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Ventotene, 9 maggio 2025 – Celebrazione della Festa dell’Europa tra memoria e futuro europeo.

La Festa dell’Europa, promossa dalla Provincia di Latina in collaborazione con l’Istituto di Studi Federalisti Altiero Spinelli, ha celebrato i valori fondanti dell’Unione Europea in una giornata di riflessione sull’identità europea e sul futuro della democrazia. Il cuore simbolico del Manifesto di Ventotene ha fatto da cornice a un evento che ha riunito studenti, istituzioni e rappresentanti del territorio, dando vita a un dialogo sul progetto europeo.

La cerimonia, che si è svolta in Piazza Castello a Ventotene, è stata moderata da Mario Leone, Direttore dell’Istituto di Studi Federalisti Altiero Spinelli. Leone ha guidato il pubblico in una riflessione sul significato del Manifesto di Ventotene e sull’attualità dell’idea di un’Europa unita. A dare il benvenuto, il Sindaco di Ventotene, Carmine Caputo, ha ricordato il ruolo cruciale dell’isola come “culla dell’idea di un’Europa libera, solidale e unita”.

Un momento di particolare impatto è stato il videomessaggio della Vicepresidente del Parlamento Europeo, Pina Picierno, che ha sottolineato l’urgenza di rilanciare il progetto europeo in un contesto segnato da conflitti e sfide globali. “Ventotene resta un faro che ci guida verso una democrazia europea più forte, partecipata e solidale”, ha dichiarato Picierno.

Anche Antonella Sberna, Vicepresidente del Parlamento Europeo delle Regioni, ha rimarcato l’importanza di coinvolgere le comunità locali nella costruzione di un’Europa più inclusiva, partendo dal protagonismo delle nuove generazioni.

Daniele Piccinella, Consigliere Comunale di Sezze e membro della rete BELC – Building Europe with Local Councillors, ha evidenziato l’importanza della Giornata dell’Europa come occasione per celebrare i valori che ci uniscono come cittadini europei: “In luoghi simbolici come Ventotene, possiamo ritrovare il significato profondo di una comunità fondata sulla pace, la solidarietà e la cooperazione tra i popoli”.

Il Prefetto di Latina, Vittoria Ciaramella, ha sottolineato il valore educativo e di memoria storica di Ventotene, ricordando come l’isola non sia solo il luogo di nascita del Manifesto, ma un testimone vivo di un progetto di pace e solidarietà per le nuove generazioni.

Pasquale Gandolfi, Presidente UPI Nazionale, ha inviato le proprie dichiarazioni “Oggi celebriamo i valori fondanti dell’Unione Europea e ricordiamo lo straordinario apporto dell’Italia alla costituzione del progetto europeista. Abbiamo il dovere, come istituzioni, di mantenere vivi questi valori e di trasmetterli alle nuove generazioni e per farlo dobbiamo concretizzarli in atti di buona amministrazione al servizio dei cittadini europei. Il PNRR ha come obiettivo proprio questo: di costruire in tutta Europa uno sviluppo equo, sostenibile, strutturato, per le generazione future. E’ solo trasmettendo il potere dell’istruzione, la forza della cultura, il rispetto per l’ambiente e la dignità del lavoro che contribuiremo a far sentire l’Europa come una istituzione viva e di riferimento per i ragazzi e le ragazze”

Nel suo intervento, il Presidente della Provincia di Latina, Gerardo Stefanelli, ha riflettuto sulla straordinarietà di celebrare l’Europa proprio a Ventotene, un’isola che, nel cuore del conflitto mondiale, è diventata simbolo di speranza e di progettualità per un’Europa pacifica. Ha ricordato come, nel 1941, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, confinati su questa piccola isola, scrissero il Manifesto che gettò le basi di un’Europa unita non come somma di poteri, ma come una comunità di destino. “Ventotene non è solo un luogo storico – ha affermato – ma un punto di partenza per una visione che ha visto due giovani, di soli 31 e 33 anni, sognare un’Europa libera, cooperativa e solidale, in un periodo in cui il regime proibiva di sperare.”

Stefanelli ha proseguito sottolineando che l’Europa non è nata da un trattato, ma dalla scelta di cooperare invece che confrontarsi con rivalità distruttive. Ha ricordato la storicità del gesto di Robert Schuman, ministro degli Esteri francese, che il 9 maggio 1950 propose la messa in comune delle risorse strategiche tra Francia e Germania, trasformando i materiali che avevano alimentato le guerre europee nei fondamenti della pace e della cooperazione.

Rivolgendosi poi ai giovani presenti, il Presidente ha sottolineato l’importanza di loro nella continuità di questo sogno europeo: “L’Europa non è un museo – ha detto – ma una promessa che ogni giorno deve essere rinnovata”. Ha citato anche il coraggio di Sophie Scholl, che a soli 22 anni si oppose al regime nazista, scegliendo la resistenza pacifica. Il suo sacrificio, ha ricordato Stefanelli, rappresenta l’importanza di agire per una causa giusta, anche a costo della propria vita. La scelta di Scholl, che si trovava alla stessa età di molti dei giovani presenti, è un richiamo alla responsabilità civica che ogni generazione deve abbracciare.

In conclusione, il Presidente della Provincia ha utilizzato l’immagine di un albero per descrivere l’Europa: “Le radici affondano nella storia e nella memoria, come in quest’isola che è la madre dell’Europa. Il tronco è rappresentato dalle regole, dalle istituzioni e dai diritti condivisi, che permettono all’Europa di resistere alle tempeste. Ma sono i rami – giovani e in crescita, come voi – a darle forma. Se li nutriamo con idee, coraggio e partecipazione, quell’albero continuerà a dare frutti di pace, libertà e speranza per il futuro.”

Durante la cerimonia gli studenti coinvolti nel progetto “Educazione Civica Europea” hanno ricevuto una copia simbolica del Manifesto di Ventotene, per rafforzare il legame tra memoria storica e futuro dell’Europa. Le autorità hanno poi reso omaggio ad Altiero Spinelli con la deposizione di una corona di fiori sulla sua tomba ed hanno visitato il Museo Archeologico e il Confino, luoghi che hanno ispirato il Manifesto, riaffermando l’importanza di mantenere viva la memoria storica.

Ventotene ha così confermato il suo ruolo di simbolo e motore per il futuro dell’Europa, rimanendo un luogo di incontro, riflessione e progettazione per le generazioni future.

 

A Villa Monastero di Varenna un convegno sulla gestione del personale negli enti locali

Lunedì 12 maggio a Villa Monastero di Varenna si terrà il Convegno “La gestione del personale tra vincoli di finanzia pubblica e riforme istituzionali: quali prospettive per gli enti locali?”.

Il Convegno, organizzato dalle Province di Lecco, Como e Sondrio con il patrocinio dell’Unione delle Province lombarde, rappresenta un’importante occasione di aggiornamento e confronto sui temi attuali riguardanti la gestione del personale nelle amministrazioni pubbliche e, in particolare, negli enti locali.

In un contesto caratterizzato da vincoli finanziari e da riforme istituzionali che impattano direttamente sull’organizzazione degli enti locali, il Convegno offrirà spunti di riflessione e approfondimento per amministratori e professionisti del settore.

Il Convegno sarà aperto dal Presidente aggiunto della Corte dei conti Tommaso Miele e le conclusioni saranno affidate a Gianni Trovati noto giornalista di politica-economica.

Sarà possibile assistere anche collegandosi da remoto.

Programma

9.45 Saluti istituzionali
Sergio Pomponio – Prefetto di Lecco
Alessandra Hofmann – Presidente della Provincia di Lecco
Fiorenzo Bongiasca – Presidente della Provincia di Como
Davide Menegola – Presidente della Provincia di Sondrio

10.00 Presentazione del Convegno e apertura dei lavori
Tommaso Miele – Presidente aggiunto Corte dei conti

Interventi

10.15 Giampiero Pizziconi – Consigliere Corte dei conti
Vincoli di finanza pubblica e gestione del personale: quali prospettive tra Decreto Pa e riforma del Tuel?

10.45 Francesco Radicetti – Capo Ufficio legislativo Dipartimento FP PCM
Le nuove prospettive di riforma in chiave di attrattività per gli enti locali

11.15 Giovanni Fosti – Professore School of Management Sda Bocconi
Strategie di ente e politiche del personale: un legame sempre più stretto

11.45 Veronica Nicotra – Segretario generale Anci
Il “modello” Pnrr per una pubblica amministrazione locale che va avanti

12.15 Piero Antonelli – Direttore Unione Province d’Italia
Rafforzamento amministrativo e sostenibilità finanziaria nelle nuove Province

12.45 Pasquale Monea – Segretario generale CCIAA di Chieti-Pescara
Gestione del personale e discrezionalità amministrativa

14.15 Antonio Naddeo – Presidente Aran
Il contratto collettivo come strumento per la gestione del personale

14.45 Amedeo Bianchi – Consigliere Corte dei conti
I rapporti tra la parte datoriale e le rappresentanze dei lavoratori: prospettive future

15.15 Rita Longobardi – Segretario generale Uil Fpl
Il lavoro pubblico locale: emergenza attrattività. Vincoli alla luce del Decreto Pa

15.45 Fabrizio Dall’Acqua – Dirigente Struttura beni confiscati Mininterno
Le leve per la gestione del personale: dalle progressioni al lavoro agile

16.15 Conclusioni
Gianni Trovati – Giornalista Il Sole 24ore

Fondi europei, Gandolfi “Adottare il modello PNRR per tutte le linee”

Questa mattina il Presidente della Provincia di Bergamo e Presidente UPI Pasquale Gandolfi ha preso parte al Convegno Fondi europei a gestione diretta, tenutosi presso il Palazzo MO.CA di Brescia.

Nel suo intervento il Presidente ha dichiarato: “Il modello adottato con il PNRR dovrebbe rappresentare un riferimento anche per l’utilizzo delle future risorse europee, dirette e indirette. Se a questo modello si accompagnasse una piena valorizzazione degli enti locali, a partire dalle Province, l’Italia potrebbe colmare molte delle sue storiche criticità nella gestione dei fondi UE”.

Papa: Bandiere a mezz’asta sui palazzi delle Province

Le Province italiane espongono le bandiere a mezz’asta in segno di lutto per la morte di Papa Francesco.

“E’ un segno di sincero rispetto, che va al di là della ritualità, nei confronti di un Papa che abbiamo sentito molto vicino.

Un Papa che nel suo pontificato non ha mai smesso di scuotere le coscienze di chi opera nelle istituzioni, rivolgendosi non solo ai grandi del mondo ma anche a noi amministratori locali”.

Lo dichiara Pasquale Gandolfi, Presidente dell’UPI.

La commozione delle Province per Papa Francesco Gandolfi “Il Papa della pace. Non dimenticheremo le sue parole”

“Tutte le Province italiane si uniscono commosse al dolore del mondo per la morte di Papa Francesco. Un Papa che fino alla fine ha rivolto appelli ai governanti ad interrompere le guerre devastanti e a far vincere la pace. Quando lo incontrammo, nell’udienza che volle riservare alle Province nella sala Clementina, ci esortó a presidiare la cura della Casa Comune e a porre il servizio per i nostri territori come una delle questioni centrali della nostra missione di governo. Le sue parole restano scolpite nei nostri cuori” . È il messaggio di cordoglio del Presidente dell’UPI Pasquale Gandolfi, a nome di tutte le Province italiane.

La Provincia di Vicenza a Roma ricevuta dal Ministro Urso

“L’imposizione dei dazi da parte degli Stati Uniti sta mettendo sotto pressione i mercati e l’intera economia globale. In questo contesto è fondamentale mantenere sangue freddo ed equilibrio nelle decisioni: isterismi e polemiche di natura ideologica non solo risultano inutili, ma finiscono per alimentare un clima di incertezza dannoso per tutti”. Queste le parole che il presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin ha condiviso questa mattina con il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, nel corso di un incontro a Palazzo Piacentini a Roma, sede del Mimit, alla presenza dell’onorevole vicentino Silvio Giovine.

“L’export vicentino verso gli Stati Uniti rappresenta una quota importante dell’economia locale – ha precisato Nardin – pensiamo al settore agroalimentare, a quello orafo e, più in generale, alla manifattura, che pagherebbero a caro prezzo l’introduzione di dazi, con ripercussioni negative sull’intera economia nazionale. Al di là e oltre i dazi, anche l’incertezza e il precario equilibrio geopolitico mondiale rischiano di minare la salute delle nostre imprese. Bene che il Governo italiano sia in prima linea per disinnescare quella ‘guerra commerciale’ che dobbiamo assolutamente evitare. Per questo è necessario fare fronte comune con l’Europa e facilitare il dialogo con l’America”.

Nel corso dell’incontro, il ministro Urso ha evidenziato al presidente Nardin come l’obiettivo resti quello di una condizione di zero-dazi-zero tra UE e USA, verso un’intesa di libero scambio euro-atlantica, magari estesa al Mercosur, che darebbe vita al più grande spazio commerciale e tecnologico del mondo. Serve al contempo un intervento in sede europea per rilanciare la competitività dell’industria del Continente, con risorse ad hoc, uno shock di sburocratizzazione e la sospensione delle regole del Green Deal che hanno soffocato le imprese UE, in particolare quella dell’auto. Urso ha infine sottolineato come la missione odierna a Washington della presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, potrà favorire il dialogo tra la Commissione europea e l’Amministrazione americana.

L’onorevole Giovine ha infine sottolineato: “La duplice sfida posta dalla presidente Meloni riguarda infatti da un lato il negoziato per l’azzeramento reciproco dei dazi sui prodotti industriali esistenti, secondo la formula ‘zero per zero’, e dall’altro la strategia per stimolare la domanda interna, anche attraverso una rimodulazione del PNRR a favore delle imprese, orientando così le risorse per mettere gli attori economici nelle condizioni di essere più competitivi”.

Fondi europei a gestione diretta, seminario a Brescia

Il Dipartimento per gli Affari Europei organizza il 28 aprile 2025 a Brescia (Sala delle Danze presso il Centro per le nuove culture – Palazzo MO.CA) il seminario formativo “Fondi europei a gestione diretta” con l’obiettivo di promuovere una maggiore conoscenza e diffusione dei programmi europei a gestione diretta.

L’iniziativa – promossa in partenariato con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea e l’Ufficio in Italia del Parlamento europeo e in condivisione con l’Ufficio di Segreteria della Conferenza Stato città ed autonomie locali – è rivolta ai funzionari degli enti locali e ad altri soggetti interessati ed è realizzata in collaborazione con ANCI e UPI.

Il seminario sarà aperto dai saluti istituzionali di Tommaso Foti, Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione, cui seguiranno gli interventi del Presidente UPI Pasquale Gandolfi, e del Presidente della Provincia di Brescia Emanuele Moraschini.

L’iniziativa ha l’obiettivo di fornire gli strumenti per favorire un più efficace accesso ai fondi diretti: lettura ‘strategica’ della call, ideazione di un ‘progetto europeo’, individuazione di attività e risorse, costruzione del budget, attuazione del progetto e disseminazione dei risultati. Risponde a un’esigenza particolarmente sentita dalle amministrazioni locali per agevolare una più efficace partecipazione ai bandi e un supporto operativo ai potenziali beneficiari, favorendo una strategia di sistema.

Il programma prevede inoltre due focus tematici dedicati ai programmi Horizon Europe e Invest EU.

Puoi iscriverti al seminario, compilando il modulo di registrazione!

Il seminario di Brescia è il secondo appuntamento di un ciclo di seminari formativi che si è aperto a Roma il 3 dicembre 2024.

Programma del seminario seminario-fondi-diretti_programma-brescia-new

 

Comitato delle Regioni e Commissione europea lanciano la rete per rafforzare la cooperazione con città e regioni

Il 10 aprile è stata lanciata ufficialmente una nuova rete per incoraggiare i politici eletti a livello locale e regionale a impegnarsi maggiormente con l’Unione europea, e a cogliere le opportunità che essa può apportare alle loro comunità. La rete dei consiglieri locali dell’UE, che conta già 3.000 partecipanti, si basa sul successo di due iniziative analoghe esistenti e mira ad avvicinare il progetto europeo ai cittadini coinvolgendo il livello di governo di cui si fidano di più.

Il progetto, gestito congiuntamente dal Comitato europeo delle Regioni e dalla Commissione europea, le cui iniziative parallele esistenti formano ora la nuova rete che mira ad avvicinare le tematiche dell’UE alle comunità locali, coinvolgendo più efficacemente i sindaci, i presidenti di regione e i consiglieri regionali e locali.

L’adesione alla rete è aperta ai politici eletti a livello locale o regionale di tutta l’UE. I membri beneficiano di una serie di prodotti e servizi, tra cui visite di studio a Bruxelles, sessioni di formazione e seminari per migliorare la comprensione dei processi dell’UE. Questi strumenti, che sono adattati alle loro esigenze e ai loro interessi, consentiranno ai membri di raggiungere in modo più efficace i loro elettori sulle questioni relative all’Unione. I membri si impegnano inoltre a garantire che le tematiche più importanti relative all’UE siano discusse all’interno delle loro comunità locali, ad esempio attraverso eventi o discussioni regolari nelle riunioni delle assemblee di cui fanno parte. I politici eletti a livello regionale e locale interessati ad aderire alla rete possono candidarsi tramite il sito web.

 

Maggiori informazioni

  • La rete dei consiglieri locali dell’UE è un’iniziativa europea che riunisce politici eletti a livello locale e regionale con l’obiettivo di migliorare la comunicazione sull’Unione europea attraverso un’alleanza innovativa con le istituzioni dell’UE. Riunisce i membri delle due iniziative precedentemente separate e conta già oltre 3.000 membri in tutti i paesi dell’UE.
  • L’adesione alla rete dei consiglieri locali dell’UE è aperta ai rappresentanti eletti a livello locale e regionale che si impegnano a dialogare con le loro comunità su questioni europee. I consiglieri interessati sono invitati a candidarsi attraverso la piattaforma ufficiale dell’iniziativa.

La rete offre ai consiglieri una serie di risorse e sostegno, tra cui:

  • Accesso a informazioni e materiali dell’UE: i membri ricevono informazioni aggiornate sulle politiche e le iniziative dell’UE, insieme a materiali di comunicazione per contribuire a informare le loro comunità.
  • Formazione e sviluppo delle capacità: la rete offre l’opportunità di effettuare visite di studio a Bruxelles, sessioni di formazione e seminari per migliorare la comprensione del funzionamento dell’UE da parte dei membri e aiutarli a comunicare in modo più efficace.
  • Opportunità di networking: i consiglieri possono mettersi in contatto con i loro omologhi in tutta l’UE per condividere esperienze, buone pratiche e collaborare alla ricerca di soluzioni a sfide comuni.
  • Sostegno alle azioni di comunicazione sul campo: la rete può assistere i membri nell’organizzazione di eventi locali, nello sviluppo di iniziative di comunicazione volte a informare i cittadini sull’UE e a incoraggiarne l’impegno.

Tutte le info qui https://cor.europa.eu/it/notizie/comitato-delle-regioni-e-commissione-europea-lanciano-la-rete-rafforzare-la-cooperazione-con-citta-e

Aree interne, UPI “Accettiamo la sfida del Ministro Foti. Le Province al fianco dei Comuni per dare assistenza nell’attuazione del Piano”

“Come UPI non possiamo che apprezzare e cogliere la sfida lanciata oggi dal Ministro Foti alle Province, di assumere un ruolo chiaro di assistenza tecnica ai piccoli e piccolissimi comuni delle Aree interne. È un compito che rivendichiamo e che, ne siamo convinti, è essenziale per permettere ai piccoli enti di utilizzare al meglio le opportunità del Piano. Anzi, come UPI ribadiamo la necessità di assegnare alle Province la programmazione e il coordinamento degli investimenti di questo Piano, per evitare che si disperdano risorse in micro-interventi inefficaci e slegati dalla strategia dello sviluppo territoriale”.

Lo ha detto il Vicepresidente di UPI, Angelo Caruso, presidente della Provincia dell’Aquila, intervenendo alla Cabina di Regia convocata dal Ministro Tommaso Foti per approvare il nuovo Piano delle Aree interne.

“Per le Province – ha detto poi Caruso – questo Piano è uno strumento di particolare importanza, perché impatta con le azioni di sviluppo territoriale programmate e coordinate da queste istituzioni.
Basti pensare alla viabilità provinciale e alle scuole secondarie superiori, servizi essenziali per le piccole comunità per assicurare la coesione territoriale, economica e sociale.

Per questo – ha detto o il Vicepresidente UPI al Ministro Foti – in fase di attuazione del Piano daremo seguito al suo invito e ci proporremo ai Comuni per dare assistenza tecnica nella messa a terra delle opere e per programmare gli investimenti, così da costruire politiche di sviluppo integrate, strutturate ed incisive, evitando interventi disallineati che non producono un vero cambiamento sui territori”.

Decreto elezioni, UPI: “Forti preoccupazioni per emendamento sui consigli provinciali”

“Se venisse accolto l’emendamento al decreto-legge sulle elezioni che introduce lo scioglimento dei consigli provinciali e la mozione di sfiducia al Presidente di Provincia, senza modificare il sistema elettorale delle Province, si aggiungerebbe nuova instabilità ad una situazione già ora critica, a discapito dei cittadini, dei loro diritti, dei servizi essenziali. Siamo molto preoccupati perché ci sembra che, nonostante i tanti proclami, non solo non si portano a termine i tentativi di revisione delle norme sulle Province, ma si ritiene di intervenire in un decreto-legge con norme estemporanee su aspetti ordinamentali, andando tra l’altro contro a quanto più volte ribadito dalla Corte Costituzionale”.

Lo dichiara il Presidente di UPI Pasquale Gandolfi, in merito all’emendamento presentato al cosiddetto Decreto Elezioni, che introduce disposizione in materia di decadenza dalla carica del Presidente della Provincia e scioglimento del consiglio provinciale, al vaglio della Commissione Affari costituzionali del Senato.

“Il sistema elettorale delle Province – ha ricordato Gandolfi- presenta molte anomalie, che da anni chiediamo di risolvere, attraverso una revisione complessiva del sistema elettorale che preveda l’elezione diretta degli organi e una durata del mandato di cinque anni analoga a tutte le altre cariche istituzionali. Nelle condizioni in cui siamo, con il Presidente di Provincia che dura in carica quattro anni, e il Consiglio Provinciale che ne dura solo due, non si può introdurre la previsione della mozione di sfiducia. C’è poi un dato politico di fondo: da anni ormai tutti i partiti dichiarano in Parlamento e al Governo che la legge che regola le Province è stato un errore che ha portato all’ indebolimento dei territori. Eppure, tutti i tentativi di riforma, sia parlamentari che governativi, non vanno avanti. Se davvero c’è questa consapevolezza, che si traduca in norme coerenti, in maniera organica e strutturata, come si deve ad una istituzione della Repubblica. Auspichiamo per questo che in Senato si comprendano le ragioni di queste preoccupazioni e che si ritiri l’emendamento”.

 

Decreto elezioni, UPI: “Forti preoccupazioni per emendamento sui consigli provinciali”

“Se venisse accolto l’emendamento al decreto-legge sulle elezioni che introduce lo scioglimento dei consigli provinciali e la mozione di sfiducia al Presidente di Provincia, senza modificare il sistema elettorale delle Province, si aggiungerebbe nuova instabilità ad una situazione già ora critica, a discapito dei cittadini, dei loro diritti, dei servizi essenziali. Siamo molto preoccupati perché ci sembra che, nonostante i tanti proclami, non solo non si portano a termine i tentativi di revisione delle norme sulle Province, ma si ritiene di intervenire in un decreto-legge con norme estemporanee su aspetti ordinamentali, andando tra l’altro contro a quanto più volte ribadito dalla Corte Costituzionale”.

Lo dichiara il Presidente di UPI Pasquale Gandolfi, in merito all’emendamento presentato al cosiddetto Decreto Elezioni, che introduce disposizione in materia di decadenza dalla carica del Presidente della Provincia e scioglimento del consiglio provinciale, al vaglio della Commissione Affari costituzionali del Senato.

“Il sistema elettorale delle Province – ha ricordato Gandolfi- presenta molte anomalie, che da anni chiediamo di risolvere, attraverso una revisione complessiva del sistema elettorale che preveda l’elezione diretta degli organi e una durata del mandato di cinque anni analoga a tutte le altre cariche istituzionali. Nelle condizioni in cui siamo, con il Presidente di Provincia che dura in carica quattro anni, e il Consiglio Provinciale che ne dura solo due, non si può introdurre la previsione della mozione di sfiducia. C’è poi un dato politico di fondo: da anni ormai tutti i partiti dichiarano in Parlamento e al Governo che la legge che regola le Province è stato un errore che ha portato all’ indebolimento dei territori. Eppure, tutti i tentativi di riforma, sia parlamentari che governativi, non vanno avanti. Se davvero c’è questa consapevolezza, che si traduca in norme coerenti, in maniera organica e strutturata, come si deve ad una istituzione della Repubblica. Auspichiamo per questo che in Senato si comprendano le ragioni di queste preoccupazioni e che si ritiri l’emendamento”.

 

Gandolfi “Il raccordo tra ANCI UPI e ALI dà forza alle autonomie”

“Comuni, Province e Città metropolitane sono le istituzioni più vicine ai territori e ai cittadini: il raccordo tra le associazioni che le rappresentano, ANCI e UPI insieme ad ALI è indispensabile per assicurare sempre più centralità alle questioni che riguardano le autonomie locali nella dialettica politica nazionale”.

Lo ha detto il Presidente di UPI Pasquale Gandolfi intervenendo all’Assemblea Nazionale di ALI – Legautonomie. “Ringrazio il Presidente di Ali, il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, per il sostegno alle Province che anche in questi giorni ha voluto ribadire. Restituire certezze a queste istituzioni, sia dal punto di vista ordinamentale che delle risorse per i servizi, significa rafforzare i territori e assicurare servizi ai cittadini, soprattutto nelle aree interne e lontano dalle grandi città, diritti essenziali e una amministrazione efficiente. Con ALI e insieme ad ANCI come UPI continueremo a portare avanti la richiesta di avviare una riforma strutturale delle norme di Province ed Enti locali, per mettere gli amministratori locali nelle condizioni di rispondere al meglio al loro servizio”.

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