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Audizione sulle riforme istituzionali in Commissione Bicamerale per le questioni regionali

“Noi abbiamo una esigenza: di disegnare per il Paese una nuova governance per il terzo millennio, che sia all’altezza delle sfide che ci prepariamo ad affrontare”. E’ quanto ha detto il Presidente della Provincia di Siracusa, Nicola Bono, intervenuto per l’Upi oggi in Commissione bicamerale per le questioni regionali, nel corso di una indagine conoscitiva sui progetti di riassetto delle funzioni tra i diversi livelli di governo.
“E’ necessario proseguire in modo serrato il confronto e rendere più rapido il percorso di approvazione della Carta delle Autonomie, perché rappresenta un passaggio fondamentale per tutte le istituzioni della Repubblica”.
“L’individuazione delle funzioni fondamentali di Comuni e Province – ha proseguito Bono –  è il punto di partenza indispensabile per riuscire a definire questa governance ed avviare una profonda razionalizzazione di tutto il sistema amministrativo italiano. Il vero problema, infatti – ha aggiunto – non è l’esistenza di quattro livelli istituzionali, ma la confusione di ruoli  tra questi soggetti. Stabilire con chiarezza chi fa che cosa ci consentirà di procedere ad un profondo processo di semplificazione dell’amministrazione statale e regionale, attraverso la soppressione o l’accorpamento delle strutture, degli enti intermedi, delle agenzie, degli enti strumentali che svolgono impropriamente funzioni in tutto o in parte coincidenti con quelle spettanti ai Comuni e alle Province”.  
Quanto al processo di istituzione delle Città metropolitane, Bono ha ribadito l’esigenza di approvare una disciplina organica che non si limiti a definire le funzioni ma che riguardi anche gli organi e il sistema elettorale e che consenta veramente di arrivare all’istituzione delle Città metropolitane nei territori che lo richiedano.
Il Presidente Bono ha poi lanciato una proposta alla Commissione: “Non ci siamo mai sottratti – ha detto – al dibattito sulla razionalizzazione delle Province. Crediamo però che se davvero si vuole procedere ad una riforma del Paese, si debba avviare una riflessione più approfondita che interessi le dimensioni ottimali delle circoscrizioni comunali, provinciali, regionali. Per questo proponiamo alla Commissione parlamentare per le questioni regionali di avviare una specifica indagine su questa questione, che consenta di coinvolgere sia i soggetti interessati, sia gli studiosi e gli istituti di ricerca che si occupano della materia”.

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Decisione di Finanza Pubblica 2011 – 2013

In allegato, il documento dell’Upi sulla Decisione di Finanza Pubblica 2011- 2013, consegnato nell’Audizione alla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati il 7 ottobre 2010.

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Nota di lettura dell’Upi sulla manovra economica

In allegato:

– Nota di lettura sulle norme di natura finanziaria che riguardano le Province

– Decreto Legge n 78 del 31 maggio 2010

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MANOVRA ECONOMICA E TAGLI AGLI ENTI LOCALI

In allegato, il testo dell’Ordine del Giorno, il documento Upi consegnato in audizione  e il documento con gli emendamenti.

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Le Province in audizione alla Commissione di Vigilanza sull’anagrafe tributaria

“Il federalismo fiscale potrà ridurre la spesa pubblica, se assicurerà la responsabilizzazione degli amministratori locali, definendo con chiarezza i costi standard dei servizi ai cittadini e assicurando la possibilità di controllo dei flussi di entrata”. Lo ha detto il Vice Presidente Vicario dell’Upi, Dario Galli, Presidente della Provincia di Varese, intervenendo oggi in audizione alla Commissione Parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria della Camera dei Deputati.

“Quello dell’individuazione dei costi standard – ha detto – è un principio fondamentale. I cittadini hanno diritto ad avere gli stessi servizi, ma questi servizi devono avere per la pubblica amministrazione costi uguali in tutto il territorio. Ancora – ha proseguito Galli – dobbiamo arrivare ad eliminare la finanza derivata, assegnando competenze e risorse certe a Regioni, Province e Comuni, perché è in questo modo che si dà piena attuazione al principio di responsabilità.
Resta poi aperta – ha concluso il Vice Presidente dell’Upi – la questione della condivisione dei dati e dei flussi finanziari del Paese tra tutte le istituzioni: dobbiamo costruire una coerente, funzionale ed efficace banca dati, e consentire l’interazione tra i diversi sistemi a livello regionale o locale, secondo criteri di trasparenza e semplificazione, altrimenti risulterà impossibile il controllo sui flussi tributari”.

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TAVOLO TECNICO PER LA FISCALITA’ LOCALE

In allegato, il documento in oggetto.

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Attuazione della Riforma Brunetta

Presentate oggi, in un convegno organizzato dall’UPI in collaborazione con la Provincia di Roma e il dipartimento della Funzione Pubblica nel corso dell’evento ForumPA, le prime note applicative della riforma del lavoro pubblico in attuazione dei principi previsti dalla legge 15/09 e dal d. lgs 150/09.

Il documento è stato elaborato nell’ambito delle attività di attuazione del Protocollo di intesa del 18 novembre 2009 tra il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione e l’UPI, con l’obiettivo di valorizzare la produttività del lavoro pubblico, l’efficienza e la trasparenza delle Province.

La presentazione delle note applicative è solo il primo passaggio di un lavoro complesso che, attraverso la stipula del protocollo previsto dalla legge con la “Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche” e il coinvolgimento degli organi rappresentativi dell’UPI, porterà a definire indirizzi e metodologie condivisi per misurare le performance delle diverse amministrazioni provinciali, valutare le diverse esperienze amministrative di applicazione della riforma e a fornire alcune indicazioni per l’avvio della nuova fase di contrattazione, in vista della scadenza de termine del 31 dicembre 2010 per l’adeguamento dei regolamenti provinciali.

 In allegato, il documento con le note applicative

 

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Norme per la tutela della libertà di impresa

Allentare il vincolo del Patto di Stabilità, valorizzazione del ruolo dello Sportello Unico per le Attività Produttive delle Province, monitorare ed intervenire sulle crisi produttive. Queste le azioni proposte dal Presidente della Provincia di Chieti, Enrico di Giuseppantonio, intevervenuto ieri quale responsabile dell’Ufficio di Presidenza Upi delle politiche di sviluppo economico nell’audizione alla Camera dei deputati  in Commissione Attività Produttive sulle “Norme a tutela dela libertà di impresa”. 

Il Presidente ha sottolineato come le Province siano molto vicine alle PMI e che da una recente indagine condotta da UPI e Censis, emerge chiaramente che le Province rappresentano un soggetto di responsabilità istituzionale particolarmente idoneo a fronteggiare la crisi, in grado mettere in campo quell’insieme di strumenti utile a sostenere dal basso il rilancio del sistema Paese, partendo proprio dalle esigenze plurime e differenti dei singoli territori. Purtroppo, i vincoli imposti dal patto di stabilità interno a Province e Comuni e la norma prevista dal decreto anticrisi – che obbliga ad accertare preventivamente che il programma dei pagamenti che comportino impegni di spesa sia compatibile con i relativi stanziamenti di bilancio e con le regole di finanza pubblica – hanno determinato il blocco degli appalti degli Enti locali e hanno messo in crisi il sistema delle piccole e medie imprese. Per questo l’UPI ha chiesto al Parlamento specifici interventi per liberare risorse, a partire dalla modifica del Patto di Stabilità interno. L’Unione delle Province d’Italia ha proposto inoltre di realizzare il monitoraggio dei fattori di crisi sul territorio con l’obiettivo fondamentale di prevenire le crisi industriali, soprattutto in una fase di eccezionale recessione a livello nazionale ed internazionale come quella attuale. Le Province Italiane rappresentano infatti il terminale delle crisi economiche sul territorio, sono al corrente in tempo reale delle crisi industriali non ancora conclamate in quanto possiedono dati aggiornati sulle dinamiche occupazionali, forniti dai centri per l’impiego. Il sistema italiano dei centri pubblici per l’impiego ( ex uffici di collocamento) costituisce infatti il punto di riferimento per la conoscenza del mercato del lavoro. Il sistema opera attraverso due strumenti fondamentali presenti in ogni Provincia, che poche Regioni ad oggi hanno coordinato con banche dati unitarie e comuni: I SISTEMI INFORMATIVI DEL LAVORO; GLI OSSERVATORI DEL MERCATO DEL LAVORO.

Infine, per il migliore raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del Paese, il Presidente Di Giuseppantonio ha evidenziato la necessità una maggiore valorizzazione degli Sportelli Unici Provinciali che hanno personale qualificato per il supporto della rete dei piccoli comuni e delle piccole e medie imprese, con la possibilità di stipulare convenzioni con i Comuni per l’esercizio delle funzioni inerenti al SUAP e in caso di subentrare nell’esercizio delle funzioni nel caso in cui il Comune sia inadempiente, nonché svolgere funzioni di assistenza tecnica e supporto alle PMI .

 In allegato, il documento Upi consegnato alla Commissione

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POLIZIA LOCALE: LE PROVINCE IN AUDIZIONE AL SENATO

In allegato, il testo con le proposte dell’Upi in merito al “TESTO UNIFICATO Disegno di legge n 272, n. 278, 308, 344, 760, 1039 – Norme di indirizzo in materia di politiche integrate per la sicurezza e la polizia locale”

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DECRETI ATTUATIVI LEGGE 42: FEDERALISMO DEMANIALE

In allegato, il testo in oggetto

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AUDIZIONE COMMISSIONE BICAMERALE FEDERALISMO FISCALE

“Il decreto attuativo sul federalismo demaniale arriva in Parlamento dopo essere stato concertato e condiviso da Governo, Province e Comuni. Non vorremmo che nel passaggio parlamentare si perda lo spirito iniziale, dettato dalla Costituzione e dalla stessa legge delega sul federalismo fiscale, che assegna a Regioni, Province e Comuni un ruolo di pari responsabilità nella valorizzazione del patrimonio”.
Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, Presidente della Provincia di Catania, intervenendo in audizione alla Commissione per l’Attuazione del federalismo fiscale, sul primo decreto attuativo della legge 42, che stabilisce l’assegnazione di parte del patrimonio statale alle istituzioni locali.
“Ci auguriamo – ha detto Castiglione – che questo decreto prosegua nella filosofia di attuazione del federalismo fiscale che avevamo apprezzato e condiviso con il Governo. Non potremmo considerare accettabile una norma che assegni alle sole Regioni il demanio marittimo e idrico dello Stato, affidando a queste istituzioni il compito di decidere poi se e come suddividerlo tra le istituzioni del territorio. Questo vorrebbe dire non attuare il federalismo fiscale e spostare il Paese da un centralismo statale ad un neocentralismo regionale, come ha dichiarato lo stesso Presidente della Commissione, Enrico La Loggia”.
Castiglione ha poi voluto sottolineare alcune criticità presenti nel decreto: “Sottrarre dal patrimonio a disposizione i beni del Ministero della Difesa, così come i beni culturali – ha detto – indebolisce il provvedimento. C’è poi una questione puramente economica: noi riteniamo che quello del federalismo demaniale possa essere una occasione importante per le istituzioni locali, perché chiama in causa le capacità di produrre sviluppo e di valorizzare beni a disposizione sul territorio, a vantaggio delle comunità. Non vorremmo però vederci assegnato il patrimonio, senza le risorse corrispondenti, o, peggio, impossibilitati a fare investimenti a causa dei vincoli del patto di stabilità interno”. Il Presidente dell’Upi ha concluso il suo intervento ponendo alla Commissione la questione delle Province e dei Comuni delle Regioni a Statuto Speciale “Escluderle dal processo di attuazione del federalismo fiscale vuol dire penalizzare la capacità di sviluppo di questi territori, che invece devono, come il resto del Paese, essere messi in condizione di affrontare questa sfida di riforma e di cambiamento”.

In allegato, il documento consegnato in Commissione

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AUDIZIONE IN COMMISSIONE BILANCIO CAMERA DEI DEPUTATI

Sono stati il Vicepresidente Vicario dell’Upi, Dario Galli, Presidente della Provincia di Varese, e il Responsabile degli Assessori al Bilancio Upi, Antonio Rosati, Assessore al Bilancio della Provincia di Roma, ad intervenire oggi nel corso dell’audizone informale alla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, sullo Schema di decreto legislativo del cosiddetto “Federalismo demaniale”.

In allegato, il documento consegnato

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