intervenendo alla riunione della Conferenza Unificata di oggi.

La cifra, che si aggiunge ai 370 milioni euro di prelievo dovuti ai vincoli del patto di stabilità, è composta dai 60 milioni di euro, che spettano alle Province per il rimborso degli ecoincentivi, dai 23 milioni di euro per il taglio dei trasferimenti e dai 51 milioni di euro per il mancato finanziamento a favore dei centri per l’impiego.

“Sono risorse – ha sottolineato Ria – che le Province dovevano utilizzare per rilanciare il mercato dell’occupazione, per proseguire nell’azione di tutela del territorio, per la manutenzione di strade e di scuole, e che, è il caso degli ecoincentivi, sconfessando le stesse norme di rimborso previste dallo stato: dal 2002 stiamo ancora aspettando  il reintegro mensile previsto”. 

Il Presidente Ria ha poi voluto sottolineare le gravissime scelte politiche della manovra:  “Questa finanziaria -ha detto – minaccia fortemente l’autonomia degli Enti locali, perché non responsabilizza gli amministratori e esclude qualunque avvio di federalismo fiscale. Continuiamo invece a subire i lacci del Patto di stabilità, che già lo scorso anno ha messo a dura prova la tenuta dei bilanci provinciali: per il 2004, con le norme attuali, ci sarà il tracollo definitivo.”

 

Da Ferrara l’UPI lancia proposte per la difesa delle risorse idriche

“L’acqua una risorse da tutelare” è il titolo del Convegno Nazionale promosso dall’Unione delle Province d’Italia e dalla Provincia di Ferrara, che si è aperto questo pomeriggio al Castello Estense di Ferrara.

Una ‘due giorni’ di dibattito per discutere delle strategie e delle politiche da attuare a difesa delle risorse idriche, in occasione dell’Anno Internazionale dell’Acqua.
 
“Vogliamo – ha detto nel suo intervento il Vicepresidente dell’Upi Forte Clo – lanciare tre proposte al Governo, al Parlamento e alle altre istituzioni locali. In primo luogo, la definizione di una ‘Legge quadro’ nazionale, un Testo unico dell’acqua, che tenga insieme tutta la normativa  che oggi, in maniera frammentaria, tratta dell’inero ciclo delle acque: dalla tutela al risparmio alla corretta gestione delle risorse.
 
Agli Ambiti Territoriali Ottimali proponiamo di istituire, presso l’UPI,  un Coordinamento nazionale, che possa, senza diventare l’ennesima associazione, lavorare all’interno del sistema esistente delle Province, che hanno un ruolo centrale.

A conclusione dell’anno Internazionale dell’Acqua – ha poi aggiunto Clo – proponiamo ai Comuni e a tutti quei soggetti istituzionali, del mondo economico e della società civile, che a diversi livelli si occupano della difesa della risorsa idrica, di indire una Giornata Nazionale dell’Acqua, in cui riunire le tante esperienze che in Italia si sono sviluppate e coinvolgere i cittadini e il territorio su questa tematica, determinante per il futuro del Paese”.

 

La proposta di riforma dell’Upi

Accanto ai cento senatori eletti a suffragio universale, dovranno essercene altri cento rappresentanti dei governi locali: Regioni, Province e Comuni.

E’ questo il modello di Senato federale proposto oggi, nell’audizione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, dal Presidente dell’Upi Lorenzo Ria.

“Se il Senato federale  – ha detto Ria – deve essere la sede di rappresentanza degli interessi territoriali, i diversi livelli istituzionali devono esservi direttamente rappresentati, secondo un modello paritario rispetto alla componente eletta a suffragio universale. Solo così si darà seguito al dettato costituzionale che garantisce piena dignità politica di tutte le istituzioni dello Stato.

Per lo stesso motivo – ha proseguito Ria – nella componente rappresentativa degli enti territoriali devono essere  rappresentati in rapporto paritario Regioni ed Enti locali”.
Ria ha poi aggiunto che il Senato federale, così come proposto dall’UPI, potrebbe essere istituito già a partire dalla XV legislatura.

Il Presidente ha voluto anche ribadire la posizione delle Province in merito alla composizione della Corte Costituzionale: “L’accesso diretto alla Corte Costituzionale per i Comuni, le Province e le città metropolitane  – ha detto – è una condizione necessaria per tutelare le loro attribuzioni costituzionali e per non compromettere, anche in questo caso, la pari dignità costituzionale”.

 

 

Le Province intendono esercitare un ruolo determinante

Le Province chiedono un ruolo determinante nel procedimento di istituzione delle Città metropolitane, un processo che, con l’attuazione della  delega prevista dalla legge La Loggia, occorre finalmente avviare, definendo procedure chiare e  superando i tanti ritardi esistenti.
Lo hanno ribadito  l’Ufficio di Presidenza dell’Upi e i Presidenti delle Province delle aree metropolitane, che si sono riuniti oggi a Roma.

 
“Alle città metropolitane devono essere assegnate le funzioni provinciali e comunali per il governo di un’ area vasta, nella quale tra il comune capoluogo e gli altri comuni vicini si crea una situazione di stretta integrazione territoriale, nelle attività economiche, nei servizi essenziali alla vita sociale, nelle relazioni culturali, nelle caratteristiche territoriali.

E’ un’area vasta che spesso coincide con il territorio provinciale.


Per questo la città metropolitana è piuttosto una “provincia speciale”, una “provincia metropolitana”.
Non a caso la città metropolitana, nell’attuale ordinamento, si presenta come un’istituzione che amplia e, quindi, supera l’attuale modello di Provincia. Per questo occorre garantire che la Provincia sia protagonista del processo di istituzione, o ne verrebbe lesa l’autonomia, oggi tutelata dalla Costituzione.
E’ evidente che l’istituzione delle Città metropolitane dovrà essere il risultato di un processo di concertazione istituzionale e di un’intesa tra le Province e i Comuni interessati, in particolare con i Comuni capoluogo.
Proponiamo fin da ora all’Anci un tavolo di lavoro comune per definire una proposta unitaria da presentare alla Commissione che sta lavorando all’attuazione della delega sulle funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane”.

 

Ria: “Un anno di incomunicabilità con il Governo”

“Il rapporto con il Governo e con il Parlamento in questo ultimo anno è stato segnato da un forte stato di incomunicabilità . Ormai solo eccezionalmente si riesce a trovare momenti di sintonia, e le intese sottoscritte vengono regolarmente disattese nei comportamenti e nelle azioni di governo successive”.

Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Lorenzo Ria, aprendo l’Assemblea dei Presidenti di Provincia e il Direttivo dell’Upi, convocati oggi a Roma per dettare al Governo e al Parlamento le richieste delle Province sulle due partire della legge finanziaria e sulla  riforma costituzionale. 

“Nonostante questo – ha sottolineato Ria – non siamo mai andati allo scontro frontale, o peggio, all’Aventino, perché riteniamo necessario tenere aperto il confronto per concorrere come province al risanamento della finanza e fare fronte dignitosamente alle nostri funzioni.”

Ria ha poi voluto ricordare alcuni dei punti della legge finanziaria considerati più dannosi per l’autonomia delle Province. “La finanziaria presentata  – ha detto – detta pesanti passi indietro sulla strada del federalismo fiscale, con la proroga dell’Alta commissione per tutto il 2004; le norme sul patto di stabilità interno in vigore non aiutano la finanza pubblica, non responsabilizzano e creano difficoltà ad un numero sempre più esteso di governi locali.
Se il Parlamento e il Governo non accoglieranno le nostre proposte di emendamenti – ha concluso –  il danno per le Province e i Comuni si estenderà a macchia d’olio, con risultati difficilmente reversibili.” 

L’Assemblea dei Presidenti e il Direttivo Upi hanno poi siglato gli ordini del giorno sulla finanziaria e sull’istituzione delle nuove province, nei quali viene ribadito il giudizio negativo sulle proposte del Governo e si presentano le richieste e gli emendamenti ritenuti necessari per riavviare correttamente il confronto tra le istituzioni nazionali e locali.

 

539 milioni di euro in meno alle Province

“Questa finanziaria taglia 539 milioni di euro alle Province”.

Lo ha detto il responsabile della finanza dell’Upi, Gino Nunes, Presidente della Provincia di Pisa, intervenendo all’incontro organizzato dalle Regioni per discutere della manovra finanziaria.
Il Presidente ha poi voluto scandire i dati dei tagli alle Province.

“Si tratta di 539 milioni di euro in meno, di cui 370 milioni di euro, che derivano dal patto di stabilità, 23 per il taglio dei trasferimenti, 60 per il mancato rimborso degli ecoincentivi e 51 milioni di euro per il mancato finanziamento a favore dei centri per l’impiego.

I primi a farne le spese – ha aggiunto Nunes –  saranno i cittadini,  che  vedranno di molto ridotte la qualità, la quantità e l’efficienza dei servizi. Penso alla copertura delle nuove funzioni assegnate  alle Province, come i compiti di polizia provinciale o di controllo dei corsi d’acqua. Per la manutenzione dell’edilizia scolastica, poi sono state stanziate cifre irrisorie, che non permetteranno di coprire i lavori necessari ad assicurare la messa in sicurezza di tutte le scuole.
E mentre il Governo ci taglia le risorse, il Parlamento non trova di meglio da fare che istituire tre nuove Province.
Una finanziaria, dunque che, penalizza fortemente Province e cittadini, ma soprattutto che chiude la strada a una qualunque prospettiva futura di federalismo fiscale”

 

Il Consiglio Provinciale aperto sul lavoro a Lecce.

Il Consiglio Provinciale di Lecce  ha cambiato volto, oggi, nel corso della seduta monotematica sui temi della nuova disciplina del mercato del lavoro.
I veri protagonisti, oggi, sono stati gli studenti, i giovani che frequentano i corsi di formazione e orientamento al lavoro, le organizzazioni sociali dei lavoratori, delle imprese industriali e degli artigiani, gli operatori dei Centri per l’Impiego e della formazione, sindaci delle Comunità locali.
Molte voci, quindi, per un’unica musica: la Province italiane hanno assicurato, in questi anni, una impensabile vitalizzazione della funzione e del ruolo economico- sociale dei Centri per l’Impiego. Il decreto legislativo n. 276/2003, che attua la legge delega n. 30/2003, rischia di compromettere e marginalizzare il nuovo ruolo delle Province, che in questi anni ha prodotto grandi risultati in favore dei giovani e delle imprese.
Il presidente della Provincia di Lecce Lorenzo Ria, presiedente dell’Unione delle Province d’Italia, introducendo i lavori, ha affermato che “la Provincia è l’istituzione ideale per rappresentare il tessuto osseo e muscolare delle moderne politiche attive del lavoro. Per continuare a svolgere tale funzione è necessario che la legge torni a valorizzare il ruolo delle Province sui delicati e decisivi terreni dell’istruzione professionale, della formazione, dell’e-government, dell’accesso ai dati sensibili dei soggetti con competenze in materia di lavoro e previdenza”.
Il Consiglio Provinciale ha concluso i propri lavori approvando l’o.d.g. proposto, su questo tema, dall’UPI con 19 voti favorevoli e 6 astenuti (A.N. – F.I. – U.D.C.).

I risultati dell’incontro tra Upi, Cgil Cisl e Uil scuola e Snals.


Riforma scolastica, autonomia e rilancio dell’istruzione sono stati i temi sui quali si sono incontrati oggi i rappresentanti di Cgil, Cisl Uil scuola,  Snals e Upi, per avviare un percorso condiviso di collaborazione e confronto.
Nell’incontro è emersa la necessità di rafforzare il rapporto tra le istituzioni scolastiche e gli enti locali, per concordare strategie di sviluppo dell’autonomia e rafforzare il ruolo sociale delle scuole sul territorio.
“Da oggi parte un percorso – è stato detto da Gianni Oliva, coordinatore Upi degli assessori provinciali all’istruzione – volto a individuare strumenti concreti ed efficaci, in grado di rispondere anche alle problematiche che le Province ogni giorno incontrano, nella loro azione amministrativa, dalla manutenzione delle scuole alla programmazione dell’offerta formativa, al raccordo tra istruzione formazione e lavoro”.

Ria: “Il Governo non rispetta i patti sottoscritti nell’Intesa Interistituzionale “

“Il Governo non rispetta il patto che aveva sottoscritto con le istituzioni, e, anzi, pretende di chiudere in tutta fretta la riforma della Costituzione chiedendo a Regioni, Province e Comuni di accettare passivamente un modello imposto dall’alto, elaborato senza la minima concertazione, frutto del lavoro di pochi”.
Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Lorenzo Ria, intervenendo all’incontro con il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ha accettato oggi di ascoltare Regioni ed Enti Locali sul tema della nuova Costituzione del Paese.
“Nel giugno 2002 abbiamo siglato una intesa interistituzionale – prosegue Ria – che, almeno nelle intenzioni, stabiliva che il principio della concertazione fosse il pilastro della futura dialettica sulla riforma dello stato. Un patto che non è stato rispettato.
Si prevedeva  l’integrazione della  Commissione Bicamerale per gli affari regionali con i rappresentanti dei governi del territorio: altro patto non rispettato.
Si stabiliva di arrivare ad una rapida introduzione di elementi di federalismo fiscale. Ma anche questo non è stato rispettato. 
Troppe cose sono state tralasciate, perché ci si possa chiedere, oggi, di acconsentire senza obiezioni e in tempi rapidi, alla proposta del Governo.
Una proposta che, comunque, ci lascia fortemente perplessi nella definizione di alcune delle più importanti novità che intende introdurre.
Il Senato federale, prima di tutto, che è debole, inconsistente e di “federalista” contiene ben poco, soprattutto in quanto ai criteri previsti per l’elettorato passivo . Noi proponiamo che si arrivi alla definizione di un sistema “misto”, di un Senato i cui membri siano in parte espressione diretta della rappresentanza dei territori, e in parte eletti direttamente dai cittadini.
La Corte costituzionale, la cui composizione, sebbene modificata, continua a non prevedere l’accesso diretto per le Province, i Comuni e le Città Metropolitane, in totale spregio dei principi della pari dignità costituzionale previsti dall’art. 114  della Costituzionale.
Al Presidente Berlusconi, poi – conclude il Presidente Ria –  chiediamo il rilancio e il riconoscimento delle funzioni proprie della Conferenza Unificata, che è il luogo principale di raccordo tra i diversi livelli di governo.
Un altro principio che era stato sancito con l’intesa interistituzionale del luglio 2002: un altro patto che, almeno fino ad oggi, è stato disatteso”.


 

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